PARMALAT
PARMALAT
Parmalat
Buongiorno, sono Morya Longo del Sole 24 Ore. Non rispondo mai ad accuse nei miei confronti, ma questa volta - vista anche l'evidenza dell'articolo su Libero Mercato e vista la comodità del blog - mi sembra doveroso farlo. Lei sostiene che io ho scritto articoli tendenziosi sulla Parmalat. Le dimostro il contrario.
1) Il fatto che il titolo Parmalat sia sceso negli ultimi tempi è dovuto alla correzione dei mercati, dunque non ha nulla a che fare con notizie societarie. Quel giorno, invece, il titolo Parmalat è salito del 3% solo ed esclusivamente per la notizia dei 23 milioni incassati. Dunque l'informazione data nell'articolo del Sole è corretta. Anzi: l'articolo inizia con la seguente frase: "Le cause legali tornano a ingrassare il bilancio della parmalat". La frase mi sembra enfatica: spiega in poche parole che i bilanci della parmalat (che come lei dice sono pieni di liquidità eccc.) si sono ingrassati. Non mi sembra un attacco alla Parmalat, anzi.
2)L'articolo non dice che Bondi è commissario straordinario e non "un vero manager" come sostiene lei. Nell'articolo si fa riferimento a lui come commissario straordinario semplicemente perchè le cause legali sono state avviate da lui in quella veste: come a.d. non avrebbe potuto. Per questo nell'articolo, parlando delle cause legali, lo cito con quella qualifica. Anche qui riporto il testo dell'articolo: "Erano due delle tante cause avviate da enrico bondi in qualità di commissario straordinario". La frase è corretta e per nulla sminusice il valore di bondi come manager, colui che ha risollevato le sorti della parmalat.
3)Lei mi accusa di avere detto che "i soldi incassati da calyon sono solo il 20-30% di quanto inizialmente richiesto". Io non ho scritto così: la frase testuale dell'articolo è "Circa il 20-30%" di quanto richiesto. Tra "circa" e "solo" c'è una bella differenza concettuale. Comunque questa cifra mi è stata comunicata dalla parmalat, da cui non arrivano altri dettagli sull'importo iniziale richiesto. Per questo non ho potuto scrivere l'importo richiesto in modo preciso: non è un'informazione disponibile. Anche questa frase non mi sembra sminuisca per naulla la Parmalat o le sue cause: è un dato di fatto.
4)Che la richiesta iniziale di Gkb fosse di 5,6 miliardi c'è scritto sul comunicato stampa della parmalat del luglio 2006. Un'informazione corretta deve dare ai lettori tutti i dettagli disponibili: come fa un investitore a sapere se parmalat ha recuperato tanto o poco? Credo che sia giusto saperlo, anche perché Parmalat ha altre cause miliardarie in corso per cui è giusto che chi legge possa farsi un'idea quantomeno di come sono andate quelle chiuse. Mi sembra di fare un servizio al lettore, non un danno. Tra l'altro - ribadisco - l'informazione è corretta. Non solo: l'articolo cita le cifre in modo freddo, senza dire frasi del tipo "ha incassato solo 20 milioni su 5,6 miliardi". Non vedo perché Lei mi deve accusare di affossare la Parmalat.
5) Lei mi accusa anche su un precedente articolo, relativo a un'ordinanza di un giudice di Parmalat. L'articolo - a detta anche degli avvocati della parmalat - non solo era corretto, ma anche equilibrato. Dava informazione ai lettori di un'ordinanza (che ho qui sulla mia scrivania) che poneva dei dubbi su un'azione di risarcimento. L'articolo non era assolutamente sopra le righe. Anzi: informava i lettori di uno sviluppo legale che potrebbe - se questo parere del giudice avesse un seguito - avere un impatto su almeno una causa di risarcimento danni. Non era giusto informare i lettori e gli investitori? Loro non devono sapere che un giudice (non un giornalista) ha posto delle questioni su un'azione di risarcimento? Io credo di sì. Parmalat il giorno dopo non ha smentito la notizia (non poteva, dato che è vera e riportata in modo corretto), ma ha semplicemente ribadito la sua posizione sul merito richiamando un comunicato stampa di un anno prima. La invito a leggere il comunicato stampa. Le sottolineo che la posizione della parmalat era già chiara ed evidente nell'articolo del Sole.
Per concludere: mi sembra che lei mi accusi ingiustamente. Io faccio semplicemente il mio lavoro cercando di dare tutte le informazioni su una vicenda in mio possesso. Tutte: quelle positive e quelle negative. Lei è libero di pensare e dire quello che crede, ma le chiedo almeno di riflettere su quello che le ho scritto.
P.s. Sebbene io abbia un nome strano, non sono una donna.
Distinti saluti,
Morya Longo
Parmalat
AUTOGRILL ....il panino me lo faccio a casa!!!!

Ricordo anche i 2 precedenti articoli di oggi su Parmalat e tiscali)
Ho sentito qualcuno (intervistato su CNBC) che non si spiega l'andamento negativo di Autogrill. Beh, la solidità della azienda non la mettiamo in discussione, ma se si guardasse attentamente la trimestrale, anche un bambino noterebbe un paio di preoccupanti stonature (ma forse il personaggio intervistato da CNBC che fra l'altro si spaccia per un noto consulente finanziario non le ha lette....e allora sarebbe meglio che si astenga dai giudizi). Mi riferisco ai costi per il materiale (pane, pasta, prosciutti ecc ecc) la cui incidenza sul fatturato è letteralmente esplosa.
Il fatturato è passato da 1810 a 2079 milioni ma i costi per materiali da 620 milioni a 748 milioni. L'incidenza è quindi passata dal 35,1% al 36,8%.(incremento dell'1,7%). Tutte le altre voci di costo del bilancio sono state compresse nel tentativo di ridurre l'incidenza sull'utile. Faccio notare che l'utile prima delle tasse è stato di 104 milioni (contro i 97 del precedente anno).
Ora pensare che in questo macrocontesto Autogrill riesca a reperire prodotti alimentari con un costo più basso sembra inverosimile (anche perchè ne andrebbe a discapito una qualità già oggi al limite..). Difficile è anche pensare che Autogrill riesca a ribaltare, nel breve, sul consumatore ulteriori aumenti di prezzo.
Come i lettori sanno, il costo per le materie prime specie alimentari, nel mondo sta esplodendo (vedi in casa nostra il prezzo del pane...).
A questo si aggiunge la debolezza del dollaro e una minore propensione al consumo nelle aree di ristorazione (nelle quali i prezzi sono artificiosamente tenuti alti, sfruttando un regime monopolistico sui prezzi nell'area in questione, aeroporto o stazione o autostrada che sia). Sta tornando di moda farsi il panino a casa e consumarlo in aeroporto. A questo aggiungiamo un maggiore indebitamento del gruppo che porta a maggiori oneri finanziari in un contesto che prevede un aumento del costo del denaro per le aziende (anche se la Fed ha cercato di buttare un po' d'acqua sul fuoco).
Basterebbe quindi che il costo delle materie prime (alimentari) salisse di soli 2 punti percentuali per avere una riduzione dell'utile netto rispetto allo scorso anno (quando il titolo viaggiava intorno ai 12 euro!!!!). Quindi attenti a come si investe. Vorrei vederci piu' chiaro prima di consigliarne l'acquisto.
AUTOGRILL ....il panino me lo faccio a casa!!!!
Tiscali, fra recessione e indebitamento

(leggete anche l'articolo successivo su Parmalat)
Il nostro provider sardo, di cui il politico Soru è ancora il maggiore azionista, viaggia oramai sotto i 2 euro. L'analisi di questo gruppo mi è stata richiesta da un lettore.
Non voglio qui soffermarmi sulle poste di bilancio del gruppo ne tantomeno sull'analisi tecnica, ma solo fare qualche considerazione di carattere generale.
Il titolo soffre da sempre della incapacità di generare profitti.
Il prezzo di questi giorni rappresenta un minimo storico per l'ISP sardo.
L'azienda oramai opera solo in due nazioni.
1)L'Inghilterra che rappresenta il suo maggior mercato (ma dove la competizione non permette margini elevati)
2)L'Italia che comunque rappresenta circa 1/3 del valore dell'azienda
Il debito è stato ristrutturato recentemente e la banca principale del Gruppo è Banca Intesa. Caboto (banca intesa) ha un giudizio molto positivo sul futuro di Tiscali con target ambiziosi!
Soru è un politico che supporta questo governo, a capo del governo abbiamo Prodi. Prodi è amico di Bazoli (banca intesa). Banca Intesa ha solo di recente aiutato (e non poco) la Tiscali.
L'ultima acquisizione fatta da Tiscali (Pipex) sembrerebbe abbia creato non pochi screzi fra la banca e l'azienda (il finanziamento non doveva essere concesso)
Tiscali deve effettuare un aumento di capitale (già deliberato) e vedendo il comportamento in borsa si direbbe che il titolo abbia difficoltà a riprendersi proprio in vista di questa richiesta di soldi al mercato.
Insomma Tiscali rappresenta la solita scommessa su redditività futura ....
Oggi la scommessa si basa su quattro punti
1)La possibilità di estendere in Italia l'IPTV inglese e il successo di tale iniziativa
2)La capacità dell'azienda di creare valore in terra inglese
3)L'eventuale futura separazione della rete da Telecom potrebbe portare dei benefici (concorrenza leale)
4)La possibilità che l'azienda venga messa in vendita
Le prospettive economiche in Europa (possibile recessione) non fanno pensare che sarà facile per Tiscali convincere la clientela a spendere di più.
I tassi di interesse sul debito (a mio avviso in aumento) non facilitano il raggiungimento dei target aziendali
La separazione delle rete fissa chissà quando avverrà.
Non mi pronuncio sul futuro borsistico della società, repentini rialzi (dopo tanto ipervenduto sono possibili) sono sempre possibili. Tuttavia da qui a vedere le solide basi per una rinascita del gruppo il passo mi sembra quantomeno azzardato, specie nell'attuale contesto recessivo dell'economia
Tiscali, fra recessione e indebitamento
PARMALAT : GIORNALISMO VERO O LATTE AVARIATO?

Ieri vi ho voluto far notare come ( a mio personale parere) l'articolo del Sole24 di Gatti sull'affare Follieri sia un'inchiesta brillante dove si riscopre l'arte del giornalista. Oggi con la stessa franchezza (e sempre a mio parere personale) devo segnalare la stranezza degli ultimi articoli comparsi sempre sul Sole24 ore su Parmalat. Ebbene, se riuscite a leggerli in sequenza vi potreste accorgere di uno strano accanimento con il quale il giornale sembrerebbe comportarsi verso questo gruppo. Le notizie, come ben sapete, si possono sempre leggere in due modi e si possono mettere o meno in risalto (dando un particolare spazio sul giornale).
Ma quando da una notizia si possono condizionare le scelte d'investimento di un lettore allora bisogna fare molta attenzione. Se io investitore mi dovessi basare sugli articoli del quotidiano in questione, beh state ben certi, starei lontano dal gruppo di Collecchio.
Tuttavia guardando i bilanci societari, la liquidità del gruppo, la solidità del management, la possibilità di incassare soldi dalle banche, i prezzi di borsa dei competitors e il prezzo sceso da 3,3 a 2,50 (in concomitanza con la vendita della quota in mano a Capitalia!) tutto sembra tranne che l'azienda sia particolarmente sopravalutata.
Tuttavia il Sole24 continua a far uscire articoli sottolineando con dovizia certosina gli aspetti negativi delle notizie. Oggi poi ha raggiunto l'apice, infatti facendo riferimento all'incasso di 23 milioni di euro da due banche estere (Caylon e GKB) la giornalista, Morya Longo ha posto in evidenza:
1)Il fatto che 23 milioni siano “non tanti rispetto al fatturato ma abbastanza da far volare il titolo in borsa”. (senza dire che il titolo è già sceso molto nelle ultime settimane)
2)Che Enrico Bondi sia commissario straordinario della Parmalat e non vero manager! (il che non è proprio vero)
3)Che i soldi incassati da Caylon siano “solo” il 20%-30% di quanto inizialmente richiesto da Parmalat (non dando l'importo esatto e non sottolineando che se Parmalat incassasse solo il 30% da tutte le azioni di revocatoria la società varrebbe decisamente di più in borsa)
4)Sui 20 milioni incassati da GKB la brava giornalista sottolinea come la richiesta iniziale di Bondi fosse per 5,6 miliardi di euro.
Ma non sarebbe forse più onesto spiegare, in un bell'editoriale, il perchè di tale accanimento? Non è diritto del lettore sapere di più. Chi decide la linea editoriale da tenere su Parmalat deve avere l'onestà intellettuale di spiegare al lettore (che pone fiducia nel giornale) il perchè di certi articoli. Questa è la novità che potrebbe darebbe un valore aggiunto ai quotidiani. Fino a quando questo non accade, meglio andare su Google e cercare su qualche Blog un fondo di verità gratuita (piuttosto che spendere un euro per leggere una opinione non motivata)
Vedremo se nelle prossime settimane la saga continuerà!
PARMALAT : GIORNALISMO VERO O LATTE AVARIATO?
EURIBOR...SEMPRE ALLARME ROSSO.

La Fed taglia i tassi, le banche centrali creano un cordone sanitario senza precedenti e in borsa sembra che il peggio sia passato, con il mercato americano a un passo dai massimi.
Bene pericolo scampato...........beh non tutti i mercati la pensano cosi'.
Nel mercato monetario della zona euro (l'indicatore principale della fiducia) questa mattina l'Euribor a tre mesi è passato da 4,72 a 4,78!!!
Le banche centrali continuano a immettere liquidità ma la fiducia fra gli operatori non cambia.
A preoccupare è la mancanza di informazioni. Non si sa quali istituti siano in crisi e le banche fra loro continuano a non fidarsi fra loro.
Oggi la FEd ha iniettato ben 38 miliardi di dollari...
A inizio settimana abbiamo scritto che l'intervento FED poteva riportare fiducia fra le banche e quindi tutta la situazione poteva volgere al bello.
Se la fiducia non torna (e il mercato dell'euribor è il maggior indicatore) allora potrebbe essere che i correntisti (questa volta di altre banche che non siano la Northern Rock) tornino a fare la fila davanti a un'altra banca.
Comunque l'euribor alle stelle sta facendo crescere i costi per tutti i tipi di indebitamento, da quello delle famiglie (mutui) a quello per le imprese.
investire sempre con la massima cautela.
EURIBOR...SEMPRE ALLARME ROSSO.
IL VERO GIORNALISMO

Siamo invasi dai giornali, da quelli gratuiti che invadono le metropolitane ai quotidiani che spesso sopravvivono grazie agli aiuti statali.
Ma perchè si deve leggere un quotidiano in un mondo in cui l'informazione arriva a noi molto piu' velocemente che dalla carta stampata (tv e internet).
Semplice...per avere un approfondimento in modo da crearci un'opinione.
Tuttavia tutti i giornali (e i media in generale) tendono spesso a saltare gli approfondimenti per arrivare subito all'opinione, e, il che è ancora più grave, cercano di farti credere che l'opinione e l'approfondimento siano la stessa cosa.
La nostra unica risorsa è la nostra cultura individuale e la nostra capacità di critica. Solo così riusciamo a separare il grano (approfondimento) dalla gramigna (anche se non sempre è facile).
Molte volte l'informazione non è completa e di parte e l'intero nostro giudizio risulta cosi sbagliato. Guardate solamente cosa sta accadendo in questi giorni con il delitto di Garlasco. Decine di giornalisti incapaci di fare il proprio lavoro condannano una persona senza spiegare fino in fondo il motivo di tale condanna. Cosi' facendo sparano giudizi senza un minimo di approfondimento.
Il caso di Garlasco è lampante ma vi assicuro che molta parte della roba che leggete sui quotidiani è della stessa bassa qualità!
In Italia manca un'informazione completa e approfondimenti seri. Basta vedere i telegiornali delle principali reti televisive.
Ma perchè tutto questo discorso? Perchè ieri ho letto un pezzo di vero giornalismo...roba d'altri tempi!
Mi veniva quasi in mente Robert Redford nella bellissima interpretazione del reporter.
Sul 24ore di ieri mercoledi c'è' un articolo di Claudio Gatti intitolato Follieri, quell'apprendista nababbo alla corte dei Clinton".
Ebbene il giornalista ha fatto quello che tutti i veri giornalisti dovrebbero fare...ha fatto una vera inchiesta, si è documentato, ha contattato direttamente le persone, ha lavorato per raccogliere informazioni per mesi. Infine ha pubblicato un articolo che svela chi è veramente Follieri. (per la cronaca...Follieri era passato alla ribalta negli ultimi anni come un benefattore e un ricco filantropo, in realtà è risultato un piccolo furbetto che cercava di introfularsi in ambienti che contano per il proprio interesse).
Mentre lo leggevo sognavo inchieste di questo genere fatte su tanti fatti e misfatti della politica e della economia italiana.
Grazie ancora a Claudio Gatti e la speranza che possa continuare così, magari alzando un po' il tiro su qualche cosa strana in casa nostra....
IL VERO GIORNALISMO
OBIETTIVO 42.000

Mercati al rialzo.
Lista di 10 Titoli sottovalutati disponibili (con indicazioni su stop loss a prezzi di vendita) per gli abbonati al servizio consulenza.
OBIETTIVO 42.000
LA BORSA DEVE SALIRE!
Il petrolio non spaventa cosi' come il dollaro debole non rappresenta più un ostacolo alla crescita e alle esportazioni europee.
Il calo dei prezzi delle case e della concessione di mutui non sono significativi di recessione.
Gli ordini di beni durevoli americani sono in calo e peggio delle attese. Se poi il dato non considerasse le spese per la difesa saremmo proprio di fronte a un vero crollo.
Le possibili perdite di alcune banche e brokers si sono volatilizzate (grazie ad alchimie contabili a prova di fed)
I mercati azionari continuano a recuperare incuranti dei rischi di recessione. Dalla scorsa settimana abbiamo capito che le banche centrali si frapporranno a discese dei mercati azionari significative.
In Italia Fiat è stata la regina di questi ultimi 4 giorni borsisitici (oltre il 10% il rialzo).
Alleanza, dopo un report di dieci giorni fa da parte dei poteri forti (Mediobanca) sale sospinta dal sospetto che fra domani e venerdi la generali possa annunciare un riacquisto delle minoranze.
Generali sale, convinti che la presentazione del piano industriale sia l'occasione per aumentare le previsioni di utili e per ann unciare importanti cambiamenti strategici (vedi l'annuncio del nuovo diret. finanziario).
terna, Edison, Aem, Enel...utility alla riscossa.
Le bollette elettriche aumenteranno ....altrimenti Enel come potrà pagare l'acquisizione di Endesa. E chissene frega se il costo del debito è oggi molto piu' alto di tre mesi fa...tanto paga il consumatore. (1% di maggior costo su 20 miliardi sono circa 200 milioni all'anno di maggiori costi).
Fra i piccoli brilla Recordati (l'annuncio di oggi su i buoni risultati sullo studio di un nuovo farmaco non fa che confermare che i soliti noti che sapevano avevano comprato nelle scorse settimane. Per la Consob, se volesse, sarebbe facile da verificare)
Camfin riduce l'indebitamento vendendo un pezzo della sua società energetica ai francesi e incassando 40 milioni. Un bel dividendo pagato da pirelli non è da escludere.
Di questo passo la borsa si potrebbe dimenticare presto dei problemi congeniti e riprendere la sua strada. Mi raccomando sempre la massima prudenza!
LA BORSA DEVE SALIRE!
3,6 miliardi di euro di perdita...La city è in ginocchio

Una potenziale perdita di 3,6 miliardi di euro è in arrivo per i detentori di titoli obbligazionari della Northern Rock. La saga di inglese continua. Per la banca inglese sembra difficile profilarsi una vendita. Nessuno si fa avanti. Intanto viene messo in discussione anche il pagamento del dividendo e il titolo precipita a 172 pence (-11%).Se nessun compratore si dovesse fare avanti una possibile soluzione sarebbe lo smembramento della società e la vendita a pezzi. I possessori di obbligazioni subordinate della Northern Rock stanno tremando. Le obbligazioni subordinate sono una via di mezzo fra le obbligazioni e le azioni. La Northern Rock ha emesso diversi presiti subordinati per un totale di 2.5 miliardi di sterline (3,6 miliardi di euro). Le obbligazioni ibride o subordinate in molti casi vengono coinvolte in maniera rilevante se il capitale sociale dell’azienda diventa negativo. Mentre le obbligazioni normali sono in parte protette.
La Banca d’Inghilterra ha promesso di proteggere i correntisti ma non gli azionisti ne i possessori di obbligazioni subordinate.
Calcoli fatti nel week end da alcuni analisti hanno stabilito che se non ci sarà nessun compratore per la Northern Rock e se dalla vendita delle parti si riuscirà ad ottenere un importo inferiore al 95% (o 96%) dell’attuale valore degli assets iscritti a bilancio, i detentori di obbligazioni subordinate avranno perso l’intero loro capitale.
3,6 miliardi di euro di perdita non sono pochi, soprattutto se questi bonds sono stati piazzati nella mani di pochi investitori.
Intanto Deutsche Bank e Commerzbank fanno spaventare gli azionisti. Il giallo delle perdite aumenta.
3,6 miliardi di euro di perdita...La city è in ginocchio
ITALEASE PIANGE...NON SOLO I MUTUI SONO CARI

Italease svela al mercato alcuni numeri sul nuovo piano industriale. Da oggi è molto facile valutare la società di leasing del gruppo della Banca popolare.
Agli investitori sono state comunicate due importanti informazioni:
1)Il piano industriale prevede per il 2010 utili a 170 milioni.
2)L 'aumento di capitale sarà di 700 milioni.
Le altre informazioni rilevanti per spiegare al signor Rossi cosa deve fare delle sue azioni sono:
-Numero di azioni esistenti oggi sul mercato 92 milioni circa
-Capitalizzazione attuale 1,2 miliardi (a 13 euro per azione)
A questo punto supponete di essere un investitore al quale viene richiesto di sottoscrivere un aumento di capitale di una società che ha letteralmente perso la faccia in questi mesi (e probabilmente molti clienti!)
Vi vengono chiesti 700 milioni di euro. Il piano industriale prevede utili netti al 2010 di 170 milioni. Il minimo che potete chiedere come rapporto prezzo utili (oggi per il 2010..con tutte le incognite che oggi oscurano l'economia) è 9. Questo vuol dire che l'investitore pretende di avere un ritorno dell'11% (100/9 = 11,1) circa sull'investimento che deve effettuare (rendimento al 2010 e non per il prossimo anno!)
L'11% su 700 milioni sono 77 milioni.
L'azienda, per ottenere l'interesse dei nuovi investitori, deve quindi garantire loro 77 milioni sui 170 previsti dal piano.
Questo significa che per gli attuali azionisti ne rimangono 93 (170-77) di milioni.
Dato che il numero di azioni attualmente in circolazione è 92 milioni e supponendo che i vecchi azionisti, nel momento dell'aumento di capitale saranno paragonati ai nuovi, ne consegue che 92 milioni di azioni, al fine di ottenere un rendimento dell'11% sul capitale, dovranno capitalizzare circa 830 milioni, ovvero 9 euro per azione.
Ecco quindi che 9 euro rappresenta grosso modo il valore al quale dovrebbe essere richiesto denaro al mercato. Infatti, l'11% di ritorno su un capitale di 830 milioni di euro è uguale a 93 milioni!
Ricordo fra l'altro che 170 milioni rappresentano, all'incirca, il valore degli utili che erano previsti da business plan quando Banca Italease approdò in borsa a 9,3 euro.
La differenza è che allora la fedina penale di Banca Italease era pulita e la società era proiettata verso un grande avvenire.
Oggi la società esce malconcia da questa storia, la reputazione è a rischio, ma soprattutto il mercato non è piu' quello di allora. I tassi sono in crescita, il mercato non sarà piu' vivo come qualche anno fa. Ricordo che la maggior parte del business era legato al leasing immobiliare e ben sapete cosa pensiamo del valore degli immobili, del caro mutui e di conseguenza del caro leasing...
Mi raccomando investitori state attenti a Italease...state attenti!
Forse pensate che esageri? Che i conti non sono corretti, che si debbano usare multipli differenti?
Eppure i multipli usati nel nostro esempio (9 sugli utili 2010) sono anche generosi.
Prendete il caso Fiat. Il signor Marchionne, da piano industriale, prevede utili netti per 3,5 miliardi nel 2010. Se si utilizzasse lo stesso rapporto prezzo utili utilizzato nel caso Banca Italease, ovvero 9, Fiat oggi dovrebbe capitalizzare circa 32 miliardi. Ebbene, l'attuale capitalizzazione di borsa (a oggi) è pari a 26 miliardi di euro (includendo ovviamente le azioni di risparmio e ordinarie).
Il titolo Fiat quindi, per avere una capitalizzazione in linea con quella di Banca Italease durante l'aumento di capitale (se fatto a 9 euro) dovrebbe salire del 24%.
Quindi, applicare sulla banca Italease nel 2007 un rapporto prezzo utili 2010 di 9 è già un bel regalo per la nostra società di leasing.
E' evidente che, nel caso qualche competitor volesse comprare una quota delle società per poi trovare delle sinergie (vedi Mediobanca e la sua società di leasing) è probabile che sarebbe disposto a pagare qualcosa in piu'. ma non troppo.
Quindi caro investitore, sembra che la soluzione al tuo problema risulti evidente, alla faccia di tutti i bravi analisti che, anche recentemente avevano detto che il titolo poteva valere 20 euro!
ITALEASE PIANGE...NON SOLO I MUTUI SONO CARI
BANCA ITALEASE -STARE ALLA LARGA

Il piano strategico di Banca Italease prevede (dopo l'aumento di capitale per 700 milioni) un utile netto di 170 milioni per il 2010.
Oggi la Banca Italease capitalizza 1270 milioni (14 euro per azione).
Supponendo un aumento di capitale a 9 euro la capitalizzazione scenderebbe a 812 milioni (pari anche a 910 milioni di azioni in circolazione).
L'aumento di capitale prevederebbe l'emissione di 778 milioni di nuove azioni.Il totale di azioni post aumento salirebbe cosi'a circa 1688 milioni di azioni.
Queste azioni garantirebbero un rapporto prezzo utili pari a 10 solo nel 2010.
Il titolo ha ampi spazi di discesa a meno che trovi un salvatore disposto a offrire un prezzo alto per la maggioranza!
BANCA ITALEASE -STARE ALLA LARGA
CORDONE SANITARIO

Nell’articolo della scorsa settimana ci siamo fermati ad analizzare l’effetto contagio, la mancanza di fiducia e il pericolo incombente in Italia di una profonda crisi economica.
Siamo partiti dai bassi tassi di interesse nel periodo 2001 2006, dall’esplosione dei debiti, dal loro impacchettamento in obbligazioni il cui valore viene messo in dubbio nel momento in cui i debiti non si ripagano. Il dubbio valore crea sfiducia specie fra le istituzioni finanziarie. La sfiducia blocca i flussi di liquidità, aumenta il costo del denaro e via via sempre più velocemente contagia l’economia reale e riduce la fiducia del popolo verso il sistema creditizio.
La paura che possa realmente accadere quanto descritto non è solo frutto della mia fantasia. Le motivazioni sono talmente reali che in settimana le banche centrali hanno deciso, in fretta e furia, di porre in essere un cordone sanitario che fosse in grado di bloccare l’effetto contagio.
La FED ha tagliato i tassi di ben mezzo punto, ha continuato a iniettare liquidità nel sistema finanziario (prestando soldi garantiti da strumenti obbligazionari poco liquidi) e soprattutto ha affermato che farà qualsiasi cosa per bloccare il contagio di questa crisi economica e che altri tagli dei tassi potrebbero venire messi in atto.
La BOE è dovuta intervenire, dapprima salvando la Northern Rock, prestandole tutti i soldi necessari per non chiudere i battenti e per poter pagare i fondi ai correntisti, poi ha annunciato finanziamenti al sistema creditizio di durata insolitamente lunga (trimestrali) e controgarantiti da strumenti molto poco liquidi e di dubbio valore.
La BCE dal canto suo si è limitata a iniettare liquidità nel sistema (e non è poco!).
Questo improvviso dispiegamento di forze ha avuto immediate conseguenze:
- Il petrolio ha toccato gli 84 dollari al barile per poi chiudere la settimana a 81,5
- Il dollaro debolissimo, portandosi a 1,41 sull’euro!
- L’oro a livelli record
- Le obbligazioni decennali hanno perso due figure (in quanto fino alla scorsa settimana incorporavano una possibile recessione, in questa cominciano ad incorporare una probabile inflazione, e in aggiunta è venuto a mancare il cosiddetto fly to quality)
- Le Borse hanno festeggiato (complici anche le scadenze tecniche) con corposi rialzi.
In un normale ciclo economico immobili e borse sono sempre stati correlati negativamente. Una salita dei primi comporta una discesa dei secondi e viceversa.
Solo in particolari situazioni possiamo assistere a rialzi nei due settori. Il caso più lampante è stato nel periodo 2003-2006. Infatti gli eccessivi bassi tassi di interessi hanno favorito una bolla nel mercato immobiliare (ovvero un rialzo più corposo del normale) e una salita del mercato azionario fino a raggiungere valutazioni storicamente “normali”.
La causa della grande bolla immobiliare sono stati i bassi tassi di interesse che hanno fatto si che il debito venisse utilizzato più del dovuto. Le popolazioni si sono indebitate (sviluppo di mutui e carte di credito); i fondi di private equity si sono indebitati, acquistando a debito aziende a prezzi via via più alti; gli speculatori si sono indebitati (sviluppo di hedge funds, e carry trades, ovvero indebitarsi in una valuta che aveva tassi di interesse bassi per acquistare assets che offrono rendimenti superiori).
Il debito è cresciuto a livelli insostenibili e spesso è stato ricollocato nelle mani di molti investitori professionali (hedge funds, assicurazioni, banche, fondi, gestioni ecc ecc).
In contemporanea a questo fenomeno, tipico delle economia americana ed europea, abbiamo assistito a uno sviluppo delle economie basate sulla produzione industriale (Cina e India in primis) e sull’estrazione di materie prime, specie il petrolio (Paesi Arabi, Russia su tutti).
Queste aree del globo si sono arricchite enormemente grazie a flussi di cassa generati dalle loro vendite. Questi paesi erano poveri, quindi la popolazione ha aumentato i propri consumi ma molto meno che proporzionalmente a cosa producevano. Il risultato è un surplus via via maggiore della bilancia commerciale e un accumulo di liquidità nei forzieri di questi paesi.
Riassumendo:
- Economie europee e americane indebitate. Immobiliare in discesa. Azionario con valutazioni adeguate.
- Economie in via di sviluppo (Cina , India, Russia, Arabi ecc) ricchi di liquidità. Immobiliare e Borse ancora in salita.
A questo aggiungiamo
- Il prezzo delle materie prime, a mano a mano che le economie crescono tenderà a crescere
- Il costo della mano d’opera cinese e indiana è destinato a crescere molto rapidamente.
- La richiesta di prodotti di qualità in Europa e in America comporta maggiori investimenti tecnologici in Cina e India.
- I consumi in quei paesi aumentano rapidamente all’aumentare della ricchezza. L’aumento dei consumi spinge in su i prezzi (vedi i prodotti alimentari)
Il risultato è un incremento dell’inflazione. Un’inflazione più alta in quei paesi comporta un aumento dei prezzi di tutti i beni importati nelle economie occidentali.
Per ora l’inflazione importata aumenta lentamente ma il rischio che si propaghi rapidamente è alto.
Nell’ultimo anno l’inflazione americana è stata tenuta bassa dalla riduzione dei prezzi delle case e dal contenimento dei salari ma fino a quando?
Ora torniamo alle nostre care banche centrali che in settimana hanno steso un cordone di salvataggio intorno alla crisi finanziaria a cui il nostro sistema finanziario è ora esposto.
Tassi di interesse più bassi hanno portato sollievo a chi è pesantemente indebitato. Ma nel contempo hanno fatto svalutare il dollaro, e fatto rialzare le materie prime. Tutto questo porta ad un aumento più rapido dell’inflazione importata dalla Cina.
Se questo è un problema molto serio nel medio periodo, nel breve il taglio dei tassi ha conseguenze positive:
Abbiamo detto che in un economia “normale” gli immobili e le borse sono correlati negativamente.
Attualmente il settore immobiliare è in fase discendente e il mercato mobiliare in fase crescente.
Un crollo di tutte e due i valori sarebbe un danno irreparabile per l’economia globale.
Quindi è compito delle banche centrali garantire un’evoluzione controllata di questo fenomeno.
Gli immobili devono perdere di valore gradatamente così come le borse si devono rivalutare non troppo in fretta.
In settimana l’intervento delle banche centrali ha posto fine a un crollo delle borse che poteva diventare drammatico. Se il crollo sarà temporaneo o meno lo vedremo nelle prossime settimane.
Molto dipenderà dalla fiducia delle banche.
Molti dei problemi che abbiamo scoperto nelle scorse settimane permangono (inflazione, caduta dei consumi, dollaro debole), anzi il taglio dei tassi ha accentuato questi fenomeni.
Ma abbaimo detto che quello che veramente ha creato seri dubbi sulla stabilità dei mercati è stato
L’EFFETTO CONTAGIO CREATO DALLA MANCANZA DI FIDUCIA
La mancanza di fiducia a sua volta si basava su un problema oggettivo: Obbligazioni strutturate di cui non si conosce il reale valore e quindi l’impatto che potrebbero avere sui bilanci di Banche e fondi hedge.e l’incertezza data dalla difficoltà di individuare i possibili anelli deboli della catena.
L’incertezza si era impadronita del sistema bancario, terrorizzato dal fatto di poter venire coinvolto dalla crisi e quindi aveva bloccato la liquidità.
In settimana le Banche centrali hanno affermato che mai faranno fallire una banca (affermazione fortissima, che passerà nei libri di storia economica) se questo fallimento comportasse un effetto contagio..le banche stesse si sono tranquillizzate.
Il nostro credito officer che fino a ieri tagliava a destra e sinistra linee di credito oggi è più sereno.
I cordoni della borsa potrebbero venire riaperti.
Ora supponiamo che questa fiducia fra banche ritorni nelle prossime settimane (grazie agli interventi delle banche centrali). Se la fiducia ritorna le banche cominceranno nuovamente a prestarsi denaro fra di loro a condizioni Normali. L’accesso al credito verrebbe salvaguardato, le banche centrali potrebbero dapprima ridurre le iniezioni di liquidità al sistema e in seconda battuta, se i mercati azionari salissero significativamente, rinunciare a successivi tagli di tassi. (oggi negli Stati Uniti c’è la convinzione di ulteriori tagli di tassi prima della fine dell’anno).
Altra importante considerazione da tenere presente è la enorme liquidità (denaro vero, non debiti) in mano ai Fondi Governativi dei paesi arabi, cinesi e indiani.
Questi soggetti acquistano pezzi di Europa e Stati Uniti impedendo un tracollo delle Borse.
Nelle ultime due settimane molte operazioni di acquisto sono state fatte, principalmente dai Paesi arabi.
Il denaro vero ( e non il debito) si sta sostituendo a tutti gli investitori che operavano a debito.
Dato che le borse sono meno care che gli immobili, questa liquidità entrerà a sostegno delle quotazioni mobiliari più che in quelle immobiliari.
Nel breve periodo è anche probabile che prevalga l’ottimismo ma il taglio dei tassi della Fed potrebbe rivelarsi controproducente. Il contagio è bloccato, ma non così l’inflazione che arriva dalla Cina, non così la debolezza dell’industria europea davanti a un dollaro così competitivo, non così i minori consumi americani.
Per gli investitori è un periodo di riposo, rischiare è molto pericoloso.
E l’Italia….l’Italia continua a essere messa peggio degli altri paesi. Il debito e il pagamento degli interessi l’attanaglia, la crisi qui è più palpabile, il possibile rialzo delle borse potrebbe essere piu’ contenuto. Come al solito saremo fanalino di coda. Quanto durerà ancora questa situazione. Credo che il punto di non ritorno, per noi, sia già stato superato, ora non ci resta che piangere….
CORDONE SANITARIO
NEL WEEKEND : SI VOLTA PAGINA!

Dopo tutti gli articoli delle ultime settimane mi hanno fatto osservare come il mio sia diventato un pessimismo cosmico!! Neppure il Prof. Arcucci arriva a tanto nelle sue lettere!
In effetti mi rendo conto che chi legge è tentato a spaventarsi. Questo è l'obiettivo del blog, far aprire gli occhi.
Tuttavia i mercati vanno avanti e quindi, rispettando la massima cautela, non si può non ricominciare a parlare di alcune storie in Piazza Affari che meritino un possibile interesse dell'investitore.
Articolo per lunedi: RITORNANO LE STORIE DI PIAZZA AFFARI.
Settimana prossima il portafoglio di Mercato Libero avrà una nuova grafica.
BUON WEEK END A TUTTI. e non dimenticate l'offerta di analisi del portafoglio gratuita per tutto ottobre!
NEL WEEKEND : SI VOLTA PAGINA!
LA REGINA INCERTEZZA VIAGGIA NEL PAESE DELLE NEBBIE

Vorrei tanto parlare di valutazioni attraenti di Generali, di prospettiva di crescita di Telecom Italia o del riassetto di Pirelli. Sarebbe interessante acquistare titoli di Piaggio e Immsi date le prospettive di vendita di scooters nei mercati asiatici e la cieca fiducia di Colannino nell'azienda, oppure acquistare qualche titolo finanziario in quanto la crisi dei subprime potrebbe essere finita…
Ma come si fa a suggerire di investire del denaro in un mercato finanziario caratterizzato da una nebbia tanto fitta!
In oltre 20 anni che seguo i mercati tanta incertezza non l’avevo mai vista. E il motto di Beppe Grillo sta diventando un tormentone autunnale tanto quanto la canzone Take it easy è stata il tormentone estivo!
-La Fed afferma che non taglierà i tassi e non interverrà a sostegno degli speculatori e poi non solo immette liquidità in maniera inusitata, accetta come collateral (GARANZIA) delle obbligazioni di cui non si sa il valore, riduce di mezzo punto il tasso di finanziamento delle banche…non solo fa questo ma, nella sorpresa più generale taglia il tasso ufficiale di sconto (e anche il tasso di rifinanziamento) di ben 0,5% annunciando che è pronta a ulteriori drastici tagli!.
-La Bank of England non era mai intervenuta nel salvataggio di un istituto bancario, anzi si era espressa fino a due giorni prima affermando che era contro la sua politica. E due giorni dopo salva la Northern Rock, impedendo che la mancanza di fiducia che caraterrizza il mercato del credito in queste settimane arrivi al correntista. Ieri poi annuncia che finanzierà il sistema con pronti contro termine a tre mesi accettando anche i mutui come garanzia.
-Enel e Unicredito emettono obbligazioni a tassi molto elevati, e i giornali, invece di denunciare il fenomeno sottolineano la capacità delle due fra le principali 5 società italiane a reperire denaro sul mercato obbligazionario. Ma porca miseria, il maggior costo del denaro sul miliardo di euro che Unicredito ha preso a presto secondo voi su chi si riverserà? Due le risposte 1) sui consumatori (vedi aumento dei costi bancari, e dei mutui) 2) sulla banca stessa riducendo gli utili.
Ebbene entrambe le risposte sono drammaticamente negative….ma nessuno ne parla!
La Lehman, la Morgan Stanley, la Bear Stearns annunciano dei risultati sorprendentemente positivi, ma oramai negli ambienti finanziari non ci crede piu’ nessuno alla veridicità dei dati di bilancio.
Il dollaro arriva a 1,41 sull’euro e molti esponenti dell’Europa due settimane fa avevano messo le mani avanti dicendo che la forza dell’Euro è un bene! Ma come si fa a dire che è un bene? E' un bene solo se i consumatori avessero i soldi da spendere per comprare beni e prodotti americani. Ma in Italia chi compra è solo colui che si indebita.
Il petrolio arriva a 83 dollari e i giornali puntano il dito sul fatto che il dollaro debole non farà aumentare la benzina alla pompa. Ma ci rendiamo conto delle cazzate che ci raccontano?
-L'inflazione continua a essere sotto controllo. Anche qui il mistero si infittisce....In Cina l'inflazione è alle stelle e con essa aumentano il latte e tutti i beni di prima necessità, i salari vanno alle stelle, e cosi' avviene per il costo dei prodotti che arrivano da quel paese. La Cina ci sta portando inflazione...e allora come mai non salgono i prezzi? Semplice....i prezzi delle case scendono e i salari europei, minacciati dalla crisi non salgono. Tuttavia, a ben vedere tutto ciò è malasano. I prezzi dei prodotti cinesi aumentano e quindi se li acquistiamo i nostri euro vanni nelle mani cinesi, nel contempo la nostra casa scende di prezzo e i nostri salari non salgono. Quindi alla fine del processo siamo piu' poveri di prima! Certo, l'inflazione rimarrà bassa ma il modello di politica economica fa acqua da tutte le parti ed è insostenibile....eppure nessuno ne parla
Le Borse sembrano fregarsene del possibile uragano e viaggiano su valutazioni tornate vicino ai massimi! Forse hanno ragione, il taglio dei tassi darà un po' di respito ai consumatori USA per il giorno del tacchino e per spendere gli ultimi dollari svalutati in qualche Mall, le grandi case d'affari potranno pagare un po' di bonus e per il 2008...anno di elezioni americane...si vedrà!
In Italia poi i debiti sono in forte aumento grazie all'esplosione dei crediti al consumo e all'aumentare della spesa per interessi, oggi oramai pari a 70 miliardi anno contro i 35 dei tedeschi. In un economia sana i debiti possono essere contratti solo se sale il valore degli attivi o per un maggiore flusso di cassa in entrata positivo o per una maggiore valorizzazione del patrimonio. Negli anni passati i flussi di cassa sono stati negativi (grazie anche al costo del petrolio e all'arrivo di multinazionali estere che portano via ricchezza dal sistema paese) ma il paese ha potuto indebitarsi grazie all'aumentare del valore patrimoniale (vedi gli immobili).
Oggi però il patrimonio, grazie anche all'aumento dei tassi di interesse, perde di valore e i flussi di cassa rimangono negativi (a differenza della germania che è riuscita ad aumentare i suoi flussi di cassa).
Sono pochissime le singole aziende che sono riuscite a conquistarsi fette di mercato estero che garantirà loro profitti (e flussi positivi per il paese Italia). Il sistema Italia nel suo complesso ha fallito. Tutto ciò è ben riflesso nelle differenza di performance della nostra borsa rispetto al resto d'Europa.
-Infine una piccola annotazione....qualcuno è esperto di calcio mercato? Ha sentito parlare di manipolazioni sui bilanci delle società che gonfiavano la vendita di giocatori per salvare il bilancio stesso?
Ebbene a leggere i giornali nelle ultime settimane sembra che lo sport nazionale sia la vendita di sportelli bancari.
La strada è stata aperta da intesa San Paolo, i prezzi a cui vengono comprati e venduti gli sportelli bancari sembrano quelli a cui vengono scambiati certi giocatori di calcio. Un conto sono le ipervalutazioni per Kaka (ovvero per qualche sportello ricco in qualche città strategica) un altro è strapagare sportelli presenti in aree di bassa concentrazione di ricchezza o sviluppo.
Fior fiore di periti (strapagati) scrivono valutazioni stellari e nessuno si meraviglia. La domanda è semplice: ma perchè cio' è possibile? la risposta è alquanto semplice. Se una banca acquista 1 sportello che varrebbe 1 milione di euro , pagandolo 5 milioni (con tanto di perizia) potrà, nel prossimo bilancio, far salire il valore patrimoniale di tutti gli sportelli di sua proprietà.
Il patrimonio della banca risulterebbe cosi' accresciuto, anche se la redditività fosse bassa le quotazioni borsistiche potrebbero essere salve.
Spero vivamente che Draghi e la Banca d'Italia stiano vigilando attentamente su questi trasferimenti...altrimenti fra qualche mese altri scandali ci attendono....
Riassumendo, in questo panorama finanziario che alcuni definiscono opaco (capitalismo opaco) non c'è da fidarsi troppo di quello che ci raccontano. troppe cose non quadrano! La regina Incertezza sta attraversando il Paese delle Nebbie.
LA REGINA INCERTEZZA VIAGGIA NEL PAESE DELLE NEBBIE
FED MA.....MA VAFFA...

Il vaffa politico di Grillo è la moda dell'autunno 2007.
La sua violenza espressiva di condanna vero destra e sinistra e il suo ritorno alle origini di democrazia ateniese con il cittadino al centro piace alle masse frustrate italiane.
Anche gli investitori sani di mezzo mondo, all'annuncio della Fed e alla replica della BOE hanno sicuramente lanciato il loro Vaffa.
Questo mercato, e le relative manovre di politica monetaria, stanno premiando eccessivamente il debito a scapito della solidità economica.
Chi non si indebita è fesso, sembra il nuovo motto.
Tornando alla Borsa e ai mercati...ogni volta che i tassi di interesse sono stati abbassati in America la Borsa è salita (tranne che nel 2001). Potrebbe essere differente questa volta?
Difficile fare previsioni, le macrovariabili in gioco sono importantissime.
L'aiuto offerto dalla FED e dalle banche centrali è stato dettato non tanto dalla necessità di garantire un recupero dei listini quanto dal TERRORE FOLLE, che la mancanza di fiducia che i banchieri di mezzo mondo avevano fra loro si propagasse ai correntisti. Il caso Northern Rock è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Il contagio andava fermato a qualsiasi costo!
Ci sono riusciti? direi di si! Da ieri il correntista sa che, cascasse il mondo, le banche centrali ci metteranno una pezza (ma sarà poi vero?).
Il prezzo pagato tuttavia potrebbe essere alto. Mi riferisco in modo particolare al valore del dollaro e al costo delle materie prime.
Dollaro basso significa importazioni piu' care e quindi piu' inflazione e minori consumi. Qualcuno potrà dire che la corporate america farà piu' profitti...si ma a danno dell'Europa!
Da qualsiasi modo si gira la frittata la storiella che tutto è passato non convince.
Certo, da qui a pensare che le banche centrali e le principali banche d'affari del mondo permettano ai mercati borsistici di collassare, il passo è lungo.
I poteri forti cercheranno di sostenere le borse e la fiducia a costo di inflazione e dollaro debole.
FED MA.....MA VAFFA...
LA FED FRA 1998 E RECESSIONE
Dal 17 agosto i mercati azionari mondiali non sono scesi, anzi! Quindi la grave crisi non si è vista (almeno nei prezzi delle azioni).
Eppure nel frattempo il mercato delle obbligazioni strutturare non si è ripreso. Molte banche hanno continuato a dimostrare difficoltà a rifinanziarsi. Il contagio ha raggiunto l'apice con la crisi della Northern Rock. In quel specifico caso la fiducia che mancava fra le banche era venuta meno anche nel rapporto correntista banca (come vi avevo piu' volte raccontato).
Anomalia delle anomalie....mentre il mondo finanziario era in profonda crisi il prezzo delle materie prime è continuato a salire e l'inflazione a scendere (mistero di una macroeconomia probabilmente manipolata).
La situazione rischiava di scappare di mano alla Fed.
Bush aveva giurato di non aiutare gli speculatori ma in soli due giorni tutto questo è cambiato.
La Bank of England è dovuta intervenire, per la prima volta nella sua storia, per evitare il fallimento di una Banca e per evitare l'effetto domino in un sistema finanziario debole, quale quello inglese. Se questo è da un lato, positivo, dall'altro crea un precedente pericoloso. ora i banchieri sanno che in ultima istanza qualcuno metterà una pezza. Il sistema capitalistico funziona, ma il sistema sociale mette una pezza in ultima istanza....Il recupero della fiducia per gli investitori è importante ma a quale prezzo....
La Fed taglia di mezzo punto i tassi, salvando cosi' gli investitori/speculatori che si erano riempiti di obbligazioni strutturate. obbligazioni che oggi valgono di piu' di ieri grazie alla Fed. I bilanci di molti speculatori miglioreranno significativamente. L'economia reale è oggi un po' piu' tranquilla di ieri. I rubinetti del credito vengono riaperti.
Personalmente devo recitare il mea culpa. Non ho creduto al taglio cosi' ampio dei tassi di interesse. Ero convinto che la Fed volesse rendere il sistema un po' piu' pulito.
Invece ha avuto paura del crollo di fiducia che poteva trasmettersi nei mercati.
Da oggi i mutui costeranno un po' meno, i consumi potranno riprendere, il mercato immobiliare sperare in qualche vendita in piu' e cosi' via.
Nel 1998, con la crisi della Long Term Capital Greespan tagliò aggressivamente i tassi. Un'economia già malaticcia rinvigorii improvvisamente creando quell'esuberanza irrazionale che spinse al rialzo i mercati fino al 2000. E poi abbiamo visto le conseguenze.
Oggi l'economia reale non è malaticcia, anzi. Ma ciò che è malato è il mercato del debito. Il taglio dei tassi potrebbe ricreare quella miscela esplosiva che portò i mercati a massimoi insperati, prima del crollo.
Tagliare i tassi è stato come comunicare al mondo che la Fed, o la BOE, o la BCE interverranno sempre e comunque a salvare i poteri forti.
Il sistema, anche se malato verrà a qualunque costo tenuto in vita.
Per gli investitori questa è la manna del nuovo millennio.
Ma attenzione, il taglio della Fed è stato fatto perchè altrimenti il sistema sarebbe imploso in poche settimane, tuttavia la crisi finanziaria del debito potrebbe non esaurirsi. In ottobre la fiducia potrebbe venire minata da notizie negative sul fronte dell'inflazione e dalla incapacità dell'economia americana ed europea di crescere a tassi elevati.
L'ottimismo sfrenato di oggi dovrà confrontarsi con i dati macroeconomici delle prossime settimane.
Bernanke ha già messo le mani avanti. La FED è pronta ad altri interventi.
I dati sull'inflazione, occupazione e consumi saranno il vero banco di prova.
Per noi investitori che siamo sottopesati sul mercato azionario? la cautela è d'obbligo. Il corridore stanco ieri è stato doppato. La reazione potrebbe sorprendere ma scommettereste pesantemente su di lui?
La dose massiccia potrebbe ucciderlo, o se anche vincesse il controllo antidoping potrebbero poi toglierli il titolo.
Tour de France, Giro d'Italia, Juventus, Mac Laren, nello sport ci hanno insegnato che barare, nel lungo periodo, non paga.
In finanza è lo stesso!
La ricerca di valore deve essere fatta guardando ai fondamentali delle aziende e alla loro capacità di generare reddito senza dipendere dal debito.
Se anche dovessero alzarsi grandi nubi all'orizzonte dei mercati, essere investiti in aziende sane in un'ottica temporale piu' lunga non sarà poi così penalizzante.
LA FED FRA 1998 E RECESSIONE
BERNANKE SI E' ARRESO.
I mercati azionari fanno festa.
Il petrolio vola, le materie prime pure....e l'inflazione....vedremo!
Lehman Brothers fa uscire ottimi bilanci (non si capisce come ha contabilizzato i bonds....ma probabilmente si è messa daccordo con la FED....io contabilizzo a un prezzo alto e tu tagli i tassi....).
Il dollaro vola verso 1,40 e l'Europa rischia di fare la fine del Giappone!
Per i prossimi giorni, con l'arrivo delle trimestrali di 3 banche d'affari e le scadenze di futures e options è possibile che il rialzo continui.
Tassi piu' bassi salvano i consumatori, i detentori di mutui, i detentori di bonds subprime ecc ecc.
Ma i problemi rimangono sul tappeto.
BERNANKE SI E' ARRESO.
SUBPRIME ITALIA

Subprime, Cdos, Siv, Conduit, Abs, commercial paper, hedge funds, private equity, Greespan che ci avvisa che la crisi immobiliare non è che all’inizio, che i tassi americani potrebbero salire a due cifre nei prossimi anni, Paulson (ministro del tesoro americano) che lancia allarmi sull’economia, Draghi che afferma che PER ORA la crisi non ha intaccato il sistema Italia, l’ombra dell’inflazione cinese che invade il mondo con materie prime e alimentari che costano sempre di piu’ecc ecc….
Come sembrano lontani i tempi in cui si parlava della fusione di questa con quella banca e i titoli strappavano al rialzo, oppure quando i cementieri sembrava potessero costruire case, dighe, palazzi, strade all’infinito, o si vociferava la calata degli stranieri su Generali. Ciccolella e altre perle del listino milanese venivano rinviate per eccesso di rialzo…..
Tutto ciò è oramai passato remoto, ma in realtà sono trascorsi pochi mesi.
I mercati azionari arrivavano da oltre tre anni di rialzi continui, il quarto sembrava a portata di mano e invece…….
A ben vedere il mercato tedesco e quello americano segnano ancora performance nettamente positive ed interessanti da inizio anno.
Ma noi siamo in Italia. Il nostro indice di borsa, dopo che ha sottoperformato per tutto il 2006 quest’anno dista 13% - 14% punti dai massimi.
Alcuni semplici dati: il mercato Italiano a gennaio 2006 (ovvero 21 mesi fa) valeva 36500 circa. Oggi solo il 7% in piu’ di allora. Il mercato tedesco ha avuto una performance del 35%, il francese del 13%, quello inglese del 9% e quello americano del 22% (si proprio quello dei subprime!).
Eppure l’unico commento che sento a giustificazione di questa performance da parte dei media e della classe politica è che il nostro indice è pieno di banche e la fine delle fusioni ha fatto scendere in maniera più significativa Piazza Affari.
Ma non è una giustificazione. Sono Balle e belle grosse. Se l’orizzonte di riferimento fosse più lungo la sottoperformance sarebbe ancora più evidente.
Ma allora le colpe di chi sono:
1)La politica economica italiana è stata distruttiva di valore, incapace di creare dei campioni sovranazionali di peso. Gli incentivi sono stati pochi e mal distribuiti.Le liberalizzazioni inutili o malfatte e con danno dei consumatori.
2)L’apertura all’Europa ha significato un’invasione di europei a far razzia dei consumatori italiani senza un’adeguata contropartita. Imponenti flussi di cassa si sono diretti all’estero sotto forma di dividendi (pagati a soggetti stranieri) o di quote di mercato. Non si è voluto salvaguardare il cash flow del sistema Italia.
3)Alcuni grandi imprenditori italiani non hanno avuto il coraggio di investire e hanno badato più a ritorni immediati (emblematico il caso Telecom, ma la lista è molto lunga).
4)Il debito, i tassi bassi hanno favorito l’aumento del debito. Al già imponente debito pubblico abbiamo sommato un debito regionale e comunale degno del più rischioso dei subprime.
Certo l’Euro è stato utile, la valuta forte ci ha permesso di passare indenni crisi come la Parmalat, questo è quello che ci raccontano tutti....
Ma ci ha dato l’illusione di essere ricchi. Una pia illusione perché in realtà l’euro e il nostro sistema Italia hanno portato ad un imponente impoverimento con distruzione di risparmi e aumento dei debiti.
Per pagare questo debito poi le amministrazioni, specie quelle locali, hanno incominciato ad applicare tasse, gabelle e multe. Le multe poi si sono trasformate in ipoteche e sequestri dei beni di privati fino ad arrivare a livelli record.
Ma non contenti, invece che cercare di frenare i consumi e favorire il risparmio abbiamo preferito sostenere lo sviluppo dell’indebitamento della famiglia. Ma non per il bisogno primario della casa ma per acquisti non certo produttivi (vacanze, auto, televisori ecc ecc ).
Le carte di debito, applicando tassi usurai, hanno aggiunto debito a debito.
Ebbene l’Italia del 2007 nel suo complesso assomiglia a un gigantesco mutuo subprime e la performance della borsa non è che la prova.
Inflazione e tassi di interesse in salita stanno minando la nostra fragile economia.
Il debito è a livelli allarmanti e gli assets perdono valore. Se infatti le case scendessero di valore, i consumi rallentassero, le aziende facessero meno profitti, i beni tangibili del paese non sosterrebbero più il peso dei debiti.
La Fiat ha trovato Marchionne per salvarsi, ma l’Italia più che alla Fiat assomiglia all’Alitalia.
Piena di debiti, sperpera piu’ di quello che produce, mette a pegno i suoi beni, ha una spesa per stipendi enorme (spesa pubblica) e invece di crescere taglia i rami secchi (taglio delle rotte e dell’Hub).
All’Alitalia non resta che un mega aumento di capitale e/o una vendita all’estero.
E All’Italia…..lo stesso, o ci mettono in un’Europa di serie B svalutando, una notte di queste tutti i nostri averi (magari Amato ci sta già pensando, visto che è lui l'esperto), o ci compreranno gli ultimi gioielli di famiglia rimasti.
Un vento nuovo riformista, capace di imporre la certezza delle regole e di ottenere la fiducia della popolazione è l’unica strade percorribile….ma ahime’ girandosi intorno si vedono sempre le solite facce …con una Brambilla in più!!!
E allora come investitori e non come italiani armiamoci e combattiamo contro questo sistema in maniera egoistica e cinica:
-Difendiamo i nostri capitali investendo in titoli esteri possibilmente nominativi. Così da evitare perdite di valore improvvise in caso di uscita dall’Europa o congelamento dei conti correnti.
-Facciamo come i credit officer di mezza Europa, tagliamo le linee di credito verso le nostre banche. Chiediamo tassi piu' alti o togliamo i nostri risparmi, per evitare di dover fare come i correntisti della northern Rock. Se Le banche non si fidano fra loro, come posso io fidarmi della mia banca?
- Trasferiamo parte dei nostri investimenti in banche europee in maniera del tutto legale ovviamente. (occhio alla scelta di una banca patrimonializzata) La libera circolazione dei capitali in Europa non è un problema, per ora.
-Compriamo prodotti di risparmio gestito esteri (perché quelli locali ci penalizzano fiscalmente)
- Facciamoci un fondo pensione all’estero per godere di una tassazione posticipata agevolata
Ma soprattutto non lo raccontiamo ai nostri figli…altrimenti si potrebbero vergognare di essere italiani!
Daltronde in un paese dove i politici comprano case statali a prezzi ridicoli, usano aerei per spostamenti privati ecc ecc cosa potremmo fare noi poveretti!
SUBPRIME ITALIA
CRISI DEI MERCATI: NORTHERN ROCK VITTIMA DEL CONTAGIO

Questo non è che il primo articolo di tre.
La continuazione la trovate alla fine di questo scritto. Gli articoli si chiamano
- La Nave Italia è in un porto sicuro o in mare aperto?
- Tagliare o Non tagliare?
Buona lettura
La crisi della Northern Rock è un chiaro esempio che puo’ aiutare noi piccoli investitori a capire cosa sta accadendo nel mondo e cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane.
Qui di seguito ho cercato di semplificare al massimo la situazione in cui la banca si trova al fine di spiegare a tutti i lettori che il contagio e la capitolazione dei mercati, che vi ho spiegato la scorsa settimana, sta continuando a mietere vittime.
La Northern Rock (N.R) è una media Banca inglese attiva principalmente in Inghilterra ma anche in altri paesi europei. La Banca ha ben pochi clienti che la utilizzano per depositare contanti rispetto al numero di clienti che invece la utilizzano per chiedere mutui.
Come ben tutti sanno, dato un certo capitale sociale (nel nostro esempio supponiamo che sia 100) la banca può prestare soldi nell’ambito di ben determinati ratios imposti dalla Banca centrale. (ipotizziamo che la banca possa prestare 1000).
Per poter concedere questi prestiti deve poter reperire risorse finanziarie per 900.
La nostra banca ha tre principali metodi per finanziarsi:
1) Utilizzare i soldi che i correntisti hanno depositato sul conto corrente.
2) Chiedere un prestito a un'altra banca
3) Emettere titoli di debito
Inoltre una volta che è riuscita a raccogliere 900 e dare a prestito 1000, per poter espandere ulteriormente la sua attività ha due possibilità
1) Aumentare il capitale
2) Impacchettare i mutui concessi, spostarli in un veicolo (conduit) che a sua volta si finanzia sul mercato del debito. La Banca rimane però proprietaria del veicolo.
E’ evidente che la soluzione numero 2 è da preferire per gli azionisti in quanto fa aumentare gli utili per azione (nel caso di un aumento di capitale infatti, gli utili verrebbero diluiti dal maggior numero di azioni in circolazione). L’aumento di capitale sarebbe tuttavia l’opzione meno rischiosa.
Ma torniamo alla NR. I mutui che ha concesso a tasso variabile sono basati sul tasso ufficiale, solitamente LIBOR più uno spread, supponiamo 100 basis points.
Questi mutui sono a durata variabile, supponiamo 20 anni. I contratti di mutuo non possono cambiare. Se si è stabilito Libor piu’ 100 basis points la banca non può cambiarli in Libor più 150. Al massimo potrà cambiare i tassi sui nuovi mutui ma non su quelli vecchi. Se gli impieghi hanno lo spread bloccato, non così accade per la raccolta.
Vediamo ora come la banca reperisce risorse finanziarie per concedere i mutui:
- Utilizza in primis il proprio capitale (100),che così viene remunerato a libor+100.
- Poi utilizza i soldi che i correntisti hanno depositato presso la loro banca e per i quali ricevono una remunerazione variabile (per ipotesi Libor – 100 Basis point). Supponiamo che i correntisti abbiano depositato 300.
-Infine va sul mercato e si finanzia. Dato che la società è sana il mercato le dà fiducia e i finanziamenti che il sistema delle banche le concedono hanno un costo di Libor + 10 basis points (per i restanti 600 euro).
Riassumiamo, in condizioni di mercato normali tutto va per il meglio e la nostra banca ha ottimi bilanci e nessuno si sognerebbe che dal giorno alla notte il lavoro di anni possa venire messo in discussione.
Infatti se il Libor è il 5% i ricavi sono dati da:
1000 di mutui a 5% + 100 basis points , ovvero 6%. Ricavi = 60
I costi sono dati da:
100 di capitale proprio, il costo è 0
300 di depositi della clientela remunerati a Libor –100 bps ovvero 4% = 300X4% = 12
600 di prestiti bancari e/o obbligazionari a libor +1’ bps = 5,1%.- 600X5,1% = 30.6
Il profitto per la NR è pari a Ricavi meno costi – 60 – 12 – 30.6 = 17,4
Supponiamo che i costi fissi siano pari a 3.4 ne consegue che l’utile al lordo delle tasse sia pari a 13
Se le tasse fossero il 30% l’utile netto risulterebbe pari a 9.1.
Ovvero, il capitale iniziale avrebbe una remunerazione del 9,1% sull’investimento.
Naturalmente abbiamo fatto un esempio molto semplificato, ma solo per rendere evidente a tutti noi che cosa sta accadendo in queste ore.
Il sistema globale delle banche negli ultimi anni ha esagerato con il debito e non ha sufficientemente ricapitalizzato le aziende. Ognuno guardando il suo orticello era contento ma aveva perso di vista lo scenario globale. Nelle economie americana ed europea il debito è cresciuto enormemente e gli investitori non sono stati capaci di prezzare il rischio.
A luglio, finalmente i mutui americani hanno incominciato a creare delle perdite nei possessori di debito (obbligazioni subprime). Ma i creditori non erano le banche stesse che finanziavano i clienti ma investitori di tutto il mondo che compravano obbligazioni emesse da queste banche tramite dei veicoli.
Qualcuno potrebbe pensare che il rischio è circoscritto a pochi investitori ignari.
In realtà gli investitori sono molteplici, sparsi nel mondo, e le obbligazioni che stanno preoccupando non sono solo quelle legate ai mutui, ma in generale tutte le obbligazioni che sono legate a business che a loro volta si poggia sul debito e il cui valore è improvvisamente diventato incerto.
Ma andiamo per gradi.
Tutti gli investitori avevano a bilancio queste obbligazioni al loro valore nominale. (un’obbligazione dovrebbe essere rimborsata a 100). Quando si sono accorti che il valore di mercato era più basso e che nessuno le voleva si sono molto preoccupati.
Molte banche/investitori erano abituati a finanziare l’attività corrente dando in garanzia queste obbligazioni che avevano acquistato considerandole sicure, ma ora il sistema finanziario questa carta non la vuole più, non si fida.
I credit officer delle banche di mezzo mondo hanno bloccato i finanziamenti garantiti da un certo tipo di carta. Inoltre si sono preoccupati di analizzare quali fossero le banche più esposte in questa attività e senza pensarci troppo hanno tagliato qualsiasi finanziamento. La fiducia fra istituzioni è improvvisamente venuta a mancare.
E torniamo alla nostra Northern Rock. Come dicevamo prima la nostra banca aveva pochi depositi e cosi, doveva finanziarsi ricorrendo al debito.
In primis questa banca ha cercato di rifinanziare le proprie posizioni tramite la creazione di veicoli (conduit) che a loro volta emettevano obbligazioni. Gli investitori però, ora non si fidano più e chiedono rendimenti molto elevati (supponiamo libor + 200 basis points).
A questo punto la banca ha cercato di sopperire a questa mancanza di finanziamento chiedendo soldi al sistema interbancario tramite repo o debiti non garantiti. Fino a ieri il tasso era pari a Libor più 10 basis points. Oggi il costo è salito a Libor + 200 e in molti casi i credit officer hanno tagliato le linee di credito.
Quindi rifacciamo i calcoli della redditività della nostra azienda nel nuovo scenario.
I ricavi sono sempre pari a 60, e non possono aumentare in quanto i tassi dei mutui non possono essere modificati.
I depositi non sono più 300 ma alcuni correntisti spaventati hanno portato via della liquidità. Quindi ora la NR si trova sui conti correnti solo 200. La remunerazione, per evitare che i correntisti scappino, è nel frattempo salita a Libor-50 basis points, ovvero al 4,5% (200X4,5% = 9)
I rimanenti 700 devono essere finanziati a tassi molto elevati perché il sistema ha perso la fiducia verso la Northern Rock. Quindi il costo è salito a Libor + 200 BPS ovvero 7% (700X7%= 49)
Il costo del finanziamento è quindi pari a 58.
I costi fissi sono pari sempre a 3,4
I costi totali sono pari a 61,4 contro ricavi fermi a 60.
La nostra banca evidenzia così una perdita. Ma se la banca è in perdita i credit officer taglieranno ancora le linee di credito alla banca stessa. A quel punto la NR è impossibilitata a rifinanziarsi.
E allora le soluzioni possibili sono tre.
1) La NR non viene aiutata e viene lasciata fallire. I correntisti perderanno tutti i loro soldi.
2) La Banca centrale inglese interviene e finanzia la NR temporaneamente, in attesa che la fiducia ritorni sul mercato.
3) La NR viene acquisita da un investitore che ha denaro da iniettare e che ritiene che la società possa riprendersi.
Venerdì la Banca d’Inghilterra ha temporaneamente salvato la NR. Anche perché il fallimento avrebbe portato un’ulteriore sfiducia, da parte dei correntisti, verso il sistema banche e ciò non avrebbe fatto altro che acuire la crisi sistemica.
Non vi sto a raccontare cosa sta accadendo nel settore dei mutui in tutto il mondo.
- I nuovi mutui vengono concessi solo a persone affidabili
- I nuovi mutui finanziano solo una parte del valore dell’immobile
- I nuovi mutui, a parità, del tasso di interesse ufficiale, costano di più perché le banche vogliono evitare di finire come la NR.
E’ evidente che il numero di mutui accesi tende a scendere rapidamente, e con esso il numero di case vendute.
Ma se si vendono molte meno case (data anche la sovrabbondanza) il prezzo tende a scendere.
Se il prezzo delle case scende gli immobili dati in garanzia a fronte di mutui perdono valore e riducono le garanzie a fronte delle quali molte obbligazioni sono state collocate (CDO)
Se il prezzo delle case scende i costruttori non aprono nuovi cantieri e licenziano gli operai.
Anche i produttori di cemento, di oggetti e materiali per la casa ecc ecc riducono le vendite.
Ma se la disoccupazione aumenta (e i primi dati lo confermano) la gente ha meno soldi da spendere e tagli i consumi.
Tagliando i consumi l’economia entra in recessione molto velocemente.
Questa è la teoria del contagio e non siamo che all’inizio, si potrebbe parlare a lungo delle possibili implicazioni per l’economia cinese che vedrebbe ridotta drasticamente la domanda di prodotti, la crescita tumultuosa scenderebbe e non pochi problemi potrebbero emergere in quell’economia da tutti considerata oramai solida.
E ALLORA SIAMO FREGATI?
Se avete capito quanto fino ad ora spiegato è chiaro che vi state cominciando a porre delle domande del tipo:
Ma se la crisi estiva era legata al problema dei mutui americani come mai è stata colpita una banca inglese che non operava in america?
Quante banche inglesi sono nelle stesse condizioni?
La Barclays perché ha avuto difficoltà a finanziarsi nelle scorse settimane?
Perchè la Barclays non può più permettersi di comprare la ABN Amro?
La Royal Bank of Scotland dove troverà le risorse per comprare la banca olandese?
Come mai due banche tedesche sono state salvate dalla Banca Centrale tedesca nelle scorse settimane?
In Spagna l’immobiliare è salito vertiginosamente, molte banche sono molto esposte e la crisi è alle porte in quel paese. Cosa succederà alle banche iberiche?
I tassi di interesse fra banche possono salire ancora?
Se salgono cosa dovranno fare le banche? Semplice, alzare i tassi di interesse alla propria clientela sulle operazioni di finanziamento oppure tagliare le linee di credito.
Se i tassi di interesse salgono gli imprenditori, e quindi l’economia reale ne potrebbero pagare le conseguenze.
Se l’economia reale venisse colpita gli utili si potrebbero abbassare.
Se gli utili si abbassassero, le aziende vedrebbero i corsi di borsa scendere.
Se utili e prezzi di borsa scendessero, molte delle società acquistate da fondi di private equity, scenderebbero di valore.
Tali fondi hanno comprato tali società sfruttando l’effetto leva, indebitandosi con le banche fino a 4 volta il loro capitale.
Le banche, davanti a una perdita di valore delle società acquisite dai fondi potrebbero richiedere ai fondi di rientrare dal finanziamento.
I fondi però non possono vendere le aziende sul mercato in quanto, o non quotate, oppure difficilmente liquidabili senza far scendere drammaticamente le quotazioni in borsa.
E via via di questo passo. Il contagio creerebbe una vera propria Capitolazione dei mercati e delle economie.
Il vaccino per ripristinare la fiducia? Uno solo, l’arrivo di grandi investitori non indebitati che si sostituiscano ai primi indebitati.
Le società e i fondi che in questi anni hanno accumulato liquidità entreranno al momento opportuno e solo allora potremmo essere ragionevolmente sicuri che il contagio si possa considerare fermato.
CRISI DEI MERCATI: NORTHERN ROCK VITTIMA DEL CONTAGIO
LA NAVE ITALIA E’ IN UN PORTO SICURO O IN MARE APERTO?

E In Italia…? Politici e Banchieri buttano acqua sul fuoco, e giurano che l’Italia non subirà l’effetto di questa crisi. Eppure, non mettere a conoscenza l’opinione pubblica della situazione significa operare contro l’interesse generale.
La politica ha un obbligo di chiarezza nei confronti del popolo elettore.
Solo la chiarezza porta fiducia e la fiducia la ripresa.
Non subiremo contraccolpi, ci raccontano, e intanto la nostra borsa, negli ultimi 12 mesi è la peggiore d’Europa.I tassi salgono e il nostro debito, sommando quello pubblico con quello delle regioni, province, comuni e dei privati è il più alto d’Europa. E il costo degli interessi grava sopra di noi.Alcuni punti sono poi di evidente debolezza in Italia e che sono sintomi di possibile contagio:
-Unicredito ha comprato una banca in Germania che fino a due anni fa era sull’orlo del fallimento per l’esposizione al mercato immobiliare tedesco. E ora? Ha poi acquistato Capitalia i cui bad loans sono stati nascosti dal bravo Arpe in veicoli di ciui però mantiene l’equity. Ha cause legali per la vendita di derivati con tante aziende italiane. Ha cause legali miliardarie in Austria e Germania.
-Intesa ha finanziato per miliardi di euro Zalesky. Le partecipazioni azionarie del grande amico di Prodi e Bazoli hanno subito pesanti ribassi (vedi l’Espresso). Quali conseguenze per la banca milanese?
-Il gruppo Zunino ( e molte società immobiliari) ha pesanti indebitamenti a fronte di progetti immobiliari giganteschi. Si pensi solo a Milano a Santa Giulia. Se pensate che il valore del progetto si basa su vendite al metro quadro a prezzi folli e che le vendite non vanno bene come dovrebbero…
-In un’intervista su Finanza e Mercati di sabato (ripresa anche dal Sole 24 ore ) il direttore del MID (sistema interbancario di scambio) ha affermato che a settembre i volumi di scambio sono calati del 10% rispetto allo scorso anno. Inoltre ha affermato che le banche piu’ liquide fanno fatica a finanziare le banche meno liquide. Peccato che non si riveli quali siano le banche meno liquide. Credo che sia nell’interesse del correntisti saperlo.
-Abete ha affermato che in Italia problemi non ne vede, eccetto che in fasi di panico. E se il panico arrivasse, quali sono le istituzioni più affidabili?
-Risparmio gestito…Miliardi di euro sono stati fatti investire in prodotti a capitale garantito. Ma garantito da chi? E chi prende le perdite se qualche istituzione finanziaria fallisce.
-Le banche non si fidano tra loro e alzano i tassi. Ai correntisti invece non si racconta nulla, i tassi per loro rimangono bassi. In America la Citigroup ha dovuto alzare i tassi sui depositi perché era in crisi di liquidità. Ai correntisti non è dato di sapere che manca la fiducia fra le banche. Eppure sono il pilastro su cui si regge l’intero sistema.
-Una delle nostre più solide aziende, L'Enel, si finanzia sul mercato americano a tassi molto elevati, segno che ai mercati non piace l'Italia e il suo indebitamento.
Molta stampa italiana sottolinea il successo dell'operazione...contenti loro!
Lo scorso maggio la società guidata da Fulvio Conti aveva emesso un bond decennale in euro, pagando un "premio" dello 0,34% rispetto al tasso swap. Ieri, invece, l'Enel ha lanciato la tranche decennale sul mercato americano offrendo un rendimento dell'1,8% maggiore rispetto ai titoli di Stato Usa: "traducendo" questa cifra in euro, il bond rende l'1,10% in più del tasso swap. Insomma: si tratta di un premio tre volte maggiore rispetto a quello pagato a maggio da Enel per un altro prestito!
-E ancora Bernanke. Negli ultimi interventi sta spingendo affinché il popolo americano ed europeo risparmino. Ha capito, forse troppo tardi, che l’indebitamento del sistema occidentale, verso quello asiatico e dei paesi emergenti ha raggiunto un picco. E noi…..Noi Italiani compriamo sempre più a debito con tassi da usura (le carte di debito hanno costi che raggiungono il 24% annuo – (fonte 24 ore).Le associazioni consumatori non protestano, i politici non fanno nulla, impegnati a litigare fra loro. Ancora oggi c’e’ la mentalità che i fondi infrastrutturali devono guadagnare. Vedi il business plan di Gamberane. Forse non si è capito che per far uscire l’italia dal pantano occorrono fondi che investano non a scopo di lucro, perlomeno in questa fase molto delicata
-I politici aumentano le tasse sul capitale. Un bel modo per incentivare il risparmio. In Italia occorrerebbero politiche a difesa del risparmio. Una banale legge permetterebbe la creazione di risparmio. Basterebbe la detassazione del risparmio nuovo, premiare chi dimostri di essere in grado di risparmiare.Oppure basterebbe dare più incentivi a chi investe nei fondi pensione (ma anche obbligare che il mercato delle banche e assicurazioni dia la certezza delle regole). La fiducia si crea con la certezza delle regole.Nessuna compagnia assicurativa o bancaria riesce a dirti quanti soldi avrai al mese fra 30 anni. Eppure io lo posso calcolare se i soldi rimangono a me e li investo in obbligazioni a trent’anni. Le tabelle che considerano la vita media degli individui e che servono per il calcolo delle rendite sono vecchie e non garantiscono per nulla l’investitore. La tassazione è non competitiva rispetto a quella vigente in altri paesi e non è bloccata per la durata della polizza.
E i politici….sono stati solo capaci di aver favorito, in maniera spudorata, i sindacati e i loro fondi!
Forse, favorendo il risparmio i consumi….beh quelli crollerebbero…ma tutto sommato, meglio una piccola recessione o un crollo del sistema?
La recessione è impopolare ma talvolta necessaria se si vuole dare un futuro migliore ai nostri figli.
-E ancora, ecco l’intervento di Draghi sabato:
“Le banche italiane sono poco esposte ma sarebbe da sciocchi dire che non ci sarà niente all'orizzonte per le banche italiane", Sulla crisi dei mutui subprime, "non sappiamo se il peggio è passato", ha osservato il governatore.
L’Italia non è un porto sicuro, se la tempesta si dovesse scatenare saranno i più deboli a pagare. I più deboli sono coloro che hanno maggiori debiti. E noi siamo campioni in questo.
Quanto agli Stati Uniti…loro possono sempre svalutare il dollaro. Noi forse potremmo tornare alla vecchia lira?
LA NAVE ITALIA E’ IN UN PORTO SICURO O IN MARE APERTO?
TAGLIARE O NON TAGLIARE?

La settimana che abbiamo davanti è importante. Il 18 bernanke ci dirà se taglierà i tassi e di quanto. Come investitori stiamo alla finestra, la volatilità sarà molto alta, anche perché venerdì scadranno i contratti derivati di tutto il mondo.
Se Bernake non taglia i tassi:
- Ritiene o che la situazione non sia grave o che il taglio sia troppo prematuro perché la crisi è così grave che tassi piu’ bassi in questa fase non aiuterebbero.
- Vuole fare un pò di pulizia, cercando di eliminare dal sistema le società più indebitate
- Vuole favorire il risparmio (riducendo i consumi)
- Teme che l’inflazione sia in rialzo (grazie al petrolio, alla svalutazione del dollaro, al rialzo dei prodotti alimentari) e il ribasso dei tassi porterebbe alla stagflazione.
Se Bernanke taglia i tassi:
- Ritiene che la crisi sia grave e gestibile con un taglio dei tassi. Ma il mercato potrebbe non credergli
- Non necessariamente il taglio dei tassi gioverà ai mercati finanziari (eccetto che per le prime ore)
- Il taglio di tassi nel 1987 e 1998 è risultato, successivamente, dannoso, ha creato una bolla di consumi (proprio quelli che oggi devono essere ridotti)
La mia personale previsione: Credo che Bernanke stupirà i mercati e non abbasserà i tassi di interesse. Per molte società finanziarie e banche potrebbe essere una doccia fredda.Comunque, come investitore non mi baserei su questa previsione, troppo rischioso. Che Bernanke tagli o che non lo faccia, a mio avviso i mercati azionari continueranno a scendere a ottobre.
Portafoglio Mercato Libero.
Immobili/fondi immobiliari/società immobiliari: sottopeso
Obbligazioni: A benchmark. Investiti in obbligazioni dello stato. Duration 1 / 2 anni.Tuttavia il premio al rischio sta aumentando, nelle prossime settimane potremmo considerare l’investimento in obbligazioni corporate se il premio al rischio le facesse scendere di prezzo.
Azioni. Sottopesati. Il rischio è ancora troppo alto
Liquidità: Sovrappeso. Bisogna essere liquidi per poter sfruttare le occasioni che i mercati potrebbero dare nelle prossime settimane.
TAGLIARE O NON TAGLIARE?
UNIPOLLI
La perdita, dice la nota, è da imputare alla duration dei titoli (5 anni) e la discesa dei corsi obbligazionari.
Il recupero delle quotazioni dei bonds negli ultimi 30 giorni potrebbe aver allievato le perdite...ma che rischi......se i tassi salgono le assicurazioni sono messe male.
Possibile che gli analisti non si erano accorti di nulla?
E brava Unipol
UNIPOLLI
DOES ANYONE WANT TO PAY MONEY IN?
Northern Rock (LSE: NRK.L - news) customers appear to be ignoring the bank's call to stay calm over fears of its financial future. Customers (Advertisement)
have been seen queuing at a number of branches to withdraw their money.
One branch in Newcastle had customers outside in the street as they waited to withdraw their money.
Savers say they are concerned for their investments following the news that the Bank has called on emergency funding from the Bank of England to help it through the credit market crisis.
"I'm not sure about this, even though they say it is going to be all right. If they are short of funds, what happens to our funds?" said one customer.
Another customer, a pensioner said she was withdrawing all her savings.
Another woman, who was with her husband, said she was worried and added: "I want to spend my money before someone else does."
People in the queue burst out laughing when one staff member asked them: "Does anyone want to pay money in?"
DOES ANYONE WANT TO PAY MONEY IN?
Undicesimo comandamento..... non dare fiducia alle banche che non si fidano tra loro.
La Northern Rock ha una banca off shore che raccoglie i risparmi di tante famiglie, risparmi che oggi sono ad altissimo rischio...
La banca potrebbe saltare e i clienti off shore non sono neppure protetti dalla legislazione inglese.
A wholly owned subsidiary of Northern Rock plc, Northern Rock (Guernsey) Limited was launched in February 1996 and immediately proved to be a major competitor in the offshore retail savings market.
Deposits made with Northern Rock (Guernsey) Limited are not covered by the Financial Services Compensation Scheme under the UK Financial Services and Markets Act 2000.
A proposito il Financial Services Compensation Scheme copre solo una parte molto piccola dei risparmi di una famiglia..ovvero 33.000 Sterline, restituendone 31.700!
E il resto..
FSCS will usually be notified by the FSA that a credit union is insolvent. FSCS can pay compensation for financial loss of up to £31,700 for deposit claims (made up of 100% of the first £2,000 and 90% of the next £33,000) if a deposit-taking firm (such as a credit union) is unable to pay back money it owes to its members.
Ecco il primo caso in cui le persone hanno incominciato a non fidarsi della propria banca....come volevasi dimostrare...
E in Italia...possiamo veramente stare tranquilli? A sentire i politici si! e questo, vedendo come si comportano, mi desta qualche preoccupazione.
Undicesimo comandamento..... non dare fiducia alle banche che non si fidano tra loro.
Fidarsi o meno.......
Solo poche settimane or sono, il 24 Agosto, aveva dichiarato che la società aveva raccolto molta liquidità....liquidità che a ben vedere non è bastata.
Anche loro vittime dei subprime...
Ma attenzione....
Cari lettori, vi faccio una domanda....
In che parte del pianeta opera Northern Rock? Risposta Inghilterra
In che settore è attiva? Subprime, ma sostiene che i mutui subprime vengono trasferiti a SPML. Cosa è SPML? Una società del gruppo Lehman Brothers (guarda caso una società chiaccherata molto in questi giorni...)
Quindi una società che nulla aveva a che fare con i mutui americani viene pesantemente coinvolta in questa crisi finanziaria (e fa parte del paniere inglese delle 100 società più grandi)
Northern Rock finanziava la sua attività sul mercato dei capitali (con commercial paper e strumenti simili) non aveva molti depositi. E' evidente che la crisi di fiducia del credito ha colpito anche loro anche se non operano sul mercato americano.
E allora vorrei solo che si facesse un po' di chiarezza da parte della stampa, della classe politica e delle banche italiane.
Personalmente, studiando bilanci e cercando di individuare tutti i giorni del valore sono stufo dei commenti che sento.
Ieri la classe politica ci ha giurato che l'Italia e il mercato finanziario italiano non è esposto al rischio dei subprime americani (in testa Di Pietro).
Profumo, Passera e company ci hanno spergiurato che non hanno perdite significative dai subprime americani. Eppure le quotazioni delle loro banche sono in discesa molto pericolosa (al di laà delle belle semestrali).
Ma a che presso vengono valorizzati i bonds che hanno in portafoglio o i veicoli quali i Siv...
Cari lettori a noi NON interessano i subprime americani.
A noi interessa sapere di tutti subprime (europei, asiatici ecc ecc) vogliamo sapere dei bonds legati a operazioni di private equity, a quelli legati ai prestiti al consumo, alle carte di credito ecc ecc.
Vogliamo sapere le cause legali che hanno in corso e quante ne potrebbero avere nel caso le aziende a cui hanno venduto derivati facessero loro causa.
Vorremmo sapere infine, se i soldi depositati sui conti correnti delle famiglie italiane possono dormire sonni tranquilli.
Se una banca fallisse cosa accadrebbe ai risparmi di una vita di una persona?
Qualcuno dirà che negli ultimi 60 anni nessun correntista ha perso soldi. E' vero, ma eravamo in uno stato garantista. A capo della Banca d'Italia vi erano figure diverse dalle attuali. E poi, ogni crisi fa storia a se.
Nel frattempo oggi Societe Generale ha tagliato il giudizio su Deutsche Bank a sell dopo che il titolo ha perso il 30%. Commerzbank perde il 4% e la stampa e i politici ci tranquillizzano, cosi come fecero al tempo dell'Argentina.
Ripeto all'infinito, fino a quando una banca non si fida delle altre perchè io dovrei fidarmi delle banche?
Fate attenzione...
Fidarsi o meno.......
quesito di un lettore - con risposta
mi chiamo Luca Parducci, ho 24 anni, sono di Livorno e studio a Roma.
Per caso mi sono imbattuto nel vostro blog che ho letto con molta attenzione.
Ho letto il vostro articolo "incubo estivo o sogno premonitore?", e mi è piaciuto molto: molto ben fatto e esplicativo.
Gia che ci sono mi permetterei di farti una domanda, che magari (se ora capisco come si fa) mi piacerebbe proporre a tutte le persone che frequentano il vostro blog, che ho trovato molto interessante. Davvero molto.
Sto cercando di impostare la mia tesi finale di laurea, e ho in mente due cose, entrambe piaciute al professore.
Entrambe prendono come partenza la crisi subprime (e il problema ABS CDO rating alti): le due ipotesi sono studiare come tale situazione si possa riflettere:
1) sull'attività dei fondi di private equity (riduzione leva? cambiano modalità di way out ecc ecc.)
2)sull'attività dei fondi immobiliari
Vi sentite di consigliarmi quale delle due ipotesi secondo è piu valida, piu qualificante per un futuro inserimento nel mondo del lavoro, ma sopratutto PIU DIVERTENTE??????
Il professore mi ha detto di scegliere quella che piu mi piace, ma a me piacerebbero entrambi gli approfondimenti.....certo sapere se se una delle due c'e' molta piu roba su cui lavorare mi indirizzarebbe verso questa....
mi scuso per l'intromissione, mi scuso per l'invadenza, ringrazio per l'attenzione e mi complimento per l'ottimo blog.
Luca Parducci
RISPOSTA.
Caro Luca, grazie per i complimenti. In tutta sincerità credo che quando finirai la tesi, che oggi ti appare divertente e motivante dei subprime non se ne parlerà piu'.
Certamente puo' essere interessante vedere come operano i fondi Private e come dovranno operare in futuro.
Ricordati però che in italia trovi le briciole, per approfondire veramente l'argomento dovresti parlare con i principali player che sono a londra o negli States.
Altrettanto interessante potrebbe essere quale soluzione le banche si inventeranno per far rinascere un mercato del rifinanziamento praticamente morto.
in bocca al lupo, e torna a leggermi!
quesito di un lettore - con risposta
TRONCHETTI RIPARTE
Fra pochi giorni incasserà oltre 3 miliardi di euro.
Pirelli ripagherà i debiti e con la cassa che avrà a disposizione potrà decidere di pagare un dividendo o di investire nei business a maggiore crescita.
La sua Pirelli, che ricordo essere attiva in Pirelli real estate, Pirelli pneumatici, Pirelli abbigliamento, Pirelli Lab, pirelli Broad band, una volta incassati i soldi avrà un NAV abbondantemente sopra l'euro. Ovvero una capitalizzazione possibile di 5,2 -5,5 miliardi di euro ripetto agli attuali 4,3.
La Camfin che detiende il 25,5% di Pirelli ne beneficerà anche lei in maniera significativa.
La quota in mano a Camfin varrebbe circa 1,4 miliardi di euro.
Camfin ha problemi di debito, ma sta operando alfine di ridurlo significativamente.
Le potenzialità per la Holding di Tronchetti sono molto buone.
I target di prezzo abbondantemente sopra i 2 euro.
Per Tronchetti vorrebbe dire una valorizzazione di Camfin a prezzi superiori rispetto al momento in cui decise di comprare Telecom pagandola oltre 4 euro.
Come ha fatto? Beh ricordo che ha sottoscritto l'ultimo aumento di capitale Camfin iniettando cassa a quotazioni basse. Per il resto è bravura d'imprenditore.
TRONCHETTI RIPARTE
BANCHE, BANCHE...E ANCORA BANCHE
Libero Mercato, giornale di Feltri, attacca Unicredito elencando tutti i problemi che Profumo deve risolvere in casa sua.
Subprime
immobiliare tedesco
cause in Italia per i derivati
Cause legali in Austria e germania
Trevi e i possibili rischi negli assets di Capitalia ( e nei veicoli fuori bilancio)
Profumo passa al contrattacco.
Profumo passa al contrattacco e in un incontro a New York conferma che il rischio nei subprime è limitato.
Si, puo' anche darsi che quel rischio sia limitato, ma a noi investitori interessa lo stato dell'arte sul resto dei problemi che il giornale ha elencato, il cui impatto sui conti potrebbe essere devastante.
Ricordo che Unicredito quando acquistò HVB comprò una bomba immobiliare che poteva scoppiare da un momento al'altro. Sarà stata capace Piazza Cordusio, di disinnescare la bomba in pochi anni?
Deutsche Bank.
Il titolo ha perso il 30% in due mesi. A inizio settembre ha chiesto ufficialmente alla BCE di allargare il numero di titoli che possono essere accettati dalla Banca Centrale per rifinanziarsi.
Si dice che la Banca sia in difficoltà finanziarie e la discesa dei prezzi continua...
Citigroup
la piu' grande banca al mondo continua ad avere seri problemi di rifinanziamento. Si parla di 100 miliardi di assets a rischio.
Barclays
La banca continua a essere in difficoltà nel reperire fondi a breve per finanziarsi
Lehman Brothers si dice che abbia ingenti perdite di portafoglio che la esporrebbero a una crisi finanziaria notevole
La crisi non è terminata.
BANCHE, BANCHE...E ANCORA BANCHE


