MONTEPASCHI VISTO DA MORGAN STANLEY
Banco Popolare (BAPO.MI, €13.58) Overweight
Intesa SanPaolo (ISP.MI,€4.74) Overweight
Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI,€3.14) Underweight
Unicredit (CRDI.MI, €5.05) Equal-weight
MONTEPASCHI VISTO DA MORGAN STANLEY
MONTEPASCHI
Should Italy copy Iceland?
Minority investors in Monte dei Paschi might suggest a Banca d’Italia trip to Reykjavik. There regulators seem to have put the kibosh on a reckless bank deal. Perhaps the Italians could do the same for MPS’s extravagant Antonveneta acquisition. Unfortunately, it’s not likely.
MPS/Antonveneta: Should Italy be more like Iceland? Minority shareholders in Monte dei Paschi, Italy’s third biggest bank, might think so. In Iceland, objections from financial regulators helped save Kaupthing from consummating an extravagant purchase - Dutch merchant bank NIBC. If Italy’s regulators could follow suit, MPS might be spared completing the acquisition of rival Antonveneta from Spain’s Santander.
MPS is paying far too much. Even factoring in the present value of the deal’s rich synergies, the bank appears to forking out nearly 20 times this year’s earnings for Antonveneta, more than twice the average multiple for Italian peers.
Overpaying hasn’t concerned MPS’s biggest shareholder, the Monte dei Paschi di Siena Foundation. But that politically-connected organisation may have its own agenda. The acquisition would give it control of a group which, after Unicredit and IntesaSanpaolo, would be the third member of Italy’s banking superleague.
The deal hasn’t done other shareholders any favours. MPS shares have fallen 25% since the tie-up was unveiled, compared with a 16% drop for European peers. That implies that investors believe the deal will destroy about E1.3bn. In theory, scrapping the acquisition should put that value back onto the bank’s shares.
Unfortunately, it doesn’t look like the Bank of Italy will offer minorities a helping hand. The combined banks’ market share and capital strength don’t appear to offer grounds for the Bank to act. And even if they did, crushing the deal completely would be a big call when so many of Italy’s big guns want the country’s financial jewels protected.
Minorities don’t appear to have an obvious way of upsetting this value destructive deal. Foundation support should get MPS past one potential troublespot – a shareholder vote on a E5bn rights issue. But that doesn’t make protest totally futile. A strong vote against the rights issue would fire a warning shot to other controlling shareholders intent on trampling smaller investors’ interests. And failing to buy into it may save them some money, to judge by Fortis, which paid generously for ABN Amro last year. Fortis shares have fallen below the price of the deeply discounted rights issue which helped fund the acquisition.
mike.verdin@breakingviews.com
Praticamente suggerisce alla Banca d'Italia di andare in islanda e di chiedere come si è recentemente comportata la Banca centrale Islandese davanti ad una operazione analoga. BLOCCANDOLA.
Poi il commento ironico finale.....In Italia è poco probabile che succeda la stessa cosa. Anche loro sanno che in Italia ci sono i poteri forti e nulla si può contro di loro.
La notizia arriva da "market view", autorevole fonte finanziaria.
Chissà...forse hanno letto il nostro blog.
Comunque sia il Montepaschi ci fa proprio una gran brutta figura.
MONTEPASCHI
MONTEPASCHI VERGOGNA
Si sta formando un'associazioen di piccoli azionisti che vogliono proporre una class action contro MPS per incauto acquisto.
Coraggio, facciamoci sentire...sarete tanti in queste condizioni no?
Senesi ribellatevi a un management incapace di vedere al di là del proprio potere personale.
Lettera Firmata:
" Buongiorno
ho trovato il suo articolo su yahoo.it/finanza ed era molto interessante.
Sono un piccolo risparmiatore e attratto dai continui consigli su MPS di un anno fa (06/2007) in cui tutti davano la banca come probabile oggetto di speculazione dovuta ad imminente fusione bancaria avevo comprato delle azioni.
Attualmente ho
1000 azioni comprate a 5.24€
1000 azioni comprate a 4.74€
ad oggi la perdita sulle 2000 azioni ammonta a 3689€ c.ca 37% di perdite
Ci sono alcuni che consigliano Twin Win Autocallable su Banca Monte dei Paschi di Siena da parte di Abaxbank. ...
Alla fine che si deve fare secondo Voi?
Tra l'altro con l'aumento di capitale 1:2 cosa vuol dire che il valore delle mie azioni si dimezzera'?
Se potete aiutarmi o se avete intenzione di sottoscrivere qualche azione mirata al recupero dei soldi...parliamone"
Certo che si deve fare qualcosa contro un management incapace che ha portato la banca ai 3 euro e verso i 2....
mercatiliberi@gmail.com - scrivete scrivete.
Questa è consulenza gratuita, quando il mercato libero è in pericolo è dovere di tutti noi impegnarsi.
MONTEPASCHI VERGOGNA
MONTEZEMOLO SEI COERENTE?

Pochi mesi fa Confindustria aveva preso una posizione decisa. Il povero imprenditore che cedeva alla mafia e pagava il pizzo non doveva essere difeso, anzi doveva essere espulso da Confindustria.
La posizione di Confindustria era chiara e Montezemolo era stato intransigente.
Ieri si è saputo che Calcestruzzi è invischiata con la mafia.
Come sapete la Calcestruzzi è posseduta dal gruppo Pesenti (Italcementi, Italmobiliare, Burgo, Rcs e altre miriade di partecipazioni).
Ora se Montezemolo fosse persona d'onore caccierebbe Pesenti da Confindustria e i giornali attaccherebbero uno dei poteri forti massicciamente.
Scommettete con me come finirà?
Tarallucci, vino, spaghetti pizza, mandolino e un pò di mafia.... segno di un'Italia in continuo declino!
MONTEZEMOLO SEI COERENTE?
ENEL E I BUONI AFFARI

Il torero spagnolo continua a fregare il toro italiano. Anche questa volta la beffa è servita. Non vorrei fare sempre colui il quale attacca la politica economica del governo Prodi....
Tuttavia quanto scritto nel mio blog nei mesi scorsi si avvera con una puntualità sconcertante. Endesa è stata comprata dagli spagnoli valutando l'azienda a 41,3 euro per azione, pari a una capitalizzazione di borsa di circa 43 miliardi di euro.
Enel ne detiene il 67%, la nostra utility ha sborsato quindi 29 miliardi di euro.
Sono soldi che Enel ha incassato da noi consumatori e dato che non gli bastavano li ha presi a prestito dal sistema bancario quando i tassi erano bassi.
Oggi i tassi sono più alti e il debito costa di più.
Le agenzie di rating hanno ridotto il rating del debito di Enel rendendo ancora più caro l'indebitamento. I prestito obbligazionari che la società elettrica ha emesso di recente sono costati molto cari. Nel frattempo Endesa è rimasta quotata a Madrid e ieri valeva 31 Euro, ovvero il 25% in meno di quello pagato da Enel.
Se togliamo da 29 miliardi il 25% otteniamo una perdita di valore pari a circa 7,5 miliardi di euro.
Se Conti fosse persona d'onore, ma invece è solo un bravo ragioniere il cui stipendio viene pagato dai poteri forti, nella prossima trimestrale dovrebbe svalutare la sua partecipazione per questa cifra e si evidenzierebbe una perdita mostruosa e l'incapacità di pagare dividendi. Ma si sa come vanno le cose in Italia.
Tutto questo non viene menzionato sui giornali tutti felici e beati nella loro difesa dei poteri forti, incuranti della perdita di valore a cui l'Italia va incontro grazie a una classe politica becera e incompetente.
Avete capito bene. Enel è più povera di 9 miliardi di euro mentre il suo debito è salito a cifre mostruose.
Il costo del debito sarà sempre più alto, la società dovrà pagare dividendi sempre alti (altrimenti le finanze delo stato piangeranno, o il titolo sarà destinato a una caduta libera).
Nel frattempo la competizione in Italia si fa più accesa e in Europa si è alzato il vento di possibili blocchi dei prezzi sulle tariffe elettriche per salvare i consumatori.
Tirando le somme...grazie ancora al governo Prodi che ha regalato 28 miliardi di Euro agli Spagnoli. Ha impoverito un'azienda che quotidianamente spreme i consumatori con bollette elettriche fra le più care d'Europa.
Una politica economica governativa miope e insensata.
Endesa doveva essere comprata 4 anni prima, quando le sue quotazioni si aggiravano intorno ai 10 euro (e non 41) mentre le azioni Enel erano a 5 euro. Oggi sono solo a 7,2!
Il futuro dell'Enel è triste così come quello del nostro povero paese e sappiamo chi dobbiamo ringraziare.
A proposito, in Cile....perdite record per Endesa. Ancora una volta gli spagnoli si fanno una bella risata e cercano già di rifilarci qualche altro pacco.
(l'altro pacco si chiama Antonveneta, altri 9 miliardi che vanno in terra di Spagna....OLE'!!!!)
ENEL E I BUONI AFFARI
BERNANKE IN GINOCCHIO TAGLIA ANCORA

GENNAIO 2008 LA FED TAGLIA DI 1,25% IN DUE TRANCHE.
Neppure il taglio dell'1,25% sembra aiutare un poderoso rimbalzo degli indici.
A questo punto la speranza di una salita rimane appesa al filo dei dati macro dei prossimi due giorni.
La debolezza di Bernanke è evidente. le munizioni in mano alla Fed stanno finendo e la crisi è ancora in alto mare.
Bravo Bernake! Stai gettando benzina sul fuoco dell'inflazione.
Dollaro a 1,49, oro e petrolio spingeranno i prezzi al rialzo. L'economia dell'Europa andrà in ginocchio per colpa del super Euro.
I mercati azionari europei pagheranno la colpa per tutti.
Grazie Bernanke ci stai facendo un favore.
BERNANKE IN GINOCCHIO TAGLIA ANCORA
FAENZA E GLI AMICI DEGLI AMICI

Mi dicono che ....ma forse sarà....e poi è proprio così ma tuttavia chissà...
Faenza sembra che abbia qualche scheletro nell'armadio?
O è qualche scheletro che ha paura di FAENZA?
Ma chi sarebbe lo scheletro?
Le risposte andrebbero cercate sulle orme di Ricucci? o di altri immobiliaristi famosi (e che ora sono tutti stranamente in disgrazia?).
Come mai la Popolare improvvisamente vuole liberarsi di Italease dopo che ha sottoscritto l'aumento di capitale a 9,1 euro e ha abbassato il prezzo di carico a 13?
Fino a ieri si teneva stretta la società e il titolo ha toccato i 6 euro.
E dopo l'arresto......ecco il volo, 20% in 2 sedute.....alla faccia del rimbalzo.
FAENZA E GLI AMICI DEGLI AMICI
MPS: INCAUTO ACQUISTO MA NON PER I POTERI FORTI

Ultime notizie da Siena:
" Gli uffici della Fondazione Monte dei Paschi di Siena stanno elaborando un piano di dismissioni del proprio patrimonio a servizio dell'aumento di capitale per finanziarie l'acquisizione di Antonveneta da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena e comunque la Fondazione ha mezzi ''sufficienti'' per coprire la cifra necessaria di 2,95 mld. Lo ha detto il direttore generale Marco Parlangeli, rispondendo a una domanda dei giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione del documento programmatico previsionale 2008 dell'ente. ''Stiamo valutando varie opportunita' di dismissione del nostro patrimonio'', ha spiegato il presidente Gabriello Mancini, precisando che al momento e' ''prematuro'' fare anticipazioni. Parlangeli ha aggiunPto che ''abbiamo mezzi disponibili sufficienti per coprire l'importo''. Parlangeli ha anche aggiunto che gli uffici sono al lavoro per portare agli organi di governo della Fondazione ''un piano che preveda tutte le opzioni''. La Fondazione Mps ha un patrimonio non immobilizzato di circa 3,4 miliardi (di cui 2,6 mld in gestione esterna e 750 mln in gestione interna) e un patrimonio immobilizzato di circa 2,6 miliardi."
E' incredibile, la Fondazione MPS nelle parole di Gabrielli e Parlangeli, difende a spada tratta l'acquisizione, da parte di Mussari di Antonveneta per 9 Miliardi di euro. Ma la cosa veramente incredibile è l'assoluto silenzio da parte della stampa per un'operazione che rappresenta una distruzione di valore enorme per i piccoli azionisti del MPS.
La stampa ha forse paura della reazione di qualcuno?
Ricordo che:
Caltagirone è azionista di MPS nonchè re del cemento e proprietario di giornali.
Casini (UDC) è imparentato con Caltagirone.
MPS è in mano ai DS, è quindi ovvio l'appoggio di Montezemolo e Della Valle (soci fra l'altro di RCS, controllori del Sole 24 Ore (tramite Confindustria) e con qualche azione in Mediobanca.
Panerai di Milano Finanza è vicino a Montezemolo, della Valle e quindi appoggia l'operazione a spada tratta.
MPS ha venduto la sua quota di Generali a Mediobanca, è ovvio il buon rapporto fra i due istituti.
MPS è vicina a De benedetti e quindi alla Repubblica in quanto ha investito in azione Sorgenia...a un prezzo da amatori e gettando al vento qualche milione di euro.
Neppure Libero è neutrale nella partita. Anche oggi, parlando di MPS, difende l'operato di Mussari mettendo una foto del Belloccio della finanza italiana a colori. Inoltre sbaglia la capitalizzazione di borsa dicendo che è pari a 9,55 miliardi quando dal Sole 24 ore si evince che la capitalizzazione è sotto 8 miliardi.
Fa notare che ieri MPS ha messo a segno un rialzo....notizia totalmente irrilevante, e accusa la crisi del credito globale per giustificare il crollo delle quotazioni.
Praticamente MPS controlla tutta la stampa italiana.
Ebbene si!!! SONO ALTAMENTE SCHIFATO DA QUESTA STAMPA ITALIANA INCAPACE DI ESSERE OBIETTIVA E TOTALMENTE IN MANO AI POTERI FORTI.
Fiorani fu colpito duramente dalla stampa italiana perchè tento di mettere le mani su Antonveneta (mentre Ricucci provava a espugnare RCS). La debolezza patrimoniale della sua banca fu messa in vetrina da tutti i giornali. Il titolo Popolare di Lodi arrivò a 5 euro. Eppure , la stessa banca fu venduta per 15 euro pochi mesi dopo al Banco Popolare (15 euro contando il dividendo e il warrant).
E poi qualcuno non capisce come mai al parco buoi hanno rifilato la Banca popolare a 20 o 22 euro!!!
La Popolare di Lodi non era capitalizzata abbastanza per comprare l'Antonveneta (ma valeva 15 euro per la Popolare di Verona). Mps invece va bene per Antonveneta, ma capitalizza oggi meno della banca che deve comprare.
Ai tempi di Fiorani l'economia era in crescita e quindi si poteva ipotizzare una creazione di valore nel futuro, oggi stiamo entrando in recessione e il prezzo offerto è molto più elevato di quello ai tempi di Fiorani.
Antonveneta produceva utili nel 2005, quest'anno chiude il bilancio in pareggio.
Mps prevede costi di ristrutturazione da fusione molto più bassi di quello che hanno messo a bilancio altre banche che si sono fuse in questi ultimi anni.
Eppure parlare di queste cose è puro tabù in Italia.
L'aumento di capitale rischia di essere varato a 2 euro con un rapporto 1 azione vecchia contro 1 nuova a 2 euro.
Avete capito bene, cari piccoli azionisti: 2 Euro. Ricordatevi questo numero, e ringraziate Mussari (il titolo valeva 5,20 a maggio 2007 e non date la colpa alla crisi finanziaria ma ad un incauto acquisto politico ....ultima nefandezza della casta)
I poveri azionisti dovranno sottoscrivere un'aumento di capitale per 5 miliardi, Mps emetterà prestiti subordinati e strumenti ibridi (ma che bravi...) dismetterà assets per 2 miliardi, farà vendere alla Fondazione i gioielli di famiglia e tutto per cosa?
Per una banchetta del centro nord che non vale più di 4 o 5 miliardi.
Ah...mi dimenticavo, con Antonveneta i nostri bravi DS mettono una bandierina in una zona dove sono sempre stati in difficoltà politicamente.
Ebbene non sanno che gli elettori del nord, una volta che l'acquisizione dovesse andare in porto cambieranno banca. Certamente non andranno in una banca che per ripagare lo sforzo finanziario aumenterà le commissioni e i costi per i servizi.
Pagare 10 milioni di euro per sportello con i clienti che vanno sempre più on line, con un paese alle porte di una recessione è pura follia.
Mps sta minando la sua stessa esistenza.
Ripeto, sono molti gli azionisti (anche di peso) che in queste ore stanno valutando una class action contro il management e il suo entourage per incauto acquisto.Non passa giorno a Siena e dintorni che il numero dei contrari aumenta.
Ora che il governo è caduto i DS sono meno forti e quindi....
Il mio blog, con l'intento di valorizzare le idee liberali di mercato libero e di mantenimento e creazione di valore in Italia si propone per la raccolta di nominativi di azionisti che non vogliono questa operazione.
Non voglio regalare 9 miliardi di euro degli italiani agli spagnoli di Botin (venditori di Antonveneta).
Spagna che ancora oggi sta ridendo per aver rifilato Endesa a Enel per un prezzo da folli e che ha messo le mani su Telecom Italia per un pezzo di pane, il tutto grazie al bene placet di Prodi e dei DS.
Altri 9 miliardi non dobbiamo permettere di regalarli agli spagnoli.
Se Draghi avesse del buon senso farebbe bloccare l'operazione.
Coraggio, Davide era piccolo, Golia un gigante. Ma con un colpo gobbo eliminò il cattivo.
Chissà che da un piccolo blog non riusciamo a lanciare un piccolo sasso che arrivi diretto al cuore del cattivo scialaquatore di denari italiani?
E non che Berlusconi sia meglio...non ha neppure avuto il coraggio di lamentarsi.
La sua strategia non paga e non avrà neppure lui l'appoggio di mercato libero.
Ripeto: Mercato libero non è di destra o di sinistra. E' la destra o la sinistra che deve muoversi verso Mercato Libero.
Buona giornata
MPS: INCAUTO ACQUISTO MA NON PER I POTERI FORTI
FIAT, E' OSCENA LA SPAZZATURA?

FIAT ....è oscena la spazzatura?
Marchionne è un bravo manager, ma attaccare una società di rating, sapendo che un rallentamento dell'economia potrebbe danneggiare FIAT, mi sembra arrogante.
Le agenzie di rating confermano lo status di Junk Bond (spazzatura) al debito Fiat e Marchionne dice che la decisione è oscena..
Se uno legge i bilanci della Fiat si accorge che il debito c'è ed è notevole, ci si accorge che gli oneri finanziari del gruppo sono passati da 576 milioni del 2006 ai 564 del 2007. Non mi sembra che i debiti siano spariti.
La posizione finanziaria netta si deve scontrare con il saldo delle attività finanziarie e la liquidità del gruppo....non sono tutte rose per Marchionne, ovvero non c'è rosa senza spine..
Inoltre, intervistato, Marchionne afferma che il 2008 è un anno di riposo per la Fiat! Se lo è per la Fiat perchè gli azionisti dovrebbero essere attratti dal Lingotto almeno fino a giugno - luglio...
Forse sono più oscene le parole di Marchionne che danno fiducia ai piccoli investitori sul titolo Fiat in un momento in cui TUTTI stanno verificando l'effetto della recessione. Ricordo che Fiat è scesa dai 23 euro ai 14 della scorsa settimana.
E tanti sono rimasti scottati dalle interviste di Marchionne....
Non ricordo un Marchionne così arrogante quando la Fiat valeva 4,8 euro.
Forse era quello il Marchionne che amavo, speriamo che lavori di più ed esterni un pò di meno.
FIAT, E' OSCENA LA SPAZZATURA?
IN ARRIVO L'ATTESO RIMBALZO SUI MERCATI?

ARIA DI RIMBALZO
Il mercato è stanco di questa poderosa discesa che ha caratterizzato il mese di gennaio. La speranza, in America, di un ulteriore taglio dei tassi nei prossimi giorni e le imponenti ricoperture potrebbero dare origine a un salutare rimbalzo.
A onor del vero il taglio di 0,5% da parte di bernanke è oramai certo, infatti venerdi scorso la Fed ha annunciato una Term Auction Facility (ovvero un prestito di ultima istanza verso le banche che ne hanno bisogno) con un tasso minimo del 3,1%!
Ora se la fed non tagliasse al 3% vorrebbe dire che avrà prestato denaro senza alcuna penalizzazione (anzi con uno sconto).
Bush, intanto, spinge sull'approvazione del pacchetto di aiuti da parte del congresso.
In america le vendite di nuove case sono crollate. I prezzi crolleranno in seguito...
La scorsa settimana vi avevamo parlato della possibilità che il Dax potesse ritornare nell'area 7200 - 7300.
A noi investitori (con pochissimi titoli in portafoglio) non interessa questo rally.
Anzi si...forse proporremo operazioni al ribasso!!!
ma a caloro che devono alleggerire il peso azionario....beh, è meglio che seguano attentamente il possibile rialzo e lo sfruttino.
I TRE GIORNI DELLA MERLA
Oggi iniziano i giorni chiamati :i 3 giorni della merla
I tre ultimi giorni di gennaio sono considerati i più freddi dell'anno nonché una specie di cartina di tornasole, dato che in base a come si presenta il tempo gli esperti sanno trarre indicazioni per come sarà il clima dell'anno.
Se farà molto freddo, la leggenda dice che l'anno sarà bello, viceversa se le temperature saranno alte....
In questi giorni...sarà un caso, ma l'Italia è colpita dal phon, il vento caldo...
Traslando sulle borse...non vorrei che le alte temperature di questi giorni preannuncino futuri e continui ribassi nel corso dell'intero anno!
Mentre i tassi americani si aprrestano a essere ulteriormente abbassati l'oro, l'argento e il platino continuano a salire, l'euro si riavvicina alla soglia fatidica di 1,50 e il petrolio non scende di prezzo.
I salari tendono all'aumento in Europa e il vento inflattivo non accenna a diminuire.
La BCE è esposta al rischio di essere obbligata a seguire gli americani. Speriamo vivamente di no. E' meglio una sana recessione e prezzi di borsa in discesa che un rialzo dell'inflazione con una discesa lenta dei listini e un impoverimento delle masse.
Meglio la terapia d'urto e meglio far inginocchiare la corazzata america che deve imparare a risparmiare se vuole tornare a crescere.
Nel frattempo il Fondo monetario vede al ribasso la crescita economica
American Express rilascia i dati del trimestre. Più bassi delle attese. Il motivo? semplice l'aumento delle frodi e dei mancati rimborsi.
Attenzione...dopo i subprime abbiamo le carte di credito e successivamente i fondi di private equity.
Buona giornata
IN ARRIVO L'ATTESO RIMBALZO SUI MERCATI?
BANCHE...PER CHI AVESSE PAURA
SU QUESTO SITO TROVERETE TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER CAPIRE SE E COME SARETE TUTELATI IN CASO DI FALLIMENTO DELLA VOSTRA BANCA.
BANCHE...PER CHI AVESSE PAURA
LIBERTA' DI BLOGGER - LA CRESCITA' DEL GERMOGLIO

Un blogger deve essere libero di scrivere la sua opinione, ma deve anche avere la possibilità di lavorare su una piattaforma che non mette vincoli ne restrizioni, altrimenti che libertà sarebbe?
Ho chiuso il rapporto con Investire Oggi in quanto non mi permetteva di tenere aperto il mio blog originale (quello che state leggendo) o di scrivere per Trend on Line o per Yahoo o per altri.
Chissà, forse un domani poteva dettare anche la mia linea editoriale....o chiedere soldi per essere pubblicato.
Come ben capire il principale driver che spinge un blogger a passare le notti davanti a una tastiera è quello di comunicare al maggior numero di persone possibili la propria opinione nella massima libertà.
La mia collaborazione con Investire Oggi era gratuita e senza alcuna forma contrattuale. Mi era stata promessa massima libertà e la sicurezza di tenere aperto il mio blog dal quale mi state leggendo ora.
Così non è stato, pazienza, peccato solo che questo sia accaduto senza permettere ai miei lettori abituali di investire Oggi di venire a conoscenza della chiusura e del trasferimento del blog.
Fortunatamente esistono i motori di ricerca, e così, i miei lettori mi hanno ritrovato. Il blog ha raggiunto oramai una media di 1800 lettori al giorno e sta crescendo. Grazie ancora a tutti voi.
Se venite a conoscenza di storie di borsa o su aziende quotate vi prego di farmele sapere. Io le proporrò al pubblico. La nostra comunità deve crescere e svilupparsi.
Il germoglio del Mercato Libero non è di destra o di sinistra, sono i politici che devono adeguarsi al nostro modello e non viceversa.
Il germoglio diverrà presto una grande pianta e poi chissà...
Con affetto e stima a tutti voi.
PB.
LIBERTA' DI BLOGGER - LA CRESCITA' DEL GERMOGLIO
FUGA DAL RISPARMIO GESTITO. LA RIVOLTA DEI POLLI DA SPENNARE

AZIMUT, BIPIELLE, MEDIOLANUM, UBS, GOLDMAN SACHS, CREDIT SUISSE, UNICREDIT PRIVAT BANKING, ANIMA, ARCA, NEXTAM, BLACKROCK, DEXIA, GENERALI ECC ECC....
In questo gennaio migliaia di investitori hanno detto basta a fondi, gestioni patrimoniali, prodotti strutturati.
Migliaia di investitori scontenti da anni hanno finalmente deciso (peccato che lo hanno fatto a questi prezzi) di chiudere la porta a dei prodotti che si sono rivelati ditruttori di valore.
Hanno venduto e hanno parcheggiato la liquidità sul conto corrente o hanno comprato delle obbligazioni dello stato.
Risultato? le banche e le società di gestione stanno vedendo colare a picco la profittabilità.
I polli da spennare si sono arrabbiati. La rivolta è in atto e il conto sarà salato nelle prossime trimestrali di piazza affari per le società di asset management (ma quale management....badmanagement!!!)
FUGA DAL RISPARMIO GESTITO. LA RIVOLTA DEI POLLI DA SPENNARE
MONTEPASCHI, LA FINE DI UN INCUBO....
MA MPS E' ASSICURATA CONTRO LE RICHIESTE DANNI DEI PICCOLI AZIONISTI??MPS, l'operazione Antonveneta NON SI FARA'. La caduta del governo e l'indebolimento improvviso dei DS rende ogni giorno più problematico il progetto di del mitico Mussari. Era l'uomo nuovo di Siena.. Ma si sà a Siena non sono molto fortunati con la scelta delle persone....vedi cosa accadde con la Banca del Salento!
La banca, in mano ai DS, è in forte crisi. Mussari molto probabilmente verrà allontanato (per fortuna). La smania folle di crescita di Mussari verrà seppellita dalla crisi dei mercati definitivamente. Forse sarà Draghi stesso a dare una mano.
Gli esiliati potrebbero tornare da trionfatori per cercare di riportare la banca ai vecchi fasti che le competono.
I piccoli azionisti, in questi giorni, si stanno riunendo e stanno valutando una denuncia con una class action sulla gestione del Montepaschi per incauto acquisto.
Il mio blog si sta muovendo in questa direzione facendosi promotore principale di tale iniziativa. Uno studio legale è già stato individuato, l'associazione consumatori è pronta ad intervenire.
Tutti i piccoli azionisti che hanno visto crollare le quotazioni dai 5,20 euro ai 3,15 possono contattarci mercatiliberi@gmail.com per aderire all'iniziativa.
Anche perchè le quotazioni andranno ancora giù. Il destino di Siena è segnato se dovesse decidere di andare avanti nell'acquisizione.
Nella fondazione finalmente hanno capito. Molte famiglie importanti a Siena, in queste ore, si stanno muovendo, si telefonano, si incontrano, discutono, elaborano strategie per far saltare l'acquisto che porterebbe alla rovina MPS.
My Way e 4you (retaggi di errori passati) sarebbero solo un temporale contro l'acquisto di Antonveneta che potrebbe essere paragonato alla Tempesta perfeta.
Caltagirone potrebbe pensarci seriamente ad abbandonare il suo progetto. Salverebbe il suo investimento in MPS crollato miseramente.
Axa, partner strategico di Mussari non ha molta intenzione di investire in Italia dopo la crisi che ha colpito il valore delle sue azioni.
Citigroup non garantirà un aumento di capitale a questi prezzi. Forse i due euro non saranno sufficienti. La banca americana ha ben altri problemi da risovere.
Prodi è caduto, l'appoggio politico dell'operazione è naufragato.
La stampa e i media hanno paura di esporsi contro i poteri forti, ma non appena capiranno che i poteri forti non sono più così forti...allora si scateneranno.
Mediobanca sta alla finestra, ma non sarà certo lei a buttare una ciambella di salvataggio a Mussari.
Zaleski, con la sua Carlo Tassara è in profonda depressione. Le sue partecipazioni stanno crollando (da UBI a Banca Intesa, da Mps a Generali, da Mediobanca a Telecom, passando dalle utilities ecc ecc). Il suo debito è sotto stretta sorveglianza da parte delle banche finanziatrici.Bazoli è il suo grande amico, ma Bazoli ha perso Prodi e tutto sta ritornando in alto mare. La fine di Zalesky, ago della bilancia del capitalismo italiano, è vicina.
La fine, anni fa, di Ebner, finanziere svizzero, è per Zalesky un incubo notturno.
Ora sta pensando a tutto fuorchè ad aumentare il suo indebitamento per Siena.
MPS hai fatto un'altra figura barbina. La città di Siena è stufa marcia e con essa tutti noi.
MONTEPASCHI, LA FINE DI UN INCUBO....
CRISI GOVERNO ED ECONOMIA.

Economia e crisi di governo: alcuni temi da ricordare...
Alitalia: La svendita ad Air France potrebbe saltare. Il prezzo pagato da Air France è fin troppo esagerato per Alitalia, una compagnia oramai fallita. Ma è vietato regalare il mercato dei passeggeri italiani ai francesi!
I francesi non hanno mai regalato nessun mercato interno a nessuno! prodi ne è stato l'arteficie (così come ha svenduto sempre tutto il patrimonio italiano per due soldi)
Noi tifiamo per il fallimento della compagnia. Per la distruzione del Sindacato interno ottuso e incapace. Per la creazione di una nuova compagnia aerea capace di imporsi nei mercati globali in partnership con un vettore asiatico, alla conquista dell'Europa. Il buon Formigoni sta lavorando per creare un'aviolinea del nord. Occhio alle obbligazioni Alitalia potrebbero rivelarsi cartastraccia.
Mediaset, sale in borsa per la caduta del governo e per l'addio alla Gentiloni che l'avrebbe penalizzata. La strategia del biscione si sta delineando. Il titolo è interessante ma non a questi prezzi!
Telecom, la fine del governo mette a rischio il progetto di Prodi, quello di controllare tutte le reti in modo tale da poter controllare la dinamica di sviluppo del capitalismo italiano. la fine di un sogno di egemonia della politica sull'economia. Voi sapete come la penso. la penso a favore di tutti noi consumatori. L'alternativa sarebbe la nazionalizzazione dei monopoli (da Enel a Eni passando da Telecom ad Autostrade). Il tutto seguito dal rilancio dell'innovazione tecnologica, una riforma seria della scuola (rovinata dalla riforma Moratti). Il rilancio serio di alcune industrie e società di servizi nel mondo globale. Puntare sui monopoli è una scelta sbagliata all'origine.
La politica di questi anni ha continuato ad aumentare le tariffe per poter incassare dividendi monsters. Il risultato? poche risorse da destinare alla crescita aziendale e l'impoverimento delle persone.
Esempio di tutto questo è l'Enel. Un'azienda che paga dividendi da capogiro e che si compra Endesa indebitandosi fino al collo. Con questa operazione e con il drenaggio di risorse finanziarie da parte dello stato ha messo in serio pericolo il suo futuro.
Ma vi rendete conto? Lo stato ha privatizzato aziende capaci di pagare dividendi del 6%, 7% quando lo stato paga interessi del 4% sul debito.
Non era meglio tenersi strette queste aziende (come accade in Francia) e ridurre lo stock del debito grazie a questi dividendi!
Per questo motivo riteniamo Prodi un incapace distruttore e non ci piace Berlusconi: per la loro totale mancanza di una visione di politica economica di lungo periodo.
In Italia servirebbe un piano Marshall e un governo che avesse mano libera di attuarlo. invece non ci resterà che continuare ad occuparci di smaltimento rifiuti e di problemi legati all'immigrazione clandestina. Tutte cose che gonfiano la spesa pubblica e le bocche dei nostri politici.
Banca Intesa e in generale il sistema bancario italiano sono gestiti da manager simpatizzanti la sinistra. La caduta del governo mette in discussione la loro forza.
In Italia fino a oggi il sistema è stato bancocentrico. Tuttavia il crollo della finanza occidentale, se dovesse continuare,metterebbe fine anche in Italia a un certo sistema, il tutto aiutato da una lobby politica nuova.
Un nuovo Fiorani potrebbe essere già all'opera con l'obiettivo di minare i poteri forti del capitalismo italiano. Non è un caso che Montezemolo chieda tempo per la riforma elettorale (così come il suo amico Veltroni).
Evviva! La caduta del governo ha allontanato l'aumento della tassazione delle rendite di capitale al 20%. La medio bassa borghesia dovrebbe gioire. La tassa avrebbe colpito SOLO loro.
CRISI GOVERNO ED ECONOMIA.
RISCHIO PAESE
Si dice che è colpa dell'effetto fly to quality e della caduta di prodi, sta di fatto che il GAP fra Bund e Btp ha sfiorato i 42 centesimi, livello che non si vedeva dal 2001.
Son già in molti che vedono un crollo delle entrate fiscali dovuto al rallentamento della crescita economica.
Nel frattempo una nota banca estera in una nota agli investitori sconsiglia vivamente l'investimento in BTP.
Lo ripeto oramai da settimane, la spesa pubblica è destinata a salire (grazie all'incapacità del governo di bloccarla) e le entrate tributarie sono previste in forte calo.
Il tutto gioca contro l'Italia. il rischio paese è in sensibile aumento! meglio il Bund che il Btp.
RISCHIO PAESE
OSCAR GIANNINO SULLA CADUTA DI PRODI

Ecco l'articolo con il quale Giannino ha salutato Prodi nel giorno dell'uscita di scena.
Non posso che accodarmi alla schiera di persone che è convinta che Prodi abbia fatto male all'Italia. Berlusconi non è certo la soluzione....e allora siamo veramente nel guano fino al collo!
Oscar Giannino:
È caduto. E noi godiamo. Smisuratamente. Prodi è rimasto appeso alla sua superbia. Il peggior trapasso, per un politico. Si può perdere con dignità, per sfortuna. Perché qualcosa di imprevisto va storto. Ma quando si perde così, per pura e livida tigna, senza lasciar speranza a chi si lascia nell’onta della sconfitta, allora si perde per sempre. Insieme al diritto a essere un leader politico. Se poi è la seconda volta, il verdetto è definitivo. Per questo godiamo. Non con l’ebbrezza dei pazzi. Con il sollievo della ragione. Non perché siamo dei barbari, ignari che la politica sia una cosa seria e che il Paese versi in condizioni terribili. No. Godiamo perché la caduta di Prodi è la fine ultima della carriera di un politico i cui effetti sono stati devastanti. Per il Paese e la sua immagine nel mondo. Per tutti noi poveri contribuenti. E per la sua parte politica. Perciò godiamo. Prodi ha avuto quel che si merita. A casa. Fine corsa. Mai più.
Prodi ha sempre pensato che a governare basti il pallottoliere, un voto in più. E come 10 anni fa, dopo 33 fiducie al cardiopalma ha di nuovo sballato il conto. Ha preso il Paese in mano con un’economia in rilancio, lo restituisce con una crescita piatta, per le tasse da rapina che ha imposto. Ha tanto intossicato con l’idea che l’unico vinavil del centrosinistra sia l’antiberlusconismo invece che le cose da fare, che alla fine, come 10 anni fa, lascia macerie fumanti prima nel suo campo politico, che nel centrodestra. Ha giocato fino alla fine la carta del leader eternamente “nuovo” e senza partito, animando invece una sempre più torva opposizione persino all’unica cosa nuova nata davvero nel centrosinistra, il Partito Democratico di cui è leader Veltroni. Ha tentato di restare in sella con metodi rispetto ai quali la politica clanica di Mastella sembra l’Atene di Pericle: vedi la vergognosa compravendita del senatore Cusumano. Il suo governo è riuscito persino a chiudere le porte della Sapienza in faccia al Papa, e, se ieri Andreotti è mancato al voto di fiducia, non è casuale.
Finché derideva il Cavaliere, passi. Era l’unico modo per Prodi di assecondare l’antiberlusconismo a cui deve tutte le sue fortune. Ma infine Prodi cade perché ha deluso e spaccato Rifondazione. Perché considera Veltroni il peggior nemico. Perché rimprovera D’Alema di non averlo stoppato. Perché Dini e Mastella se li è persi, a furia di considerarli utili idioti. Perché, da Nerone, ha preferito assistere all’incendio della sua alleanza che egli stesso ha alimentato, invece di ragionare e rassegnare il mandato prima della sterile, ultima, disperata conta che lo priva di un futuro politico, e lascia il centrosinistra nello Stige. Il lascito di Prodi è tremendo. Per effetto della sua tenace volontà di crepare a testate, una convergenza bipartisan per la riforma elettorale è cento volte più difficile. Con la Camera falsata da una maggioranza di sinistra costruita solo grazie a un premio elettorale a cui l’Unione senza Udeur non ha più diritto, non so ipotizzare governi di convergenza a tempo per le riforme. Al voto, dunque. Alle urne. Per cancellare il fantasma reggiano che da ieri dondola al cappio della sua protervia. Ora e sempre.
OSCAR GIANNINO SULLA CADUTA DI PRODI
L'EURISPES CI CONFERMA UN'ITALIA IN POVERTA'

EURISPES: ITALIA PIU'POVERA, TIRA AVANTI PAGANDO A RATE/ANSA TRA SOMMERSO E MAFIA MEZZO PIL NAZIONALE. 20 MLN I SOTTOPAGATI (ANSA) - ROMA, 25 GEN - Un'Italia piu' povera che tira avanti pagando tutto a rate e facendo il doppio lavoro. Piu' di 5
milioni le famiglie indigenti o a rischio di diventarlo. Venti milioni i lavoratori sottopagati e solo una famiglia su tre arriva tranquilla alla fine del mese. E' una fotografia tutt'altro che tranquillizzante quella che arriva dal 'Rapporto
Italia 2008' dell'Eurispes. La situazione economica complessiva e' piu' difficile e tra salari fermi e prezzi che schizzano in alto i bilanci delle famiglie arrancano. In un solo anno la situazione economica delle famiglie e' peggiorata nel quasi 50%
dei casi e sono raddoppiati i prestiti. Il pessimismo arriva ai livelli piu' alti dagli ultimi sei anni. Ma ecco in sintesi alcuni dei dati economici che emergono dal Rapporto presentato oggi dall'Eurispes.
- ESPLODE IL SOMMERSO, A QUOTA 549 MLD. Cresce l'economia sommersa e arriva al 35,5% del Pil ufficiale. Al 'nero' si aggiunge l'economia criminale (a quota 11,3% rispetto al Pil) e insieme si arriva a 725 miliardi di euro, quasi la meta' della
ricchezza prodotta 'in chiaro' in un anno dal Paese.
- 2 FAMIGLIE SU 3 NON ARRIVANO AL 27. Raddoppiano dal 5 al 10% le famiglie che ricorrono a prestiti personali e solo il 13,6% alla fine del mese riesce a risparmiare qualcosa. In un anno la situazione economica delle famiglie ''e' decisamente peggiorata''. Quasi la meta' degli italiani registra un peggioramento del proprio budget (per il 32,1% lievi segnali e per il 13,7% calo piu' marcato).
- TUTTO A RATE, DAL FRIGORIFERO AL DENTISTA. E' boom per il credito al consumo. ''Nessun dinamismo economico, solo necessita''', commenta l'Eurispes. E infatti si comprano cosi' non solo elettrodomestici o mobili ma anche viaggi e libri
scolastici. Accettano pagamenti a rate ormai anche i medici.
- I NUOVI POVERI SONO I 'WORKING POORS'. Lavorano ma hanno un tenore di vita simile a quello dei disoccupato. E cosi' per arrivare a fine mese in 6 milioni fanno il doppio lavoro in nero. Ogni famiglia deve integrare mediamente il proprio reddito
con 1.330 euro di 'lavoretti' non ufficiali. Tra i poveri e quelli a rischio di diventarlo in Italia si contano 5,1 milioni di nuclei familiari per 15 milioni di individui.
- SCARPE IN SALDI E PASTA AL DISCOUNT. Salari fermi e caro-vita cambiano le abitudini degli italiani che comprano sempre piu' in saldi o ai discount. Meno uscite al ristorante e anche taglio netto per viaggi e regali.
- 20 MLN I SOTTOPAGATI, 6 I DOPPIOLAVORISTI. ''I salari italiani sono tra i piu' bassi d'Europa'', rileva l'istituto spiegando che guadagnano il 10% in meno dei tedeschi, il 20% in meno degli inglesi e il 25% in meno dei francesi. ''Diminuire la
pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente e agire sulla struttura temporale della contrattazione'': queste le indicazioni che arrivano dall'istituto. (ANSA).
L'EURISPES CI CONFERMA UN'ITALIA IN POVERTA'
BANCHE...LE SOLITE SANGUISUGHE...E' ORA DI DIRE BASTA!

Questa settimana vi ho raccontato di come le banche lavorano male nel campo del risparmio gestito. Ieri poi, in riferimento a Tiscali vi ho raccontato l'inefficienza delle Banche Italiane nel gestire il risparmio amministrato.
Nel recente passato vi ho descritto altre nefandezze del nostro sistema bancario ai danni dei consumatori.
Come forse non tutti sanno Mercato Libero, a Novembre ha lanciato un'iniziativa no profit a favore dei consumatori: 1000PERCAMBIARE.
Obiettivo è raccogliere 1000 adesioni di persone che vogliano avere una banca con condizioni estremamente vantaggiose sotto tutti i punti di vista.
A ieri siamo arrivati a poco meno di 250 adesioni.
Vi chiedo di andare sul sito di 1000PERCAMBIARE e inviare una mail di adesione.
Vi terrò aggiornati sul numero degli aderenti e una volta raggiunti i 1000 andremo a selezionare la banca italiana che offra le migliori condizioni. Con 1000 persone avremo una forza contrattuale notevole.
Pensate di dover acquistare un auto. Andate dal concessionario (agenzia della banca) e negoziate un prezzo. Con 1000 persone non andremo dal concessionario ma direttamente dal costruttore (sede centrale) e negozieremo condizioni importanti.
1000 persone equivalgono a una filiale di banca. Si, la stessa filiale che oggi viene valutata 10 milioni di euro. Se ci pensate bene il valore di ognuno di voi, per una banca, si avvicina quindi ai 10.000 euro!!!
Pensate a quanto ogni anno vi tolgono dalle tasche...e quanto potreste risparmiare!!
Vi aspetto numerosi! ADERITE AL PROGETTO!
: 1000PERCAMBIARE
Intanto vi propongo quest'articolo di Camilla Conti sulle banche (apparso su Libero),
altre nefandezze vi aspettano nel 2008!
Articolo di Libero Mercato
Camilla Conti
La crisi di liquidità scatenata dal terremoto dei subprime tormenta ormai da mesi le banche italiane e preoccupa la stessa Bankitalia che da settembre ha messo sotto stretto controllo gli istituti. Proprio mentre gli stessi stanno trovando chiuso il rubinetto delle cartolarizzazioni che agiva da polmone di liquidità con un conseguente decollo degli spread. E all’orizzonte si profila una nuova minaccia per il sistema bancario: a marzo dovrebbe infatti entrare in vigore l’applicazione del decreto Bersani sull’eliminazione della commissione di massimo scoperto che è destinata a pesare sui ricavi degli istituti. Guai però a pensare povere banche. A rimetterci, infatti, sarà sempre il cliente finale ovvero il correntista o alla piccola e media impresa che chiede sostegno finanziario per lo sviluppo.
Quali saranno gli escamotage per resistere alla crisi? Primo trucco: aumentare i prezzi e passare ai raggi x il cliente-impresa. Molte big italiane, guardando anche ai grafici di Borsa, hanno già cominciato a ipotizzare un rialzo delle condizioni di concessione del credito e dei rifinanziamenti aumentando anche il livello di attenzione sul rischio.
Secondo trucco: allentare i cordini della borsa anche fra “colleghi” di sportello. Da giugno 2007 tutti i tesorieri delle banche italiane medio-grandi (ad esclusione di Unicredit e Intesa) hanno avuto difficoltà a rifinanziarsi sul breve, principalmente sul mercato elettronico dell’interbancario (l’E-Mid) perché tutte le principali banche internazionali hanno ristretto i limiti di credito bilaterali. Sull’E-Mid, infatti, ogni banca può decidere e variare il limite massimo di denaro che intende prestare a un certo istituto. A seguito di questa riduzione di liquidità del sistema, tutti i tesorieri hanno dunque allertato le unità di business per ridurre il ritmo di erogazione di nuovi prestiti a breve e a medio lungo e per conservare la liquidità all’interno della banca. Il classico cane che si morde la corda.
Terzo trucco: accelerare la raccolta diretta privilegiandola rispetto al risparmio gestito proprio per tamponare la liquidità. Mossa che ha però aggravato il profondo rosso registrato dai fondi comuni.
Il quarto antidoto scelto dalle direzioni commerciali è quello che più va a pesare sul portafoglio dell’utente finale. Perché le banche hanno già cominciato a rallentare le erogazioni allungando anche i tempi che passano tra la richiesta del cliente, la delibera e l’effettiva disponibilità dei soldi in conto. Al contempo è aumentata la selettività nell’accogliere le nuove richieste privilegiando i grandi clienti e le medie-imprese con buon rating. Il tutto a scapito delle pmi con rating deboli e delle micro-imprese che non hanno potere contrattuale ma un disperato bisogno di accedere al credito. Come dimostrano i risultati dell’indagine di Iperion Corporate Finance, società specializzata nelle operazioni di finanza aziendale, che ha scattato una fotografia delle pmi italiane con un fatturato compreso tra 0,5 e 50 milioni. Nonostante l’elevata capacità produttiva e la redditività media, la capacità di capitalizzare delle piccole e medie aziende del nostro paese è risultata mediamente bassa con un significativo ricorso all’indebitamento bancario. L’esposizione di breve periodo è infatti prevalente (mediamente quasi 2 milioni di euro), mentre sono meno utilizzate le forme di finanziamento di lungo periodo (mediamente meno di 1,5 milioni).
E’dunque curioso che mentre in banca si corre ai ripari e i clienti si preparano a mettere mano al portafoglio, i manager diano la colpa alle pratiche scorrette. Come l’ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, per il quale «l’ondata di tensioni finanziarie scatenata dalla crisi dei subprime è nata da prassi scorrette da parte di alcuni operatori finanziari, e ora minaccia di investire il settore dei prodotti assicurativi contro le insolvenze di obbligazioni».
Avete capito? Cosa aspettate a reagire?
: 1000PERCAMBIARE
BANCHE...LE SOLITE SANGUISUGHE...E' ORA DI DIRE BASTA!
TISCALI - DALLE ROVINE UNA SPERANZA!


Come sapete Tiscali è il nome di una località sarda .
Ticali è un villaggio antico. Per arrivarvi si percorre un impervio e ripidissimo sentiero che sale lungo i fianchi di una montagna, in una zona boscosa, selvaggia, quasi intatta. Non è raro scorgere il grifone o l'astore, volteggiare alla ricerca della preda. Anche il cervo ormai scomparso a causa della caccia spietata, trovava rifugio in questi boschi. Questo era pure il regno degli "iliesi", ove per certo: legionari romani non sono mai penetrati.
Prima di giungere al villaggio di Tiscali, bisogna infilarsi per uno stretto passaggio, per poi continuare in un piccolo sentiero fatto di calcare levigato, sul ciglio della montagna. Più in là, all'interno di una dolina carsica, ecco il Villaggio... ciò che ne resta, veramente! Un insieme di capanne semi-distrutte di età prenuragica, che ha restituito materiali del nono e dell'ottavo secolo
Le capanne, a pianta circolare e rettangolare, purtroppo in gran parte distrutte da scavi clandestini, sono disposte in due gruppi distinti, e sono costruite con blocchi di pietra irregolari, certamente tra loro con malta di fango.
Nel Weekend vi parlerò di Tiscali, uno dei titoli dalla peggiore performance di Piazza Affari.
Dai 1000 euro del lontano 2000 a 1 euro di oggi. Sembra quasi che Soru abbia voluto dare il nome alla sua società una volta che aveva scoperto le ROVINE nella sua terra Sarda.
Oggi la società telefonica sarda assomiglia molto al villaggio in questione, tuttavia si sà, i sardi sono cocciuti e alla fine tanta cocciutaggine potrebbe essere premiata. Gli antichi fasti sono ovviamente un retaggio del passato, ma sotto le ceneri la brace è ancora calda e un fuoco potrebbe essere acceso grazie all'aumento di capitale che termina oggi.
E' un rischio, ma, il fuoco è sintomo di vita e chissà che l'antica e fiorente cittadina sarda possa lentamente rinascere a nuova vita. Per Tiscali è un po' un ultimo treno....e chissà che non valga la pena comprare un biglietto!
Intanto oggi godetevi l'ultimo giorno di aumento di capitale...
I soliti furbetti hanno acquistato i diritti di Tiscali alle ore 9.00 mentre il parco buoi degli investitori vendeva in massa grazie a procedure bancarie vecchie inefficienti e gestite da incapaci!.
Infatti le procedure bancarie prevedono che i diritti dei clienti, non esercitati, debbano essere venduti tutti al primo prezzo delle 9.
Naturalmente mentre c'è una vendita coatta dei diritti di ignari risparmiatori perpetrata dalle banche...alcuni furbetti comprano e in pochi minuti guadagnano il 20% e magari a fine giornata chissà.
Posso farlo anche io???? si domanda l'investore del parco buoi.
Allora anche lui alle 8,45 va in banca e prova a comprare i diritti.
E cosa scopre? che in molte banche italiane non si può comprare i diritti nell'ultimo giorno dell'aumento di capitale. Le preocedure non lo permettono!!!
Le procedure????? Ma siamo nel 2008, nel mercato globale dove ci si deve muovere per poter essere vincenti!
Nel frattempo... il diritto ha aperto a -20% e alle 10.00 quota + 10%.
Ancora una volta il parco buoi è servito. Non basta che per vendere un fondo o chiudere una gestione patrimoniale occorrano giorni...anche questa mancava alla lista delle inefficienze di un sistema bancario vecchio e superato.
La consulenza indipendente aiuta il risparmiatore a superare questi ostacoli e a muoversi in un mondo finanziario che si muove a velocità supersonica...mentre la banca tradizionale si muove sul dorso di un asino!
Povero risparmiatore...che disastro!
Consulenza indipendente: mercatolibero@gmail.com
Per provare l'ebrezza della libertà dalla banca!
TISCALI - DALLE ROVINE UNA SPERANZA!
MA A SIENA SI CORRE IL PALIO O SI FA BANCA

MISTERO MPS: MA A SIENA SI PARLANO?
A leggere i giornali di questi giorni si resta sconcertati su quanto sta accadendo a Siena. La Banca più antica del mondo, saldamente in mano alla fondazione sta facendo una gran bella figuraccia:
Il signor Mussari pochi mesi fa annuncia l’operazione più grande che la banca senese abbia mai affrontato: l’acquisizione per 9 miliardi di euro, da pagarsi in contanti, della piccola Antonveneta.
Una banca che non vale più di 4 o 5 miliardi visto i recenti crolli di borsa e visti i risultati deludenti del 2007 (bilancio in pareggio).
Il signor Mussari decide l’acquisizione in piena crisi subprime, quando era evidente che la fine del ciclo economico stava per arrivare sui mercati europei.
Il costo è esorbitante per una banca (Antonveneta) che non produce utili.
Ma la stampa esalta l’operazione, la fondazione MPS (maggiore azionista) ne è entusiasta, i politici di sinistra gongolano. Pazienza se il titolo all’annuncio dell’operazione perde il 15%, non è importante….si dice…è il progetto industriale che conta!!!!
Noi lo avevamo scritto fin da subito che tale operazione avrebbe portato sul fondo la banca. Ma ciò che ha dell’incredibile è la diversa visione strategica che vive all’interno della stessa banca…
Due giorni fa leggo un’intervista rilasciata a Cesarano, responsabile market strategy di MPS capital services. Uno strategist , quindi, una persona che conosce a fondo i mercati. Ebbene, Cesarano conferma innocentemente che la “correzione è profonda e durerà un anno,”.
Il manager di MPS vede nero. Sostiene che la crisi è di origine finanziaria , che è partita dall’america ma che sta contagiando tutto il mondo. Che una crisi di questa portata non si vedeva da qualche decennio. E Cesarano insiste, parla di credit crunch, di contrazione di consumi e di un’economia italiana malata.
Ma non si ferma qua, riesce anche a lanciare un messaggio di speranza per l’economia….sostiene di focalizzare l’attenzione nei paesi in via di sviluppo.
E cosa fa il suo capo, Mussari, spende 9 miliardi per una piccola banca del nord est di un paese malato e a crescita zero.
E ora passiamo a un articolo di oggi apparso su Libero Mercato: il titolo è tutto un programma: "L’Opa Antonveneta squote la fondazione MPS".
L’articolo inizia così: Il terremoto borsistico sta alimentando i dubbi sui costi dell’operazione Antonveneta da parte della Fondazione MPS principale azionista.
L’articolo sostiene che, il malessere della Fondazione sta aumentando in queste ore.
Ci si chiede quando e come saranno recuperati i miliardi di valore bruciati in pochi mesi. Se peseranno sul patrimonio dell’ente, sui fondi da destinare sul territorio ecc ecc. Sembrerebbe che la fondazione abbia incontrato gli advisor che avrebbero sollevato timori sull’operazione.
A questo vorrei aggiungere che il titolo è sceso dai 5,20 euro di maggio ai 3,19 euro di ieri. Citigroup aveva portato il target del titolo a 3,50 qualche settimana fa prima dei disastri borsistici (e Citigroup è interessata a sostenere Siena, in quanto banca che garantirà l’aumento di capitale per Siena).
UBS invece, al di fuori della mischia, ha detto ieri che il titolo non deve valere più di 2,95. Io sostengo che l’aumento di capitale non potrà essere fatto a più di 2,50 euro per azione.
Vorrei aggiungere che il titolo è controllato dal gruppo, basta vedere il book durante una normale giornata di borsa. La domanda è ….ma chi paga il costo di questa azione di sostegno? E soprattutto chi l’ha ordinata? Forse qualcuno che in queste ore si sta giocando la carriera e prova il tutto per tutto!
I maligni sostengono che qualcuno a Siena stia provando a contattare il Governatore della banca d’Italia supplicandolo di non autorizzare l’operazione.
Sarebbe una bella boccata d’ossigeno per la banca senese.
Certo è che perderebbe la faccia …anche se il signor Mussari la reputazione di bravo manager l’ha oramai persa da tempo. Per ora gli rimane solo quella da buon politico…ma si sa, la politica brucia in tempo rapido molte persone che corrono troppo, e Mussari questa volta ha fatto il passo più lungo della gamba!
MA A SIENA SI CORRE IL PALIO O SI FA BANCA
1 SALMONE

Come sapete siamo a pesca. Nella rete del portafoglio è entrato un titolo! Altri due o tre spero di prenderli in mattinata.
Se volete provare a pescare...abbonatevi al portafoglio BSI inviando una mail a BSI.ITALIA@GMAIL.COM!
Mercati che provano il rimbalzo. Vale quello che ho detto ieri mattina sul rimbalzo.
Approfitto per scusarmi con tutte quelle persone che hanno richiesto consulenza o maggiori informazioni in questi giorni. L'arretrato verrà smaltito nei prossimi giorni.
Consiglio di telefonare direttamente al 02.26005366.
1 SALMONE
BELLA PRESA PER I FOND...ELLI.

Vi racconto una storiella...
Il mese di gennaio ha visto una continua discesa dei corsi azionari.
La gente ha cominciato a preoccuparsi ma ha tenuto duro (come si dice in gergo...)
Tutti i giorni vedeva le quotazioni scendere e si preoccupava sempre di più. Qualcuno telefonava in banca o chiamava il promotore in cerca di risposte.
E cosa si sentiva dire....
"ma no, tenga duro, vedrà che i mercati si riprenderanno presto!"
"L'outlook per il 2008 è positivo per le azioni, non si preoccupi"
"Vendere ora? ma non se ne parli"
Un po' più rassicurato, il nostro investitore tipo tornava a casa, raccontava alla moglie che si stava perdendo, ma che la banca aveva suggerito di non vendere.
Ma ogni giorno che passava le perdite aumentavano lentamente ma in maniera continua.
Infine arriviamo a Lunedi. I mercati mondiali sono crollati. Le televisioni, i giornali, il macellaio, il panettiere....tutti ne parlano.
La moglie chiama in ufficio il marito e dice? Cosa facciamo ora? Dicono che arriva la recessione!!! Quanti soldi perdiamo?
Il marito si agita. Qualcuno corre in banca a vendere lunedi stesso, ma in molti decidono di vendere nella giornata di martedi. Chiamano il promotore, vanno in banca o accendono il computer e chiudono le posizioni.
E qui viene il bello. I prodotti fondi SONO ALTAMENTE INEFFICIENTI.
Da un lato non si può inserire lo stop loss (cosa che invece è possibile su ETF (che sono Fondi negoziati sulle borse).
Dall'altro sono prodotti cari (i costi medi dei fondi azionari si aggirano sull'1,75% all'anno) contro lo 0,30 degli ETF!
Ma la cosa terribile è che il prezzo su cui si fissa la vendita è quello della chiusura dei mercati il giorno seguente.
Ebbene si, nei mercati frenetici del 2008 la vendita di un fondo si compie almeno 24 ore dopo se non 48! (contro l'istantaneità degli ETF)
Ed ecco che qui si compie lo scempio. Si arriva alla giornata di mercoledi e le piazze europee (senza apparente motivo) collassano. Ancora una volta le perdite si aggirano sul 4% del listino.
E volete sapere la causa principale? I riscatti del popolo bue che si è trovato ancora una volta frastornato, senza una guida, terrorizzato dai media e che martedi aveva deciso di uscire.
Ed ecco che, una volta che lo scempio si è concluso....i mercati possono finalmente dare il via al vero recupero.
Le grandi banche d'affari hanno orchestrato il tutto con meravigliosa eleganza.
Hanno realizzato profitti colossali che forse permetteranno di ripianare pesanti perdite legate ai subprime. Hanno venduto titoli per settimane, hanno creato l'effetto panico e hanno ricomprato chiudendo le operazioni con guadagni del 10% - 15% in un solo mese.
Ora, probabilmente, potrà partire un buon rimbalzo, dopo un gennaio che in molti si ricorderanno.
Chi ci ha perso? ma il solito parco buoi.
E pensate che sia finita qui? NOOOO
Sul rialzo (se ben orchestrato, molti rientreranno, e poi, quando meno se lo aspettano partirà un secondo ribasso...ma di quello ci occuperemo a tempo debito.
Ricordatevi che siamo in una fase negativa, i probabili forti rialzi dei prossimi giorni potrebbero essere sfruttati per vendere (i livelli ve li ho dati ieri).
Qualche speculatore potrà anche comprare...ma molta attenzione...
La morale della storiella è sempre la stessa. Non fate il parco buoi.
Non comprate prodotti bancari inefficienti e anacronistici. Se non siete in grado di fare da soli....fatevi aiutare.
consulenza indipendente mercatiliberi@gmail.com
BELLA PRESA PER I FOND...ELLI.
PICCOLE STORIE DI ORDINARIA FOLLIA
Vi prego di rileggere quanto avevo scritto alcune settimane fa sui target sul titolo torinese. CNH e Iveco erano i veri problemi, dissi allora.
In caso di rallentamento economico trattori e camion sarebbero stati colpiti duramente. La CNH aveva un rapporto prezzo utili di 33! Una società che vende trattori dovrebbe avere un rapporto di 15% in condizioni di mercato normali. Stessa cosa per Iveco.
Ieri la CNH è scesa del 22%. Ha perso in un solo giorno 2 miliardi di dollari di capitalizzazione. E' corretto pensare che alla Iveco succeda la stessa cosa. Quindi non è poi così anomalo vedere la Fiat scivolare verso i 14 euro. E non dite che non eravate stati avvisati.
Ieri il governo francese ha bloccato gli aumenti tariffari elettrici per le aziende al colosso elettrico EDF. Ma se questa manovra fosse ripetuta negli altri paesi europei la valutazione delle aziende elettriche potrebbe scendere vistosamente.
Il titolo peggiore sarebbe proprio Enel che ha appena acquistato a prezzi politicamente folli Endesa e non si è sicuri che riesca a vendere certi assets a Eon.
Vi avevamo avvisato di questi rischi nelle scorse settimane quando il titolo valeva 8,30! Il portafoglio europa del mio studio le aveva vendute allo scoperto (ha chiuso l'operazione ieri con largo profitto).
Se cade il governo ci si domandava oggi cosa poteva accadere all'operazione Alitalia AirFrance. Ancor più preoccuppati erano i possessori delle obbligazioni Alitalia che in caso di fallimento non riceverebbero nulla. Massima attenzione su un titolo che potrebbe fallire o vedere le quotazioni andare verso 0,20. (come in tempi non sospetti vi avevo annunciato).
Terna è la rete infrastrutturale da dove passa l'energia elettrica che arriva nelle nostre case. L'authority ci ha confermato che le tariffe (decise e approvate dal governo) sono troppo alte e che dovrebbero essere ridotte. Terna è la calssica azienda monopolistica che vive in un ambiente poco competitivo. Nel caso le tariffe venissero ridimensionate....il titolo tornerebbe a quotazioni di qualche anno fa!
E il povero Cattaneo dovrebbe cercare lavoro altrove.
PICCOLE STORIE DI ORDINARIA FOLLIA
THE WORST IS NOT OVER!

ATTENZIONE A NON PENSARE CHE TUTTO SIA FINITO
Le trimestrali in america e i dati macro in Europa di oggi ci diranno se i mercati potranno proseguire nel rimbalzo.
Il presidente della BCE è atteso in un discorso pubblico stamane.
La Fed ha tagliato i tassi dello 0,75% (la vecchia regola dice che per ogni punto di taglio corrisponde all'incirca un 10% di crescita dei listini. Lo 0,75 corrisponde al 7,5%, il mercato americano è sceso dell'1%, ma avrebbe dovuto perdere il 5%, quindi c'è spazio, in assenza di cattive notizie, per una ulteriore salita di 3 o 4 punti pecentuali)
La Fed taglia...ma l'inflazione non scende anzi...
Il taglio equivale a buttare benzina sui prezzi e sui rincari specie se il dollaro dovesse indebolirsi ulteriormente.
Incubo Giappone anni 80 per gli USA (crollo di tutti gli assets!)
Tuttavia credo che se le cose dovessero peggiorare prima di un rimbalzo dei mercati, La BCE potrebbe intervenire a sorpresa con tagli o iniezioni di liquidità.
Occhio quindi a chi specula al ribasso.
Strategia:
-Il consiglio è non acquistare a questi prezzi. Su fiammate al rialzo o ridurre il peso dell'azionario (per chi è troppo carico).
Livelli raggiungibili: Dax 6900 S%P MIB 35400.
Per gli short si può provare in caso di Dax a 7200 e S&P Mib a 37.000
Per gli acquisti abbiamo segnalato agli abbonati del portafoglio BSI 12 titoli a prezzi più bassi degli attuali. (per informazioni bsi.italia@gmail.com)
Per i clienti del servizio di consulenza stiamo valutando l'aumento del peso azionario (attualmente il peso è molto basso) ma non a questi livelli.
Per informazioni sui nostri servizi: MERCATILIBERI@GMAIL.COM
THE WORST IS NOT OVER!
GONGOLIAMO!!!

IL GONGOLO E' PER ME E PER TUTTI NOI CHE DA MESI SIAMO CON POCHE AZIONI NEI PORTAFOGLI!
Un grazie a tutti i lettori che ieri hanno superato i 2000.
Chiedo pazienza a tutti coloro che mi scrivono visto l'alto numero di email che ricevo.
Se avete un'urgenza telefonate direttamente 02.26005366 e chiedete di un consulente finanziario del mio Studio.
Mercati in caduta libera, per gli amanti del rischio consiglio di provare a comprare in mattinata.
Per gli investitori di rimanere fuori, i minimi si faranno fra qualche settimana.
GONGOLIAMO!!!
SPECIALE MICHELE SPALLINO

A Milano ieri il signor Giavazzi e il signor Roubini hanno dato vita a un interessante dibattito sulla crisi dei mercati.
Per chi non li conoscesse vorrei confermare che Giavazzi è forse il più noto economista italiano e Roubini è colui il quale da oltre un anno sta raccontando ai suoi clienti che la situazione finanziaria ed economica americana è appesa a un filo e che la recessione è ale porte. I commenti di tale dibattito li potete trovare probabilmente sulle pagine del Corriere della Sera.
Quello che invece non trovate facilmente è il commento sui mercati di Michele Spallino.
Michele oltre a essere un amico e un bravissimo macroeconomista è anche uno dei pochi in Italia che aveva previsto la crisi del sitema da mesi.
Sono felice di ospitarlo e di fare pubblicità al suo servizio di consulenza.
Non temo certo la concorrenza.
I professionisti seri non devono temere di farsi concorrenza ma unire gli sforzi per cercare di educare i lettori a investire seriamente e con testa (con il controllo del rischio portafoglio)
Vi prego di leggere con attenzione il suo articolo:
La Nota sui mercati (20.1)
ECONOMIA: reazione a catena
La crisi finanziaria si è aggravata ancora questa settimana. Negli USA
il principale assicuratore dei crediti, Ambac, ha perso la sua AAA
(Fitch): è l'inizio di quella che sarà una devastante corsa al degrado
dei rating per l'intera industria dell'assicurazione sui crediti, il
cui valore sta evaporando giorno dopo giorno. Virtualmente tutti i
principali operatori sono coinvolti nel più grande Fiasco sistemico
nella storia del credito. La crisi degli assicuratori sta fomentando
una crisi di fiducia in tutte le varie forme di assicurazione: dai
CDS alle garanzie sui titoli ipotecari. Le autorità stanno
disperatamente tentando di incentivare le ri- capitalizzazioni a nche a
costo di svendere il sistema all'estero (il che apre un'altra
problematica strategica di cui parlerò in un futuro Speciale), ma la
complessità della situazione è tale da lasciare perplessi su come
possano affrontare un salvataggio di questa portata. Alla fine
probabilmente il governo si metterà a fornire le assicurazioni sui
crediti, almeno per quanto concerne i debiti municipali e quelli delle
GSE: sarà l'ennesima socializzazione delle perdite private.
Per ora il sistema creditizio annaspa in un incredibile confusione.
Letteralmente, trilioni di titoli, valutati dando per sicure le
sottostanti garanzie degli assicuratori, sono divenuti "sospetti". E
decine di trilioni di derivati creditizi sono adesso soggetti al
rischio di controparte divenuto altissimo. Molti operatori sono
bloccati da questa situazione ed hanno perso la capacità di coprirsi ,
se non altro per cercare di mitigarle, da ulteriori future perdite.
Il cosiddett o "dynamic hedging" (la copertura dinamica, cioè vendere
allo scoperto strumenti creditizi per ottenere la liquidità necessaria
a pagare i derivati creditizi sottoscritti) è divenuto l'anello
critico dell'attuale intermediazione del rischio. Già i modelli
matematici, che stanno dietro a così tante strategie finora permeanti
tale tipo di finanza, sono completamente saltati: le strategie di
migliaia di istituzioni finanziarie , piccole e grandi, sono divenute
impossibili da fare. Da una prospettiva macro, l'intermediazione del
rischio è essenzialmente crollata, e i rischi di mercato si sono
improvvisamente decuplicati. I principali operatori stanno cercando
aggressivamente di scaricare le patate bollenti, e la comunità
speculativa a leva è nei guai.
In pratica tutti oggi vogliono , almeno in qualche misura, ridurre il
proprio rischio. Inevitabilmente però quando tutti vogliono fare la
stessa cosa, manca il mercato: non c'è nessuno dall'al tra parte
(ricordare: nessun prezzo, se non c'è un compratore a fronte del
venditore).
Vi sono legioni di operatori ( dai piccoli hedge funds alle grandi
banche) con complicati libri contabili di operazioni in derivati, che
hanno oggi un enorme problema.
Questi libri contengono infatti varie esposizioni al rischio che si
supponeva fossero bilanciate tra loro e che nell'alchimia finanziaria
moderna rappresentavano dei portafogli a rischio ragionevole e
gestibile. Ma il crack ha trasformato questi libri , molto spesso ad
alta leva, in vere e proprie armi tossiche, campi minati belli e
buoni. Innanzitutto perché le correlazioni tra i vari strumenti sono
saltate (ad esempio gli spreads sui junk bond si ampliano mentre
quelli sui "dollar swap " si restringono). Inoltre il profilo di
liquidità e quindi il prezzo dei vari settori ha iniziato a divergere
radicalmente (ad esempio, tengono quelli delle GSe mentre si impennano
quelli dei priva ti). Questa dinamica sta fomentando pericolosi rischi
di controparte ed incertezze a non finire: viene messa in discussione
la capacità, di un numero rapidamente crescente di partecipanti al
mercato, di onorare le loro obbligazioni nei diversi tipi di contratti
derivati.
Per i non specialisti della materia, non è semplice da capire, ma
vale la pena fare uno sforzo.
Immaginiamo di avere un portafoglio di obbligazioni basate su garanzie
ipotecarie(CDO) che abbiamo a suo tempo coperto comprando
assicurazioni(CDS) da uno dei vari giganti del settore. Oggi il valore
dei nostri CDO sta scendendo, MA quello dei CDS invece di salire,
scende anch'esso perchè si è diffuso il timore di fallimento degli
assicuratori. Pertanto la posizione "coperta" non esiste più, e il
rischio cresce giorno dopo giorno. Sfortunatamente le opzioni a nostra
disposizione sono a questo punto molto limitate: o vendiamo le CDO ai
prezzi che troviamo, incassando le perdit e; oppure cerchiamo altre
"protezioni" il cui costo però è divenuto proibitivo, ma soprattutto
in cui c'è poca sicurezza che il rischio controparte non emerga in
futuro.
Questa è la situazione in cui si trovano oggi migliaia di hedge funds
ed operatori finanziari anche bancari, il cui dilemma è proporzionato
alla complessità delle strategie che avevano intrapreso. Gli sviluppi
recenti - illiquidità crescente, aumentate probabilità di fallimento
degli assicuratori, rottura di una serie di correlazioni tra
strumenti/settori/mercati - rendono impossibile il lavoro di
analizzare, comprendere, quantificare e quindi gestire il RISCHIO.
Poche bolle speculative nella Storia sono state così vulnerabili , e
nessuna finora è stata così gigantesca e globalizzata, altro che
Nasdaq del 2000. Quello che può succedere è una corsa sfrenata verso
l'uscita, per fare il classico esempio dell'incendio al cinema, e
conseguenti dinamiche da panico: la proba bilità che alla fine la
stragrande maggioranza dei fondi non restituisca i soldi ai clienti è
altissima. La dinamica è già iniziata ed ha il potenziale per
distruggere l'intera industria che è alla fin fine basata sulla
fiducia nel sistema da parte dei più.
In conclusione. La speculazione a leva crea vari rischi sistemici. Il
desiderio di coprire le esposizioni al rischio ed al contempo di
cercare il maggior profitto possibile, durante le turbolenze di
mercato esacerba grandemente la crisi. Nella fase rialzista, quando
tutto va bene, le stesse molle aumentano la liquidità e creano circoli
"virtuosi"; ma quando come oggi si innesca la fase contraria, si
avvita un circolo vizioso che fomenta crisi di liquidità e di fiducia,
con reazioni a catena impressionanti. Non a caso oggi gli speculatori
vendono azioni e comprano yen chiudendo i carry trades, a
prescindere da tutto (del resto gli hedge funds hanno creato il loro
mito dicendosi capaci d i guadagnare in ogni tipo di situazione di
mercato). Per cui si sta creando un disastro sistemico: le dinamiche
a leva ora colpiscono il mercato azionario, e per questa via
l'economia reale. Non solo cioè il credit crunch sta impattando le
prospettive delle aziende e dell'economia in generale; ma per giunta,
poiché chi deve coprirsi non può far altro che vendere azioni, si
aggrava ulteriormente la situazione dell'economia reale anche per via
di un mercato azionario in caduta libera, esattamente il contrario di
quanto avveniva nella fase opposta.
Insomma una gigantesca reazione a catena di rischi e fragilità
interrelati. E siamo appena all'inizio.
A questo punto, sempre facendo riferimento alle mie previsioni per il
2008(vedasi l'apposito Speciale) le probabilità dello scenario iper-
recessivo hanno superato quelle dello scenario base: non cambiano le
direzioni dei principali strumenti finanziari, bensì l' entità delle
variazioni dei loro prezzi.
ps: gli interessati possono scrivere a michele.spallino@email.it per conoscere le condizioni di sottoscrizione.
SPECIALE MICHELE SPALLINO
BREAKING NEWS: SI COMPRA SOLO SUL PANIC SELLING

Asia in forte calo, l'Europa la seguirà in apertura.
Oggi non si compra, se NY rompe i supporti in serata...domani si genera il panic selling...
Ricordatevi, si compra solo sul Panic Selling!!!!
GRANDI OPPORTUNITA' DI GUADAGNI SE SI INTERVIENE AL MOMENTO OPPORTUNO!
LO AVEVO RIPETUTO PIU' VOLTE NEGLI ULTIMI MESI SU QUESTO BLOG.
NOI SIAMO PRONTI E GONFI DI LIQUIDITA' E VOI? contatta il mio studio di consulenza:
mercati liberi@gmail.com
-L'euro stamane è in forte calo in confronto dello Yen perchè un esponente della BCE ha affermato che la crescita europea è a rischio. (povero Dax....e poveri amanti del carry trade...era ora che perdessero soldi...)
- Bank of China è in difficolta su perdite subprime.(notizia che è stata confermata dal principale giornale economico cinese..la finanza cinese trema (e anche gli investitori esposti in Cina ovviamente)
- Il petrolio è sotto i 90 dollari per paura di recesione....questo non aiuterà i titoli azionari e spedirà al ribasso quelli petroliferi.
-In Italia si è firmato un contratto dei metalmeccanici che prevede 127 euro di aumento mensile degli stipendi (300 euro una tantum). Questo contratto farà da benchmark in Europa nei prossimi mesi. Il rialzo è più alto del previsto. I lavoratori dipendtenti sono contenti ma l'inflazione si manterrà elevata. Per il mercato azionario non è una bella notizia. Per i lavoratori, i miei lettori e i miei clienti si!!!
BREAKING NEWS: SI COMPRA SOLO SUL PANIC SELLING
I MERCATI ALLA FINE DEL TUNNEL?

ANALISTI , MERCATI E ONESTA’ INTELLETTUALE!
A me non piace parlare male degli altri gestori o analisti che scrivono su siti più o meno noti. Tuttavia sono per l’onestà intellettuale.
Mi piace navigare nei siti di finanza italiana, nei blog esteri, mi piace leggere i giornali locali e stranieri, adoro spulciare fra le ricerche dei brokers esteri che fanno previsioni sull’economia.
Questo non basta, il resto della giornata lo uso a guardare i bilanci, a cercare di interpretare i segnali che arrivano dalla macroeconomia, dalle parole di un imprenditore, da un trafiletto a prima vista insignificante, a spulciare i grafici per capire cosa faranno gli amanti dell’analisi tecnica.
Solo leggendo e informandosi si può formare un’opinione e delle ipotesi di lavoro.
In questi anni ho sempre lavorato allo stesso modo.
Le scelte di investimento devono seguire delle poche e semplici regole:
1) Si osserva e si studia.
2) Si fanno delle ipotesi (motivate) sull’andamento dei mercati nel futuro
3) Si discutono le ipotesi con i clienti
4) Si propone una modifica ai portafogli in base alle ipotesi sui mercati,
5) Si valuta il rischio di max perdita sul portafoglio nel caso peggiore
(worst case scenario)
6) Si verifica che il cliente accetti tale configurazione del portafoglio
7) Una volta fissati tali paletti si passa alla verifica delle ipotesi.
8) Ogni giorno le ipotesi di lavoro vengono riesaminate e gli eventuali stop
loss di portafoglio vengono ridiscussi. e il ciclo riprende.
Ma soprattutto, nei confronti di clienti e/o lettori bisogna avere l’onestà di riconoscere i propri meriti e le proprie colpe.
Invece sui blog e sui report degli analisti di mezzo mondo non si legge mai….LE MIE PREVISIONI ERANO SBAGLIATE.
L’errore non è contemplato, con una faccia tosta da non credere si passa dall’invocare a gran voce il rally di natale o corposi recuperi degli indici a profetizzare la fine dei mercati e l’arrivo dell’orso da parte degli stessi analisti.
In queste settimane sono tanti gli analisti che con un tempismo da kamikaze hanno cambiato opinione sui mercati senza addossarsi il mea culpa.
Ma come si fa ad avere la faccia tosta di comportarsi in questo modo? Come si fa a suggerire di comprare i mercati a novembre (sui massimi) e a gennaio dire che l’orso è in arrivo? Nel frattempo i mercati sono scesi del 12%!!! e soprattutto adducendo delle motivazioni che non stanno in cielo ne in terra (quali la statistica o la cabala...).
Una cosa vi assicuro: in questo blog non troverete sempre l’esatta previsione del futuro (i guru non esistono) ma troverete la capacità di riconoscere i propri errori di valutazione e perché no, la felicità di prendersi i meriti dei successi.
E’ innegabile che chi mi ha letto negli ultimi mesi e ha creduto nelle mie ipotesi ha salvato il capitale da una fine poco dignitosa, e nelle prossime settimane, come stanno facendo i fondi sovrani cinesi o arabi investirà il capitale in aziende che avranno quotazioni molto basse e attraenti.
E' ovvio che sia felice per i miei clienti e per tutti i lettori ai quali ho evitato pesanti perdite dando retta al proprio promotore, al private banker o allo sportellista addetto titoli della propria banca che invece diceva di tenere i titoli o i fondi in portafoglio.
Continuando nelle mie ipotesi di lavoro, per le quali sono direttamente responsabile nei confronti in primis delle persone che si affidano alla mia consulenza, e poi anche dei lettori del blog, vi riconfermo che :
I MERCATI NON HANNO ANCORA FINITO LA DISCESA.
Chi vuole operare sul mercato lo deve fare solo con operazioni di carattere speculativo, con il tentativo di prendere rimbalzi temporanei dei mercati.
La mia previsione NEGATIVA si basa sulla fragilità del sistema occidentale con: - immobili che stanno perdendo di valore,- debiti elevati,- perdite ancora nascoste, -borse in discesa, -prezzi di materie prime e beni di prima necessità (incluso l’energia) elevati, -pressione fiscale insostenibile, -salari piatti, -inflazione importata in aumento, -riduzione della crescita cinese, -euro troppo forte con riduzione degli utili delle aziende europee, -fondi private equity con pesanti perdite per ora nascoste,- società assicurative americane (bond insurers) prossime al fallimento, - mina derivati e credit default swaps che potrebbero generare perdite improvvise-continue iniezioni di capitale alle principali banche americane che servono solo a evitare fallimenti, la preoccupazione del capo della Fed che non sembra in grado di gestire la crisi e chiede aiuto al governo, il governo americano che è in un anno elettorale e quindi il pacchetto di stimoli potrebbe trovare difficoltà a passare,- l’economie europee che stanno rivedendo al ribasso la crescita ecc ecc
La fine del tunnel non è imminente.
Vi continuerò a dare informazioni, dati e numeri e cercherò di intravedere il punto di svolta. E ricordatevi, in questa fase l'importante è non perdere!
consulenza finanziaria: mercatiliberi@gmail.com
I MERCATI ALLA FINE DEL TUNNEL?
IN ITALIA VA TUTTO BENE!

E’ questo che i politici ci raccontano e che l’80% dei media ci confermano ogni santo giorno.
Eppure:
-Banca Italia e Confindustria hanno ridotto pesantemente le stime di crescita del nostro Paese per il 2008.
-L’inflazione sta salendo (così come il costo dei beni di prima necessità)
-Gli immobili stanno scendendo (chi possiede una casa a fine 2008 sarà più povero del 2007)
-La Borsa italiana è scesa del 22% dai massimi di 8 mesi fa. Le persone sono più povere.
-Il TFR è stato sottratto ai lavoratori nel corso del 2007.
-I salari aumentano a fatica
-Se i tassi d’interesse saliranno la spesa per il debito salirà enormemente.
-Lo stock del debito pubblico è salito a 1629,7 miliardi di euro (un incremento di 25 miliardi di euro in un anno).
- La spesa pubblica nel 2007 è continuata a crescere e la crescita andrà avanti nel 2008.
-Le entrate da tasse nel corso del 2007 hanno raggiunto livelli record (contribuendo in maniera significativa ad impoverire i contribuenti che non hanno visto aumentare i salari)
Il rapporto fra deficit e Pil nel 2007 è calato all’1,9% ma d’ora in poi potrà solo peggiorare.
Le entrate fiscali tenderanno a diminuire via via più rapidamente (anche grazie a una riduzione della crescita economica). Le uscite per la spesa pubblica aumenteranno. La crescita del Pil si abbasserà. Essendo la matematica non un’opinione….tutti i parametri peggioreranno sensibilmente nei prossimi mesi.
Siamo a rischio downgrade da parte delle società di rating internazionali . Massima allerta! E’ solo questione di 6 – 12 mesi.
IN ITALIA VA TUTTO BENE!
RISPARMIO GESTITO: LE SANTE PAROLE DEL GOVERNATORE

RISPARMIO GESTITO: DATE RETTA AL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA
La risposta dei fondi comuni italiani ai richiami di Bankitalia per affrontare i nodi strutturali della loro crisi è stata sinora deludente. Ad affermarlo è il governatore della banca centrale, Mario Draghi, nel corso del suo intervento al quattordicesimo convegno Aiaf, Assiom, Atic Forex in cui dedica ampio spazio alle difficoltà del settore.
La crisi è strutturale. Il ridimensionamento di questo settore è un caso unico tra i principali paesi europei. La quota di mercato in Europa dei fondi armonizzati di diritto italiano, nel 2000 pari al 12% per cento e terza per ordine di grandezza, è oggi scesa al 5% e continua a ridursi rapidamente", osserva il governatore
Il settore soffre non solo per le sue colpe ma anche per gli svantaggi fiscali che lo penalizzano rispetto all'estero, fa notare il governatore.
Il governatore lamenta l’incapacità dei Fondi Comuni a far meglio del benchmark. Prodotti incapaci di svolgere bene la loro missione.
Infine ripete che i Fondi sono troppo cari e penalizzano investitore.
Insomma il governatore vi dice che se siete investitori di fondi comuni italiani siete degli allocchi. Ripeto lo dice lui non io.
La consulenza indipendente è una soluzione per migliorare l’efficienza dei propri portafogli, lontano dagli interessi della banca e del promotore. (e se lo dice il governatore….).
Un po' di pubblicità non guasta mai...invia una mail: mercatiliberi@gmail.com
RISPARMIO GESTITO: LE SANTE PAROLE DEL GOVERNATORE
GOLDMAN E IL VIZIETTO TELECOM

Vi ricordate i giudizi di Goldman SACHS sulla Telecom di Tronchetti Provera…Sell sell sell. Visto come ha gestito la società l'imprenditore milanese non si può dar loro torto.
Non si può dimenticare le svendite fatte di
Seat Pagine gialle,
Telecom Austria,
Aunia (Spagna)
Eutelsat
Lottomatica
Immsi
Stet Ellas (grecia)
Il patrimonio immobiliare
ecc ecc.
E' facile stimare che la perdita di valore patrimoniale si aggira sui 11 -13 miliardi di euro (il prezzo di mercato di questi assets si è rivalutato di circa questo importo rispetto al prezzo di vendita, considerando i prezzi di borsa del 2007).
Tuttavia è molto probabile che Tronchetti si sia giocato il controllo della Telecom per colpa delle intercettazioni telefoniche. Per Prodi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso...
Non dimentichiamo poi che il disegno economico di Prodi prevedeva e prevede il controllo di tutte le reti (da Terna a Telecom passando da Autostrade e Snam).
Il controllo sulle reti ha due enormi vantaggi:
1) Garantisce un flusso di cassa fisso (affitto delle reti)
2) Garantisce il potere della politica sull'economia (essendo la politica a decidere le tariffe delle reti).
Quindi Prodi, con o senza Rovati, riesce a strappare la Telecom dall’imprenditore milanese (che negli anni aveva ridotto telecom da una realtà globale in una società di piccole dimensioni con una presenza in Italia e Brasile) grazie con tutta probabilità al ricatto in relazione alle intercettazioni telefoniche. Il dictat probabilemnte è stato: " O lo scandalo intercettazioni scoppia con tutte le conseguenze del caso per Tronchetti, o il dossier potrebbe avere minore fortuna nelle aule dei tribunali…ma in cambio, caro Tronchetti, fuori dalla Telecom."
La Telecom, sotto il controllo di Banca Intesa (Bazoli amico di Prodi) finisce così nelle mani spagnole di Telefonica, mentre l’Endesa finiva in quelle di Enel, in uno scambio impari a totale sfavore dell’Italietta governativa (infatti Endesa è stata pagata a prezzi massimi di sempre mentre Telecom quota a prezzi infimi).
Ma qui inizia il bello.
Da un lato la famiglia Fossati (legata a Banca Intesa e politicamente a Prodi, grazie ai due senatori dell’america latina eletti nel senato italiano che appoggiano il governo e lavorano o hanno lavorato per Fossati) rastrella titoli Telecom, dall’altro lato Bernabè (uomo di stato) prende il comando di Telecom .
La Goldman Sachs, da sempre in amicizia con Prodi, in settimana esce con un BUY sul titolo. Telecom in due giorni sale dell’8%!!! Un tale ,movimento, in un mercato in discesa, è stato molto anomalo. Troppo strano. Ma si sa la Goldman è molto brava a valutare le società e quindi bisogna seguirla…dirà qualcuno….
In realtà la Goldman è molto bene informata sulla società telefonica italiana e un BUY sul titolo potrebbe aiutare a nascondere gli acquisti anomali dei soliti “ignoti” che in barba alla normativa insider trading potrebbero aver rastrellato azioni in settimana.
Poi arriva il sabato e sul Sole 24 Ore, in prima pagina, ecco spiegato il mistero.
Bernabè spinge la rete verso una Newco! Telecom si disferà della rete che finirà allo stato (anche se Telecom rimarrà azionista).
Per Telecom sarebbe una boccata di ossigeno in quanto potrebbe veder ridotti i debiti e potrebbe utilizzare le risorse liberate per cercare di riacquistare quote di mercato globale che Tronchetti aveva svenduto.
Il governo potrà così controllare un pezzo del capitalismo italiano. Il gioco è fatto.
Ma il parco buoi come fa ad orientarsi? La Consob ha aperto un'indagine? mmmmm difficile conoscendo le mani acquirenti.

Per saperne di più rileggetevi "La Fattoria degli animali".....tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.....specie in Italia!
GOLDMAN E IL VIZIETTO TELECOM


