IL RIMBALZO DEL GATTO MORTO

Mi dispiace per quanti erano convinti che il mercato azionario potesse continuare a salire, mi dispiace per quanti non hanno seguito i consigli di andare in vacanza leggeri, mi dispiace ...ma non troppo, in fondo la discesa era prevedibile e solo gli incoscenti sono rimasti carichi di azioni!
Io vi scrivo da SeaIsland ( http://www.seaisland.com/), piccola isola vicino a Jacksonville in Georgia, Stati Uniti. Questa sera ho mangiato 12 ostriche per 6 dollari (ovvero meno di 5 euro) e vi assicuro che erano buonissime.
In america nessuno sembra accorgersi che il Dow Jones sia sceso di 800 punti in poche sedute, la vita va avanti (un po' meno le costruzioni di case...).
Si...sopratutto se siete leggeri di peso azionario.
Ebbene...questa settimana e' facile prevedere che i mercati azionari chiuderanno su livelli piu' alti di quelli di questo lunedi' mattina eppure....
Eppure non credo che la correzione sia finita in Europa. Gli ottimisti sono ancora troppi e dovranno perdere ancora un po' della loro tracotanza (e dei loro soldi) ...ma non subito, magari fra qualche settimana...dopo che avranno aumentato il peso delle azioni.
E se mi sbagliassi? Non credo, la situazione macro (inflazione in salita ed economia in crescita moderata) non e' certo rosea. I ribassisti, dopo una pausa, potranno riprendere a vendere il mercato.
Comunque, se anche mi sbagliassi rientrerei sul mercato solo una volta superati i vecchi massimi. Se ben vi ricordate proprio li ci siamo alleggeriti!
Altrimenti rientreremo dopo una correzione di almeno un ulteriore 10% sul Dax e di un 5% sul mercato italiano.
Il Dow? Rientrerei intorno a 12.700.
Per il momento non mi preoccupo, domani andro' sul Golfo del Messico, una casa sulla spiaggia mi attende, probabilmente non guardero' neppure le quotazioni, i clienti sono tranquilli e pronti con tanta liquidita' a rientrare...ma non nelle prossime settimane, anche se qualche giornata vedra' pingui rimbalzi (si ma del gatto morto!)
Ancora buone vacanze!
IL RIMBALZO DEL GATTO MORTO
INCUBO ESTIVO O SOGNO PREMONITORE?

Gli investitori, in questi giorni, sono alle prese con un incubo estivo e non riescono ancora a capire se si tratta di un sogno premonitore o di qualcosa di cui non bisogna preoccuparsi.
Essenzialmente il mercato americano (e quindi il mercato globale) e’ alle prese con tre problemi:
Case, Prestiti, Private Equity
1) Le case! Solo se il prezzo degli immobili non crolla l’economia e le borse hanno la speranza di non scendere pesantemente. Paradossalmente, fino ad oggi la perdita di valore delle case è stata sopperita dal guadagno degli assets in borsa. Il bilanciamento, gestito in maniera perfetta da parte della banca centrale, ha funzionato a meraviglia.

Ma la domanda è ….se puo’ durare. La Banca centrale americana continua a dire ai mercati che il mercato immobiliare non ha ancora toccato il fondo. Per funzionare l’effetto bilanciamento si potrebbe ipotizzare che il mercato azionario americano debba salire ancora a lungo. Ma ci riuscirà?
2) I prestiti subprime e il loro collocamento nei portafogli degli investitori tramite i CDOs. Mi spiego meglio. Negli ultimi 5 anni il sistema finanziario americano ha venduto milioni di mutui sfruttando i tassi bassi, non preoccupandosi troppo del valore degli immobili (che continuava a salire) con durate sempre piu’ lunghe, a persone spesso non affidabili e per importi, molte volte superiori al valore della casa stessa
Una volta che le società di mutui avevano venduto i prestiti ai clienti dovevano però finanziarsi a loro volta. Ecco allora che mettevano insieme un bel pacchetto di mutui, lo mettevano in una società creata ad hoc (SPV o special purpose vehicle), questa società emetteva debito (CDOs appunto) garantito dai mutui stessi. Il debito veniva valutato dalle agenzie di rating (le stesse che valutarono le Enron o le Parmalat di alcuni anni fa) e collocato presso investitori di mezzo mondo.
E tutti erano felici e contenti…
Gli acquirenti delle case avevano il loro mutuo (e quindi la loro casa).
Le società di mutui vendevano molto aumentando i profitti.
Le banche finanziatrici delle società eroganti i mutui continuavano a fare profitti.
Le agenzie di rating, a cui veniva chiesto di fare una valutazione, erano ben contente di essere pagate per i loro servizi.
Gli investitori che acquistavano i CDOs (in Italia si potrebbero chiamare cartolarizzazioni) erano felici e sicuri del loro investimento
Infine i costruttori di case potevano ricominciare nuovamente a costruire, data l’alta domanda.
Il meccanismo, come ben si sa, ha portato a valutazioni da bolla, delle case americane.

E oggi, con i tassi di interesse sempre piu’ alti (il costo del mutuo in aumento) le case sono cominciate a scendere di valore e molte persone non riescono a ripagare i mutui.
Quindi, in questi giorni, emergono le prime perdite sui CDOs in quanto i mutui sottostanti non vengono ripagati per una certa percentuale (in crescita) e il valore delle case, in discesa, non garantisce il rientro da perdite. Se le case continuassero a scendere di prezzo, e se i tassi di interesse dovessero continuare a salire il numero di persone che non riuscirebbe a ripagare i prestiti aumenterebbe esponenzialmente. Di conseguenza i CDOs, considerati fino a ieri, prodotti obbligazionari sicuri, potrebbero incontrare pesanti perdite. Nessuno sa se la paura sia giusta o meno. Lo stesso Bernanke, in settimana, cercando di tranquillizzare i mercati, ha affermato che le perdite nel mercato dei CDOs potrebbero aggirarsi fra i 50 e i 100 miliardi di dollari. Tuttavia il fatto che lui stesso non sappia l’ampiezza del fenomeno e’ preoccupante.
Ecco quindi ben spiegato il perché i tassi di interesse in america hanno fermato la loro corsa qualche mese fa. Un aumento dei tassi farebbe lievitare il costo dei mutui e quindi aumenterebbe le perdite sui CDOs stessi, il che minerebbe la fiducia degli investitori che andrebbero a vendere sul mercato (dove nessuno a quel punto comprerebbe) i CDOs stessi.
Il mercato dei CDOs potrebbe amplire le perdite in misura anche molto maggiore rispetto alle stime di Bernanke, e portare al collasso il sistema stesso.
Le borse lo sanno, e quindi, anche se le aziende vanno bene, il rischio CDOs è troppo elevato per non essere considerato.
Certo, a ben guardare, le borse sono protette dai tassi di interesse. Mi spiego meglio. Il rischio CDOs e’ legato al valore degli immobili e quindi al costo dei mutui. Se la crisi si accentuasse la banca centrale americana potrebbe decidere di abbassare i tassi di interesse per aiutare il pagamento delle rate dei mutui e quindi per sostenere il valore degli immobili. Davanti a un taglio dei tassi il primo beneficiario potrebbe essere il mercato azionario stesso.
Ma se i tassi venissero tagliati…ecco ben spiegata la debolezza del dollaro (venerdi il record storico a 1,3836 sull’euro). Se i tassi americani scendessero l’appeal per il dollaro sparirebbe.
A tutti questi problemi se ne aggiunge uno ancor piu’ preoccupante: l’inflazione!
I prodotti cinesi, fino a poco tempo fa, riuscivano a tenere bassa l’inflazione, ma oramai, il costo del lavoro cinese, l’aumento dei tassi di interesse sullo Yuan e la rivalutazione stessa della valuta cinese, potrebbero portare una vampata inflazionistica in america, aiutata dall’aumento dei prezzi delle materie prime (il petrolio in primis).
La situazione peggiore per gli Stati Uniti (e quindi per le Borse) potrebbe essere un’inflazione in lenta ma costante crescita che gli Stati Uniti difficilmente potrebbero bloccare in quanto non possono alzare i tassi di interesse (perché altrimenti salterebbe il sistema dei CDOs e con esso mezzo mondo finanziario)
Terzo e non ultimo problema: I fondi di private Equity, Le famose locuste..potrebbero essere arrivate davanti al mare, dopo aver finito di distruggere i sani campi della economia....
Questi fondi, ben si sa, comprano aziende o parte di esse, le aiutano a crescere, le ristrutturano e poi le rivendono con ampi guadagni.

Fino a qui niente di male. Il problema sta nel come lo fanno e a che prezzo.
Negli ultimi anni i prezzi delle aziende sono saliti enormemente obbligando i fondi di Private Equity a pagare un prezzo sempre piu’ alto per le aziende.
Gli acquisti, poi non vengono effettuati utilizzando le sole risorse proprie, ma facendo un massiccio utilizza del debito.
Immaginatevi una società che vende auto (per esempio). Il suo bilancio è molto bello, la differenza fra costi e ricavi le permette di generare profitti che ripagano gli investitori e il debito è sotto controllo.
Tuttavia gli investitori, per comprare la società che fa le auto, si sono indebitati. Si calcola che, mediamente, per ogni euro di patrimonio, la società di private Equity si finanzi per altri 3 o 4 euro.
E’ un po’ come se la nostra azienda di auto avesse un debito pari a 5 volte il patrimonio stesso.
Cosa e’ accaduto in questi anni? Che le aziende produttive sono in ottima salute, ma il malato grave e’ l’investitore e ancora non lo sa.
Il fondo di private equity e’ indebitato enormemente, i tassi di interesse in salita non lo aiutano nell’arduo compito di fare profitti. La sua speranza e’ che l’economia cresca a ritmi sempre piu’ elevati. Se si fermasse sarebbe la fine. Le quotazioni delle aziende scenderebbero, le banche chiederebbero il rientro dei prestiti che hanno effettuato, i fondi private Equity dovrebbero vendere sul mercato aziende a prezzo di saldo. Molte banche, poi, invece di tenersi sui libri i finanziamenti effettuati ai fondi li hanno impacchetati e venduti agli investitori, cosi’ come avevano fatto con i mutui subprime. Se i fondi private equity crollano sono incapaci di ripagare i debiti, i bonds perdono valore e ancora una volta il sistema finanziario e’ a rischio.
Se anche tutto questo non accadrà…è la sola idea che possa accadere che sta mettendo sotto pressione i mercati finanziari.
Da qui l’incubo estivo degli investitori.
La stampa, le banche centrali, ci continuano ad assicurare che la liquidità presente sul mercato sorregge le quotazioni. In realtà la liquidità presente e’ la minima necessaria a sorreggere il sistema. Un sistema che vede la punta dell’iceberg sana (la aziende) ma cio’ che sta sotto il livello del mare non è che debiti e debiti. Tanti debiti che potrebbero far cadere la punta dell’iceberg stessa e trascinarla sul fondo in pochi minuti.
I primi segnali? Guardate le quotazioni di Borsa di Blackstone, il piu’ grande fondo di private equity del mondo che si è quotato recentemente negli Usa a 31 dollari. Il primo giorno fece segnare un 15% di rialzo…oggi quota poco sopra i 25 dollari, negli ultimi 2 giorni ha perso il 10%.
Il mix di questi tre problemi potrebbe essere esplosivo e minare anche le operazioni di carry trades che vedono gli investitori indebitarsi in YEN per comprare assets in Dollari e Euro. Altri debiti, il cui eventuale rientro sarebbe salutare (anche se qualcuno potrebbe farsi male).
Se i bubboni tendessero a scoppiare l’unica alternativa per le banche centrali potrebbe essere di raffreddare l’economia globale, per contenere inflazione, costo materie prime, spinte salariali, e far rientrare l’indebitamento. Una doccia gelata per le borse globali.
Improvvisamente la liquidità presente sui mercati sparirebbe e allora…..
Un consiglio? Difficile, il caldo torrido di questi giorni porta a volta a far reagire, anche il piu’ freddo degli investitori in maniera irrazionale in quanto e’ facile confondere gli incubi dalla realtà….ma se poi fossero la stessa cosa?
Buone Vacanze a tutti!
INCUBO ESTIVO O SOGNO PREMONITORE?
IL BACIO DI GIUDA DEI FONDI COMUNI

RISPARMIO TRADITO - DA UNA RICERCA MEDIOBANCA...
Negli ultimi tre anni la raccolta netta dei fondi comuni italiani è stata negativa per circa 109 miliardi di euro, con un'accelerazione nel 2006 quando il saldo negativo è esploso, da 23,6 a 52,2 miliardi.
Dietro questa dinamica ci sono fattori che gli stessi gestori non si stancano di denunciare, come il trattamento fiscale o gli adempimenti burocratici. Per non parlare degli assetti azionari, da tempo nel mirino dello stesso governatore di Bankitalia, che vedono le Sgr subalterne alle logiche dei loro azionisti bancari.
Ma pur con tutte queste attenuanti, i fondi vanno male perché sono gestiti male: lo dice senza mezzi termini l’indagine di Mediobanca.
Innanzitutto i costi di gestione continuano a essere molto elevati. In questa politica di pricing, che non trova analogie altrove (in Italia il costo medio annuo di un fondo azionario è del 2,5% contro l’1,1% dello stesso prodotto negli Stati Uniti), c’è senza dubbio la responsabilità della banca-padrona, che attraverso il meccanismo delle retrocessioni alla rete distributiva rende i prodotti non competitivi. Infatti i risultati di gestione sono sistematicamente inferiori al benchmark, e ancora peggio... nel lungo termine le performance di un fondo, anche
azionario, vengano battute dai titoli risk free!
Il rendimento medio del sistema fondi lo scorso anno si è dimezzato, passando dal 6,4 del 2005 al 3,3 per cento.
Tutte le categorie ne hanno sofferto, tuttavia il confronto con il solo andamento dei mercati di riferimento resta avvilente: i fondi azionari hanno reso in media l’8,6%, ovvero più dell’indice delle Borse mondiali ma molto meno del 19,5% segnato da Piazza Affari. Gli obbligazionari sono passati da una performance del 2,6 allo 0,4 per cento, ribadendo così la ferrea legge di Mediobanca che, in Italia, è meglio investire nei bot o in ETF che in un fondo comune italiano.
Nell’ultimodecennio i fondi hanno reso il 32,4% (in media, il 2,8% l’anno), i Bot il 36,3 per cento. E dalla nascita dei fondi, ovvero dal 1984, 100 euro investiti in questi prodotti sono diventati 348,9, 100 euro messi nei Bot 394,6: la differenza è un sorprendente 45,7% in meno.
Nel 2006, il sistema fondi ha accusato perdite su cambi dell’ordine di 6,1 miliardi. Il dato è speculare a quello del 2005, quando era stato realizzato un utile di 6,6.
Ma nell’ultimo quinquennio il bilancio rimane largamente negativo: 20,3 miliardi di perdite!
Si può pensare che una gestione conservativa abbia reso difficile fronteggiare la volatilità dei mercati dei cambi. Ma non è questo il caso dei nostri fondi, perché l’indice di turnover del portafoglio è rimasto molto elevato: 1,6 volte per le azioni e 1,2 per i bond (altro indicatore di un possibile conflitto d’interessi con l’azionista che incassa le commissioni di negoziazione). Insomma, la crisi dei fondi
italiani, che è in netta controtendenza rispetto al panorama internazionale (nel 2006 il patrimonio gestito a livello mondiale è cresciuto del 22,5%), appare tutt’altro che casuale.
Potrebbe essere una consolazione pensare che i soldi usciti dal sistema fondi siano finiti in prodotti d'investimento piu' efficienti....e invece no, o meglio si.....piu' efficienti per le banche, i promotori, e le società di gestione.
Prodotti strutturati complessi, a volte a capitale garantito, poco liquidi, bloccati per anni, inefficienti e soprattutto cari cari cari!
Chi poi e' stato convinto a spostarsi su un fondo lussemburghese (emesso o venduto da una società italiana) spinto dla miraggio di un vantaggio fiscale...forse non si e' acorto che nella maggior parte dei casi le commissioni di gestione sono piu' alte, mangiandosi automaticamente il vantaggio per l'investitore.
Una speranza arriva dalla nuova normativa MIFID che verrà introdotto a Novembre: l'introduzione della figura del Consulente Finanziario "Fee Only".
Un consulente indipendente al lavoro SOLO per il bene del cliente, si dovrebbe spezzare il monopolio di Banche, SGR e promotori.
IL BACIO DI GIUDA DEI FONDI COMUNI
FRA RISCHIO E OPPORTUNITA'

Il rischio subprime spaventa i mercati azionari in mattinata, Bernanke cerca di tranquillizzarli nel pomeriggio (affermando che la crescita rimarrà moderata ma solo per colpa del settore immobiliare e l'inflazione è prevista sotto controllo)e in serata le trimestrali di Ebay e IBM fanno ritornare l'ottimismo sui mercati.
Alla fine il leit motive degli ultimi 45 giorni continua...trend laterale con alta volatilità giornaliera.
La domanda degli investotitori estivi e' la solita, i dati macroeconomici miglioreranno nel prossimo trimestre permettendo alle aziende di continuare a macinare profitti e ai paesi asiatici di investire in aziende europee e americane la loro abbondante liquidità o le nubi che si vedono all'orizzonte (subprime, tassi di interesse, inflazione, credit crunch) mineranno la stabilità finanziaria dell'intero sistema?
Se nel mondo esistono tante Banca Italease o tanti Cioffi (il gestore dei fondi hedge di Bear Stearn che ha quasi azzerato il capitale che gli investitori gli avevano affidato) e se questi soggetti non riusciranno ad arginare le perdite, il rischio sistemico rimarrà a livelli di guardia.
Il consiglio e' oramai un ritornello: riposo estivo.
IN QUESTI MESI MEGLIO INDOSSARE IL CASCO PROTETTIVO ANCHE SE SI E' IN AUTO...UNICO RISCHIO? SUDARE UN PO' TROPPO!"
FRA RISCHIO E OPPORTUNITA'
TELECOM SALTA LA LINEA?

Telecom chiude le contrattazioni a 2,08, uno dei pochi titoli in positivo.
Due giorni fa Lehman ha suggerito ai clienti di chiudere lo short su Telecom Italia contro Vodafone.
L’attesa della presentazione della trimestrale, attesa per il 24 luglio
Telecom , slitta la chiusura dell’operazione Telco. Apparentemente il motivo e’ l’autorizzazione dal Brasile, in realtà qualcosa potrebbe bollire in pentola!
Negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alle seguenti operazioni:
La vendita della partecipazione in Telekom Turchia. (Vendita non attesa dai piu’ e in parte non giustificata.)
Poi e’ stata la volta di Telecom Brasile
Lunedi’ poi e’ girata voce della vendita di Telecom Italia Media
Infine non dimentichiamoci del prestito obbligazionario per 500 milioni emesso in settimana
La stranezza? La velocità con cui l’azienda sta cercando di creare un cuscinetto di cassa con obbligazioni e vendita di assets.
La vendita di assets avviene poi in un momento in cui si sta cercando il rilancio, manca un piano industriale e manca ancora la definizione dei vertici.
Telefonica ancora non c’è!
Cassa, cassa a tutti i costi…
La cassa e’ anche l’obiettivo di Sawiris che ha messo in vendita le torri di telecomunicazione, alle quali sembra interessata Atlantia.
La trimestrale di Telecom uscirà il 24 di luglio.
Facciamo due conti:
L’indebitamento, il primo trimestre era di 37,182 milioni
Nel frattempo sono stati pagati dividendi per 2,8 miliardi di euro quindi il debito totale dovrebbe essere salito a poco meno di 40 miliardi.
Il fatturato era di 7,540 milioni. La sola cancellazione dei ricavi dalle ricariche, che sono stimati in circa 800 milioni per anno (200 milioni al trimestre) dovrebbe aver un impatto del 2,5% a parità di perimetro.
E passiamo al profitto…che era di 775 milioni. Il peso delle ricariche sul profitto netto dovrebbe essere pari a circa 80 milioni di euro. Se la stima fosse corretta l’utile scenderebbe del 10% sotto i 700 milioni di euro!
Un vero disastro che metterebbe in moto una serie di vendite pesantissime sul titolo.
Un ultimo punto negativo: gli alti tassi di interesse spingono in su il costo del debito, in Italia rischiano di veder continuare la discesa della quota di mercato.
TELECOM SALTA LA LINEA?
BENETTON: MACCHINA DA GUERRA

L'impero di Treviso deve le sue fortune ai maglioni e al modello dei negozi in franchising che il buon Briatore seppe impiantare in casa Benetton diversi lustri orsono. La strategia vincente di allora fu la costruzione di un impero in Italia e poi una forte espansione all'estero esportando il modello di business.
Da allora tanto tempo e' trascorso e pezzo dopo pezzo la famiglia Benetton ha costruito una micidiale arma da guerra economica capace di andare alla conquista del mondo e di imporsi nel mondo con i suoi marchi.
La strategia, quasi la stessa! ma nel tempo si è affinata: e' semplice e riassumibile in poche righe: monopoli, globali, correlati
1) Si inizia con la selezione di business dove la concorrenza e' assente o limitata
2) Si parte da una posizione dominante (o monopolista) italiana in quel segmento di business, si sfrutta l'extraprofitto derivante da tale posizione per poi cercare di esportare tale modello nel mondo.
3)La scelta del business successivo viene fatta tenendo conto dei business precedenti in modo da sfruttare sinergie ed economie di scala (integrazione verticale) e creando significative barriere all'entrata.
Il risultato delle tre strategie è molto maggiore della loro semplice somma. Le sinergie che sprigiona questo modello di crescita sono impressionanti.
Leonardo non avrebbe potuto organizzare una macchina da guerra (o da soldi?) piu' potente! L'antitrust o garante della concorrenza e' indietro anni luce, troppo preso a far abbassare il costo dei telefonini o regolarizzare la concorrenza fittizia nel campo energetico che a bloccare i sovraprofitti creati da Benetton grazie al gioco di squadra che mette in pista nei settori in cui opera..
Intanto Benetton, grazie a questa micidiale macchina da guerra prepara le invasioni nei paesi barbari dell'america latina, europa dell'est, e asiatici.
Infatti, lo sviluppo nell'area delle infrastrutture è delegato a una holding: SINTONIA. Recentemente Mediobanca e Goldman sachs sono entrati nel capitale per favorire proprio l'espansione all'estero!
Benetton di destra o di sinistra? E' piu' plausibile un Benetton al centro che gioca con le parti politiche ottenendo indubbi vantaggi.
E' evidente, dopo lo scontro su Autostrade con il governo, il cambio di direzione con l'accordo su Telecom Italia e l'ultimo cambio ai vertici campani di Impregilo, con l'assunzione dell'ex prefetto di sinistra Ferrante. Un uomo che di economia se ne intende poco, ma di politica ne mastica abbastanza dopo il fallito tentativo di incoronazione a sindaco di Milano.
Vediamo in dettaglio i business scelti dalla famiglia di Ponzano Veneto che si propone per diventare la famiglia piu' potente d'Italia, con il supporto del salotto buono....ovviamente (un po' di Mediobanca, Generali, Rcs, e con un piede in Intesa e un altro in Unicredito).
AUTOSTRADE
Il Gruppo Atlantia gestisce la più estesa rete autostradale europea - 3.400 km - percorsa ogni giorno da oltre quattro milioni di viaggiatori. In Italia serve 15 regioni e 60 province, ma il Gruppo è anche attivo all’estero soprattutto attraverso il trasferimento e l’implementazione del know-how gestionale e tecnologico sviluppato in Italia. In Austria ha installato il primo sistema nazionale di pedaggio dinamico multi-lane mentre in Gran Bretagna e negli USA ha contribuito alla costruzione delle prime autostrade private a pedaggio.
Quotato alla Borsa italiana con una capitalizzazione che supera i 14,5 miliardi di euro. Opera in regime monopolistico
AEROPORTI
Benetton detiene il 31,5 per cento del capitale di Investimenti Infrastrutture, società partecipata congiuntamente alla famiglia Romiti e al fondo Clessidra. Investimenti Infrastrutture possiede una partecipazione pari al 22,4 per cento di Gemina, holding che controlla Aeroporti di Roma Spa.
Benetton controllano anche Sagat, (che controlla aeroporti di Torino e di Firenze)
Opera in regime di semimonopolio.
RISTORAZIONE
Autogrill è il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia. Con un giro d'affari di circa € 4 miliardi nel 2006, è presente in 34 Paesi, con oltre 4.800 punti vendita distribuiti in oltre 1000 location dove, ogni anno, 51.000 addetti servono più di 890 milioni di clienti. Il Gruppo è attivo prevalentemente nei canali aeroporti, autostrade e stazioni ferroviarie. Nel mercato globale della ristorazione organizzata Autogrill è l’unico player ad operare quasi esclusivamente in concessione ovvero attraverso contratti che le conferiscono il diritto di gestire determinati servizi in specifiche aree a fronte del pagamento di rents e royalties. L’unicità del modello di business della Società deriva anche dalla gestione di un portafoglio di oltre 250 marchi di qualità e notorietà internazionale, nazionale e locale. L’acquisizione di Aldeasa, il principale operatore retail spagnolo, attivo anche in Sud America, Medio Oriente e Nord Africa, ha rappresentato un’ulteriore opportunità di sviluppo in termini di copertura geografica e di diversificazione merceologica.
Opera in italia sfruttando una posizione dominante e di semimonopolio, all’estero il monopolio lo paga con royalties.
GRANDI STAZIONI
Grandi Stazioni azionisti:
60% ferrovie dello Stato, 40% EUROSTAZIONI
azionisti di Eurostazioni:
33% benetton
33% Vianini lavori (Caltagirone)
33% Pirelli
Obiettivi di grandi stazioni:
Ridefinire il ruolo sociale ed economico delle stazioni ferroviarie, intervenendo, in particolare, su spazi architettonici e servizi offerti. Il progetto coinvolge 13 tra le maggiori stazioni italiane, per un totale di 700.000 metri quadri complessivi e più di 700 milioni di frequentatori l’anno.
Opera in regime di monopolio.
COSTRUZIONI
IGLI
E’ una società posseduta al 33% da Benetton. Gli altri azionisti sono Ligresti (33%), e Gavio (33%)
Igli possiede il 29,66% di Impregilo.
Impregilo e’ leader nel settore costruzioni. La grande velocità sarà sua, cosi’ come il progetto Mosè (era suo anche il ponte di messina), importanti i business in america latina e gli impianti di dissalazione. Ecc. ecc.
Impregilo opera in un settore competitivo, anche se il business degli appalti legati alle infrastrutture e alle grandi opere è svolto in regime di semimonopolio e di scambi di favore con la politica.
A proposito....ci si domanda a chi Benetton affiderà i lavori su autostrade, ferrovie e aeroporti...
Se i margini di profitto si ridurranno per Autostrade...magari gli utili potranno essere fatti da Impregilo, o dai panini che vende in Autostrada e cosi' via...
TESSILE
United colours of benetton
Oggi il Gruppo Benetton è presente in 120 Paesi del mondo. Il suo core business è l’abbigliamento: il gruppo ha una consolidata identità italiana di stile, qualità e passione, che si riflettono nei marchi United Colors of Benetton, casual, Sisley, più orientato al fashion, Playlife, abbigliamento per il tempo libero, e Killer Loop, streetwear. L’azienda ha una produzione totale di circa 130 milioni di capi l’anno. La rete commerciale di 5.000 negozi moderni nel mondo offre ai clienti servizi di alta qualità e genera un fatturato totale di oltre 1,9 miliardi di euro.
Opera in un settore competitivo.
TELECOMUNICAZIONI
TELCO Benetton rimane azionista di Telecom Italia insieme a Mediobanca, generali e Telefonica apportando la sua quota in olimpia in Telco.
Opera in un regime di semimonopolio ma l’utilizzo della leva finanziaria, la continua svendita del patrimonio di Telecom avvenuta negli ultimi 6 anni e le tariffe imposte in discesa non hanno permesso la creazione di valore.
Settore immobiliare e agricolo
Il Gruppo possiede e gestisce un patrimonio immobiliare nelle principali città italiane, europee e americane, oltre a importanti aziende agricole in Italia (l’azienda agricola di Maccarese si estende per oltre 3.000 ettari alle porte di Roma) e Argentina (le tenute argentine in Patagonia si estendono su un territorio di circa 900.000 ettari, con allevamenti di oltre 280.000 capi).
I Benetton detengono, poi, una significativa partecipazione di minoranza in Pirelli & C. (4,7%), in RCS nonché in Generali. (ovvero nel salotto buono!)
BENETTON: MACCHINA DA GUERRA
LA TEORIA DEI "5 SE"

TASSI DI INTERESSE E LISTINO AZIONARIO
La relazione fra tassi di interesse e andamento dei listini azionari non e’ semplice da interpretare anche perche’ dipende dal particolare momento economico in cui si sviluppa. La situazione oggi si puo' riassumere con la teoria dei "5 SE"
1)SE l'attenzione dei mercati finanziari si concentrerà prevalentemente sui timori di inflazione e quindi sulla salita dei tassi di interesse, (a parità di utili aziendali) potrebbe iniziare un periodo con livello crescente di tassi di interesse che potrebbe spingere verso il basso le valutazioni azionarie
2) SE l’inflazione salirà ma in presenza di utili in calo le obbligazioni scenderanno di valore e la borsa avrà un andamento molto negativo
3) SE invece gli utili societari si dimostreranno forti, allora l'andamento dei mercati azionari e dei tassi potrà continuare in modo parallelo (e quindi i prezzi delle azioni e quelli delle obbligazioni continueranno a muoversi in controtendenza). Obbligazioni in discesa e Azioni in salita.
4) SE gli utili societari caleranno dai livelli attuali molto elevati, è probabile una correzione dei listini azionari ed una contemporanea discesa dei tassi di interesse, in quanto la discesa degli utili potrebbe spegnere le spinte inflazionistiche.
5)SE invece gli utili continueranno ad essere molto elevati, senza però che si arrivi ad una forte tensione sul fronte inflazione, è plausibile che continui la salita dei listini azionari e la contemporanea moderata salita dei tassi di interesse, che non comprometterebbe però il generale scenario positivo.
Riassumendo, la possibilità di mettere in atto con profitto strategie di portafoglio, dipende molto dall'emergere o meno di tensioni inflazionistiche nel corso dei prossimi mesi.
Da questo punto di vista, nonostante il monito continuo dei banchieri centrali, i dati sono stati fino ad ora confortanti ma i mercati, come si sa, sono interessati al futuro e non al passato
Se e’ finita l’epoca in cui l’inflazione veniva tenuta bassa dai prodotti cinesi (oggi tali prodotti mostrano segnali inflazionistici) in america ci pensano i prezzi delle case a tenere bassa l’inflazione e la crisi economica viene tenuta lontana dall’effetto ricchezza che arriva dalla crescita della borsa.
In Europa le case non portano inflazione ma, per ora neppure deflazione, l’inflazione viene allora combattuta in due modi: 1) riducendo i vantaggi monopolistici presenti in alcuni settori dei servizi e infrastrutture (tipico per l’Italia la riduzione delle tariffe telefoniche, dei costi bancari, e le varie politiche di liberalizzazione quale quella dei farmaci e dell’energia elettrica…)
2)Tenendo alto il valore dell’euro cosi’ da ridurre il costo delle importazioni di materie prime.
Tutto apparentemente funziona. E fino a quando la tendenza di fondo e’ sostenibile le borse non soffriranno, anzi….! Ma ricordiamoci che e’ solo la volontà delle banche centrali che spinge in alto i valori azionari, non i fondamentali macroeconomici.
Il tutto sta in piedi, anche se in equilibrio sempre piu’ instabile!
LA TEORIA DEI "5 SE"
PASSA TUTTO DA GENERALI!

BANCA GENERALI
Il titolo viene travolto improvvisamente da cinque forze rialziste che gli fanno chiudere la settimana con un rialzo superiore al 10%
1)L'uscita in contemporanea di due reports positivi sul titolo, da parte di Intermonte e Mediobanca.
2) Le aspettative di una raccolta positiva (il dato e’ atteso per lunedì)
3) Lo stop alla guerra fra Banca Generali e Fideuram per rubarsi promotori a prezzi sempre piu’ alti.
4) Proprio questo armistizio ha acceso la speculazione che individua una possibile fusione fra i due gruppi.
5) Gli scopertisti hanno dovuto chiudere in fretta a efuria le posizioni al ribasso sul titolo.
Fin dal momento della sua quotazione ci siamo posti il problema del perche’ quotare Banca Generali. e fin da allora abbiamo ipotizzato che Banca Generali poteva servire in borsa per un’eventuale fusione con un gruppo nel risparmio gestito.
La fusione dovrebbe pero' essere molto lontana anche se nell'ordine delle cose da fare. Infatti Banca Mediolanum, socio storico di Piazzetta Cuccia, e il suo proprietario Doris, che vanta ottimi rapporti con Geronzi, potrebbe non essere d’accordo con tale decisione.
La fusione fra Fideuram e Banca Generali, in un momento in cui le reti di promotori saranno messe a dura prova dalla nascita del CONSULENTE FEE ONLY, potrebbe essere vista come fumo negli occhi da Mediolanum, e mettere a repentaglio il suo modello di business.
Ancora una volta Banca Intesa/San paolo da un lato, e Mediobanca e Unicredito (con mediolanum) dall’altra si potrebbero porre una contro l’altra.
In mezzo la solita posta: GENERALI.
Prima o poi questo scontro/telenovela dovrà terminare e allora vedremo chi prevarrà.
Ma prima di allora la Generali vedrà i 37 euro!!!
PASSA TUTTO DA GENERALI!
I PREFETTI DI SINISTRA E LA PASTIERA!!

La società dei Benetton e dei Caltagirone è in piena rivoluzione. Improvvisamente e senza apparente motivazione lascia il prodiano Lina e al suo posto arriva Rubegni.
Ferrante ex prefetto di Milano va a capo di Fibe in Campania.
Ferrante, per chi non lo ricorda, e' stato sconfitto, nelle liste dell'Ulivo, nelle elezioni per il sindaco di Milano.
Pansa, il prefetto di Napoli, nonché, nel passato, collaboratore di Ferrante stesso a Milano sarà il suo interlocutore nel pasticcio rifiuti!
Il rapporto di stima e di rispetto fra i due prefetti fa pensare che Impregilo possa vedere la luce nel pasticcio campano!
Non vorrei che i maligni pensassero che a ogni prefetto vada la sua fetta di torta (pastiera, ovviamente)!
Ah dimenticavo...a napoli c'e' Bassolino! Un altro Ulivista!
JP Morgan sale al 2,19% nell’azionariato di Impregilo. Siamo a quota 19% del capitale in mano a un nutrito numero di fondi esteri!
PRINCIPALI AZIONISTI
Igli 29,86%
JP Morgan 2,198%
Centauros Capital 5,82%
Oyster Sicav 2.016%
S.W. Mitchell 3.012%
FMR Corp 2.012
Fidelity 2.034%
DWS 2,4%
Generali 3%,1
Pop Milano 2.98%
Ricordo gli azionisti di IGLI:
1/3 Autostrade (Benetton)
1/3 Marcellino Gavio (Autostrade To Mi,Carige,Generali,Mediobanca, Ferr.Nord milano)
1/3 Ligresti
Anche a loro una fetta di pastiera non farebbe male!
Per Impregilo si profilano nuovi massimi!
I PREFETTI DI SINISTRA E LA PASTIERA!!
QUESTIONE DI LEASING

Venerdi in borsa si è festeggiato l'annuncio di un aumento di capitale di Italease e la lista di possibili partners interessati ad entrare nel capitale.
Siamo quindi prossimi alla ricapitalizzazione. Prossimi ma non troppo...infatti e' altamente improbabile che possa partire prima di quest'autunno.
Facciamo due calcoli. Il titolo e' arrivato intorno ai 55 euro e quasi metà del profitto veniva generato da commissioni su derivati. Togliamo queste commissioni e quindi riportiamo il valore di Italease a un piu' corretto 30 euro (forse siamo ottimisti, in quanto era proprio il derivato a far crescere le quote di mercato di Italease). Ora ipotizziamo una ricapitalizzazione per 800 milioni di euro, e supponiamo che venga fatta a 15 euro per azione Il numero di azioni aumenterebbe cosi’ del 50%. I profitti verrebbero cosi’ diluiti del 50% dato il piu’ alto numero di azioni presenti. I 30 euro diverrebbero cosi’ 20 e anche meno.
Non reputo interessante il titolo a questi prezzi. Intorno ai 16 15 euro lo sarebbe molto di più.
A onor del vero bisogna ricordare che la Banca Popolare (azionista al 30%) ha in carico i titoli a 20 euro e difficilmente accetterà un aumento di capitale a prezzi inferiori.
QUESTIONE DI LEASING
RECORD: 500 MILIARDI

I records della settimana sono numerosi, a partire dall'euro/dollaro per finire al Dow Jones, ma merita di essere ricordato quello della EXXON.
L'azienda petrolifera americana infatti ha superato i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Prima azienda al mondo che riesce in questa impresa.
I nostri migliori auguri
RECORD: 500 MILIARDI
SCOMMESSA EDITORIALE
Elenco Pattisti
14.209 Mediobanca S.p.A.
10,291 Fiat Partecipazioni S.p.A.
7,253 Gruppo Italmobiliare di cui:
5,29 Fondiaria - SAI S.p.A.
4,345 Dorint Holding S.A.
4,809 Pirelli & C. S.p.A.
4,863 Banca Intesa S.p.A.
3,762 Generali
2,102 Capitalia Partecipazioni S.p.A.
1,895 Sinpar S.p.A.
1,516 Merloni Invest S.p.A.
1,241 Mittel Partecipazioni Stabili S.r.l.
1,188 ER.FIN. - Eridano Finanziaria S.p.A. (Roberto Bertazzoni - SMEG - Unicredito)
1,011 Edison S.p.A.
Al parco buoi (alias mercato) e' lasciato un misero 18%

Ma la vera notizia della settimana e' la presentazione del piano industriale al 2010 fata da perricone.
Il piano non si discosta molto dal precedente (marcato Colao), e per chi si aspettava chissà quali numeri, un po' di delusione è d'obblico.
Tuttavia il prezzo in borsa non dovrebbe risentirne piu' di tanto anzi...
Infatti l'azienda e' in crescita ma non cosi' le sue quotazioni, ancorate oramai ai 4 euro dal gennaio 2005 (dimentichiamo la scalata di Ricucci)
La crescita arriverà dall’online e dalla TV Digitale (multimedialità).
Una multimedialità non legata solo all'italia ma in primis all'Europa e in un secondo momento all'America latina (specie nei paesi a lingua Spagnola)
La carta stampata continuerà invece il trend negativo delle vendite.
Il piano dicevamo non e' dei piu' sexy, ma si presenta solido e fa ben sperare gli azionisti che potrebbero anche vedere il titolo a 5 euro per fine anno.
SCOMMESSA EDITORIALE
PROVA DI FORZA

Investitori preoccupati per il rischio Inflazione, Subprime, CDOs, Private Equity, Trimestrali non brillantissime, petrolio a valori altissimi, paura del rientro del carry trade, debolezza del dollaro....eppure ...eppure ieri sera la borsa americana e' salita di oltre il 2% su nuovi records.
La storia si ripete, quando tutti urlano al lupo al lupo.....e' la volta che il mercato prende una direzione opposta!
Eppure i problemi ci sono e sono reali, ma per ora si guarda al bicchiere mezzo pieno.
Per le nostre posizioni.....non si cambia, peso sull'azionario ridotto con alcune aziende patrimonialmente forti in portafoglio.
PROVA DI FORZA
BERENICE

In questo blog ci siamo occupati piu’ volte del problema dei fondi immobiliari Berenice e Tecle.
(vedete l’articolo del 3 luglio e 21 giugno)
Per fortuna cio’ che avevo messo in evidenza già nelle passate settimane viene ripreso da qualche giornalista.
Riporto l’articolo di oggi su Libero Mercato (di Lorenzo Di Lena)
Il nome del fondo immobiliare gestito dal gruppo Pirelli Re per il quale si è scatenata una battaglia a colpi d’Opa fra tre grandi operatori si ispira all’omonima città del libro di Italo Calvino “Le Città Invisibili”. Berenice è la città della giustizia. Un’aspirazione forse velleitaria per un fondo che gestisce 54 immobili a uso uffici, apportati due anni fa da società che in precedenza erano appartenute a Olivetti-Telecom Italia, Pirelli e alla banca Morgan Stanley. In effetti, sia i semplici titolari di quote del fondo Berenice, sia le banche d’affari che hanno già promosso offerte pubbliche su Berenice (Goldman Sachs, Merrill Lynch) o che potrebbero essere indotte a rilanciare ancora, si accontenterebbero un po’ di trasparenza in più. Quale tesoro nasconde Berenice tanto da avere indotto Goldman Sachs in coppia con l’ingegner Francesco Caltagirone, Merrill Lynch e, prima ancora, il gruppo Pirelli Re in alleanza con Morgan Stanley, a darsi battaglia a colpi di rilanci? A oggi questo non si può dire. Si sa solo che il valore complessivo netto del fondo (cioè il valore contabile degli immobili al netto dei debiti) ammonta a 684, 64 euro per quota, come si evince dai documenti d’offerta e anche dal rendiconto finale al 31 dicembre. La Consob, tramite un portavoce, ha rivendicato di avere fatto tutto quanto era in suo potere, ma perché sia assicurata adeguata informativa al mercato e soprattutto agli investitori privati manca un tassello fondamentale, che – in assenza di un obbligo regolamentare esplicito e salvo che la Consob ne imponga la diffusione - solo il gestore del fondo, e nello specifico il cda della Pirelli Re Sgr, può dare. Quale è il valore di ciascuno immobile attribuito dalle perizie effettuate da Lazard, Deutsche Bank e Cb Richard Ellis? La Sgr lascia intendere di non potere diffondere i dettagli perché si tratta di dati sensibili, la cui diffusione potrebbe danneggiare successivamente la valorizzazione dei singoli asset ai fini della vendita. Nobili intenzioni, che non convincono affatto. Al punto in cui sono giunte le cose - con il rilancio di Merrill Lynch a 760 euro e poi quello fatto da ieri mattina a 762 euro da Goldman Sachs – è più che legittimo chiedersi che cosa ci sia dentro quel fondo. Tanto più che questa guerra di rilanci arriva in un momento i cui le quotazioni del mercato immobiliare sembrano fermi, se non in procinto di calare. Certo, incassare 762 euro per un titolo che un mese prima del lancio della prima Opa (quella di Pirelli Re e Morgan Stanley) quotava in media 498 euro e sei mesi prima circa 473 euro, è un affare che non capita tutti i giorni. Del tutto, è fuori dall’ordinario che rispetto ai 540 euro proposti in origine da Pirelli-Morgan Stanley, il prezzo sia salito di oltre il 40 per cento. Poiché né Goldman Sachs né Merrill Lynch fanno beneficenza, si può ben immaginare quale sarebbe stato l’enorme guadagno che Morgan Stanley e Pirelli Re spa avrebbero realizzato, se non si fosse fatto avanti nessun altro. Anzi, a leggere il comunicato dell’emittente del 31 maggio, si apprende che per il cda della Sgr il primo prezzo offerto era , cioè adeguato proporzionato al valore del fondo. Il tutto supportato da perizie firmate da Lazard, Deutsche Bank e CB Richard Ellis. Prendiamo un investitore che, confortato da tanti illustri pareri, avesse deciso di vendere sul mercato (dove i prezzi si erano nel frattempo allineati a 540 euro) le proprie quote, senza aspettare l’apertura delle adesioni all’Opa. Qualche giorno fa lo stesso investitore scopre che il cda della Sgr, visto tanto interesse per cinque immobili del fondo Berenice, ha deciso di proporre “la dismissione dei medesimi immobili tramite procedura competitiva, con prezzo d’asta minimo non inferiore complessivamente a 300 milioni di euro”. Una cifra che praticamente vale da sola quanto offerto inizialmente dalla controllante della Sgr e da Morgan Stanley per l’intero fondo. Com’è che né gli advisor né il comitato consultivo del fondo non sono stati sfiorati prima dall’idea che, posti dinanzi a un’offerta a forte sconto (il prezzo della prima Opa era inferiore del 20% rispetto al valore complessivo netto), si potessero tentare altre strade, a partire dall’asta? Perché i signori consiglieri indipendenti della Sgr non hanno dato mandato di trovare offerte concorrenti? Offerte che sono poi comunque arrivate, tanto era attraente il gap tra il valore del fondo. Non sfugga peraltro che la partita si sta giocando fra operatori che, in un modo o nell’altro, sono stati o sono un po’ più addentro le cose del fondo rispetto al resto del mercato. Intorno al duo Goldman-Caltagirone gravitano soggetti che in passato hanno avuto responsabilità gestionali nella Sgr; Merrill Lynch è stata finanziatrice al momento dell’apporto degli immobili; di Pirelli Re e Morgan Stanley basta ricordare che dire che la prima controlla la Sgr che gestisce Berenice, l’altra vi ha apportato gli immobili. Un groviglio tale di conflitti che la pubblicazione integrale delle perizie, con i dettagli sulle stime dei singoli immobili, aiuterebbe a sciogliere.
Vale la pena ricordare, inoltre, che l’indagine in corso a Roma sullo spinoff immobiliare di Unipol – vicenda per la quale è indagato Giovanni Consorte – sta passando al setaccio i valori dei singoli immobili ceduti all’imprenditore Vittorio Casale. In quell’occasione il cda della compagnia, prima di dare l’ok all’operazione, confrontò valore di libro, il range di valutazione espresso dalle perizie e il prezzo proposto dall’acquirente. Su queste comparazioni passa oggi la linea difensiva, così come quella dell’accusa. Se l’esperienza insegna qualcosa, forse il regolatore dovrebbe provvedere per tempo.
Nei giorni scorsi Carlo Puri Negri, ad di Pirelli Re e presidente di Pirelli Re Sgr, aveva detto che con la tra due banche americane, . Sicuramente per chi sa che cosa c’è dentro e quanto vale: gli altri restano a guardare e, anche se ci stanno guadagnando, non hanno ancora capito esattamente perché.
BERENICE
Rettifica all'articolo
1) Il diritto di recesso per gli azionisti capitalia e' stato fissato a 7,015.
2) Alla data attuale non si sa se l'importo sarà o meno soggetto a ritenute fiscali che potrebbero rendere meno interessante l'effetto paracadute.
Rettifica all'articolo
IN BORSA CON IL PARACADUTE

La borsa estiva fa paura. Le oscillazioni sono molto elevate!
I tassi salgono, le banche vengono vendute.
Ma le occasioni vanno colte.
Nell'operazione di fusione fra Capitalia e Unicredito esiste il diritto (per gli azionisti di Capitalia) di rifiutare l'operazione di fusione (esercitando il cosidetto diritto di recesso) e di richiedere l'esborso monetario a Unicredito.
Il diritto di recesso si trova intorno ai 7 euro, mentre il titolo capitolino quota 7,31 euro.
L'appeal sulla banca aumenta quindi allo scendere del prezzo!
Cosa c'e' di meglio di investire con il paracadute ma senza prodotti bancari strutturati e costosi!
IN BORSA CON IL PARACADUTE
CATASTROFE O TEMPORALE

Le borse proprio non ci riescono a superare i precedenti massimi e la discesa di oggi e’ impietosa. Per i listini mondiali siamo a tre tentativi falliti tutti in pochi giorni di superare i massimi. La paura comincia a farsi largo.
L’economia non va male, ma si basa su piedistalli molto fragili e soprattutto molto indebitati. La caduta di un piedistallo incrina l’economia reale stessa.
In questi giorni alcuni pilastri si sono deteriorati.
In primis le valute, il carry trade ha continuato impietoso ma non ha portato ad una salita dei corsi azionari.(A DIFFERENZA DEI MESI PRECEDENTI)
Ve lo immaginate quando qualcuno comincerà a rimpatriare Yen? Se il movimento fosse rapido le borse europee potrebbero perdere il 10%
Il dollaro e’ debole debole (1,375!!!) Lo yen e ‘ debole debole…
L’euro sembra proprio non farcela a sopportare da solo la competizione delle valute americana e giapponese.
E…statene certi, come nel 2001…se le borse dovessero scendere saranno proprio le Europee a essere le piu’ sottopressione.
Nel frattempo i CDO spaventano il mondo finanziario. In Italia le chiamamo cartolarizzazioni. Fino ad ora nessuno se ne era occupato. miliardi e miliardi di dollari (o euro) di obbligazioni che difficilmente potranno essere ripagate alla pari. Le perdite potrebbero ferire al cuore gli investitori.
Se i CDO preoccupano i mutui subprime spaventano e i tassi di interessi alti bloccano gli investimenti dei Private Equity in aziende, togliendo benzina dalle borse.
Se i corsi azionari scendessero (e quindi anche i multipli), le covenants che legano i fondi private Equity alle banche che li hanno finanziati fino a 5 volte il loro capitale potrebbero giungere al pettine….e una marea di azioni riversarsi sul mercato. Senza contare che le valutazioni di alcuni fondi private equity potrebbero scendere dell’80% o anche piu’.
Il petrolio rimane alto e spaventa ancora di piu’ i mercati, sia per i maggiori costi energetici sia per il conseguente effetto inflativo.
Quando in italia i tassi di interesse erano al 15% nessuno avrebbe mai creduto che i tassi sarebbero arrivati al 2% dopo pochi anni…..e ora? Ora nessuno crede che i tassi possano arrivare al 7% o 8%! Vedremo….
Consiglio.....BOT BOT BOT (qualche azione patrimonialmente forte, senza debiti, e magari una copertura sul mercato!).
Tutto sommato la catastrofe e' un evento a cui si da una probabilità di accadimento bassissima e non penso di essere certo io a sapere se e quando esattamente accadrà.
Ma come ho detto piu' volte...meglio essere leggeri in questa estate 2007 (leggeri..e coperti!)
Telecom, Alierta dice che potrebbe anche comprare tutta Telecom. Il titolo sale…..ma Alierta non dice a che prezzo….e il titolo chiude in frenata.
Ricordo che la rottura dei due Euro farebbe scendere il titolo in area 1,82 dove si potrebbe tentare un acquisto.
Ieri sera ho visto una Nuova 500, un piccola utilitaria rosso vivo da 15.500 euro (14500 + 1000 euro di optionals). Sarà anche carina e puo’ darsi che ci siano stati 40.000 ordini ma….avete vista la Yaris? Ma JP Morgan dice 30 euro…..ricordatevelo!
Le banche, best performer negli ultimi 3 anni lasciano il segno e sono oramai tutte ben lotane dai massimi (dal 13% al 25%)
CATASTROFE O TEMPORALE
MERCATO FERMO
Considerato il peso che Eni ha sull'indice e ipotizzando per un attimo di toglierla dall'indice ci ritroveremmo l'S&P MIB fermo nelle ultime giornate.
Il Dax flirta con i massimi, senza superarli.
Il tutto mentre lo YEN si svaluta e continua la fuga dall'obbligazionario, e le materie prime si fanno sempre piu' care.
Non so se riusciremo a salire ancora...ma il mercato continua a non convincere.
Quindi rimaniamo sottopesati sulle azioni rispetto ad inizio anno
MERCATO FERMO
RAPINA IN BANCA O BANCA...CHE RAPINA?

Io l'ho ripetuto, in queste pagine, molte e molte volte....a salvaguardia degli investitori nostri lettori.
Sono felice di notare che Cardia (Consob) la pensa allo stesso modo!
STRALCI DELL’INTERVENTO DI CARDIA (CONSOB)
«l’esperienza mostra come gli investitori individuali tendano a entrare nel mercato nelle fasi di crescita prolungata dei prezzi, cui spesso seguono riassestamenti, anche di forte intensità». Ora più che mai, dunque, le banche devono fornire ai clienti una buona consulenza al momento della scelta degli investimenti.
Questa e’ la prima affermazione di Cardia (Consob) nella sua relazione di ieri.
Tuttavia, afferma Cardia,, non sembra che questo avvenga. Anzi, gli istituti di credito stanno addirittura incanalando i capitali provenienti dal riscatto delle quote dei fondi comuni in prodotti di scarsa trasparenza, ovvero verso «polizze assicurative a contenuto finanziario e verso «obbligazioni bancarie, spesso caratterizzate da strutture complesse e di più difficile valutazione».
«Questa evoluzione - continua Cardia - riflette, in larga parte, gli obiettivi delle reti distributive, che negli ultimi anni hanno visto privilegiare la vendita di prodotti finanziari a
più elevati margini di rendimento per i distributori e funzionali alle strategie di finanziamento dei gruppi di appartenenza».
E specificatamente sui bond bancari, la Consob ha notato che ben il 40% elle emissioni è rappresentato da strutturati, tanto che su questi « sarà ulteriormente sviluppata la vigilanza con il supporto di specifici modelli di analisi».
Per Cardia, quindi, i motivi addotti dalle Sgr per spiegare il deflusso di capitali (primo fra tutti la tassazione sul maturato e non sul realizzato) servirebbero solo a nascondere una strategia di convogliare capitali verso prodotti ad alta profittabilità (per la banca).
Si veda anche la strutturazione di polizze assicurative per spostare il gestito in Sicav lussemburghesi, con un aumento dei costi molto elevato per il cliente.
Le cifre in gioco, d’altronde, sono enormi: da inizio anno il saldo dell’industria del gestito è negativo per 20 miliardi.
E Cardia Prosegue.. Le responsabilità delle banche non finiscono qui: «L’evoluzione del mercato e del quadro normativo implica maggiori responsabilità e consapevolezza dei rischi assunti». Che non sono solo «fisiologici». Bensì, sul piano «patologico», possono richiamare «eventuali comportamenti non corretti da parte di fornitori e servizi finanziari».
RAPINA IN BANCA O BANCA...CHE RAPINA?
ESPANSIONE MULTIPLI - ALCOA

Abbiamo parlato diverse volte della espansione dei multipli.
Ieri sono iniziate le trimestrali americane con Alcoa, riporto qui di seguito alcuni dati significativi dell'ultimo trimestre rispetto a 12 mesi fa.
Utili - 4% (+2% nei primi sei mesi)
Ricavi + 3,8%
Alcoa ha affermato che nel terzo trimestre i risultati potrebbero indebolirsi.
A guardare le quotazioni degli ultimi 12 mesi non sembrerebbe!
Non vorrei spaventare nessuno...ma l'espansione dei multipli e' un fatto reale per Alcoa. (non parliamo poi dell'aumento dei tassi di interessi a lungo in america che rende l'investimento in azionario piu' rischioso). Per ora nessuno vuole sentir parlare di azionario caro, aspettiamo nuovi rialzi, ma fino a quando?
ESPANSIONE MULTIPLI - ALCOA
SE LO DICE LA CONSOB...
Ma se il mercato e' pericoloso, perchè non consiglia di comprare titoli di stato?
E poi, come spiega, Cardia il deflusso dai fondi azionari che si sta verificando da oltre un anno?
MILANO (Reuters) - L'attuale fase del mercato azionario chiede una attenzione particolare, specie agli investitori individuali.
Lo afferma il presidente Consob Lamberto Cardia nel discorso letto all'incontro annuale con il mercato.
"L'attuale congiuntura del mercato azionario richiede una particolare attenzione nel valutare le scelte d'investimento", nota Cardia.
"L'esperienza mostra come gli investitori individuali tendano ad entrare nel mercato nelle fasi di crescita prolungata dei prezzi, cui spesso seguono riassestamenti, anche di forte intensità", aggiunge.
Nel 2006 la Borsa italiana è salita del 19,1%. Segnali di rallentamento e di "una maggiore incertezza sono emersi nei primi sei mesi del 2007", per Cardia.
SE LO DICE LA CONSOB...
NOTA DEL MATTINO
esportazioni maggio -0,7% (peggio delle stime)
Importazioni -3,6% (peggio delle stime)
Ne consegue che la bilancia commerciale ha avuto un surplus di 17 miliardi. Meglio del previsto.
Lo yen tocca nuovi minimi sull'euro a 1,685, chi ha aperto posizioni corte sullo Yen va a nozze. La borsa Giapponese chiude vicino a i massimi.
Il tutto fa pensare a mercati europei brillanti, pronti a superare precedenti massimi.
AGIRE SEMPRE CON CAUTELA
NOTA DEL MATTINO
PIAZZA AFFARI - TEMI

Banca Italease
come anticipato nelle settimane precedenti il titolo e’ alle prese con una difficilissima e intricata situazione finanziaria. Non investire prima di una possibile ricapitalizzazione. Solo in quel momento il titolo potrà ritornare a crescere. Anche la nuova Banca Popolare, principale azionista, nonche’ finanziatrice, dovrebbe continuare a soffrire.
Editoriali
Il settore editoriale presenta potenzialità di rialzo interessanti dopo anni di letargo. In primis RCS che presenta a breve il piano industriale, molte case di affari ne hanno consigliato l’acquisto. Titolo dalle prospettive di medio periodo interessante. RCS e’ presente nel settore radiofonico, televisivo oltre che naturalmente nella carta stampata. La pubblicità cresce cosi’ come crescono i risultati della società spagnola acquisita recentemente.
Espresso e Class presentano ottime potenzialità.
In particolare il recente interesse per i giornali e le televisioni finanziarie potrebbe dare impulso alla società di Panerai anche in vista della quotazione del 24 ore.
Mediaset sta cercando di ricostruire valore con le operazioni Endemol e Medusa. Titolo poco rischioso, potrebbero sfruttarsi ulteriori debolezze per tentare l’acquisto.
Tenaris e Socotherm sono state riscoperte nell’ultima settimana. Entrambi i titoli dovrebbero fare meglio del mercato
Piaggio continua la sua salita in borsa (da preferire sempre la holding Immsi). Nel frattempo Colannino studia il dossier Rodriguez, il risanamento della cantieristica continua ma lentamente, sono al vaglio alternative per la crescita. Sempre attenzione alla possibile vendita di Piaggio a qualche fondo di private equity. Da questo punto di vista cruciale sarà la scelta degli investitori che entreranno in Telecom Italia e la gara Alitalia.
Tiscali, la discesa dell’operatore sardo si sembra arrestata. Possibile un rimbalzo nelle prossime settimane.
Sempre accesi i riflettori sulla galassia Mediobanca / Generali. Dopo la fusione Capitalia Unicredito la partita per il controllo del leone di Trieste per ora si e’ solo assopita.
Fiat, con la 500 e il report di JP Morgan (che la valuta 30 euro…) ingrana la 6 marcia e tocca i 23,4 euro. Attenzione alla troppa euforia.
Telecom, si avvicina la ricapitalizzazione di Telco ma si avvicina soprattutto la presentazione della trimestrale ….Titolo pericoloso e probabilmente destinato a scendere sotto i due euro. Accumulare intorno a 1,85.
Pirelli, attende di incassare i soldi da Telefonica, ancora da capire come utilizzerà la liquidità. Nel caso pagasse un dividendo sarebbe da preferire la Camfin su cui oggi pesa uno sconto eccessivo rispetto al Nav dovuto all'alto indebitamento e a tassi di interesse in crescita.
Parmalat, la vendita, con tempismo perfetto, da parte di Capitalia a 3,15 euro era sospetta. Geronzi, si sa, e’ un abile conoscitore della societa’ di Collecchio.
Pochi giorni dopo arriva la tegola della causa americana…non passano che poche ore e arriva un profit warning causato da un rialzo improvviso del Latte e dalla incapacità di trasferire l’aumento sul consumatore.
Intanto Parmalat prepara la fase due della crescita, accumula liquidità per acquistare aziende all’estero.
Il titolo per ora risulta veramente poco attraente con rischi di discesa a 2,60.
PIAZZA AFFARI - TEMI
UNITED COMPANIES OF BENETTON

L'impero Benetton e' inarrestabile. La diversificazione e'favolosa e riesce a sfruttare i periodi d'oro di un settore rispetto ad un altro.
In piu', in molti casi ci sono delle sinergie che vengono sfruttate abilmente, che si generano grazie ad una intelligente integrazione verticale (vedi autogrill con aeroporti, grandi stazioni e autostrade o Impregilo con le commesse per le infrastrutture che loro stessi gestiscono.)
Se volessimo diversificare il nostro portafoglio dovremmo imitarli comprando direttamente le loro società quotate (e mantenendo i pesi che hanno nel loro portafoglio)ovvero
Autostrade (infrastrutture)
Grandi Stazioni (Infrastrutture)
Aeroporti (Infrastrutture)
Impregilo (costruzioni e gestioni infrastrutture)
Autogrill (ristorazione)
Benetton (abbigliamento)
Telecom (tramite una quota in Telco)
Quote azionarie in RCS, Pirelli, Generali e altre partecipapazioni in società sportive e nel settore immobiliare e agricolo.
Recentemente in Sintonia (una delle holding Benetton), società dedicata alle infrastrutture sono entrati Goldman Sachs e Mediobanca. Obiettivo evidente, esportare il modello strategico di crescita utilizzato nei maglioni e della ristorazione alle infrastrutture.
Ricordo che i maglioni, una volta famosi in Italia sono stati poi esportati all’estero, stessa cosa per Autogrill, un’azienda che qualche anno fa aveva il 90% del suo fatturato in Italia, mentre oggi e’ un’azienda leader a livello mondiale.
Impregilo e’ già un’azienda con commesse in tutto il mondo.In particolare gestisce anche alcune autostrade dell’america latina.
Le infrastrutture presenti in Sintonia sono invece ancora prevalentemente italiane. Obiettivo strategico, con l'entrata di partners quali Goldman Sachs e Mediobanca e’ l’acquisizione e gestione di ulteriori infrastrutture all’estero.
UNITED COMPANIES OF BENETTON
MERCATI ESTIVI

Dopo l'abbuffata di rialzi di borsa da fine anno a maggio sono oramai due mesi che i mercati azionari sono alla ricerca di una direzione.
Negli Stati Uniti il Dow Jones ai primi di maggio quotava a valori leggermente piu’ alti di quelli attuali. A meta’ giugno, dopo una veloce discesa il mercato azionario ritocco’ i massimi. Sono trascorsi quasi due mesi e mezzo durante i quali il mercato americano ha oscillato intorno agli stessi valori. Anche se lo S&P ha una
configurazione piu’ rialzista le quotazioni non sono poi cosi’ differenti.
In Europa il Dax ha toccato nuovi massimi il 21 giugno ma da allora sta stentando a riprendere la corsa ed e' molto vicino ai valori di maggio.
Il mercato francese assomiglia molto di piu’ al mercato americano e da oltre due mesi e’ in trading range, stessa cosa si puo’ dire del mercato inglese.
In Italia la situazione invece e’ molto peggio, il nostro indice e’ poco al di sopra dei valori di inizio anno, 1% circa (anche se bisogna notare come i dividendi pagati incidano di circa il 2,4%).
In questi mesi, nel frattempo, abbiamo visto il petrolio passare da 63 dollari a quasi 75. Molte altre materie prime hanno incominciato a risalire.
L’inflazione importata dalla Cina ha iniziato a farsi sentire negli Stati Uniti e in Europa. I tassi di interesse in Europa hanno dimostrato una continua tendenza rialzista. Il mercato immobiliare e’ nettamente indebolito e frena la crescita economica americana. Il carry trade ha portato lo yen a perdere ulteriormente forza nei confronti dell'euro.
Gli stessi fondi di private Equity fanno fatica a trovare aziende con le giuste caratteristiche per essere acquistate.
Tuttavia all'orizzonte compaiono minacciosi i fondi asiatici gonfi di liquidita' e alla disperata ricerca di performance e di potere (Cina in primis) pronti ad acquistare pezzi di America ed Europa.
In tutto questo contesto siamo di fatto entrati nella stagione estiva.
Molti gestori alleggeriscono le posizioni, si allontanano dai desks il giovedì sera e rientrano il lunedì in tarda mattinata.
Uragani, terrorismo, dati non pienamente in linea con le aspettative rendono il panorama ben incerto e volatile.
La mia idea rimane inalterata oramai da oltre 1 mese.
Abbiamo alleggerito il peso delle azioni sul portafoglio complessivo.
Abbiamo mantenuto le posizioni sull’obbligazionario (rigorosamente a breve).
Abbiamo aumentato il peso della liquidita’.
Sui mercati riproviamo ad aumentare il peso dello stock picking con un giardinetto di azioni non inferiore ai 12/15 riducendo l’investimento in specifici mercati.
I mercati potrebbero regalare ancora importanti soddisfazioni, quindi guai ad uscire completamente. Tuttavia la prudenza estiva e' d'obbligo.
Improvvise discese potrebbero tramutarsi in occasioni di acquisto.
I prodotti Total return, tornati di moda negli ultimi mesi, non sono negativi in senso assoluto, tuttavia rappresentano un grande calderone dal quale e’ difficile districarsi. Non tutti sono prodotti validi e quindi difficili da valutare a priori. Eventualmente andrebbero considerati osservando i rendimenti storici (specie nei momenti di alta volatilità) e i rendimenti di un’investimento senza rischio (Bot a un anno)
MERCATI ESTIVI
DEA CAPITAL
Dea Capital, chi avesse comprato 1 diritto a 0,04 potra' sottoscrivere 2 azioni Dea Capital a 2,90.
Ovvero il prezzo di carico della Dea Capital sarà 2,92 euro.
Il titolo venerdi sera ha chiuso a 2,92.
Per ora l'operazione e' quindi in parita'.
Il titolo e' patrimonialmente solido, Con l'aumento di capitale l'azienda e' liquida.
Non e' esposta ad un eventuale rialzo dei tassi di interesse che aggraverebbe il costo del finanziamento.
Monitoriamo l'investimento con tranquillità. La stessa De Agostini ha in carico il titolo per un importo compreso fra 2,90 e 3.00 euro.
De Agostini possiede il 51% della società, ha già confermato che sottoscriverà la quota di sua pertinenza.
Il totale investito si aggira intorno a 310 milioni di euro.
DEA CAPITAL
500

Ieri sera c'erano proprio tutti a Torino.
Uno spettacolo entusiamante per la presentazione della 500!
Marchionne ha paragonato la 500 all'Iphone!
Io lo auguro di cuore, la differenza? Per l'Iphone non c'e' stato bisogno di una festa pirotecnica, la gente si e' messa davanti ai negozi la sera prima per comprarlo. La 500 e' un'auto come tante altre, non ibrida, non elettrica, un semplice motore a scoppio, stile vechia 500 appunto, ah dimenticavo, il prezzo.....non e' proprio da auto low cost. Una Logan (Renault) costa molto molto meno...ma alla gente questo, dopotutto, non interessa.
Come il nostro lettore sa, mi piace essere contrarian su queste pagine. Quando tutti vedono il bicchiere mezzo pieno cerco di dimostrare che e' anche mezzo vuoto e viceversa. Quando tutti volevano la Fiat fallita ero il primo che ero dispiaciuto e ne ero un estimatore. Oggi che tutti ne esaltano le virtu' cerchiamo di non esagerare nelle valutazioni e guardiamo con occhio critico i risultati.
Il flusso di notizie positive su Fiat sta per ridursi, dopo la presentazione della 500 anche Marchionne forse si prendera' un po' di riposo. Probabilmente, al raggiungimento dei 24 euro (o li vicino) bisognera' fare molta attenzione.
Il prossimo grande rialzo? Bisognera' attendere lo scorporo dell'auto ma per quello c'e' tempo!
Intanto, Torino ritorna a essere piu' simile alla citta' che fu capitale d'italia. Dopo lo spettacolo delle Olimpiadi, ieri sera, e' toccato alla 500 e anche il Po ha avuto la sua parte.
500
TELECOM: SILENZIO ASSOLUTO

Nessun giornale si sta piu' occupando del titolo Telecom.
Dopo pagine e pagine sulla conquista di Telecom da parte di spagnoli o americani e del ruolo degli italiani, con l'avvento di Telefonica si sono spenti i riflettori.
Al massimo l'attenzione viene posta su chi potra' sostituire Pistorio.
Molto piu' rilevante e' invece la ricapitalizzazione della scatola che contiene il controllo di Telecom, ovvero Telco.
Legata alla ricapitalizzazione e' la presentazione dei conti del secondo trimestre.
Nel frattempo Telecom vende la sua partecipazione in Turchia (per fortuna con una accettabile plusvalenza). La strategia industriale rimane ben poco chiara. Il debito dovrebbe esplodere nella prossima trimestrale (avendo pagato i dividendi…).
In questo empasse la ricapitalizzazione di Telco con l'entrata di nuovi azionisti e' il vero nodo cruciale.
Si spera che la Consob, a salvaguardia di migliaia di azionisti non permetta un affossamento del titolo sotto i due euro (con la presentazione di una trimestrale brutta) per permettere agli amici degli amici di comprare titoli a prezzi bassi.
Gli spagnoli e i poteri forti ne sarebbero felici, quale migliore occasione per mediare il caro prezzo pagato a Tronchetti.
Ma il mercato lo sara' un po' meno specie se la stampa aiutera' a creare panic selling.
Intanto il “Prode” Fossati mantiene la sua partecipazione in Telecom, mentre il fedele Pollastri puntella il governo.
Fossati entrera' in Telco? Tutto dipende da Banca Intesa.
Di sicuro c'e' che non perderà soldi dall'investimento.
Il Colannino misterioso intanto continua a tessere una strana ragnatela. Obiettivo? Difficile da dirsi ma si va dal dossier Alitalia a quello ben piu' probabile di Telecom.
Un segnale in questa direzione? l'accorciamento della catena con la la fusione
per incorporazione di Omniainvest in Omniapartecipazioni.
Ben lo sa l’altro Prode di turno, ovvero Della Valle che ha deciso di saltare sulla Vespa con un tempismo perfetto (direi quasi allarmante). Dopo pochi giorni e’ stato approvato il piano governativo per le incentivazioni per le due ruote, un’importante agenzia di rating ha alzato il giudizio sulla azienda di Pontedera. MP3 e’ un successo e l’interesse di alcuni fondi di private equity, rilanciato da una stampa benevola non sono un mistero.
Le valutazioni per la vendita della maggioranza di Piaggio vanno dai 4,5 ai 5 euro. Colannino sta meditando, tuttavia per il parco buoi va considerata la media fra il prezzo pagato a Colannino e quello d’Opa.
Da preferire la Holding Immsi.
TELECOM: SILENZIO ASSOLUTO
4 luglio -FIAT DAY!

Il titolo vola sui massimi storici nel giorno della presentazione della 500.
Nei prossimi due giorni il titolo potrebbe salire ancora.
Quando tutto sembra bello e ci si accanisce ad acquistare Fiat in borsa...e' meglio far notare possibili nubi all'orizzonte e consigliare prudenza. Infatti tre sono le notizie che non sono positive per casa Marchionne e che il mercato sembra snobbare.
1) La forza dell’euro rende meno competitive le esportazioni di auto italiane e piu’ competitive, sul mercato domestico, le auto straniere (anche se molta produzione non e’ fatta in Italia).
2) Lo stop del settore macchine agricole che arriva da UBS che ha downgradato CNH e Caterpillar
3) Il continuo calo delle vendite di auto delle 3 big di Detroit.
4 luglio -FIAT DAY!
TECLA E BERENICE - DI MALE IN PEGGIO
TECLA E BERENICE - DI MALE IN PEGGIO
TECLA E BERENICE...LA SAGA CONTINUA
Succede poi che sull´osso degli immobili Tecla si avventano anche Goldman Sachs e Caltagirone facendo lievitare il prezzo d´offerta a 690 euro. Risultato finale: ieri Pirelli Re annuncia di aver superato il 50% delle quote di Tecla e l´unica a rimetterci è Telecom che ha venduto a 575 euro ciò che un mese dopo è stato comprato a 690 euro. Domanda: il vicepresidente Carlo Buora, per vent´anni manager di spicco di Pirelli, ha fatto gli interessi di Telecom, l´azienda in cui lavora?
TECLA E BERENICE...LA SAGA CONTINUA
DEA CAPITAL Bis
Chi avesse avuto il titolo in mano prima dell'aumento a prezzi di carico superiori ai 3,2 euro bisognerebbe chiedere perche' lo aveva acquistato, visto l'avvicinarsi di un aumento di capitale monster.
Dea Capital e' da comprare alla fine dell'aumento di capitale.
Chi non vendera' i diritti entro venerdi' dovra' sborsare molti quattrini (5,8 euro ogni diritto!).
Le prospettive industriali sono buone, ma se il titolo e' stato acquistato a prezzi da amatore e senza stop loss....non bisognerebbe piangere sul latte versato!
Ricordate una sana regola....in un mercato efficiente mai comprare un'azione prima del lancio di un aumento corposo del capitale!
DEA CAPITAL Bis
DEA CAPITAL
Questo mi fa capire che devo spiegare ai nuovi lettori, e non abbonati al servizio di consulenza, la storia di Dea Capital.
Fra l'altro nel blog ne parlai gia' esaustivamente (andate a vedere).
Mi permetto di affermare di conoscere la testa di Pelliccioli sin dal tempo in cui imborraccio' il mercato con l'operazione Seat!
Ebbene Pelliccioli e De Agostini hanno rilevato a 2,90 euro la CDB Capital da de Benedetti pochi mesi fa.
Scrissi su questo blog che il titolo poteva arrivare a 4 euro imborracciando qualche incauto investitore.
Consigliai l'acquisto a 3,10 euro e feci realizzare a 3,75. Il titolo arrivo' fino a 4 euro!
Oggi Pelliccioli chiede al mercato centinaia di milioni per finanziare l'acquisto di cliniche in Francia (operazione fatta insiema a Ligresti e Mediobanca).
Gli incauti speculatori si trovano a dover affrontare un onerosissimo aumento di capitale e allora che fanno? Semplice vendono titolo e diritti.
E le mani forti cosa faranno a fine settimana? vedete voi...vedete voi...
DEA CAPITAL
PUNTO SUL MERCATO
ISM manifatturiero americano sui massimi degli ultimi mesi, la borsa USA festeggia.
Rendimenti obbligazionari a lungo in discesa (future sul bund a 111,4, siamo ritornati ai primi di giugno)
Immatricolazioni auto in aumento in Italia! Quota Fiat al 31,65%
Le notizie che sono arrivate ieri dal mercato non sono brutte, anzi.
La locomotiva tedesca ha frenato temendo pero' il dollaro debole!
PUNTO SUL MERCATO
BOTTOM FISHING O REAL TROUBLES?
Impregilo
Parmalat
Snai
Lottomatica
Unicredito
Telecom Italia
Carige
Non fatevi scappare le occasioni di acquisto su molti titoli pesantemente venduti in queste settimane! Alcune vendite possono essere state una overreaction a notizie in apparenza peggiori rispetto alla realtà.
Mai come in questi mesi le quotazioni dei titoli sono spesso tenute volutamente basse dagli analisti finanziari (con il supporto delle case d’affari e degli imprenditori stessi). La raccolta di azioni a prezzi bassi e’ uno sport al quale si deve partecipare, ma con testa!
I titoli sopracitati sono solo un campione poco significativo di titoli che recentemente sono stati penalizzati. Ricordo che il sito non da consigli operativi.
BOTTOM FISHING O REAL TROUBLES?
CAPE LIVE E MANAGEMENT & CAPITAL
Ricordo che Management & Capital il fondo di Private Equity di De Benedetti quota in piazza Affari 0,88 euro ovvero a sconto sul Nav dell’12% (Ricordo che il 90% del Nav e’ rappresentato da cassa).
O Cape Live si adeguera’ ai prezzi di M&C o viceversa.
Consiglio operativo. Comprare M&C, titolo difensivo.
CAPE LIVE E MANAGEMENT & CAPITAL
ACQUISTO PILOTATO!

Airone (e una lunga lista di banche…capeggiate dalla Prodiana Banca Intesa) si avvicina sempre piu' alla compagnia aerea di bandiera.
La gara, se ancora si puo’ chiamare cosi, ogni giorno si arricchisce di colpi di scena e tutti a favore di Toti!
Ieri il ministro BianchI ha affermato che il costo di eventuali esuberi di personale (2300 dipendenti secondo il piano Airone) sara’ assorbito dallo stato….OVVERO DA NOI contribuenti!
Con questo aiuto e i soldi di Banca Intesa chiunque potrebbe comprare Alitalia. Un po’ troppo facile no?
ACQUISTO PILOTATO!
LATTE AVARIATO IN CASA CAPITALIA

Vi ricordate il crack Parmalat? Geronzi si dice abbia giocato un ruolo non indifferente con Capitalia, tuttavia vere prove e accuse non sono ancora uscite allo scoperto.
Sta di fatto che Capitalia si era trovata azionista principale della Nuova Parmalat.
Il fatto strano e' che Unicredito si prende Capitalia e con un tempismo perfetto colloca tutta la partecipazione la scorsa settimana.
Oggi il fattaccio: la Nuova parmalat potrebbe rispondere dell'operato e delle perdite della vecchia Parmalat!
Il titolo viene sospeso in piazza Affari e alla riapertura perde il 5%.
La domanda e' lecita....non e' che qualche ben informato in Piazza Cordusio non ha sentito PROFUMO di guai in arrivo?
E ancora, chiederei alla Consob di verificare chi ha venduto oggi 1 milione di titoli Parmalat circa 20 minuti prima che il titolo crollasse.
Una cortese risposta sarebbe apprezzata.
LATTE AVARIATO IN CASA CAPITALIA
EDITORIALI E MEDIA -SCOMMESSA ESTIVA





Rupert Murdoch in america conquista il Wall Street Journal
Thompson Financial conquista l'inglese Reuters
Bernard Arnault cerca di conquistare la francese Les Echoes (quotidiano economico francese) possedendo gia’ La Tribune.
Tutto il mondo dei media e della comunicazione (specie economica) e’ in subbuglio ma in Italia nessuno se ne accorge. Eppure…
Il 24 Ore andra’ in quotazione in autunno!!!
RCS ha fatto shopping in Spagna, ha pronto un piano industriale importante, ha aumentato la raccolta pubblicitaria, e' presente con radio televisione e internet. Eppure in borsa fino a due giorni fa nessuno se ne accorgeva.
Sono molti i brokers che valutano RCS almeno 4,8 euro, e con un po' di fortuna il titolo potra' anche vedere i 6 euro in 12 mesi!
Espresso, Caracciolo ha venduto Cofide e ha aumentato la sua partecipazione in Espresso in tempi non sospetti (a cavallo d’anno).
I brokers e gli analisti vedono nero sul titolo, eppure dai minimi di tre settimane fa l’Espresso ha segnato una performance positiva del 4% mentre il mercato italiano e’ sceso del 3%!
I due titoli hanno abbondantemente sovraperformato il mercato e sono pronti per un grande autunno. (5 euro per l'Espresso in 12 mesi non sono impossibili!)
Mediaset si e’ accaparrata Endemol (anche se a prezzi da amatore) e anche se viaggia ai minimi dal luglio 2003 (ebbene si…4 anni fa!)il titolo potrebbe riprendersi e riportarsi verso i 9 euro per fine anno.
Mondadori viaggia in territorio estremamente negativo, soffre ancora dopo l’acquisizione di Emap. Ma anche questo titolo editoriale ha ampi spazi di recupero.
Una nota di colore.
Il 24 ore, insieme a Class e’ un vero gioiello nella poverta’ dell’editoria economica italiana. Entrambi utilizzano la televisione, internet e radio per divulgare contenuti economici.
Class potrebbe essere la vera sorpresa della seconda meta' del 2007 e tornare a vecchi fasti, per la gioia di Panerai e amici.
Sabato sera Panerai ha festegiato con pochi invitati (600 persone) l'inaugurazione della sua vigna in maremma.
L'anfiteatro e' stato ideato da Renzo Piano e il cuoco e' arrivato da New York.
Fra i presenti...solo amici....ovvero
Geronzi (ricordate gli attacchi di Panerai sugli editoriali di Milano Finanza contro Arpe?)
Della Valle e Abete (ricordate gli attacchi di Panerai sugli editoriali di Milano Finanza contro i furbetti del quartierino che volevano rubare la BNL ad Abete e Della Valle)
Tronchetti Provera (ricordate gli attacchi di Panerai sugli editoriali di Milano Finanza contro il governo prodi che stava interferendo sulla vendita di Telecom da parte di Tronchetti)!
E...si e' stata una grande festa con tanti amici, i soliti veri e unici furbetti d'Italia. Montezemolo....assente ingiustificato!
Class e MF, classico esempio di un giornale economico DIPENDENTE da amicizie e lobby di parte!
Ebbene Class forse non tornera' mai hai fasti del 2000 quando tocco' i 17 euro, ma il 2008 potrebbe essere l'anno dei 3 euro, sempre che il suo entourage lo appoggi nell'ascesa dei prezzi.
La serata sara' costata oltre il milione di euro, ma ne varra' la pena, statene certi!
Torniamo alla editoria!
Il Sole24 ore ha acquistato settimana scorsa Blogosfere rilanciando cosi’ il valore dei blog e di internet.
Il panorama della stampa economica italiana e' per il resto povero.
La novita', rappresentata da Libero Mercato ha degli spunti interessanti ma non ha canali distributivi e di informazione differenti rispetto alla bisfrattata e vecchia carta stampata! Pensate che non ha neppure un sito internet!
Finanza e Mercati, poi, il cui proprietario, Coppola, ha ben altri problemi, e’ piu’ occupato a tagliare i costi che ha creare valore.
Per il portafoglio estivo e post estivo i media sembrano rappresentare una scommessa vincente.
EDITORIALI E MEDIA -SCOMMESSA ESTIVA


