L'AUT AUT DI BERNHEIM

ASSEMBLEA GENERALI
Bernheim si toglie qualche sassolino dalle scarpe.
1) Afferma che su Telecom Generali interviene a difesa dell’Italianita’ e su pressioni politiche.
2) Attacca il decreto Bersani sulle assicurazioni
3) Attacca l’Antitrust sulle operazioni Toro e Intesa San Paolo
4) Afferma che Generali e’ penalizzata in Italia e che deve crescere per forza all’estero.
5) Afferma che il rapporto di bancassurance con Intesa cosi’ come e’ non e’ profittevole.
6) Attacca il ruolo di Greco (CEO di Eurizon) e il nodo Eurizon
Bernheim e’ fermo su questo punto: Intesa deve scegliere. O Eurizon (Greco) o Generali (Alleanza).
Sembra proprio che la partita Eurizon entri nel vivo. Intesa e’ avvisata.
O Greco o Generali come partner.
Alleanza e’ in una situazione win win.
Eurizon si allontana dall’asse Intesa San Paolo e Generali (Alleanza) prende piu’ business.
Intesa sceglie Eurizon come partner e indennizza profumatamente Alleanza.
Comunque vada sara’ un successo!
Per il resto…tutto bene, utili in aumento del 20% nel primo trimestre di quest’anno.
Bernheim si augura un rialzo delle quotazioni.
Ferax aumenta la quota (a 0,51%) in Generali.
De Agostini rimane al 2%
Caltagirone investe nel Leone.
Man mano che passano i mesi si trovano sempre piu' investitori stabili nell'azionariato di Trieste.
La liquidita' sul titolo tende a diminuire.
Il titolo e' presente nei portafogli.
L'AUT AUT DI BERNHEIM
SPAGNA BATTE ITALIA

Vorrei soffermarmi qui di seguito su tre operazioni in cui l’attuale governo e’ intervenuto in maniera significa negli ultimi mesi, Alitalia, Telecom, Enel
Non sono le uniche e dimostrano come la Spagna riesca a crescere a ritmi molto piu' sostenuti di quelli dell'Italia. I tre settori (aerei, telecomunicazioni, energia) sono trainanti per lo sviluppo di un paese. La politica dovrebbe illuminare il percorso delle aziende in questo settore e non rappresentarne un campo minato.
LA CERTEZZA DELLE REGOLE E' FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO DI SETTORI ECONOMICI DI UN PAESE.
L'Italia le cambia un po' troppo in fretta e in particolare senza il giusto preavviso.
SPAGNA BATTE ITALIA
ALITALIA IBERIA

IBERIA Grafico a 5 anni

ALITALIA Grafico a 5 anni
In questo caso Italia e Spagna stanno seguendo due diverse strade per la vendita delle loro compagnie di bandiera.
L’Italia cerca di affossare il prezzo di borsa dei titoli e ha fatto di tutto per non creare valore o ristrutturare la societa’.
La Spagna ha iniziato anni fa un processo di ristrutturazione e di espansione strategica della societa’ e oggi vende sui massimi la compagnia aerea.
In particolare Alitalia
L’azienda non va bene, ma nulla e’ stato fatto da parte del governo per cercare di preservare il valore in borsa. Hanno ostacolato il lavoro di Cimoli e non hanno cercato accordi sindacali.
Anzi:
1)I prezzi di vendita dei biglietti sono fuori mercato e i competitor ne approfittano. Per esempio, volare da Milano a New York con Alitalia questa estate non costa meno di 900 euro. La British Airways offre il volo a 600 euro. (La BA offre la tratta Londra New York a 800 euro a dimostrazione che fanno dumping), e nessuno dice nulla
2) il bando di vendita e’ talmente insidioso da scoraggiare qualsiasi compratore.
3) Le perdite che verranno rilevate fanno paura, tanto da far licenziare un top
manager preoccupato di dover firmare il bilancio
4) Il nodo Malpensa Fiumicino non e’ mai stato risolto
5) Sono stati annunciati scioperi con conseguente perdita del titolo in borsa.
6) La capitalizzazione (1,2 miliardi) non dovrebbe permettere al titolo di essere quotato nell’indice principale La stessa quotazione di questo titolo non dovrebbe essere permessa in quanto il titolo e’ facilmente manipolabile.
7) Negli ultimi 18 mesi si sono piu’ preoccupati ad allontanare Cimoli che a negoziare con i sindacati ulteriori e significativi tagli del personale.
8) E’ interesse del governo vendere l’azienda. La svendita pero’ non dovrebbe essere permessa, invece sembra che si faccia di tutto per far abbassare il prezzo in borsa per far vincere la cordata che deve vincere. Quasi sicuramente permetteranno a De Benedetti di rientrare e magari anche ad Air France.
9) il prezzo di Alitalia e’ in continua discesa (tenuto conto anche di un aumento di capitale monster che l’azienda fece 18 mesi fa!
MA SOPRATTUTTO
10) L’aumento di capitale a fine 2005 fu fatto a 0,80 euro (che corrispondeva ad una capitalizzazione di 1.1 miliardi di euro. Da allora la societa’ ha perso 600 milioni circa.
Se togliamo 600 milioni a 1,1 miliardi ne rimangono 500, ovvero una capitalizzazione pari a 0.36 euro per azione!!! Se le cordate hanno proposta 0,50 non hanno poi sbagliato di tanto.
Iberia
Lo stato spagnolo mette in vendita la societa’. Come potete vedere dai grafici l’azienda e’ salita molto in borsa. Il 100% nell’ultimo anno.
Come vedete in questo caso chi vende ottiene il giusto prezzo (visto anche le condizioni di mercato)
ALITALIA IBERIA
SECONDA OPERAZIONE.ENEL ENDESA

ENEL Grafico a 5 anni

ENDESA Grafico a 5 anni
In questo caso gli Italiani hanno rilevato Endesa ad oltre 40 euro ad azione.
Ora, Endesa nel 2002 valeva 10 euro ( il rialzo e’ stato quindi del 400%).
Enel viceversa nel 2002 valeva 5 euro (il rialzo e’ stato quindi dell’65%)
Eppure entrambe le societa’ lavorano nello stesso business dell’energia. Enel addirittura impone prezzi piu’ alti ai consumatori rispetto a quanto fanno gli spagnoli.
Il governo italiano che negli ultimi mesi ha cominciato le liberalizzazioni …non ha certo pensato a toccare gli interessi del colosso elettrico italiano. Anzi lo spread fra costi di produzione energetica e prezzi imposti al consumatore sono aumentati negli ultimi mesi.
Questa imponente massa di utili ha permesso l’acquisto di Endesa da parte di Enel strapagandola!
Una politica economica piu’ oculata avrebbe provato la scalata anni fa a prezzi decisamente minori evitando di far finire tanti miliardi in terra di Spagna...
Eppure analisti e giornali hanno acclamato questa operazione. Vedremo cosa succedera' nei prossimi mesi alle quotazioni.
SECONDA OPERAZIONE.ENEL ENDESA
TERZA OPERAZIONE. TELECOM TELEFONICA

Telecom Italia Grafico a 5 anni

Telefonica Grafico a 5 anni
Anche qui i grafici parlano da soli….Telefonica (attiva nel business delle telecomunicazioni….ovvero un business sotto pressione….o almeno cosi’ si dice…)ha visto il prezzo delle azioni passare da 10 euro nel 2003 ai 16,5 attuali. Nello stesso tempo Telecom Italia e’ passata dai 4 euro ai 2,3.
Telecom ha venduto, in questi anni, tutti i suoi gioielli ( con grande gioia dei compratori che hanno guadagnato 13 miliardi di euro grazie alle svendite di Tronchetti), ha elargito dividendi monsters e ha pagato miliardi di euro in interessi al sistema bancario.
Il passaggio al governo Prodi ha accelerato un meccanismo che ha obbligato Tronchetti a vendere la sua impresa. La pressione governativa ha costretto l’imprenditore alla vendita (anche perche’ coinvolto nello scandalo intercettazioni)
L’Italia vende a Telefonica una buona parte di Telecom anche se in cordata compaiono soci finanziari quali Generali, Mediobanca, Intesa e Benetton .
Gli spagnoli investiranno circa 3,5 miliardi per controllare di fatto Telecom Italia. Enel ha investito molti piu’ soldi per Endesa.
Fra pochi anni vedremo chi ha fatto l’affare migliore!
Dal punto di vista della Borsa........
Pirelli potrebbe valere tranquillamente oltre l’euro. Camfin potrebbe andare a 2,1 euro. Camfin possiede il 25.5% di Pirelli.
Se supponiamo che la Pirelli vada a 1,05 euro la capitalizzazione corrisponderebbe a 5.5 miliardi di euro.
La partecipazione di Camfin varrebbe quindi 1,4 Miliardi di euro. Vi sono poi altri assets valutabili intorno a 100 milioni di euro.
I debiti ammontano a 580 milioni di euro.
Il valore netto e’ pari quindi a circa 900 milioni di euro. A tale valore applichiamo uno sconto holding del 15% e otteniamo 770 milioni contro una capitalizzazione di 700 milioni (1,90).
Camfin, presente in portafoglio, la metteremo in vendita a 2,10 euro.
Ricordo che Camfin e’ detentrice di call su 44 milioni di azioni Pirelli scadenza dicembre 2007.
TERZA OPERAZIONE. TELECOM TELEFONICA
VALUTE E MACROECONOMIA

Grafico euro yen a 5 anni

Grafico Dollaro Yen a 5 anni

Grafico Dollaro euro a 5 anni
Pil americano al 1,3% nel primo trimestre. Il dato non certo confortante. La crisi dell’immobiliare pesa sulla economia americana.
L’indice di fiducia del Michigan tuttavia e’ risultato un po’ meglio delle attese.
Il dollaro continua a indebolirsi nei confronti dell’euro ma il movimento sembra sotto controllo.
Il dollaro debole aiuta l’esportazione americana e potrebbe far accelerare la loro economia nella seconda meta’ dell’anno.
La Fed sta riuscendo a far sostituire le perdite immobiliari con gli utili di borsa ai consumatori americani.
Grande preoccupazione potrebbe arrivare da un aumento importante del prezzo del petrolio. In quanto il deficit commerciale peggiorerebbe, il consumatore americano ridurrebbe le spese e il dollaro si indebolirebbe ulteriormente.
Da tenere sotto controllo il prezzo.
Sembra proprio essere la borsa americana quella destinata a sovraperformare quella europea nei prossimi mesi. E il dollaro, da tutti bistrattato, potrebbe risvegliarsi non appena si stabilizzera’ il differenziale tassi fra Europa e USA. Attualmente la tendenza e’ infatti per tassi europei in salita e americani in discesa.
Quando in Europa non saliranno piu’ i tassi e in Usa li avranno abbassati il dollaro potrebbe riprendersi anche in maniera significativa.
Il carry trade continua (l’euro e’ calamita’ di liquidita’)
L’euro ha toccato i massimi nei confronti della valuta nipponica.
Il dollaro gioca con i minimi storici nei confronti dell’euro
Il dollaro si sta rivalutando anche nei confronti dello Yen
Fino a quando il carry trade continua le borse saranno positive. Ma vedendo i grafici bisogna porre molta attenzione.
Per riassumere:
La borsa dovrebbe continuare a performare fino a quando:
1) Il carry trade continua
2) Il dollaro non si svaluta troppo rispetto all’euro
3) I rendimenti obbligazionari continuano a rimanere in salita (i corsi scendono)
4) Il prezzo del petrolio non si alza troppo
Porre la massima attenzione a queste variabili e ricordarsi che il movimento di correzione dei corsi di borsa, quando accadra’, sara’ repentino.
Nel frattempo il consiglio e’ di rimanere investiti e applicare gli stop loss.
Nel portafoglio, come al solito, sono indicati anche i prezzi di vendita dei titoli.
VALUTE E MACROECONOMIA
LA MASCELLA DELLA MORTE

La mascella della morte e’ una particolare configurazione di analisi tecnica.
Mette in relazione l’andamento del prezzi di borsa con quello dei prezzi delle obbligazioni decennali.
In momenti di crescita economica i prezzi delle azioni salgono e tendono a salire anche i tassi di interesse (e quindi a scendere i corsi delle obbligazioni).
E’ evidente che questo processo tendera’ prima o poi a invertirsi. Infatti piu’ i tassi di interesse sono alti e piu’ sara’ conveniente per l’investitore il mercato obbligazionario, senza contare che le aziende si approvvigionano sul mercato dei capitali a costi piu’ alti e quindi gli utili tendono a ridursi in presenza di bassa crescita economica.
Economia in crescita e tassi di interesse in crescita non sono sostenibili per lungo tempo.
Il grafico mostra come bisogna porre molta attenzione ai corsi azionari e obbligazionari in questa fase.
Prima o poi la Mascella si chiudera’ bruscamente e bisogna evitare di essere dentro.
E' ovvio che la mascella potrebbe chiudersi solo da un lato (ovvero con una discesa dei tassi, e quindi una risalita dei prezzi delle obbligazioni, senza che si verifichi una discesa dei prezzi delle azioni. Tuttavia la correlazione fra le due variabili e' molto forte, quindi il movimento e' solitamente corale.
LA MASCELLA DELLA MORTE
TORO FORTISSIMAMENTE TORO

I mercati continuano a salire e ogni giorno raggiungono nuovi massimi.
-I mercati obbligazionari continuano a soffrire.
-La svalutazione del dollaro e’ sotto controllo
-Le trimestrali americane sono al di sopre delle attese (ieri Microsoft E Ford hanno avuto risultati molto buoni)
-Mergers e Fusioni tengono banco
-I fondi Private equity immettono liquidita’ sul mercato
-La crescita europea e’ piu’ alta di quella americana
-Arrivano grossi flussi di liquidita’ dall’oriente
Tuttavia la crescita dei listini e’ piu’ alta rispetto alla crescita degli utili aziendali.
Questa situazione impone prudenza.
La bolla di liquidita’ tende a spingere piu’ del dovuto i mercati.
Quando le motivazioni del rialzo si ridurranno i mercati tendereranno a scendere piu’ del dovuto!
IL CONSIGLIO E’ DI CAVALCARE DILIGENTEMENTE I MERCATI.
TORO FORTISSIMAMENTE TORO
LA ZAMPATA DEL LEONE

Generali e il gruppo ceco PPF, attraverso la controllata Ceska Pojistovna, hanno siglato un accordo per una joint-venture in cui confluiranno gli asset assicurativi dell'Europa Centro-Orientale dei due gruppi.
Generali avrà il 51% della nuova società, mentre a PPF andrà il 49%, spiega una nota.
L'accordo valuta Ceska Pojistovna 3,6 miliardi di euro, mentre gli asset conferiti da Generali hanno un valore di 1,5 miliardi . Oltre al conferimento degli asset Generali corrisponderà a PPF 1,1 miliardi di euro, finanziati con risorse interne.
Per Generali l'operazione, che sarà completata nella seconda metà del 2007, comporterà nel 2008 una crescita dell'utile calcolato con gli standard Ifrs del 2,2%.
La società stima che i rating sulla solidità finanziaria restino invariati.
Stando ai dati pro forma del 2006 la nuova joint-venture ha premi complessivi per 2.627 milioni di euro, un utile netto di 305 milioni e circa 9 milioni di clienti.
I due gruppi saranno pariteticamente rappresentati nel cda. L'AD di Generali Sergio Balbinot sarà il presidente mentre il numero uno di Ceska Pojistovna, Ladislav Bartonicek, sarà l'AD.
Il fondatore e azionista di PPF, Petr Kellner, sarà proposto per il cda di Generali nell'assemblea del 28 aprile
Operazione molto bella del Leone di Trieste. Alla possibilita’ che il titolo assicurativo salga per motivi speculativi vengono affiancati motivi fondamentali.
Nei prossimi giorni e’ possibile che alcuni brokers rivedano al rialzo le stime sulla societa’. Vedremo anche cosa’ diranno alla assemblea di sabato.
LA ZAMPATA DEL LEONE
IL MERCATO DA INIZIO ANNO

Qui di seguito trovate
i titoli dell'indice principale (prima colonna)
il prezzo di ieri (seconda colonna)
la variazione da inizio anno (terza colonna)
la variazione rispetto alla variazione dell'indice Mibtel da inizio anno.
Come vedete le sorprese sono molte.
1)Ben 12 titoli mostrano una performance negativa da inizio anno.
2)22 titoli su 40 hanno sottoperformato l'indice Mibtel.
3)L'indice Mibtel e' positivo del 6,54% da inizio anno
4)10 titoli hanno avuto performance superiori al 10% da inizio anno.
5)La Star e' ovviamente Fiat con un rialzo del 50%
6)interessante e' la performance di Unicredito (si rafforza per una operazione di merger?)
7)Capitalia, Mediobanca sono fra i i titoli piu' penalizzati da inizio anno
ALITALIA A 0,9082 -13,34 % -19,88
BENETTON GROUP 13,006 -10,09 % -16,63
MEDIASET 8,26 -8,12 % -14,66
TENARIS 17,406 -7,78 % -14,32
G ED LESPRESSO 3,86 -6,54 % -13,08
B P MILANO 12,284 -6,49 % -13,03
MEDIOBANCA 17,138 -4,15 % -10,69
LOTTOMATICA 30,22 -4,00 % -10,54
ENI 24,6 -3,45 % -9,99
TELECOM ITALIA 2,216 -3,23 % -9,77
CAPITALIA 7,045 -1,74 % -8,28
PARMALAT 3,25 -0,31 % -6,85
GENERALI ASS 33,65 1,14 % -5,40
B M.PASCHI SIENA 4,97 1,30 % -5,24
MONDADORI 8,024 1,31 % -5,23
ALLEANZA ASS 10,35 2,45 % -4,09
STMICROELEC.N.V 14,662 4,25 % -2,29
MEDIOLANUM 6,462 4,63 % -1,91
BULGARI 11,308 5,19 % -1,35
INTESA SANPAOLO 6,166 5,40 % -1,14
AUTOGRILL 14,746 5,87 % -0,67
SEAT PAG GIALLE 0,4798 6,27 % -0,27
UNIPOL 2,92 6,92 % 0,38
TERNA 2,757 7,28 % 0,74
UBI BANCA 22,35 7,35 % 0,81
FONDIARIA-SAI 39 7,59 % 1,05
ENEL 8,41 7,61 % 1,07
AUTOSTRADE 23,55 8,08 % 1,54
FASTWEB 47,18 8,91 % 2,37
BUZZI UNICEM 23,56 9,38 % 2,84
LUXOTTICA 25,7 10,40 % 3,85
FINMECCANICA 23 11,98 % 5,44
SNAM RETE GAS 4,828 12,33 % 5,79
B P VR E NO 24,42 12,43 % 5,89
B P ITAL 12,188 12,84 % 6,30
UNICREDITO 7,541 13,57 % 7,03
AEM 2,96 16,86 % 10,32
SAIPEM 23,28 17,82 % 11,28
PIRELLI & C 0,8991 19,05 % 12,51
FIAT 21,61 49,36 % 42,82
IL MERCATO DA INIZIO ANNO
GALASSIA IN MOVIMENTO

Partiamo da Alleanza e costruiamo il teorema che potrebbe portare al rialzo di borsa della galassia Mediobanca nelle prossime settimane.
Ruffolo, per l’ennesima volta decide di non decidere sul miliardo di euro in eccesso in pancia ad Alleanza.
Facciamo una ipotesi di lavoro
- L’operazione Palladio Fingruppo vediamola come operazione ostile nei confronti di Intesa/San Paolo e a favore di Capitalia, Mediobanca e Generali.
- La rottura dei rapporti fra Intesa e Mediobanca porterebbe alla rottura della joint venture Alleanza/Intesa
- Intesa San Paolo potrebbero sostituire la joint venture con Eurizon/Fideuram facendo felice l’antitrust
- Alleanza riceverebbe una buona uscita molto cospicua da Intesa che andrebbe a sommarsi al miliardo di euro di free capital che la compagnia ha a disposizione degli azionisti.
- Generali possiede il 50,4% di Alleanza
- Alleanza capitalizza 8,7 miliardi di euro (ma la capitalizzazione scenderebbe a 8,2 miliardi dopo il pagamento di dividendo di maggio)
- Lanciare un’operazione di acquisto su Alleanza a 11 Euro ex dividend (di cui Generali ne incassera’ 250 milioni) costerebbe a Generali circa 4,5 Miliardi di euro (ipotesi piu’ accreditata).
- Ma Alleanza avrebbe in cassa circa 3 miliardi se uscisse dalla joint venture con Intesa e generali comprandola potrebbe utilizzarli.
- Generali non dovrebbe piu’ vendere Nuova Tirrena
- In alternativa Alleanza potrebbe investire la liquidita’ in operazioni di crescita strategica fuori dall’italia (ipotesi difficile)
- Oppure potrebbe distribuire tutta la cassa (ipotesi poco probabile)
Il postulato alla base di questo ragionamento e’ la rottura dei rapporti fra Intesa/San Paolo e Mediobanca.
Ricordo la mossa di Santander (che ha il dente avvelenato con San paolo) di essere presente nell’azionariato di Capitalia, Generali e Mediobanca
Ricordo che Geronzi (Capitalia) si e’ rivelato piu’ volte aperto agli spagnoli.
Botin (Santander) e’ in ottimi rapporti con i francesi di Groupama e Bollore’ che potrebbero quindi essere contro Intesa.
L’altro grande azionista di Mediobanca e Generali e’ Unicredito . Profumo non e’ molto contento dello strapotere di IIntesa e qundi dovrebbe essere ben felice di vedere Intesa indebolita a favore del duo franco spagnolo.
Doris, azionista di Mediobanca non e’ in ottimi rapporti con Intesa e appoggera’ senza dubbio la cordata Lombardo Veneta.
Gnutti e Lonati (che fin dai tempi di Fiorani avevano in mente la Generali) hanno rispolverato un antico sogno decidendo di sbattere le porte in faccia a Bazoli.
Sbattere le porte in faccia a Bazoli potrebbe rivelarsi molto pericoloso se Prodi avesse il controllo politico dello stato italiano.
Invece la nascita dei Democratici e l’avvicinamento di Berlusconi a Dalema/Fassino e Rutelli fa pensare che il governo di Prodi ha i mesi contati.
Berlusconi tratta con Intesa per Telecom ma potrebbe essere un diversivo.
Il vero rapporto per Telecom e’ quello in mano a Mediobanca/Generali che hanno il diritto di prelazione sulle quote di Olimpia.
Infatti i veri contatti sembrano essere quelli con la Lehman di Magnoni e la Immsi di Colannino ai quali potrebbe aggiungersi Fininvest ma senza il supporto di Intesa.
Infatti la domanda e’ ….ma quale ruolo pretende Intesa in una partita che con lei ha ben poco a che fare.
L’unico motivo per cui Intesa e’ coinvolta e’ il legame con Prodi e le garanzie che il governo potrebbe dare (tramite Intesa) ai compratori sul destino e sul prezzo dello scorporo della rete.
Il ricatto di Prodi potrebbe pero’ essere alla fine se i democratici (supportati da Berlusconi) decidessero di mandarlo a casa.
A quel punto le regole per Telecom tornerebbero in mano a Dalema e Colannino sarebbe avvantaggiato…e unito al Cavaliere di Arcore.
Non e’ un caso che la Unipol di Salvatori (e Dalema) si e’ detta interessata a rimanere azionista della nascente Palladio/Fingruppo.
Per Intesa e per San Paolo non resterebbe che …..piangere.
Perderebbero il controllo di Telecom, Generali, Mediobanca Fingruppo in un batter d’occhio.
Confindustria si e’ stufata dell’ingerenza della politica nell’economia.
De Agostini appoggerebbe il gruppo lombardo veneto nel controllo di Generali
Benetton sarebbe nella partita vicino a Palladio.
GALASSIA IN MOVIMENTO
LA FINE DI SOCRATE!

Il progetto Socrate e’ stato portato avanti da Telecom negli anni 90.
Qui di seguito vi riporto un brano scritto nel 1998 (9 anni fa).
Sembra impossibile che oggi si parli di rinnovare la rete e di bisogno della fibra ottica. Telecom gia’ dispone delle infrastrutture in tutte le principali citta’.
E’ evidente che i lavori di cablatura non finirono mai a suo tempo.
Oggi Telecom sarebbe all’avanguardia e Fastweb non avrebbe clienti, probabilmente sarebbe fallita…
Ma a che punto e’ il progetto Socrate. In qualita’ di cittadino o di azionista Telecom avrei il diritto di saperlo.
Ricordo che negli anni 90 i cittadini sborsarono 8 mila miliardi per tale infrastruttura (a quel tempo la Telecom era statale quindi anche nostra….). Credo che gli italiani debdano essere messi a conoscenza dei risultati di quegli investimenti
Il progetto Socrate non è morto
di Davide Pellegrino 1998
Il cablaggio delle città con le fibre ottiche non è stato sospeso a favore della tecnologia ADSL. In realtà le due tecnologie saranno utilizzate insieme: doppino di rame e fibra ottica convivranno sotto le strade delle città italiane.
Socrate non è morto. La notizia che la cablatura delle città italiane con i cavi a fibre ottiche è sospesa è, in realtà, una mezza verità. Il cablaggio sarà completato entro i prossimi tre anni, ma si fermerà ai portoni delle case degli utenti. Negli stabili, la cosiddetta cablatura verticale, sarà adottata la tecnologia ADSL, che viaggia ad alta velocità sul doppino di rame.
Il progetto Telecom che deve portare velocità e alta capacità di trasmissione di dati e fonia nelle nostre case, quindi, continua, integrando l'ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Loop) che trasmette il segnale sugli stessi cavi della telefonia tradizionale. Se abitate in una delle 64 città attraversate dal "serpente blu"della fibra ottica potrete collegarvi a Internet utilizzando un cable modem e la linea del telefono con una capacità di 64 Kb/s in trasmissione e 1,5 Mb/s in ricezione. Il tutto grazie all'integrazione tra le diverse tecnologie ora disponibili: ATM e ADSL, appunto. "Secondo il programma in corso - promette la Telecom - a fine 1998 le case raggiunte saranno circa 2 milioni e mezzo. Entro il 2000 saranno 5 milioni". Gli utenti, oltre all'accesso Internet ad alta velocità, potranno usufruire dei servizi di Pay Tv e Pay Per View, utilizzando terminali differenti (Pc, apparati di videocomunicazione, tv). Per i grandi utenti (industrie, banche, assicurazioni) vengono offerti accessi a 34 Mb/s. La cablatura in fibra, quindi, continua anche in
questa nuova fase e Telecom conferma che "con l'uso delle nuove tecnologie sarà possibile dare subito il servizio a chiunque e aggiornare gradualmente la rete".
LA FINE DI SOCRATE!
DANE' FAN DANE'

Un vecchi detto milanese ci ricorda che i soldi si fanno solo quando si hanno i soldi.
I poveri sono destinati a rimanere poveri.
I debiti servono all’impresa per espandere la sua attivita’ e la sua redditivita’.
Quando i debiti servono per pagare le vacanze, il televisore o l’automobile possiamo tranquillamente affermare che la speranza per una famiglia , di migliorare la condizione economica e’ ridotta al lumicino.
Solo risparmio, investimento, e rischio danno delle opportunita’. Tutto il resto sono frottole
27150 euro e’ il debito procapite che abbiamo se dividessimo il debito pubblico per ogni italiano.
Le societa’ di credito al consumo ci dicono che il debito familiare verso le societa’ di credito al consumo e’ fra i piu’ bassi nel mondo occidentale.
Verissimo…ma se sommassimo anche quei 27.000 euro le statistiche sarebbero di gran lunga diverse.
La forza dell’Italia e’ sempre stato il risparmio. La debolezza il debito pubblico.
Oggi il debito pubblico rimane altissimo (la spesa per interessi e’ prevista in forte aumento per quest’anno), il Governo ci riduce le pensioni e ci obbliga ad utilizzare il TFR (forma di risparmio che dal 1 gennaio non c’e’ piu’!)
Le societa’ di credito al consumo ci spingono ad indebitarci.
Il sistema non puo’ continuare nel lungo termine.
Ricordo che la forza della Cina e’ il risparmio. Non l’indebitamento.
DANE' FAN DANE'
NOZZE LOMBARDO VENETE - FERAX

(Per gentile concessione C.C.)
Il 16 marzo scorso il salotto buono del Triveneto ha puntato una fiche importante sul futuro delle Generali in vista dell’assemblea del Leone che si terrà sabato a Trieste.
I gruppi Amenduni, Finanziaria Internazionale, Palladio Finanziaria e Veneto Banca hanno infatti concentrato in una società, la Ferax (in latino vuol dire fecondo), di cui posseggono l'intero capitale, le loro azioni in Generali pari allo 0,4% della compagnia. L’obiettivo della newco (che ha un patrimonio netto di circa 170 milioni ed è partecipata con quote del 30% ciascuno dai Amenduni, Finint e Palladio mentre Veneto Banca detiene il restante 10%) è ufficialmente quello di effettuare investimenti, prevalentemente in titoli quotati. Ecco perchè la prima operazione si è concentrata sulla compagnia triestina perchè, aveva sottolineato lo stesso presidente Maurizio Amenduni, «il titolo Generali costituisce una buona opportunità a medio termine in un settore caratterizzato da buone prospettive». I soci di Ferax si sono però subito dichiarati disponibili a valutare l’ampliamento del capitale a un ristretto numero di investitori qualificati «che ne condividano filosofia e orizzonte di investimento». Il pacchetto complessivo, oggi limitato allo 0,4%, potrebbe dunque crescere con l'arrivo di altri conferimenti di azioni in modo da poter pesare, di certo più delle singole quote in mano a ciascuno dei soci di Ferax, all'assemblea del 28 aprile delle Generali. In Ferax che già esisteva ma era una scatola vuota sono entrati i nomi noti della finanza veneta: oltre agli Amenduni, a Palladio e a Veneto Banca c'é infatti la Finint di Conegliano Veneto fondata da Enrico Marchi, presidente di Save (l’aeroporto di Venezia), e guidata da Andrea De Vido, nome che da sempre è associato al mondo delle cartolarizzazioni.
NOZZE LOMBARDO VENETE - FERAX
NOZZE LOMBARDO VENETE - PALLADIO

(Per gentile concessione C.C.)
Con il matrimonio fra Fingruppo e Palladio Finanziaria Emilio Gnutti ha mandato ko la Grande Mittel di Giovanni Bazoli, ovvero il sogno del professore di unire insieme la sua holding con la bresciana Hopa controllata, appunto da Fingruppo (che a sua volta controlla il 100% di Holinvest, la holding che ha in portafoglio il 3,7% del capitale di Telecom Italia). Ma chi sono i nuovi alleati del Nord Est che hanno tirato le fila del blitz di lunedì?
Nata nel 1982 per offrire servizi di consulenza in finanza ordinaria e straordinaria, la Palladio ha fatto il salto dimensionale fra il 1998 e il 2001 grazie all’ingresso di Efibanca, Veneto Banca e altri soci industriali.
Oggi è una delle più importanti società di merchant banking del Triveneto con circa 200 milioni di mezzi propri, opera nel campo della finanza d'impresa, sia in qualità di consulente su tematiche di corporate finance e di finanza agevolata, sia come investitore nel capitale di rischio. La società ha sedi operative a Vicenza e Milano ed è guidata dai consiglieri delegati Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo (che è anche vicepresidente), azionisti storici nonchè fondatori della società.
Il primo porta in dote un curriculum invidiabile: dall’83 al ’95 ha lavorato in Mediobanca nel Servizio Partecipazioni e Affari Speciali, dove viene nominato dirigente nel 1992. Tre anni dopo Drago viene arruolato in Gemina, la holding della famiglia Romiti, con la qualifica di assistente al Presidente e di responsabile delle partecipazioni. E’ in quegli anni che il manager cura la ristrutturazione della finanziaria e la dismissione di tutte le partecipazioni non industriali che si conclude con la costituzione di Hdp (la ex Rcs) nel marzo 1997. In Hdp seguirà l’area pianificazione e controllo fino all’ottobre del ’98 per poi trasferirsi definitivamente in Palladio come amministratore delegato. Fra i vari incarichi ricoperti negli ultimi anni Drago vanta anche la persenza nei cda di Rcs, Cartiere Burgo, Fila Holding, Valentino, Gft, Compass e Marcolin.
Vicentino doc, Meneguzzo ha invece cominciato come commercialista per poi diventare nel 1980 socio fondatore di Palladio Leasing, società di leasing operante nel Trivenento il cui controllo è passato agli inizi degli anni 90 a Mediobanca. Nel 1982 Meneguzzo ha preso il timone Palladio Finanziaria SpA ma in passato è stato anche membro del Collegio Sindacale di Fondazione Cariverona.
Sulla poltrona di presidente siede, invece, Roberto Ruozi: ex rettore dell’Università Bocconi di Milano da sempre in “orbita Gnutti”, Ruozi attualmente è anche presidente di Mediolanum a fianco del fondatore Ennio Doris.
Nel capitale di Palladio, la cui maggioranza assoluta è nelle mani del management, ci sono anche altri pilastri della finanza del Nord Est: Antonveneta (1,1%), Veneto Banca (9,9%), Popolare di Verona (al 9,9% tramite Efibanca, l’ex controllata della Popolare di Lodi) e diversi soci privati. Nel consiglio di Palladio siedono, inoltre, l’industriale siderurgico Maurizio Amenduni, Ettore Riello, Franca Benetton e Alessandro Ricci.
Le prossime mosse di Palladio-Fingruppo saranno, dunque, decisive per comprendere gli assetti futuri dei salotti finanziari italiani. L’asse veneto, una volta legato da Silvano Pontello e la sua Interbanca, oggi trova dunque in Palladio un possibile erede. Secondo quanto previsto dagli accordi quadro tra la holding di Gnutti e la finanziaria guidata dal tandem Drago-Meneguzzo, le linee strategiche e le operazioni più rilevanti della nuova società (che avrà mezzi propri per un miliardo e partecipazioni per 2,5 miliardi) saranno decise congiuntamente da bresciani e vicentini, mentre la gestione operativa sarà riservata a Palladio.
NOZZE LOMBARDO VENETE - PALLADIO
NOZZE LOMBARDO VENETE - AMENDUNI

(Per gentile concessione di C.C.)
A Vicenza gli Amenduni sono una celebrità. E non solo perchè hanno fondato un impero siderurgico (le Acciaierie Valbruna), fiore all’occhiello dell’economia locale sopravvissuto con onore alla crisi dl settore degli anni Ottanta. Ma anche perchè siedono nei salotti che contano. Come quello di Mediobanca di cui la famiglia è azionista con lo 0,77% ed è anche socia del patto di sindacato: il debutto nel salotto dei grandi soci di Piazzetta Cuccia risale, infatti, al 2004.
Gli Amenduni sono finiti alla ribalta delle cronache finanziarie recentemente per il trading su azioni Banca Intesa e sul titolo Telecom Italia.
Gli Amenduni sono spariti dal libro soci all’ultima assemblea del 16 aprile anche se risultavano fino a un anno fa nella top ten degli azionisti con l’1,39 per cento.
A ciò si aggiunge, infine, la presenza nella newco Ferax, che custodisce lo 0,4% delle Generali, a fianco di Palladio e Veneto Banca.
Attività e interessi variegati del gruppo hanno, di recente, imposto una profonda riorganizzazione del gruppo.
La struttura vede, infatti, due holding di riferimento: la Valbruna holding e la Amenduni acciaio.
La prima, contenitore degli asset industriali del gruppo, è presieduta dal capofamiglia Nicola (classe 1918) ma gestita dai cinque figli, Michele, Ernesto, Massimo, Maurizio e Antonella. La holding vedeva il 100% del capitale diviso tra la Amenduni acciaio socia al 44,34%, la famiglia al 26% (suddiviso in quote del 5,2% tra i cinque fratelli Amenduni), mentre il restante pacchetto del 25% era di proprietà della Sefi, società di diritto lussemburghese. Con il riassetto è scomparsa la scatola del Granducato che ha venduto il pacchetto alla Amenduni acciaio, diventato così socia al 70%.
La parte più consistente del riassetto ha invece coinvolto il braccio finanziario della famiglia, la Amenduni acciaio, cassaforte anche del 14,99% nel gruppo immobiliare Aedes. E’stata dunque accorciata la lunga catena societaria che vedeva sotto la holding altre società finanziarie operative con l'accorpamento della Vi-Fin e della ITH srl in Amenduni acciaio. Sotto il cappello della holding è infine finita la Siab, ovvero il veicolo utilizzato dalla famiglia Amenduni per fare trading in casa Telecom e Banca Intesa.
NOZZE LOMBARDO VENETE - AMENDUNI
OPA OSTILE

Royal Bank of Scotland, Fortis e la spagnola Santander lanciano un’operazione ostile su ABN AMRO.
L’offerta e’ di 39 Euro rispetto ai 36,25 Euro offerti due giorni fa da Barclays.
E’ una delle prime operazioni veramente ostili nel mercato europeo.
Per ostile, non intendiamo contro la volonta’ delle istituzioni ma contro la volonta’ del management della banca.
Ricordo che due giorni fa ABN AMRO aveva accettato l’offerta di Barclays.
L’Italia guarda con estremo interesse all’operazione. Infatti i destini di Capitalia sono nelle mani di Santander e Botin.
Se la cordata anti Barclays avesse il sopravvento ABN verrebbe smembrata e agli spagnoli toccherebbe la quota di Capitalia e probabilmente Antonveneta.
Santander avrebbe oltre il 10% della banca romana.
Sarebbe la vendetta di Botin verso Intesa/San Paolo.
Ricordo che gli spagnoli, azionisti di San Paolo, furono messi alla porta senza troppi complimenti da Bazoli durante il processo di fusione con San Paolo (mentre diverso trattamento ricevettero i francesi di Credit Agricole che rilevarono Cariparma, Friulandria piu’ un numero rilevante di sportelli da Intesa).
Gli spagnoli furono accantonati in un angolo…..
Botin ha cercato in questi mesi, di rientrare in Italia con un ruolo da protagonista.
Bollore e Geronzi gli hanno dato una mano e gli hanno offerto un ruolo da protagonista nel salotto buono italiano.
Botin e’ azionista in Mediobanca, Capitalia e Generali (come Palladio e Fingruppo….rileggete l’articolo di ieri…nozze lombardo venete…).
Sempre piu’ difficili risultano i rapporti fra INTESA SANPAOLO E MEDIOBANCA.
Siamo alla resa dei conti? La spartizione del salotto buono potrebbe essere vicino.
Ci vorranno forse dei mesi ma la partita e’ apertissima.
Avendo da mesi suggerito di posizionarsi sulla galassia Mediobanca Capitalia, Generali, Mediolanum, Unicredito…siamo forse giunti a un punto di svolta.
OPA OSTILE
RETELIT

ASTA MULTIMEDIA PER IL WIMAX
C'è un'altra asta multimediale che sta per scattare e vede in campo personaggi importanti. Riguarda le frequenze per il WIMAX, la tecnologia per l'accesso a internet che riduce i costi di trasmissione e utilizza i ponti radio. WIMAX non è la sigla di un supermercato, ma l'acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access. Con una singola antenna si può coprire un'area di 50 km e utilizzare una banda che trasmette i dati alla velocità di 74 megabits per secondo. Entro giugno il ministro Gentiloni dovrà assegnare le frequenze.
Non sarà una gara miliardaria e pazzesca come quella dell'Umts, perchè con 3 milioni di euro si potrebbe portare a casa una delle nuove autostrade di internet. Il boccone però è appetitoso e foriero di nuovi business. Non a caso è sceso in campo ieri Ruggiero Magnoni, il banchiere di Lehman Brothers che ha sempre accompagnato Colaninno negli affari e che nel 1995 aiutò Berlusconi ad andare in Borsa. Magnoni, nato nel '51 ad Alp in Spagna, è un uomo dal naso lungo e sa fiutare il business. Adesso - come spiega il quotidiano "MF" - ha comprato il 75% della società Aft che opera nella banda larga per gli aeroporti e le autostrade. Insieme a lui sono entrati con piccole quote Marco De Benedetti e Guglielmo Tabacchi della società 2G Investimenti.
Tabacchi (Safilo) fu socio importante in Antonveneta. In Safilo e’ presente Doris come consigliere indipendente….
In settimana ci sara’ l’assemblea Retelit. Il titolo, che vede come presidente Ruozi (lo stesso di Palladio e di Mediolanum…).
Il titolo ha un azionariato diffuso e annovera fra i suoi soci rilevanti
La Sirti di Sposito (ex Fininvest, nonche’ gestore del fondo Clessidra)
La Site (5%) societa’ telefonica del gruppo Telecom.
Potrebbe Magnoni essere interessato a rilevare l’azienda milanese?
RETELIT
NOZZE LOMBARDO VENETE

Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo sono gli artefici della piu’ intrigante operazione del 2007. Fingruppo e quindi Hopa, avrebbe dovuto finire sotto il controllo di Mittel. La nuova Mittel con Caboto, IMI e Banca Leonardo avrebbe creato dei seri problemi alla vecchia Mediobanca e di conseguenza al controllo di Generali stessa.
Bazoli (e Prodi) erano molto caldi sull’operazione, Dalema remava contro.
Si dice infatti che sia stato lui ha convincere Unipol a mettersi di traverso sull’operazione Grande Mittel.
Capitalia e Unicredito erano anche loro contrarie alla grande Mittel in quanto azioniste di Mediobanca e Generali e competitor di Intesa/San Paolo.
Le due banche hanno sempre guardato in cagnesco l’avvicinamento di Bazoli e Bernheim (Generali).
Ieri sera il colpo di scena. La fusione fra Palladio e Fingruppo.
La creazione di Palladio-Fingruppo e’ un tassello di fondamentale importanza per capire i futuri sviluppi del capitalismo italiano.
Tramite Palladio/Fingruppo passeranno importanti decisioni strategiche che decideranno le sorti future delle galassie MEDIOBANCA, GENERALI, FININVEST, BENETTON, CAPITALIA, MEDIOLANUM, RCS, TELECOM….
Ma andiamo per gradi…..
Chi sta dietro a Solux e alla sua controllata Palladio?
Facciamo un po’ di nomi…
Roberto Ruozi (docente Bocconi, vicino a Dall’occhio che e’ sempre stato vicino al gruppo Gnutti)
Meneguzzo e Drago, storici azionisti privati della Palladio
Antonveneta
Venetobanca
Efibanca (ex pop. Lodi)
Amenduni
Benetton
Vediamo qui di seguito un po’ di intrecci azionari e di relazionI …per capire la formazione di questo nuovo salotto della finanza (apparentemente non in concorrenza ma in simbiosi con il piu’ blasonato salotto di Mediobanca).
-Berlusconi e’ stato socio di Hopa
-Doris e’ socio di Berlusconi
-Doris e’ socio di Mediobanca
-Ruozi e’ Presidente di Palladio
-Ruozi e presidente di Banca Mediolanum di Doris
-Amenduni e’ socio di Generali (con Palladio- tramite Ferax))
-Amenduni e’ socio di Telecom
-Amenduni e’ socio di riferimento di Aedes
-Berlusconi e’ socio di Aedes
-Maggior azionista di Aedes e’ la Famiglia Castelli
-Precedentemente Aedes era di proprieta’ di Zunino
-Zunino e’ in affari con Aedes
-Zunino e’ importante socio di Mediobanca
-Hopa e’ socio di Telecom
-Amenduni e’ socio di Mediobanca
-Berlusconi e’ socio di Capitalia
-Berlusconi e’ socio di Mediobanca (rilevando un pacchetto di Coppola???)
-Berlusconi vorrebbe entrare in Telecom
-Mediobanca e’ socio di Telecom e Generali
-Generali e’ socio di Telecom
-Capitalia e’ socio di Mediobanca
Santander e’ socio di Mediobanca, Generali e Capitalia
Benetton e’ vicino a Palladio (presente nel CDA Franca Benetton)
Santander e’ vicina ai francesi di Bollore’ e Groupama.
L’asse veneto (una volta legato da Silvano Pontello e la sua Interbanca) oggi trova in Palladio un possibile erede.
Doris, Berlusconi, Amenduni, Benetton, Lonati, Gnutti tutti felicemente insieme.
La toscana, nonche’ dalemieana Unipol e la romana Capitalia sostengono l’asse Lombardo veneto.
Unicredito di Profumo, impegnato in terra francese, guarda con benevolenza questa unione.
Tutti insieme a difesa del controllo di Mediobanca e Generali e soprattutto contro lo strapotere di Bazoli/Prodi/Zalesky.
Il ruolo di De Agostini e Pelliccioli, importanti azionisti di Generali e in affari con Mediobanca potrebbe essere determinante in questa partita.
La vicinanza a Mediobanca (vedi l’acquisto delle cliniche di ligresti e la quota del 2% di Generali) fa pensare che siano piu’ legati a Piazzetta Cuccia che Intesa.
Altri importanti azionisti di Mediobanca sono il bergamasco Pesenti e l’oramai milanese Ligresti.
La partita per il controllo di Generali passa anche dai giornali, e in particolare da RCS.
Vi rimando al’articolo di ieri che ho scritto su RCS.
Ma vi faccio notare che due soci esterni al patto in RCS sono proprio Benetton e Rotelli. (Rotelli e’ vicino a Mediobanca, ha acquistato le quote dalla Popolare Italiana che e’ legata tramite Efibanca alla stessa Palladio….).
I due controllano quasi il 13% della sociata’.
Il patto RCS potrebbe rompersi…..Intesa finire in minoranza…
Il titolo RCs offre una interessante opportunita’ di acquisto.
Saltando il progetto Mittel lo stesso progetto Intesa/San paolo scricchiola e meritera’ delle rivisitazioni.
Bazoli potrebbe rompere la sua amicizia con Bernheim (Generali) e la stessa societa’ assicurativa Intesa/Alleanza e’ ad alto rischio.
Non e’ un caso che San Paolo/Intesa non hanno ancora deciso il da farsi su Eurizon..che potrebbe sostituire Alleanza.
L’asse economico, con il pieno coinvolgimento di Berlusconi, si puo’ ben proiettare sul mondo politico. La fine di Prodi e’ quasi scritta. Dalema potrebbe appoggiare Berlusconi e viceversa.
I furbetti del quartierino furono annientati da una parte dei poteri forti.
Antonveneta e BNL furono sacrificate dai poteri veneto/lombardi/toscani.
Le quote di Telecom e RCS sono tornate in mano al gruppo lombardo veneto….guarda caso in concomitanza della visita “eccezionalmente amichevole” ai Democratici Fassino - Dalema….
Meditiamo tutti…..ne vedremo delle belle…..
NOZZE LOMBARDO VENETE
HOT NEWS

CAPPELLO INGLESE SULL'OLANDESE ABN
Questa mattina gli olandesi hanno accettato 36,25 euro offerti dagli inglesi.
L'impatto su Capitalia e' tutto da valutare.
Conoscendo la strategia di Barclays in Italia prima del deal (una crescita tramite investimenti diretti in filiali e uomini) ritengo che Antonveneta possa rimanere sotto le ali inglesi.
Molto piu' difficile che gli inglesi siano interessati a rimanere in Capitalia.
Banco Santander (dopo la sconfitta con San Paolo subisce la sconfitta in terra di Olanda)potrebbe proporsi per rilevare la quota dell'istituto capitolino e aumentare la sua quota oltre il 10%.
Geronzi potrebbe essere daccordo...ma lo sara' anche Arpe e molta parte degli altri pattisti?
HOT NEWS
I TIMORI DI WILBUR ROSS

Wilbun Ross è un miliardario americano che deve la sua fortuna solo a se stesso.
E’ diventato famoso per aver salvato molte imprese dal fallimento e per le sue operazioni di Leveraged by out. E’ da ritenersi uno dei massimi esperti dell’attivita’ di private equity.
Proprio oggi che queste societa’ (vedi Blackstone) vogliono quotarsi lui afferma l’insostenibilita’ delle performance future di questi fondi.
In un articolo sul Financial Times sostiene che i prezzi pagati per le aziende da parte dei fondi di private equity hanno raggiunti picchi mai visti prima d’ora.
L’abbondante liquidita’ presente sul mercato e la non consapevolezza del rischio hanno portato ad una situazione insostenibile nel lungo termine.
Nei prossimi due anni prevede che i fallimenti societari aumenteranno in maniera significativa.
Come investitori di medio lungo periodo non possiamo che dagli ragione. Le quotazioni di borsa sono nella fascia alta rispetto ai fondamentali e durante il 2007 dovrebbero rientrare su valori piu' corretti.
Come investitori di breve/medio periodo dobbiamo pero’ notare che ci troviamo davanti a un processo di espansione dei multipli che non sappiamo quando terminera'.
ESPANSIONE DEI MULTIPLI
I mercati azionari saliranno ancora nel breve ma i tassi di crescita dei prezzi sono nettamente superiori ai tassi di crescita degli utili aziendali.
La crescita dei listini azionari e’ dovuta a
1) Liquidita’ presente nel mondo
2) Afflusso di liquidita’ nei fondi di private equity
3) La Cina che comincia ad investire liquidita’ nell’azionario europeo e americano
4) Il carry trade (indebitarsi in Yen/Franco Svizzero) e investire in Euro e USD
5) I tassi europei ancora in salita allontanano l’investitore dalle obbligazioni a medio/lungo e dai fondi monetari e obbligazionari
6) Il basso premio al rischio (credit risk) non premia l’investimento in obbligazioni di aziende con un profilo di rischio alto
7) La curva dei rendimenti piatta sfavorisce l’investimento a medio lungo termine in obbligazioni
8) La bassa inflazione
9) Operazioni di merger e fusioni
10) La fuga dai mercati immobiliari
Tutti questi motivi fanno si che nel breve la crescita dei corsi di borsa sia superiore alla crescita dell’economia.
Il fenomeno che si viene a creare e’ L’ESPANZIONE DEI MULTIPLI e una sovravalutazione temporanea dei mercati.
Il fenomeno lo conosciamo bene ma non sappiamo esattamente quando terminerà.
Il consiglio e’ di cavalcarlo con ferrea diligenza.
I TIMORI DI WILBUR ROSS
CORPORATE AMERICA

Le Trimestrali americane stanno uscendo e i risultati sono mediamente piu’ alti delle attese.
L’economia americana, grazie al rallentamento dell’immobiliare frena, ma gli altri settori crescono in maniera sostanziale.
I tassi di interesse stabili permettono di mantenere buoni tassi di crescita economica
Anche la svalutazione del Dollaro rispetto all’Euro aiuta le imprese anche se il rischio inflazione e’ sempre in agguato.
Il prezzo del petrolio si mantiene in trading range.
Il risultato e’ il nuovo record del Dow Jones oramai a un passao dai 13.000 punti.
Se l’America e’ contenta i mercati europei sono addirittura euforici.
Da noi i tassi di interesse a breve sono in rialzo, l’economia va bene e quindi anche i tassi a lunga salgono.
La salita dei tassi a lungo allontana gli investitori dal mercato obbligazionario.
Il mondo (specie la Cina e i paesi arabi) comprano Euro e non investendo in Obbligazioni ne in immobili, riversano la liquidita’ nelle azioni.
CORPORATE AMERICA
LA CRESCITA CINESE

La crescita cinese e’ stata pari all’11%. Troppo alta anche perche’ e’ una crescita data da investimenti e non da consumi.
Nei prossimi mesi la Cina sara’ obbligata a investire la liquidita’ all’estero, a rivalutare lo Yuan e ad alzare i tassi di interesse.
LA CRESCITA CINESE
BERLUSCONI APPLAUDE A........SINISTRA

Prodi annuncia che lascia a fine legislatura.
Fassino, Dalema, Veltroni, Rutelli……DS e Margherita provano a dare vita al Partito Democratico.
Berlusconi partecipa al dibattito politico, fa i complimenti alla sinistra democratica che lo applaude… Prove tecniche di disgelo!
Larghe intese……..Fini abbaia e Berlusconi sterza….
La partita e’ aperta.
Dalla politica all’economia….con la politica che gli da il lasciapassare Berlusconi potrebbe entrare in Telecom…anche senza comandare (per ora) e senza LA7 (che potrebbe finire a Pelliccioli!).
Potrebbe contare di piu’ in Mediobanca (oltre al 2% di Doris) e in Capitalia (dove Fininvest e’ al 1% e dove la partita ABN Amro potrebbe poi portare allo scontro finale sulla banca capitolina)
BERLUSCONI APPLAUDE A........SINISTRA
L'AUMENTO DI CAPITALE NON FA PAURA

Durante una bolla speculativa le aziende vengono comprate tenendo conto dei loro piani di crescita futuri. Le aziende lo sanno bene e ne approfittano per lanciare aumenti di capitale supportati da business plan di crescita. Gli investitori in questa fase di mercato tendono ad anticipare i risultati aziendali futuri che potrebbero derivare dall’aumento di capitale e dall’implementazione del business plan. Salvo poi far crollare le azioni in caso di mancato raggiungimento dei target.
Dea Capital lancia un aumento di capitale da 600 milioni di euro e il titolo, sulla notizia prende il volo.
Finmeccanica annuncia un aumento di capitale per crescere e il titolo non scende di un centesimo…
Snia annuncia un aumento di 40 milioni di euro e il titolo mantiene quotazioni elevate.
Se Immsi lanciasse un corposo aumento per comprare Telecom il mercato, dopo un primo scoramento farebbe salire il titolo….
A proposito di Immsi…..si vocifera che a 4 euro Colannino venderebbe la sua quota di Piaggio…..
Improvvisamente avrebbe 1 miliardo di euro da dedicare all’avventura telefonica.
Se ben vi ricordate l’imprenditore mantovano vendette Infostrada per comprare Telecom nel 1999. Oggi potrebbe fare lo stesso…corsi e ricorsi storici..o fantasia del sottoscritto?
RETELIT, deve investire molti soldi (che non ha) e potrebbe lanciare un aumento di capitale per pagare le frequenze WI Max a Luglio.
Il titolo potrebbe beneficiare dalla notizia di un aumento di capitale.
Nel caso non lo facesse potrebbe finire nelle mire di qualche raider che potrebbe entrare a sconto nel mercato del wi max (in Italia la sperimentazione e’ stata fatta da pochi fra i quali Fastweb, Telecom e Retelit).
Ricordo che Retelit e’ una vera public company. Sirti la controlla con una quota inferiore al 10%. La societa’ e’ facilmente scalabile.
La rete in fibra ottica che scorre lungo tutta l’Italia fa gola a molti. La reddivita’ aziendale e’ nulla…ma chi volesse costruire una tale rete dovrebbe investire molto di piu’ che la capitalizzazione di Retelit stessa.
L'AUMENTO DI CAPITALE NON FA PAURA
DEA CAPITAL - IL "PELLICCIA" ALLA RISCOSSA

E’ la nostra Blackstone italiana.
In settimana ha annunciato l’acquisto di oltre il 40% della Generale De Sante. L’azienda presente nel settore delle cliniche francesi.
L’operazione fortifica il rapporto con mediobanca e Ligresti.
Dopo la vendita di Toro a Generali, l’acquisto di una partecipazione in Generali, l’aiuto di generali per far partire i fondi della dea Capital….l’ennesima operazione fra compagni di merende.
Non spaventa l’aumento di capitale da 600 milioni anzi il titolo vola sui massimi in Piazza Affari.
Nelle prossime settimane potremmo sentirne delle belle…
Infatti:
Seat pagine gialle
a detta dello stesso CEO, Maiocchi, e’ in vendita. Il prezzo potrebbe essere 0,55 se si guardasse al valore delle vecchie pagine gialle cartacee e del servizio 12. Il prezzo potrebbe salire a 0,60 e anche piu’ se nel prossimo piano industriale Maiocchi riuscira’ a convincere gli investitori che la SEAT e’ in procinto di diventare una vera azienda multimediale.
Le innovazioni apportate al business negli ultimi mesi vanno in quella direzione.
Pelliccioli tornera’ al suo vecchio amore?…
Telecom potrebbe dismettere LA7. Peliccioli interessato (vista la loro fruttuosa presenza in Spagna con Antena 3).
E’ certa la sua amicizia con Magnoni di Lehman, il fratello Giorgio in Sopaf di cui e’ azionista, e Colannino. Forse potrebbe essere anche lui della partita Telecom anche se ha sempre smentito.
DEA CAPITAL - IL "PELLICCIA" ALLA RISCOSSA
SCATOLE CINESI

Venerdi Rutelli butta il sasso contro le scatole cinesi….il target e’ Tronchetti e la sua filiera….tuttavia De Benedetti, uomo vicino alla sinistra.. potrebbe correre al riparo da eventuali e future leggi nocive alla sua catena di controllo.
Se infatti una futura legge cercasse di appesantire la tassazione dei dividendi nelle catene societarie uno dei titoli piu’ colpiti in piazza Affari sarebbe proprio Cofide.
COFIDE
Il titolo a quale fa capo CIR e a sua volta l’Espresso tocca i massimi in borsa. Allunga il passo su Cir. Si vocifera un accorciamento della catena di controllo.
Anche su Cir ci sono manovre. In settimana vende una parte delle sue cliniche a Morgan Stanley, i conti di Sorgenia, la societa’ elettrica, vanno molto bene, e alcuni brokers hanno alzato il prezzo obiettivo.
Espresso, invece, non ha avuto conti brillanti in settimana. De Benedetti entra in conflitto sindacale con i giornalisti della Repubblica e parla chiaramente di un DECLINING business.
Intermonte la vede a 3,3 euro….
Eppure Espresso e’ ancorata ai 4 euro.
Cosi’ come ricordato in precedenti articoli rimane il mistero Caracciolo che ha rastrellato titoli dell’Espresso pur in presenza di un declining business.
Cosa bolle in pentola in casa dell’ingegnere.
Durante l’ultima bolla azionaria si e’ inventato dapprima l’Espresso (arrivato a 28 euro) e poi la scissione di Aedes che diede vita a CDB Web Tech.
Che sorpresa prepara questa volta?
SCATOLE CINESI
10 MILIARDI DI EURO

E’ questo l’aumento di capitalizzazione di Societe Generale in Borsa negli ultimi 5 giorni.
Ebbene si….10 Miliardi di euro! Una piccola finanziaria!!!
Alla fine di tutta questa bagarre escono due comunicati
1) Societe generale afferma che non ci sono negoziati in corso fra i due istituti
2) Unicredito afferma che ci sono contatti esplorativi su opportunita’ strategiche di crescita ma non esistono negoziati.
Si potrebbe dire….Tanto rumore per nulla…
E invece no. Si vociferava infatti che la Banca francese era nel mirino di Citigroup….Operazione ostile che oggi costerebbe 10 miliardi di euro in piu’ che settimana scorsa (13,5 miliardi di Dollari).
L’operazione di fusione costerebbe di piu’ anche a BNP Paribas che qualche francese animato dal solito nazionalismo, aveva gia’ chiamato in soccorso.
Unicredito e Societe Generale si vogliono. Sono due anni che i dossier sono sul tavolo dei due CEO.
La fusione creerebbe un gruppo con una capitalizzazione di oltre 150 Miliardi di euro (trecentomila miliardi delle vecchie lire….).
Non sarebbe una fusione con sinergie sui costi ma sul business.
Infatti i due gruppi avrebbero ben poche sovrapposizioni e avrebbero una potenza di fuoco impressionante in tutta l’Europa.
Ma una fusione di questa portata ha bisogno di tempo e di consensi.
La Francia e’ alla vigilia elettorale e molto dipendera’ da chi vincera’.
L’azionariato di Unicredito e’ poco italiano. Meglio sarebbe, per Profumo rafforzare l’italianita’ del nocciolo duro (magari fondendosi con Capitalia) prima di affrontare l’avventura in terra di Francia.
Intanto i brokers continuano imperterriti ad alzare il target alla Banca di piazza Cordusio. Ieri HSBC lo ha alzato a 9,2.
Il nove non e’ un caso. Profumo le scorse settimane parlo’ proprio di nove euro per la sua banca..
Se poi ricordiamo che affermo’ che si puo’ competere in Europa solo se si ha una forte presenza domestica…..
Nel frattempo il rischio di questa mega operazione sta cominciando a far emergere tutto il valore nascosto nella galassia Mediobanca (salita ieri del 4%). Capitalia e’ pronta a rompere la barriera dei 7,25 euro e Generali potrebbe ben presto avvicinarsi ai target di molti analisti , ovvero intorno ai 38 euro!
Chi non crede piu’ al mercato toro fino a meta’ maggio?
GENERALI
Il business assicurativo delle Generali va molto bene. I target di crescita degli utili nel prossimo triennio porterebbero gia’ di per se una rivalutazione del titolo.
A questo si aggiungono due fattori molto importanti:
1) Il patrimonio azionario in pancia a Generali sta salendo a dismisura giorno per giorno.
Solo le partecipazioni di Generali in Commerzbank e Intesa San paolo hanno portato a una plusvalenza da inizio anno di oltre 1 miliardo di euro.
2) Generali e’ il solito crocevia dell’economia italiana. La possibile divisione dei poteri fra Unicredito e Intesa/San Paolo puo’ portare a un rimescolamento negli assetti di Mediobanca e Generali.
MEDIOLANUM
Doris potrebbe rientrare nel risiko della galassia Mediobanca.
Tre assi sui fondamentali
1) La possibile quotazione di Banca Esperia (il valore potrebbe aggirarsi intorno a 800 milioni di euro)
2) Il prodotto TFR va a gonfie vele
3) La crescita dei mercati azionari spinge le commissioni e la crescita delle masse
10 MILIARDI DI EURO
GELO DI COPPIA

BAZOLI PASSERA – GERONZI ARPE
Gelo di coppia
La lettera di Veronica Lario a Silvio Berlusconi ha innescato una voglia di ribellione in due coppie famose del panorama finanziario italiano.
La piu’ nota e’ quella Arpe Geronzi. Silvio Arpe fa la civetta con alcune banche straniere e appena Veronica Geronzi abbassa le armi lo attacca ferocemente (distruggendo il progetto di fusione Capitalia Intesa). Geronzi lo attacca in pubblico Arpe ripara in difesa con una lettera di scuse a cui nessuno crede. Fra poche settimane vedremo il seguito.
Una copia molto nota , ma la cui fedelta’ non e’ mai stata messa in dubbio e’ quella fra Passera e Bazoli. Eppure alcuni ben informati sembrano giurare che i due si guardino in cagnesco da mesi e che Bazoli proprio non ne puo’ piu’.
Vedremo se la lite diverra’ di pubblico dominio o se i due cercheranno di lavare i panni sporchi in famiglia….
TELECOM
Telefonica, i messicani, France Telecom, DT, AT&T….gli stranieri ci sono ancora e tutti in lizza….ma ora stanno alla finestra cercando di corteggiare i possibili vincitori italiani.
Per ora i nomi italiani che girano sono solo quelli di Berlusconi e Colannino ma altri potrebbero essere pronti.
Fondamentale sara’ capire il ruolo di Mediobanca e di Intesa/San paolo.
Nemiche o in affari insieme?
Ricordo che l’opzione per comprare quote di Olimpia e’ in mano a Mediobanca e Generali e non a Intesa!
TISCALI
Tutti sono preoccupati di come finira’ l’Opa su Fastweb e di chi si potra’ comprare Telecom.
Nel frattempo Tiscali puo’ crescere indisturbata.
Gli utenti Adsl crescono, la finanza e’ sotto controllo, l’eventuale vendita della rete Telecom non potra’ che portare vantaggi, la IPTV e’ la vera scommessa per l’autunno.
Wind si dice che e’ interessata all’acquisto, cosi’ come BT potrebbe rilevare le sue attivita’ britanniche.
L’operatore sardo potrebbe essere sulla rampa di lancio nelle prossime settimane. Primo obiettivo…superamento dei 4 euro.
GELO DI COPPIA
I PATTISTI DI RCS

MEDIOBANCA S.p.A. 13,257
FIAT PARTECIPAZIONI S.p.A. 10,291
GRUPPO ITALMOBILIARE: 7,070
FONDIARIA-SAI S.p.A. 5,05
Diego Della Valle 4,809
PIRELLI & C. S.p.A. 4,809
INTESA SANPAOLO S.p.A.) 4,768
ASSICURAZIONI GENERALI S.p.A.: 3,593
CAPITALIA Partecipazioni S.p.A. 2,020
SINPAR S.p.A. 1,895
MERLONI INVEST S.p.A. 1,516
MITTEL 1,241
ER. FIN. – 1,188
EDISON S.p.A. 1,011
GEMINA S.p.A. 1,010
TOTALE AZIONI VINCOLATE 63,527(**)
Fuori dal patto
Rotelli al 7,3%
Famiglia Toti 5.
UBS Fid 3.45
Benetton 5%
La Scalata al Corriere della Sera sembra oramai un ricordo antico. Eppure se Ricucci non fosse stato fermato da Panerai in primis e dalla magistratura in seguito, a quest’ora il panorama finanziario italiano avrebbe potuto essere molto differente.
Il titolo oramai langue da mesi intorno ai 4 euro.
Ma la strategia aziendale impostata nell’ultimo anno potrebbe ripagare nel corso del prossimo biennio. La campagna di Spagna dara’ i suoi frutti.
In aggiunta ai fondamentali (da verificare) Il possibile riassetto dei poteri nel mondo bancario potrebbe portare al riassetto del piu’ importante gruppo editoriale italiano.
L’eventuale separazione fra Intesa/San paolo e Mediobanca/Generali potrebbe mettere in gioco la stabilita’ del patto in RCS.
Ricucci aveva previsto una RCS interno ai 7 euro. Oggi ci sono tutte le condizioni perche’ cio’ avvenga nell’arco dei prossimi 12/18 mesi.
La possibile pressione dei nuovi azionisti, Benetton, Rotelli e Toti (eredi di Ricucci) per entrare nel patto in sostituzione di altri potrebbe portare a uno scontro durissimo per il controllo.
RCS a 4 euro e’ un investimento interessante in ottica medio lunga.
I PATTISTI DI RCS
FIERA DI MILANO E PRYSMIAN

FIERA DI MILANO
Il salone del mobile di Milano e’ stato un vero successo.
Si puo’ affermare senza ombra di dubbio che da questa settimana i milanesi hanno incominciato ad apprezzare veramente il nuovo polo fieristico milanese.
Il titolo in borsa ha sofferto parecchio ma le prospettive di business future sono interessantissime. Il rischio e’ minimo e le prospettive sono ottime. La redditivita’ dovrebbe migliorare significativamente nel corso del 2007.
PRYSMIAN
L’azienda, ex Pirelli Cavi, va in borsa. 15 mesi fa Tronchetti la cedette a Goldman Sachs per 1,3 Miliardi. Oggi l’azienda verra’ quotata al parco buoi con una valutazione compresa fra i 2,4 e i 3 miliardi.
Ancora una volta….dopo Pirelli tyre, Pagine Gialle, Lottomatica, Immsi, Stet Hellas, immobili Telecom, Eutelsat, telekom Austria, Aunia etc….Tronchetti ha perso un’opportunita’ di far soldi.
Il nuovo millennio ha portato tante e tante disavventure al finanziere famoso per la scalata all’Unim e per la vendita monster alla Corning!
Per fortuna ieri l’Inter gli ha regalato una piccola gioia.
FIERA DI MILANO E PRYSMIAN
fra gli argomenti trattati
I timori di Wilburn Ross (Se volete ascoltare l'intervista al Financial time andate al link: http://video.ft.com/viewfromthetop/ )
Corporate America
Espansione dei Multipli
De Benedetti e le scatole cinesi
Dea Capital
Unicredito
I pattisti di RCS
Buon Weekend
PAURA DI FLESSIONI?

Ieri, in occasione delle scadenze tecniche, i mercati europei hanno accentuato le flessioni.
Nelle sale operative si guardava alla Cina (che dopo salite vertiginose nelle scorse settimane ha avuto un giorno di pesante flessione)
Si guardava al dollaro, ancora molto debole, rispetto all’euro.
Si temevano crolli…..
Invece…..
Il tasso di crescita dell’economia cinese del primo trimestre e’ dell’ 11%.
In Cina l’inflazione e’ sotto controllo (intorno al 3,7%), ma in salita.
La borsa cinese stamattina ha ripreso a salire
Il Dow Jones ha chiuso con un nuovo record.
il mercato obbligazionario ha accennato un timido rimbalzo ma e' oramai morente.
Le trimestrali americane regalano prospettive economiche interessanti (vedi in particolare Google che oramai guadagna 1 miliardo di dollari al trimestre!)
Il fiume della liquidita’ supera gli ostacoli che trova davanti.
LA MANO DI VISCO
Continuando il rapporto di fiducia fra popolazione italiana e fisco nostrano…la agenzie delle imposte hanno richiesto la trasmissione dei dati, da parte delle SGR (societa’ del risparmio gestito) dei compratori di Hedge Funds (ricordo che l’investitore in questo caso deve disporre di almeno 500.000 euro).
Le SGR inoltre hanno l’obbligo di comunicare all’Agenzia anche i rapporti aperti a seguito di operazioni di rimpatrio delle attivita’ illecitamente detenute all’estero (scudo fiscale).
Meno male che abbiamo Visco.
La formazione del partito democratico
Le fusioni vanno di moda anche in politica. Fassino e Rutelli ci stanno provando.
Berlusconi e’ interessato sia alle fusioni politiche che a quelle economiche.
Partecipa al Fassino day ed elogia le decisioni dell’avversario.
Al tempo stesso butta l’amo alla ricerca della preda Telecom.
WI MAX
Va avanti la preparazione per la gara alle concessioni del WI MAX.
Fra i titoli piu’ interessati in borsa ricordo la Retelit.
Piccola azienda italiana nata dalla fusione di Eplanet ed EVIA.
Retelit possiede una dorsale telefonica in fibra ottica che scorre lungo tutto il territorio italiano ed e’ all’avanguardia negli applicativi della tecnologia WIMAX.
Essendo piccola non dispone di particolari risorse finanziarie e l’azionariato e’ diffuso (una parte rilevante del capitale e’ ancora in mano alla Sirti di Esposito).
Gli scambi in borsa fanno pensare anche a possibili acquirenti.
Il bando di gara sul WI MAX la Retelit NON deve perderlo. E’ un treno che passa una volta sola e deve prenderlo. Il titolo potrebbe anche essere soggetto ad un aumento di capitale (nel qual caso si avrebbe tempo per metterlo nel portafoglio) oppure potrebbe essere oggetto di acquisizioni o di mergers, in questo caso il titolo potrebbe andare anche in area 0,6.
TEMI DI MERCATO….
SONO INNUMEREVOLI…..
UNICREDITO
Si alzano i target al titolo. Ennesima prova del fatto che Unicredito e’ a caccia di acquisizioni e ha bisogno di un titolo forte prima di una acquisizione.
PAGINE GIALLE
Sono in vendita. La barzelletta di ieri potrebbe esere la realta’ di domani. Pel liccioli in pista?
Mediolanum
Dopo UBS che ha alzato il target price del titolo di Doris a 7,4 euro, oggi e’ la volta di Goldman Sachs che alza il target price a 6,2.
Anche se il prezzo target di Goldman e’ inferiore al prezzo di mercato, a differenza di UBS, e’ interessante notare come i giudizi siano in continuo miglioramento.
Il rialzo dei mercati azionari aiuta a migliorare le prospettive sul titolo.
Alleanza
Goldman Sachs alza il prezzo obiettivo a 10 euro (da 9,8). Ricordo che il giudizio considera lo stacco del dividendo (che per Alleanza e’ del 5% e che avverra’ fra 4 settimane).
Ieri il titolo si e’ mosso al rialzo e con volumi. Con una rapidita’ sorprendentemente sospetta generali ha smentito le voci che parlavano di possibile OPA residuale da parte del Leone di trieste.
Da sempre siamo ben coscienti che Generali ha tutto l’interesse per non far salire le quotazioni della sua controllata.
Tiscali
Le quotazioni seguono, oramai da mesi, un trend ascendente. Il titolo non va mai acquistato su momenti di euforia ma in fasi di debolezza. I prezzi di ieri rappresentano un buon livello di acquisto. Alla prossima fase di rialzo il titolo potrebbe portarsi oltre i 3 euro.
Telecom
La sorprendente e politicizzata Goldman Sachs alza il target a Telecom italia….si ma a 1,91 euro contro i 2,4 del mercato.
Il governo continua a ringraziare a casa d’affari per la sua coerenza (unica a valutare cosi’ poco la telecom) in modo tale da continuare a mettere pressione ai titoli e ad allontanare sempre piu’ gli investitori esteri.
I players ogni giorno danno origine a colpi di scena….Ieri Berlusconi e Confalonieri confermano l’interesse . Telefonica si muove fra un advisor e l’altro. Si parla di una possibile divisione di Pirelli…poi smentita.
Ricordo che la sistemazione della partita Telecom passa dalla sistemazione della partita bancaria che ruota intorno agli assi Unicredito, intesa/SanPaolo, Capitalia, Mediobanca, Generali. A questo proposito vi consiglio una lettura dell’articolo di Finanza e Mercati di oggi (Il bacio di Trieste sveglia Mediobanca).
Mediobanca
Titolo abbandonato a se stesso. Il rialzo di Piazzetta Cuccia sara’ bruciante e non permettera’ agli investitori il tempo di entrare.
A questi livelli il rischio di discesa e’ molto limitato.
PAURA DI FLESSIONI?
FIUME GIALLO

ALCUNE CONSIDERAZIONI MACROECONOMICHE
Il dollaro ha toccato 1,36 sull’euro.
Ci vogliono 2 dollari per comprare una sterlina
L’euro quota oramai 1,61 contro Yen.
Le valute di mezzo mondo sono sotto pressione.
Lo strapotere dell’Euro ha origini fondamentali e origini speculative.
Dollaro, Yen, Franco svizzero fanno a gara a chi si indebolisce di piu’.
L’euro e’ stretto in una morsa mortale….
Da un lato l’economia europea va molto bene, meglio addirittura di quella americana, ma la BCE non puo’ alzare troppo in fretta i tassi altrimenti l’euro accelera la sua ipervalutazione e mette in ginocchio l’economia.
Dall’altro lato i tassi non possono neppure stare fermi, altrimenti i mercati azionari, gia’ troppo esuberanti, finirebbero per salire vertiginosamente.
La lenta ma inesorabile ascesa dei tassi europei allontana gli investitori dal mercato obbligazionario e li sposta su asset class piu’ rischiose.
Dato che gli immobili non hanno spazio di salita e le materie prime salgono ma sono legate all’economia reale la scelta obbligata e preferita e’ il mercato azionario.
Il risultato e’ evidente. Il mercato azionario tedesco,che meglio rappresenta lo stato di salute dell’economia europea e’ in rialzo di oltre il 12% da inizio anno .
In America la crisi del settore immobiliare sta frenando la crescita economica. I tassi di interesse sono stabili (tendenti al ribasso) e il dollaro tende lentamente a svalutarsi pur in presenza di segnali di ripresa interessanti (quali la riduzione del deficit commerciale e il continuo afflusso di capitali esteri.
La forza economica dell’area euro dicevamo e’ basata sui fondamentali forti dell’economia ma anche sulla speculazione generata dal carry trade. Sempre piu’ sono gli investitori che si indebitano in YEN a tassi bassissimi e investono in Euro (la preferenza prima andava al dollaro, ora all’euro). I tassi di interesse europei in rialzo spingono gli investitori ad investire nell’obbligazionario a breve e nell’azionario.
Altro fattore speculativo sono i fondi di private Equity, l’enorme liquidita’ che gestiscono cerca di essere impiegata nei mergers europei sostenendo le quotazioni azionarie.
Se a tutti questi fattori da tempo noti, ne aggiungiamo uno ulteriore…il risultato e’ buttare benzina sul fuoco della speculazione.
Fattore CINA
I cinesi stanno iniziando a spostare i propri investimenti (la liquidita’ in mano cinese e’ impressionante) da attivita’ prive di rischio ad attivita’ a rischio.
La valuta preferita e’ l’Euro.
Le gocce di liquidita’ cinese che vengono iniettate nei mercati azionari europei sostengono le quotazioni e le spingono verso nuovi record.
Cio’ che per loro sono gocce..per noi rischia di trasformarsi in un fiume in piena
Come detto precedentemente tutti i fattori elencati qui sopra portano ad uno sfrenato ottimismo nei mercati. Tuttavia i flussi di liquidita’ sono maneggiati da mani istituzionali sapienti che sanno attendere momenti di difficolta’ dei mercati per agire.
Quindi all’euforia dei mercati di oggi potrebbe sostituirsi, nei prossimi mesi, una situazione inversa di sfiducia in modo da permettere alle mani forti di accumulare assets azionari in Europa.
Se il trend e’ positivo e’ anche altamente probabile una pausa di riflessione con possibile discese dei corsi per qualche mese (con cali fra il 10% e il 15%)
Strategia operativa
Rimanere investiti in azionario e alzare, a mano a mano che il mercato sale, gli stop loss sia sui singoli titoli sia sul mercato azionario
TELECOM, IL GOVERNO E LA CERTEZZA DELLE REGOLE
Da settembre ad oggi il governo di Prodi e’ intervenuto sul destino della societa’ di telecomunicazioni italiana almeno 7 volte (Murdoch, Piano Rovati, Telefonica, AT&T, costo di ricarica cellulari, scatto alla risposta, rivisitazione dello scorporo della rete) .
Se a questo aggiungiamo l’intervento effettuato ai danni dei Benetton con il blocco della vendita della societa’ agli spagnoli, ben si capisce che sono ben pochi i capitali che dall’estero si potranno affacciare in futuro in Italia.
I capitali vogliono la CERTEZZA DELLE REGOLE.
Ai capitali esteri non interessa che la rete autostradale o telefonica sia di vitale importanza al sistema paese o al sistema politico per sopravvivere a se stesso.
Ai capitali interessa la chiarezza.
Se il nostro governo ritiene che le reti e a quel punto anche le relative gestioni, siano importanti per il Paese…allora nazionalizziamo e creiamo un sistema chiaro delle regole.
Altrimenti questa continua ingerenza del pubblico nel privato fa malissimo all’intero sistema economico.
Non si puo’ sbagliare le privatizzazioni alla fine degli anni 90 (governo Prodi) e ora riaffermare il potere politico sul potere dell’economia da parte dello stesso governo di allora!
La preminenza del potere politico sul potere economico sta diventando insopportabile per il sistema imprenditoriale italiano.
Non passa oramai giorno che Confindustria non attacchi il governo, Il 24 ore e Milano Finanza fanno la gara per delegittimare l’attuale governo.
CAPITALISMO DEVASTATO
Con queste durissime parole, Bertinotti, una delle massime cariche dello Stato, si e’ espresso ieri nei confronti degli imprenditori italiani.
Confindustira ribatte a tali attacchi e la spaccatura fra l’attuale governo e l’imprenditoria e’ oramai incolmabile.
FIUME GIALLO
TELECOM - CORDATE PERICOLOSE

Tutti i giorni ci sono novita’ sul fronte Telecom.
Tronchetti Provera continua ad affermare che vendera’ al giusto prezzo.
AT&T si dice pronta a rientrare nella partita Telecom nel caso il governo cambiasse idea.
Colannino accanto all’amico di sempre Magnoni (il fratello che e’ in Lehman e non quello che e’ in Sopaf….per ora…) studierebbe una cordata con Telefonica.
Voci di mercato parlano di un tentativo di scalata su Pirelli da parte delle Banche e Camfin si impenna su tale ipotesi. (anche se Tronchetti Provera possiede solo il 25,6% del titolo della Bicocca, una vecchia poison pill risalente all’estate del 2001 renderebbe onerosissima la scalata).
Ricordo che abbiamo inserito nel portafoglio Camfin la scorsa settimana anche se con stop loss stretto.
Intesa riallaccia i rapporti con Mediaset e Benetton.
Per ora nessuno parla di un possibile intervento di De Agostini/Pelliccioli nell’operazione Telecom eppure il rapporto fra Pelliccioli e Mediobanca/Generali e’ consolidato dalle ultime quattro operazioni fatte da de Agostini
1) Vendita Toro
2) Acquisto dal 2% di Generali
3) Acquisto del 43% di Generale Sante (insieme a Mediobanca e Ligresti)
4) Conferimento di assets di Generali nel Private Equity di Dea Capital
LA BARZELLETTA DEL GIORNO
Non dimentichiamo il vecchio amore di Pelliccioli….Seat Pagine Gialle…l’operatore e’ in vendita…Pelliccioli potrebbe essere interessato a comprarlo e poi magari fonderlo in Telecom
Anche De Benedetti (la cui liquidita’ e’ abbondante) e’ fuori dalla partita telefonica. Tuttavia ci risulta molto strano.
Il figlio (ex TIM) lavora per uno dei fondi di Private Equity piu’ importanti nel mondo. La Management and Capital a 18 mesi dalla costituzione ha effettuato una sola piccola acquisizione.
La possibile fusione Cofide/Cir potrebbero liberare risorse da destinare in avventure piu’ interessanti che l’acquisto di Alitalia.
COFIDE
Azionisti Cofide
De Benedetti 41.3
BIM Fiduc. 13.62
UBS 2.05
Credit Suisse 7.66
Citigroup 2.88
Amber Cap. 2.05
Bestinver SA 2.023
Johcm Inv. 2.66
Al mercato rimane circa il 24%.
Una strana forza relativa di Cofide su Cir ha caratterizzato gli ultimi giorni borsistici.
L’ingegnere ha recentemente arrotondato la sua quota in Cofide.
E’ ipotizzabile una fusione delle due societa’ nel futuro.
Lo strano investimento di Caracciolo….
Qualche mese fa Caracciolo vende a 1,05 euro la sua partecipazione storica in Cofide, incassado 18 milioni di euro.
La liquidita’ la usa per aumentare la sua quota in Espresso a un prezzo medio di 4,10.
Oggi l’Espresso langue intorno ai 4 euro mentre Cofide ha visto lievitare le quotazioni del 30%.
Francamente non riusciamo la scelta di Caracciolo.
Fra l’altro ieri, alla presentazione dei conti non brillanti dell’Espresso, De Benedetti ha definito che il settore dell’editoria classico e’ un declining business. Come puo’ un uomo come Caracciolo , amico di De Benedetti e profondo conoscitore dei mercati decidere di aumentare la propria partecipazione in un declining business vendendo la Cofide, che teneva in portafoglio da tempo immemore, poco prima di un rialzo del 30% del titolo?
La risposta potrebbe essere nel piano industriale di lungo termine dell’Espresso e in possibili operazioni di finanza straordinaria che quasi sicuramente coinvolgeranno il gruppo editoriale in un futuro prossimo. (gia’ nei mesi passati si era ipotizzata un’Opa sull’Espresso).
GENERALI
Ottiene importanti licenze di business in Cina.
Unicredito alza il target sul titolo.
MEDIOLANUM
UBS alza il target del titlo a 7,4
Doris conferma il successo del nuovo prodotto previdenziale dedicato al TFR. Il numero delle adesioni supera le piu’ rosee previsioni.
Luigi Berlusconi entra nel CDA di Mediolanum
UNICREDITO
Profumo di Francia. Soc Generale al rialzo in borsa sui roumors di possibile offerta di acquisto da parte di Unicredito.
Ritengo una fusione con Società Generale prematura per Unicredito. Il primo passo dovrebbe essere in direzione romana.
Nel frattempo le nuvole nere sul piano di Santander di conquista di ABN AMRO allontanano Botin da Geronzi.
PICCHIATA ALITALIA
Altra situazione alla Prodi. Vendere gli assets sui minimi per far fare gli affari agli amici.
Mentre il Ministero del Tesoro tace sulle offerte di acquisto su Alitalia fino ad ora ricevute (si rumoreggia di 0,50 euro per azione…) il titolo in borsa perde terreno.
Le clausole oscure e la poca trasparenza della gara su Alitalia portano le cordate ad allontanarsi dalla compagnia di bandiera.
Forse e’ cio’ che si vuole in modo da mettere nelle mani di chi vuole il governo la compagnia.
Totale il disprezzo verso il mercato e verso migliaia di azionisti che vedono il prezzo di borsa scendere vistosamente ( da sempre abbiamo sostenuto di stare lontano da un titolo che nulla ha a che fare con il mercato e le cui quotazioni dovrebbero essere sospese invece che essere nel paniere dei quaranta titoli piu’ rappresentativi in Italia!!!!).
TELECOM - CORDATE PERICOLOSE


