STABLE COIN LA VIA PER ESSERE LIBERI DAL FALLIMENTO DEL SISTEMA EURO


DRAGHI: FUGGITE DAI PRODOTTI DEL RISPARMIO GESTITO ITALIANI!!!


Io ho dato del pazzo a chi compra ancora fondi italiani nel mio articolo di stamattina. Credevo di aver esagerato, invece mi accorgo che Draghi, il nostro governatore di Banca d'Italia, dicendo che i nostri fondi italiani fanno schifo, da del pazzo a chi li ha in portafoglio...

ROMA, 31 OTT - La qualità dei fondi italiani è spesso insoddisfacente rispetto ai costi. Parola del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi che punta il dito contro le gestioni del risparmio.
"I fondi comuni aperti - ha detto Draghi nel corso del suo intervento alla Giornata Mondiale del Risparmio - mostrano da tempo un andamento insoddisfacente. Dal 2002 al 2006, mentre il patrimonio dei fondi comuni europei è aumentato del 76%, i fondi collocati in Italia sono cresciuti del 31%, meno della metà". Nel giugno del 2007, rileva inoltre, il patrimonio dei fondi di diritto estero ha superato per la prima volta quello dei fondi di diritto italiano. "I fondi esteri - spiega - godono di significativi vantaggi fiscali. Sono tassati sul risultato realizzato, anziché sul maturato. E' un handicap serio, su cui occorre intervenire. Anche se la tassazione che grava sul reddito d'impresa delle società di gestione è altrove molto inferiore a quella italiana". Ma Draghi avverte che "lo svantaggio fiscale, però, se contribuisce a spiegare il calo dei fondi di diritto italiano, non basta a dar conto della lentezza dello sviluppo complessivo del mercato. Ha pesato la concorrenza di altri prodotti finanziari, dalle polizze vita ai titoli e prodotti strutturati. Ma l'industria italiana deve riflettere soprattutto sugli elementi che sono sotto il suo diretto controllo. La qualità delle gestioni - avverte - non di rado è insoddisfacente rispetto ai costi". E l'andamento peggiore ha riguardato i fondi obbligazionari dove le commissioni sono particolarmente pesanti rispetto ai rendimenti.

Non ci sono ragioni, secondo Draghi, perché l'industria italiana del risparmio gestito non possa svolgere un ruolo importante nel mercato europeo, contribuendo alla creazione di valore per i gruppi che ad essa partecipano. "La 'materia prima', sostiene, il risparmio nazionale, non manca, e potrà arricchirsi con lo sviluppo della previdenza complementare
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FILMATO DA NON PERDERE


Un gentile lettore ci avvisa che il film è ora sottotitolato anche in Italiano.
Entrate in internet e guardatevi questo film. Vi assicuro che è mille volte più istruttivo che un programma sulla rai o su mediaset!cercate cercate

http://zeitgeistmovie.com/

Una interessante analisi economica della storia economica e politica americana (con ovvi impatti sull’economia mondiale).
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MI DA FASTIDIO.......


PROFUMO: MI DA FASTIDIO (Sapessi a noi….)Profumo attacca Bazoli affermando che le parole di Bazoli gli danno fastidio...
Alessandro Profumo, al quotidiano francese Les Echos: "Alcuni dicono che le Generali devono restare indipendenti in modo da poter esercitare la loro influenza. Ciò mi dà fastidio" ha detto Profumo, riferendosi al presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli!
Francamente siamo stufi di mezze frasi, di scaramucce, di tatticismi anti mercato.
Evviva davide Serra, Evviva Matteo Arpe.
Evviva gli uomini di rottura.
E' vero, sono a caccia di utili e profitti, ma chi non lo è?
Basta vedere gli stipendi dei manager di Generali!
Lo stesso attacco di Serra andrebbe fatto in politica alla nostra classe dirigente e all'opposizione. Tutti a far finta di litigare per poi cercare di mettersi daccordo per continuare a poter far politica.
Se a Profumo gli da fastidio Bazoli perchè non appoggia Serra? Una bella scalata a Generali ora è possibile, anche a Mediobanca, di cui possiede il 19%.
All'antitrust ci si penserà dopo....
Ma in Italia si sa...esiste sempre un Corriere della sera, un giornalista , un giudice che diranno la loro bloccando l'anima del mercato.
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RISPARMIO GESTITO: SI CHIUDE LA STALLA MA TROPPO TARDI


Finalmente qualcuno dice che occorre una revisione fiscale per uguagliare il regime fiscale dei fondi italiani a quelli europei (che prevedono una tassazione solo nel momento della vendita).
Stesso dicasi per il trattamento fiscale dei fondi pensione (i quali subiscono un’ingiusta e discorsiva tassazione annuale, unico paese in Europa, a totale danno dei dipendenti).
Peccato che si cerchi di chiudere la stalla quando i cavalli di razza sono già scappati. Chi è quell’investitore che ancora detiene fondi italiani cari e fiscalmente inefficienti? Solo qualche vecchietto inconsapevole è ancora li' con i suoi fondi italiani.
Da anni sul mercato esistono i fondi lussemburghesi di proprietà di banche italiane e i nostri validi promotori hanno già fatto spostare (in questi anni) molti clienti in questi fondi. Il cliente, tanto, paga di più e il vantaggio fiscale se lo pappa la banca....
Tutto bene quindi per l'industria dei fondi? Non direi..
La banca sposta i suoi gestori all'estero e l'industria italiana del risparmio gestito in Italia muore.
Ma da poco arrivano in italia ETF e Certificates, anche loro fiscalmente efficaci. Questa volta però le banche italiane, attaccate come sono, alle commissioni e incapaci d'innovare non credono al prodotto che cannibalizzerebbe i suoi stessi prodotti. E così il nostro mercato domestico viene innondato di prodotti stranieri Barclays, ABN, Societe Generale, DB...ecc ecc. Prodotti low cost e fiscalmente efficienti.
Quando si tratta di low cost le nostre aziende non capiscono un tubo. Basta vedere cosa è accaduta con Alitalia!!!
Le nostre società di gestione vedono ridursi costantemente il giro di affari.
Allora cercano di correre al riparo e pensano che sia sufficiente equiparare fiscalmente i fondi esteri agli italiani. Certo, è una cosa che va fatta, ma il risultato sarà nullo. Il vero problema è il costo di questi prodotti rispetto ai risultati. Quando compri un fondo italiano acquisti qualcosa che sai già che è costoso e che è legato a un benchmanrk.
Siamo fuori dal mondo. La finanza corre. anche un bambino capisce che un ETF è molto meglio!
Il costo è prossimo allo 0, si può vendere in ogni momento con 6 euro!
Avete capito bene 6 Euro!!!!
Il prodotto Fondo Comune è arcaico, anacronistico, impensabile da proporre!!!
Ma l'Italia delle banche va avanti così...evoi clienti? Ancora disposti a farvi prelevare 0,2% di commissione per acquistare un BOT?
Se è così vuol dire che vi meritate una banca inefficiente!
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HALLOWEEN DA PAURA?


Poco dopo le 19.00 quando sull’Europa sarà già buio, Bernanke busserà alla porta degli investitori e ci farà sapere se avremo un dolcetto o uno scherzetto!
Taglierà i tassi? E se si …di quanto? Ci dirà qualcosa sui problemi del mondo? Lascerà le borse americane volare verso il rally natalizio? Permetterà agli americani di continuare a spendere in vista dello shopping nei giorni del Thanksgiving Day?
Regalerà ancora dollari alle povere banche americane afflitte da perdite da fallimento? Permetterà ai private equity di continuare a comprare aziende indebitandosi per 4 o 5 volte rispetto al loro capitale?
Aiuterà i peones americani a continuare a pagare i mutui sulle case?
Ma a questi peones del debito conviene veramente continuare a pagare mutui a 40 anni? O forse è meglio cercarsi un'affitto più economico e lasciare i problemi del loro fallimento a qualcun'altro?
Il Wall Street Journal, dalla mano di un giornalista che si dice essere vicino alla FED, ci dice di non essere troppo sicuri del taglio dei tassi.
L’aumento dei prezzi di materie prime, noli, alimentari e il dollaro debole ci dicono che l’inflazione sta per bussare prepotentemente alle porte degli Stati uniti.
Non c’è pace per il settore immobiliare che continua a peggiorare. Il settore del credito continua di conseguenza a destare preoccupazioni con l’indice che lo misura -ABX - che viaggia sui minimi.
L’Europa valutaria si accolla il peso della crescita americana e giapponese!
Dollaro su euro a 1,446 Nuovo record. Stesso discorso per la Sterlina.
Euro forte anche su Yen.
I nostri governanti europei ci assicurano che cosi’ spendiamo meno per benzina e vacanze all’estero!!! Sarà anche vero….sempre che ci rimanga qualcosa ancora da spendere!! Il costo delle tasse, degli alimentari, dei ristoranti, dell’Energia sono in aumento, i salari no (o meglio 30 euro per i nostri metalmeccanici!).
Se questa sera Bernanke busserà alle nostre porte innondandoci di dollari...ringraziamolo e approfittiamo nei prossimi giorni, di un eventuale rialzo dei mercati, per vendere azioni!
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I TASSI D'INTERESSE SCENDERANNO...AHAHAHAHAH


INFLAZIONE 1923

In Italia, dato di questa mattina, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,5% su base mensile. Questo vuol dire che se l'aumento fosse simile nei prossimi 12 mesi i prezzi alla produzione salirebbero del 6%!!!!

Poi i giornali ci raccontano che su base annua sono saliti solo del 3,5%. Ma la base annua non ci interessa. A noi interessa il trend.
E pensate cosa sarebbe successo se le materie prime non le avessimo pagate in dollari (dollaro debole, materie prime in diminuizione). E come ben sapete le materie prime si pagano in dollari!

E poi..si comincia a parlare di aumenti salariali, ergo, l'inflazione riparte.

Ma se i prezzi alla produzione aumentano le alternative sono tre:
1) I prezzi al consumatore non salgono o salgono meno dei costi alla produzione(quindi i profitti scendono)
2) I prezzi al consumatore salgono in misura uguale, e allora l'inflazione prende il volo.
3) La produttività dell'azienda aumenta e così facendo mantiene inalterati i margini.

In tutti i casi non c'è da stare allegri.
O inflazione o minori profitti. Ma se c'e' inflazione il debito costerà di più e chi ne subirà le conseguenze sono i soliti che si sono indebitati a tasso variabile!
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STORIE DI ORDINARIO MERCATO...


ABI conferma: Il credito alle famiglie aumenta nel 2007 del 9%. Le famiglie pagheranno la loro scemenza nei prossimi anni...

Banca Italease nei primi nove mesi la trimestrale evidenzia che la perdita è di 479 milioni. Ma gli utili (senza contare la mega perdita sui derivati) del terzo trimestre sono di 27 milioni. Pochini...perchè equivarrebbero a 108 milioni su base annua!!!
Il margine d'interesse è salito, segno che i clienti vengono trattati peggio! e forse allora dovrebbero pensare di andarsene!
Le commissioni poi sono scese del 47%. Altro segno non certo positivo!
Il titolo sale in borsa. Per me continua a valere non più di 11 euro. Il consiglio è di considerare un'operazione di vendita allo scoperto sul titolo ma solo se, complice il taglio dei tassi americani, la Banca facesse una puntatina a 15,80.

Banca Intesa crea una Banca che segua il business no profit. Ma la banca dovrà guadagnare....un controsenso no?

La benzina sale ma le persone si apprestano a pagare pedaggi autostradali cari durante il ponte dei morti. Il titolo dei Benetton sale a nuovi record. Un po' strano per un titolo che ha subito l'attacco di Di Pietro sulla fusione con Abertis e sulle tariffe. Come si dice spesso...can che abbaia non morde. E Benetton ringrazia.

Come pronosticato ieri, l'attacco a Generali crea bagarre sulle nomine per Telecom e per i futuri nuovi azionisti. Tutta la galassia del potere rimane in subbuglio.

Enel cerca consensi sul mercato anche perchè deve piazzare un po' di obbligazioni sul mercato. Da vendere allo scoperto se raggiunge area 8,70.

Fondiaria non riesce a collacare 750 milioni di obbligazioni. Ebbene si, il mercato azionario è tutto rose e fiore....le spine le lasciamo all'obbligazionario (ma la società non è la stessa?).

Skype e H3G si mettono daccordo e le telefonate sul cellulare sono GRATIS. Messaggio a pagamento per Telecom italia!
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TELECOM ITALIA e FOSSATI

Tutti sono focalizzati sui nuovi vertici che dovranno guidare Telecom Italia.

Ma la cosa più importante è l'aumento di capitale di 900 milioni di euro.
Banca Intesa dovrà indicare i nuovi soci che potranno apportare denaro o azioni Telecom e salire sul ponte di comando insieme a Telefonica, Intesa, Generali e Mediobanca.

E se i nuovi soci apporteranno azioni a che prezzo verranno valutate le azioni.
Vi ricordate la famiglia Fossati....dopo la vendita di Star a Galina Bianca la famiglia è una delle più ricche in Italia.
A maggio ha acquistato azioni Telecom (1,5% del capitale).
L'acquisto, si dice sia stato fatto con l'appoggio di Banca Intesa (Banca vicina al gruppo). Fra l'altro il senatore Edoardo Pollastri è uomo di Prodi (amico di Bazoli), nonchè molto vicino alla famiglia Fossati per conto dei quali ha curato gli interessi della finanziaria di famiglia, la Findim.
Altro imprenditore interssato a Telecom era Colannino, ma ritengo che per ora abbia accantonato il progetto. Altrimenti dovrebbe mettere in vendita la sua Piaggio per finanziare una quota importnate in Telecom.
Comunque vada per Generali e Mediobanca sarà importante che le azioni Telecom verso fine anno si possano avvicinare ai 2,53 euro (ovvero al prezzo in cui hanno apportato le loro azioni a Telco).
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NOTIZIE DAL PARTERRE


Generale de Sante rinegozia il debito e annuncia un dividendo straordinario.
Il titolo festeggia con un rialzo del 4% sulla borsa di Parigi. Ma a chi andranno i 420 milioni di dividendo?
Una buona fetta a Dea Capital che insieme a Ligesti e Mediobanca sono gli azionisti principali delle clinische francesi.
Dea Capital, il cui NAV era 2,78 con il titolo che quota a 2,44 ringrazia. La società se prima era ricca di liquidità...ora lo è ancora di più.

Premuda...un bell'articolo di stampa durante il weekend la rianima e il titolo ritorna sui massimi di settimana scora. Obiettivo 1,86?

Banca Finnat, altro titolo consigliato, vola in borsa perchè annuncia più utili per fine anno e rende note le plusvalenze derivanti dalla sua partecipazione nel London Stock Exchange!

Sogefi, azienda dagli ottimi bilanci, ringrazia il bell'articolo pubblicato sul Sole 24 Ore.

Banca Carige scende sotto i prezzi di aprile 2006! Prossimo obiettivo 2,90?

Intermonte conferma il target di Banca iTALEASE a 9 euro. Noi siamo un po' più buoni e diciamo fra i 10 e 11 euro. Poi non dite che non siete stati avvisati.

Parmalat non reagisce alla trasmissione Report. L'operazione al ribasso, per chi l'avesse impostata è da chiudere!

L'operaio cinese è più ricco. Fra un po' smetterà di risparmiare e spenderà. Evviva le aziende che vendono prodotti in quel Paese. Anche lo Yuan è destinato a salire su tutte le valute del mondo.
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OMBRE SU TELECOM


Nel passato sono stato critico con alcune prese di posizione di Panerai sul suo giornale Milano e Finanza, ma oggi bisogna riconoscergli un pò di gloria per la rivelazione che ha fatto sabato sulla vicenda Telecom.
Panerai ha dichiarato (mi domando solo perché è stato reso pubblico solo ora….forse dopo che si è sentito con montezemolo? O Della Valle? o solo perchè deve conquistare il settimanale il Mondo e deve fare un favore a Mieli riducendo il peso di Bazoli, amico di Prodi, su RCS ecc ecc) che Prodi (e Panerai butta il sospetto anche su Costamagna…uomo Goldman Sachs) si è messo contro Tronchetti non per colpa del piano Rovati ma per altri interessi (di cui oggi ancora non sappiamo).
Panerai dice di aver assistito, come testimone, a una conversazione fra Rovati e Tronchetti, in cui il primo dava tutta la colpa dell'accaduto su Telecom a Prodi.
Ciò che sappiamo è che Telefonica, una società spagnola, ha comprato il controllo di Telecom Italia per due soldi e con l’aiuto di Banca Intesa.
Forse sarebbe stato meglio la vendita di Tim a un’operatore estero per un importo rilevante che non il passaggio agli spagnoli di un’asset così strategico per il nostro paese! Prodi, durante il suo governo, ha continuato a svendere pezzi d’Italia e non sappiamo perché!
L'ingerenza del nostro primo ministro sembra ora più evidente che mai e il fatto che Panerai l'abbia reso di pubblico dominio significa che il governo ha le ore contate.
Povero Costamagna...proprio ora che potrebbe sedersi sul trono di Telecom...visto che è senza lavoro da un bel pezzo oramai!

Telecom, Generali, Unicredito, Intesa, Mediobanca ecc ecc...la lotta coinvolge tutti insieme e il listino italiano rivede la possibilità di un doppio massimo!
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UNICREDITO: PROFUMO DI COMPLOTTO!!!


Unicredito... tutti tagliano i target! quando era alla caccia di Capitalia gli 8 euro di target si sprecavano e si arrivava anche a 9!!!
Oggi, a distanza di 3 0 4 mesi gli stessi brokers affermano tranquillamente che si sono sbagliati e, tutti insieme si divertono ad abbassare i targets, stamane tocca ai francesi di Chevraux che portano il target a 7 euro.
Ricordo che 7 e 9 euro ci sono 20 miliardi di euro di capitalizzazione.
E mentre i target vengono abbassati il titolo viaggia oramai a 5,6 euro (altri 20 miliardi di euro.....)
Quindi l'analista che valutava a maggio, unicredito 9 euro si era preso un'abbaglio di 40 miliardi di eruo. Un vero genio!!!!
Ma il valore della banca dipende dai suoi fondamentali o dallo scazzo politico?

Sapete come mi sono sempre espresso contro contro il sistema bancario italiano che in questi anni ha fatto cartello (con la complicità di Banca d’Italia, sistema politico, antitrust associazioni consumatori ecc ecc) facendo lievitare il costo per conti correnti e prodotti bancari a livelli inusitati.
Questa crociata, fra l’altro continua e si chiama 1000PERCAMBIARE. Un gruppo di acquisto che otterrà una convenzione bancaria senza precedenti.

Tuttavia ora vorrei spezzare una lancia a favore di Unicredit. La banca, per recuperare i valori massimi di Maggio di quest’anno dovrebbe salire del 38%!!!
In borsa si sono bruciati in pochi mesi…27 miliardi di euro di capitalizzazione.
Certo, la speculazione pre fusione (organizzata a regola d’arte dalle solite manine potenti) i subprime, i conduit, gli abs le cause legali e non per ultimo i derivati hanno massacrato Profumo e i conti della sua banca.
Tuttavia non dimentichiamo che Capitalia era la preda che doveva finire sotto le ali di Bazoli e banca Intesa (Prodi)
Oggi, mentre si porta l'attacco al cuore del sistema finanziario italiano (Generali) la banca di Profumo si vede costretta a vendere la quota del 9% del titolo di piazzetta Cuccia che a sua volta controlla generali.
E lo fa con il titolo che viene abbandonato dai poteri forti dei brokers di mezza Europa.
Nel frattempo Bazoli continua a crescere e cercherà di aumentare la sua presa sul Leone di Trieste.
Era vera gloria quella di unicredito a maggio? o è vero fango quello delle quotazioni di oggi?
La guerra sulla via di trieste è senza esclusione di colpi. Il più forte lo si vedrà sulla lunga distanza.
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IL GIALLO DI TRIESTE


La battaglia delle battaglie continua a giocarsi, ne abbiamo parlato a lungo fra dicembre e marzo scorso, e chi ci legge dallo scorso anno lo sa che abbiamo sempre detto che generali sarebbe arrivata a 38/40 euro (oggi non è lontana, in quanto lo stacco del dividendo e di una azione gratis ogni 10 fa valere le Generali circa 37 euro, ovvero il 22% in più del prezzo pagato lo scorso novembre da Pelliccioli e Drago per il 4% delle Generali. Una plusvalenza di 180 milioni in soli 12 mesi. Non c’è male se consideriamo che nello stesso tempo il listino di piazza affari non è salito!!!
Ora, la guerra su Generali viene giocata da tantissimi personaggi e come tutte le guerre è composta da tante battaglie.
Ogni battaglia ha vinti e vincitori.Nella battaglia di oggi i perdenti sembrano essere Profumo (le cui quotazioni sono sotto pressione e che ora deve liberarsi del 9% di Mediobanca lasciando mano libera a Bazoli, e Bernheim la cui età è stata attaccata da Algebris.
I vincitori sembrano essere i fondi speculativi dietro cui si vocifera possa esserci la mano di Matteo Arpe che tenta di prendersi qualche rivincita dopo lo smacco subito da Geronzi. Se cosi’ fosse lo stesso Geronzi rischierebbe grosso.
Ma tutti gli altri players menzionati sono, in questi giorni, chiamati ad esprimere la loro opinione sia verbale che monetaria. Una battaglia dagli esiti incerti ma con un vincitore: il mercato! Un grazie ad Algebris, a Davide Serra e agli altri fondi. Per quanto si muovano con una regia che oggi ancora ignoriamo, hanno sicuramente fatto bene al mercato.

In questi giorni queste società e i vari managers o proprietari si faranno sentire alla stampa o dietro le quinte!
MEDIOBANCA, GENERALI, PALLADIO, DE AGOSTINI, BENETTON MEDIOLANUM, FININVEST, FONDIARIA, ALGEBRIS, TCI, UNICREDITO, INTESA, TASSARA, AMBER, ITALMOBILIARE, FERAX.

Ligresti, Bernheim, Drago, Pel liccioli, Benetton, Doris, Berlusconi, Bollorè, Nagel, Geronzi, Matteo Arpe, Profumo, Bazoli, Passera, Zalesky, Pesenti
BUON DIVERTIMENTO
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LA FED TAGLIA I TASSI!


Gli investitori di mezzo mondo sono ultraconvinti che la Fed, tagliando i tassi salverà i mercati. Lo ha sempre fatto, perché questa volta non dovrà essere così?
I mercati azionari sembrano impostati per un rialzo generalizzato regalando un bel rally natalizio. Anche in Italia abbiamo visto come la battaglia su Generali (fulcro del capitalismo italiano) sia partita, non a caso, anticipando il movimento del mercato. Quando certe mani si muovono (mi riferisco ai fondi Algebris e TCI) lo fanno con un occhio al titolo che vogliono smuovere ma anche con un occhio all’andamento dei mercati.

Ma perché i mercati dovrebbero salire?
E’ forse una buona ragione il petrolio a 93 dollari? O Forse il dollaro sotto pressione contro tutte le divise mondiali (Euro per primo, superando 1,44?).
O forse il fatto che le materie prime e l’oro siano a nuovi records è benefico per i mercati? Magari i prezzi degli alimentari che salgono vertiginosamente aiuterà a contenere l’inflazione? E il prezzo dei noli, salito alle stelle, indica che gli americani pagheranno sempre di più i prodotti importati.
Dollaro, materie prime, energia , beni alimentari, costi per i trasporti sono tutti fattori che spingono a un possente aumento dell’inflazione proprio mentre l’America sta per tagliare i tassi!!!
Questo indica tassi reali sempre più ridotti e difficoltà ad abbassare i tassi in futuro.
Qualcuno osserva allora che l’Inflazione americana non salirà perché stanno scendendo i prezzi delle case e dei beni ad essi legati! Tale discesa compenserà le salite degli altri beni…
E già…potenza dei dati sull’inflazione….i ribassi delle case sono dentro nel paniere che calcola l’inflazione ma non il prezzo delle azioni!!!
Gli americani saranno molto più poveri guardando i prezzi di case e beni di prima necessità, ma guardando la borsa, si sentiranno un po’ più ricchi.
Inoltre il taglio dei tassi porterà inflazione ma i tassi sui mutui saranno meno cari, e la fed spera di evitare un po’ di fallimenti, non tanto dei privati, quanto delle banche che hanno finanziato le vendite delle case!
Certo è che a vedere il mercato degli ABX non ci sarebbe da stare allegri, l’ABX è una misura della fiducia sul fatto che i proprietari di case continueranno a pagare il debito. Il crollo del mercato degli ABX in questi giorni (proprio in prossimità del taglio FED) indica che i miliardi di dollari in portafoglio alle banche americane valgono ogni giorno di meno.

Ora, in questo contesto ci serve coraggio per aumentare il peso sulle azioni. Poco importa che il primo dato sul PIL uscirà oltre il 3% (ci si deve credere? visto che poi viene sempre abbondantemente rivisto).
Le storie di sottovalutazione, in mezza Europa non mancano ma tutta questa macroeconomia che si aggira minacciosa sul parterre di borsa fa scappare la voglia.
Certo è che mettersi contro la FED non ha mai pagato…quindi neppure questa volta vedremo i mercati azionari collassare davanti a un movimento della FED. Quando i mercati sono crollati la colpa è stata dell’immobilismo o del ritardo della FED (1987, 1998, 2001). Oggi che sembra voler prevenire i problemi i mercati e gli azionisti sembrano tranquilli.
Il portafoglio di Mercato Libero non cambia
Obbligazioni medio lungo: Sottopesare
Obbligazioni breve: Pesare come il mercato
Azioni : Sottopesare
Liquidità Sovrappesare

Tuttavia per gli amanti del rischio la quota azionaria può essere aumentata con stop loss stretti.
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1000PERCAMBIARE -PROVA A RISPARMIARE 1704 EURO!

Caro lettore, dammi 10 minuti del tuo tempo. Leggi questo articolo con a fianco una penna e un foglio.
Mentre leggi le spese che una persona normale oggi affronta in banca verifica TU in che situazione ti trovi.
Qui di seguito è solo un esempio ma molto molto importante per renderti conto di quanti soldi stai regalando alla tua banca!

Partiamo da un'ipotesi di base: sei possessore di un conto corrente e un conto deposito titoli con una banca e hai un patrimonio di 150.000 euro. Ora, analizziamo quanto ti costa. Di seguito trovi quanto pagheresti con una convenzione fatta con 1000PERCAMBIARE.

Tasso d'interesse sul conto corrente: 1%, giacenza media 10,000 euro.
Ebbene oggi si può ottenere almeno il 3,75%. Si tratta di 2,75% di differenza , che al netto delle tasse è pari al 2%. Quindi si parla di 200 euro all’anno di differenza.
(non voglio dilungarmi sulle iniziative attira clienti delle banche che valgono solo per un periodo limitato di tempo, per poi passare a condizioni capestro).

Supponiamo che paghi 5 euro al mese di spesa per la tenuta del conto: 60 euro all’anno (contro 0)

Supponiamo che 50.000 euro siano investiti in un fondo obbligazionario sul quale paghi 0,6% all’anno di spese di gestione senza che te ne rendi conto (leggi il prospetto) ovvero 300 euro (in questo caso il consiglio è di passare a un BOT, spesa di acquisto 3 euro!). Differenza 297 euro.

Supponiamo che 20.000 euro siano in un prodotto strutturato sul quale la banca ha dei caricamenti del 2.5% (media del costo di un prodotto strutturato o a capitale garantito), si parla quindi di 500 euro. Il consiglio è quello di spostarsi sul BOT, in questo caso non pagheresti nulla perchè lo avresti acquistato precedentemente.
(ricordo che il BOT al netto di tasse e commissioni di 4 euro, rende il 3,5%)

Supponiamo che 25.000 euro siano investiti in BOT annuali e che le commissioni siano 0,2%, totale spesa 50 euro. (anche in questo caso li avresti acquistati precedentemente in un'unica operazione)

Supponiamo che 25.000 euro siano investiti in fondi azionari dove il costo di gestione (nascosto nel prospetto) è del 2% anno. Totale spesa 500 euro.
L'alternativa sono gli ETF che costano 4 euro per acquistarli e poi uno 0,15% di costo di gestione (e sono fiscalmente vantaggiosi rispetto ai fondi italiani). Totale spesa 42 euro. Differenza: 458 euro.

20.000 euro siano poi investiti in borsa e che ogni compravendita la paghiate 0,4%. Supponiamo che i soldi li muoviate 1,5 volte all’anno per acquisti e vendite con una spesa di 120 euro (facendo 8 operazioni in un anno spendereste 32 euro). La differenza sarebbe quindi di 88 euro.

Supponiamo che il libretto di assegni costi 3 euro e che ne usiate 3 blocchetti all’anno: 9 euro. (0 nel caso di convenzione)

Supponiamo che la carta di credito costi 20 euro all’anno (0 nel caso di convenzione).

Supponiamo che l’uso del bancomat su altre banche venga addebita 1,5 euro e che lo usiate 15 volte all’anno per un totale di 22 euro (0 nel caso di convenzione)

Supponiamo che vi addebitino un costo per il conto deposito titoli di 25 euro all’anno (0 nel caso di convenzione)

Ci sono poi il costo di bonifici, mav, rid, ritiro contanti, assegni circolari ecc ecc che spero ve li diano gratis..altrimenti…

I giorni di valuta su incassi e pagamenti (difficili da conteggiare, ma sappiamo che con la convenzione saranno meno che gli attuali)

Proviamo a fare un po’ i conti…e la differenza, considerando solo questi prodotti è di 1704 EURO!!!

...........................1704 EURO

MA 1704 EURO SONO IN UN ANNO....Se gli anni fossero 10 e il tasso di interesse il 3% si otterrebbe un risparmio di oltre 20.000 euro!!!

E’ evidente che ognuno di noi ha esigenze diverse, ci sarà colui che non usa i libretti degli assegni ma, magari ha due carte di credito, quello che non negozia titoli azionari ma ha tutto in fondi e viceversa. Quello che possiede meno di 150.000 euro ma anche chi ha di più. Una cosa è certa. 1000 persone permettono di RISPARMIARE 1704 EURO....

Ma 1000PER CAMBIARE non si ferma qua. Vuole andare oltre...
Non parliamo del mutuo (una convenzione permette un risparmio sul tasso e sulle spese iniziali) o dei prodotti pensionistici (dove i ricarichi rischiano di essere più alti) o i finanziamenti alla piccola e media imprenditoria ecc ecc.. o alcuni tipi di assicurazione che la banca potrebbe offrirti con sconti importanti e che la convenzione che 1000PERCAMBIARE andrà a negoziare.
1000PERCAMBIARE ha anche un contatto diretto, tramite il sito, dove nasceranno proposte per nuove iniziative da proporre alla banca.
1000PERCAMBIARE è UN'INIZIATIVA CHE DEVE REALIZZARSI!!!
A oggi hanno aderito 68 persone. coraggio, vai sul sito e manda una mail!

1000PERCAMBIARE
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PROVE TECNICHE DI RIALZO O BULL TRAP

Generali: L'affondo dei fondi hedge.....quale diversità fra loro e il vecchio Fiorani....fra aggiottaggio e mercato. L'utilizzo dei media aiuta la speculazione.

Petrolio e dollaro a nuovi record...l'inflazione ringrazia

Microsoft da la fiducia al mercato +10% in borsa, dopo la trimestrale.

Parmalat in attesa di report

La telefonia d'Europa vola (Telecom le segue ma rimane sempre l'ultima....)

Fastweb, Swisscom ringrazia i broker che hanno fatto affossare il titolo del 20% in poche sedute.... Il riacquisto di azioni costerà meno...

Questo ed altro nel weekend!
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TRASMISSIONE REPORT -Parmalat.un'altra Unicredit?


E' interessante notare come una trasmissione televisiva di alto contenuto culturale e di denuncia possa influire sui prezzi di borsa di piazza affari più che i consigli di analisti finanziari anche importanti.
Unicredito, dopo la denuncia derivati della trasmissione Report andata in onda 10 giorni fa ha lasciato in borsa il 10% (circa 7 miliardi di capitalizzazione!).
Domenica scorsa Report (alla luce del sole e senza avvantaggiare nessuno) comunica che fra sette giorni si occuperà di Parmalat.
Ebbene, il titolo, che il giorno 18 ottobre -giovedì- al mattino viaggiava intorno a 2,72 euro comincia a scendere nel corso di quella giornata, un pò inspiegabilmente.
Passando poi a venerdi notiamo come la discesa continui e nel finale di seduta le vendite si fanno fitte fitte facendo crollare il titolo sotto i 2,60.
Come mai? Non si sa, o meglio si sa, perchè domenica sera viene annunciato su Report che la settimana successiva la trasmissione si sarebbe occupata di Parmalat. E solitamente, si sa, la trasmissione non evidenzia gli aspetti virtuosi di una società ma quelli negativi.
Sta di fatto che il titolo oggi viaggia intorno ai 2,56 euro, domani, venerdi, è probabile un ulteriore indebolimento.
Qualcuno dice che durante la trasmissione verranno riportate alla luce le problematiche relative ai vecchi azionisti Parmalat che cercano di recuperare i loro soldi (con una possibile perdita per la nuova Parmalat di centinaia di milioni).
Da lunedi mattina centinaia di piccoli azionisti si sentiranno in dovere di associarsi e di fare causa alla società (causa che già è in essere ma alla quale potranno aderire molti altri).
Noi, amanti del libero mercato, della concorrenza e dell'uguaglianza informativa ci poniamo una domanda e la poniamo a tutti voi:
Chi ha venduto il titolo Parmalat nelle giornate di giovedi e venerdi 18 e 19 ottobre? Era forse venuto a conoscenza del contenuto della trasmissione Report? Ha sfruttato informazioni privilegiate e lunedi incasserà forti guadagni?
Domande senza risposta. Per non sbagliare non acquisterei il titolo fino a lunedi. Poi si vedrà. Saremo anche curiosi di leggere sulle pagine del Sole24 ore i commenti dei giornalisti alla trasmissione. Non credo che saranno benevoli...anzi! Ma questa è un'altra storia.
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GRAZIE CALIFORNIA


L’incendio a Malibù(nella foto) distrugge oltre 1500 case. I prossimi dati sulle vendite saranno positivi!!! In California nell’ultimo mese la vendita delle case ha segnato un –48% rispetto allo scorso anno. E’ un dato probabilmente falsato, tutto sommato negli stati uniti le vendite di case esistenti sono crollate del “solo” 8%!!!
Ai minimi di oltre 10 anni e ben al di sotto delle attese. Ma la California forse vedrà risultati migliori nei prossimi mesi. Infatti le case distrutte dovranno essere ricomprate. Non sarà il segno del recupero dell’immobiliare ma solo il bisogno di non dormire sotto un ponte. Ma si sa, di questo le statistiche e i dati non ne tengono conto!
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TUTTO QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SUI PIANI DI ACCUMULO MA CHE NON VI HANNO MAI RACCONTATO


I piani di accumulo sono, a mia personale opinione, lo strumento migliore per investire i propri risparmi. Tuttavia non sono poi così diffusi fra il mondo degli investitori. Vediamo di capire perchè:

DIFFIDENZA
Il piano di accumulo nella mente di molti risparmiatori è spesso associato a costi bancari di implementazione e gestione elevati. Nel recente passato, e tutt’oggi, sono stati proposti piani di accumulo, da importanti banche e assicurazioni italiane, che avevano costi di ingresso, costi per il pagamento mensile, costi di gestione dei fondi OSSESSIVAMENTE alti. In aggiunta, molti fondi in cui confluiscono questi piani ottengono performance inferiori al benchmark e in alcuni casi il prodotto è fiscalmente inefficiente…insomma quanto basta per tenere lontano l’investitore. Questa forma di risparmio piace molto a banche e assicurazioni che partendo dalle esigenze dei risparmiatori hanno costruito diversi prodotti tagliati su misura (loro) che permettono di “impegnarsi” con la banca/assicurazione a versare una determinata cifra per alcuni anni in un qualche tipo di fondo con l’obiettivo di riscuotere il capitale maturato a scadenza.
Il difetto di tali prodotti (pac in fondi, assicurazioni miste o ad accumulazione di capitali) e’ fondamentalmente uno: i pesanti costi che rendono questi prodotti scarsamente efficienti (inefficienze che si traducono in ottimi guadagni per chi li vende). Facciamo un esempio molto vicino alla realtà: Poniamo il caso che un investitore acquisti un fondo che ha costi totali annui (TER - Total Expence Ratio – e’ bene familiarizzare con questo termine che indica i costi totali di un fondo gestito) pari al 3% e che per semplicita’ questo fondo acquisti solo il mercato italiano. Se la borsa italiana guadagna il 10% in un anno il risparmiatore vedra’ il fondo a +7%. Se il mercato italiano perde il 10% il risparmiatore vedra’ il suo fondo a -13%.
Questo e’ un esempio, chiaramente molto semplificato, ma che puo’ rendere bene l’idea: dopo 20 anni, comunque vada il mercato, chi ha acquistato il mercato italiano da solo senza comprare il prodotto da una banca, si troverà circa il 90% in più di chi ha comprato il fondo, (pari al 3% annuo ricapitalizzato) ovviamente mi riferisco alla prima tranche di fondi investiti il primo anno e via di seguito per i successivi, per giunta con gli stessi rischi. Quindi qui di seguito NON tratterò volutamente i piani di accumulo bancari e assicurativi che NON ritengo d'interesse (anzi chi ne avesse in essere sarebbe meglio che li analizzasse meglio) ma vi darò la mia opinione su come impostare un piano di accumulo fai da te che può dare grandi soddisfazioni nel lungo periodo.

DEFINIZIONE DI PIANO DI ACCUMULO
Il piano di accumulo è una grandissima invenzione e permette, se gestito con poche e semplici regole di ottenere performance di lungo periodo molto interessanti. Vediamo di capire in cosa consiste: Il Piano di accumulo NON è un prodotto finanziario ma una METODOLOGIA d'investimento. Il piano di Accumulo è una forma di investimento/risparmio che consiste nel versamento periodico di un somma di denaro all’interno di uno o più prodotti finanziari o mercati.
La finalità principale del PAC è quella di consentire di investire sistematicamente flussi di denaro, anche poco ingenti, che si rendono gradualmente disponibili nel tempo. Come tale si tratta di una metodologia ideale anche per piccoli investitori o per chi abbia comunque un flusso reddituale costante nel tempo, ad esempio dei flussi cedolari, da dovere impiegare in altre forme di investimento o semplicemente lo stipendio. Di fatto un PAC possiede la duplice veste di prodotto di risparmio e di investimento, caratteristica questa che lo rende molto interessante anche in ottica pensionistica: ad esempio è possibile destinare mensilmente una quota del proprio stipendio ad un portafoglio di investimento predefinito, in modo da poter disporre, una volta terminata la fase di vita lavorativa, di un reddito previdenziale aggiuntivo.
Si tenga presente che investire anche piccole somme di denaro, ma in maniera costante e disciplinata, sui mercati finanziari permette comunque di accumulare nel tempo (da qui il nome di Piano di Accumulo del Capitale) valori interessanti. A titolo di esempio si consideri che chi avesse investito nell’indice Dow Jones Industrials, 10 dollari ogni mese negli ultimi 30 anni, si ritroverebbe ad oggi con un montante di circa 20.000 dollari… e senza tenere in considerazione i dividendi distribuiti nel periodo.

CARATTERISTICHE
-Diversificazione temporale: Dal punto di vista prettamente finanziario, il Piano di accumulo si rivela molto interessante anche perché consente un ulteriore livello di diversificazione: quello temporale.
La possibilità infatti di non concentrare l’investimento in un’unica soluzione, e quindi in un unico momento temporale, permette di scongiurare l’eventualità di legare l’entrata sul mercato ad un timing sbagliato: si pensi a cosa sarebbe accaduto al capitale se si fosse concentrato l’investimento nella fine del ‘99 o nel primo trimestre del 2000. Attraverso il PAC, invece, è possibile mediare nel tempo i prezzi di carico delle posizioni: di fatto in alcune occasioni si acquisterà a quotazioni di mercato basse ed in altre elevate, ma rappresentando ciascun versamento una quota minima del capitale che verrà complessivamente impiegato, il prezzo medio di carico, ossia la media dei prezzi di acquisto, non risulterà mai troppo elevato. Chiaramente sarà impossibile acquistare sui minimi, ma si eviterà di comprare sui picchi di borsa, punto di centrale importanza data la finalità non speculativa di un PAC: di risparmio e crescita del capitale.
-Il ribilanciamento del portafoglio: Come detto un PAC può avere come sottostante anche più di un prodotto finanziario, la cui scelta è direttamente determinata dalla decisione di asset allocation effettuata a monte del portafoglio. L’asset allocation ossia la suddivisione del capitale investito tra le diverse attività finanziarie, rappresenta molto probabilmente la decisione più importante all’interno di un PAC, in quanto deve essere assolutamente coerente con il profilo di rischio-rendimento desiderato o con le finalità specifiche dell’investimento. A causa però delle fluttuazioni dei prezzi, il peso delle diverse attività finanziarie contenute nel portafoglio tende a variare nel tempo, a volte anche in modo molto considerevole. Se ad esempio un portafoglio fosse inizialmente costituito 60% azionario e 40% obbligazionario e durante l’anno le azioni guadagnassero il 10% mentre le obbligazioni perdessero il 10%, a fine periodo il portafoglio sarebbe costituito per circa il 65% di azioni e per approssimativamente il 35% di obbligazioni.Diviene dunque necessario ribilanciare, ossia riportare il portafoglio all’originaria composizione, riducendo l’attività che si apprezzata e incrementando quella che ha perso di valore. Nelle modalità di ribilanciamento esistono due differenti filosofie. La prima implica di intervenire sul portafoglio a scadenze prefissate, ad esempio ogni sei mesi o un anno. La secondo invece consiste nello stabilire uno scostamento massimo accettabile, oltre il quale effettuare il ribilanciamento. Questo secondo approccio è forse preferibile in quanto assicura un migliore controllo del rischio: evita sia di effettuare operazioni marginali, sia che il portafoglio diventi molto sbilanciato rispetto alla scelta iniziale. E’ bene però in questo caso che il cuscino entro il quale far fluttuare liberamente il portafoglio sia abbastanza ampio (10-20 per cento) in modo tale da non imporre interventi e transazioni troppo frequenti.
Cosa ancora più importante è però che, una volta decisa l’asset allocation e la legge di ribilanciamento, le si segua in modo assiduo e costante, senza modificarle nel tempo in base all’andamento dei mercati.

PIANO DI ACCUMULO FAI DA TE
Come puo’ fare dunque il risparmiatore a bypassare gli alti costi che i prodotti bancari accollano a questi prodotti? L’alternativa, con un minimo sforzo in piu’, e’ quella di costruirsi un piano di accumulo fatto in casa utilizzando strumenti efficienti, gli ETF, o certificates, acquistando tali prodotti tramite una banca on line con costi di compravendita fissi e bassi (non più di 5 euro per eseguito).

Vogliamo porre l’attenzione in particolare sugli Etf (e certificates), che essendo prodotti nuovi per il nostro Paese (ma diffusi da tempo nei Paesi anglosassoni) sono poco conosciuti dagli investitori. Gli Etf sono fondi quotati che hanno l’obbiettivo di replicare fedelmente gli indici di borsa, con una minima spesa per il risparmiatore. Dal nostro punto di vista sono ottimi strumenti per coloro che desiderano fare un investimento azionario di lungo periodo, in quanto con pochi costi e poca fatica permettono di avere un portafoglio diversificato, sempre disponibile (si possono vendere in qualsiasi momento) .

FILOSOFIA DI FONDO: Chi è interessato a un piano di accumulo deve necessariamente essere d’accordo con una filosofia di pensiero: la crescita economica mondiale. Tale crescita è sempre esistita ed è caratterizzata da lunghi periodi di crescita con repentini e brevi crolli.La probabilità che un imprenditore possa fallire nel corso degli anni è elevata. La probabilità che l’economia nella sua globalità scenda per anni e anni è molto molto bassa e, nel caso si verificasse genererebbe una tale crisi da non salvare nessun tipo di risparmio. Gli imprenditori fanno funzionare le loro aziende con capitale proprio (azioni) e debito (bancario e obbligazionario). L’obiettivo loro è generare un profitto che sia superiore al costo del capitale di debito. Se così non fosse sarebbe meglio per loro chiudere l’azienda e investire il ricavato in titoli di debito altrui. Questo postulato ci spiega perchè da sempre la redditività delle borse (o meglio degli indici di borsa, rappresentativi dell’andamento dell’economia) è superiore alla redditività delle obbligazioni e degli immobili (al netto di tasse e costi).

FISCALITA’: Il piano di accumulo non può essere effettuato con prodotti (fondi) di diritto italiano in quanto la tassazione sugli utili è fatta giornalmente. E’ assolutamente necessario costruire il piano di accumulo che preveda la tassazione solo a scadenza. Ecco quindi che gli ETF (senza lo stacco di cedola) sono la soluzione ideale per il nostro scopo. (attenzione, l’incidenza fiscale in un piano di accumulo a 20 anni ha un impatto molto rilevante)

ORIZZONTE TEMPORALE: L’orizzonte temporale ideale non deve essere inferiore ai 20 anni. Il motivo è dato dall’ampiezza dei cicli economici. Non si deve terminare il piano di accumulo in momenti di crisi del ciclo, si deve avere il tempo di ritoccare i pesi degli investimenti nei momenti di ciclo favorevoli.

LA SCELTA DELL’ALLOCAZIONE : Nei primi anni di accumulo (nell’ipotesi di un piano a 20 anni almeno per i primi 10) si deve investire l’intero capitale nei mercati azionari. La scelta non deve considerare la singola azione, la singola nazione o il singolo continente. Bisogna diversificare almeno nei 5 mercati principali America, Europa, Giappone, Cina, Paesi emergenti) assumendosi il rischio di cambio.

L’ACCUMULO: Al momento iniziale si deve stabilire un importo minimo da dedicare al piano di accumulo nei prossimi 20 anni. Tale importo potrà poi essere modificato in futuro ma non per difetto, altrimenti l’intera bontà del piano salta. Anche incrementi eccessivi dovranno essere valutati di volta in volta per non distruggere le performance. L’inserimento di una cifra importante in un momento particolare del piano è altamente sconsigliabile.

L’INVESTIMENTO: Non necessariamente bisogna investire ogni mese lo stesso importo. Il suggerimento è di adottare una formula matematica che permetta un maggior apporto di denaro nei mesi in cui i mercati sono andati male e un minore apporto quando i mercati sono in salita. (esempio: investire l’80% della somma nei mesi in cui i mercati salgono e il 130%- 140% quando scendono, in quanto è statisticamente provato che il numero di mesi in cui si scende è inferiore al numero di mesi in cui sale)

CONSOLIDA I RENDIMENTI: E’ necessario, dopo un certo numero di anni (almeno 5) utilizzare dei sistemi per consolidare i rendimenti con delle regole fissate a priori. Per esempio, realizzare la parte di extrarendimento ottenuto in un particolare anno reinvestendola in etf obbligazionari.

REINVESTI SUI CALI : Con lo stesso criterio di cui sopra, bisogna reinvestire sull’azionario ciò che si era consolidato al verificarsi di momenti di mercato in discesa. Anche qui la regolina matematica va fissata a priori. (ma vi assicuro che è di una banalità estrema)

GESTIONE DOPO LA META’ DELLA VITA DEL PIANO.: Dopo la metà della durata del piano di accumulo bisogna cominciare a ridurre il peso sull’azionario (al di là della formula che fa consolidare i rendimenti. La riduzione dovrà avvenire durante un ciclo positivo di borsa. A quel punto bisognerà spostare ciò che si è realizzato su un ETF obbligazionario o un titolo di stato. Altrimenti si rischia di veder rovinata la performance del piano se negli ultimi anni di vita del Pac ci fosse una crisi finanziaria (tipo quella che ha caratterizzato il 2001).

RIASSUNTO:
-Il Piano di Accumulo è il miglior modo per investire i propri risparmi in un’ottica di lungo periodo.
-La quasi totalità dei prodotti bancario-assicurativi presenti oggi sul mercato italiano ha costi (di entrata, di gestione, fiscali, di uscita) troppo elevati che non rendono così conveniente questa tipologia di risparmio
-Il fai da te è possibile. Grazie al Fai Da Te (online) e agli ETF che riducono al minimo i costi di gestione (il rapporto fra i costi dei prodotti bancari e il fai da te arriva a essere 10 a 1.
-Il Fai da te deve considerare :
a) La durata dell’investimento
b) La scelta degli strumenti in cui investire
c) La fiscalità
d) Gli importi da destinare nel tempo
e) Le regole matematiche d’investimento
f) Le regole per applicare il consolidamento dei rendimenti
g) Le regole per applicare il reinvestimento sui cali
h) Le regole di riduzione del rischio man mano che si avvicina la scedenza del piano di accumulo.

L’investitore oggi deve quindi scegliere fra i costi dei prodotti bancari e il fai da te. Per me la scelta non ha dubbi, tuttavia se ancora ne rimanessero....
Chiunque fosse interessato ad approfondire i temi discussi in questo articolo può contattarmi liberamente all’email
...........................MERCATILIBERI@GMAIL.COM

Ricordo sempre l’iniziativa 1000PERCAMBIARE. Un gruppo di acquisto per ottenere una convenzione con una banca capace di far risparmiare parecchi soldi a ciascuno di noi, anche nel campo dei piani di accumulo!

Vai sul sito e aderisci all’iniziativa: http://1000percambiare.blogspot.com/

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NOTIZIE DAL PARTERRE


Si comiciano a intravedere le mani forti???
Apple vola a NY grazie alla trimestrale.
Amazon prima sale del 10% per poi perderli in after hour, dopo l'annuncio sui dettagli della trimestrale.
Vodafone viene upgrada a buy da JPMORGAN.
STM vola letteralmente a Wall street. Attesa un'apertura in forte rialzo a Milano sul titolo (quasi il 10%)
Merrill Lynch, in nottata è giunta voce che il broker americano sia costretto a svalutazioni non di 5 miliardi di euro, come annunciato precedentemente, ma di 7 Miliardi. mercato in trepidante attesa.
Telecom Anatel da l'ok a Telco e all'entrata di Telefonica. Pirelli ha già scontato in borsa l'incasso dei soldi per la vendita di Olimpia portandosi da o,80 a 0,88.
Possibile una salita a 0,93 nei prossimi giorni. Par Camfin invece si prospetta una salita di 10% a 1,90.

Fiat, oggi CDA e attesa la trimestrale. Intanto Amber ha deciso di puntare su IFI (con il 7,5%). Alla caccia dello spin off dell'auto! CNH, i trattori della Fiat volano in borsa a NY regalando oltre 1 miliardo di dollari di maggiore capitalizzazione alla Fiat che infatti li ha già scontati in borsa negli ultimi tre giorni.

Generali il fondo TCI attacca il management Generali e si preannuncia una possibile scalata. Lo stesso fondo aveva attaccato ABN AMRO prima della scalata.
Occhio anche ad Alleanza che potrebbe essere utilizzata come poison pill. 9,10 è un prezzo attraente. Sui minimi dell'anno, con un dividendo ipotizzabile per il 2008 di quasi il 6%.
Goldman Sachs Lehman, Citigroup e Merrill Lynch dopo la presentazione del piano strategico hanno dato giudizi poco lusinghieri sul titolo di Trieste. Tuttavia in borsa la solidità del titolo durante tutta l'estate e anche in questi giorni è sospetta. Le mani che contano sono ben presenti sul titolo. Un broker francese ha addirittura rivisto al rialzo il target a 37 euro. Chi avrà ragione?
Intanto Finanza e mercati e Milano e Finanza lanciano il leone di trieste a Piazza Affari con articoli positivi sul titolo
.

I dati macroeconomici odierni USA
Scorte di Petrolio, Vendite di case esistenti
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PREMUDA

A parziale rettifica, dopo la lettura dei dettagli sulla trimestrale:

I noli per i carichi liquidi, (aframax, Suezmax e Panama Tankers) sono scesi, a parziale compensazione i noli per Panama Bulk sono saliti.
Il dollaro basso sfavorisce gli utili del gruppo.

Tuttavia, il trading delle navi (parte integrante del business) sono da anno record.
Viene distribuito un dividendo straordinario.
Patrimonio aumentato, Indebitamento diminuito.
Navi in costruzione nascondono una plusvalenza latente.
Possibile recupero per i noli sui carichi liquidi.

Titolo solido, da mettere in vendita su eventuali strappi al rialzo.
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EFFETTO MAGIA

Quando le borse sembravano andare verso un libero avvitamento ecco la magia....

Improvvisamente il dollaro e lo Yen si rafforzano (chiusura di carry trades)
Il petrolio e le materie prime arretrano
e le borse respirano!!!
Per finire la trimestrale di Apple porta fiducia.

Tutto questo mentre gli americani si apprestano a tagliare i tassi.

In mattinata prevedibile un rialzo dei mercati, poi si vedrà!
Il consiglio, fino alla noia...rimane sottopesati in azioni fino a metà novembre.
Ogni nuovo acquisto che venga fatto in sostituzione ad altri acquisti.


Titoli sotto osservazione

-Premuda, dopo la trimestrale ottima di ieri oggi è atteso un mini rally.
-Camfin. Pirelli sta per incassare i soldi della vendita telecom. La holding Camfin ha un'obiettivo di breve a 1,87.
-Retelit si aggiudica un'importante commessa con le forze armate americane. Titolo acquistabile ai prezzi di ieri
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PREMUDA...E POI NON DITE CHE SONO NEGATIVO SUI MERCATI

Oggi è uscita la trimestrale.
Capitalizzazione del titolo 240 milioni di euro.
Pagamento dividendo straordinario 0,06 euro (3,5%)
Utile netto primi 9 mesi 37 milioni !

I 37 milioni di utili netti sono in gran parte dovuti alla vendita di navi che avevano in costruzione con ottime plusvalenze. Tuttavia gli utili da noli nell’ultimo trimestre sono raddoppiati grazie alla salita dei prezzi (vedi Baltic Index)

Premuda ha ancora 350 milioni di dollari di valore di navi in costruzione che se vendute farebbero ottenere un’altra importante plusvalenza.

Anno d’oro per la compagnia genovese (tuttavia i prezzi non sono ai massimi di qualche anno fa quando toccarono i 2 euro). Il titolo è stato inserito nel nostro portafoglio già la scorsa settimana e ben si è difeso da questa correzione. E poi non ditemi che sono negativo o inquietante. L'analisi della macroeconomia fa porre dei seri dubbi sul futuro dei mercati, ma le aziende buone non devono essere dimenticate!
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ARTICOLI E INIZIATIVE


ARTICOLI DI MERCATO LIBERO DEL WEEKEND che potete leggere qui di seguito

-LA GUERRA DEI DUE MONDI (FINE DI UN IMPERO)
-19 OTTOBRE FRA CABALA E RICORSI STORICI
-PARLIAMO DI ALCUNI TITOLI ITALIANI
-LA PAROLA AGLI ANALISTI
-LE BUONE REGOLE DI VITA
-INTERESSANTE VIDEO
-TELECOM -ESPROPRIO RETE
-ITALIETTA DA PASTASCIUTTA
-PADOA SCHIOPPA NON NE COMBINA UNA GIUSTA
- 24ORE
-PLUTOCRAZIA





LE 7 INIZIATIVE IN ESSERE DI MERCATO LIBERO
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LA GUERRA DEI DUE MONDI:-



LA FINE DELL’IMPERO.

Qui di seguito vi racconto una storiella frutto di fantasia. L’obiettivo? Quello di provare ad andare oltre i semplici fatti che si possono leggere sui giornali. Di andare oltre alcune semplici risposte che i media ci danno. Fare un volo pindarico e cercare di vedere le cose sotto un’altra luce. Magari si prendono degli abbagli, magari la verità delle cose è molto più semplice magari…magari….intanto essere sospettosi non ha mai fatto male a nessuno, specie in un mondo dove la fiducia sembra mancare proprio ai piani alti della stanza dei bottoni.

La tesi che vogliamo sostenere: il recente rialzo di materie prime, noli, derrate alimentari è una mossa voluta dai paesi con economie floride (Cina, Arabia, Russia…) per portare inflazione alle economie americane ed europee. L’inflazione, arrivando in un momento tanto delicato in una america alle prese con il crollo dell’immobiliare e la paura del troppo debito ingovernabile potrebbe portare ad un’ulteriore avvitamento in negativo dell’economia a stelle e strisce e a un crollo anche dei valori azionari. La mossa è voluta da parte dei paesi ricchi per poter comprare (grazie ai fondi sovrani) aziende e quote di mercato in america a prezzi scontati.

La nostra storia parte da alcuni dati reali:

1) Le materie prime sono ai massimi storici. L’impennata è stata particolarmente accentuata nelle ultime settimane (Oro, Petrolio, carbone, platino, rame ecc ecc tutte improvvisamente sono salite molto). La salita dei prezzi delle materie prime così accentuata, non sembra dettata dalla sola crescita economica. Proprio quando Europa e America sono strutturalmente deboli e si parla di rallentamento economico mondiale, ecco che le materie prime, invece di decelerare aumentano a dismisura. Gli stessi esperti non si spiegano il rialzo a 90 dollari del petrolio (a meno che la Cina e La Russia non stiano facendo le scarpe all’America)
Ecco le parole di Leo Drollas capo economista CGES intervistato dal 24 ore: “c’è qualcosa di strano, inspiegabile . i futures sul petrolio hanno subito una profonda metamorfosi. Le scorte sono aumentate, la capacità di riserva mondiale è migliorata eppure i prezzi hanno continuato a salire”.

2) Il costo dei noli (il costo dei trasporti su nave) è cresciuto negli ultimi mesi in maniera MAI vista (con rialzi del 300%). La crescita si è accentuata negli ultimi due mesi. Andata a vedere il grafico del Baltix Index. Che ho riportato sul sito alcuni giorni fa. Il costo dei trasporti in aumento porta inflazione.
http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2007_10_18_archive.html

3) Il costo dei beni alimentari è salito alle stelle.Pane, pasta e un po’ tutti i beni di prima necessità.

4) Nel frattempo la crisi finanziaria e immobiliare ha costretto gli americani a tagliare i tassi d’interesse e il dollaro si è indebolito verso tutte le divise mondiali.

5) Dollaro debole, costo dei trasporti alto e materie prime alle stelle porteranno l’America verso un aumento poderoso dell’inflazione.

6) Inflazione alta e tassi di interesse alti porteranno a una riduzione del valore degli assets immobiliari ancor più accentuata e a tassi sui mutui inaccettabili (nuove insolvenze e valore delle obbligazioni subprime ancora più basse; la crisi continuerà anche in tutte le aree del debito strutturato (SIV, CDOs, ABS, Conduit ecc ecc).

7) Il private equity, avendo operato a debito (1 euro di capitale e 4 di indebitamento) potrebbe vedere forti perdite che potrebbero costringere la vendita coatta di assets per ripagare il debito bancario contratto.

8) Nel frattempo l’America sta lasciando il Medio Oriente, la guerra in IRAN è stata un insuccesso e ora costa troppo ai bilanci dello stato.

9) L’Iraq apre le porte alla Russia di Putin che si ripropone come punto di riferimento per tutta l’area. (con controllo delle fonti energetiche).

9) L’Europa ha visto raffreddarsi di molto il rapporto con la Russia di Putin negli ultimi mesi.

10) In agosto si è verificata la fuoriuscita più grande che la storia americana ricordi di dollari. Ben 163 miliardi di dollari sono fuoriusciti dal sistema. La colpa sembra essere dovuta al taglio dei tassi americani che fa indebolire il dollaro. Il dato di fatto è che i paesi asiatici, da sempre compratori netti di debito americano stanno uscendo dal biglietto verde.
L’america non riesce più ad attirare capitali e il suo sistema finanziario rischia di implodere.

11)I fondi governativi dei NUOVI paesi ricchi (Cina, Russia, India, paesi Arabi) sono pronti ad acquistare imprese, quote di mercato, immobili in america (e in europa) se i prezzi saranno interessanti. In questi anni i consumatori di Europa e America hanno speso i loro risparmi e si sono indebitati. I mega profitti sono stati fatti dai paesi ricchi di materie prime e con la manodopera a basso costo. Questi soggetti però non hanno rimesso in circolazione il denaro. Si sono comportati da vere formichine e hanno guardato sorridendo la cicala americana.
I soldi non sono finiti nelle tasche del popolo cinese o indiano. Li ha risparmiati lo stato sovrano e li ha messi in fondi governativi (Sovereign Wealth fund) . E ora sono pronti a comprare ciò che rimane dell’industria e della finanza americana.

12) La crisi iniziata con i subprime in america è la punta di un iceberg. La crisi non è rientrata. Le grosse banche americane fino ad oggi hanno salvato i bilanci ma la FED continua a finanziare il sistema, il tasso di interesse a cui le banche si scambiano il denaro in America e in Europa è rimasto alto, segno che la sfiducia serpeggia fra i banchieri. Tre settimane fa la sfiducia si stava impadronendo delle masse (Northern Rock), allora intervennero le banche centrali. Ma per quanto ci riusciranno?

Andate a leggervi gli articoli degli ultimi mesi di Mazzalai http://icebergfinanza.splinder.com/
e Spallino http://michelespallino.investireoggi.it/ sulla situazione economica mondiale.

13) Il 2008 è l’anno delle elezioni americane. Bush non potrà essere rieletto e probabilmente saliranno i democratici. Il loro avvento comporterà un cambiamento di rotta totale nella politica economica economia a stelle e strisce

Fino ad ora vi ho illustrato il quadro della situazione. Ora passiamo a vedere alcune possibili conseguenze dirette:

In primis è’ in arrivo una vampata inflazionistica senza precedenti. In america la Fed non potrà più tagliare i tassi di interesse (le banche quindi rischieranno di fallire).
Inflazione alta e tassi d’interesse alti metteranno sotto pressione mutui, immobili e debito aziendale.
Se anche Wall Street dovesse scendere, tutte le asset classes andrebbero in crisi, ci sarà un effetto impoverimento che metterà in ginocchio gli americani e il loro modello economico. I fondi pensione rischieranno anche loro di saltare non potendo garantire le pensioni. Ecc ecc
La borsa fino a 5 giorni fa baldanzosa e irriverente verso la crisi finanziaria ha capito che il ribasso dei tassi che Bernanke ha effettuato ed effettuerà avrà poca durata davanti a un’inflazione devastante che obbligherà la Fed a rialzare i tassi con tutte le nefaste conseguenze che sappiamo..
Ci dicono che la discesa di NY è dovuta a trimestrali non brillanti e che presto si riprenderà. Forse….ma se poi non sarà così?

Nel frattempo il nemico (i paesi con i bilanci virtuosi e con forzieri stracolmi d’oro e preziosi) sta sorvolando come un Condor sulla testa degli americani.
Certo, come la storia ci insegna, per vincere non si deve stravincere. Quando il nemico (america) sarà stremato, gli getteranno una ciambelle di salvataggio, in cambio della testa dei repubblicani.
I democratici saliranno al potere, accetteranno di vendere qualche grosso pezzo di industria americana alle agguerrite truppe cinesi e russe, e tutto potrà essere ribilanciato.

Se questa è una semplice storiella lo vedremo nei prossimi mesi.
Per ora, e tornando ai mercati, diciamo che, fino a quando i minimi di agosto verranno mantenuti, bene!..dopodiché saranno dolori e la storiella potrebbe non essere solo frutto di fantasia…

Nel frattempo ricordo i consigli di portafoglio di MERCATO LIBERO: :
- Immobiliare stare lontani
- Azionario Sottopesare
- Titoli obbligazionari statali a medio lungo: Stare lontani
- Titoli obbligazionari a a breve termine mantenere
- Titoli obbligazionari corporate stare lontani (ma essere pronti ad approfittare di ulteriori aumenti del premio al rischio)
Liquidità sovrappesare.

Naturalmente lontani da qualsiasi prodotto assicurativo, bancario che abbia commissioni elevate. Non ha senso!!!
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19 OTTOBRE FRA CABALA E RICORSI STORICI


19 ottobre 1987….
Vico ci insegnava ….Corsi e Ricorsi storici….Alle cabale non ci si dovrebbe credere, ma ai fondamenti di macroeconomia si! Quando sono marci…prima o poi il mercato se ne accorge…
Il 19 ottobre i mercati hanno segnato un brusco stop in america. Difficile che nei prossimi giorni la situazione possa precipitare come allora anche se le premesse economiche non mancano.
20 Anni fa la borsa americana scese per tutta la settimana precedente ma in Europa tutto sembrava sotto controllo.
Poi avvenne il lunedì nero (-22% a Wall Street) e il martedì toccò alle borse europee che in ritardo (come al solito) si accorsero di ciò che stava accadendo e scesero violentemente.
L’Europa viaggia su valori di borsa non elevati rispetto al passato ma i quattro pilastri che tengono in piedi queste valutazioni sono molto fragili. debito debito debito e debito!
Non ci si cura del dollarodebole, delle materie prime e costi di trasporto alle stelle. Gli analisti continuano a dire che l’inflazione è sotto controllo.
Anni fa fu la speculazione di Soros a far saltare alcune economie deboli. Oggi alcuni grossi fondi hedge stanno puntando gli occhi verso una preda molto più grossa di nome ECONOMIA OCCIDENTALE.
Nei prossimi anni i tassi di interesse potrebbero raddoppiare e l’Italia sarebbe de facto fuori dall’Europa, e incapace di ripagare il debito. Senza dimenticare la dipendenza dell’Italia dalle fonti energetiche. L’energia in Italia era è già più cara che in Europa e ora costerà sempre più.
L’Italia era un paese trasformatore. Oggi che i paesi trasformatori sono altri l’Italia ha ben poche aziende che si sono imposte nel panorama internazionale.
Leggete l’ultimo libro di Vito Tanzi. Racconta come l’Argentina è passata in pochi decenni da una delle economie più floride del mondo a un paese in bancarotta.
Oggi con la globalizzazione il processo è molto più rapido. L’Italia, già malata prima di entrare in Europa, ha sciupato l’occasione di ridurre il debito (grazie a interessi più bassi) e ora nel caso di interessi alti non potrebbe più ripagarlo!

Un consiglio ulteriore? Avere liquidità regolarmente depositata in banche al di fuori dall’Italia (con tanto di segnalazione nella dichiarazione dei redditi).
Il rischio default Italia aumenta. Oggi il costo che si paga per avere un conto all’estero, è basso e tutto si fa nella massima legalità. Domani chissà?
Oggi cercano di bloccare il libero pensiero su internet (cercando di chiudere i blog) domani potrebbero bloccare la libera circolazione di capitali.

Nel frattempo alcune notizie dai mercati…
Il premio dei credit default swaps è volato a 335 centesimi, da 262 di 5 giorni prima
(indica che il rischio di fallimenti è aumentato)
Il rendimento dei Tbills (BOT) americani è sceso a 3,35% ben 1,5% in meno dei tasso fed (segno di fly to quality).
Commercial paper e strutturati non trovano prezzo.
Il fondo salva debiti potrebbe salvare, forse, la sola Citigroup.
Dimenticavo, Warren Buffet, fa cassa e vende tutte le azioni petrolifere di Petrochina. (incassa oltre 3 miliardi di dollari…se lui fa cassa…perché non lo facciamo anche noi. Nuove opportunità nasceranno con i nuovi proprietari del mondo.
Per gli amanti del rischio…Northern Rock riprecipità sulla borsa di Londra…..
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PARLIAMO DI ALCUNI TITOLI ITALIANI


Unicredito fra derivati, subprime, cause legali si avvicina rapidamente ai minimi di agosto. A quando i 5 euro?
Banca Italease con i tassi in salita e gli immobili giù, il leasing è destinato a ridursi. Target a 10 euro. Nel frattempo Fondiaria e Italease stanno litigando. Bankitalia non permette l’acquisto di Banca Sai a Italease (ma allora la società è messa male…..forse i rischi derivati non sono tutti coperti). Ombre oscure si aggirano su questa banca che deve chiedere al mercato 700 milioni e il mercato si sa…non regala nulla (specie ora)
Le banche in generale sono tutte sotto pressione con prodotti cari e inefficienti, interessi da fame e una MIFID che porterà più chiarezza ai clienti delle banche e quindi meno guadagni.
Il gruppo Zunino ha un debito stellare, ma tutto regge sulla base di Santa Giulia, il progetto immobiliare che sta nascendo vicino a Linate (si dove passano gli aerei). Qui si sta sviluppando il suo progetto più grande. A ben vedere le case non sono poi così belle ma il prezzo di vendita è insostenibile. Si arriva a pagare anche 7000-8000 euro per degli appartamenti che se l’immobiliare scende e i tassi salgono non potranno che essere venduti alla metà dei prezzi attuali. Se il valore immobiliare scendesse del 40% il suo impero sperirebbe.
Ecco quanto si dice in un forum di Vivimilano su Santa Giulia:
-La location e' infima: uno spazzone nel mezzo di uno dei quartieri piu' brutti esteticamente, fatiscenti e malfrequentati di Milano, immerso nelle nebbie e troppo vicino alla pista di atterraggio di Linate. Sir Norman e' bravo ma quando lavora troppo di fantasia crea cose orrende e poco funzionali (vedi la Chesa Potato di sankt Moritz). Io con Foster ci ho lavorato e vi posso assicurare che va tenuto al guinzaglio altrimenti so dolori!!!
-I 7000 euro al mq fanno riferimento alla zona 'extralusso' dell'intervento, quella più lontana dalla metro (lato via Bonfadini). Dal lato della metro, dove le abitazioni saranno comunque molto belle il prezzo sembra aggirarsi intorno ai 3000 al mq. Mi sembra che per una abitazione nuova in Milano, non sia affatto male. In palazzi fatiscenti, anche solo leggermente più centrali, c'è chi pretende molto di più ...
-I prezzi sono folli, circa 8000 euro al mq e infatti non hanno venduto niente. La metrò non è sotto casa, c'è un tram che ti ci porta. Dopo di che non ci sono scuole, nè private nè pubbliche e c'è solo una strada per entrare e uscire. Ripeto: il poco che l'hanno venduto l'hanno venduto per pressioni varie, nessuno ci ha voluto mettere una lira... Tu spenderesti 800k euro per un bilocale che mettila come vuoi ma è a Rogoredo? Figurati che non hanno neanche venduto tutti gli appartamenti in edilizia convenzionata. E' vero, c'è la gialla vicina, ma a Milano il metrò va in un sacco di posti... E poi uno che ha i miliardi e può permettersi quelle case secondo te gliene batte qualcosa della metrò??
La domanda è? Le banche come si proteggeranno? Potrebbero subire delle perdite in caso di discesa del valore immobiliare?
Parliamo ora di Zalesky: 7 miliardi di indebitamento (14.000 mila miliardi delle vecchie lire!), ottenuto dagli amici e dagli amici degli amici. Un patrimonio in borsa stimato nell’ordine di 10.500 miliardi. Cosa succederebbe se i mercati stornassero pesantemente?
Sarebbe costretto a rientrare? (Unicredito e Intesa le banche più esposte)
Autogrill, le materie prime alimentari volano…trimestrale prossima in difficoltà. Target primo 12 euro.
Enel, 57 miliardi di euro di debiti. Se non imborraccia subito qualcuno con bonds a tasso fisso il rischio di discesa è elevato per il titolo energetico italiano. (permetterà il governo di alzare le tariffe energetiche garantendo un profitto monopolista alla società di Conti?)
Bulgari, saprà resistere ai crolli dei consumi dei beni di lusso nelle economie occidentali?
Fastweb, venerdi un broker, JP Morgan. ha valutato la società 31 euro! Occhio alle prossime settimane, è interesse di Swisscom far crollare il titolo per poterlo comprare in un secondo tempo abbassando il prezzo di carico (oltre 46 euro).
Fiat vola in borsa ma siamo sicuri che continuerà a vendere trattori (CNH) e camion (IVECO) con lo stesso tassodi crescita di oggi? e le auto da 2500 euro che potrebbero arrivare in Italia spaventano Marchionne?
Mediaset i media in generale, riusciranno ad attrarre soldi per dalla pubblicità. Stiamo vivendo una trasformazione e la pubblicità oggi come oggi è frammentata.
Telecom, la sua piccola quota di mercato globale e la montagna di debiti come andrà a finire?
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ANALISTI ---ITALIANI ED ESTERI


Leggendo qua e la in molti siti di finanza operativa italiani durante questo week end, mi sono reso conto di quanti scrivono commenti positivi sull'andamento borsisitico delle prossime settimane.
Fatene tesoro anche voi di qquanto dicono e verificate la bontà nelle prossime settimane. Io lavoro in questi mercati da 20 anni e l'incertezza in cui viviamo in questi mesi non mi fa investire tranquillo. Forse dal punto di vista dei clienti l'immobilismo non paga. Qualcuno potrebbe obiettare che far investire in titoli di stato a breve tedeschi non è una scelta da consulente. Eppure molte volte sono le cose semplice che pagano. In un mondo finanziario pieno di derivati, strutturati, cartolarizzati...un investimento semplice, per qualche mese, potrebbe non essere una cattiva scelta. In caso di crolli poi si reinvestirà.

E GLI ANALISTI ESTERI:
Lehman Brothers
Goldman Sachs
Morgan Stanley
J.P. Morgan
Credit Suisse
UBS
Banca Intesa
Unicredito
Citigroup
Bank of America
Ecc ecc….Le principali case di brokeraggio continuano a consigliare l’investimento in azioni!
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LE BUONE REGOLE....


Ecco alcune regole di buona condotta che farebbero inorridire i nostri politici e metterebbero il nostro sistema economico in default in poche settimane. E pensare che sono regole di buona condotta, o meglio da buon padre di famiglia (e te le fanno passare come rivoluzionarie)

- Fare i debiti solo se servono per degli investimenti che devono portare ricchezza maggiore (non falso benessere)
- Facciamo una via più spartana
-Compriamo solo se abbiamo le possibilità
- Compriamo solo le cose necessaria
- Riutilizzamo le cose considerate vecchie
- Comprate solo in contanti (no a bancomat e carta di credito) e chiedete lo sconto (pari al costo della commissione che il negoziante paga per l’incasso da carta di credito)
- Non crediamo alla pubblicità (il costo maggiore lo paghiamo noi)
- Lasciamo il minimo importo di soldi sul conto corrente
- Contrattare il costo del conto ed eventualmente cambiare banca
- Usate il più possibile il baratto
- Usate i buoni sconto o circuiti di pagamento alternativi
- Create associazioni in modo da scambiarvi valori e beni e tempo senza usare denaro vedi Banca del tempo)
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INTERESSANTE VIDEO.


Entrate in internet e guardatevi questo film. Vi assicuro che è mille volte più istruttivo che un programma sulla rai o su mediaset!cercate cercate

http://zeitgeistmovie.com/

Una interessante analisi economica della storia economica e politica americana (con ovvi impatti sull’economia mondiale). Il film è però in inglese o spagnolo..e che naturalmente è interessantissimo
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TELECOM, ESPROPRIO DELLA RETE


Il governo prosegue nella direzione di espropriare a Telecom Italia la rete.
Persino Pistorio è disperatamente preoccupato. Si lancia in lettere alla UE implorando giustizia, ma si sa, il governo attuale sembra debole, in realtà è appoggiato dai poteri forti bancari d’oltre america!
Il governo ha stabilito che IN CASO DI MANCATO ACCORDO E DI FRONTE A CIRCOSTANZE DI MERCATO ECCEZIONALI L’AUTHORITY POTRA’ IMPORRE LA SEPARAZIONE FUNZIONALE DELLA RETE STABILENDO A SUA DISCREZIONE IL PERIMETRO E INCLUDENDO LA BANDA LARGA.
(questo si chiama nazionalizzazione o esproprio).
Le condizioni eccezionali potrebbero arrivare presto dai mercati.
Che sia giusto o meno nazionalizzare lo lascio ad altri momenti di discussione, ma almeno chiamiamo le cose con il vero nome.
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ITALIETTA DA PASTASCIUTTA


FRANCIA BATTE ITALIA. Come numero di abitanti l’Italia è molto più numerosa della Francia ma come peso economico/politico no. Ora i francesi hanno più seggi di noi al parlamento europeo, segno che la nostra economia sta perdendo i pezzi. Ma nessuno dice nulla. Evviva Materazzi!
LA TRIPLICE ALLEANZA
Ieri Francia , Inghilterra, Germania hanno firmato una lettera di intenti sulla strategia da adottare contro l’instabilità dei mercati.
L’Italia ne è rimasta fuori e questo rende ancora più probabile la possibilità per l’ Europa che conta di sbatterci fuori se la situazione diventasse insostenibile.
Occhio sempre al differenziale di rendimento fra il debito Italiano e Tedesco o francese
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PADOA SCHIOPPA NON NE COMBINA UNA GIUSTA!


Dopo l’esaltazione dei bamboccioni, l’affermazione che le tasse sono belle, ieri ha dichiarato che bisogna convivere e trarre vantaggio da un euro forte.
Ma Padoa Schioppa, ora lo dici….non era meglio pensarci prima. L’euro a questi livelli non è economicamente sopportabile, sei fuori dal tempo economico.
Nessuno in Europa protesta per il dollaro debole. Neppure tu hai il coraggio, ma è inaccettabile che si lasci il dollaro andare alla deriva. Il peso cadrà sulle nostre spalle e il futuro sarà fosco. Ci stiamo scavando la fossa e tu lo sai!.
Padoa Schioppa ha anche attaccato un generale della guardia di Finanza che aveva osato sfidare Visco!
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24ORE


24ORE ma si quota?
Avrà il coraggio di sopportare un mercato azionario che potrebbe penalizzare la quotazione? Dopo tante discussioni la Confindustria è a un bivio. Rimandare la quotazione sarebbe uno smacco per Montezemolo. Ma con i media così pressati che prezzo potrebbe spuntare il 24ORE?
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PLUTOCRAZIA


Ricordatevi un termine che viene spesso ripreso da Michele Spallino: Plutocrazia (dal greco πλουτοκρατία, "πλούτος", ricchezza, e κρατείν "kratòs" potere) indica il predominio nella vita pubblica di gruppi finanziari che, grazie all'ampia disponibilità di capitali, sono in grado d'influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi. Il termine fu spesso usato in senso spregiativo, per esempio, dal fascismo, per indicare le potenze industrialmente avanzate: Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, soggiogate alle decisioni di banchieri internazionali.
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URGENTE PORRE LA MASSIMA ATTENZIONE - se volete leggermi ancora inviate una mail


Qua di seguito trovate una nota sul nuovo disegno di legge contro i blog e il libero pensiero.
Dato che bisogna essere sempre più veloci, meglio premunirsi, anche se poi la legge non passerà o verrà cambiata.

Vi chiedo quindi, se siete interessati al mio blog, di inviarmi una mail chiedendomi di voler ricevere i miei articoli, se il blog dovrà essere chiuso, potrò sempre inviare una mail ai miei amici lettori. Sempre che la posta elettronica sia consentita.

......................MERCATILIBERI@GMAIL.COM

Una proposta di legge simile si è vista solo nelle dittature.


Ecco quello che ho trovato sul sito di Beppe Grillo
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

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