E VIA CON UN ALTRO TAGLIO

FED will cut as neeeded! Bernanke, ieri sera conferma che potrebbe essere necessario un altro taglio dei tassi a dicembre.
La borsa, che lo aveva subodorato, aveva già festeggiato in precedenza.
In Europa, tuttavia, il tasso EURIBOR a un mese passa da 4,20 a 4,80 in soli due giorni.
Il terrore di mancanza di liquidità per fine anno spinge in alto il costo del denaro.
Il tasso interbancario rischia di fare da calamita per l'Euro che potrebbe apprezzarsi in maniera significativa, mettendo in ginocchio il sistema industriale.
Infatti, per una FED che taglia una BCE che è terrorizzata dal rischio inflazione, promette di innondare di liquidità il mercato per fine anno, ma non può evitare che l'Euribor voli a nuovi record.
Lo sapete che cosa accadrà ai mutui?
E' una contraddizione unica la macroeconomia di questi giorni!
Si fa di tutto per salvare il paese incantato delle aziende.
Loro vanno bene, tutto il resto è uno sfascio!!!
Le fondamenta americane ed europee sulle quali si basano gli ottimi risultati aziendali sono deboli e stanno peggiorando. Povertà strisciante, case in discesa, tagli sulle pensioni, costi in aumento per il finanziamento, troppi debiti da parte degli investitori....
Proprio il contrario del 2001.
Allora gli investitori erano ricchi (grazie anche alla continua discesa dei tassi) ma le aziende erano povere e facevano fatica a mantenere i già scarsi utili (il P/E era altissimo). ma la gente, non sapendo dove mettere i risparmi comprava di tutto generando la bolla azionaria.
Poi le aziende non ressero e tutto crollò. Oggi le aziende sono sane ma le fondamenta su cui si basano sono deboli.
La Fed tiene tutto in vita, dati macro aggiustati, tagli di tassi, interventi di emergenza...Ma fino a quando il tutto sarà sostenibile.
Il contagio avanza, le belle case scricchiolano.
E VIA CON UN ALTRO TAGLIO
UNA RONDINE FA PRIMAVERA?

Anche il più incallito assertore della recessione, come sono io, non può non domandarsi cosa sia accaduto ieri. Un rimbalzo tecnico o qualcosa di più serio?
In due giorni il mercato americano mette a segno un rialzo di oltre 500 punti sul Dow Jones che corrispondono a oltre il 4%. Rialzi così violenti non si vedevano da tanto tempo! Il Dow mette a segno la migliore seduta dell'anno.
Tuttavia a guardare bene i dati di ieri non sono poi incoraggianti
1) Il Beige Book indica che l'economia è debole,
2) Vendite di case esitenti è stata deludente
3) Beni durevoli in calo
4) Massa monetaria in Europa salita più delle attese
5) Inflazione europea a livelli preoccupanti.
Ma allora perchè siamo saliti? Vediamo le ragioni:
1) La borsa americana si aspetta un taglio dei tassi da parte della FED (un direttore della FED ha acceso le speranze con una dichiarazione molto forte)
2)Altra grande sorpresa è stato il crollo del petrolio che dopo aver toccato i 99 dollari in soli tre giorni scende a 90 dollari. Forse l'inflazione verrà rallentata.
3)L'acquisto da parte di un fondo arabo del 4,9% di Citigroup (in tre anni incasserà il 33% di cedole (il che vuol dire che dei 7,5 miliardi di dollari investiti, gli arabi ne incasseranno 2,21 di cedole) Quindi l'investimento in Citigroup costa veramente poco.
4)il troppo pessimismo di questi giorni aveva accumulato uno scoperto consistente sul mercato, i ribassisti hanno dovuto coprire le posizioni.
Proprio nel giorno in cui Goldman Sachs annunciava che la recessione era più vicina e che portava il target di Generali a 28,4 euro, di Alleanza a 8,8 euro e cambiava il giudizio su Fondiaria a sell, vendere....i mercati fanno segnare performance stellari. Pochi minuti dopo l'uscita dell'ennesimo report negativo il mercato prendeva il volo.
Certo che dopo aver preso in giro chi sosteneva l'arrivo del rally natalizio la giornata di ieri potrebbe far pensare che gente come me è meglio che stia zitta!!!
Ma soffermiamoci sui grafici...
E' da mesi che scrivo articoli e riporto dati sulla situazione poco bella dell'economia...e ora....ora non è cambiato nulla..

Il grafico a sei mesi della nostra borsa fa ben vedere come siamo ben lontani da una vera svolta. Per ora le motivazioni macroeconomiche che mi hanno fatto dubitare dei mercati azionari permangono.
Tassi bassi e inflazione alta non possono convivere, banche come Citigroup non possono non soffrire ancora (nel 2008 dovranno pagare ben 825 milioni di dollari di cedole non previste!). La situazione rimane di allerta.
Tuttavia un 4% di rialzo in america deve essere seguito con attenzione, a partire dal dato sul Pil di oggi.
Vi ricorderete come da tempo sostengo che il 2008 potrebbe essere un anno positivo per i mercati e il driver sarà la liquidità presente sui mercati asiatici e arabi.
Le recenti operazioni fatte su Citigroup e su Sony confermano la teoria.
Per continuare a comprare azioni, cinesi, arabi e indiani vorranno che i prezzi rimangano bassi.
Nei prossimi giorni vedremo di capire l'evolversi della situazione. Nel frattempo,anche se il petrolio si è indebolito la situazione sul mercato del credito rimane ad alta tensione.
L'eccesso di debito degli ultimi 15 anni sta incrinando il sistema finanziario allo stesso tempo in cui l'america è avviata alla recessione (Una domanda... di solito si ha una crisi finanziaria quando c'è una recessione o un rialzo dei tassi di interesse, questa volta è iniziata quando tutto andava benone! quando l'economia reale si ferma cosa potrà succedere?)
Ieri in borsa si è vista una rondine, era allegra e spensierata, appena arrivata da chissà dove.
Ma siamo a Novembre, l'inverno è alle porte. La rondine rimarrà in Piazza Affari o emigrerà per molti mesi?
Chissà, le stagioni sono pazze, qualcuno dice che si invertono....sarà, ma andare contro natura non mi piace.
UNA RONDINE FA PRIMAVERA?
PILLLOLE AMARE

In Germania l’energia e i prezzi degli alimentari hanno spinto l’inflazione a livelli che non si vedevano dal 1995. Gli analisti prevedono che il tasso possa raggiungere il 3% nei prossimi dati.
Questo potrebbe spingere al ribasso i mercati azionari e creare seri problemi alla banca centrale Europea.
Il governatore della Banca centrale Giapponese ha espresso, oggi, preoccupazioni sulla situazione dei mercati finanziari globali. Lo Yen si è rafforzato in maniera significativa nei confronti del dollaro creando non pochi problemi all’economia nipponica.
Nel frattempo il petrolio ritorna in area 95 dollari.
I prezzi delle case americane mettono a segno un ribasso record del 4,5%.
In Europa sono attesi i dati sull’andamento Massa Monetaria
Poi negli Stati Unit tocca ai seguenti dati americani:
- Vendite unità abitative esistenti
- Vendite beni durevoli,
- Scorte settimanali di petrolio
- beige book regionale
Citigroup trova 7,5 miliardi di dollari ma a caro prezzo. Il titolo rimane ancorato ai 30 dollari.
Barclays e Norther Rock fanno ritrovare un po’ di fiducia ai titoli finanziari europei.
Si è messo un tappo alla falla per evitare che la nave affondi, ma riuscirà a evitare che la stiva si allaghi?
In questi giorni vediamo nascere delle operazioni di salvataggio che riportano un po’ di fiducia sul mercato azionario. Tuttavia queste operazioni sono belle solo per chi le può fare. Al parco buoi sono vietate.
Il fondo di Abu Dhabi riceve l’11% di tasso di interesse sull’obbligazione convertibile di Citigroup ma le cedole offerte al parco buoi sono all’incirca la metà!
Management & Capital finanzia Tiscali ma si protegge dalla discesa del titolo fino a 1,35% e chiede il 6,75% di cedola. Altra operazione chiusa al piccolo risparmiatore, al quale non rimane che comprare in Borsa le Tiscali o le Management & Capital, operazione molto più rischiosa.!
Queste operazioni indicano che il rischio di perdita dei corsi azionari è alto e non mi fa venir voglia di azioni. Il rischio di improvvise cadute è troppo elevato anche se i giornali e gli analisti tecnici invocano un rally natalizio.
Ieri è toccato alla Wells Fargo, una delle più vecchie banche americane che ha annunciato perdite superiori al miliardo di dollari grazie ai mutui subprime…
Il mercato azionario cinese continua a rintracciare. L’indice, oggi a 4830, per ritornare sui massimi dovrebbe fare un rialzo di 1350 punti, ovvero il 28%!!! Andate a leggere cosa scrissi su quel mercato alla fine di settembre quando quotava poco oltre i 5000 punti…
La borsa americana rimbalza e il mercato rimane nell’ambito di una correzione, Vi ricordo che è una discesa di oltre 10% degli indici che segna il confine fra correzione e mercato orso.
Una bella notizia per coloro che assicurano il rally natalizio basandosi su studi di analisi tecnica.
Vi ricordo che il 75% dei gestori italiani (coloro che maneggiano i vostri risparmi) sono convinti di un rialzo delle borse (da un sondaggio fatto da milano Finanza).
Molti sono gli articoli sui blog e i siti di borsa da parte degli “esperti” che assicurano sul rialzo, consigliano titoli e titolini senza però indicare livelli di stop loss o di take profit e il parco buoi prova a sperare.
Il Nikkei chiude a –0,45%,
Il mio consiglio è monotono in questa fase. Stare alla finestra pronti a cogliere le opportunità in caso di crolli.
Se così non fosse….beh almeno non si sarebbero persi soldi, e in questo periodo non è poi male.
PILLLOLE AMARE
BANCHE, OCCASIONI D'ACQUISTO IN BORSA!

Un fondo di Abu Dhabi rileverà il 4,9% della Citigroup per 7,5 miliardi di dollari, ovvero per 5 miliardi di euro. L'operazione avverrà tramite un prestito obbligazionario convertibile in azioni Citigroup che avrà un rendimento annuo dell'11%. Ovvero il doppio di quello che la Citigroup sta pagando oggi ai suoi obbligazionisti. Questo è il segno che la banca rischia il fallimento. Il bond sarà convertibile nel 2010 a un valore delle azioni compreso fra 31,83 e 37,24.
Nel frattempo, solo tre settimane fa la banca più vecchia d'Europa, il Montepaschi, ha deciso di acquistare per 9 miliardi di euro una banchetta locale, l'Antonveneta.
Poi ha comprato il 2% di Mediobanca e il 2% di Enel. Il totale sborsato è di 10 miliardi di euro, ovvero 15 miliardi di dollari.
Siamo così sicuri che l'investimento in Antonveneta per una cifra così elevata permetta al Montepaschi di crescere? Oppure, se l'Europa va verso la recessione l'operazione rischi di minare le fondamenta della Banca stessa?
In più, ci domandiamo perchè l'MPS non ha guardato a possibili acquisizioni negli Stati Uniti.
Non era forse meglio un'obbligazione che rendeva l'11% su Citigroup? Se tutto fosse andato per il verso giusto, ci si poteva trovare proprietari del 10% della banca più importante al mondo!
Lo stesso Draghi, per non parlare dei giornalisti italiani del Sole24ore e di Milano Finanza, negli ultimi giorni hanno esortato le nostre banche e aziende ad approfittare del dollaro debole per valutare acquisizioni.
Ma andiamo oltre ...E' di ieri la notizia che un italiano su tre ha un conto on line. Il numero è in continua e forte crescita.
La cosa anomala è la valutazione di oltre 10 milioni di euro per sportelli bancari sempre più simili a cattedrali nel deserto. Ci piacerebbe che Draghi commentasse queste cifre incredibilmente alte in un mondo dove la filiale ha sempre meno senso.
Non vorrei che dopo gli scandali Argentina, Cirio, Parmalat, derivati ecc ecc il 2008 possa essere ricordato per lo scandalo del caro sportello e di svalutazioni al di là di ogni previsione del valore di una filiale.
Ricordo che sempre Draghi ha esortato le banche a diminuire il costo del conto corrente e a rivedere tutti i prodotti del risparmio gestito che risultano cari, inefficienti e non performanti.
Se i profitti per cliente diminuiscono e se i clienti vanno on line...la filiale perde sempre più valore.
Il mio blog anticipando i tempi ha lanciato diverse iniziative:
-1000PERCAMBIARE, Un gruppo di acquisto per imporre alla banca le proprie condizioni. Risparmiare migliaia di euro in banca è un dovere di un buon padre di famiglia.
Vai sul sito, leggi gli articoli e aderisci all'iniziativa con l'invio di una mail.
Vieni sul sito e aderisci : 1000PERCAMBIARE
-Nell'ambito degli investimenti alternativi ai prodotti spazzatura del risparmio gestito, Mercato Libero, in collaborazione con BSI Italia Srl, ha lanciato, da due mesi, un portafoglio Europa, servizio in abbonamento, che sta avendo una performance positiva anche in questi mercati che nel frattempo hanno perso circa l'8%.
PORTAFOGLIO BSI EUROPA - : BSI PORTAFOGLIO
-Mercato Libero propone servizi di consulenza finanziaria, in totale rispetto della normativa MIFID, a tutti coloro che stanno avendo problemi di perdite grazie ai suggerimenti errati di istituzioni creditizie cercano di salvare i risparmi di una vita.
BANCHE, OCCASIONI D'ACQUISTO IN BORSA!
TISCALI che affare....per Managemet & Capital!

TISCALI, oggi c'è stata la presentazione del piano al 2012.
Il titolo alle 12.00 segna un rialzo di oltre 4%.
Qualcuno potrebbe pensare che Tiscali sia un'occasione d'oro anche perchè recentemente Caboto ha reiterato il suo buy con un target oltre i 3 Euro.
E poi...la M&C di De Benedetti ha appena investito in una obbligazione convertibile in azioni Tscali oltre 60 milioni di euro(strike 2,70 euro) e con un cedola del 6,75%
A scadenza, fra 5 anni, se Tiscali starà sopra i 2,7 euro la M&C riceverà il 5% delle azioni dell'ISP Sardo. Inoltre ogni anno riceverà comunque una bella cedola....
Se Tiscali starà sotto i 2,7 euro, la M&C riceverà un maggior numero di azioni fino al raggiungimento del 10% del capitale.
Da qui se ne deduce che il break even per M&C è 2,70 diviso 2 ovvero 1,35 euro per ogni azone Tiscali.
In parole povere, se il titolo sale...tutto bene, se scende, beh forse meglio.
Al Parco buoi è concesso investire in Tiscali a 2,34 euro. Al signor De Benedetti è permesso investire protetto.
Ricordo che Managemet & Capital ha ancora tanta cassa e due soli investimenti. in borsa quota a sconto del 30% sul suo valore.
Meglio provare a investire in questo fondo che in Tiscali no?
TISCALI che affare....per Managemet & Capital!
LA CARTA DI CREDITO E' CARA. EVVIVA IL CONTANTE.

BANCHE:ABI,NO EXTRA-COSTI DA NEGOZIANTI A CHI PAGA CON CARTA
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - L'applicazione di un sovrapprezzo al cliente che paga con la carta di credito da parte del negoziante ''sarebbe il modo migliore per disincentivare l'utilizzo delle carte''. Lo ha detto il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, introducendo il convegno 'Carte 2007', e sottolineando come nella direttiva sui sistemi di pagamento (PSD) ''non si dice nulla sulla 'no-surcharge-rule', che vieterebbe ai negozianti di imporre ai clienti un sovrapprezzo in caso di
utilizzo delle carte'', lasciando la questione alle norme di attuazione.
Secondo Zadra, se si desse tale possibilita' ai commercianti, ''avremmo grossi problemi nella nostra lotta al contante e negli sforzi che facciamo per incentivare un maggior utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici''. Zadra ha portato l'esempio dell'Australia, dove la 'no-surcharge-rule' e' stata eliminata e ''sempre piu' clienti pagano con sistemi tradizionali. Ci sembra abbia rappresentato un esempio sbagliato''. (ANSA).
Ebbene, allora evitiamo di far pagare il 2% o il 3% al negoziante che utilizza sistemi di pagamento elettronici.
Il 2% o 3% al mese su un importo medio che una famiglia paga con carta di credito equivale a un importo variabile fra il 26% e il 43% di utile per la banca.
(il 2% al mese ricapitalizzato è pari al 26%).
Quindi evviva il contante e lo sconto che io regolarmente ricevo dal negoziante quando lo ricatto. Solitamente chiedo 1.5% di sconto sull'oggetto.
Se non cede alla mia richiesta gli do la Diners o la American Express (il cui costo per lui è proibitivo!)
Viviamo in una giungla e vogliamo sopravvivere caro Zadra. Ma dimmi quando chiudi la tua onesta carriera all'Abi? Pensa all'interesse della gente e non a quello della banca.
LA CARTA DI CREDITO E' CARA. EVVIVA IL CONTANTE.
RALLY........
ARTICOLO IN PUBBLICAZIONE VERSO LE 10.00!
RALLY........
A PROPOSITO DI RISCHIO PAESE

MILANO, 21 novembre I titoli di Stato della zona euro hanno per lo più mantenuto il rialzo vsito in mattinata, in una giornata in cui i timori relativi all'economia sono tornati a dominare i mercati e a spingere gli investitori lontano dall'azionario a vantaggio dei titoli rifugio. Significativo il movimento degli spread, con la marcata riduzione del differenziale Usa-Germania fino all'azzeramento e l'allargamento di quello Italia-Germania. I Btp continuano ad arrancare dietro alla buona performance dei titoli tedeschi con conseguente allargamento dello spread, e la curva si irripidisce sulla corsa ai brevi da parte degli investitori.
"Com'è tipico di questo clima di sfiducia, i titoli di Stato salgono con una migliore performance dei core rispetto ai periferici e dei brevi rispetto ai lunghi" dice un altro operatore. Lo spread fra i rendimenti dei decennali di riferimento
italiano e tedesco venerdì scorso segnava 39 punti base.
Ecco cosa scrive Zibordi di Cobraf.
Attenzione che si apre un nuovo fronte. Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi (reddito fisso a 10 anni) è schizzato di colpo a 40 punti, il massimo dal 2001. Dato che Btp e Bund sono entrambi in euro il differenziale dovrebbe essere zero, ma per anni è rimasto sullo 0.20% indicando un residuo di diffidenza. Francia e Spagna per dire avevano un differenziale solo dello 0.04% con la Germania.
Il mercato ora comincia a muoversi sull'Italia, sull'uscita dell'Italia dall'euro, che come ho discusso è solo una questione di tempo.
Il motivo profondo del crac delle azioni italiane degli ultimi tre mesi è che il mercato comincia piano piano a scontare il momento in cui l'Italia svaluterà di colpo del -20% (se va bene). Allo stesso modo il motivo profondo per cui le azioni cinesi salgono tanto è che il giorno in cui lascino flutturare lo yuan salirà del 30%minimo.
L'Italia per non soffocare ha bisogno dell'euro a 1 dollaro non ai 1.48 dollari attuali e dello Yen a 100 yen non i 167 yen attuali e di tassi di interesse al 3% massimo. Viviamo in mezzo a dei pazzi (nel senso dei pazzi che scrivono sui giornali): se il potente Giappone sta andando in recessione perchè il cambio del dollaro/yen è sceso dell'8% (da 120 a 109 yen) come può l'Italia a reggere con il dollaro sceso del 50%
A PROPOSITO DI RISCHIO PAESE
FIAT...NON TUTTE ROSE
According to a report this weekend, the cost advantages Daimler had hoped for no longer looked feasible, magazine sources say. "The Italians produce their small models at a higher cost than we do," a Mercedes manager is cited as saying in the report. This makes BMW the only remaining possible partner, the report says. Daimler
was not available for immediate comment.
Apparentemente i costi di produzione di Fiat sono troppo alti...
FIAT...NON TUTTE ROSE
PESSIMISMO ACUTO?
The crisis in financial markets has worsened significantly since August, the Swiss National Bank's vice president, Philipp Hildebrand, told a newspaper.
"I consider the situation to be very serious," Hildebrand was quoted as saying in the SonntagsZeitung newspaper on Sunday. "We are experiencing a second wave of symptoms of this crisis in financial markets. In some respects it is even more pronounced then the first wave from August 9," he said, referring to the day on which the Federal Reserve pumped $24 billion in temporary reserves into the U.S. banking system.
"The crisis has worsened significantly," Hildebrand added.
He noted, however, that the global economy was more robust now that it had been at any point in recent decades.
"If we have to live through a crisis like this, there's probably no better moment than today," he said.
The crisis is not expected to spread beyond the large financial institutions in Switzerland, Hildebrand said.
From the perspective of monetary policy, the risk of inflation was making the situation more difficult, the central banker added.
"Central banks are not only confronted with the credit crisis, which could worsen. We also have various indications that the risk of inflation has increased," he said, citing oil, energy and food costs, high capacity utilisation and rising import prices for goods coming from Asia.
"Therefore monetary policy cannot just react to this crisis simply by reducing interest rates," he said. "Our room for manoeuvre is very limited. We always have to keep an eye on inflation."
Per riassumere...molto difficile combattere questa crisi finanziaria in quanto l'inflazione non permette di abbassare i tassi d'interesse.
E' quello che il blog ripete da luglio.
PESSIMISMO ACUTO?
OTTIMISTA O STRUZZO?

ALCUNE NEWS:
Wall Street Journal: il prossimo anno la percentule di mutui subprime che andranno in default aumenteranno in quanto i tassi di interesse erano bloccati per i primi due anni ora saliranno improvvisamente per effetto contrattuale.
Financial Times: La BCE annuncia venerdi sera che inietterà ulteriore liquidiità di emergenza in quanto si sta accorgendo che persiste una situazione grave nei mercati finanziari.
Yahoo Finance domenica: Le vendite prenatalizie americane sono aumentate più delle attese. Forse i consumatori reggono meglio delle attese.
Milano Finanza:
- L'articolo di Panerai spinge gli imprenditori italiani a fare shopping all'estero
(mi domando perchè non lo ha fatto quando le quotazioni dei nostri titoli erano il 10% più alte (ovvero 30 giorni fa...)
- Gli articoli spingono tutti in direzione di un rally natalizio in maniera forzata. Li chiamano BIG Money e il 75% di loro si aspetta un rimbalzo.
- Poi ecco un articolo che ,menziona i titoli italiani con il dividendo oltre l'8%. Peccato che la maggior parte non lo confermerà!
-Un bell'articolo positivo sui bond enel per far contenti un po' di bankers e l'Enel...
-Non riporta un solo articolo in ottica di preoccupazione sui listini. Contenti loro..Evviva l'informazione pura e onesta (se credete che io sia pessimista...perchè non guardate agli articoli del week end del FINANCIAL TIMES o del Wall Street Journal?).
Il Sole 24 ore
Plus in prima pagina spinge le aziende italiane a far shopping all'estero.
Nell'interno poi è addirittura ottimista sul dollaro ricordando che coprire il cambio non sempre è utile.
Sembra quasi che la Borsa non possa che salire nelle prossime settimane.
Bene, torneremo alla finestra e vedremo il da farsi più avanti. Se vogliono che sia rimbalzo....che rimbalzo sia ma attenti.
Il portafoglio BSI tenterà qualche acquisto ma con stop loss stretti.
OTTIMISTA O STRUZZO?
BPM: SPERANDO CHE LE AUTOSTRADE NON SI TRAMUTINO IN UN INFERNO!

La banca milanese in borsa viaggia oramai ABBONDANTEMENTE sotto i 10 euro. Cerca un accordo in terra di Francia, ma siamo in alto mare...
Invece assume rischi molto sostenuti in investimenti azionari, in un momento che non può certo definirsi propizio.
Infatti, mentre molte banche estere scendono dal cavallo autostrade (Jp morgan, morgan Stanley, Lehman Brothers) i nostri banchieri milanesi aumentano la quota di Atalntia portandosi al 7,4%, ovvero oltre 1 miliardo di euro.
Un bell'investimento per una banca che capitalizza in borsa 3,9 miliardi
Il risk management della banca è felice? Cosa spinge BPM a comprare così massicciamente titoli di Autostrade? Forse i nuovi target di alcuni brokers?
O forse informazioni privilegiate che dovrebbero essere rese pubbliche?
Se così non fosse, allora un miliardo di euro in un titolo azionario (senza sinergie apparenti...avete mai visto una banca in Autostrada?) è veramente troppo.
Post scriptum...nel passato il feeling fra BPM e Autostrade ha sempre aiutato BPM a salvare i bilanci...sarà così anche questa volta?
BPM: SPERANDO CHE LE AUTOSTRADE NON SI TRAMUTINO IN UN INFERNO!
ENEL: RISCHIO BLACK OUT?

Mentre Morgan Stanley parla di una ENEL a 7,5 euro altri brokers ne alzano i targets a 9 euro. Ma dove sta il vero valore di Enel?
Molto dipenderà dalla congiuntura economica. In caso di recessione tutti gli assets varranno di meno, il debito peserà come un macigno ecc ecc.
Ma anche in caso di economia che si salva dalla recessione ci sono validi motivi per i quali in settimana abbiamo indicato Enel con Target a 7 - 7,2 euro.
Innanzitutto il possibile impasse spagnolo:
Enel infatti dovrà fare i conti con la costituzione della newco assieme ad Acciona cui sarà conferito il 25% di Endesa, ugualmente ripartito tra il gruppo italiano e la
società di costruzioni spagnola. Conti continuerà a possedere un altro 42% circa di Endesa. E proprio il diverso peso nell’utility di Madrid avrebbe creato qualche attrito tra i due blocchi, che stanno muovendo i primi passi nella gestione di Endesa, rallentando la costituzione della nuova società.
Del resto l’ipotesi di contrasti tra le parti era stata già prevista dall’Enel, che l’ha evidenziata nel prospetto relativo all’ultima emissione obbligazionaria. «Nonostante il comune impegno a creare una struttura di governance bilanciata - si legge - Enel e Acciona potrebbero non raggiungere un accordo sulla gestione di Endesa, a causa di differenti strategie perseguite o di interessi di business confliggenti». Una simile situazione, continua il prospetto, «potrebbe significativamente influenzare le attività e la situane di cassa di Enel».
Si tratta però di rischi che Conti non può permettersi di correre visto l’elevato
indebitamento del gruppo, che dovrebbe raggiungere a fine anno quota 45 miliardi,
poco meno della capitalizzazione che supera i 49 miliardi.
Certo, qualcuno potrebbe affermare che l'indebitamento potrebbe calare con la dismissione di Viesgo e di Endesa Europa, ma anche su questo fronte non è affatto scontato che Enel riesca a incassare i 10 miliardi sperati dalla trattativa con E.On.
Infine abbaimo il problema del costo del debito. In questi giorni è martellante la campagna pubblicitaria per l'emissione di obbligazioni al retail.
Per ora il collocamento non ha raccolto entusiasmanti risultati. Se la prossima settimana gli investitori dovessero risultare freddi il collocamento potrebbe essere un flop o Enel sarebbe costretta a pagare interessi più alti.
E allora i bravi analisti abbasseranno il target della nostra società elettrica.
Un piccolo sollievo potrebbe arrivare dalla conquista, in terra russa di Ogk-5. Con un ovvio appesantimento dei Conti.
A proposito di Conti...si parla di rinnovamento dei vertici....non è che un flop di Enel aiuti Prodi a defenestrare il manager che ha sostituito il bravo Scaroni?
Nelle ultime settimane i fund manager italiani ed esteri operanti sul mercato italiano hanno venduto il vendibile rifugiandosi nei titoli monopolistici Eni, Enel, Teleco, Autostrade. Se il rimbalzo continuerà questi titoli difensivi avranno poco spazio di salita, anzi...
Se la discesa dovesse continuare anche i rifugi più sicuri potrebbero non essere sufficienti a proteggere gli investitori.
Infine MPS... Banca Mps è entrata nel capitale sociale di Enel con la quota del 2,236per cento. La banca Senese e la sua fondazione ci sorprende ogni giorno di più.
Prima spende 9 miliardi per Antonveneta facendo perdere il 13% alla quotazione della banca. Poi tocca alla fondazione comprare il 2% di mediobanca e il titolo di piazzetta Cuccia nei giorni successivi perde il 5%.
Ora tocca all'Enel...e se facesse la stessa fine?
Per Mussari e amici gli investimenti azionari potrebbero non essere così adatti.
Certo, nel lungo termine.......questione di progettazione strategica...
ENEL: RISCHIO BLACK OUT?
NATALE A NEW YORK

Ho ripetuto più volte nelle ultime settimane che un dato negativo sulle vendite natalizie che si realizzeranno durante questo ponte in America sarà importante per verificare la rtenuta del sistema america. Ho anche creduto che il minor valore delle case, la perdita degli investimenti in borsa, il caro benzina, l'alto costo della rata del mutuo, il basso valore del dollaro e l'inflazione strisciante convincesse gli americani finalmente a risparmiare.
Tuttavia ci sono due notizie che contrastano questa previsione:
1) Gli Europei stanno invadendo Le città americane per acquistare regali a basso prezzo (praticamente il viaggio e il soggiorno risultano gratis con 3000/3500 euro di shopping natalizio) Certo non è per tutte le tasche ma qualche benestante esiste ancora....
2)Ecco le prime indiscrezioni sullo shopping di venerdi:
The aggressive tactics -- bigger discounts and expanded hours like midnight openings-- apparently worked. Based on early reports, Macy's Inc., Toys "R" Us, K-B Toys Inc. and others that pushed big price cuts, reported bigger crowds for the early morning bargains than a year ago. Target Corp. and Wal-Mart Stores Inc., said they were also pleased with the shopper turnout.
Sembra che la Voglia di spendere abbia preso il sopravvento rispetto ai problemi che affliggono gli americani. L'ultima follia prima del fatal declino? Oppure segno di vera ricchezza e forza? Infine...Bernanke riuscirà a taroccare anche i dati sulle vendite dei mega stores?
Intanto il vecchio Greenspan afferma che la crisi finanziaria è finita e il fondo salva Citigroup è in dirittura d'arrivo. Basterà tutto questo a far terminare le vendite di azionario?
NATALE A NEW YORK
BOLLETTINO DI GUERRA

Si prova a rimbalzare nella mattinata dell’ultimo giorno della settimana. Tuttavia le notizie macroeconomiche rimangono da bollettino da guerra..
-Dollaro che tocca 1,49 e poi ritraccia.
-Petrolio sempre sui massimi.
-Baltix Index (che calcola il costo dei trasporti marittimi) su nuovi record.
-ABX index (che valuta il valore di alcune obbligazioni strutturate) sempre più basso.
-Euribor a 3 mesi rimane sotto tensione (mancanza di fiducia e mutui più cari…)
-Nuovi ordini industriali nell’eurozona in caduta, -1,6 a settembre.
-Mercato dei bonds legati ai mutui congelato in Europa (segno di nervosismo)
PILLOLE AVVELENATE…
-Preso da DOLCE AMARO di Finanza e mercati
Diego Della Valle circa l’intervento del fondo Algebris su Generali, ha dichiarato:
«Non vorrei fossimo davanti ai furbetti di Chelsea». Forse ha dimenticato quando, in occasione della quotazione Tod’s, ha fatto il «furbetto del Lussemburgo».
E aggiungo io, come ottiene vantaggi fiscali non indifferenti grazie alla sua struttura estero vestita.
-Italease, aumento di capitale in dirittura d’arrivo. il titolo oramai è arrivato. ora tutto dipenderà dalla capacità della società nel generare profitti nel difficilissimo mondo del leasing.
Ma……dipenderà anche dal prezzo del titolo nella prossima settimana. Supponiamo che il titolo perda i 9,10 euro lunedi o martedi. A quel punto agli investitori non rimarrà che buttare via i diritti. Andranno nell’inoptato, e nel caso nessuno li volesse Mediobanca si troverà in mano oltre il 21% di Italease. A quel prezzo (9,10) Mediobanca potrebbe essere interessata a entrare in Italease e creare un colosso del Leasing grazie alla fusione con la società di leasing di Piazzetta Cuccia. Per noi parco buoi c’è spazio? Si. Ma, visti i venti recessivi, io preferisco entrare sul titolo sotto 8 euro.
A proposito, ma non è che Italease è esposta al ribasso dei tassi.....Dopo che ha chiuso tutti i derivati verso le controparti estere ora è esposta ai tassi che scendono.
Guarda caso i tassi d'interesse volgono al ribasso (anche se è un effetto temporaneo dovuto al fly to quality e alla forza dell'euro). Se Mediobanca mettesse in giro la voce di questo rischio il parco buoi venderebbe e le mani forti comprerebbero...
-Telecom, Galateri di Genola e Bernabe, nel caso fossero messi al vertice di Telecom rappresenterebbero un compromesso fra Geronzi e Bazoli. Un compromesso, solitamente non è mai vincente. Telecom non interessante a meno che una delle parti (Telefonica) non decida di aumentare la sua quota in modi non proprio amichevoli.
-Alitalia…i soliti noti dicono che il titolo non può scendere sotto i 0,80. Il mio giudizio sulla società è che non vale più nulla, forse a 0,40 potrebbe esistere un compratore, ma le vie della politica sono infinite…
-Finmeccanica sale grazie all’annuncio sul buyback. L’azienda è sana e fa bene a mettere in pista il riacquisto di azioni proprie per i prossimi 18 mesi. ma non ha detto a che prezzo……forse a ....?
-Geronzi…il cerchio si stringe. La nuova legge sull’onorabilità lo vuole escludere da Mediobanca e Generali, possibile una resa dei conti nei prossimi mesi.
-Fastweb a 24 si può?
BASILEA 2…le banche, per aumentare il patrimonio fanno emergere le plusvalenze sulle opere d’arte. Qualcuno verifichi che non esagerino….visto i recenti flop si Sotherbys…
-Fiat, ieri alcuni brokers hanno reiterato il buy e target a 28 o 30 euro (upside dell’80%!!!).
In linea di principio sarei con loro se il contesto generale volgesse al bello. Ma se gli incentivi alla rottamazione sparissero e se andassimo in recessione, in Italia si potrebbero vendere 400.000 auto in meno nel 2008. Dato che la Fiat ha il 30% del mercato…..Se poi i prezzi di vendita non aumenteranno, se la concorrenza estera spingesse sui margini, se le materie prime spingessero sui costi, se i salari dovessero essere rivisti all’insù…i margini soffrirebbero. Stesso discorso per trattori e camion…e poi non dite che non siete stati avvisati…
Il valore del risparmio
In questi giorni vedo tanti portafogli falcidiati grazie alla NON APPLICAZIONE, di stop loss, grazie all' incapacità del fai da te che, per investire legge articoli di persone ottimiste fino all'inverosimile. Anche oggi, in piena crisi si continua a parlare di rally di Natale. Magari un rimbalzo violento ci sta, ma occhio a non generare false illusioni di rivalsa nell'investitore.
Investire è un lavoro che deve essere fatto con metodo. Se qualcuno blatera di rally e consiglia titoli e titolini fa benissimo ma occhio sempre agli stop sulle perdite altrimenti queste perdite potrebbero essere del 20% 30% più grandi su portafogli già distrutti
Il risparmio della gente è un valore da preservare e da far crescere al riparo dagli uragani.
E questa è la stagione giusta!!! consiglio…di non togliete l’elemetto
Le iniziative del nostro blog cominciano a diventare numerose, un grazie a voi lettori che ogni giorno diventate più numerosi e attenti.
Voglio ricordarvene due:
1000PERCAMBIARE un gruppo di acquisto che vuole ottenere una convenzione con una banca che sia competitiva e trasparente. Con mille aderenti la forza contrattuale sarà molto elevata e il risparmio su tutti i prodotti bancari sarà rilevante (mutui, conto corrente, leasing, assicurazioni, investimenti...). Per aderire basta andare sul sito e inviare una mail.
Ricordo che il Governatore della Banca d'Italia, mario Draghi ha, nelle ultime settimane, accusato le banche di avere i costi del conto corrente troppo alti e prodotti di risparmio gestito inefficienti. Proclamo Mario Draghi simbolo e mascotte di 1000PERCAMBIARE.
1000percambiare.blogspot.com
PORTAFOGLIO EUROPA. Un portafoglio che investe in titoli azionari Europei con l'obiettivo di creare valore al di là dell'andamento dei mercati azionari, utilizzando tecniche di copertura dal rischio mercati.
PORTAFOGLIO BSI EUROPA - : BSI PORTAFOGLIO
BOLLETTINO DI GUERRA
INCREDIBILE- SIAMO VICINI AL BARATRO!!!

Europe Suspends Mortgage Bond Trading Between Banks (Update3)
By Esteban Duarte and Steve Rothwell
Nov. 21 (Bloomberg) -- European banks agreed to suspend trading in the $2.8 trillion market for mortgage debt known as covered bonds to halt a slump that has closed the region's main source of financing for home lenders.
The European Covered Bond Council, an industry group that represents securities firms and borrowers, recommended banks withdraw from trades for the first time in its three-year history until Nov. 26. Banks are still obliged to provide prices to investors, according to the statement today.
Banks including Barclays Capital, HSBC Holdings Plc and UniCredit SpA took the step as investors shun bank debt on concern lenders face more mortgage-related losses than the $50 billion disclosed. Abbey National Plc, the U.K. lender owned by Banco Santander SA, became the third financial company to cancel a sale of covered bonds in a week as investors demanded banks pay the highest interest premiums on covered bonds in five years.
``We are in a deteriorating situation,'' Patrick Amat, chairman of the Brussels-based ECBC and chief financial officer of mortgage lender Credit Immobilier de France, said in a telephone interview. ``A single sale can be like a hot potato. If repeated, this can lead to an unacceptable spread widening and you end up with an absurd situation.''
INCREDIBILE- SIAMO VICINI AL BARATRO!!!
STORIE...

TELECOM VIENE DEGRADATA DA LEHMAN CON TARGET A 1,95....
BANCA ITALEASE ARRIVA QUASI AI 9 EURO.
SEAT PAGINE GIALLE scende a 0,30. Il debito alto preoccupa in un mondo che vedrà tassi in salita.
FINMECCANICA annuncia una nuova emissione obbligazionaria. il titolo ripiega a 20 euro. I debiti si pagano cari ora! Forse troppo.
ENEL non scende,ma qunado i bonds saranno collocati a tassi alti qualche analista storcerà il naso e allora....
PARMALAT il dubbio si fa realtà. I soldi incassati da Bondi in questi anni come risarcimento danni non sono di Parmalat ma dei vecchi azionisti della PARMALAT FINANZIARIA. Attenzione se e quando verrà confermato il titolo perderà il 20% in borsa.
IMPREGILO crollo continuo, sapranno ricostruire dalle macerie....?
FIAT, previsioni più basse di vendita di auto, trattori e camion, le materie prime aumentano.....i margini potrebbero ridursi. obiettivo 15 euro?
Mediolanum crolla a 4,6 ma i prodotti collocati potrebbero regalare sorprese amare (gli speculativi sembrano accorgersene).
STORIE...
BRAVISSIMI, BRAVI, RITARDATARI E PARCO BUOI SFIGATO..

CHI E' CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SE STESSO...
I ribassi è facile capire quando iniziano ma non quando finiscono.
I bravissimi sono coloro che capiscono il ribasso alle prime avvisaglie.
Goldman Sachs ha vinto la medaglia d’oro in questo. Da marzo a luglio ha scommesso sul ribasso dei subprime e ha fatto utili record. I bravi sono stati coloro che hanno deciso di vendere le posizioni a rischio fra giugno e luglio e di non rientrare. Poi ci sono i ritardatari….quelli che ad agosto hanno perso soldi ma essendo amici dei potenti hanno chiesto una wild card. e Bernanke l’ha concessa. Taglio dei tassi e mercati che sono risaliti per 40 giorni.
I nostri ritardatari hanno potuto tendere una mega trappola al parco buoi (che rappresentano l'ultima categoria) e per settimane hanno alleggerito i portafogli e hanno aperto posizioni al ribasso. In questi giorni, con saggia maestria, i ritardatari (banche d’affari e non) fanno uscire dei report sull’economia del 2008 da brivido, sguinzagliano i loro economisti in giro per l’Europa per fare presentazioni nefaste a centinaia di promotori e private bankers.
I private bankers si mettono al telefono e spaventano i clienti avvisandoli dell’ultimo incontro avuto con il gestore o l’economista di un’importante casa d’affari inglese.
Il tutto viene fatto come se la notizia fosse confidenziale. Peccato che i mercati sono già pesantemente negativi. Il risultato? Lo si vede dai prezzi!
Con maestria da circo equestre fra pochi giorni verranno pubblicati dati sullo shopping natalizio deludenti, dati sull’inflazione preoccupanti, qualche notizia qua e la su possibili fallimenti e sulla fine del mondo economico.
Ecco che i mercati allora potranno scendere a rottadicollo!. Rottura definitiva dei minimi di agosto e via…
I poveri investitori falcidiati (parco buoi) in queste settimane venderanno sui minimi per disperazione.
Mentre loro venderanno i Ritardatari si ricopriranno guadagnando miliardi di euro.
Il rimbalzo che seguirà sarà violentissimo…tanto violento che chi venderà per disperazione a 8 o a 7 dopo pochi giorni ricomprerà a 9….
Qualcuno allora avrà la faccia tosta di chiamarlo RALLY NATALIZIO e segnalerà le solite blue chips da comprare....
Gli investitori penseranno che il peggio è finito, andranno alla messa di natale, apriranno i regali e partiranno per le vacanze. Poi mentre staranno per affrontare una discesa fra le nevi, riceveranno una telefonata dal promotore o dal private banker che li avviserà che i mercati hanno rivirato al ribasso….ma di questa storia e delle seguenti avremo tempo di parlarne.
Una sola cosa….I grandi stanno giocando con i risparmi di una vita di voi piccoli e grandi investitori. Ma con un po’ di buon senso si possono guadagnare molti soldi, basta essere dalla parte giusta!
Il portafoglio di BSI lo è. A ottobre +1,22, a Novembre è ancora positivo.
Per informazioni scrivete a BSI.ITALIA@GMAIL.COM ed entrate nel sito
http://bsi-borsa.blogspot.com/
IL PEGGIO DEVE ARRIVARE.........
Si, il peggio deve ancora abbattersi sulle borse mondiali.
Il petrolio rimane ancorato ai 100 dollari e il dollaro tocca il nuovo minimo nei confronti dell’euro. Le borse asiatiche cominciano a vacillare.
Le Borse europee non hanno ancora toccato i minimi di agosto (eccetto la nostra che almeno in questo primeggia).
Il bond decennale americano è sceso sotto al 4% di rendimento (non accadeva dal 2005).
Il mercato dovrebbe salire in quanto si sconta un ribasso dei tassi, e invece scende.
Scende colpendo istericamente singoli titoli ma salvando l’indice aggrappandosi a pochi temi (vedi enel e eni, che prima o poi crolleranno).
Il vero problema è che le obbligazioni indicano tassi in discesa , ma i prossimi dati inflattivi obbligheranno Bernanke ad alzare i tassi.
La salita dei tassi, forse farà bene al dollaro ma non alle borse e soprattutto non alle borse europee. Infatti oggi reggono solo perché l’euro è valuta rifugio, altrimenti avrebbero già perso un ulteriore 15%, 20%.
E’ solo questione di tempo…
Intanto l’indice del Michigan che misura la fiducia dei consumatori scende ai livelli più bassi degli ultimi due anni.
Non un bel giorno del ringraziamento.
BRAVISSIMI, BRAVI, RITARDATARI E PARCO BUOI SFIGATO..
UNIT LINKED controllate in fretta.

Vi siete mai imbattuti in prodotti del tipo....
Unit linked che ti consente di investire nei mercati azionari con un doppio vantaggio: guadagni se l'indice di riferimento è in rialzo ma puoi guadagnare anche in caso contrario! Perchè puoi trasformare gli eventuali ribassi di mercato in performance positive.
A condizione che l'indice di riferimento non scenda al di sotto di un valore minimo prestabilito.
Occhio all'ultima affermazione. Infatti accadrà che gli indici perderanno il 30%, anche solo per pochi giorni....in quel caso tutto il rischio e la perdita passa in capo a voi.
STATE ATTENTI A PRODOTTI COMPLESSI, LA FREGATURA E' DIETRO L'ANGOLO. USCITENE IN TEMPO.
Tutti i pprodotti Unit Linked vanno verificati. Consiglio di farvi mettere per iscruitto dalla società che Vi restituirà il capitle cascasse il mondo.
Non vi accontentate delle garanzie di terzi (quei terzi domani potrebbero fallire. Chiedete la garanzia della banca o assicurazione che vi ha venduto il prodotto. E' nel vostro diritto. Sono i vostri risparmi!
Stare lontani dalle assicurazioni specializzate nelle Unit linked!
UNIT LINKED controllate in fretta.
CI VOGLIONO SOTTOCULTURATI

Sono papà e come tale mi preoccupo molto dei miei figli. Non voglio che guardino la televisione che ogni giorno diventa sempre più uno strumento di controllo delle masse ignoranti.
Un esempio: con i mille problemi gravi in Italia e nel mondo ieri sera Porta a Porta e Matrix si sono occupati ENTRAMBI, del caso di un omicidio della ragazza a Perugia. Una ragazza stranierA, per giunta, dove fra i possibili copevoli ci sono persone di colore e una ragazza americana.
Ore e ore a occuparsi di questo caso. Ma chi c....o se ne frega di chi è il colpevole? E se non è quello è Garlasco o Cogne o altre stupidaggini del genere.
I telegiornali si comportano anche peggio. Fra un po' invece di pagare il canone pretenderò di essere pagato per vedere la televisione!
CI VOGLIONO SOTTOCULTURATI
TEORIZZAZIONE DELL'IMPOVERIMENTO DEL CETO MEDIO

Vi segnalo un articolo sul Sole 24ore di ieri scritto da Binismaghi, alto esponente della BCE. Nell'articolo sosteneva che uno dei compiti della BCE è evitare che l'inflazione si propaghi.
Faceva l'esempio del petrolio e sosteneva che la BCE si adopera affinchè la crescita del prezzo del petrolio sia percepita dal popolo come una tassa da pagare e non come un sintomo che debba innescare il rialzo dei prezzi e dei salari. Se questo avvenisse l'inflazione si propagherebbe in maniera sostanziale.
Questo articolo mi ha terrorizzato!!!!
Un alto esponente della Banca Centrale che mi racconta una cosa simile....
Ma se il petrolio costa di più e il sistema tiene i salari bassi...il risultato è l'impoverimento della classe operaia, impiegatizia e borghese.
Questo meccanismo è stato messo in atto con crudeltà inaudita da politici e istituzioni, con il compiacimento dei poteri forti, a danno della popolazione.
La teorizzazione, scritta su un giornale, della volontà del sistema di impoverire le persone e togliere loro potere d'acquisto mi ha lasciato basito.
L'EFFETTO IMPOVERIMENTO FA PARTE DI UN DISEGNO CHIARO E DETERMINATO.
Binismaghi ieri lo ha svelato anche sul giornale. La salita del petrolio deve passare innosservata, la perdita del potere di acquisto non deve tramutarsi in una discesa in piazza per richiedere aumenti, il tutto per difendersi dall'inflazione, dice lui! per non veder diminuiti i margini di redditività delle imprese, dico io.
E questo scempio è stato fatto senza che un sindacato alzasse un dito. Anzi la sinistra ha accelerato questo processo.
Senza contare il depauperimento avvallato dal governo con l'acquisto di Endesa e MPS a prezzi folli da aziende estere e la svendita di Telecom agli spagnoli.
Temo che il germe della rivoluzione del sistema sarà figlio di una tale cultura. Signori il tutto fa paura...
TEORIZZAZIONE DELL'IMPOVERIMENTO DEL CETO MEDIO
L'ORSO MANGERA' IL TACCHINO...

Ieri sera volevo scrivere un articolo il cui titolo era "alla ricerca del valore perduto". Vedendo a fine giornata la debacle del listini e alcuni prezzi che fino a tre settimane fa sembravano impossibili da raggiungere mi veniva voglia di cominciare a cercare i titoli da comprare.
Ma poi ho ragionato a lungo e ho pensato che il peggio deve ancora arrivare.
Molti mercati non hanno neppure raggiunto i minimi di Agosto!
La rottura di quei minimi è inevitabile, come inevitabile sarà la successiva accelerazione ribassista.
Oramai mi rendo conto che il DAX potrebbe diventare un'occasione di rientro intorno ai 6600, il nostro mercato intorno a 35.000, il mercato americano 11.800. Non prima!
Per mesi vi ho raccontato sulle pagine di questo blog:
-CRISI DEI FONDI PRIVATE EQUITY E RISCHIO PER I MERCATI
-CRISI DELL'IMMOBILIARE
-CRISI DEI SUBPRIME,DEI CDOS, DI ABX, CONDUIT, SIV, CARTOLARIZZAZIONE ECC ECC
-MATERIE PRIME ALIMENTARI E ENERGIA ALLE STELLE
-DOLLARO DEBOLE
-RISCHIO INFLAZIONE
-CRISI DELLE BANCHE E POSSIBILE FALLIMENTO
-PRODOTTI A CAPITALE GARANTITO CHE NON SONO SICURI
-MANCANZA DI FIDUCIA
-CORSA AGLI ARMAMENTI
-RISCHIO DI ESSERE COMPRATI DAI FONDI CINESI E INDIANI
ECC ECC
Sono stato dato per visionario, e ora che raccolgo il frutto di tali visioni sono alla ricerca del valore?
Ma per favore...IL PEGGIO DEVE ANCORA ARRIVARE.
Altro che rally natalizio, altro che leggere articoli che dicono
-Le blue chips da preferire
-Le blue chips da seguire
-le blue chips più appetibili
-gli analisti vedono roseo
-Le blue chips candidate a fare bene
-"i mercati si riprendono"
E intanto io vedo ogni giorno gente con i portafogli falcidiati con perdite del 30% o 40% su titoli spazzatura o a bassa capitalizzazione....
Signori che scrivete..mettetevi una mano sulla coscienza, queste persone stanno perdendo i risparmi di una vita.
Oggi li perdono in borsa, domani li perderanno con le Unit Links a capitale garantito, o con una bella patrimoniale!
Il tempo dei balocchi è terminato.
L'ORSO MANGERA' IL TACCHINO...
BORSA: LA PARABOLA DEL BIGNE' ALLA CREMA E DELLE FAUCI DELLA BAMBINA

Immaginate di essere un bignè alla crema. Siete appena usciti dal forno, il pasticcere vi guarda soddisfatto ed esclama...che bravo che sono! Questo bignè è bellissimo.Vi sentite orgogliosi, stimati, apprezzati e felici.
Poi il pasticcere vi prende e vi da da mangiare dell'ottima crema pasticcera appena fatta. Siete in estasi. Cosa potete pretendere di più? Belli e contornati di cibo!
Ma la sorpresa è ancora più grande quando venite messi in esposizione nella vetrina.
Vedete arrivare la gente che esclama: Ma che bello quel bignè! Che profumo, chissà quanto costa! E allora, se prima eravate felici, ora vi sentite anche potenti e invincibili! decine di persone che si soffermano a farvi i complimenti!
A un bel momento, però, entra una signora vestita con abiti firmati, bionda, con una faccia un po' da stronzetta...ma si, quelle che spesso trovate davanti alle scuole private cittadine ad aspettare i figli!
Vi vede e chiede di portarvi a casa insieme a tanti altri come voi che fino a qualche secondo prima erano felici in un mondo incantato!
Vi mettono in un pacchettino al buio...e già non capite più nulla. Cosa sta accadendo? Perchè fanno questo proprio a me? Non ero forse bello e famoso?
Vi sentite sballottati di qua e di la mentre un fuoristrada scorazza per la città.
Po sentite le urla di bambini chiassosi. Il pacchetto viene aperto e vi trovate in una grande sala, in fondo ci sono una ventina di bambini che stanno osservando uno spettacolo di magia, dall'altro lato della sala tante signore bionde chiaccherano felici. E vi sentite persi! Non sapete cosa sta succedendo ma il presentimento non è buono. Ma siete ancora convinti dentro di voi che siete belli e famosi e quindi cosa volete che possa accadere? Passano pochi minuti, giusto il tempo per tranquillizzarvi. Lo spettacolo finisce, i bambini improvvisamente si scagliano su di voi. Una bambina con un enorme apparecchio ai denti vi prende in mano, un'ultima occhiata e poi oplà, finite triturati nella morsa di quelle giovani ma già possenti mandibole. E siete finiti nel giro di poche ore.
Questa potrebbe essere la fine di molti investitori nelle prossime settimane.
Le mandibole sono pronte a divorare l'investitore che fino a maggio era felice e invincibile.
La parte alta della mandibola è rappresentata dall'inflazione cinese che avanza inesorabilemente aiutata dalle materie prime sempre più care e dal dollaro sempre più debole.
L'altra parte della mandibola è costituita da un sistema finanziario americano che rischia il collasso e invece di aumentare i tassi li sta abbassando, rischiando così una depressione simile a quella del 1929.
Le mandibole della stagflazione, inflazione, bassa crescita, interessi reali negativi si stanno abbattendo sui mercati. Il rischio di fallimenti aleggia sui listini.
Ieri ci hanno raccontato le ultime crisi di Northern Rock, Fannie Mae e Freddie Mac (in borsa sono scese del 30% minacciando seriamente l'intera impalcatura finanziaria americana).
In Italia, quel poco denaro che deve rimanere in borsa fugge dalle small cap, e dai titoli ciclici, gli indici si salvano grazie alla tenuta dei titoli monopolistici (ma per quanto ancora?). In Europa la liquidità si sposta sull'ultimo baluardo degli ottimisti la Germania. Se la linea Maginot salta sarà il disastro per i mercati azionari.
Il petrolio è a 100 dollari e il dollaro è su nuovi minimi. L'euro continua a essere comprato e un piccolo rigolo di denaro sostiene le borse europee.
Ma gli ordini all'industria frenano e l'economia europea da sola non può salvare le economie mondiali.
In america credono che la borsa americana non crolli in quanto la svalutazione del dollaro rende più competitive le aziende. In Europa si crede che l'euro forte favorisca investimenti in altri paese.
Ma se entrambi si sbagliassero? Se il sistema improvvisamente cedesse? Se la forza dei paesi emergenti scricchiolasse per il venir meno degli ordini americani ed europei?
Il risultato delle vendite pre natalizie del lungo week end del Thanksgiving aiuterà a capire la tenuta o mmeno dei consumi.
Se fossero deboli la recessione sarebbe più vicina.
Tutto rischia di finire divorato dalle mandibole della stagflazione.
Mentre Chavez invoca l'utilizzo dell'euro per il commercio del petrolio. Per il dollaro sarebbe la fine e con esso delle borse del mondo intero.
Anche oggi ho contribuito a rendervi la giornata buia. Ma se invece vi stessi indicando la strada da percorrere per uscire dalla trappola in cui vi siete cacciati quando avete comprato fondi azionari, prodotti a capitale garantito che potrebbero rivelarsi non tali, fondi monetari che rendono molto meno di un BOT e magari hanno in pancia un titolo che può fallire?
Portafoglio BSI sempre positivo. Come fa? Scopritelo con una telefonata 02.26005366
Buona giornata
BORSA: LA PARABOLA DEL BIGNE' ALLA CREMA E DELLE FAUCI DELLA BAMBINA
LA LOCOMOTIVA AMERICANA DERAGLIA

I dati negativi provenienti dagli Stati Uniti, in particolare il crollo di Fannie Mae e Freddie Mac (che minano la fiducia verso l'impero finanziario americano) e i dati del beige book spingono gli investitori a credere a un futuro taglio dei tassi.
I mercati americani salgono sulla spinta del possibile taglio tassi.
Il petrolio vola a 99 dollari e il dollaro segna nuovi minimi.
I mercati azionari asiatici scendono anche perchè la storia dollaro debole, materie prime alte e borse europee e asiatiche alte non regge.
Le borse devono scendere.
Il mercato obbligazionario vede i prezzi del decennale salire (anche in Europa il rendimento scende).
Non ci credo. l'inflazione colpirà presto l'Europa spingendo i tassi all'insù.
Su un possibile panic selling dell'azionario e una corsa sul fly to quality verso le obbligazioni consiglio di aprire posizioni corte sul future obbligazionario.
I livelli sono disponibili ai clienti di consulenza.
LA LOCOMOTIVA AMERICANA DERAGLIA
REGALO DI NATALE PER L'INVESTITORE

A fine anno le case d'affari preparano i reports per il nuovo anno, incontrano gli investitori, fanno previsioni e strategie.
EBBENE LA MAGGIOR PARTE DEGLI STRATEGIST STA FACENDO USCIRE REPORTS NEGATIVI SUL 2008
ECCO SPIEGATA LA DISCESA DI QUESTE SETTIMANE.
DISCESA DESTINATA AD ACCELERARE.
E' MOLTO PROBABILE UNA DISCESA DEI LISTINI AZIONARI MOLTO PROFONDA. IL DAX POTRA' ANDARE A 6500, IL NOSTRO INDICE A 33.000, IL DOW JONES A 11.000.
INFLAZIONE - BASSA CRESCITA - MERCATO DEL DEBITO - FALLIMENTI DI PRIVATE EQUITY-
FALLIMENTI DI BANCHE -
STATE LONTANI DAL MERCATO.
SAPETE CHI SONO FANNIE MAE E FREDDIE MAC?
Sono i padri di tutti i mutui. Sono loro che prestano i soldi alle aziende che prestano ai clienti.
oggi
FANNIE MAE -25%
FREDDIE MAC -31.2%
LA FIDUCIA TORNA A MANCARE.
IL PANICO SERPEGGIA FRA LA GENTE.
I PRODOTTI A CAPITALE GARANTITO POSSONO SALTARE
Beige Book americano indica un peggioramento dell'economia....tuttavia ci appare poco verosimile l'ottimismo. Dovrebbe annunciare recessione.
Intanto dollaro a 1,482 e petrolio tornato a 98,5 dollari.
Siamo alla resa dei conti!
REGALO DI NATALE PER L'INVESTITORE
LE BORSE: LA GRANDE TRUFFA

Fino a quando ci sono articoli che parlano del rally natalizio o delle blue chips che faranno bene, o che il mercato può salire ancora ….fino a quando anche i più ottimisti non diverranno pessimisti….fino a quel momento bisogna stare lontani dal mercato ….
La cosa divertente di queste settimane è la presa per il culo (scusate l’espressione ma rende…) da parte delle grandi banche d’affari americane verso il mondo dei fondi istituzionali e dei privati.
Vediamo in dettaglio:
A marzo abbiamo vissuto le prime avvisaglie di quello che una crisi finanziaria seria poteva portare al sistema. Qualcuno, Goldman Sachs, è stata brava a capire che il vento era mutato. L’estate delle borse era giunta al termine, il grande gelo stava arrivando.
Ma si sa, l’estate non se ne va in un attimo, e nei mesi successivi il sole è tornato a riscaldare le povere ossa degli investitori portando il mercato su nuovi massimie facendo credere che si era trattato di uno sbaglio.
Poi nel bel mezzo di agosto è riscoppiata la crisi del debito. Il mercato azionario è sceso ma ciò che è andato in vera crisi è stato il mercato del debito, dell’immobiliare delle banche.
Molti si sono accorti che l’inverno era alle porta e che i pezzi di ghiaccio in lontananza non erano che le punte di iceberg.
La faccenda diventava preoccupante. Bear Stearns ha rischiato di fallire e con essa molte e molte banche europee e americane. I più bravi, Goldman Sachs, hanno addirittura fatto record di utili vendendo allo scoperto quella carta che poi si è rilevata di pessima qualità.
Ad agosto Poteva finire veramente male….e probabilmente questo è stato il pensiero dei banchieri centrali quella mattina quando hanno visto la coda fuori dalla Northern Rock bank!
Il nostro buon Bernanke preso da pura paura ha tagliato prontamente i tassi di interesse.
E questo ha permesso alle borse di respirare per un 40 giorni.
Ma soprattutto ha permesso di preparare una GRNADE SPECULAZIONE GLOBALE.
Mentre gli analisti e le grandi case d’affari continuavano ad agitarsi prospettando ancora rialzi per le borse, qualcosa però cominciava a non quadrare.
I tassi con i quali le banche si scambiavano il denaro rimanevano alti, i prezzi dei mutui non scendevano anzi…a dirla breve CREDIT CRUNCH.
Alcuni settori dell’economia europea e americana sono entrati in recessione (immobiliare, edilizio, finanziario ec ecc)
Allo stesso tempo materie prime, petrolio, oro, e alimentari mettevano a segno rialzi impressionanti e il dollaro perdeva un7%-8% sull’euro.
Ecco che la paura dell’inflazione comincia a serpeggiare nella mente degli investitori.
Ma allora…se in Cina i prezzi salgono, se l’inflazione avanza e per finire, se le banche concedono poco credito siamo in STAGFLAZIONE.
In più notiamo come le banche SONO OBBLIGATE a far emergere perdite molto rilevanti, gli attivi si stringono e i ratios saltano. Per poter rientrare nei parametri le banche debbono vendere assets. Ma quali? E a che prezzo?
Gli immobili sono scesi, le obbligazioni strutturate sono il liquide e non le vuole nessuno …ecco che rimangono le azioni.
Intanto fra pochi giorni in America si festeggerà il giorno del ringraziamento.
Erano anni che i consumatori americani non erano così tartassati:
Il valore della casa è sceso.
La rata del mutuo si paga con difficoltà
Anche i mercati obbligazionari non premiano (i tassi del T Bill sono bassi, mentre i rendimenti di alcune obbligazioni corporate cominciano a salire, ma ci si assume troppo rischio)
I mercati azionari infine perdono di valore.
Il risultato non può che essere uno solo.
LO SHOPPING NATALIZIO DEL THANKSGIVING SARA’ UNO DEI PIU’ POVERI DEGLI ULTIMI ANNI.
I mercati azionari già sotto tensione potrebbero collassate sui dati delle vendite che solitamente vengono rilasciati dalle grandi catene il giorno seguente.
Ma. E qui viene il bello…..proprio in questi giorni alcune case d’affari cominciano a farsi negative sui mercati (dopo che molti titoli hanno perso il 20% o il 30%!)
Giovedì scorso, in un articolo quasi comico, Morgan Stanley avvisava i clienti di ridurre il peso sull’azionario paventando recessione.
Nei prossimi giorni ci scommetto che altri brokers faranno uguale.
Ma vi faccio una domanda….secondo voi non era prevedibile da parte loro tutto questo?
Ebbene io sono quasi certo che questi soggetti (i big 8 di Wall Street) abbiano colluso (come fece Fiorani con i suoi furbetti) e si siano accordati di vendere il mercato in queste ultime tre settimane MA SENZA CREARE PANICO, un giorno il Cac francese, poi è la volta del SP&PMIB, ma il dax non lo facciamo scendere così nessuno si spaventa. Poi portiamo giù il dax e facciamo rimbalzare gli altri due. Naturalmente stiamo attenti a non far crollare il mercato americano.
L’importante è che LENTAMENTE MA INESORABILMENTE, i mercati si portino sui minimi di agosto. Poi una bella mattina gli daranno una spallata (magari su un dato sull’inflazione o sulle vendite natalizie, o sul prossimo fallimento di una banca) e si crea l’effetto panico.
Temo che l’arrivo per il dax possa posizionarsi sui minimi di marzo (6600 circa) mentre il povero mercato italiano chissà…forse ci potremmo accontentare di un 35.000.
Comunque teniamo presente l’Enel verso i 7 euro. Se quel valore coinciderà con il panic selling allora entreremo con delle grandi reti da pesca e in pochi giorni potremmo farci un bel regalo di natale.
Ma durante le vacanze natalizie non starei per mare in cerca di pesce. Tornerei in casa, accenderei i fornelli mi mangerei il pesce pescato e farei una bella dormita, almeno fino alla befana.
Una domanda….chi scrive che il rally di natale è assicurato, o che i mercati offrono delle buone opportunità…forse dovrebbe valutare bene i suoi discorsi!
LE BORSE: LA GRANDE TRUFFA
COMPRARE COMPRARE COMPRARE

COMPRARE SI....LA FRUTTA AL MERCATO!
In america segnalo Citigroup (dopo il report di Goldman Sachs) perde oltre il 5%.
General Motors lascia l’8% e il rischio di charter 11 si avvicina (occhio alle obbligazioni)
In Italia assistiamo alla tenuta di Telecom (ma che strano per lei la recessione non esiste) e di Alitalia (veramente buffo vedere un titolo che vale 0,25 euro dimenarsi intorno a 0,85). Occhi a non farvi male.
Anche su Fastweb la saga continua. Swisscom si frega le mani, più scende il titolo meno soldi tirerà fuori per l’opa residuale. La rottura dei 25 diventa importante.
Prysmian crolla e Goldman Sachs ringrazia di aver ridotto la sua posizione appena in tempo.
Autogrill doveva essere un titolo solido…il cosiddetto cash cow…beh…di cash ne rimane poco, in quanto alla cow….occhio che non sia mad!
Sono curioso su Banca Italease. La rottura dei 10 euro dovrebbe essere questione di ore. Ma il titolo non vale più di nove euro.
Anche le IPO mi divertono. RCS e L’Espresso crollano …che fine può fare il 24 ore che fra l’altro emette azioni di serie B? occhio a non fare flop caro Montezemolo.
Mi era sembrato di aver esagerato quando ho segnalato le Seat Pagine Gialle come investimento interessante intorno a 0,30 euro. Beh…oggi si è avvicinata.
Voglio sottoporvi una domanda: Ma secondo voi…nel 2008 la vostra banca vi addebiterà più commissioni o vi venderà prodotti finanziari strani, o raccoglierà denaro a tassi più bassi di quelli odierni, e ancora, finanzierà più aziende di oggi e a tassi più alti, guadagnerà commissioni sui collocamenti di borsa?
La domanda ha una risposta facile : NO. Il sistema bancario italiano nel 2008 guadagnerà meno che nel 2007!
E forse dovrà svalutare gli sportelli….quelli che oggi si dice che valgano 10 o 12 milioni di euro.
Parmalat…occhio ai vecchi azionisti…la probabilità che i soldi dei risarcimenti spetti a loro esiste. A Londra qualcuno sta cercando di acquistare i vecchi titoli! A noi non resta che stare alla larga dal titolo.
Pirelli gronda di liquidità ma le attività principali (pneumatici e immobiliare perdono i pezzi tutti i giorni).
STM sta per rompere importanti minimi, rischia di andare a 9 euro.
Bulgari soffre e rompe i 10 euro. Se la crescita economica frena anche i beni di lusso rallenteranno. Possibile una discesa sotto i 9.
Enel occhio ai 7 euro. I debiti per pagare Endesa si pagano!!!
Il nostro caro Mussari forse comincia a preoccuparsi….l’acquisto di Antonveneta forse metterà a rischio la banca stessa…..anche se può sempre ritirarsi dall’operazione con la scusa che la banca d’Italia non gli da l’ok per inadeguatezza dei ratios. Se il titolo andasse a 2,90…
Lottomatica…è da un pezzo che non vince più. Neppure l’arrivo di Pelliccioli potrà evitare discese negli inferi.
E via via coi ribassi…….
COMPRARE COMPRARE COMPRARE
COMPRARE IN BORSA
La mia risposta: ma io avevo detto questo una settimana fa!.....rompi le reti e lascia scappare i pesci. Sono troppo pesanti e rischiano di far affondare la barca.
Molti titoli hanno lasciato sul terreno oltre il 10% nelle ultime sedute MA IL MERCATO NON E' COLTO DA PANIC SELLING.
Le reti devono essere usate solo se parte il panic selling.
Nuovi livelli di entrata su molti titoli del listino vengono ricalcolati tutti i giorni da me per il servizio consulenza.
Se da qui si risale....pazienza ....ma se parte il panic selling bisogna essere pronti a sfruttarlo.
Un titolo su tutti....Enel a 7 euro!
Sempre buone le performance del portafoglio BSI Europa.
In bocca al lupo
COMPRARE IN BORSA
BASTA BANCA. ora tocca a noi

Nel 2008 forse ci riusciamo a vedere i profitti delle banche italiane in discesa.
La gente sta finalmente cominciando a capire:
Basta a polizze unit link
Basta a strutturati
Basta a commissioni alte
Basta a un risparmio gestito che fa schifo
Basta a un conto corrente non remunerato
Basta a finanziamenti a tassi onerosi
Basta a derivati
Le banche, colte dalla disperazione offrono, in questi giorni, rendimenti sui TIME DEPOSITS (Il cliente che presta soldi alla b anca) tassi da favola: EURIBOR A 6 MESI FLAT. Ovvero circa il 4,60% lordo.
Altre concedono finanziamente a tassi bassi se minacciati dalla azienda di cambiare banca. Non sanno più dove andare a parare per fare profitti. La gente si sta ribellando. I nostri grandi banchieri sperano nei mercati azionari (perchè se sperano nella ripresa dell'immobiliare ....) nella Cina, nell'Europa dell'Est, nel fare profitti portando un'aziendina in Borsa, magari all'expandi o sul Mac.
Baggianate. Nel 2008 l'unico modo per far soldi sarà di scambiarsi gli sportelli a 20 milioni di euro invece che 10 evidenziando così delle plusvalenze che compenseranno le perdite su altre operazioni.
Ricordo che il fenomeno non riguarda solo le Banche ma anche le ASSICURAZIONI.
Basta AI CARICAMENTI, ai rendimenti oscuri! Vogliamo chiarezza e competizione. VOGLIAMO UN MERCATO LIBERO!
1000PERCAMBIARE va in questa direzione. La direzione è quella suggerita da Draghi, governatore di Banca d'Italia. Vai sul sito e manda una mail.
http://1000percambiare.blogspot.com/
Alle banche non resta che competere abbassando i prezzi e andare a distruggere le verdi pianure dell'Europa dell'est. Attenti Polacchi, rumeni, slavi...le cavallette vi stanno portando via il raccolto, parola di chi ha già subito ...e troppo!
Ecco l'ennesimo articolo che fa un po' di luce contro il sistema Bancario italiano a cura di Eugenio Benetazzo. Godetevelo.
BANCA MIA FATTI CAPANNA
di Eugenio Benetazzo
Ma cosa è successo al panorama bancario italiano ? Come siamo arrivati noi italiani ad avere un pool di istituti di credito, probabilmente i peggiori al mondo, che si contendono ogni giorno il raggiungimento di posizioni dominanti nel mercato ? Cosa è successo in meno di vent’anni da infrangere per sempre il rapporto fiduciario tra
banca e cliente tanto che oggi il piccolo risparmiatore italiano non si fida più di nessuno ? Che cosa ha trasformato le banche nel tuo peggior nemico ?
Per spiegare quello che è successo dobbiamo tornare indietro di oltre quindici anni quando il panorama bancario italiano era costituito da una distesa prateria di piccoli istituti di credito con spiccata vocazione territoriale, nella quale spadroneggiavano anche tre colossi nazionali, la Banca Nazionale del Lavoro, il Credito Italiano e la Banca Commerciale Italiana, tre banche storiche di diritto pubblico che erano presenti per prestigio e diffusione capillare su quasi tutte le piazze provinciali del paese con le loro mastodontiche agenzie di sportello.
Ricordo ancora il mio primo libretto di risparmio aperto in prima media presso la Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno ed Ancona, successivamente trasformatasi in Cariverona e poi tristemente fagocitata nel gruppo bancario denominato Unicredito. In quel tempo non esisteva l’esigenza viscerale di competere tra banche e banche, in quanto ogni istituto aveva trovato una propria dimensione e sviluppo legato alle caratteristiche del territorio ed a una propria vocazione imprenditoriale. Gli sportelli di banche differenti presenti su una stessa piazza si facevano concorrenza sulle modalità di erogazione del servizio e sul rapporto umano
che si instaurava con il personale che vi lavorava.
Vent’anni fa sarebbe stato impossibile che un direttore di banca vi proponesse di investire su un’obbligazione strutturata emessa da chi sa chi e per Dio sa cosa: i prodotti di risparmio tipici proposti erano i titoli di stato, i
pronti contro termine, i certificati di deposito oppure le obbligazioni emesse dalla stessa banca: prodotti a capitale protetto e rendimento garantito.
I correntisti ed i risparmiatori erano trattati allora come persone con specifiche esigenze sociali ed imprenditoriali, e non come avviene ora alla pari di insignificanti numeri di conto corrente a cui addebitare costi ed oneri di fantasia congiuntamente all’offerta di una copiosa varietà di prodotti porcheria.
Come siamo arrivati, allora, all’attuale situazione di mercato ? La risposta è piuttosto semplice: ottimizzazione dei costi e massimizzazione dei profitti. Le tanto osannate dottrine sui processi di arricchimento facilitato che si
insegnano in quelle fabbriche di replicanti clonati, che vengono definite business schools, hanno trovato prima applicazione proprio nel mondo bancario. Fu così che alcune banche comprendendo la possibilità di competere sui mercati internazionali in vista della definizione di un grande mercato unico europeo iniziarono ad unire le
forze nelle maniere più subdole: fondendosi, fagocitandosi o incorporandosi.
Questo processo portava ad aumentare spaventosamente la loro redditività in quanto se gli attivi dei patrimoni venivano sommati, lo stesso non avveniva per i costi, i quali subivano invece un consistente ridimensionamento (chiusura di filiali doppie sulla stessa piazza e licenziamento del personale in esubero).
Lentamente negli anni hanno preso forma i gruppi bancari che conosciamo tutti ed allo stesso tempo si sono verificati i grandi scandali finanziari che hanno depauperato intere generazioni di risparmiatori italiani. Anche questo è stato dovuto alla trasformazione del sistema bancario italiano, il quale ha iniziato a fare i conti con la prima legge del mercato dei capitali ovvero il rendimento in termini percentuali tra il dividendo erogato ed il prezzo di una singola azione.
La necessità di conseguire utili e rendimenti sempre più crescenti ha spinto i banchieri ad individuare nuove aree di profitto senza compromettere o aumentare l’esposizione al rischio della banca: per quanto motivo sono proliferate commissioni, oneri e costi per servizi di base (che in molti paesi sono completamente gratuiti).
Parallelamente si è sviluppato anche uno straordinario mercato di prodotti porcheria per la gestione del risparmio, infatti questi gruppi bancari si sono resi conto che è molto più conveniente per i loro bilanci e per il loro profitto, gestire i vostri risparmi applicandovi oneri e commissioni senza così esporre la banca in alcun modo
al rischio imprenditoriale. Il marcio del sistema ha trovato la sua massima manifestazione quando i grandi gruppi bancari hanno individuato nell’utilizzo del budget, lo strumento di eccellenza per la propria pianificazione aziendale. Con il
budget, infatti, si stabiliscono a priori i risultati che il gruppo bancario deve conseguire per massimizzare il suo profitto e a questo dictat si devono prostrare tutti i dipendenti della banca, dai funzionari ai cassieri.
Non cè da stupirsi quindoi se esistono banche che concedono in comodato gratuito una Ferrari per una settimana come bonus o incentive per il raggiungimento del budget ad un direttore di filiale, se questo è riuscito a far erogare un determinato numero di mutui ipotecari ad intervento integrale (quindi 100 %) a condizioni proibitive (mi piacerebbe potervi fare i nomi e cognomi) ! Non mi dilungo sul personale di sportello, soggetto ad un tasso di turnover improponibile (ogni mese avete un
referente diverso), nella maggior parte dei casi, vi trovate di fronte a persone frustrate, impantanate in un lavoro che non ha futuro, destinate per anni a contare il denaro e gli assegni, oppure a passare carte su carte tra lo sportello e la direzione amministrativa. Ecco il motivo per cui non vi dovete fidare di quello che vi propongono: perché quello che vi viene presentato, deve prima portare ricchezza alla stessa banca. Questa trasformazione del sistema bancario ha tuttavia prodotto o indirettamente causato anche un effetto collaterale, che forse non si era opportunamente valutato: per la prima volta si è venuto ad infrangere il rapporto
fiduciario che si riponeva nelle banche o nelle persone che vi lavorano, dubitando profondamente su tutto quello che viene raccontato od offerto allo sportello. Non a caso sono ripresi con grande frequenza e dimensione fenomeni di espatrio di capitali (a volte anche con modalità illegali) nei confronti di centri finanziari ritenuti
storicamente più seri ed affidabili.
Comunque questo paese e la sua inerte classe politica lasciano veramente poco a che pensare, ma ancor di più la sua popolazione: se gli toccate la squadra di calcio allora preparatevi a vedere scali e porti marittimi bloccati da orde di tifosi che barricano gli accessi, mentre se qualcuno (coperto dalla compiacenza politica di chi
ci governa) vi sottrae illegalmente 50 euro dal vostro conto corrente, vi limitate semplicemente a lamentarvi stile bambino dell’asilio a cui hanno rubato la merendina. Chi è causa del suo male, pianga se stesso.
BASTA BANCA. ora tocca a noi
BANCARIO RIDOTTO A PROSTITUTA ALBANESE

Propongo questo articolo PUZZLE. E’ un misto di tre articoli, uno di di Jack Free pubblicato su Libero, l’altro di Maurizio Blondet, e, infine un mio personale intervento.
Tutta gente che la pensa allo stesso modo. Se anche voi siete concordi, andate sul sito 1000PERCAMBIARE e aderite al”iniziativa mandando una mail. 1000 per una banca al nostro servizio e alle nostre condizioni! http://1000percambiare.blogspot.com
C’era una volta il direttore di banca. Quando un artigiano, commerciante o impresa chiedeva un fido, lui andava a vedere di persona le gru, i capannoni, i magazzini del potenziale debitore. Era un personaggio ben inserito nella realtà economica locale. I profitti della banca venivano in parte notevole da questa attività. Oggi non più. Come spiega un doloroso articolo su Libero Mercato, il bancario deve «vendere» a qualunque malcapitato entri in banca assicurazioni, «prodotti finanziari» che puzzano, «derivati» e «strutturati» col trucco, e di cui il cliente non ha bisogno.Vuoi il fido? Allora beccati anche questo swap dollaro-yen, o questa quota di hege fund con portafoglio colmo di azioni di Pechino. Non ti occorre? Ma la banca, per darti il fido, ti chiede di «contribuire ai profitti dell’istituto, che oggi si fanno così».
Altrimenti niente credito. I risultati sono quelli raccontati spesso dalla Gabanelli e da Libero stesso: negozi ben avviati portati al fallimento dalla leva negativa di quegli «strutturati», su cui bisogna pagare margini che superano i fatturati; prestiti-ponte per pagare quei debiti improvvisi; colossali indebitamenti occulti di Comuni Province e Regioni. Non è colpa dei bancari. E’ che il loro status è stato cambiato: parte del loro stipendio oggi dipende dai «risultati», ossia da quali schifezze e truffe hanno rifilati ai clienti. Ridotti a promotori finanziari senza preparazione specifica, assillati «dagli uffici-marketing che dettano quale cliente chiamare, a quale ora e per quale prodotto» e dalla telefonata del capo-area che vuole «risultati», altrimenti niente «incentivi» e premio annuale.
La condizione dei bancari è quella delle prostitute albanesi nelle grinfie del racket, e come tali devono comportarsi.
E i vecchi direttori hanno perso la «delega»: non sono più loro a dire se quell’artigiano o impresa meritano di essere affidati, ma «processi automatizzati», decisi da lontani computer con software irreali, «made in USA». «Processi di vendita massificati», dice Libero, «non serve pensare: tutto è pianificato» dagli arroganti neo-banchieri che imitano Wall Street.
Dice Libero: tra i risultati, c’è che crescono le perdite delle grandi banche «sui crediti di piccola dimensione». E che i clienti, non trovando più il direttore che li conosceva da anni, ripiegano sulle piccole banche locali, che «tengono e crescono» nonostante l’arretratezza tecnologica, e che erano state date per spacciate «perché non hanno le dimensioni».
Ma non è questo il punto. La vera tragedia è che la banca, prima, era almeno una ausiliaria dell’economia reale, dell’industria e del commercio.
Oggi ne è il parassita distruttore. Gli avvoltoi, almeno, mangiano cadaveri già putrefatti. Le «nuove» banche divorano imprese vive e vegete, rifilando loro prodotti fallimentari, «strutturati» incomprensibili che aggraveranno i conti fino alla bancarotta. Libero Mercato, se n’è accorto e denuncia.
Ma anche Mario Draghi è consapevole di questa situazione. Ha parlato più volte del dissesto dell’industria del risparmio gestito italiano inefficiente, cara e capace solo di succhiare il sangue agli investitori.
Per ora ha vinto il cambiamento di «cultura», come si dice: dal credito come ausiliario al credito-marketing predatorio.
Tornando alla storiella del castello del mio precedente articolo è come se un castello era stato costruito da un Re saggio e buone alcuni anni fa sulle rive di un fiume bellissimo. Vicino al castello era sorta una grande città che si sentiva protetta dalla presenza del castello. La città cresceva prosperosa, le campagne erano adibite all’agricoltura e all’allevamento, le foreste erano popolate da animali che venivano cacciati, il fiume veniva utilizzato per l’approvigionamento idrico e per il commercio. La natura e la serenità delle famiglie rendeva la vallata unica nel suo genere.
Tutti volevano stare vicino al castello, si sentivano aiutati e protetti, in cambio pagavano delle tasse ragionevoli e tutti prosperavano.
Improvvisamente il re del castello muore e suo figlio, noto per la sua arroganza e avidità, ne prende il posto. Aumenta le tasse, brucia il raccolto dei campi di coloro che non pagano le tasse, si appropria del bestiame dei morosi e lo vende alle vallate confinanti. il paese si impoverisce sempre di più. Da una bella città si trasforma lentamente in una favelas triste e povera.
Il castello diventa sempre più bello e opulento, ma un giorno si accorge che non può più spremere i sudditi, non è rimasto nulla da spremere, la pianura fertile si è trasformata in un arido deserto, la foresta bruciata, e il fiume inquinato. Il re ha due alternative…sposta il castello in un’altra valle e continua a depredare, o si impoverisce anche lui e il castello in poco tempo diverrà un rudere. Ma la folla dei sudditi, intanto, ha aperto gli occhi, capisce che esiste un’alternativa, confabula, si organizza, si arma…una rivolta è vicina
Jack Free (Libero) Maurizio Blondet, Mercato Libero.
BANCARIO RIDOTTO A PROSTITUTA ALBANESE
PANICO : UNIT LINKED SI PERDE TUTTO?

In settimana vi ho riportato un articolo che parlava del rischio di perdere il capitale su prodotti UNIT LINKED.
Il rischio, se i mercati peggioreranno è lievitato molto. Bisogna vedere come la Unit Linked è stata costruita. Se il prodotto che dovrebbe garantire il capitale a scadenza dovesse essere un CDO o un ABX la possibilità di perdita è veramente alta. La società che lo vende non garantisce, il più delle volte, dal fallimento del Bond sottostante.
Ma non solo la Unit Linked è sul banco degli imputati. In discussione ci sono molti prodotti a capitale garantito (i famosi prodotti spazzatura VENDUTI DA MOLTE ISTITUZIONI FINANZIARIE ITALIANE)
MERCATO LIBERO ha istituito una Task Force a disposizione di coloro che sono preoccupati e vogliono saperne di più.
Mercato Libero è un servizio di consulenza finanziaria NON DIPENDENTE da banche e assicurazioni ma al servizio del consumatore!!!
Contattaci al 02.26005366
mercatiliberi@gmail.com
PANICO : UNIT LINKED SI PERDE TUTTO?
IL VALORE DEL CASTELLO!
.Questo breve articolo lo devo ad Andrea, mio compagno di tennis del Giovedì sera.
Davanti a una buona bibita dissetante, dopo aver corso per un’ora alla caccia di una pallina gialla da una parte all’altra di un campo in terra rossa, ieri sera mi ha raccontato questa storiella:
Supponi che ci siano due castelli gemelli. Castelli rifiniti con finiture di pregio, con all’interno arazzi, dipinti preziosi, e immagina che siano in vendita.
Unica condizione, oltre al prezzo, chi li compra li deve poi poter trasportare altrove.
Il primo castello viene così acquistato da un signore molto ricco tedesco che decide poi il trasferimento in una delle località più belle e rinomate della Baviera. Costo dell’acquisto e del trasferimento 100 milioni di euro.
Il secondo castello viene comprato da un ricco signore brasiliano che paga la stessa cifra e trasferisce il castello in mezzo a una favelas di San Paolo in Brasile.

Dopo tre anni,il primo acquirente si é stufato d possedere il castello e lo mette in vendita. Il proprietario viene inondato di richieste di acquisto. Si scatena un’asta competitiva sponsorizzata da Google, alla fine la cessione del Castello avviene alla cifra record di 600 milioni di euro.
Il secondo proprietario, sentendo quanto il primo ha ricavato pensa di fare anche lui la stessa cosa. Chiama la migliore agenzia immobiliare di San Paolo, mette in vendita il castello chiedendo la stessa cifra.
Passano i mesi, ma di compratori neppure l’ombra. Il nostro proprietario è spazientito, fra mugugni e incazzature abbassa il prezzo, prima a 400, poi 300, infine 200 e con l’ultima offerta cerca di riprendersi almeno il valore che aveva investito. Ma nulla! Alla fine è obbligato a vendere il bellissimo castello per poco più di 40 milioni.
Ma perché vi ho raccontato questa storiella?
Il tutto parte dall’osservazione dei risultati economici delle prime due banche italiane. Unicredito e Banca Intesa, in nove mesi hanno prodotto 12 miliardi di utili netti in due! (circa 19 miliardi di utili prima delle tasse!)
E questo mentre i bancari fanno fatica a tirare la fine del mese con un misero stipendio, mentre il ceto medio si impoverisce e i poveri non hanno di che mangiare…
Per non parlare poi dei profitti di Enel, Eni, Generali, Telecom, e delle altre banche italiane.
Ma alla borsa italiana i titoli valgono molto meno rispetto a società che sono nello stesso business ma risiedono in Cina o in India. A parità di struttura organizzativa e di profitti, quello che la vale 10 qui ha una quotazione di 5.
Il motivo del diverso valore è semplice e va cercato nel contesto ambientale di riferimento.
Cina e India sono società in forte espansione e crescita. Con tutta probabilità le aziende riusciranno ogni anno a crescere a ritmi tripli rispetto a quelli dell’Europa.
In Italia invece la popolazione si sta impoverendo. I 19 miliardi che le banche hanno succhiato ai consumatori molto difficilmente si ripeteranno. Il mercato italiano è oramai in una parabola discendente.
Se un’azienda (o un Castello) vuol avere valore tutto ciò che gli sta intorno è importante.
Se intorno ci sono solo poveri…ahimè il castello non interessa a nessuno. Sarà difficile estrarre valore, ma se viceversa la posizione è incantevole sarà più semplice uno sfruttamento turistico, o trovare qualcuno che viene a giocare a golf o che vuole rilassarsi in un centro benessere ecc ecc
Oggi le nostre Banche Italiane (e ben lo sanno i nostri banchieri) dopo averci spremuto con:
- I conti correnti più cari d’Europa
- Prodotti derivati
- Prodotti strutturati
- Prodotti del risparmio gestito cari e inefficienti
- Bond argentini, parmalat, cirio ecc
- I vari prodotti My way e 4you
- Commissioni di massimo scoperto
- Mutui più cari che in Europa
- Ecce ecc
lo sanno che non potranno spremere più nulla. Il risparmio delle famiglie si è bruciato rapidamente e ora le banche per poter guadagnare e prosperare fanno come le cavallette che sterminato un campo si spostano in quello successivo (vedi l’espansione nei paesi del’est, sempre alla caccia del profitto di breve più che del bene del cliente)
E ciò che rimane, il campo povero e inaridito, non interessa più a nessuno. Il campo perde valore cosi’ come le filiali di banca che in quel campo sono disseminate.
Anche se ai bambini le mamme raccontano, prima di addormentarli, che quelle casette chiamate banche, nel campo arido valgono 10 milioni di euro l’una.
Il bambino sorride e si addormenta convinto che quella sia solo una barzelletta!
Ora per terminare l'articolo...il solito avviso: si hanno poche speranze di far tornare ricco il campo distrutto dalle cavallette bancocentriche, tuttavia una si chiama 1000PERCAMBIARE.
Il nostro gruppo di acquisto che vuole cercare di ridurre i sovraprofitti delle banche ridistribuendoli nelle tasche di ciascuno di noi. Sul sito trovate anche un esempio di quanti soldi vi prendono ogni anno a vostra insaputa!ANDATE, LEGGETE E ADERITE (basta una mail).
http://1000percambiare.blogspot.com/
IL VALORE DEL CASTELLO!


