LE BORSE: LA GRANDE TRUFFA

Fino a quando ci sono articoli che parlano del rally natalizio o delle blue chips che faranno bene, o che il mercato può salire ancora ….fino a quando anche i più ottimisti non diverranno pessimisti….fino a quel momento bisogna stare lontani dal mercato ….
La cosa divertente di queste settimane è la presa per il culo (scusate l’espressione ma rende…) da parte delle grandi banche d’affari americane verso il mondo dei fondi istituzionali e dei privati.
Vediamo in dettaglio:
A marzo abbiamo vissuto le prime avvisaglie di quello che una crisi finanziaria seria poteva portare al sistema. Qualcuno, Goldman Sachs, è stata brava a capire che il vento era mutato. L’estate delle borse era giunta al termine, il grande gelo stava arrivando.
Ma si sa, l’estate non se ne va in un attimo, e nei mesi successivi il sole è tornato a riscaldare le povere ossa degli investitori portando il mercato su nuovi massimie facendo credere che si era trattato di uno sbaglio.
Poi nel bel mezzo di agosto è riscoppiata la crisi del debito. Il mercato azionario è sceso ma ciò che è andato in vera crisi è stato il mercato del debito, dell’immobiliare delle banche.
Molti si sono accorti che l’inverno era alle porta e che i pezzi di ghiaccio in lontananza non erano che le punte di iceberg.
La faccenda diventava preoccupante. Bear Stearns ha rischiato di fallire e con essa molte e molte banche europee e americane. I più bravi, Goldman Sachs, hanno addirittura fatto record di utili vendendo allo scoperto quella carta che poi si è rilevata di pessima qualità.
Ad agosto Poteva finire veramente male….e probabilmente questo è stato il pensiero dei banchieri centrali quella mattina quando hanno visto la coda fuori dalla Northern Rock bank!
Il nostro buon Bernanke preso da pura paura ha tagliato prontamente i tassi di interesse.
E questo ha permesso alle borse di respirare per un 40 giorni.
Ma soprattutto ha permesso di preparare una GRNADE SPECULAZIONE GLOBALE.
Mentre gli analisti e le grandi case d’affari continuavano ad agitarsi prospettando ancora rialzi per le borse, qualcosa però cominciava a non quadrare.
I tassi con i quali le banche si scambiavano il denaro rimanevano alti, i prezzi dei mutui non scendevano anzi…a dirla breve CREDIT CRUNCH.
Alcuni settori dell’economia europea e americana sono entrati in recessione (immobiliare, edilizio, finanziario ec ecc)
Allo stesso tempo materie prime, petrolio, oro, e alimentari mettevano a segno rialzi impressionanti e il dollaro perdeva un7%-8% sull’euro.
Ecco che la paura dell’inflazione comincia a serpeggiare nella mente degli investitori.
Ma allora…se in Cina i prezzi salgono, se l’inflazione avanza e per finire, se le banche concedono poco credito siamo in STAGFLAZIONE.
In più notiamo come le banche SONO OBBLIGATE a far emergere perdite molto rilevanti, gli attivi si stringono e i ratios saltano. Per poter rientrare nei parametri le banche debbono vendere assets. Ma quali? E a che prezzo?
Gli immobili sono scesi, le obbligazioni strutturate sono il liquide e non le vuole nessuno …ecco che rimangono le azioni.
Intanto fra pochi giorni in America si festeggerà il giorno del ringraziamento.
Erano anni che i consumatori americani non erano così tartassati:
Il valore della casa è sceso.
La rata del mutuo si paga con difficoltà
Anche i mercati obbligazionari non premiano (i tassi del T Bill sono bassi, mentre i rendimenti di alcune obbligazioni corporate cominciano a salire, ma ci si assume troppo rischio)
I mercati azionari infine perdono di valore.
Il risultato non può che essere uno solo.
LO SHOPPING NATALIZIO DEL THANKSGIVING SARA’ UNO DEI PIU’ POVERI DEGLI ULTIMI ANNI.
I mercati azionari già sotto tensione potrebbero collassate sui dati delle vendite che solitamente vengono rilasciati dalle grandi catene il giorno seguente.
Ma. E qui viene il bello…..proprio in questi giorni alcune case d’affari cominciano a farsi negative sui mercati (dopo che molti titoli hanno perso il 20% o il 30%!)
Giovedì scorso, in un articolo quasi comico, Morgan Stanley avvisava i clienti di ridurre il peso sull’azionario paventando recessione.
Nei prossimi giorni ci scommetto che altri brokers faranno uguale.
Ma vi faccio una domanda….secondo voi non era prevedibile da parte loro tutto questo?
Ebbene io sono quasi certo che questi soggetti (i big 8 di Wall Street) abbiano colluso (come fece Fiorani con i suoi furbetti) e si siano accordati di vendere il mercato in queste ultime tre settimane MA SENZA CREARE PANICO, un giorno il Cac francese, poi è la volta del SP&PMIB, ma il dax non lo facciamo scendere così nessuno si spaventa. Poi portiamo giù il dax e facciamo rimbalzare gli altri due. Naturalmente stiamo attenti a non far crollare il mercato americano.
L’importante è che LENTAMENTE MA INESORABILMENTE, i mercati si portino sui minimi di agosto. Poi una bella mattina gli daranno una spallata (magari su un dato sull’inflazione o sulle vendite natalizie, o sul prossimo fallimento di una banca) e si crea l’effetto panico.
Temo che l’arrivo per il dax possa posizionarsi sui minimi di marzo (6600 circa) mentre il povero mercato italiano chissà…forse ci potremmo accontentare di un 35.000.
Comunque teniamo presente l’Enel verso i 7 euro. Se quel valore coinciderà con il panic selling allora entreremo con delle grandi reti da pesca e in pochi giorni potremmo farci un bel regalo di natale.
Ma durante le vacanze natalizie non starei per mare in cerca di pesce. Tornerei in casa, accenderei i fornelli mi mangerei il pesce pescato e farei una bella dormita, almeno fino alla befana.
Una domanda….chi scrive che il rally di natale è assicurato, o che i mercati offrono delle buone opportunità…forse dovrebbe valutare bene i suoi discorsi!
LE BORSE: LA GRANDE TRUFFA
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4 commenti:
Caro Paolo ma lei ritiene che questa debolezza dei mercati persisterà anche nel 2008?
Perchè dice che non è ancora arrivato il panic-selling? Ero convinto che questa che stiamo vivendo in questi giorni,con titoli che anche se presentano risultati positivi crollano in borsa fosse già una fase di panic-selling?
Caro Frank, credo che la crisi continuerà a distruggere valore dalle borse fino a genneio (con un grosso rimbalzo in mezzo).
Il panic selling si è visto su alcuni titoli ma non sugli indici. Solitamente questa è una fase preparatoria di crolli storici.
Io preferisco i BOT!
Egr. Sig. Paolo,
ho in portafoglio 4.800 azioni di Unicredit al prezzo di 7,10. Cosa mi consiglia di fare?
per me si continua a scendere. Tuttavia, finchè è un blog è un conto, quando si parla di soldi veri e c'è una consistente perdita è difficile dare consigli.
Le posso solo dire che io non compro ne faccio comprare Unicredito ora. probabilemnte se ne riparla fra qualche mese. Ma sapere dove sarà il titolo allora è difficile.
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