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ENEL: RISCHIO BLACK OUT?


Mentre Morgan Stanley parla di una ENEL a 7,5 euro altri brokers ne alzano i targets a 9 euro. Ma dove sta il vero valore di Enel?
Molto dipenderà dalla congiuntura economica. In caso di recessione tutti gli assets varranno di meno, il debito peserà come un macigno ecc ecc.

Ma anche in caso di economia che si salva dalla recessione ci sono validi motivi per i quali in settimana abbiamo indicato Enel con Target a 7 - 7,2 euro.

Innanzitutto il possibile impasse spagnolo:
Enel infatti dovrà fare i conti con la costituzione della newco assieme ad Acciona cui sarà conferito il 25% di Endesa, ugualmente ripartito tra il gruppo italiano e la
società di costruzioni spagnola. Conti continuerà a possedere un altro 42% circa di Endesa. E proprio il diverso peso nell’utility di Madrid avrebbe creato qualche attrito tra i due blocchi, che stanno muovendo i primi passi nella gestione di Endesa, rallentando la costituzione della nuova società.
Del resto l’ipotesi di contrasti tra le parti era stata già prevista dall’Enel, che l’ha evidenziata nel prospetto relativo all’ultima emissione obbligazionaria. «Nonostante il comune impegno a creare una struttura di governance bilanciata - si legge - Enel e Acciona potrebbero non raggiungere un accordo sulla gestione di Endesa, a causa di differenti strategie perseguite o di interessi di business confliggenti». Una simile situazione, continua il prospetto, «potrebbe significativamente influenzare le attività e la situane di cassa di Enel».
Si tratta però di rischi che Conti non può permettersi di correre visto l’elevato
indebitamento del gruppo, che dovrebbe raggiungere a fine anno quota 45 miliardi,
poco meno della capitalizzazione che supera i 49 miliardi.
Certo, qualcuno potrebbe affermare che l'indebitamento potrebbe calare con la dismissione di Viesgo e di Endesa Europa, ma anche su questo fronte non è affatto scontato che Enel riesca a incassare i 10 miliardi sperati dalla trattativa con E.On.
Infine abbaimo il problema del costo del debito. In questi giorni è martellante la campagna pubblicitaria per l'emissione di obbligazioni al retail.
Per ora il collocamento non ha raccolto entusiasmanti risultati. Se la prossima settimana gli investitori dovessero risultare freddi il collocamento potrebbe essere un flop o Enel sarebbe costretta a pagare interessi più alti.
E allora i bravi analisti abbasseranno il target della nostra società elettrica.

Un piccolo sollievo potrebbe arrivare dalla conquista, in terra russa di Ogk-5. Con un ovvio appesantimento dei Conti.
A proposito di Conti...si parla di rinnovamento dei vertici....non è che un flop di Enel aiuti Prodi a defenestrare il manager che ha sostituito il bravo Scaroni?

Nelle ultime settimane i fund manager italiani ed esteri operanti sul mercato italiano hanno venduto il vendibile rifugiandosi nei titoli monopolistici Eni, Enel, Teleco, Autostrade. Se il rimbalzo continuerà questi titoli difensivi avranno poco spazio di salita, anzi...
Se la discesa dovesse continuare anche i rifugi più sicuri potrebbero non essere sufficienti a proteggere gli investitori.

Infine MPS... Banca Mps è entrata nel capitale sociale di Enel con la quota del 2,236per cento. La banca Senese e la sua fondazione ci sorprende ogni giorno di più.
Prima spende 9 miliardi per Antonveneta facendo perdere il 13% alla quotazione della banca. Poi tocca alla fondazione comprare il 2% di mediobanca e il titolo di piazzetta Cuccia nei giorni successivi perde il 5%.
Ora tocca all'Enel...e se facesse la stessa fine?
Per Mussari e amici gli investimenti azionari potrebbero non essere così adatti.
Certo, nel lungo termine.......questione di progettazione strategica...
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