6 MESI DI MERCATO ITALIANO

Altro che bolla azionaria. Dal grafico si evince che, almeno per l'Italia in borsa le performance nel 2007 non ci sono state!
E' la solita storia, quando tutti parlano di euforia di mercato e' oramai troppo tardi per guadagnare molto.
Il primo semestre 2007 e' stato caratterizzato da due discese rilevanti e una salita. Il valore di chiusura di giugno e' identico a quello dei primi giorni di gennaio.
Evviva lo stock picking!
6 MESI DI MERCATO ITALIANO
BERNANKE, INFLAZIONE E MERCATI!

La Fed lascia i tassi invariati e conferma che la principale preoccupazione rimane l’inflazione (anche se per ora i dati non preoccupano)
La Borsa americana decide di non decidere, in attesa di dati ulteriori sui prezzi.
Anche perche’, nel frattempo il petrolio schizza sopra i 70 dollari e getta ombre sul futuro dell’andamento inflattivo.
Come investitore non sarei preoccupato solo del pericolo inflazione ma anche di una probabile bassa crescita, i due effetti combinati sarebbero devastanti per la borsa.
Sono convinto che l’inflazione bassa americana e’ dovuta anche dalla discesa dei prezzi delle case piuttosto che dai prodotti cinesi.
Se fosse vero la bassa inflazione sarebbe un segno di impoverimento americano e non di un aumentato benessere collettivo!
Tuttavia questo effetto impoverimento potrebbe pesare solo in un secondo tempo sui mercati finanziari.
L’economia mondiale cresce basandosi sulla teoria delle minibolle.Dopo immobili, materie prime, valute, siamo nella bolla azionaria, e’ interesse delle banche centrali che la situazione non degeneri, tuttavia il livello di guardia e’ alto.
Quindi sulla borsa rimaniamo cauti anche se le attese per l’inflazione europea sono tranquillizzanti.
BERNANKE, INFLAZIONE E MERCATI!
ALCUNI TEMI DI PIAZZA AFFARI
Banca Italease continua a scendere, l’acquisto potrebbe essere valutato nel momento in cui verra’ emesso il convertibile, tuttavia nei prossimi giorni un forte rimbalzo non e’ da scartare
Ricambio in casa Mediobanca, Zunino entra nel comitato di sorveglianza, Geronzi e’ presidente e Galatei prepara le valigie.
Banca Popolare di Milano, fallita l’integrazione con la BPER. Nuovi candidati? UBI, Credito Valtellinese, Unipol! Ma non sara’ una cosa immediata…
La fallita integrazione e’ opera di qualche potere forte e trasversale che avrebbe chiesto aiuto alle forze sindacali!
Credito Valtellinese pronto ai 12 euro?
Banca Finnat, la quota in mano a Nattino della Borsa Spa potrebbe far rialzare le quotazioni della banca.
Socotherm, a questi prezzi e con le continue commesse che vince il titolo si presenta molto interessante
ALCUNI TEMI DI PIAZZA AFFARI
IL PUNTO SUI MERCATI
Il dato e' stato molto negativo. Il mercato azionario e obbligazionario hanno reagito bene. Le obbligazioni sono salite (rendimenti in discesa) in quanto la crescita economica sarebbe meno forte del previsto, le azioni sono state spinte al rialzo in quanto si allontana la paura di rialzo dei tassi.
Tuttavia la crescita dell'economia e' a rischio. Se nei prossimi giorni si evidenziasse un dato o un'affermazione di una banca centrale che faccia pensare ai mercati che l'inflazione sia in rialzo le borse potrebbero scendere vistosamente.
(cominciamo stasera con le decisioni della Fed, Bernanke lascera' i tassi al 5,25% ma sentiremo le dichiarazioni)
Ricordo che bassi tassi di crescita con inflazione al rialzo sarebbe deleterio per i mercati finanziari.
Il risultato e' sempre lo stesso, non farsi prendere da entusiastici rialzi o clamorosi ribassi dei corsi. Tenere bassa l'esposizione azionaria e provare ad aumentare il peso in momenti di flessione.
Per la giornata di oggi....i mercati europei dovrebbero rimbalzare.
IL PUNTO SUI MERCATI
BORSE: OPPORTUNITA' SALDI?

Mercato azionario in balia del panic selling.
Il rendimento dei bond risale e il carry trade rientra.
Tali movimenti sono ancora circoscritti.
La borsa per collassare ha bisogno di scoprire che l'inflazione e' piu' alta del previsto. Lo vedremo nei prossimi giorni.
A quel punto i giornali parleranno di aumento di tassi, le obbligazioni ricominceranno a scendere e le borse europee soffrire pesantemente.
Se si andasse in questa direzione i mercati potrebbero scendere anche di un 10%.
In alternativa la ripresa dei corsi sara' violenta.
Il rischio per noi investitori si fa troppo elevato. il consiglio e' di rimanre alla finestra e di cogliere eventuali opportunita'.
Tanto abbiamo gia' fatto molta cassa, E POI I SALDI A MILANO INIZIANO SOLO IL 7 LUGLIO......
BORSE: OPPORTUNITA' SALDI?
POSTE ITALIANE: TURBO FREGATURA

Gia’ nel passato abbiamo avuto modo di occuparci dell’incapacita’ gestionale del carrozzone poste italiane.
Il solo modo per far utili e’ stato l’aumento indiscriminato delle tariffe (100%).
Per fortuna qualcuno si accorge di questa schifezza tutta italiana.
"UN NUOVO SBERLEFFO PER IL CONSUMATORE…'Sarebbe bene che i vertici delle Poste italiane smettessero di inventare nuovi modi per aumentare le tariffe gia' piu' care d'Europa. Dal cilindro di Sarmi e' ora spuntata la 'Raccomandata turbo' che costa tra i 6 e i 12 euro e, assicurano, viene consegnata in un giorno. Tutto cio' non sarebbe paradossale se l'abolizione della posta ordinaria, trasformata obbligatoriamente in posta prioritaria, non avesse gia' stabilito che le lettere devono essere consegnate in 24 ore''. E' quanto sottolinea in una nota il senatore dell'Ulivo Esterino Montino, della commissione Lavori pubblici. ''E' chiaro che questo non avviene ed e' stato superato il limite della tolleranza da parte degli utenti, nonostante il nuovo 'prodotto' venga lanciato sul mercato con gran squilli di trombe –contonua Montino- Sarmi e' stato in piu' occasioni chiamato a rispondere in commissione Lavori pubblici del Senato su questo argomento, sul rispetto dei tempi di consegna e su come l'aumento delle tariffe abbia contribuito alla formazione del bilancio di Poste italiane, ma nullla di preciso e convincete e' stato mai detto a riguardo''. ''Sarebbe bene che il ministro Gentiloni intraprendesse un'azione decisa per censurare comportamenti e decisioni aziendali che pesano economicamente sui cittadini, oltre ad essere ingannevoli per gli utenti.
POSTE ITALIANE: TURBO FREGATURA
BLACKSTONE

Il sospetto e' che un bel giorno si possa sollevare la Pietra e scoprire che sotto e' maturato tanto marcio...
Cio' che oggi e' un rischio potrebbe essere solo la punta di un iceberg molto, molto pericoloso. Il fondo di private equity piu’ grande al mondo, dopo aver fatto segnare un +22% nel primo giorno di quotazione e’ ieri sceso sotto la soglia del prezzo di IPO. Un grosso campanello d’allarme a Wall Street.
In caso di forti discese dei mercati azionari i fondi di private Equity non guadagnerebbero piu’ nulla. Il titolo potrebbe scendere, nei prossimi anni anche del 50% dai prezzi attuali. Porre la massima attenzione!
Ricordo che la societa' di gestione fa utili se il fondo guadagna. Il fondo investe a leva. Se i multipli nei settori scenderanno metteranno a serio rischio la performance dei fondi. Le banche finanziatrici (ovvero l'intero sistema finanziario mondiale) potrebbero far scattare i covenants che obbligherebbero il fondo Private Equity a rientrare vendendo sui minimi l'investimento.
Oggi i fondi Private Equity rappresentano una mina vagante con un impatto ancor piu' devastante rispetto ai subprime loans.
I regolatori del mercato lo sanno e stanno cercando di fermare l'attivita' di questi fondi.
BLACKSTONE
IMPERO ZALESKY.

Da anni si guarda con ammirazione alla figura imprenditoriale di Romain Zalesky.
Le sue partecipazioni azionarie aumentano di giorno in giorno e fino a ieri anche le sue plusvalenze.
Tuttavia, onde evitare cattive sorprese, sarebbe opportuno valutare la sua esposizione verso il sistema bancario (e verso quale banca.....).
In aggiunta dovrebbe essere resa pubblica la sua lista di partecipazioni in modo da valutare il rischio nel caso di discese importanti dei corsi di borsa.
Anche lo svizzero Ebner visse un'era d'oro e poi dovette liquidare il suo impero.
Certo il nostro Romain, oggi, ha le spalle coperte, ma si sa, il vento cambia in fretta. Basta un attimo e tutto cambia. meglio prevenire...
Molte delle sue partecipazioni azionarie si sono svalutate di oltre 10% (tranne edison), i margini di guadagno sono ancora altissimi ma...
Ah dimenticavo, ho commesso un errore, Zalesky non e' proprio un imprenditore ma un finanziere.
Ovvero uno a cui piace guadagnare comprando e vendendo quote azionarie (ma si, molto simile a cio' che piaceva fare a Ricucci quando investì in Capitalia e BNL!).
IMPERO ZALESKY.
BANCHE. TEMPORALE ESTIVO O FINE DI UN TREND?

Il listino italiano ha molte azioni bancarie presenti nel paniere...
Proprio quelle banche che hanno visto matrimoni importanti negli ultimi mesi.
Nei mesi precedenti, dopo la caduta di Fazio e l'avvento di Draghi, le Banche si erano ben truccate e vestite a festa per cercare di attrarsi a vicenda.
Oggi, dopo il matrimonio e la prima notte di nozze, si scopre che , tutto sommato non erano poi cosi' belle come volevano apparire.
Le prime rughe cominciano ad apparire...
Infatti:
-Il matrimonio fra BPM e Pop. Emilia e' addirittura saltato davanti all'altare. La Pop Milano ha detto no alla fusione. Le due zitelle dovranno ricominciare da capo , ma il rischio e' che nel secondo matrimonio non si riesca ad apparire meglio di quello che in realta' si e'. La Pop milano a ieri ha perso oltre il 25% dai massimi. Il titolo rimbalza ma fino a dove?
-Nel frattempo Unicredito vede le sue quotazioni scendere a 6,6 euro per azione, con un calo di oltre il 13% rispetto ai massimi fatti segnare il giorno dell’annuncio della fusione con Capitalia (la banca romana segue la stessa sorte).
Allora si disse che prendeva il largo un gruppo con oltre 100 miliardi di euro di capitalizzazione. Oggi siamo a 86 miliardi…e la discesa potrebbe continuare.
I tedeschi intentano una causa per 17 miliardi di euro nei confronti della banca di piazza Cordusio. Nel frattempo per il crack Parmalat vegono sentiti diversi manager di Unicredito (Modiano, allora in Unicredito e Stanca). De Benedetti e Vitale attaccano sui giornali la fusione fra Unicredito e Capitalia.
Il Credem vende Euromobiliare a un prezzo inaspettatamentente basso. Il titolo crolla in borsa del 3,5%. Si mette a rischio qualche possibile aggregazione.
La Popolare Italiana il primo luglio si fonde con la Pop. Verona. Entrambi viaggiano lontano dai massimi. I titoli sono stati colpiti dall’affare Italease prima(noto da parte del gruppo gia' nelle settimane recedenti alle comunicazioni al mercato) e ieri dalla strana vendita di azioni BPI da parte di Aviva, l’assicurazione inglese che poche sedute orsono ha firmato un contratto di sviluppo nel campo assicurativo proprio con il nuovo gruppo bancario veronese!
Non e’ certo un segno di fiducia da parte di Aviva…a meno che tutto fosse concertato precedentemente (anche se concertazione in borsa non e’ un termine molto felice) e possa permettere alla Pop Verona di finire il buy back di azioni annunciato. In questo caso brindo alla trasparenza di mercato...
UBI Banca, la banca vicina a Bazoli e' scesa del 15% dai massimi raggiunti durante la fusione.
San Paolo Intesa, per ora regge (la discesa dai massimi e' "solo" del 11%. Tuttavia l'affaire Eurizon sta creando non pochi problemi a Bazoli e Passera. Le partite su Telecom (la perdita rispetto al prezzo di acquisto e' rilevante) e Alitalia non sembrano per ora portare soddisfazioni economiche ma solo grattacapi.
Se le banche piangono le assicurazioni non ridono…
Finalmente l’antitrust (con un ritardo di almeno 5 anni) si lancia all’attacco del capitalismo italiano aprendo una indagine conoscitiva sugli intrecci e collusioni fra poli assicurativi e bancari. (per non parlare degli alti costi delle polizze assicurative.
L'indagine sara' il banco di prova per uno scontro politico-economico. Per noi italiani una speranza...che tutto non finisca a tarallucci e vino...
BANCHE. TEMPORALE ESTIVO O FINE DI UN TREND?
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?

Le autorita’ italiane hanno raggiunto un accordo con i principali brokers di Wall Street sui rimborsi fiscali in relazione ai crediti di imposta che venivano ottenuti sui dividendi di azioni italiane da parte dei brokers stessi sfruttando il trattato contro le doppie imposizioni esistente fra l'Italia e molti paesi europei e americani.
Il caso venne sollevato nel 2004 allorquando le Autorita’ italiane ispezionando Citigroup e Paribas a Milano, (due grandi banche depositarie di titoli per conto di brokers stranieri) si accorsero che la quantità di azioni italiane di proprieta’ di brokers esteri aumentava a dismisura durante il pagamento del dividendo.
Da qui venne alla luce che i brokers (tra i quali vi erano Lehman, Goldman Sachs, J.P. Morgan, Citigroup) effettuavano il cosiddetto dividend stripping ai danni del fisco italiano.
L’accordo fra le parti prevede che il governo italiano paghi solo una piccola parte del credito di imposta dovuto e non incrimini le suddette banche d’affari per frode ai danni del fisco.
Ora la domanda che ci viene spontanea e’la seguente…ma non e’ che il governo italiano abbia perseguitato solo i brokers esteri mentre alle banche italiane sia stato permesso ottenere crediti d’imposta su azioni italiane utilizzando lo stresso principio?
A noi risulterebbe che una delle due principali banche italiane, e vi lascio immaginare chi, abbia negli scorsi anni fatto abuso di tale pratica generando importanti plusvalenze che le hanno poi permesso di diventare polo aggregante.
Ma la legge e’ davvero uguale per tutti in Italia?
Se avete dei dubbi potete chiedere a Ricucci e Fiorani...
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?
Storie di Borsa italiane

Capitalia si libera del latte...
Non dimentichiamoci mai della amicizia (e non solo) fra Geronzi e Tanzi!
Poi dopo qualche anno dal grande crack, Capitalia accetta la corte di Profumo. Geronzi ricomincia una nuova vita in Mediobanca e Profumo si libera di un settore che non gli interessa vendendo sul mercato la quota di Parmalat. Lo fa tramite la Lehman Brothers che continua cosi' a controllare i flussi azionari sulla societa' di Collecchio.
Nel frattempo Deutsche bank sale al 2,16% e JP Morgan al 4,72%. Parmalat, dopo l'uscita di Capitalia potrebbe finire totalmente in mano estera.
Il titolo, vista la pressione di oggi potrebbe essere una buona occasione di acquisto.
Vi ricordo che negli ultimi mesi la societa' di parma sta facendo cassa in vista di importanti acquisizioni.
La strategia di crescita sta prendendo piede e piace agli istituzionali esteri!
Banca Popolare italiana. La Morgan Stanley collaca oltre 10 milioni di azioni.
Il buy back sta finendo (entro fine settimana). il titolo potrebbe non avere piu' il paracadute..
E' interessante notare come la BPVN ha effettuato il buy back sul 3,58% dei titoli e deve raggiungere il 5,4%.
La differenza, ovvero il 1.8% e' pari a circa 140 milioni di euro. Molto simile alla quota di Banca Popolare Italiana messa in vendita da Morgan Stanley.
La Consob ci potrebbe dire se c'e' una relazione fra le due operazioni.
Se l'operazione fosse preconcordata (concertata) si potrebbe ipotizzare una turbativa di mercato. Se il venditore (con Morgan Stanley), avesse stabilito a priori la vendita il mercato avrebbe dovuto essere informato, altrimenti avrebbe investito in BPVN sperando che il titolo potesse salire grazie al Buy back.
La possibile triangolazione con un hedge fund compiacente dovrebbe essere verificata e nel caso perseguita duramente.
La situazione Italease era nota all'interno della Verona da mesi..ma non resa nota al mercato.
Ora la faccenda Morgan Stanley.
Il gruppo forse si sta comportando da vero furbetto dell'Arena!
DEA Capital, parte un aumento di capitale molto oneroso. non perderemo l'occasione di acquistare i diritti..ma non ora!
Fiat, aspettando la 500, i dati di Iveco e l'annuncio di altre partnership...si accettano le prenotazioni per i 24 euro!
Immsi e Piaggio continuano a viaggiare su strade divise. lo sconto holding tende ad aumentare. Io premio lo spirito imprenditoriale e le possibili scelte di Colannino e scelgo Immsi.
Il rischio Immsi e' un possibile indebitamento per entrare in qualche nuova iniziativa imprenditoriale. Lo sconto con Piaggio ingloba gia' questo rischio.
Storie di Borsa italiane
Foto dal Corriere della sera

LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di martedì 26 giugno 2007
Foto dal Corriere della sera
IL TESORETTO....DEGLI ALTRI

Il governo francese mette in vendita il 5% (fino al 7%) di France Telecom con l’obiettivo di ridurre il debito pubblico. Dopo France Telecom tocchera’ ad altre aziende di stato.
In Germania le maggiori entrate fiscali permettono al governo di ridurre l’emissione di obbligazioni. Mossa molto saggia visto l’incremento dei tassi di interesse e del costo del debito.
In contemporanea in Italia si decide l’aumento delle pensioni minime andando cosi’ a spendere il tesoretto accumulato.
Tutto questo mentre il debito pubblico sale e il costo dell’indebitamento sta esplodendo. In due anni dal 4,4% del Pil al 4,9%! Un vero suicidio per l’Italia.
E’ un po’ come dar un tozzo di pane ai bisognosi senza investire per generare ricchezza futura. Il beneficio di breve si trasformera’ in un boomerang per il nostro paese!
IL TESORETTO....DEGLI ALTRI
TFR: TEMPO DI SCELTA

Questa e’ l’ultima settimana per decidere cosa fare con il TFR!
Chi li lascia in azienda o li lascia al Fondo Tesoreria Inps, o decide per un fondo a capitale garantito e ha davanti molti anni di lavoro non ha capito che perde un’opportunita’.
La riforma e’ stata preparata in fretta e male, la fiducia dei dipendenti nei confronti dello stato e’ ai minimi storici, tuttavia se la matematica non e’ un’opinione ma e’ razionalita’ e l’economia non e’ un gioco d’azzardo ma un investimento, non si puo’ fare una scelta illogica!
Non mi dilungo sui vantaggi della riforma, chi vuole apre un giornale qualsiasi, va in banca o da una assicurazione, parla con una persona di fiducia e trova tutte le risposte.
Vi assicuro che e’ questione di poco tempo e verra’ tolta la facolta’ di scelta e il fondo pensione diventera’ l’unica alternativa.
Faccio un appello al buon senso di ciascuno di voi. Informatevi e decidete il vostro fondo pensione!
La scelta di quale fondo dipende principalmente da tre fattori
- Numero di linee di gestione all’interno del fondo
- Servizi accessori che possono migliorare il rendimento
- Costi
TFR: TEMPO DI SCELTA
DATI SETTIMANALI
Attualmente siamo al 5,25%, non sono previsti cambi. Tuttavia l’outlook sara’ determinante per l’andamento dei mercati azionari.
Oggi ci attende il dato sulle case esistenti vendute. Un dato basso sara’ negativo per la borsa
Martedì, la fiducia dei consumatori, un dato sotto le attese sara’ negativo per i mercati. Verra’ rilasciato anche il dato sulla vendita di case nuove (anche in questo caso basse vendite faranno male al mercato azionario).
Gli ordini sui beni durevoli sono attesi per Mercoledì. (sono attesi in calo, ma se il calo fosse piu’ consistente del previsto…)
Giovedì e’ la volta del PIL americano del primo trimestre. Il dato definitivo finalmente! Un dato superiore allo 0,6% sarebbe colto positivamente.
Spese personali, sentiment index del Michigan e Indice degli acquisti delle imprese a Chicago sono poi attese per Venerdi. Dati attesi in calo. Sorprese al rialzo porteranno fiducia al mercato
DATI SETTIMANALI
IN QUESTO MONDO DI...DEBITI

nel 2000 le aziende erano indebitate, facevano pochi utili ed erano care ma gli investitori erano solidi e pieni di soldi da immettere nei mercati azionari.
Nel 2007 il sistema delle aziende e' solido e fa utili ma gli investitori comprano indebitandosi (private equity, carry trade, subprime loans e hedge Funds).
Entrambi i sistemi soggiaciono agli stessi rischi di capitolazione se non intervengono dei puntelli a sostegno del benessere collettivo!
Il miglior puntello di oggi e' una potente svalutazione del denaro (inflazione e creazione di moneta) coperto da una bassa inflazione (irreale)grazie alla Cina.
Ma dalla Cina arriva uno stop alla discesa dei prezzi, da qui il pericolo di un'alta inflazione in America ed Europa.
Prendiamo le giuste misure!
IN QUESTO MONDO DI...DEBITI
PAURA DELL'ORSO?

C'e' una cosa che proprio non mi piace in questa settimana. La continua svalutazione dello yen sul euro (oggi il record a 1,67).
In primavera una svalutazione dello Yen di questa portata avrebbe portato entusiasmo sui mercati azionari europei. Oggi la svalutazione pone addirittura sotto pressione i listini europei.
I dati macroeconomici europei cominciano a mostrare debolezza (dovuta alla pressione valutaria).
Ora, potrei sbagliarmi ma nelle prossime settimane potremmo assistere a un movimento di chiusura di operazioni di carry trade.
Tali operazioni sono state aperte nella convinzione che in Giappone i tassi non li alzino e in Europa l'inflazione possa aumentare e con essa i tassi.
Tuttavia questo movimento non ha favorito ne le borse ne le obbligazioni a lungo termine.
Chi ha venduto yen e comprato euro ha dirottato gli investimenti sulle obbligazioni a breve termine.
Se la debolezza delle borse continuera' lo Yen si potra' rivalutare e quindi...addio rally estivo!
Francamente, avendo ridotto l'esposizione azionaria (pur rimanendo investiti ma con stop loss rigidi) un ribasso sara' benvenuto.
In borsa poi mi sembra di assistere ad una lenta e graduale distribuzione. Il metodo parrebbe essere quello classico: si fa salire un titolo in pochi minuti e nei giorni successivi lo si distribuisce.
Idee operative sono sparite, nelle sale trading si dormicchia e si organizzano le vacanze.
Vedremo nelle prossime settimane se l'orso voglia provare a graffiare. Sempre estrema attenzione a valute tassi e materie prime. La borsa e' in mano loro!
PAURA DELL'ORSO?
TECLA E BERENICE - le regole che non regolano

Pirelli, insieme a Morgan Stanley, lanciando un'offerta pubblica di acquisto, voleva comprare i fondi immobiliari Tecla e Benerenice, in mano a investitori privati, con uno sconto sul NAV pari a piu' del 20%. Per chi non lo sapesse, il Nav e' il valore netto del fondo.
Per chi ha quote di fondi azionari, non e' altro che il valore del fondo in quel determinato momento.Il Nav e' importantissimo per l'esistenza stessa del mercato dei fondi. Il calcolo del Nav deve seguire precise regole a tutela degli investitori.
Fortunatamente Goldman Sachs e Caltagirone hanno rilanciato l'Opa pochi giorni fa offrendo un valore piu' vicino rispetto al NAV.
E' notizia di ieri che Pirelli ha deciso di alzare ulteriormente il prezzo, offrendo lo stesso valore del NAV.
Questa mattina, poi, si vocifera che la Goldman Sachs possa offrire un prezzo superiore rispetto al valore del fondo stesso.
La domanda d'obbligo e': MA PERCHE'?
La risposta potrebbe essere duplice:
1) sembra che gli immobili presenti nei due fondi siano per lo piu' in aree cittadine e siano inscritti a bilancio a 2000 euro al metro quadro! Ma allora ci domandiamo, e lo domandiamo alla Consob, quali sono le regole che regolano (scusate il gioco di parole) la trasparenza dei prezzi nel calcolo dei Nav.
E' come se un fondo comune mobiliare potesse valutare le Fiat a 10 euro o le Generali a 15! E' questo un vero mercato con regole chiare e trasparenti? Ricordo che i fondi immobiliari sono quotati e offerti al pubblico risparmio.
Un pubblico risparmio che dovrebbe essere salvaguardato con un informativa chiara e certa.
2) sembrerebbe inoltre che gli immobili iscritti a bilancio dai fondi garantiscono flussi di cassa rilevantissimi (affitti e altri introiti quali i servizi amministrativi). Chi se li accapparra si garantisce una redditivita' certa. una redditivita' che negli anni futuri potrebbe venire meno per gli immobiliaristi che basano il business model sulle vendite delle case. Basta leggere l'ultimo report di Mediobanca sul settore immobiliare intitolato LA FESTA E' FINITA.
Per ora chi sta festeggiando e' il mercato, i piccoli investitori , che rischiavano di essere fregati da un'offerta iniqua di Pirelli (ma si lo stesso gruppo che non e' riuscito a creare valore in Telecom, anzi ha venduto i gioielli della societa' telefonica, facendo crollare il prezzo in borsa a danno di centinaia di migliaia di investitori)
Ma ci si puo' fidare ancora di questo gruppo industriale?
Se operiamo in un mercato limpido...i lati oscuri del capitalismo non dovrebbero essere presi in considerazione dagli investitori...ma si sa ...pecunia non olet!
TECLA E BERENICE - le regole che non regolano
EQUILIBRIO DIFFICILE

Possibile estate bollente fra Unicredito e Intesa alla possibile conquista di Mediobanca e quindi Generali o di un equilibrio difficile.
Bernheim ha specificato ieri che non e’ sicuro che gli equilibri fra Unicredito e Intesa rimangano uguali in futuro.
Passera ha rincarato la dosa affermando che la questone degli equilibri in Mediobanca non e’ ancora risolta.
Perissinotto infine spezza una lancia a favore della scelta di Passera di non quotare Eurizon (o meglio di far andar via un uomo dello spessore e carisma di Greco, vera spada di damocle per il leone di Trieste…)
La partita a scacchi e’ interminabile e ancora non si capisce se ci sara’ un vero vincitore o finira’ pari!
EQUILIBRIO DIFFICILE
OCCHIO AGLI STOP LOSS

Il mercato sta giocando con l'investitore.
Due settimane fa abbiamo ridotto le posizioni sull'azionario e lo abbiamo ben spiegato nell'articolo intitolato le 12 fatiche del mercato datato 10 Giugno.
La discesa dei corsi nei giorni successivi e' stata subito rimangiata la scorsa settimana con una risalita violenta.
L'articolo del week end ha tentato di spiegare il rialzo dei corsi (tuttavia, come ben sanno i clienti) non abbiamo aumentato il peso sull'azionario.
I problemi di due settimane fa potrebbero ritornare alla ribalta rapidamente. Non fare scelte affrettate! Avendo ridotto l'esposizione stiamo mettendo a repentaglio solo una parte ridotta dei profitti fino ad ora accumulati da inizio anno (questa deve essere la logica dello stop loss che si va ad effettuare).
OCCHIO AGLI STOP LOSS
MA CHE MERCATO E'?

Euro/Yen ha toccato oggi il record di 1,66!
Il bund e' stabile e la borsa tedesca ha fatto nuovi massimi.
Tuttavia guardiamo il mercato italiano. Questo e' il grafico degli ultimi 12 mesi.
Se lo osserviamo bene ci rendiamo conto che il 3 gennaio il mercato era solo al 2% sopra i prezzi attuali (anche se bisognerebbe considerare lo stacco dividendi.
Dicono che siamo in bolla...si e' vero ma non per l'Italia, pecora nere nel panorama delle borse.
Le ragioni principali del nostro male sono cinque:
1) L'interferenza della politica nell'economia ha fatto fuggire gli investimenti esteri dall'Italia.
2)La finanziaria 2007 ha colpito un paese che tentava di riprendersi. Le esportazioni vanno ma anche la povertà e' in aumento.
3)Le liberalizzazioni da un lato e l'inasprimento fiscale dall'altro hanno fatto aumentare il popolo degli evasori. Il denaro evaso non va certo in borsa (casomai va in Svizzera)
4)Effetto poverta' causato dall'esproprio del TFR. Le persone sono e si sentono ancora piu' povere.
5)L'aumento dei tassi di interesse deprime tantissimo la ripresa economica italiana (avendo l'Italia il debito pubblico piu' alto d'Europa).
Sta di fatto che gli altri mercati hanno avuto le seguenti performance da inizio anno:
Dax 23%
Cac 10%
Footsie 7%
Dow 9.5%
E il tesoretto....dove lo vogliamo utilizzare..........
MA CHE MERCATO E'?
DIAMONDS

Il 10 luglio partira'Diamond Circle Capital, il primo fondo chiuso di diamanti quotato al mondo. Obiettivo del fondo e' di attrarre almeno 400 milioni di dollari
nella fase di collocamento. Il fondo sara' quotato sul London Stock Exchange.
Il fondo vuole sfruttare la fame degli investitori per gli investimenti non collegati direttamente all’andamento dei mercati azionari e obbligazionari.
I diamanti potrebbero essere una buona idea per diversificare i portafogli.
I prezzi sono in leggera ascesa, spinti da una domanda di pietre che arriva dalla
americana e asiatica, che hanno superato l’offerta garantita dai ritmi
di produzione delle miniere. Il prezzo di un diamante e' salito del 7% negli ultimi 18 mesi secondo l’indice Rapaport Diamond Trade.
Tuttavia finora il prezzo dei diamanti ha sottoperformato rispetto alle altre materie prime, anche perche' non esiste un mercato liquido delle pietre preziose.
La stessa Rapaport sta tentando di far autorizzare un mercato dei futures dei diamanti che darebbe stabilita' al prezzo delle pietre preziose.
Pensate ad un investitore che comprasse diamanti e che potesse proteggere il suo investimento vendendo futures!
Il problema dell'investimento in diamanti e' dato dalla grande differenza fra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. La riduzione dello spread non potrebbe che giovare all'intero settore. Un caldo benvenuto al nuovo fondo e all'introduzione di un mercato efficiente dei derivati.
DIAMONDS
TASSI, TESORETTO E FAMIGLIA


Il pil Italiano cresce, a rilento ma cresce.
Eppure se guardiamo il rapporto PIL/Costo del debito pubblico ci accorgiamo come si e’ passati da un 4,5% del 2005 al 4,9% previsto per il 2008.
La ragione e’ semplice, l’aumento dei tassi di interesse passati in poco piu’ di 18 mesi dal 2% al 4% ha messo in ginocchio le finanze italiane.
La cosa assurda e’ che nessuno ne parla con la dovuta serietà! La crescita dei tassi penalizza il nostro paese in maniera sostanziale, eppure basterebbe che il tesoretto venisse utilizzato per ridurre il debito pubblico per rendere la situazione meno drammatica. Invece no. Nessuno vuole utilizzare il tesoretto nel modo piu’ appropriato.
Tanto siamo in Europa….qualcuno dice! Nel senso che, essendo in Europa, la spread dei tassi con quelli degli altri paesi non puo’ peggiorare. Questo e’ vero e chi se ne avvantagia sono le aziende/imprenditori sane ma non certo i cittadini!
Facciamo due conti in tasca a una famiglia media italiana:
Vediamo cosa succedeva 18 mesi fa quando i tassi erano al 2% e cosa potrebbe succedere se i tassi arrivassero al 4,5% per fine anno per la nostra famiglia.
Per ipotesi supponiamo che la famiglia abbia contratto un mutuo sulla prima casa per un importo di 200.000 euro a tasso variabile e abbia assets finanziari per 250.000 euro e una bassa propensione al rischio investendo il 20% in azioni e il resto in obbligazioni a breve.
2005!
Questa famiglia 18 mesi fa pagava il mutuo Libor (2%) + 70 basis point ovvero 2,7% ovvero 5400 euro all’anno.
Passiamo alle obbligazioni
200.000 Euro investiti in Bot al 2% tassati al 12,5% danno alla famiglia ricavi per 3.500 euro.
50.000 Euro in azioni al 15% di rendimento (rendimento medio degli ultimi anni) con tassazione al 12,5% danno 6550 euro
La somma porta a un ricavo di 10.050 Euro da attivita’ finanziarie.
Passiamo al valore della casa. 18 mesi fa le aspettative sul valore degli immobili erano di continua rivalutazione a tassi del 8% (media degli ultimi anni). Supponendo che l’immobile valesse 400.000 euro la famiglia si attendeva aumenti di patrimonio nell’ordine di 32.000 euro per anno da rivalutazione.
Quindi per riassumere. La famiglia media aveva costi per 5400 euro e ricavi per 10.050 (differenza positiva per 4650 euro) ai quali si aggiungeva una maggiore ricchezza da rivalutazione immobili per 32.000 euro.
Vediamo a fine 2007!
A fine anno la stessa famiglia paghera’ sul mutuo Libor (4.5%) + 70 basis point ovvero 5,2% ovvero 10.400 euro.
Ma la stessa famiglia guadagnera di piu’ sugli assets finanziari…??.vediamo
200.000 euro in Bot renderebbero il 4,5% tassati al 12,5% ovvero 7.880 euro.
Dalle azioni, con i tassi al 4,5% possiamo attenderci rendimenti inferiori (basta vedere che da inizio anno il mercato italiano abbia reso solo il 5%). Ipotizziamo un rendimento del 10%, ovvero 5000 euro che tassati al 12,5% danno un rendimento di 4.400 euro.
Passiamo al valore dell’immobile. Con tassi di interesse in aumento gli immobili diventano sempre meno interessanti. Ipotizziamo quindi un aumento del valore della casa del 4% ovvero di 16.000 euro.
Quindi la stessa famiglia 18 mesi dopo si ritrova costi per 10.400 euro e rendimenti di 12280 euro (differenza positiva di solo 1880 euro).
Il maggior valore degli immobili e’ atteso per 16.000 euro.
ALCUNE RIFLESSIONI:
L’aumento dei tassi di interesse non e’ positivo per una famiglia media. Infatti sui tassi di interesse attivi la persona paga il 12,5% di tasse mentre nulla puo’ detrarre dai tassi di interesse passivi.
Abbiamo visto che a distanza di 18 mesi il costo (da interessi) per un mutuo passa da 5400 euro a 10.400 (la differenza negativa e’ di 5000 euro). Sulle attivita’ finanziarie obbligazionarie si passa da rendimenti di 3500 euro a 7880 euro. La differenza e’ di 4380 euro. Quindi la tassazione al 12,5% incide in maniera significativa sulla differenza di rendimenti.
RICORDO CHE LA FAMIGLIA….
-se avesse investito in obbligazioni a lungo termine avrebbe perso molti soldi negli ultimi 18 mesi.
-se si fosse indebitata nel credito al consumo sarebbe stato ancora peggio.
-L’ipotesi di mercato azionario con performance positive e del continuo aumento del valore degli immobili non e’ detto che si avverino. Sono molti a credere che i mercati azionari non possano salire all’infinito con crescite a doppie cifre e che una discesa sia alle porte. Cosi come molti pensano che gli immobili possano addirittura scendere di valore.
-Non aggiungerei le spese accessorie per gli immobili che sono in forte aumento (tasse, costi di mantenimento)
-La crescita dei salari e’ancora molto bassa.
-La famiglia media italiana non ha Bot e Fondi azionari ma e’ stata riempita da prodotti strutturati e polizze unit link a capitale garantito che, in caso di scarsa salita dei mercati azionari (o discesa) porteranno a rendimenti vicino allo 0% mentre i tassi sono in salita. Uscire da tali prodotti sarebbe particolarmente oneroso.
TASSI, TESORETTO E FAMIGLIA
ERCOLE (IL MERCATO) CONTINUA A STUPIRE

In soli 5 giorni tante cose sono accadute, per analizzarle partirei dalla analisi fatta la scorsa settimana.
Ecco cosa avevo scritto:
“Anche se il ribasso dovesse continuare non sarà drammatico. Anzi, dopo una pausa o debolezza del tutto salutare, la ripresa potrebbe essere vigorosa e inaspettata fino a far pensare a un DOW Jones a 18.000 nel 2010.
La crescita dei tassi di interesse giunge inaspettata e quindi incute timore, ma tassi più alti sono portati da maggiore crescita. Dopo una pausa di riflessione l’ottimismo tornerà sovrano.”
Ebbene, la discesa non solo non e’ continuata ma in soli 5 giorni gli indici mondiali si sono riportati sui massimi. Non avevo dubbio alcuno che il mercato ottenesse lo stesso risultato di Ercole nell’affrontare le prove. Cio’ che in verita’ mi ha sorpreso e’ la velocita’ con cui tutto cio’ e’ avvenuto.
Vediamo punto per punto cosa e’ successo:
1) CRESCITA SOSTENUTA (Ercole vincitore)
I tassi dei mutui in America hanno raggiunto livelli record, il petrolio sale e le vendite nei megastores vanno a rilento. Il consumatore targato USA e’ braccato eppure la crescita in investimenti e nelle esportazioni continua a ritmi sostenuti. Il Pil del secondo quarter lo si prevede in forte aumento.
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2) IRRIPIDIMENTO DELLA CURVA (Ercole vincitore)
I tassi di interesse (a lungo) continueranno a salire e la curva tendera’ ad irripidirsi, tuttavia il movimento non dovrebbe essere violento ma durare per mesi. Affinché il movimento della curva continui (e le banche centrali lo vogliono) i mercati azionari devono continuare a dare prova di salute. Se il movimento sui tassi fosse troppo brusco l’azionario ne soffrirebbe.
3) CONSENSUS DEI BROKERS (Ercole deve ancora superare questa prova)
In questo caso siamo in una situazione molto difficile. I targets di fine anno per molti indici sono stati già raggiunti, tuttavia in settimana diverse case d’affari (fra le quali Lehman Brothers e Credit Suisse) hanno riaffermato la supremazia delle azioni rispetto agli altri investimenti.
4) VENERDI DA STREGHE (Ercole vincitore)
Qui il mercato ha dato il meglio di se. Ha preso tutti in contropiede e’ ha recuperato tutto quello che aveva perso nella settimana precedente. La prova di forza induce a un cauto ottimismo anche per il proseguo estivo.
5) PAURA DA INFLAZIONE (Ercole vincitore)
Anche in questo caso il mercato ha superato brillantemente lo scoglio dei dati sull’inflazione. I dati americani ed europei non indicano rialzi imprevisti. La situazione puo’ dirsi sotto controllo. Dati macroeconomici che indicassero un rialzo dell’inflazione troppo sostenuta sarebbero un male per il mercato mobiliare.
6)WALL STREET BATTE EUROPA (Ercole vincitore)
Per ora la forza dell’america non e’ evidente rispetto all’Europa. In settimana tutti i mercati hanno recuperato non solo quello americano.
7) BANCHE CENTRALI (Ercole vincitore)
A differenza di quanto dichiarato dalle banche centrali americana ed europea la banca giapponese ha tranquillizzato i mercati affermando che i tassi giapponesi saliranno ma molto lentamente.
8) TUTTI A CACCIA DI LOCUSTE (Ercole non ha vinto ancora questa fatica)
I tassi di interesse piu’ alti e il conseguente maggior costo dell’indebitamento accanto ad un possibile inasprimento fiscale sta buttando acqua sul fuoco della speculazione dei fondi di Private Equity.
9) SELL IN MAY AND GO AWAY(Ercole vincitore)
Il mercato si sta rivelando piu’ forte del proverbio.
10) URAGANI E BORSE (Ercole deve ancora superare questa prova)
A frenare velleità rialziste dei listini azionari estivi potrebbero poi arrivare i timori di uragani con la conseguente e possibile salita dei prezzi del petrolio. Tuttavia per ora gli uragani sono rimandati ad agosto.
11) SALARI SOTTO CONTROLLO (Ercole vincitore)
Per ora i mercati rimangono tonici, il blocco alla rincorsa dei salari per ora dovra’ basarsi sullo spauracchio dello spostamento delle fabbriche e non su una discesa dell’economia.
12) RIDUZIONE DEL CARRY TRADE (Ercole vincitore)
Anche qui in settimana, dopo le dichiarazioni giapponesi abbiamo visto che lo yen si e’ svalutato verso le principali divise alimentando (invece di frenare) l’effetto carry trade.
Riassumendo possiamo affermare che il mercato, alla stregua di Ercole sta brillantemente superando molte prove. La volatilita’ probabilmente alimenterà i mercati estivi ma una discesa significativa dei corsi e’ per ora stata annullata. A questo punto non si esclude neppure l’arrivo sui massimi del 2000 per il mercato italiano.
ERCOLE (IL MERCATO) CONTINUA A STUPIRE
MERCATI EUFORICI - MASSIMA ATTENZIONE

I tassi dei mutui continuano a salire in America ma del rischio subprime sembra non se ne occupi piu’ nessuno.
Il petrolio viaggia sui massimi da settembre ma non ha impatto sull’economia.
In medio Oriente la crisi raggiunge picchi elevati ma l’economia finanziaria non se ne occupa
I tassi di interesse sono sempre piu’ alti, la curva si irrigidisce ma la maggior parte dei broker internazionali (vedi i recenti reports di Lehman e Credit Suisse) continuano a confermare la forza del mercato azionario.
I grandi magazzini americani vendono poco ma gia’ si pensa che minor consumi favoriranno la bilancia commerciale americana.
In Cina si avvicina l’ipotesi di una rivalutazione dello Yuan.
Una rivalutazione delle moneta cinese ha due conseguenze immediate
1)Miglioramento della bilancia commerciale americana (con effetto benefico sul dollaro)
2)aumento dell’inflazione mondiale
Le macrovariabili fanno pensare a mercati a volatilita' elevata. Non dovrebbero mancare occasioni estive per operare.
In Italia
Alleanza attende la conclusione della partita Eurizon.
Eni, in attesa del dividendo, e grazie al prezzo del petrolio, vola su nuovi massimi
Piaggio sale grazie agli incentivi governativi (ottimi il tempismo di Della Valle)
Fiat e Finmeccanica festeggiano i successi dell’industria italiana
MERCATI EUFORICI - MASSIMA ATTENZIONE
CREDITO VALTELLINESE

LA BANCA
La banca nasce nel 1908 a Sondrio. Le peculiarita' della Banca sono sempre state la solidarietà e la cooperazione con gli operatori economici di piccole dimensioni e una costante attenzione alle vicende economiche e sociali dei territori in cui opera.
Il gruppo bancario Credito Valtellinese negli ultimi anni ha riunito diverse realta’ bancarie territoriali. Le banche sono insediate in Lombardia, Toscana, Lazio e Sicilia per un totale di 370 sportelli.
Oggi il Gruppo Credito Valtellinese risulta composto da quattro banche territoriali, sei società attive nell'area della finanza specializzata e da quattro società di produzione capaci di offrire servizi - in un'ottica di sinergie ed economie di scala - a tutte le società del Gruppo
L'attività bancaria è concentrata nell'area delle banche territoriali. In tale area sono ricomprese la Capogruppo Credito Valtellinese, il Credito Artigiano, il Credito Siciliano e la Banca dell'Artigianato e dell'Industria.
Nell'area della finanza specializzata sono comprese Bancaperta (area Finanza), Mediocreval (area Rischio di Credito e Gestione ed Erogazione Finanziamenti medio-lungo termine), Finanziaria San Giacomo (acquisto, gestione e smobilizzo crediti non performing), Creset (area Sistema di Pagamento) e Aperta SGR (area Gestione del risparmio). La struttura del Gruppo prevede come terza area di attività quella delle società di produzione che ricomprende Deltas, Bankadati Servizi Informatici e Stelline Servizi Immobiliari.
Se andassimo ad aggiornare queste partecipazioni ci accorgeremmo che il valore di alcune di loro risulterebbe piu’ elevato di quello iscritto a bilancio.
Solo il 65% del Credito Artigiano vale oggi 390 milioni di euro (mentre nel bilancio 2006 e’ iscritto per 294 milioni).
Non consideriamo poi che le valutazioni del Credito Siciliano e Banca Aperta non sono state rivalutate da anni pur in presenza di risultati in miglioramento.
Stessa sorte per ICBPI e altre partecipazioni.
ALTRE PARTECIPAZIONI
- Banca di Cividale S.p.A., con sede in Cividale del Friuli (UD) e capitale sociale di 62.625.000 euro, partecipazione detenuta con una quota del 25% dal Credito Valtellinese;
- Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A., con sede in Milano e capitale sociale di 33.148.239 euro, di cui il Credito Valtellinese dispone del 22,5% dei diritti di voto esercitabili nell’Assemblea ordinaria;
- Aperta Gestioni S.A., con sede in Lugano (Svizzera), di cui Bancaperta detiene una partecipazione pari al 48% del capitale sociale di 3.500.000 CHF;
- Global Assistance S.p.A., impresa di assicurazione con capitale sociale di 2.583.000 euro, di cui la Capogruppo detiene una partecipazione del 40%;
- Global Assicurazioni S.p.A., Società operante nel settore dell’intermediazione assicurativa con sede in Milano, di cui Bancaperta detiene una partecipazione pari al 40% del capitale sociale di 120.000 euro;
- Rajna Immobiliare S.r.l., società nata dalla scissione dell’immobile della Società Ripoval S.p.A. (il cui controllo è stato ceduto a Riscossione S.p.A. ai sensi della citata legge 248/2005), di cui il Credito Valtellinese possiede il 50% del capitale sociale pari a 20.000 eur
La maggior parte di queste partecipazioni presenta potenzialita’ di crescita rilevanti.
IL PATRIMONIO IMMOBILIARE
Il Credito Valtellinese possiede oltre 200 mila metri quadrati di immobili in proprietà, ubicati a Sondrio e provincia e nei principali capoluogi e paesi della Lombardia.
Nell’ultimo bilancio si e’ rettificato, alzandolo, il valore del patrimonio immobiliare che comunque risulta a tutt’oggi sottovalutato.
Oltre a queste partecipazioni azionarie e il tesoro immobiliare il Credito Valtellinese possiede altre partecipazioni in aziende extra gruppo ( tutte a costo storico)
CREDITO VALTELLINESE
CREDITO VALTELLINESE - PIANO STRATEGICO

Il Credito Valtellinese ha elaborato un piano strategico 2007/2010.
Qui di seguito un breve sunto.
Le strategie di crescita per linee interne prevedono che l’espansione territoriale del Gruppo per i prossimi quattro anni si concentrerà principalmente nel Nord e Centro Italia. Lo sviluppo territoriale avverrà mediante l’espansione in nuove aree attigue a quelle già presidiate. Nel quadriennio 2007 - 2010 si prevede l’apertura di 95 nuove filiali, con l’obiettivo di ampliare la rete operativa fino a 500 filiali entro il 2010.
La crescita per linee esterne proseguirà secondo i percorsi già sperimentati in passato con l’integrazione nel Gruppo di altre banche e la definizione di accordi di partnership anche correlati all’acquisto di partecipazioni di minoranza in realtà bancarie e/o finanziarie.
Per quanto riguarda il posizionamento commerciale, coerentemente con la propria mission, identità e valori, il Gruppo intende continuare ad essere banca di riferimento per la clientela dei segmenti mass market, affluent e piccole e medie imprese presente nei territori di riferimento.
Guardando il piano strategico non si capisce poi tanto bene cosa faranno di tutti quei soldi che entreranno, grazie all’aumento di capitale, nelle casse della banca entro il 2009 e se saranno capaci di ottenere dei risultati reddituali capaci di soddisfare gli azionisti.
Nel 2009 il capitale in eccesso dovrebbe arrivare a 800 milioni di euro.
E’ mia opinione che il piano strategico (presentato dalla banca recentemente) non sia stata volutamente esauriente. La capacita’ del management potrebbe far cogliere al Credito Valtellinese ottime opportunita’ di mercato.
Non dobbiamo dimenticare che lo scorso anno il Credito Valtellinese tento’ di acquistare la Banca pop. di Intra.prima e la Popolare dell’Etruria poi. Non riuscendoci, non e’ assurdo ipotizzare che l’aumento di capitale possa servire per finanziare acquisizioni dirette.
De Censi, il presidente, ha negato progetti di aggregazioni o acquisizioni e in recenti interviste ha confermato il progetto di crescita con il modello a rete. Tale modello prevede l’acquisto di quote di minoranza di piccole banche come hanno fatto recentemente con la CR di Teramo (Tercas).
A De Censi piace l’idea del network bancario ovvero “TANTE PANETTERIE E UN FORNO IN COMUNE”!
CREDITO VALTELLINESE - PIANO STRATEGICO
CREDITO VALTELLINESE - AZIONISTI ATTUALI

Ma vediamo chi sono gli azionisti del Credito Valtellinese:
Sono circa 86.000 e ben il 70% di loro possiedono meno di 500 azioni.
Oltre il 55% del capitale e’ posseduto da 83.000 azionisti, pari al 96% degli azionisti.
Ne deriva che il 4% degli azionisti possiede il 45% del capitale.
Solo 130 azionisti posseggono piu’ 550.000 euro di azioni della societa’.
Tutto sommato si puo’ considerare una vera public company.
Ci sono migliaia di piccoli investitori/correntisti che hanno in mano una piccola quota di azioni. Sono i vecchi soci del Credito Valtellinese, persone che posseggono quote da una vita e che qualsiasi cosa accada al titolo…..difficilmente venderanno.
Eppure in questi giorni questi vecchi azionisti dovranno decidere se investire una cospicua somma di denaro in azioni della loro banca.
Ai possessori di 1000 azioni verra’ richiesto di sborsare 5000 euro e nei prossimi due anni altri 5000. Vi assicuro che per un abitante della Valtellina che sta contando i soldi per andare in vacanza o che non ha tanta fiducia nella borsa una tale richiesta non sara’ facile da accettare anche perché il piano strategico non e’ poi cosi’ chiaro.
CREDITO VALTELLINESE - AZIONISTI ATTUALI
CREDITO VALTELLINESE - GOLDMAN E IL PRIMO TRIMESTRE

La banca d’affari e’ stata l’artefice, grazie ad un report particolarmente favorevole, del buon andamento del titolo nei mesi scorsi. In questi giorni, con l’arrivo dell’aumento di capitale il target sul titolo e’ stato portato da 13,6 (ante aumento) a 11,8 (post aumento)
La cosa e’ particolarmente strana, tenuto conto che l’aumento di capitale era noto da tempo, cosi’ come il piano strategico. Il report invece e’ stato fatto uscire ad aumento di capitale partito. Ci sembra quanto meno poco professionale. O nell’ipotesi peggiore, rimane il dubbio che si voglia favorire la svendita dei diritti negli ultimi giorni dell’aumento di capitale.
IL PRIMO TRIMESTRE
I profitti del primo trimestre sono saliti alla cifra record di 21 milioni. Notiamo una forte salita dei crediti concessi alla clientela ( +17% nel 2006 e +16% nel primo trimestre) Il tax rate rimane uno fra i piu’ alti del settore. I costi di struttura sono molto elevati.
CREDITO VALTELLINESE - GOLDMAN E IL PRIMO TRIMESTRE
CREDITO VALTELLINESE - AUMENTO DI CAPITALE
Alla chiusura dell’aumento di capitale le azioni circolanti diventeranno 160,5 .milioni.
I possessori dei diritti, sottoscrivendo l’aumento di capitale riceveranno anche due tipologie di warrants (2008 e 2009) e se terranno le azioni per un anno riceveranno una bonus share ogni 10 azioni possedute.
Alla fine del 2009 il numero di azioni rappresentanti il capitale sociale (se verranno emesse tutte le bonus shares e se verranno esercitati tutti i warrants), sara’ circa di 209 milioni di azioni.
E’ evidente che dal 2006 al 2009 il capitale viene quindi aumentato di tre volte. Ci accorgiamo come la banca e’ davanti a un cambiamento epocale di dimensioni e di strategia. Agli azionisti viene richiesto un esborso di 990 milioni di euro in due anni.
Quindi, una ricapitalizzazione cosi’ elevata ha senso solo davanti ad una aggressiva strategia di crescita degli utili e di investimenti.
Altrimenti il dividendo non potra’ essere garantito nel futuro data l’alta diluizione degli utili dovuta ai vari aumenti di capitale.
La crescita degli utili potrebbe essere garantita da plusvalenze nel settore immobiliare e da rivalutazioni di partecipazioni oggi sottostimate in bilancio. A maggiori utili potrebbero quindi corrispondere anche flussi di dividendi interessanti anche nei prossimi anni.
Non dimentichiamo che il solo capitale in eccesso investito in titoli a breve permetterebbe rendimenti superiori ai dividendi distribuiti quest’anno.
Il Credito Valtellinese ha infatti pagato poche settimane fa un dividendo di 0,4 euro per azione con un rendimento pari al 3,4% lordo (4,10% e’ il rendimento lordo del Bot!).
CREDITO VALTELLINESE - AUMENTO DI CAPITALE
CREDITO VALTELLINESE- E IL VECCHIO AZIONISTA?

Un azionista che possegga 1000 azioni, ovvero 11300 euro di controvalore dovra’ sborsare 5000 euro per sottoscrivere le nuove azioni nel rapporto di 1 azione nuova a 10 euro ogni 2 vecchie possedute.
Insieme alle nuove azioni ricevera’ anche due classi di warrant che gli permetteranno di sottoscrivere in due tranche (una nel 2008 e l’altra nel 2009) ulteriori azioni del Credito Valtellinese. Con un ulteriore esborso di circa 5000 euro (il prezzo di conversione del warrant dipendera’ dalla media dei prezzi delle azioni)
Gli attuali azionisti sottoscriveranno oppure decideranno di vendere i diritti in borsa? E se li venderanno chi comprerà?
Innanzitutto notiamo come Julius Baer (banca svizzera attiva nel Private Banking e in joint venture con il Credito Valtellinese) sia scesa sotto il 2% del capitale proprio poco prima della partenza dell’aumento di capitale.
E’ facile pensare che la banca svizzera possa rientrare come azionista acquistando i diritti in borsa in prossimita’ del 15 giugno (ultima data di negoziazione dei diritti)
Il tutto fa pensare che molti investitori decideranno di non sottoscrivere un aumento di capitale cosi’ oneroso. Molti diritti dell’aumento di capitale finiranno nelle mani di pochi. Oggi ci sono solo 130 azionisti che posseggono piu’ di 50.000 azioni.
Non ci sarebbe da sorprendersi se nuovi importanti investitori entreranno in una banca che nel 2010 avra’ 500 sportelli principalmente collocati nell’area piu’ ricca d’Italia e in parte in Sicilia, una banca online in forte espansione e una rete di partecipazioni in piccole realta’ bancarie territoriali da far invidia a qualche grosso gruppo bancario.
Da notare....il diritto ha perso il 20% del suo valore nell'ultima settimana, il titolo invece e' inchiodato a 11 euro.
CREDITO VALTELLINESE- E IL VECCHIO AZIONISTA?
CREDITO VALTELLINESE- DIRITTO DI VOTO E SCALABILITA'
Prima o poi ci potrebbe essere un cambio della normativa che regola il voto delle Popolari. Il Credito Valtellinese sembrerebbe aver studiato questa ricapitalizzazione per permettere la formazione di un nucleo di azionisti di riferimento con quote anche piu’ alte rispetto allo 0,5 in attesa di modifiche alla legge che regolamenta il diritto di voto nelle Popolari.
CREDITO VALTELLINESE- DIRITTO DI VOTO E SCALABILITA'
MERCATI IN EQUILIBRIO PRECARIO

Beige book a tinte rosee e il mercato americano mette a segno un importante rimbalzo.
Il tutto mentre le obbligazioni decennali, scivolate in mattinata sotto la soglia psicologica dei 110 si risollevavano in serata, e il dollaro tentava di rompere 1,33 sull'euro.
La scadenza di venerdi e' importante per capire la futura direzione dei mercati azionari. Passare indenni dal giorno delle streghe farebbe superare qualche fatica al mercato.
MERCATI IN EQUILIBRIO PRECARIO
ORSO ESTIVO?
Il tutto mentre si avvicinano i dati fondamentali sull'Inflazione nell'area Euro e nell'area USA previsti per giovedi e venerdi. In aggiunta a questo venerdi scadranno futures and options.
Molti operatori, cosi come e' successo per Italease, stanno chiudendo operazioni con grosse perdite.
Qualche Banca o hedge Fund potrebbe anche avere dei problemi nel caso i bonds continuassero a scendere.
Ieri le borse europee hanno tenuto ma non quelle americane.
Speramo che lo scrollone fra oggi e venerdi sia violento in modo tale da mettere in pratica il bottom fishing su alcuni titoli interessanti!
I titoli......da selezionare sono quelli che possono beneficiare di un aumento strutturale dei tassi.
In Italia Telecom cade a pezzi (anche perche' il costo per l'indebitamento potrebbe esplodere!)
Banca Italease al salire dei tassi aumenta le perdite. Titolo da verificare nell'area 10 - 14 euro.
ORSO ESTIVO?
PIANGE IL TELEFONO

TELECOM A 2,03 (2,40 EURO TRE MESI FA)
FASTWEB SOTTO I 40 EURO (48 EURO 3 MESI FA)
TISCALI 2,35 (2,80 EURO DUE MESI FA)
Una perdita del 20% in pochi mesi.....per i telefonici italiani mentre France Telecom e Deutsche Telecom navigano a pochi punti percentuali dai massimi.
Fastweb alle prese con il post opa....gli svizzeri hanno gia' detto che i dividendi d'ora davanti saranno un optional. Ora la societa' va ricostruita e i flussi di cassa servono per risanare cio' che Scaglia aveva impoverito.
D'altro canto gli svizzeri (dando prova di onestà, si sono presentati sul mercato con un'OPA totalitaria. Chi non ha aderito pianga se stesso.
Tiscali: Sawiris gioca con l'operatore sardo ma la vendita si allontana. Al suo posto fumosi progetti d'acquisizione...societa' inglesi, Tele Due...il titolo precipita verso i 2,20. Un bel punto di approdo dove si potrebbe riprovare ad acquistare.
Ma il vero dramma si chiama Telecom e Telecom Risparmio.
Se conosciamo bene i poteri forti...quelli che comandano, per dirla breve....la Telecom, alla presentazione dei conti svalutera' gli assets.....fara' emergere un debito record e...a causa del mancato introito delle ricariche presentera' una trimestrale debole del punto di vista dei ricavi e dei profitti.
Gli ultimi irriducibili azionisti di Telecom potrebbero decidere di vendere, mentre qualcuno, i poteri forti, potrebbe decidere di acquistare un po' di titoli.
L'aumento di capitale Telco non e' un caso se si effettuera' in quei giorni.
Ma nessuno si sogna di operare alla luce del sole. Fino a quando l'operatore telefonico sara' nelle mani che contano e fino a quando gli assetti non saranno completati il mercato si puo' scordare di veder il titolo salire.
Il segnale di acquisto? I reports di Goldman Sachs o di Lehman Brothers!
l'Investitore serio e' colui il quale ha venduto nelle scorse settimane il titolo e lo ricomprera' a prezzi piu' bassi. Chi fara' l'opposto fa parte del parco buoi.
Il capitalismo opaco italiano e' quello del 2,5% da inizio anno di piazza Affari contro il 20% del mercato tedesco.
A ognuno quello che si merita!
PIANGE IL TELEFONO
LE DODICI FATICHE DEL MERCATO

I mercati azionari mondiali fino a 10 giorni fa avevano dimostrato capacità inaspettate di forza.
L’azionario, il miglior posto dove mettere il denaro! Sembrava che tutti lo avessero capito. Gli utili aziendali crescono al ritmo del 10%-15% ma il mercato tedesco sale di oltre il 20% in soli sei mesi! Le fusioni per decine di miliardi di euro sono all’ordine del giorno. I fondi di Private Equity diventano sempre piu’ grandi e potenti, l’indebitamento in YEN per investire in Euro, piu’ che un rischioso modo di finanziarsi, sembra diventata una regola di economia che ti insegnano all’università.
La scorsa settimana pero’ i mercati hanno preso uno stop. A ben vedere la frenata e’ stata, fino a questo punto, poco significativa.
Complice della frenata? Sembra paradossale ma e’ la troppa crescita.dell’economia e dei listini stessi.
Ci si interroga ora sulla tenuta estiva dei listini e ci si accorge che le Borse europee dovranno affrontare 12 fatiche, cosi’ come fece Ercole, per poter ritrovare la via di nuovi massimi.
Facciamo una veloce carrellata per capire la difficolta’ di queste fatiche.
1) CRESCITA SOSTENUTA AMERICANA
2) IRRIPIDIMENTO DELLA CURVA
3) CONSENSUS DEI BROKERS
4) VENERDI’ DA STREGHE
5) PAURA INFLAZIONE
6) BORSE EUROPEE PIU’ DEBOLI
7) COMPORTAMENTO BANCHE CENTRALI
8) CACCIA ALLE LOCUSTE
9) SELL IN MAY AND GO AWAY
10) URAGANI E BORSE
11) CONTROLLO DEI SALARI
12) RIDUZIONE DEL CARRY TRADE
Da una prima analisi ci accorgiamo che alcune di queste hanno un’orizzonte temporale limitato (l’arrivo del giorno delle tre streghe), altre sono puramente statistiche e quindi poco significative ( sell in may and go away).
Le fatiche “strutturali” non sono poi cosi’ difficili da superare e gia’ nel corso della settimana ci accorgeremo se il ritorno sui massimi sara’ immediato oppure occorrerà attendere qualche mese.
Strutturalmente il mondo sta crescendo troppo in fretta, il surriscaldamento di inflazione salari e tassi di interesse potrebbe far male alle borse.
Come si dice….il troppo stroppia!
In questo caso fara’ comodo a tutti riposarsi, accumulare energia per tentare l’allungo verso fine anno.
Anche se il ribasso dovesse continuare non sarà drammatico. Anzi, dopo una pausa o debolezza del tutto salutare, la ripresa potrebbe essere vigorosa e inaspettata fino a far pensare a un DOW Jones a 18.000 nel 2010.
La crescita dei tassi di interesse giunge inaspettata e quindi incute timore, ma tassi più alti sono portati da maggiore crescita. Dopo una pausa di riflessione l’ottimismo tornerà sovrano.
LE DODICI FATICHE DEL MERCATO
CRESCITA SOSTENUTA

La crescita del PIL americano nel primo trimestre, pari allo 0,6% sembra un lontano ricordo. Ora l’america sta viaggiando a ritmi del 2,5%.
Cresce, ma non certo grazie ai consumatori, la cui fiducia ha raggiunto il livello minimo degli ultimi 10 anni colpita dagli alti prezzi della benzina, dall’alto costo per i mutui e dal conseguente deprezzamento del valore della proprieta’ immobiliare (solo parzialmente pareggiata da una ritrovata ricchezza mobiliare)
L’economia USA cresce grazie alle esportazioni (che hanno raggiunto livelli record) alla produttivita’, agli investimenti infrastrutturali e perche’ no, anche grazie all’industria finanziaria e ai mega mergers.
In settimana un dato ha sorpreso gli investitori meno attenti, ma non chi come noi, lo ha ipotizzato da mesi, il deficit della bilancia commerciale e’ sceso ad aprile a poco piu’ di 58 Miliardi.
Nei primi 4 mesi dell’anno il deficit commerciale tende a 705 miliardi di dollari per fine anno contro i 758 del 2006.
Una riduzione sorprendente, trainata dalle esportazioni di prodotti che hanno raggiunto un nuovo record.
Tuttavia il deficit verso la Cina ha raggiunto il livello record di 19,4 miliardi.
CRESCITA SOSTENUTA
IRRIPIDIMENTO

Su questo blog abbiamo piu’ volte sostenuto come in un’economia sana la curva dei rendimenti dovrebbe essere inclinata positivamente.
A fronte della crisi del 2001 la Fed e tutto il mondo hanno dovuto, dapprima abbassare i tassi di interesse a livelli mai visti, e successivamente provvedere ad alzare i tassi a breve mantenendo stabili i tassi a lunga.
La curva dei rendimenti si e’ appiattita rendendo i rendimenti dei bonds a 10 anni molto simili a quelli dei bonds a 1 anno. Ma tale situazione non e’ quella normale. Le banche centrali vogliono riportare il sistema in equilibrio e per farlo devono cercare di far muovere alcune variabili macroeconomiche.
Compito di Bernanke, Bush e del suo successore democratico sara’ di rendere la curva dei tassi piu’ ripida, di far migliorare il deficit commerciale, e di ridurre il budget di spesa stanziato per Afghanistan e Iran. Di conseguenza il dollaro tornera’ a essere una valuta piu’ forte.
In settimana, a conferma di questa teoria sull’irripidimento della curva, (da noi teorizzato precedentemente su questo blog) Bill Gross, il gestore del piu’ grande fondo in America di bonds, ha affermato che i bonds a 10 anni americani potranno arrivare nei prossimi 3 anni a rendimenti del 6,5%contro gli attuali 5,15%.
A sostegno di questa dichiarazione Gross ha dichiarato che la crescita dell’economia americana continuera’ e sara’ robusta. Al contempo la stessa inflazione sara’ piu’ elevata, da qui l’idea che i tassi a lungo potranno continuare a salire, ma non quelli a breve. L’america dovra’ accontentarsi di tassi reali a breve piu’ bassi (per tasso reale si intende la differenza fra tasso di interesse e inflazione), se qualcuno vorra’ avere tassi reali piu’ alti dovra’ assumersi dei rischi: ovvero investire a lungo termine.
Ricordo che la curva dei tassi si irrigidisce davanti a prospettive di crescita economica di lungo termine e di futura inflazione….proprio cio’ che Gross afferma e che Bernake vuol far si che la comunita’ finanziaria mondiale teorizzi.
Questo capovolgimento di situazione (rispetto alla prospettiva che i tassi di interesse potessero scendere in america) ha alcune dirette conseguenze:
1) Tiene lontani gli investitori dal mercato obbligazionario di lungo termine, con conseguente discesa nel tempo dei prezzi delle obbligazioni. Piu’ gli investitori stanno lontani, piu’ i rendimenti salgono e i prezzi scendono…
2) Tiene lontani gli investitori dagli immobili. Anche se i tassi a breve non salgono e quindi non sale il costo dei mutui (per la gioia dei consumatori), la salita dei tassi a lungo rende meno conveniente l’investimento in immobili.
3) Il costo dell’indebitamento aumenta per le imprese. I fondi di private Equity dovranno stare attenti prima di indebitarsi comprando aziende a prezzi stratosferici.
4) Crea un po’ di scompensi, nel breve, alle borse. Il mercato azionario scontava una crescita dell’economia costante e lenta. L’accelerazione di cui parla Gross e’ pericolosa. Tassi piu’ elevati rendono il panorama delle borse piu’ rischioso. Da qui il sell off avvenuto in questa settimana.
In generale, rendimenti del 6,5% per le obbligazioni a 10 anni sono possibili in un mondo che cresce a ritmi del 5% ma l’ambiente di riferimento diverra’ piu’ instabile e rischioso.
IRRIPIDIMENTO
CONSENSUS DEI BROKERS

La maggior parte dei brokers internazionali avevano stimato che i mercati azionari mondiali potessero arrivare, per fine anno, ai livelli in cui sono arrivati a inizio settimana.
La velocita della crescita e’ insostenibile. Occorre una discesa (rallentamento) dei corsi, una verifica della crescita per poi ripartire, eventualmente, verso nuovi record.
CONSENSUS DEI BROKERS
VENERDI DA STREGHE

I mercati azionari erano saliti incessantemente dal 15 marzo(tranne quello italiano). Venerdi 15 giugno sara’ il giorno delle tre streghe, scadendo i contratti derivati in tutti i mercati azionari. Come accadde a marzO, in questi giorni, molti brokers realizzano profitti colossali effettuati tramite acquisto di opzioni e futures che in quella occasione andranno a scadenza. E’ difficile ipotizzare una salita dei mercati in questa settimana.
Probabilmente venerdi abbiamo visto un rimbalzo degli indici negli Stati uniti a cui fara’ seguito un rimbalzo in Europa nella giornata di lunedì. L’idea che gia’ da lunedì stesso (o martedì) il mercato possa indebolirsi nuovamente non e’ poi cosi peregrina.
VENERDI DA STREGHE
PAURA INFLAZIONE

Giovedi’ e venerdi, verranno comunicati i dati sull’inflazione nell’area Euro e in USA. Saranno dati molto importanti per le borse.
Dati peggiori delle attese potrebbero generare molta debolezza nelle borse e spingere al rialzo i rendimenti delle obbligazioni.
PAURA INFLAZIONE
WALL STREET PIU' FORTE?

Dopo anni (dal 2003) di sottoperformance della Borsa americana rispetto alle borse Europee le cose potrebbero cambiare.
La forza dell’economia americana dovrebbe essere molto positiva per gli investimenti nell’area dollaro. Tassi americani alti e bilancia commerciale in miglioramento sono segnali positivi per il dollaro.
Venerdi abbiamo visto l’euro scendere a 1,33 e la borsa americana andare molto meglio di quelle europee. La sovraperformance americana data dalla doppia componente dollaro e borse dovrebbe continuare. Come gia’ detto in precedenza bisogna preferire investimenti non coperti da rischio di cambio nel paese a stelle e strisce.
WALL STREET PIU' FORTE?
E ..LE BANCHE CENTRALI

Anche Bernanke e la BCE hanno cercato di buttare acqua sul fuoco delle borse in settimana.
Il primo affermando che la crisi dell’immobiliare durera’ piu’ a lungo del previsto negli Stati Uniti. Il secondo ponendo l’accento sulla sottostima, da parte del mercato, dei rischi finanziari presenti nel sistema. Per continuare nella crescita l’economia e quindi le borse, non devono surriscaldarsi. Le banche centrali richiamano all'ordine.
E ..LE BANCHE CENTRALI
TUTTI A CACCIA DI LOCUSTE

Il rapporto del Financial Stability Forum ha promosso gli hedge funds, diventati improvvisamente da diavoli del mercato ad angeli da ringraziare. Infatti i fondi hedge con le loro strategie long/short danno la giusta liquidita’ e valore agli asset azionari nel mondo.
Nei rimandati a settmebre ci sono i fondi di private Equity. La troppa liquidita’ in mano a questi fondi, che possono solo comprare (e non andare short) e per giunta con effetto leva rende i mercati finanziari nel loro complesso, piu’ rischiosi. Ecco quindi che si comincia a parlare di maggiore tassazione in capo a questi strumenti e ai bankers che li governano, cosi’ come a maggiori controlli.
Tassi di interesse piu' alti renderanno questi fondi via via piu' rischiosi.
Ne siamo certi, l'era d'oro di tali fondi e' agli sgoccioli. Se si riduce il carburante di questi fondi....le Borse rischiano di fermarsi
TUTTI A CACCIA DI LOCUSTE
SELL IN MAY AND GO AWAY

Quest’anno la fine di maggio ha coinciso con i record dei mercati azionari. Il proverbio potrebbe essere azzeccato. Dopo una bella discesa, un eventuale rimbalzo, il mercato potrebbe andare in vacanza (meta’ luglio-fine agosto) per poi valutare il da farsi in autunno. Per i long only il proverbio potrebbe essere stato azzeccato.
SELL IN MAY AND GO AWAY
URAGANI E BORSE

A frenare velleita’ rialziste dei listini azionari estivi potrebbero poi arrivare i timori di uragani con la conseguente e possibile salita dei prezzi del petrolio. ENI a 30 Euro e’ piu’ di un’ipotesi.
URAGANI E BORSE
IL CONTROLLO DEI SALARI

Anche agli imprenditori farebbe comodo un periodo di fiacca delle borse, prima di una nuova fase di euforia a fine anno e nel 2008.
L’idilliaca situazione degli ultimi mesi aveva portato a un surriscaldamento eccessivo dell’economia. Il surriscaldamento puo’ portare spinte inflazionistiche (i dati di fine settimana prossima in Europa e USA sull’inflazione li aspetto peggio del previsto). Senza contare che in una economia in salute potrebbero sorgere pretese sindacali troppo elevate che spingerebbero all’insu’ i salari. Una doccetta fredda fara’ bene a tutti ma soprattutto alle tasche degli imprenditori!
IL CONTROLLO DEI SALARI
RIDUZIONE DEL CARRY TRADE

Le borse si sono indebolite ma a vedere bene, il paventato aumento dei tassi in Europa e Stati Uniti, dovrebbe spingere ancora di piu' gli investitori mondiali ad indebitarsi in Yen. A meno che..........
A meno che la Banca centrale giapponese non parli di un rialzo imminente di tassi in Giappone. Se cio’ accadesse vedremmo improvvisamente lo yen rivalutarsi e molte operazioni di carry trade chiudersi velocemente con un impatto negativo sul listino azionario europeo (il piu’ esposto, in quanto l’Euro e’ stata la valuta che si e’ rivalutata maggiormante nei confronti dello Yen negli ultimi mesi).
RIDUZIONE DEL CARRY TRADE
MASSIMA ATTENZIONE

I mercati, come preannunciato in queste pagine, si stanno sgonfiando!
Oggi o forse lunedi potrebbe partire il primo rimbalzo. Ci sono buoni motivi per non entrare in borsa, per non essere colpiti nei giorni successivi. Non credo che la discesa sia gia' finita!
Durante il week end un articolo che spiega i motivi di questa discesa.
Tuttavia non e' il caso di vendere tutto, basta aver ridotto significativamente le posizioni.
La mia ipotesi di discesa dei listini deve avere conferme , dal punto di vista macroeconomico, nei prossimi giorni.
MASSIMA ATTENZIONE
INVESTITORI SCOSSI

Le banche centrali europea e americana non hanno entusiasmato i mercati, anzi, le dichiarazioni di Bernanke (sulla crisi del settore immobiliare) e di Trishet sulla sottovalutazione, da parte dei mercati, del rischio finanziario, hanno generato un consistente flusso di vendite sui mercati azionari.
Inizio di correzione?
Per ora il cambio euro/yen e i rendimenti delle obbligazioni non fanno pensare a nulla di male. Un ulteriore affondo dei listini potrebbe verificarsi a seguito di dichiarazioni giapponesi su un aumento del tasso di interesse. Dichiarazioni che per ora mancano all'appello.
Le operazioni di fusione e acquisizione vanno avanti, anzi accelerano.
Le azioni rimangono il posto migliore dove mettere i soldi, ma discese anche importanti dei corsi rimangono possibili e auspicabili (in modo da poter rientrare a prezzi piu’ interessanti)
Per oggi e’ possibile un rimbalzo dei listini.
Noi abbiamo ridotto il peso sulle azioni in maniera importante nelle scorse sedute. Non e’ ancora il momento di rientrare.
Non abbiamo la certezza di ulteriori ribassi ma e’ la nostra ipotesi di lavoro, la debolezza potrebbe continuare fino alla scadenza dei futures di giugno (le tre streghe!).
Riassumendo.. continuare ad avere un'esposizione in azioni ma avere liquidita' pronta ad essere reinvestita.
INVESTITORI SCOSSI
LA MASCELLA DELLA MORTE

Ogni tanto riprendo il tema della mascella della morte, tema a me particolarmente caro. E' evidente che un'economia in forte crescita vede sia il mercato azionario al rialzo sia i tassi di interesse (nel tentativo raffreddare un'economia troppo esuberante che porti inflazione).
Tuttavia salite troppo repentine delle borse accompagnate da salite veloci dei tassi (e quindi fuga dalle obbligazioni) non sono salubri per l'economia.
In Europa (in particolare sul mercato tedesco) e' proprio cio' che sta accadendo.
Ulteriore combustibile per questa pericolosa miscela viene fornito dal continuo aumento della massa monetaria in Europa e del continuo indebolimento dello yen per effetto sia del differenziale dei tassi di interesse sia del carry trade.
La configurazione tecnica descritta sopra prende il nome della mascella della morte perche' quando i due lati estremi si chiudono lo fanno con movimenti bruschi e fanno male a molti investitori.
I livelli raggiunti in questi giorni dal dax, dai prezzi delle obbligazioni a 10 anni e dal cambio euro/yen fanno alzare il livello di guardia.
La mascella puo' rimanere aperta a lungo, ma i mercati godono di minori rischi in presenza di altre situazioni macroeconomiche, non questa!
LA MASCELLA DELLA MORTE



