BENETTON ATTENTO agli incidenti in.. AUTOSTRADA...

In Spagna Itinere è una società posseduta dal gruppo Sacyr Vallerhermoso.
Tale società gestisce una rete autostradale.
Voleva andare in borsa e raccogliere almeno 5,2 miliardi di euro (questa era la valutazione delle fatidiche Banche d'Affari.
Il mercato (anche se in rialzo del 10% dai minimi e, per alcune banche d'affari, pronto a salire ulteriormente) non ne voleva offrire neppure 3,5!!!
il comunicato parla chiaro: Si rinuncia alla borsa per mancanza di domanda di azioni da parte degli investitori!
Non è che Benetton possa veder crollare anche le sue Autostrade in borsa?
Con la benzina che per il weekend del 1 maggio arriverà a 1,45...si prospetta traffico in riduzione (dopo il ponte)
Ieri Berlusconi ha parlato di nazionalizzazione di Alitalia.
Si inizia così...e poi si potrebbe passare a parlare di nazionalizzazione delle reti...- compreso quella autostradale- il passo è breve.
Se ci pensate bene è assurdo che Ferrovie e Compagnia Aerea siano in bancarotta ma tutte le società che gli girano intorno godano di lauti utili (autogrill, stazioni, aereoporti ecc ecc).
BENETTON ATTENTO agli incidenti in.. AUTOSTRADA...
WONDERFUL NEWS FROM NY...
Citigroup, Merrill Lynch, JP Morgan, Credit Suisse, Morgan Stanley, UBS, JPMORGAN (Bear Stearns) ma come si può porre ancora fiducia in queste istituzioni dopo le mega perdite che hanno generato!
La fiducia la si da a istituzioni che la meritano. Loro non sono degni di gestire un solo dollaro (per ciò che vale) degli investitori dopo il danno che hanno fatto.
Se i mercati azionari dovessero scendere QUESTI SOGGETTI PERDERANNO PER L'ENNESIMA VOLTA LA FACCIA DAVANTI AL MONDO E I LORO MANAGERS DOVRANNO ANDARSENE.
Ma passiamo al dato sugli avvisi di pignoramento delle case da parte delle banche e dei soggetti finanziatori:
In USA gli avvisi di pignoramento, in questo trimestre, sono pasati da 300.000 a oltre 649.000. L'incremento rispetto all'ultimo trimestre 2007 è comunque del 23%.
L'indice che misura la fiducia dei consumatori è sceso ad Aprile a 62,3 a livello più basso degli ultimi 5 anni.
Citigroup per l'ennesima volta si rivolge al mercato approfittando di questa finestra di ottimismo e chiede al mercato altri 3 miliardi di aumento di capitale.
Una domanda: ma se sono convinti che l'economia stia per ripartire....perchè fare un aumento di capitale così in fretta?
Nel frattempo Deutsche Bank annuncia la prima perdita in un trimestre per la banca in 5 anni. Il CEO annuncia che anche i prossimi trimestri non saranno rosei per la prima banca tedesca.
La banca, così come altre banche nel mondo, sta cercando di vendere le obbligazioni "malate" che sono presenti nei portafogli.
L'appetito per queste obbligazioni sta aumentando....visto che i mercati sono risaliti. Le banche d'affari alla disperata ricerca di compratori di assets malandati tentano di vendere il vendibile in questa finestra di ottimismo che Bernanke ha creato e che loro stessihanno alimentato.
HBOS il più grande mortgage lender inglese....grazie a questo spiraglio di fiducia, ha lanciato un aumento di capitale per 6 miliardi di euro. Alè...il parco buoi è servito nuovamente.
OGGI TOCCA ALLE DECISIONI DELLA FED E AI DATI SUL PIL.
SI SCOMMETTE SULL'ULTIMO TAGLIO DEI TASSI. I TBILLS INFATTI OGGI RENDONO PIU' DEL 2% SEGNO CHE IL MERCATO CREDE CHE, UNA VOLTA SCONGIURATO IL RISCHIO DI DEFAULT BANCARIO BERNANKE LA SMETTA DI TAGLIARE I TASSI BUTTANDO BENZINA SULL'INFLAZIONE.
MA NON TAGLIANDO PIU' I TASSI...IL RISCHIO E' DI VEDER ACCELERARE LA RECESSIONE.
FACCIO PRESENTE CHE IL COSTO DEL DEBITO PER LE CARTE DI DEBITO E' SALITO ANCORA PUR IN PRESENZA DI TASSI D'INTERESSE IN DISCESA. IL CREDIT CRUNCH NON E' TERMINATO. IL SISTEMA AMERICANO E' IN CONTINUO IMPOVERIMENTO, LE CASE SCENDERANNO ANCORA DI VALORE, I CONSUMI SI RIDURRANNO ANCORA. L'UNICA DOMANDA SERIA E' SE IL MONDO RIUSCIRA' A NON FRENARE MA ANZI A TRAINARE L'AMERICA.
GLI OTTIMISTI NE SONO SICURI, MA POI LEGGENDO I LORO REPORTS...SONO NEGATIVI SULL'EUROPA. E ALLORA CI DOMANDIAMO SE CI CREDONO VERAMENTE CHE L'ECONMIA E LE BORSE POSSANO CONTINUARE LA LORO COSRA INDISTURBATA VERSO NUOVI RECORDS.
I MERCATI AMERICANI NON SONO LONTANI DAI MASSIMI...
STASERA SE BERNANKE GETTERA' OTTIMISMO DAL SUO ELICOTTERO....I MERCATI SI LANCERANNO IN UN ULTIMO RALLY.
LA BARRIERA PSICOLOGICA DEI 13.000 IN AMERICA E DEI 7000 IN GERMANIA POTRA' ESSERE SUPERATA.
E ALLORA PROVEREMO VENERDI' O LUNEDI' AD APRIRE POSIZIONI SHORT...
WONDERFUL NEWS FROM NY...
I 5 TERRIBILI GIORNI DEL TRATTORE...

Occhi a Fiat, caro Signor Emilio, (spero non si offenda, anzi....).
Mi può spiegare come giustifica la perdita di CNH in 5 giorni da 58 dollari a 43? Ovvero una perdita di capitalizzazione di ben 3,5 miliardi di dollari?
E se la stessa cosa capitasse a Iveco 8lei non lo può sapere perchè Iveco non è quotata...

A proposito...come ben ricorda il mio amico Damiano....CNH e Iveco montano pneumatici Michelin (e oggi Micheli ha perso i pezzi in borsa facendo un profit warning).
I 5 TERRIBILI GIORNI DEL TRATTORE...
ANCORA I PESSIMISTI...perchè gli ottimisti sono solo fra le banche d'affari che vogliono turlupinare gli investirori

La stagflazione e' un rischio sempre piu' concreto per l'economia statunitense, la cui debolezza si prolunghera' almeno per tutto il 2009. Lo dice il numero uno della banca dei regolamenti internazionali, Malcolm Knight. Pur escludendo un ritorno alla situazione degli anni settanta, quando il caro-greggio unito alla paralisi economica porto' a manifestazioni di strada, Knight solleva dubbi circa la tesi della Casa Bianca, secondo cui l'economia Usa si riprendera' nella seconda meta' del 2008.
ANCORA I PESSIMISTI...perchè gli ottimisti sono solo fra le banche d'affari che vogliono turlupinare gli investirori
DOLLARO PETROLIO E...BENZINA. BUON PRIMO MAGGIO!
O forse no? Infatti il petrolio rimane sui massimi a 118 dollari e l'Opec spaventa i mercati urlando al mondo il prossimo possibile target 200 dollari!!!
Certo che o l'Opec o Scaroni sono veramente degli incapaci. Il primo ci dice che il prezzo scenderà a 60 dollari e i secondi 200.....
Ognuno usa il futuro prezzo del petrolio per propri interessi di bottega.
Due dati su tutti.
Se il cambio con il dollaro continuasse a migliorare la benzina potrebbe continuare a salire.
Oggi siamo a 1,43...dal 1 Maggio si passa direttamente a 1,45 grazie alla FINE dell'intervento governativo.
Il pieno costringerà molti italiani a spese extra e non attese che peseranno a dismisura sui consumi medi di maggio.
ENi. il titolo viaggia vicino ai 25 euro, ovvero allo stesso prezzo di gennaio quando il prezzo del petrolio era 100 dollari. E' evidente la profonda debolezza del titolo. Non appena il prezzo del petrolio comincerà a scendere...ENi si porterà a 21 euro prima e 18 poi. Intanto ENi anticipa che potrebbe decidere di cancellare il 10% delle azioni proprie. Ottima mossa che permetterebbe di salvare l'earning per share di un 2009 poco promettente.
DOLLARO PETROLIO E...BENZINA. BUON PRIMO MAGGIO!
MPS NON AFFASCINA NESSUNO - UNA BANCA MORTA

OTTIMA L'ANALISI DI DRESDER KLEINWORTH BENSON
(Monte dei Paschi di Siena)
29% dilution - SELL
MPS has announced the details of its €5bn rights issue to fund the Antonveneta (NTV) acquisition. MPS will issue 3,316m new shares at €1.50 p.s. The issue is at 26% discount to the TERP. Our new 09 EPS is now €0.25 which implies a 29% dilution from the previous EPS (adjusted for bonus element of the rights) of €0.35. Also we have accordingly reduced our DDM price target to €2.25. SELL.
MPS has announced the details of its €5bn rights issue to fund the Antonveneta (NTV) acquisition. MPS will issue 3,316m new shares at €1.50 p.s. The issue is at 26% discount to the TERP (theoretical ex-rights price) of €2.03
►
The capital increase started on 28 April and will close on 19 May. The new shares will have dividend rights from 1 January 2008 and will not receive the FY07 dividend which will be paid in May 2008.
►
As highlighted in the table below, we have updated our model reflecting the new number of shares of 6,349m and removing the 10% discount factor applied to MPS's fair value in our previous note (see our note published 4/03/08) ahead of the rights issue.
MPS NON AFFASCINA NESSUNO - UNA BANCA MORTA
FERMATE ATLANTIA E I SUOI PIANI ANTI ITALIANI
STM annuncia una trimestrale molto debole. (ma i prezzi già riflettono questa debolezza), probabile una chiusura degli short.
Buffett e Bernstein prevedono una brutta recessione nei prossimi mesi..
Ma il campione del giorno è Atlantia (la vecchia Autostrade)
Atlantia...si è spaventata della reazione dei blog e di alcuni giornali su un possibile scorporo definitivo delle società servizi legate ad Autostrade. Atlantia deve smetterla di utilizzare le concessioni autostradali per svuotare di tecnologia e servizi la società autostrade e rimpinguare solo le tasche dei Benetton.
Il nuovo governo ha il dovere d'intervenire per evitare che Benetton faccia quello che Tronchetti Provera ha fatto con Telecom (svendendo per anni i gioielli del gruppo...per non parlare degli immobili finiti a Pirelli Re o a qualche altra società con la quale Pirelli re ha poi fatto affari...)
Le concessioni autostradali devono tornare pubbliche per garantire il Servizio Pubblico del traporto e per mantenere il cash flow all'interno del sistema Italia.
Si torni indietro per andare avanti.
E' notizia di ieri che la Russia avrà il primo fondo sovrano. Un fondo creato con soldi pubblici per comprare pezzi di aziende e concessioni in giro per il mondo e l'Europa. Gli stati ricchi si stanno muovendo per comprare assets (in pratica NAZIONALIZZANDO NELL'ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE CIO' CHE I SINGOLI STATI INDEBITATI HANNO PRIVATIZZATO) legati a concessioni, monopoli o in aziende che controllano fette di mercato e di consumatori.
Il primo stato europeo che NAZIONALIZZERA' i monopoli sarà vincente.
Terna, Autostrade, Enel, Eni, Acquedotti, Rete Telefonica, Aeroporti, Porti ecc ecc devono tornare pubblici, o devono essere garantite tariffe che BLOCCHINO L'EXTRAPROFITTO da posizione monopolistica.
Caro governo....noi ti curiamo e ti giudichiamo....fai l'interesse del paese e non dei singoli imprenditori (di quelli che sfruttano i monopoli...ovviamente).
Terna ed Enel cominciano a litigare su quanto valgono i tralicci. Sarà compito del governo decidere chi avrà ragione. Ricordo che non conta solo il prezzo di vendita ma anche il costo dell'affitto che Enel dovrà pagare a Terna. Caro Governo perchè non nazionalizzi Terna e dai il vantaggio di questo cash flow allo stato per ridurre il debito? Se ci pensi bene..anche Enel ANDREBBE nazionalizzata...
Una domanda...ma perchè le banche d'affari di tutto il mondo sono positive sull'economia e la maggior parte degli economisti indipendenti e slegati dal sistema di potere sollevano forti dubbi? Sarà un caso?
Michelin (pneumatici) crolla del 9% in borsa dopo il profit warning. In Italia a Marzo il mercato dei pneumatici è crollato del 10%....E vai Pirelli...
FERMATE ATLANTIA E I SUOI PIANI ANTI ITALIANI
ALVARO E BARBERO...GLI ZII CHE TUTTI VORREBBERO AVERE...

ZIOALVARO ci commenta l'andamanto di parmalat e Mondadori, oramai manca poco completare tutti i titoli dell'indice italiano. E non mi sembra che i grafici ispirino tanta fiducia e voglia di comprare!
: MERCATO LIBERO GRAFICI
ZIOBARBERO ci riporta un bell'articolo sull'autarchia e ci ricorda che il peggio deve ancora arrivare : Jeremy Grantham, Peter Bernstein, Warren Buffett, Noubiel Roubini....(tutti esterni ai poteri forti della banche d'affari che invece sprizzano fiducia e sicurezza da tutti i pori...chissà chi avrà ragione! e ricordatevi che le grandi banche d'affari hanno bisogno di mercati al "rimbalzo" per guadagnare soldi sulle discese..)
: MERCATO LIBERO NEWS
NON PERDETELI!!!
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ALVARO E BARBERO...GLI ZII CHE TUTTI VORREBBERO AVERE...
MONTEPASCHI e 7 miliardi di capitalizzazione persi
-HA FATTO PERDERE 7 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE ALLA BANCA SENESE.
-STA VENDENDO I GIOIELLI DI FAMIGLIA NEL MOMENTO PIU' SBAGLIATO.
-HA INDEBITATO LA BANCA SENESE (RICORRRENDO A STRUMENTI PERICOLOSI PER L'INVESTITORE)
-HA FATTO COMPRARE ANTONVENETA A PREZZI FRA I PIU' ALTI MAI PAGATI IN PIENA CRISI ECONOMICA
-STA FACENDO ALLONTANARE 3500 DIPENDENTI DALLA BANCA
-HA IN MANO TUTTA LA STAMPA ITALIANA
-GODE DELL'APPOGGIO POLITICO TRASVERSALE
-HA FATTO FARE UN INVESTIMENTO INUTILE IN MEDIOBANCA PER TENERSI BUONO GERONZI
-PERDE CLIENTELA TUTTI I GIORNI
-STA VENDENDO L'UNICA PARTE DELLA BANCA CON UN'ESPOSIZIONE ALL'ESTERO (LE BANCHE ESTERE)
-HA DEFINITIVAMENTE TRASFORMATO MPS, LA BANCA PIU' ANTICA D'EUROPA) IN UNA BANCA PROVINCIALE, RINUNCIANDO A QUALSIASI FORMA DI ESPANSIONE ESTERA IN UN MOMENTO IN CUI L'ITALIA E' FANALINO D'EUROPA PER CRESCITA.
-MPS PERDERA' IN POCO TEMPO IL TERZO POSTO PER GRANDEZZA FRA LE CANCHE ITALIANE, NUOVE FUSIONI SONO IN ARRIVO.
- MUSSARI HA AFFOSSATO LA BANCA CHE VERRA' COMPRATA FRA QUALCHE ANNO, PER UN PIATTO DI LENTICCHIE DA QUALCHE ALTRA BANCA.
Report domenica sera ha ricordato l'importanza che MPS e la Fondazione avevano per il destino di Siena. Peccato che l'ottima giornalista si occuperà dell'operazione MPS-Antonveneta solo quando sarà troppo tardi per rimediare! E quando i senesi non avranno i soldi per asfaltare le strade e dovranno emettere obbligazioni municipali o aumentare le tasse locali!!!
MONTEPASCHI e 7 miliardi di capitalizzazione persi
BUFFETT

Ecco cosa ha affermato Warren Buffett (e chi leggerà la mia intervista a Roubini - che pubblicherò solo quando i mercati crolleranno- si renderà conto che l'economista la pensa esattamente come Buffett)
"This is not a field of specialty for me, but my general feeling is that the recession will be longer and deeper than most people think," Buffett said. "This will not be short and shallow."I think consumers are feeling gas and food prices," he added, "and not feeling they've got a lot of money for other things."
On Wednesday, the U.S. Commerce Department is expected to say how fast the economy grew in the first quarter. Economists on average have projected that gross domestic product grew at an annualized 0.2 percent rate in the quarter.
Two quarters of declining GDP is a traditional indicator of recession. That last happened in 2001. Economists expect the U.S. Federal Reserve on Wednesday to cut a key lending rate for a seventh time beginning last September.
"In the retail businesses ... if anything, they've gotten a little worse," Buffett said. "Of course, things connected with housing, whether it's in brick or whether it's in carpet, those businesses have shown no uptick at all. Jewelry had a bad Christmas ... and it stayed that way."
Buffett sees no respite from the housing slump.
"I think this is going to be fairly long and fairly deep, but who knows," he said.
BUFFETT
CARO SIGNOR EMILIO......

E' vero, che non ho dato spazio al suo commento su fiat (poi pubblicato oggi).
Ha ragione a lamentarsi e urlare alla democrazia . Tuttavia la democrazia è la libertà di scegliere cosa leggere. Se è tanto negativo nei confronti del mio sito le domando gentilmente : ma perchè mi legge....???
Io apporto dei dati di fatto sulla difficoltà oggettiva di Fiat:
- Non è mercato Libero a dire che il mercato delle auto in italia scenderà del 13% nel 2008
- Non sono io a dire che CNH sta attraversando un momento di difficoltà.
- non sono io a dire che il debito di fiat è risultato più alto delle attese (e lei ben sa che il debito oggi costa di più di alcuni mesi fa)
- Non sono io a dire che l'italia crescerà poco (la EU ha abbassato anche oggi le stime di crescita)
- non sono io a dire che L'Europa rallenterà pesantemente nel corso dell'anno (FMI)
- Non sono stato io a dire agli investitori di tutto il mondo e in più interviste...di comprare titoli Fiat (con Fiat che quotava 21, 19 o 17 euro)
Lo so anche io che nel 2010 Marchionne ha promesso 3,5 miliardi di euro di profitti netti e che quindi fiat potrebbe valere 40 euro.
-Mi domando solo caro Emilio, riuscirà l'economia mondiale a non frenare eccessivamante?
- Mi domando se Ford e Gm riusciranno a ritornare grandi rubando quote di mercato a Fiat grazie al dollaro debole.
- Mi domando se CNH non risolva i suoi problemi troppo in ritardo rispetto alla congiuntura e se i camion di iveco continueranno a essere venduti in un'economia in rallentamento.
Quando vedo un P/E di 21 per una casa che vende trattori o camion mi domando se la crescita è sostenibile.
E' vero, ho indicato in 12 euro un target d'arrivo per Fiat ma non le ho fatte comprare. Oggi quota 14,58 e forse salirà ancora.
Io rimango negativo sulla possibilità di essere alla fine della recessione. in Fiat, così come nell'economia faccio fatica a mettere dei soldi.
Lei sa meglio di me che fra 13 e 16 euro la Fiat è in terra di nessuno.
Caro lettore, vorrei che lei mi motivasse il suo amore viscerale per il titolo con dati positivi sull'economia reale, invece che essere così negativo su un sito che vuole dare informazione.
Se poi per Fiat sarà distribuzione o vera gloria non sarà certo per le parole di Marchionne. Un bravo manager ma un pessimo comunicatore (il parco buoi è rimasto molto colpito con grosse perdite per colpa delle sue parole).
Le ricordo che Marchionne comprò molte Fiat sotto i 5 euro due giorni prima di comunicare i dati di bilancio.
Due giorni dopo il titolo cominciò a salire verso una corsa inarrestabile.
Caro Emilio, e qui concludo....si legga le parole di Buffett rilasciate ieri in un'intervista:
"Buffett says recession may be worse than feared"
E se la Fiat arriverà a 10 euro mi telefoni...io comprerò...e spero che lei farà altrettanto!
CARO SIGNOR EMILIO......
MONTEPASCHI...ALLA RICERCA DEL VERO VALORE!

Con questo articolo inizia una nuova fase nel rapporto fra Mercato Libero e Montepaschi:
Iniziamo con un riassunto di dove siamo arrivati:
1) Mussari annuncia l'acquisto di Antonveneta per 9 miliardi di euro a novembre 2006.
2) Mercato libero denuncia subito la pazzia di una tale decisione.
3) Il titolo in borsa continua a scendere. L'operazione risulta una della peggiori che una banca italiana abbia mai fatto.
4) mentre la stampa intera e tutti i poteri forti osannavano l'operazione, Mercato Libero si è sempre opposto denunciando un disegno sinistro da parte dell'avvocato calabrese.
5)L'operazione è distruttiva di valore, non solo per gli azionisti di minoranza ma sopratutto per la Fondazione e la città di Siena.
6) mercato libero ha fatto la sua battaglia compiendo i seguenti passi.
- E' stato invitato a Siena, invitato dalle Liste civiche, per denunciare la situazione.
- E' stato presente alla presentazione del Piano industriale (Milano) ponendo diverse domande scomode al management.
- Ha preso l'impegno di aiutare (a valutare vie legali) tutte le persone che verranno licenziate dal Montepaschi per colpa di questa scellerata operazione.
- Ha denunciato fin da subito la pericolosità dell'obbligazione di due miliardi emessa da MPS evidenziando i rischi di un'obbligazione upper tier two. Sabato, tali pericoli sono stati finalmente ben evidenziati da Marco Liera in un articolo illuminante sul 24ORE plus.
- E' entrato in contatto con alcuni managers che direttamente o indirettamente hanno fatto capire di NON essere daccordo con Mussari, ma che ben poco potevano fare.
- E' in contatto con molti analisti di Londra comunicando loro tutte le informazioni rilevanti per poter giudicare meglio la banca.
Mercato Libero ha sempre parlato di due euro come valore della banca senese...e ora cosa possiamo osservare....che l'aumento di capitale è stato fatto a 1,5 euro. Ben al di sotto del valore da noi previsto.
Una vera manna per Caltagirone, Axa, Santander e i nuovi soci veneti. Una vera manna per tutti tranne che per la Fondazione.
Tutti coloro che hanno acquistato i titoli intorno a 3 euro, se sottoscriveranno l'aumento di capitale vedranno scendere il loro prezzo di carico a 2,15 (tenuto conto del dividendo). Un prezzo interessante per entrare in una delle principali 5 banche italiane.
Ma vediamo qual'è il valore di questa banca:
Facciamo 3 considerazioni:
Numero di Sportelli 3.000.
Tenete conto che MPS ha pagato 9 milioni a sportello a novembre. Oggi transazioni simili vedono il prezzo per sportello intorno ai 5 milioni.
Moltiplicando 5 milioni per 3000 otteniamo 15 miliardi.
A questo valore togliamo 3 miliardi di debiti Le obbligazioni appena emesse) e otteniamo un valore di 12 miliardi. Il totale di azioni in circolazione dipo l'aumento sarà di 6,2 miliardi. Si ottiene quindi un valore per azione di poco inferiore ai 2 euro.
Passiamo ai poteri forti. Axa, santander e i soci veneti hanno in carico i titoli mediamente intorno ai 3 euro. Incasseranno i dididendi e sottoscriveranno l'aumento di capitale a 1,5 euro. il prezzo medio di carico sarà quindi intorno ai 2,20 euro.
E parliamo di reddito.... il Montepaschi stand alone considerando i soliti utili ricorrenti genera oggi 800 milioni.
L'antonveneta potrebbe generare intorno ai 250 -300 milioni di utili netti.
La somma sarebbe circa 1,1 miliardi (anche se andrebbero tolti i costi del debito dal reddito lordo ovvero circa 220 milioni).
Ecco che il reddito sarebbe così di circa 1 miliardo.
Ma nei primi due anni vi saranno pesanti costi di ristrutturazione e solo nel 2010 le sinergie date da tagli del personale e tagli di spese generali e amministrative potrebbero portare a vantaggi di circa 500 milioni.
(e' ovvio che i numeri del piano di Mussari sono diversi, ed evidenziano un utile al 2010 di 2,2 miliardi e non 1,5. Noi di mercato libero li riteniamo sbagliati, in quanto considerano gli utili del 2007, pari a 1,4 miliardi, come utili ricorrenti, mentre ben 700 milioni erano dovuti a una plusvalenza non ripetibile; senza poi contare che il piano strategico si basa su ipotesi di macroeconomia lontane da quelle che in realtà si stanno verificando).
Comunque si arriverebbe a profitti per 1,5 miliardi nel 2010. Ovvero, considerando sempre 6,2 miliardi di azioni, un eps di 0,24 euro.
Se si ipotizza un rapporto prezzo/utili di 10...il prezzo al 2010 potrebbe essere di 2,4 euro.
Come vedete, in tutte le analisi si arriva ad un valore della banca al 2010 intorno a 2,4 euro massimo. E' evidente che a questo valore ci si arriva in presenza di un'economia stabile. Una forte crescita o un forte rallentamento porterebbero ad altre valutazioni
Ora...reputo NON interessante comprare titoli Montepaschi oggi (o sotto aumento) a valori superiori ai 2 euro.
Ho un giudizio neutrale nel caso l'investimento venisse fatto fra i 2 e 1,8 euro.
Prezzi del diritto inferiori a 0,30 (e quindi con valori del titolo ex dividendo intorno a 1,8 euro) renderebbero l'investimento molto interessante.
Al di là dell'investire o meno in questa banca....ricordo sempre a tutti voi l'errore strategico madornale di Mussari di acquisire per 9 miliardi di euro una banca che ne valeva la metà.
Questo ha costretto la banca a lanciare un aumento di capitale a 1,5 euro (che quindi considera una capitalizzazione di 4,5 miliardi, rispetto agli oltre 12 di un anno fa).
Mussari indisturbato rimane al suo posto e viene considerato dai senesi un valido manager, un capo capace, un uomo tutto d'un pezzo.
E' inutile sprecare parole per un manager che verrà invece ricordato nella storia senese per aver causato l'affossamento della banca più antica del mondo.
Dopo la Banca del Salento (con a capo quel De Bustis, oggi a Deutsche bank) un altro orrore per Siena.
Intanto si vocifera che Arpe (amico da sempre di Colannino, che ha appoggiato Veltroni, possa prendere il posto di Mussari).
Mussari in qual caso....andrà in qualche esilio a spese della città di Siena.
Comunque vada...anche questa volta la valutazione fatta mesi fa da Mercato Libero
di un'azienda si è rivelata corretta.
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COME MUOVERSI IN QUESTI MERCATI?
Il petrolio ha ripreso a salire sulla notizia di una nave americana ha sparato due colpi di avvertimento "warning shots" a navi iraniane.
La fiducia dei consumatori è scesa al livvello più basso degli ultimi 26 anni
- Le case scendono ancora di valore
- La maggioro parte degli stati americani è in una grave crisi finanziaria. le entrate stanno crollando e i deficits salendo.
- microsoft scende in borsa di un 6%....
Nel frattempo il governo degli stati uniti da lunedì restituirà soldi ai contribuenti, nella speranza che tali soldi vadano ad alimentare i consumi...ma sarà così?
In Italia il divertimento del giorno si chiama Montepaschi. Mani sapienti hanno tratto in inganno tutti coloro che hanno venduto il titolo stamattina dopa la notizia dell'aumento di capitale.
Il gestore di mercato libero ha aperto una posizione al ribasso sfruttando i futures sul titolo (per scadenza maggio) intorno alle 17.00 di oggi.
Mentre mani sapienti hanno fregato per l'ennesima volta il parco buoi.....io mi sono divertito....infatti conosco i metodi di questi personaggi che con pochi milioni di titoli governano il mercato....
E da lunedì ci si diverte...
Ricordo che apriremo posizioni short sul mercato quando e se il mercato americano raggiungerà i seguenti livelli:
S&P 1420 - 1430
Dow Jones 13150 - 13250
Nasdaq: 2500 2530
Le posizioni verranno aperte con ETF short su alcuni mercati di riferimento.
Ovviamente gli short dovranno avere gli adeguati stop loss. Sbagliare è umano...non poter controllare le perdite è da scemi!
E' ovvio che al contempo stiamo valutando alcune aziende europee e americane da acquistare durante la prossima gamba di ribasso. (e anche qui con gli adeguati stop loss).
Bush, Paulson, Bernanke e tanti altri ci raccontano tutti i giorni che l'economia ripartirà nel secondo semestre.
Forti di questi dichiarazioni i fondi hedge comprano. Gli analisti cominciano a segnalare titoli da comprare e i borsini, i promotori, il private banker cominciano a raccontare al cliente che il peggio potrebbe essere passato.
Gli investitori con i portafogli scarichi di azioni e con la voglia di rientrare....guardano sconcertati i mercati arrampicarsi su vette inusitate.
Alla fine....entro pochi giorni entreranno....sicuri che questa volta si potrà guadagnare.
Il parco buoi sarà servito!!!
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FIAT...STANNO DISTRIBUENDO???
Marchionne vola più in alto del Fondo Monetario internazionale e di molti macroeconomicti e afferma che la crisi in America sta per finire...manca poco...
Molti brokers di tutto il mondo cambiano il rating di Fiat portandolo a BUY.
Ieri viene scambiato il 15% del capitale di Fiat in Borsa e oggi continua la salita.
Tutto bene???? forse...ma io dal titolo starei lontano per due motivi:
- Case New Holland...la mitica casa dei trattori...
Guardate ieri cosa è accaduto dopo la presentazione dei risultati...

Il titolo, dai massimi di gennaio (quando toccò i 70 dollari è arrivato ai 46 di ieri, quando dopo la presenzazione dei risultati ha lasciato sul campo il 20% è circa 2 miliardi di capitalizzazione...)
Come mi ha fatto notare un caro lettore (damiano ti ringrazio...), i risultati del primo quarter erano scontati, le vendite fatte erano dovute alle prenotazioni fatte nell'ultimo quarter dell'anno).
Secondo motivo...
Guardate questo commento da parte di un'analista londinese.....a riguardo del debito!
Fiat 1Q '08 top line good DEBT LOOKS HIGH
Group Trading profit 766 mn vs consensus Euro 675 mn
Fiat Auto Trading profit 193 mn vs consensus Euro 175 mn
Iveco trading profit vs consensus Euro 180 mn
CNH trading profit vs consensus Euro 210 mn
Fiat group pre tax result vs consensus Euro 580 mn
Fiat group Net Income 405 mn vs consensus Euro 400 mn
Net Industrial debt 1.1 bn vs cons DEBT Euro 450 mn
confirmed '08 targets,,,, debt not positive
Quindi occhio a non fare la fine del parco buoi...
FIAT...STANNO DISTRIBUENDO???
MICROSOFT
MICROSOFT
INCREDIBILE - 1,5 euro MONTEPASCHI

PICCOLO AZIONISTA MONTEPASCHI - MONTEPASCHINO....
L'avvocato calabrese ha deciso di fissare l'aumento di capitale di 5 miliardi a 1,5 euro.
Noi di Mercato Libero abbiamo denunciato da mesi la situazione assurda in cui Mussari ha messo la banca. Quando andammo a Siena a spiegare la situazione il titolo stava a 3,4 euro. Nella presentazione parlammo di aumento di capitale a 2 euro.
Ci guardarono tutti come se fossimo pazzi.
E avevano ragione...Mussari ha deciso 1,5 euro!!!!
Eravamo dei pazzi ottimisti.........Mussari è un realista. Ha avuto il coraggio di distruggere la banca più antica del mondo.
E i senesi non si sono ribellati......
A proposito vi riporto una illustre citazione inviatami dal mio amico Glauco:
Il toscanissimo e compianto Indro Montanelli nella sua "Italia del 700" riporta e avvalla questo giudizio sui toscani dato dal loro più illustre (ed amato) legislatore e governante, il Granduca Leopoldo d'Asburgo:
" Il carattere degli abitanti in genere è dolce, docile, di poco coraggio ma accorto, poco sincero, di molta finezza, portato all'interesse e a cercare con raggiro di pervenire ai suoi fini. Sono estremamente portati alla curiosità e ad indagare i fatti altrui. Sempre disuniti fra loro, diffidenti ed invidiosi uno dell'altro, eccessivamente minuti, sfogano il loro cattivo umore in ciarle, in calunnie ed in intrighi di piccolissimo momento".
E' perfetto.....è il carattere giusto per accettare senza ribellarsi i soprusi di un avvocato arrivato dalla Calabria e appoggiato dai poteri forti politici (Veltroni, Casini e imprenditoriali Caltagirone, Panerai, Della Valle, Geronzi, Montezemolo, Abete, Bazoli ecc ecc)
Ecco la nota con cui si annuncia l'aumento:
ROMA (Reuters) - Il cda di Mps ha fissato a 1,5 euro il prezzo per azione dell'aumento di capitale pari a 4,973 miliardi di euro da offrire in opzione ai soci nell'ambito delle operazioni finanziarie per l'acquisto da 9 miliardi di Antonveneta.
Lo si legge in una nota della banca toscana.
" Il prezzo di emissione delle nuove azioni sarà pari a euro 1,5 per ciascuna azione ordinaria, di risparmio e privilegiata di nuova emissione", si legge nella nota. I diritti di opzione, prosegue la nota, potranno essere esercitati dal prossimo 28 aprile al 19 maggio e "la negoziazione in borsa dei diritti di opzione relativi alle azioni ordinarie avrà inizio il 28 aprile 2008 e si concluderà il 12 maggio 2008".
Signori....il titolo era a 5,20 euro 10 mesi fa.
Mussari ha comprato Antonveneta (regalando 5 miliardi agli spagnoli di Botin e facendo un favore a Geronzi e forse anche a qualcun altro).
Mussari ha fatto ancor peggio di quando MPS comprò Banca del salento pagandola 3 volte il suo valore.
Mussari ha messo in ginocchio la Fondazione. Gli ha fatto sottoscrivere 3 miliardi di euro di azioni, impoverendone le casse, senza contare dell'enorme perdita in conto capitale che la Fondazione ha subito in questi mesi sul 58% della banca.
Mussari ha censurato il mio sito perchè le mie parole facevano male...molto male.
Mussari licenzierà 3500 persone
Mussari ostenta sicurezza ma non sa più come uscirne da questa situazione.
Il senior management è oramai ostile a lui ed è pronto a rivoltarsi.
La maggior parte dei cittadini azionisti se potessero investirlo con la macchina lo farebbero volentieri.
I non azionisti lo faranno presto, quando si accorgeranno che la Fondazione chiuderà i cordoni della borsa e la città incontrerà un inesorabile declino
I giornali sono con Mussari. Nessuno ha il coraggio di dire la verità.
La Banca d'Italia ha deciso di dare il via libera all'operazione più assurda che MPS potesse fare.
Oggi MPS sta chiedendo alle persone di sottoscrivere 2 miliardi di obbligazioni
subordinate (al tasso record di 7,4%). Le obbligazioni subordinate sono un rischio puro....quasi come le azioni (se il dividendo non venisse pagato anche le cedole salterebbero)
MPS sta facendo profitti molto bassi in questo quarter. Nel 2008 se il bilancio si chiuderà con profitti operativi pari a 400 milioni (comprensivi del costo del finanziamento...sarà un successo). Naturalmente non si dovranno contare eventuali plusvalenze derivanti dalla vendita del patrimonio di famiglia.
Panerai di Milano Finanza l'ha nominato banchiere dell'anno.
La Goldman Sachs ha messo MPS nella Convinction Buy List con target a 3 euro.
Goldman Sachs, Citigroup, Merrill Lynch, JP morgan, Credit Suisse, Lehman Brothers, fondo Clessidra ecc ecc.....sono tutti soggetti che riceveranno commissioni a go go dal montepaschi per i loro servizi.
La mucca sta per essere munta....ma di latte non ne farà più per un bel pezzo....
INCREDIBILE - 1,5 euro MONTEPASCHI
PANERAI - MILANO FINANZA E LA STAMPA A SERVIZIO DEL POTERE


Il 24 aprile è uscito un articolo su Milano Finanza nella sezione CONTRARIAN
Non credo di aver letto mai un articolo così spudaratamente DI PARTE. Un articolo che sembrava essere stato scritto NON DA UN GIORNALISTA ONESTO E IN GAMBA, ma dall'ufficio stampa di una società del gruppo Ligresti.
In quest'articolo si voleva mettere sotto pressione la Consob che deve decidere a che prezzo verrà fatta l'opa residuale su Immobiliare lombarda.
Ricordo a voi lettori che Ligresti ha lanciato un'offerta pubblica di scambio sul titolo immobiliare Lombarda. L'opas è stato un vero fallimento. Grazie sopratutto alla bravura del CODAMIL (il comitato piccoli azionisti).
E' vero che all'opas hanno aderito il 90,02% degli azionisti, ma nessuno ha ricordato che circa l'80% era in mano a Ligresti e a due controparti istituzionali amiche del gruppo.
Quindi sul 20% di azionisti rimasti 1 ogni 2 ha deciso di tenersi le azioni, convinto che valgano di più (supportati anche dalla valutazione espressa da Banca Leonardo). Ora il nostro "giornalista" con la g minuscola, nel suo articolo si arrampica sui vetri a difesa del gruppo Ligresti e contro il mercato dei piccoli investitori.
Mi piacerebbe che il signor giornalista ci mostrasse i conti economici della sua azienda (in perfetto rosso) e si rendesse conto che a furia di sposare le parti dei poteri forti il suo giornale non lo leggerà più nessuno e che il rosso continuerà a colorare il conto economico. E' ora di dire basta ad articoli voluti ed imposti dai poteri forti su giornali che dovrebbero essere neutrali.
E' ora che i blog finanziari e indipendenti lavorino in network contro lo strapotere dei media in mano ai poteri forti e sovvenzionati dallo stato stesso (mi riferisco in particolare alla carta stampata).
Lancio un'idea, creiamo un network di blog e quando notiamo un'operazione contro il mercato libero facciamo una battaglia insieme. Il risultato sarà sorprendente.
Chi voglia approfondire l'iniziativa mi invii una mail : mercatiliberi@gmail.com
Ecco la reazione del Codamil...una lettera che non troverà mai spazio in un giornale italiano....chissà come mai....vero?
24 Aprile, 2008
Oggetto: esposto – richiesta rettifica.
In qualità di Comitato votato alla tutela degli azionisti di minoranza di Immobiliare Lombarda SPA, siamo rimasti costernati alla lettura dell’articolo pubblicato oggi sul quotidiano finanziario MF edito da Milano Finanza Editori SPA, a pag. 5, nella rubrica “Contrarian” (si tratta di articolo non firmato, la cui responsabilità ricade sul direttore): l’articolo contiene almeno una affermazione falsa, che ha tutta l’attitudine a turbare ed ingannare il Mercato, nonché a codizionare le scelte degli Azionisti.
In particolare, è falsa, nel caso di Immobiliare Lombarda, l’affermazione “il corrispettivo è determinato dalla Consob in modo che esso assuma < … la stessa forma di quello dell’offerta … “
Non è vero che tale norma si applichi in questo caso.
Non è tollerabile che un giornalista finanziario scriva una tale falsità – falsità oggettiva - , a prescindere dalle ragioni per cui la scrive.E’ falso che nella procedura di obbligo di acquisto di Immobiliare Lombarda il prezzo debba essere fissato con la stessa forma di quello dell’Opas precedente.
Tale affermazione implica che gli ATTUALI azionisti di minoranza (i quali detengono ben il 9,98% del capitale sociale) possono essere indotti a vendere le proprie azioni nel timore di vedersi assegnate azioni Milano Assicurazioni che hanno già rifiutato decidendo di non aderire all’Opas.
La verità deve ora essere affermata con la medesima visibilità e risonanza della notizia falsa e tendenziosa pubblicata stamani, al fine di riparare almeno in parte il danno.
Chiediamo pertanto alla Commissione di usare tutti i propri poteri, nonché di spendere la propria autorevolezza ai fini di ripristinare una corretta informazione; ciò può essere fatto emettendo un comunicato ufficiale in cui la Commissione indichi al Mercato modalità, criteri e tempi (l’articolo in questione indica per ben due volte che la determinazione verrà presa oggi stesso) della determinazione del prezzo relativo all’obbligo di acquisto che grava su Fondiaria-Sai onde evitare ulteriori e future fughe incontrollate e fuorvianti di notizie come quella in questione.
Chiediamo anche che Consob ingiunga (se ciò è nei suoi poteri) al quotidiano MF di pubblicare immediatamente un articolo di rettifica e smentita dell’informazione di cui sopra con la medesima visibilità e risonanza dell’articolo odierno.
Chiediamo infine che Consob eserciti l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria in riferimento a qualsiasi fattispecie penalmente rilevante che apparisse ravvisabile nel contenuto e/o nel tenore dell’articolo in esame.
A nostro avviso anche la citazione, oltremodo insistita, delle norme del precedente regolamento, non più applicabile, tende a travisare il contenuto della normativa vigente, traendo in inganno gli azionisti, laddove tenta di accreditare la tesi dell’applicabilità del prezzo d’Opas (o di un prezzo inferiore) anche in caso di raggiungimento, da parte dell’offerente, di una partecipazione inferiore al 90% dei titoli oggetto d'offerta, cosa che la nuova normativa esclude categoricamente – rt. 108 commi 3 e 4 -.
Distinti saluti Il Codamil
PANERAI - MILANO FINANZA E LA STAMPA A SERVIZIO DEL POTERE
MPS E IL DIVIDEND WASHING
Ore 9,03 di ieri mattina. Piazza Affari aveva appena spalancato i battenti. Sul titolo Parmalat è scattata unoperazione di apertura che vale da sola il superamento di tre soglie rilevanti per Consob. Infatti, sono passate di mano 195 milioni di azioni, pari al 12,2% del capitale. Ma loperazione non ha smosso di un passo le quotazioni, ed è avvenuta al prezzo di Borsa di quel momento (2,1055 euro). Non è insolito che passino grossi «blocchi» in un mercato dominato dagli hedge. Ma è assai più raro che si muova un «solo« pacchetto di quelle dimensioni. Quindi, una qualche curiosità è giustificata: è possibile che si tratti, a due giorni dallo stacco della cedola, di un maxi dividend washing. Ma questo non spiega il mistero dellaggregazione dei pacchetti azionari. I soci rilevanti (cioè sopra il 2%) di Parmalat sono otto di cui sei fondi esteri (che avrebbero vantaggi dal dividend washing). Nessuno va oltre il 3,3% detenuto da Montepaschi. Insomma, ci vogliono almeno quattro soci forti per arrivare al 12,2% del pacchetto. Chissà, tenendo docchio le comunicazioni Consob, forse si scoprirà chi ha partecipato al gioco. Nel caso, sarà interessante chiedere la ragione del movimento, visto che, a quanto risulta, la pratica del dividend washing dovrebbe essere proibita. Viceversa, se nessuno degli azionisti scenderà e salirà sotto la quota del 2%, significa che nel capitale di Collecchio ci sono una serie di soggetti, con quote sotto la soglia rilevante, capaci di coordinarsi per aggregare un 12% del capitale.
Rilevante l'affermazione del giornalista che afferma che il dividend washing è attività proibita.
Sono sicuro che Mussari ha fatto il meglio per la Banca nella massima legalità.
Ma se un giornale solleva un dubbio.....allora forse spetta a qualcuno del Montepaschi rispondere rassicurandolo....anche perchè sta per partire un mega aumento di capitale e ....gli investitori dovrebbero essere rassicurati.
A proposito...caro Mussari, spero che prima della fine dell'aumento di capitale tu possa comunicare agli investitori i prezzi di vendita degli assets che hai deciso di alienare e mi riferisco in particolare:
- L'asset management
- i non performing loans
- gli immobili (vorrei anche sapere l'affitto che MPS dovrà pagare una volta che ha venduto gli immobili)
- Le banche estere (francia e belgio)
- Le filiali di banca in Italia
- Palazzo Sansedoni
Vorremmo anche sapere il costo totale previsto dei finanziamenti (compreso quello ponte....che sembrano essere lievitati a oltre 350 milioni di euro per anno)
MPS E IL DIVIDEND WASHING
NON SONO ANALISTA TECNICO MA...

......Ma farò aprire posizioni allo scoperto sui mercati al raggiungimento di questi livelli:
S&P 1420 - 1430
Dow Jones 13150 - 13250
Nasdaq: 2500 2530
Le posizioni verranno aperte con ETF short su alcuni mercati di riferimento.
Ovviamente gli short dovranno avere gli adeguati stop loss. Sbagliare è umano...non poter controllare le perdite è da scemi!
E' ovvio che al contempo sto valutando alcune aziende europee e americane da acquistare durante la prossima gamba di ribasso. (e anche qui con gli adeguati stop loss).
Bush, Paulson, Bernanke e tanti altri ci raccontano tutti i giorni che l'economia ripartirà nel secondo semestre.
Forti di questi dichiarazioni i fondi hedge comprano. Gli analisti cominciano a segnalare titoli da comprare e i borsini, i promotori, il private banker cominciano a raccontare al cliente che il peggio potrebbe essere passato.
Gli investitori con i portafogli scarichi di azioni e con la voglia di rientrare....guardano sconcertati i mercati arrampicarsi su vette inusitate.
Alla fine....entro pochi giorni entreranno....sicuri che questa volta si potrà guadagnare.
Il parco buoi sarà servito!!!
PROVATE UNA CONSULENZA PER TRE MESI (SENZA COSTO). inviate una mail: mercatiliberi@gmail.com
NON SONO ANALISTA TECNICO MA...
MERCATO LIBERO E' DACCORDO CON LO SCEC. CHI VUOLE CREARE UN SISTEMA SIMILE IN UN TERRITORIO BEN SPECIFICO SI METTA IN CONTATTO CON NOI

MERCATO LIBERO LANCIA LE "INIZIATIVE TERRITORIALI" SE UN GRUPPO DI PERSONE IN UNA DETERMINATA AREA GEOGRAFICA VUOLE ORGANIZZARE UN GRUPPO DI ACQUISTO METTIAMO A DISPOSIZIONE UN BLOG DEDICATO PER COORDINARE L'INIZIATIVA.
Volete organizzare un "chilometro zero" ?
Fate parte di un'associazione volete organizzarvi con gruppi di acquisto territoriali?
Volete organizzarvi con dei Buoni sconto nell'ambito di una comunità?
Mercato Libero si mette a vostra disposizione per aiutarvi nel coordinamento all'interno del territorio ed eventualmente nel coordinamento fra i vari territori.
TRENTO - A Trento potrà essere coniata una nuova moneta, lo Scec, che affiancherà l'euro con lo scopo di creare un circuito commerciale locale a favore di consumatori e piccoli punti vendita. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno presentato dall'opposizione di centro destra. La proposta, dei consiglieri Flavio Maria Tarolli (Udc-Patt) ed Emilio Giuliana (Alleanza nazionale-Movimento Sociale Tricolore), è finalizzata ad "aumentare il potere d'acquisto reale delle famiglie e favorire la ricaduta sul territorio della ricchezza a beneficio delle imprese e dei consumatori". In sostanza l'ordine del giorno impegna la Giunta comunale a "stimolare sindacati di categoria, associazioni di cittadini, commercianti e istituzioni economiche a creare dei circuiti commerciali virtuosi con convenzioni ad hoc per i clienti". Tali convenzioni darebbero diritto a sconti sul prezzo dei prodotti, tramutati, però, nella nuova moneta, lo Scec. Questo permetterebbe a chi paga in Scec di usufruire di un ribasso per nuovi acquisti presso i negozi convenzionati, "con una ricaduta positiva sugli esercizi commerciali cittadini, soprattutto i piccoli punti vendita più soggetti alla concorrenza della grande distribuzione". Le banconote, di diverso taglio, potrebbero riportare il simbolo di Trento, l'aquila di San Venceslao, oppure l'effige di Bernardo Clesio o Cristoforo Madruzzo.
MERCATO LIBERO E' DACCORDO CON LO SCEC. CHI VUOLE CREARE UN SISTEMA SIMILE IN UN TERRITORIO BEN SPECIFICO SI METTA IN CONTATTO CON NOI
MPS INTERVENTI ALL'ASSEMBLEA DI ALCUNI SOCI
LASCIO A VOI GIUDICARE...
INTERVENTO NUMERO 1
Assemblea del 24 aprile 2009 – Intervento del socio PARENTI
Siamo oggi chiamati in Assemblea a discutere ed approvare un bilancio la cui principale caratteristica viene indicata nell’utile “record” registrato e nella conseguente misura record del dividendo distribuito agli azionisti.
Ventuno centesimi di euro sono in effetti un importo significativo e da apprezzare, pur nel clima di grande preoccupazione per il grave calo della quotazione del titolo che, rispetto a due anni fa, ha perso quasi il 40% mentre il settore bancario italiano si è limitato ad un meno 13,5%. Ma non è utile soffermarsi tanto sul dividendo attuale, vistoso per chi ha investito negli ultimi mesi, molto meno vistoso per chi comprò a 5 e più euro. Piuttosto voglio richiamare la vostra attenzione sui dividendi che ci attendono già dal prossimo anno sulla base di dati ed elementi che sono a voi tutti noti.
Il primo fatto riguarda l’imminente “annacquamento” delle nostre azioni. Se oggi capitalizziamo 8,7 miliardi di euro e dobbiamo collocare altri 5 miliardi di nuove azioni ad un prezzo prevedibilmente “con sconto” rispetto alla quotazione del momento dell’emissione, la quantità di azioni risulterà quasi raddopiata e quindi l’utile del prossimo anno, se ripetuto ai livelli record di quest’anno, produrrà un dividendo pressochè dimezzato.
Sappiamo inoltre che l’acquisto di Antonveneta, oltre a richiedere l’aumento di capitale, produce alla nostra azienda un elevato indebitamento il cui costo per interessi andrà sensibilmente a incidere sull’utile e quindi sul dividendo stesso.
Vediamo le tre componenti di debito:
· il prestito convertibile di 1 miliardo, con durata illimitata sino all’eventuale conversione, paga 425 basis points sull’euribor, cioè il 9%, producendo circa 90 milioni annui di interessi che graveranno a lungo sui nostri bilanci ;
· il prestito subordinato “upper Tier II” di 2 miliardi della durata di 10 anni, paga 250 basis boints sull’euribor a sei mesi, cioè il 7,30%, pari a 146 milioni annui di interessi;
· il prestito ponte che assiste le dismissioni di assets per 2 miliardi, considerando i tassi correnti di mercato per tali operazioni, non pagherà meno del 6% e non si estinguerà certo prima della fine del 2009. Il costo per interessi sull’intero importo è di 120 milioni.
Mi direte che il totale di circa 360 milioni di euro (circa 700 miliardi delle vecchie dimenticate lire) è poca cosa rispetto all’utile attuale di 1.437 milioni, ma faccio pur sempre notare che si tratta di un quarto di questo importo.
Un importo, i 1.437 milioni dell’utile 2007, che è, per così dire, “viziato” dalla presenza di una posta straordinaria proveniente dalla vendita di una quota signoficativa del nostro comparto assicurativo ad AXA, ben 735 milioni, in assenza del quale non si sarebbe pututo assolutamente parlare di “record”. Infatti, l’utile dell’operatività corrente, al netto quindi delle dismissioni, è quest’anno calato da 787 milioni a 717, con un arretramento di 70 milioni.
Il maggior carico per interessi di 360 milioni, se lo raffrontiamo a queste ulteriori cifre, porterà quindi nel 2008 a dimezzare l’utile corrente registrato quest’anno “sforbiciando” ulteriormente il dividendo sino a ridurlo a quasi un quarto del valore attuale. So bene che si tratta di un “conto della serva”, nel quale non ho voluto aggiungere, in negativo, i minori introiti dalle partecipazioni legati alla politica di dismissioni e che già quest’anno, seppure in quota minima, si sono registrati con la vendita ad AXA nel quarto trimestre.
Ma penso già di sapere che, per almeno due anni, questo quadro a tinte fosche può essere tranquillamente contraddetto. In fondo stiamo per vendere 2 miliardi di assets e qualcosa “colerà” pure sul conto economico. Almeno fin quando resterà ancora qualcosa da vendere. Il problema, quando si presenterà, lo affronteranno i futuri azionisti ed i futuri amministratori.
Ma per la collettività dei dipendenti presenti e passati di questa azienda che l’hanno portata ai traguardi attuali, per la collettività senese che attraverso la Fondazione fa affidamento su un suo continuo rafforzamento, per il tessuto imprenditoriale di questo territorio locale ed interregionale che necessita dell’autorevole presenza di un istituo bancario come il nostro, potrebbe essere amaro il risveglio da questa ubriacatura di utili costruiti sull’indebolimento
INTERVENTO NUMERO 2
Assemblea del 24 aprile 2009 – Intervento del socio GIUSTI
Il nostro bilancio 2007 ancora non risente degli effetti dell’operazione Antonveneta, ma questa operazione ha certamente un peso determinante sulla quotazione dell’azione e sulle prospettive che la nostra azienda ha davanti, per cui ritengo che sia pertinente e necessario commentare brevemente le caratteristiche di tale acquisto.
Ci dicono alcuni commenti della stampa specializzata che l’operazione ha aggravato alcuni rischi finanziari che erano già presenti al momento dell’acquisto, consistenti nel rendere più oneroso il classamento dei bond e nell’aver complicato le cessione degli asset. Gli stessi commentatori ci hanno ricordato che esistono anche importanti rischi industriali, in quanto la rete Antonveneta, compresa la ex rete della conglobata Banca Nazionale dell’Agricoltura, restano emanazione dello stile di Pontello, e che la rivoluzione tentata per due anni dalla Abn Amro non ha avuto successo, come ci dicono i risultati negativi del bilancio 2007.
Non ritengo azzardato affermare che l’acquisto dell’Antonveneta si è rivelato da subito sbagliato sia nei tempi che nell’importo.
Per quanto riguarda i tempi noi sappiamo che in novembre
- era già presente un rallentamento dell’economia ed erano visibili i segni della recessione americana
- e che, allo stesso tempo, la crisi dei sub prime era già nota da sei mesi, e che questa oveva già ed avrebbe ancor più reso turbolento il sistema bancario italiano.
Una turbolenza ed una incertezza sulle prospettive che sconsiglia di avventurarsi in onerose operazioni di espansione, tanto che, ad esempio, la stessa BNP agli inizi di febbraio ha escluso categoricamente di compiere operazioni di sviluppo esterno affermando, come ha riportato la stampa, che “chi compra a questi prezzi cede tutto il valore, anche quello futuro, a chi vende lo sportello o la banca”.
Dobbiamo quindi entrare nel merito del prezzo da noi pagato per l’acquisto, 9 miliardi di euro.
Per fugare ogni dubbio al riguardo, basta leggere sul sito del Banco Santander una breve nota la cui semplice traduzione dall’inglese ci dice: “La Banca Italiana Antonveneta è stata inoltre inizialmente assegnata al Banco Santander, che l’ha quindi venduta al Monte dei Paschi di Siena per 2,4 miliardi di euro in più dell’ammontare assegnato al momento dell’offerta”. Il Santander cioè, nei soli due mesi da quando in settembre si aggiudica Antonveneta per un valore di 6,6 miliardi, decide di liberarsene e la ricolloca a 9 miliardi trattenendosi, dobbiamo ricordare, il settore corporate della banca venetà, già scorporato come Interbanca ed il cui valore è poi risultato intorno al miliardo di euro. Congratulazioni a questi banchieri che in soli due mesi portano a casa un un guadagno di quasi il 60% e di queste dimensioni, ma qualunque persona di buonsenso sa che in una transazione se una parte guadagna tanto è sempre a scapito della controparte.
Si disse all’epoza che un costo di 9 milioni a sportello non era poi esagerato rispetto al mercato. Su questo basta osservare che a novembre il nostro Gruppo capitalizzava 12,5 miliardi ed aveva circa 2000 sportelli, quindi un valore medio a sportello intorno ai 6 milioni. Poi abbiamo visto Unicredit vendere 186 sportelli “puliti”, cioè senza l’aggravio di direzioni generali e centri elettronici, per 747 milioni, un prezzo a sportello intorno ai 4 milioni. E non deve essere certo un prezzo ridicolo considerando che poco più di 4 milioni valgono ora anche gli sportelli Monte rispetto alla capitalizzazione attuale.
Se poi consideriamo che Antonveneta ha chiuso il 2007 in perdita, dobiamo prendere atto che stiamo, in sintesi, pagando 9 milioni sportelli che non producono utile mentre abbiamo nel Monte sportelli che valgono 4 milioni ma che ci hanno portato un utile “record”, come viene affermato in questa sede.
Il nostro ultimo piano industriale, quello varato successivamente all’acquisto, pare disinteressarsi di questi aspetti, prefigura una crescita dei rendimenti del comparto Antonveneta che diventa stratosferica se rapportata agli ultimi risultati e, soprattutto, se confrontata con le tendenze manifestate negli ultimi anni dalla banca che abbiamo acquistato.
Nel quadrienni 2004/2007 l’Antonveneta ha visto infatti ridurre la raccolta diretta da 36,3 miliardi a 25,1 con un meno 30,8%, ridurre gli impieghi alla clientela da 34,7 a 30,6 miliardi con un meno 11,8%, né sono migliori i dati economici e patrimoniali.
Ci attendiamo dall’acquisto grandi sinergie e un rafforzamento in un’area strategica dell’economia italiana. Questo è l’ultimo aspetto sul quale voglio richiamare l’attenzione dei soci. Si sottace infatti che oltre ai circa 350 sportelli presenti nel nordest, certamente preziosi anche se sovrastati da una ben più consistente rete delle banche concorrenti, abbiamo acquistato anche 56 sportelli nella fascia Toscana/Umbria/Marche, dove certo non era necessario rafforzare la nostra presenza, e 113 tra il Lazio e la Campania, dove abbiamo già una buona rete. Ma suscitano dubbi ancora più consistenti i 71 sportelli acquistati in Puglia, dove alla nostra presenza tradizionale si era da tempo aggiunta la rete ex 121, i 28 sportelli della Calabria e, dulcis in fundo, i 96 in Sicilia. E, voglio sottolineare a conclusione, anche tutti questi sportelli in aree a basso interesse strategico, contribuiscono al prezzo medio di 9 milioni di euro a sportello.
INTERVENTO NUMERO 3
Assemblea del 24 aprile 2009 – Intervento del socio Renato Lucci
L’assemblea di bilancio è, soprattutto per i soci, il momento per esaminare e dibattere sullo stato di salute e sulle prospettive dell’azienda in cui tutti noi abbiamo investito dei capitali e nella quale taluni di noi, dipendenti, ex dipendenti, cittadini senesi, abbiamo dedicato attenzione, sostegno o direttamente la propria attività lavorativa.
Noi azionisti, troppo spesso, ci fermiamo ai risultati acquisiti ed anche su di essi non stiamo troppo a sottilizzare: stacchiamo oggi un dividendo di 21 centesimi ad azione, lo rapportiamo a quanto abbiamo speso per singola azione e, chi più e chi molto meno, siamo comunque tutti contenti.
C’è da dire che anche sotto un profilo strettamente utilitaristico in questa assemblea c’è poco da stare allegri. Il Consiglio di Amministrazione, nel periodo intercorso dal suo insediamento, ed in particolare il Presidente, avevano preso degli impegni con l’Assemblea per garantire ed enfatizzare il valore delle nostre azioni ed il risultato di questi due anni è stato drammatico.
La quotazione delle nostre azioni, nonostante qualche lieve recupero in prossimità di questa scadenza, è da troppi mesi in caduta libera, soprattutto da quando, nel novembre scorso, è stata annunciata l’operazione di acquisto della Banca Antonveneta.
Ora, tutti sappiamo che una quotazione azionaria, oltre a scontare le tendenze generali della borsa, risente in gran parte delle “aspettative” del mercato sulle prospettive a breve e medio termine della singola società.
Se vogliamo allora correttamente analizzare l’andamento della nostra azione da quando si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione, dobbiamo riferirci al 30 giugno del 2006, quando era stato appena illustrato il nuovo piano industriale, approvato appunto il 27 giugno; a quella data l’azione Monte aveva chiuso a 4 euro e 70.
Da allora vi è stata anche una stagione di crescita della quotazione, ben oltre i 5 euro, e quindi una discesa che, appunto, si è accentuata dal mese di novembre e ci ha condotto a chiudere a 2 euro e 859 venerdì 18 aprile. La nostra perdita di valore nel periodo è stata del 39,17%, la perdita media del settore bancario italiano è stata del 13,48, e quindi il nostro differenziale negativo è stato del 25,69%.
Per parlare di valori, la nostra capitalizzazione, che nel 2006 era di 14,25 miliardi di euro, è scesa a 8,67 miliardi, con una perdita che per 1,92 miliardi è da attribuire alle difficoltà di mercao e per 3,66 miliardi va attribuita direttamente alla strategia seguita dalla nostra banca.
E’ pur vero, verrà fatto notare, che nel periodo sono stati pagati i dividendi, ma se consideriamo anche questi valori il divario negativo con il sistema bancaio, invece di diminuire, aumenta.
Per quelli di noi che hanno creduto agli obbiettivi illustrati due anni fa ed hanno investito a quei prezzi, la perdita patrimoniale è enorme, e in buona parte, per circa due terzi, attribuibile a responsabilità interne.
Per quelli che oggi vogliono dare ulteriormente credito ai nuovi obbiettivi dichiarati dopo l’annuncio dell’acquisto di Antonveneta, si tratta di sottoscrivere nuove azioni, annacquare la perdita, e sperare nella nuova promessa di futura crescita.
Per la nostra banca di cui siamo soci, si è trattato di una perdita di valore che non resta priva di pesanti effetti pratici, tra i quali voglio sottolineare il fatto che il nostro valore di borsa è adesso inferiore a quei 9 miliardi di euro che andiamo a spendere per un’azienda che ha la metà dei nostri sportelli.
Sulle prospettive che ci attendono riguardo al valore delle nostre azioni, vedo che i vertici aziendali sono molto attenti ai pochi pareri positivi e quasi offesi dai numerosi pareri negativi, alcuni dei quali devono essergli addirittura sconosciuti visto che si è provveduto a oscurare dalla rete internet aziendale alcuni dei siti finanziari più critici verso le scelte più recenti.
Tra chi manifesta fiducia spicca la Goldman Sachs, che la scorsa settimana ha dato una indicazione buy. Ma forse, in questo caso, la cosiddettà “muraglia cinese” tra l’attività di analisi e quella di investiment si è un po’ sgretolata, visto che Goldman svolge il ruolo di global coordinator del collocamento dei 5 miliardi della nuova emissione azionaria. In pratica, chi deve vendere le azioni e si è impegnato a tenersi l’eventuale invenduto, ci dice che conviene acquistare.
Tra chi è meno entusiasta, voglio invece citare Standard&Poor’s che poco prima, sui giornali del 28 marzo, ha espresso un out look negativo sul Montepaschi motivandolo con il rischio che il Gruppo non sia in grado di ristabilire i livelli patrimoniali previsti dal piano industriale varato dopo la fusione e per gli impatti negativi che si avranno sulla redditività nel caso non si ottengano le sinergie legate a questa operazione.
Ma gli amministratori ed il management sono convinti di riuscire a gestire le enormi difficoltà che hanno di fronte e sono stati autorizzati a proseguire nella strada intrapresa. Voglio allora analizzare brevemente il bilancio 2007 i cui dati ancora non hanno risentito dell’operazione Antonveneta e ci permettono quindi di fare dei raffronti con i bilanci precedenti e con la concorrenza.
Riguardo al risultato finale del bilancio, il miliardo e 453 milioni di utile della capogruppo, osservo che anche quest’anno, come per gli anni precedenti, è fortemente rimpolpato da poste che nulla hanno a che vedere con la nostra attività d’impresa. Ci sono stati anni in cui abbiamo attinto alle riserve, altri in cui abbiamo lesinato sugli accantonamenti, il 2007 è stato uno degli anni in cui abbiamo profittato delle dismissioni. L’utile dell’operatività corrente, il rigo prima delle dismissioni, indica infatti un importo di 717 milioni, 70 milioni meno dell’anno precedente. Se non avessimo venduto la quota di controllo delle attività assicurative ad Axa, il bilancio di quest’anno sarebbe stato in calo.
Non mi soffermo, per rispetto delle disponibilità di tempo degli altri soci, sul dettaglio di singole poste del bilancio, ma devo almeno osservare che, a fronte di un modesto miglioramento del margine di intermediazioni, circa 70 milioni pari ad un aumento dell’1,47%, si riscontro invece un incremento di circa 200 milioni delle spese generali e quindi dei costi operativi, nonostante la lieve riduzione delle spese per il personale determinata dall’allontanamento dal servizio delle fasce di lavoratori più anziane ma anche più professionalizzate. Dopo l’esodo incentivato di circa 65 dirigenti nel 2006, anche il 2007 ha visto infatti l’allontanamento dal lavoro di circa 280 dipendenti dalle strutture di direzione del Gruppo, con una procedura che per la prima volta nella storia del Monte si è avvalsa della minaccia di licenziamento, minaccia che mi risulta essere stata attuata in una ventina di casi e che ha dato origine a cause legali di dubbio esito.
Anche il 2008 si sta aprendo con un nuovo esodo, questa volta volontario ma di proporzioni ben più consistenti, proseguendo una strategia che, fino ad oggi, non ha ancora portato apprezzabili benefici al conto economico, vista la connessa erogazione di incentivi economici, ma che allo stesso tempo sta stravolgendo non solo il patrimonio di conoscenze accumulato da questi strati lavorativi, ma anche una cultura aziendale ed un modo di essere che ha finora contraddistinto la nostra azienda.
Tornando ai dati, dal 2006 al 2007, se escludiamo l’avventura intrapresa con Antonveneta, non si trova traccia dei risultati che il piano industriale pretendeva di raggiungere rapidamente attraverso lo sviluppo “per linee interne” e la strategia dello “stand alone” che ancora ad agosto sembrava l’unica che si volesse percorrere.
La sostanziale ininfluenza di quel piano industriale sarà d’ora in poi cancellata dall’operazione Antonveneta, che lascerà un segno indelebile e vistoso sulla nostra azienda, ma è doveroso prenderne atto in questa assemblea come segno della attendibilità dei nostri piani industriali.
Vi cito a sostegno di questa mia pesante affermazione, alcuni dati desunti da una recente pubblicazione di Mondo economico che ha effettuato un raffronto tra le prime 13 banche in Italia, direi con occhio benevolo nei nostri confronti visto che, per totale dell’attivo, raccolta e impieghi alla clientela ci ha già attribuito i volumi della Banca Antonveneta che devono ancora essere incorporati.
Dalle tabelle di questa pubblicazione vediamo anzitutto che il nostro margine di intermediazione ha segnato un incremento dell’1,8% sul 2006, ponendoci al terzultimo posto tra le 13 banche.
Il risultato corrente lordo è diminuito dell’1,8%.
Il cost income al 58,4% è in leggero calo rispetto al 59,6 dell’anno precedente, ma ci colloca a metà classifica.
Del risultato netto dell’operatività corrente ho già accennato, e la riduzione di 70 milioni ci porta in fondo alla classifica.
In terzultima posizione siamo per il Roe all’8,8 e nei ratios patrimoniali.
La terza posizione la raggiungiamo finalmente, ma c’è poco da essere soddisfatti, nella percentuale dei crediti in sofferenza.
Come vedete si tratta di pochi elementi, sottaciuti o minimizzati nella relazione del Presidente, ma estremamente preoccupanti e comprensibili a tutti. Su di essi non mi dilungo a sviluppare requisitorie ben più adatte alle capacità oratorie degli avvocati, ma li ho voluti elencare con la pignoleria tipica del ragioniere, che è appunto il titolo di studio che posseggo e con il quale ho contribuito a quest’azienda per tutta la mia vita lavorativa. Non c’è in me alcuna soddisfazione nel dover sottolineare in questa assemblea i punti critici di una gestione che considero deleteria, ma io, e tutti quelli che con il loro lavoro hanno contribuito allo sviluppo di questa banca, abbiamo a cuore il suo futuro e non possiamo limitarci al mugugno ed accettare la dilagante omertà.
Concludo con la mia convinzione sullo “stato di salute” della nostra società: con una battuta posso affermare che mi sembra preoccupante che, accanto al capezzale dell’atleta malato, si continui a dimostrare tanta tracotante sicurezza e a iscriverlo a nuove impegnative competizioni come se fosse in piena forma. Con questi metodi, troppo spesso, l’atleta finisce per soccombere ed il bello è che la colpa sarà data solo a lui e non a quelli che avrebbero dovuto avere maggiori attenzioni e cautele.
Purtroppo siamo soci di un’azienda le cui quote di maggioranza sono in mano ad una Fondazione che, come tutte le Fondazioni, così ci dicono autorevoli commenti della stampa specializzata, ha l’interesse principale ad ottenere utili per mantenere elevate le erogazioni e quindi indiscusso il proprio potere. La stessa Banca d’Italia ha additato questo problema ed avrebbe preferito che si fosse invece irrobustito il patrimonio delle banche in vista di possibili periodi di crisi.
Ma questa lungimiranza non sarà certo apprezzata in questa sala e penso di poter già ora annunciare il mio voto contrario all’approvazione di un bilancio che guarda più alle aspettative di guadagno immediato e agli interessi dei soci che non hanno bisogno di disinvestire a breve piuttosto che porre al primo punto la solidità futura della società ed i valori patrimoniali che vi abbiamo affidato.
MPS INTERVENTI ALL'ASSEMBLEA DI ALCUNI SOCI
IL NUOVO PREMIER - STATISTA O QUARAQUAQUA ???


Due constatazioni:
1) Alitalia riceverà 300 milioni di euro per continuare a vivere. Non è molto sensato attingere alle tasche degli italiani (nuovamente) per salvare il carrozzone pubblico. Il problema di Alitalia sta nei sindacati. Ora che hanno ricevuto 300 milioni si sentono più forti (ma non è che questi soldi erano stati promessi da Berlusconi ai sindacati stessi per opporsi all'operazione con Air France?).
In realtà il sindacato, vero male dell'Alitalia, doveva essere messO al tappeto, a costo di scioperi e di fallimento della società stessa, NON SI PUò DAR LORO NUOVA FORZA. E' SBAGLIATO.
Il passo successivo sarebbe stato la rifondazione di una nuova compagnia aerea.
Peccato che in quest'opera i veri perdenti (più che i lavoratori) sarebbero state le banche che avrebbero perso tanti tanti soldi.
Ancora una volta Berlusconi si sta muovendo con lentezza per evitare "sommosse" dei poteri forti. Ma per dare una sferzata all'Italia è li che si deve colpire e duramente.
Berlusconi non può pensare di far soffrire gli italiani, ma di far soffrire quelle imprese che hanno goduto di privilegi ed extraprofitti e la casta. E' lì che deve colpire se vuole fare lo statista, altrimenti sarà il solito quaraquaqua e giocherà al tricheballak.....
- Ligresti dice che parteciperà ad un'eventuale cordata a salvataggio di Alitalia.
Ci crederete o no ma un mese fa Michele Nista mi aveva detto: "Caro Paolo...ci crederai o no ma Ligresti si comprerà una bella fetta di alitalia e non certo per aiutare l'Italia a rinascere"
E su questo ci si deve credere...basta vedere cosa ha fatto con Immobiliare Lombarda, togliendola dal mercato per un tozzo di pane (per fortuna grazie a Codamil l'operazione è riuscita in parte e ora dovrà attendere la Consob per sapere quanto dovrà offrire agli azionisti che non si sono comportati da parco Buoi, ma come investitori profesionali e preparati...un avviso per altri imprenditori che tenteranno di portar via aziende da piazza Affari).
Caro Berlusconi...non c'è molto spazio per aiutare gli amici imprenditori....bisogna salvare il paese, è finito il tempo delle lobbies....
Non fare come Prodi o i 5 anni del tuo governo precedente. Dimostra che vuoi il bene dell'Italia.
2) Ieri sera ho guardato un po' di L'INFEDELE, il programma di GadLerner. Si è parlato delle sovvenzioni alla stampa. Si è parlato di quasi 1 miliardo di euro che lo stato spende per sovvenzionare gli utili delle testate giornalistiche più o meno di partito.
Era da voltastomaco sentire Gasparri dire che sarebbe giusto eliminare questi aiuti ma che sarà impossibile e che lui stesso non ci crede. Questa è l'italia in cui viviamo. Ciò che tutti ritengono giusto non si fa...ma poi si fa il Ponte sullo Stretto, si fa comprare una società elettrica a prezzi folli, si permette a una banca di regalare 5 miliardi di euro agli spagnoli, si vende, per due soldi l'industria telefonica italiana, si chiede alle aziende pubbliche di pagare dividendi mostruosi invece di ridurre il debito.
Non sono legato ai gruppi di Beppe grillo ma ne condivido alcune battaglie. Ricordo la loro iniziativa del 25 aprile:
L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una
"Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto per i tre referendum:
1- abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset
Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia
e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su: http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/
Coraggio!
Beppe Grillo.
-Riporta a livelli adeguati la tassazione delle aziende bancarie. E' troppo bassa. Al limite crea degli sconti per chi vuole crescere all'estero o fa assunzioni in aree dove bisogna sviluppare del know how. Inoltre aiuta il settore del risparmio gestito con misure ad hoc che non penalizzino più il trasferimento di soldi in Lussemburgo, ma che anzi li attraggano nella nostra penisola.
I soldi vanno dove ottengono i maggiori benefici.
Coraggio Berlusconi saremo con te MA SOLO SE TU SARAI CON IL POPOLO E NON CON I POTERI FORTI. Altrimenti ci opporremo come abbiamo fatto con il governo precedente.
IL NUOVO PREMIER - STATISTA O QUARAQUAQUA ???
MERCATI

Il dollaro tocca 1,60 grazie al presidente della Banca di Francia che ipotizza un aumento dei tassi d'interesse (quello che mercato libero sostiene da mesi) per frenare l'inflazione.
Euribor al 4,82% poveri detentori di mutui...
Petrolio a 118 dollari (poveri viaggiatori in auto..)
Le banche sono alla caccia di denaro fresco, la sola Banca intesa ha emesso 5,250 miliardi di euro di obbligazione negli ultimi 8 giorni!!!
Banco popolare offre il 4,45% netto per pronti contro termine a un anno.
Le obbligazioni subordinate vanno a ruba. Tassi oltre il 7% eccitano gli investitori che pensano di fare l'affare della vita. Vendono quote di fondi obbligazionari e polizze vita e investono in queste obbligazioni bancarie così come anni fa fecero per le obbligazioni argentine. Speriamo che le banche riescano a fare profitti anche nel futuro e che prendendo del denaro al 7%, o al 9% (come MPS) siano in investire il denaro raccolto a tassi più alti (e con un rischio sugli impieghi ridotto).
Pensandoci bene....raccogliere soldi a tassi superiori al 7% vuol dire investire almeno al 9%.
mmmmm molto strano....i mutui costano meno e anche molto del debito concesso ad aziende primarie....
Sta a vedere che nei prossimi mesi il costo del debito per le aziende esploderà....oppure i margini di profitto delle banche italiane crollerà...dato l'alto costo delle raccolta.
Oppure....oppure questi nostri banchieri fanno le formiche...sanno già che arriverà un inversno durissimo e sono disposti a strapagare una raccolta che altrimenti fra qualche mese non riusciranno ad attrarre per mancanza di fiducia degli investitori....
Tutto sommato tutti questi segnali sono molto preoccupanti...non trovate?
MERCATI
AUTOSTRADE: NO AL CARO TARIFFE

Atlantia, Giovanni Castellucci e Gross Pietro alzano le voci e chiedono al nuovo governo regole certe per gli aumenti tariffari.
Più che regole certe, i due pretendono ....AUMENTI SOSTANZIOSI CERTI!
Caro Berlusconi, so che non darai retta al mio blog, ma spero sinceramente che ti metterai di traverso ai piani di Benetton.
So già che ti chiedo qualcosa che non puoi fare. Lo so che Beneton influenza la linea editoriale di RCS e che ha acquistato il 2% del Sole 24 ore.
Lo so che Benetton possiede gran parte delle infrastrutture italiane (aereoporti, autostrade, società di costruzioni ecc ecc).
Lo so che Benetton è un'azionista di Mediobanca e Generali dove anche tu Berlusconi sei socio insieme al tuo amico di sempre Doris.
Ma se vuoi il bene del Paese non permettere che i servizi legati ad Autostrade (Telepass, torri per i cellulari, servizi vari) vengano separati dalle pure corsie autostradali.
Se il governo permettesse la separazione dei servizi a valore aggiunto, sarebbe più debole nei confronti di Benetton nella negoziazione dei piani tariffari e del rinnovo delle concessioni.
Berlusconi non dovrebbe permettere un aumento delle tariffe autostradali che garantirebbe sovraprofitti da parte di Benetton in un momento in cui il paese soffre il caro benzina e rischia di vedere un aumento del costo dei trasporti (alzando l'inflazione).
Anche i turisti si allontaneranno sempre più dall'Italia preferendo mete meno care per benzina e per costo autostradale.
Autostrade è un monopolio che andrebbe nazionalizzato. Benetton non può chiedere di ottenere extraprofitti semplicemente grazie alla sua lobby. L'extraprofitto in un mercato non concorrenziale non DEVE essere concesso dal nuovo governo.
Altrimenti la "casta" continuerà la sua sfida al paese e la sfiducia degli italiani nei confronti del governo non potrà che aumentare.
AUTOSTRADE: NO AL CARO TARIFFE
MPS CONQUISTA PARMALAT? BALLE! E' SOLO DIVIDEND WASHING
MPS LAVA UN PO' DI DIVIDENDI APPLICANDO LA VECCHIA PRATICA DEL DIVIDEND WASHINGVi segnalo un'operazione particolare effettuata dal Montepaschi ieri.
La banca senese ha annunciato di aver acquistato il 3,34% di azioni Parmalat.
Qualcuno potrebbe chiedersi perchè? Forse l'avvocato calabrese Mussari vuole scalare il re del latte italiano dopo aver transato con il gruppo di Collecchio pagando molti milioni per evitare il tribunale?
In realtà le cose devono essere andate un po' diversamente....
Le azioni oggetto della compravendita sono circa 135 milioni di azioni sulle quali hanno incassato 0,159 euro di dividendi, per un incasso totale di circa 215 milioni di Euro.
Ora, questa operazione è stata studiata a tavolino con l'intento di sfruttare un vantaggio fiscale.
Vediamo come:
Nel mondo finanziario si negozia di tutto, non solo le azioni ma anche i dividendi.
Nelle principali banche e borkers italiani ed esteri esistono dei traders specializzati nel negoziare il prestito di titoli.
Un cliente istituzionale ha bisogno di 1 milioni di titoli Parmalat? Non c'è problema, si telefona al desk di prestito titoli e si negozia con il trader il Costo dell'Affitto dei titoli.
Se nel periodo del prestito l'azienda dovesse pagare il dividendo nella negoziazione con il trader si deve confermare anche quanta parte del dividendo dovrà essere restituita al proprietario reale dei titoli.
Ebbene, grazie al meccanismo delle ritenute fiscali che spesso colpiscono alcuni investitori (vedi i fondi hedge basati nei paradisi fiscali) che non possono recuperare la tassazione, sul mercato del prestito titoli il dividendo viene trattato a un valore sotto la pari. Ovvero, a fronte di 100 euro di dividendi lordi il prenditore dei titoli a prestito paga SOLO 90 euro al proprietario originale dei titoli (che altrimenti subirebbe una ritenuta più alta).
E' possibile che una banca d'affari o un prime broker (magari la Goldman Sachs o la JP Morgan, molto vicine al gruppo di Siena)
Ricordo che il prime Broker è un soggetto che ha come clienti i Fondi Hedge. Tali fondi hedge, per evitare di pagare le tasse sui dividendi su titoli italiani, potrebbero decidere di spossessarsene per un breve periodo tramite un contratto di prestito titoli o un contratto di pronti contro termine cedendo alla loro banca (prime broker) i titoli e il dividendo stesso.
A questo punto la banca d'affari o prime broker si trova nelle mani grosse partite di titoli che devono pagare il dividendo. Questa banca cerca di collocare queste partite di titoli (Parmalat, nel nostro caso) a un soggetto istituzionale che possa ottenere dei benefici dall'incasso di questi dividendi.
Nel nostro caso questo soggetto potrebbe essere il Montepaschi.
Tramite un contratto di vendita e riacquisto a termine (a volte costruito con un sistema più o meno complesso di opzioni put e call) fra il broker e il Montepaschi, la banca senese diviende proprietaria (per un breve periodo di tempo) dei titoli Parmalat che devono pagare il dividendo.
MPS riceverà il dividendo lordo dalla Parmalat ma riconoscerà (dentro nei prezzi dell'operazione di pronti contro termine o nel costo delle opzioni put e call) un prezzo per il dividendo ottenuto INFERIORE al dividendo stesso.
Se il costo fosse di 90 euro ogni 100 di dividendo, nel caso dell'acquisto di azioni Parmalat da parte del Montepaschi, la banca senese otterrebe un vantaggio economico pari al 10% del valore dei dividendi. Nel caso specifico, su 215 milioni di dividendi il profitto potrebbe essere stato di 21 milioni di euro. (se il costo fosse stato di 95 euro ogni 100 l'utile sull'operazione si sarebbe ridotto a 10,5milioni e via di seguito).
Naturalmente in questa operazione il Montepaschi NON prende nessun tipo di rischio sulla variazione di prezzo in borsa del titolo Parmalat in quanto si è riassicurato il prezzo di vendita con i contratti sopra menzionati.
Questa operazione ha un nome ben preciso? si: Dividend washing (o dividend stripping).
Si tratta di un vero e proprio lavaggio dei dividendi. La proprietà dei titoli azionari passa per un breve periodo di tempo da un soggetto che subirebbe un'imposta fiscale senza possibilità di recuperarla (per esempio un fondo hedge basato alle Cayman...tipo Algebris...) a un soggetto che invece ha la possibilità di sfruttare una fiscalità più favorevole.
naturalmente in mezzo ci sono degli intermediari (brokers o case d'affari) che lucrano una commissiione per organizzare l'operazione.
Caro Montepaschi ti aggrappi proprio a tutto per recuperare qualche milione di profitti aggiuntivi. Il tutto è nella perfetta legalità. L'ufficio delle imposte piangerà un po'....ma si sa che le aziende, specie se bancarie, godono dei vantaggi che il parco buoi non ha!
Chiedo al nuovo governo e a tremonti, di cercarte di bloccare nel futuro queste operazione che chiamerei di elusione fiscale.
poi si creano le Banche Etiche e si parla di pagare le tasse fino all'ultimo centesimo.....si certo ma se si può evitare .....tutti stanno attenti e se poi, sfruttando un buco legislativo si aumentano addirittura i prifitti..e si riduce l'entrata fiscale dello stato...meglio ancora....o NO?
MPS CONQUISTA PARMALAT? BALLE! E' SOLO DIVIDEND WASHING
CARI AMANTI DELLE BANCHE........

ECCO CIO' CHE ACCADE A FIDARSI DELLE BANCHE
Una volta la banca era al servizio del cliente. Oggi per la banca il cliente è visto come vacca da mungere. La gente è sciocca. Le banche ne approfittano e continuano a rubare soldi ai correntisti.
Leggetevi questo articolo di Libero Mercato uscito ieri. Una riprova che le banche non hanno imparato la lezione e che di questo passo perderanno sempre più la stima del cliente.
Con il progetto 1000PERCAMBIARE vogliamo ribaltare la situazione. La banca tornerà a essere al nostro servizio.
: 1000pPERCAMBIARE
Non vogliamo una banca circolare che ci circondi, ci soffochi e ci derubi. Vogliamo essere noi a circondare la banca e minacciandola con la forza del nostro potere d'acquisto...poter dettare le condizioni.
Un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre cominciano a essere una prova. Figurarsi quando gli indizi si accumulano. Nelle scorse settimane, Unicredit ha collocato sulla propria rete italiana (Unicredit Banca, Bipop, Banca di Roma e Banco di Sicilia) un’obbligazione a sei anni emessa dalla banca Usa Goldman Sachs, scadenza 28 febbraio 2014. Il titolo offre ai sottoscrittori un tasso lordo annuo facciale del 3,95% (3,986% alla scadenza). Praticamente il tasso Euribor meno 50 punti base. Goldman è certo un buon prenditore e vanta un rating alto (Aa3/AA-), anche se non è il più alto possibile. A prima vista il rendimento offerto non sembra adeguato vista l’aria che tira sui mercati. La domanda è: nel collocare questo bond è stato reso un buon servizio alla clientela? Senza andare troppo lontano, basta fare un confronto con un titolo della stessa Goldman che abbia una durata residua paragonabile: l’obbligazione 4,75%, denominata in euro, che scade il 28 gennaio 2014. Ai prezzi di ieri, questo titolo rendeva il 5,8%, ovvero due punti sopra quello collocato sulle reti Unicredit. Forse è sfuggito qualche dettaglio. Rileggiamo il prospetto del primo bond: in fondo, e in caratteri minuscoli, si legge che i distributori (cioè le banche Unicredit) riceveranno il 3,75% da Goldman. Ora tutto si spiega. Ricapitolando: su ogni mille euro prestati alla banca americana, il cliente riceve il 3,9% circa l’anno per sei anni, Unicredit guadagna subito 37,50 euro, e Goldman riceve 962,50 euro (= 1000-37,5), da rimborsare dopo sei anni Da notare che il guadagno immediato per Unicredit - la cosiddetta commissione «upfront» - è praticamente uguale ai 39 euro circa di interessi lordi che il cliente riceverà nel primo anno. Messa in altri termini, si potrebbe dire che, nel primo istante dell’acquisto, i clienti Unicredit si sono ritrovati titoli con un «mark-to-market loss» del 4 per cento. Se avessero comprato titoli equivalenti direttamente sul mercato, avrebbero guadagnato di più e speso molto, ma molto meno in commissioni. Sia chiaro: questo genere di “servizi” è in voga presso tutti gli sportelli di tutte le banche italiane, comprese quelle che dichiarano di agire nell’interesse del Paese. Anzi, a questo andazzo del sistema bancario, rinnovato ed acuito dalla crisi finanziaria, Unicredit si è (ri)associata da poco. Pochi anni fa infatti, subito dopo la stagione dei crac Argentina-Cirio-Parmalat, Unicredit aveva fatto una scelta limpida per eliminare i conflitti allo sportello: sottrarsi alla tentazione dei collocamenti facili allo sportello e finanziarsi sui mercati internazionali. Profumo, giustamente, si vantò per tale scelta, che oggi sembra però essersi persa per strada. Di recente, infatti, Unicredit ha collocato persino un proprio bond subordinato ai clienti privati (ovviamente a tasso non di mercato). Ora va ricordato che lo scorso novembre Profumo aveva annunciato una svolta strategica: addio al modello «origination to distribution», basato sul trasferimento dei rischi di credito a terzi attraverso cartolarizzazioni, e ritorno a meccanismi più tradizionali. «Si tratta di mettere maggiore enfasi sulla vendita di una più ampia gamma di servizi e prodotti ai clienti retail e alle imprese», aveva detto il banchiere al Financial Times. Si tratta anche di capire se gli ultimi collocamenti rappresentano lo standard del nuovo modello di business di Unicredit o se sono solo una furbata una tantum.
L.D.
CARI AMANTI DELLE BANCHE........
L'INCREDIBILE FACCIA TOSTA DI MPS
Lo ha detto a Reuters una fonte bancaria, spiegando che "non verrà esercitata l'opzione del rimborso del bond poichè non è arrivata in tempo utile l'autorizzazione, dovuta, da Bankitalia dopo che la banca ne aveva fatto richiesta a inizio marzo" dice la fonte. "Tuttavia la banca è intenzionata a rimborsare l'obbligazione e lo farà alla prima occasione utile, cioè il 23 luglio prossimo".
Il bond in questione è un subordinato Lower Tier II che offre una cedola di 90 punti base sopra il tasso del tre mesi euribor. Questo tipo di emissioni subordinate ha la caratteristica di avere un'opzione call anticipata rispetto alla scadenza finale. In vista della data della call, viene chiesta a Bankitalia l'autorizzazione al rimborso. Se il il rimborso non viene fatto l'emittente si impegna a pagare una maggiorazione della cedola, normalmente di 60 punti base.
Nel caso della controllata del Monte dei Paschi (BMPS.MI: Quotazione) quindi la cedola del bond, con scadenza 2013, passerà dai 90 punti base ai 150 punti base sopra il tasso del tre mesi euribor.
"La banca pagherà ai bondholder la maggiorazione della cedola per il tempo che intercorre fino alla prossima 'finestra' che si aprirà per procedere con il rimborso e cioè il 23 luglio" spiega la fonte.
A partire dalla prima data-call, l'emittente può decidere per il rimborso ogni tre tre mesi, fino alla scadenza finale.
PENSATE BENE PRIMA DI SOTTOSCRIVERE IL NUOVO SUBORDINATO MPS...
L'INCREDIBILE FACCIA TOSTA DI MPS


