1000PERCAMBIARE

VI RICORDO L'IMPORTANTE INIZIATIVA DI MERCATO LIBERO:
................... 1000PERCAMBIARE
-Per ottenere le migliori condizioni sul conto corrente (e sui servizi correlati)
-Per ottenere le migliori condizioni di mutuo
-Per ottenere le migliori condizioni a sostegno della propria attività lavorativa
-Per ottenere sconti sulle commissioni legate al risparmio gestito (sconti sul costo di gestione dei fondi)
-Per ottenere condizioni di negoziazione sui mercati a prezzi imbattibili (3 -4 euro per operazione)
-Per ottenere riduzioni di prezzo su tutte le attività collaterali legate all'attività d'investimento (tassi d'interesse competitivi sulla marginazione e sul prestito titoli)
-Per ottenere le migliori condizioni su tutti i servizi della banca
MA SOPRATUTTO PER AVERE UN RESPONSABILE CAPACE DI NEGOZIARE NON SOLO ALL'INIZIO MA NEL CORSO DI TUTTO L'ANNO LE CONDIZIONI CON LA BANCA.
MERCATO LIBERO SI PROPONE COME PUNTO DI RIFERIMENTO PER ALMENO 1000 FAMIGLIE CHE VOGLIONO CAMBIARE BANCA E CHE APPREZZINO I VANTAGGI ECONOMICI DEL GRUPPO DI ACQUISTO.
ANDATE SUL SITO DI 1000PERCAMBIARE E ISCRIVETEVI MANDANDO UNA MAIL.
1000PERCAMBIARE
RIDUZIONE DEI CONSUMI E RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA = DISCESA DELLE BORSE

L'inflazione nella zona Euro raggiunge il picco degli ultimi 16 anni. La spesa per consumi continua a essere molto debole. L'Europa si sta salvando grazie alle esportazioni....
Pensate cosa potrebbe accadere se:
-Il mercato immobiliare in Europa cominciasse a perdere valore (oltre alla perdita che già sta accumulando grazie all'inflazione....infatti il valore della casa, così come quello del PIL andrebbe deflazionato...)
- I salari rimanessero stabili
- Materie prime e petrolio continuassero a salire (o si fermassero sui livelli attuali)...infatti l'inflazione da materie prime tende ad estendersi a tutti i prodotti, specie grazie a governi come quello di Berlusconi che lega le tariffe (e non i salari) alla crescita dell'inflazione, vedi il recente scandaloso regalo fatto ad Atlantia della famiglia Benetton (regalo in cambio di appoggio politico ed economico in future partite di potere).
- I tassi d'interesse non scenderebbero, anzi, a protezione dell'inflazione crescente, i tassi dovranno salire anche in Europa e Stati Uniti, portando ulteriore debolezza per consumatori (indebitati) e aziende (maggior costo del debito).
- I mercati asiatici, russo, arabo e dell'america latina, per bloccare un'inflazione arrivata, oramai a livelli da terzo mondo, e che sta creando tensioni sociali, decidano (come già stanno iniziare a fare) di rallentare la crescita (alzando i tassi d'interesse o introducendo una tassa sulla benzina) per bloccare l'inflazione, e quindi rallentare l'economia...e di conseguenza i consumi
Se i consumi di quei paesi, e i loro progetti in infrastrutture dovessero calare....le aziende tedesche e americane, i cui profitti derivano oramai in gran parte da quei mercati, avrebbero dei seri problemi di redditività.(emblematici sono i risultati, in settimana, di Heinz e di Dell, la cui tenuta dei profitti rispetto a 12 mesi fa -tenuta e non aumento- è dovuta solo alla crescita sui mercati esteri).
Improvvisamente il rapporto prezzo/utili futuri delle corporate americane ed europee si avviterebbe verso il basso e farebbe sprofondare gli indici azionari.
Mercato Libero e il nostro team ritiene il fenomeno che abbiamo descritto come il PIU' PROBABILE, dopo quanto è stato fatto da Bernanke per bloccare il fallimento del sistema bancario.
Per questo motivo non riteniamo interessante l'investimento nei mercati azionari (anche se alcune aziende, guardando agli utili attuali, non sono assolutamente care, anzi...)
L'esempio tipico che vi sottopongo è la solita FIAT (ma tale situazione vale per gran parte dei listini mondiali):
Fiat vende auto, motori (Fiat) trattori, macchine agricole (CNH) e camion (Iveco) (business principali)
Guardando gli utili attuali e credendo al piano industriale di Marchionne al 2010 la Fiat in borsa potrebbe valere fra 2 anni 28 euro conto i 14 di oggi. (il 100% di rialzo non sarebbe per nulla male in soli 24 mesi).
Marchionne, nelle ultime settimane ha lanciato un grosso profit warning sul mercato italiano, ma ha anche detto che la redditività del gruppo è salva grazie alla maggiore crescita dei paesi emergenti. Marchionne ha quindi confermato i target per il 2008 - anche se non si è voluto, appositamente, spingere a confermare gli obiettivi al 2010.
Se quanto vi ho descritto sopra dovesse verificarsi nei prossimi mesi è evidente che:
- La crisi in italia continuerebbe
- Il rallentamento del tasso di crescita dei paesi esteri porterebbe a un calo delle vendite di Auto, Trattori e camion (che fra l'altro consumano un enorme quantità di benzina).
- La Fiat sarebbe costretta a rivedere il suo business plan al ribasso e il titolo potrebbe quindi ritornare sui minimi dell'anno e anche più giù (con prezzi obiettivo di 12 e 10 euro rispettivamente).
Nelle ultime settimane è in atto uno scontro di analisti e imprenditori senza precedenti:
-Murdoch, Soros, Buffett, Morgan Stanley, Barclays ecc ecc sposano la tesi di mercato libero e vedono un'economia in forte rallentamento e mercati azionari in discesa.
-JP Morgan Citigroup, Bernanke, Paulson,la BCE, UBS....nei loro commenti , dichiarazioni e analisi vedono rosa e si aspettano mercati azionari pimpanti.
Obiettivo di questo blog non è incutere paura o pessimismo cosmico, ma portare al lettore dei dati per dare la possibilità di farsi un'opinione. Purtroppo i media, che avevano questo compito, sono oramai asserviti al potere ed evitano accuratamente di analizzare la situazione, per evitare che si crei sfiducia nel sistema.
Mercato Libero crede che il sistema, così come impostato dalle banche centrali NON DIA LA POSSIBILITA' agli investitori di guadagnare soldi dal mercato azionario partendo dai livelli attuali :
Le nostre analisi indicano per i prossimi 3 - 9 mesi
Mercati azionari al ribasso (fra un -7% e un -15%): 50% di probabilità
Mercati azionari stabili (fra un -7% e un + 5%): 30%
Mercati azionari al rialzo (fra un +5% e un +10%): 20% di probabilità
L'esposizione dei nostri clienti è quindi molto bassa verso i mercati azionari e tendente al ribasso.
Al limite perderemo un'opportunità ma non i soldi. Ci piace il rischio, ma quando è calcolato. Vi ricordo il motto per il 2008: cash is king (ma siamo pronti ad acquistare dei titoli alla prossima importante discesa dei mercati).
Cogliete l'occasione di una prova gratuita per un mese del nostro sevizio di consulenza personalizzato. Vale più di un 4,7% di CHEBANCA, che non ha servizi d'investimento adeguati e che ha costi, per i servizi collaterali, elevati.
Stesso discorso per MPS, il cui servizio on line risale oramai alla notte dei tempi per i risparmiatori. Molte banche italiane sono avanti anni luce rispetto al gruppo MPS e i servizi retail che offrono sono nettamente migliori.
mandate una mail a mercatiliberi@gmail.com o telefonate -orario ufficio a 02.26005366
in alternativa provate a contattarci su skype come indicato nella parte alta del blog.
RIDUZIONE DEI CONSUMI E RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA = DISCESA DELLE BORSE
ALCUNE RIFLESSIONI PESSIMISTE...

Dal grafico sembrerebbe proprio di no.
Il Fitch credit card index in aprile indica che il charge off rate (quanto le società di carte di credito dichiarano come debito non più incassabile) è aumentato a livelli record di oltre il 6% . Se i consumi tenderanno a diminuire e il grado di povertà ad aumentare...le carte di credito potrebbero veder sotto pressione ilo loro business..ma questo non è ciò che pensa master card..anche se molti dei profitti attesi, anche in questo caso, arrivano dai mercati emergenti).
2) Un report di Societe generale, uscito in settimana ci dice che:
- Il petrolio (in real terms) è più caro che negli anni 70.
- l'impatto sull'economia del prezzo del petrolio, rispetto agli anni 70 è meno rilevante rispetto agli anni 70 (Societe generale sostiene quindi che il prezzo alto del petrolio NON comporta, per ora, una discesa dei consumi di petrolio, e quindi dell'economia mondiale).
Questo è parzialemente vero per le economie occidentali (che tuttavia sono molto più povere che negli anni 70, dove il risparmio era alto) ma non per quelle asiatiche (che oggi crescono solo perchè il prezzo dei carburanti è tenuto artificiosamente basso). L'ultimo report di Societe generale parte quindi da presupposti sbagliati e, nel caso che i paesi asiatici alzassero (come alcuni stanno facendo) il prezzo della benzina, per ridurre l'inflazione, tale report sarebbe da buttare nella spazzatura.
3)Brasile, il mercato azionario è drogato dal caro materie prime. (il brasile è ricco di materie prime). I p/e delle azioni già includono futuri rialzi delle materie prime stesse. Se le economie mondiali rallentassero...le materie prime scenderebbero e il brasile vedrebbe il suo indice (Bovenspa) scendere, così come l'euforia che persiste in tutto il paese.
4)I tassi d'interesse sono attesi in salita per il mercato americano per Novembre (di 0,5%). Il che mette in discussione il valore delle case, le rate sui mutui, il costo per il debito e ovviamente il valore dei mercati azionari che fino a ieri scontavano futuri ribassi dei tassi.
5) Il risparmio (saving rate) americano, espresso come percentuale del reddito disponibile, negli stati uniti è sempre sceso a partire dal 1990, portandosi da un +8% a valori negativi negli ultimi anni. Nel frattempo il prezzo delle case (indice case-shiller) deflazionato è cresciuto negli ultimi anni del 60%. (solo nell'ultimo anno si è vista una discesa del 14%).Questi dati indicano che gli americani devono:
SPENDING LESS AND SAVING MORE...
6) I prezzi delle case in inghilterra sono scesi del 25% in un anno (10% discesa delle case, 15% perdita su cambi, per un europeo). Ma l'inflazione inglese è molto alta. L'economia inglese rallenterà, così come quella europea (specie Spagna e italia).
7) Ecco cosa Barclays suggerisce di fare ai suoi clienti...
In pratica Barclays crede che il timore di fallimento (misurato con il credit spread) sia destinato ad aumentare nei prossimi mesi. E questo certamente non facilità mercati azionari forti...
“We believe that European credit spreads, at least the more cyclical sectors, do not appear to be fully pricing in the effect of high oil prices on credit quality… Spiking oil prices could significantly hurt credit fundamentals of cyclical corporates and sectors exposed to oil as a key input costs — such as airlines — will likely witness a double whammy from reduced demand and higher costs.”
8) Il mercato del credito rimane sotto pressione anche in presenza di mercati azionari europei positivi. Altro segnale poco rassicurante:
Europe’s main credit derivative indices were directionless on Friday morning. The iTraxx Europe index, which tracks the 125 most-liquid investment grade companies, was almost 1 basis point tighter at 78.25bp, meaning it cost €78,250 per year to insure €10m worth of corporate debt in the index over five years.
The iTraxx Crossover list of 50 mostly junk-rated names was almost 5 basis points wider at 449.50bp.
9)Monolines...MBS, MBIA, Ambac, sono ancora sotto pressione. Il rischio di fallimenti ritorna prepotentemente e potrebbe creare uno shock agli investitori ottimisti che comprano europa in questi giorni.
ALCUNE RIFLESSIONI PESSIMISTE...
PESCI PIU' CARI...E LA CARNE?

Lo stock di pesce è in diminuzione (nei mari) e il costo per pescarlo continua ad aumentare (dati gli alti costi per il carburante).
E' notizia di ieri che la Commissione Europea ha deciso di tagliare la pesca di pesce di 1/4 nel 2009 e di non aumentare i sussidi per i costi aggiuntivi che i pescatori devono affrontare (per il carburante)
La conseguenza è evidente:
- Il pesce diverrà più caro, contribuendo alla crescita dell'inflazione.
- L'alternativa sarà la carne (mucca e maiale - i cosidetti livestock). Tuttavia le scorte di livestock sono ai minimi, in quanto gli allevatori, spaventati dall'aumento dei mangimi, hanno portato al macello un numero crescente di animali, facendo scendere il prezzo della carne. Il prossimo movimento sarà al rialzo. E' l'inflazione aumenterà.
I prossimi anni vedranno un cambiamento dell'alimentazione del popolo europeo per colpa degli alti prezzi dei cibi, con un effetto impoverimento che continua.


Ah..dimenticavo...è vero che il pesce dopo un po' puzza e non si può accumulare..ma rimangono sempre le scatolette di tonno...che potrebbero essere accumulate in cantina....chissà potrebbe essere un bell'investimento....forse meglio di bottiglie di Barolo!
PESCI PIU' CARI...E LA CARNE?
FACCIAMO GRUPPO PER CONDIZIONI MIGLIORI VERSO LA BANCA

1000PERCAMBIARE, UN'OCCASIONE PER SUONARE LA NOSTRA MUSICA ALLE BANCHE !!!
Una delle prime 5 banche italiane ha lanciato sul territorio una proposta per la clientela nuova:
1 anno sul cc un rendimento del 5,40 lordo. spese cc=0.
NON E' LA BANCA DI MEDIOBANCA (TOTALMENTE POVERA DI PRODOTTI)
Vi rendete conto!
E poi si dice che le banche italiane sono care!
Mi sembrano le offerte per i telefonini....offerte per polli.. Non è infatti una novità che i costi che gli italiani mediamente incontrano per i conti correnti sono fra i più alti d'Europa.
Tuttavia questa offerta o l'offerta della nuova banca di Mediobanca, ci confermano che il momento è propizio per andare dalla propria banca e rinegoziare tutte le condizioni.
Certamente andare da soli comporta enormi difficoltà di potere contrattuale e i risultati potrebbero essere scarsi.
E se anche si dovessero ottenere dei miglioramenti...magari passano trte mesi e ti cambiano le condizioni e così diventa una storia infinita con un unico vincente: la banca.
Una soluzione?
Innanzitutto bisogna puntare a condizioni valide per un lungo periodo di tempo, con interessi legati a un parametro Euribor (per sempre). Poi bisogna monitorare attentamente che nel tempo le condizioni ottenute siano rispettate dalla banca.
Questo è uno delle obiettivi di 1000percambiare, l'iniziativa di mercato libero che punta a raggiungere 1000 nuclei familiari che vogliono avere una banca con condizioni chiare e le più competitive sul mercato ma su tutto:
- tassi d'interesse
- Condizioni per il mutuo
- Commissioni per il trading e per gli investimenti in generale
- servizi legati al conto corrente
- Varie ae eventuali
Il tutto dovrà poi essere monitorato da Mercato libero che controllerà che la banca mantenga inalterate le condizioni e che anzi le migliori se il gruppo aumentasse.
Il gruppo d'acquisto è vincente. Permette d i avere quel potere contrattuale necessario per imporre le proprie condizioni alla banca.
Andate sul sito, leggete con attenzione e aderite mandando una mail. Siamo quasi a 400, è ora di correre...verso i 1000!
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FACCIAMO GRUPPO PER CONDIZIONI MIGLIORI VERSO LA BANCA
ATTENZIONE AL BRIC...PER L'ESTATE E' ATTESO IL GELO SUI LISTINI AZIONARI

Signori, come vi ho detto...questa crisi porterà al rallentamento delle opere pubbliche e delle importazioni dai paesi europei e americani.
GOD SAVE AMERICA, EUROPE AND THE US CENTRAL BANK!
INDIA: PREPARA POSSIBILE AUMENTO PREZZO BENZINA = (AGI/REUTERS) - Nuova Dehli, 29 mag. - L'india decidera' nei prossimi due o tre giorni se aumentare o meno il prezzo della benzina, sulla scia del caro petrolio. Il governo si riunira' in serata per decidere il da farsi. L'aumento del prezzo del greggio potrebbe spingerlo a rivedere verso l'alto i prezzi, fissati per legge della benzina. ma potrebbe anche decidere di aumentare i finanziamneti alle imprese pubbliche che vendono benzina, per consertitgli di lasciare invariato il prezzo dei carburanti. Paesi asiatici come Taiwan, lo Sri Lanka e l'Indonesia hanno gia' deciso di aumentare il prezzo della benzina. Il premier Manmohan Singh e il ministro delle Finanze, Palaniappan Chidambaram dovranno comunque affrontare il problema delle perdite accumulate delle imprese pubbliche Indian Oil, Bharat Petroleum e Hindustan Petroleum, costrette a vendere la benzina a prezzi amministrati molto bassi. Le compagnie hanno gia' detto che i loro fondi sono agli sgoccioli ed entro pochi mesi non avranno piu' soldi per acquistare petrolio. (AGI) Gaa 291903 MAG 08 NNNN
ATTENZIONE AL BRIC...PER L'ESTATE E' ATTESO IL GELO SUI LISTINI AZIONARI
L'ATTESA DI BLACK BERRY, APPLE E GLI ALTRI...BY ZIOGIACOBBE

Abbiamo notato il successo in borsa di Apple (AAPL) e Black Barry (RIMM) mentre altri loro concorrenti sono in difficolta’. Ma, cosa propongono, di tanto diverso, Apple o Black Barry sugli smartphone ai loro clienti che altri produttori come Nokia e Palm non offrono?
L’ Iphone di Apple, un Ipod con cellulare, e’ un prodotto per intrattenimento e messaging e si contraddistingue per: semplicita’ d’ uso, generosa dimensione dello schermo, potenza del processore e giga bites disponibili quanto basta.
Apple inoltre con il music store ITunes riesce a a fidelizzare i clienti che pagano ad Apple la musica a prezzi superiori che non da Amazon (sfidando tutte le normali regole di incrocio domanda e offerta in mercati efficienti)
Black Berry (RIMM) installa negli smartphone un’ applicazione di messaging che interfaccia le funzioni aziendali con funzionalita’ simili a un PC.
Black Berry infatti vende il 60% degli smartphone alle aziende mentre con il restante 40% e’ in concorrenza con Apple ed altri produttori.
Di seguito riportiamo i risultati in borsa delle due aziende:

Osservando il chart di AAPL e RIMM si notano i brillanti risultati degli ultimi 5 anni. Nell'ultimo anno sembra addirittura che l’ economia sia in fase di forte espansione.
Ma come vanno i concorrenti come Nokia (NOK) che offre smartphone tecnologicamente eccellenti sia per l’ intrattenimento, come l’ N95, che per il messaging professionale (dove è presente anche Palm)?
Ecco i risultati in borsa:

Nokia, il maggiore produttore di cellulari mondiale, ha iniziato da poco ad offrire il servizio di accesso ad un music store in alcuni paesi Europei a prezzi superiori a quelli di Apple e non offre un sistema di messaging evoluto come Black Berry.
Con il Treo, Palm e’ stata un leader nel messaging ed offre sia un Sistema operativo proprietario che la soluzione Mobile Microsoft pero’ non ha sviluppato applicativi come Black Berry.
In conclusione per investire su Nokia o Palm occorre attendere un cambio delle strategie aziendali, mentre per investire in Apple o in Black Berry bisogna attendere un aggiustamento di borsa.
Comunque vada occorre attendere!!!
L'ATTESA DI BLACK BERRY, APPLE E GLI ALTRI...BY ZIOGIACOBBE
GEOPOLITICA E CRISI DELLE BORSE.

I prezzi del petrolio ritornano vicino ai massimi mettendo sotto pressione le imprese e i paesi emergenti.
Fischer, governatore della FED avvisa: I TASSI NEGLI STATI UNITI POTREBBERO AUMENTARE ANCHE IN PRESENZA DI UN'ECONOMIA DEBOLE (questo porterebbe a un calo del 15% dei mercati azionari americani)
Indonesia annuncia l'uscita dall'OPEC. L'indonesia una volta era un importante esportatore di petrolio. In questi anni il saldo netto è diventato negativo. Oggi l'Indonesia consuma più petrolio di quello che produce.
Oggi in Indonesia si rischia una forte contrazione della crescita (settimana scorsa il governo ha aumentato del 30% il prezzo della benzina - per gli indonesiani si ritorna alla bicicletta - niente più motorini, auto e infrastrutture che si basano sul cemento, che viene prodotto con un gran utilizzo di energia...)
VIETNAM
Considerato un paese in forte crescita e con costi di manodopera fra i più bassi al mondo fino a pochi mesi fa:
Ma in Vietnam l'inflazione è arrivata al 23%. La Banca centrale vietnamita ha alzato i tassi dall'8% al 12%. Sempre la banca centrale sta adottando tutta una serie di misure per bloccare l'inflazione (di conseguenza la crescita rallenterà molto, così come le importazioni dall'occidente...)
Korea:
La Corea del Sud sta vedendo erodere rapidamente il suo surplus commerciale. Il costo per importazioni di energia e alimentari sta esplodendo e l'inflazione vola alle stelle. Il paese sta per tirare il freno a mano.
Russia:governo e banca centrale hanno iniziato la lotta dura all'inflazione....crescita a rischio.
Tutti i paesi emergenti frenono la crescita. per Europa e America è la fine del sogno di potersi riprendere dalla crisi.
Il fallimento delle politiche economiche e degli interventi della Banca centrale americana sarà evidente fra pochissimo.
GEOPOLITICA E CRISI DELLE BORSE.
LA CRISI ARRIVA DAL BRIC (Brasile, india, Cina, Russia)

Il mondo ha vissuto mesi sotto l'incubo dei subprime. Bernanke, la BCE e la Boe hanno lavorato giorno e notte per salvare le banche dal fallimento totale.
Alla finanza creativa delle banche commerciali e d'affari si è sostituita la finanza creativa della FED, tutta basata sulla immissione di liquidità.
Il mondo si è salvato. Per 45 giorni tutto sembrava ritornato alla normalità. I CEO delle banche d'affari sprizzavano ottimismo da tutti i pori. Paulson (ex Goldman) e Bernanke giuravano che la crisi a giugno sarebbe finita e che la crescita poteva continuare.
I mercati azionari hanno fatto rally...le paure? tutte svanite. Media e analisti hanno fatto di tutto per far ritornare la fiducia sui mercati.
Le banche hanno raccolto circa 400 miliardi di euro in pochi mesi fra aumenti di capitale ed emissione di obbligazioni.
Il costo di queste emissioni è stato elevato sia in termini di diluizione degli utili sia in termini di tassi d'interesse alti da pagare sul debito.
Ma a questi aspetti il mercato non ha guardato.
Tutti si sono soffermati sugli utili in crescita della corporate america (guidati dalla Sola esportazione), dai buoni dati tedeschi (sempre guidati dalla sola esportazione) e dalla crescita continua dei paesi emergenti (che hanno permesso ai Paesi USA ed Europei di esportare).
Tutto bene quindi....
NO! tutto male...
Il prezzo da pagare del salvataggio del sistema finanziario occidentale è sotto gli occhi di tutti e si chiama inflazione.
Un eccesso d'inflazione causato dall'abbbondanza di moneta e dalla scarsità di materie prime ed energia.
I prezzi di petrolio e frumento sono i due simboli di tale situazione.
Il mondo è attualmente diviso in due grandi gruppi di paesi:
- Paesi ad altissima crescita (Brasile, Russia, Arabia, India, Cina e Asia in generale). In questi paesi l'inflazione ha raggiunto livelli inaccettabilmente alti e mette sotto pressione i governanti.
In Brasile l'economia è surriscaldata e il trade deficit fuori controllo. Si aspettano da un giorno al'altro misure governative per frenare tale crescita.
In Russia in settimana si è dichiarata guerra all'inflazione per i prossimi mesi. Per vincere la guerra dei prezzi si può solo ridurre la crescita.
In Indonesia si è alzato il prezzo della benzina alla pompa del 30% in un solo giorno. E' evidente che tale paese vedrà una notevole frenata della crescita nei prossimi mesi.
In molti paesi in forte crescita il prezzo di benzina e gasolio è stato tenuto artificiosamente basso dai governi, in modo da alimentare la crescita stessa.
Mentre in Europa l'accise sui carburanti uccide l'economia e tiene bassi i salari....in Asia è proprio il basso costo dei carburanti che aiuta la crescita e l'aumento dei salari stessi.
Questa pacchia sta terminando, specie ora che il petrolio ha raggiunto dei livelli insostenibili per i governi di quelle aeree.
E' quindi evidente che i paesi in forte crescita (quelli che stanno trainando la crescita del mondo intero) stanno per tirare il freno a a mano.
La frenata potrebbbe essere soft oppure molto decisa (il tutto dipenderà dalla velocità di crescita dell'inflazione e dai tempi di reazione dei singoli paesi alla crisi inflattiva). La popolazione, in quei paesi, si sta ribellando sempre più frequentemente. Reazioni sociali sempre più accentuate e violente spingono i governanti a politiche ridistributive del reddito e a rallentare il ciclo.
Ma se le economie in forte crescita rallenteranno chi subirà le conseguenze più gravi saranno proprio l'Europa e gli Stati uniti.
Coloro che hanno creato il mondo pieno di debiti e che hanno salvato i poteri forti e le banche dal fallimento non godranno a lungo del successo.
In Europa e Stati uniti le aziende fanno soldi grazie alle esportazioni. Il PIl cresce grazie alle esportazioni.
I consumi interni si contraggono ogni giorno di più.
I tassi d'interesse tendono a rialzarsi per adeguarsi all'inflazione.
I salari rimangono bassi (in quanto non ancora competitivi con i salari cinesi).
Il risparmio è negativo e il valore di case e attività finanziarie continua a calare mentre il prezzo dei beni di prima necessità continua a salire rapidamente.
Nei prossimi mesi assisteremo a un accentuato calo delle esportazioni (dovuto alla riduzione del tasso di crescita delle economie del BRIC).
I mercati azionari europei che hanno appena finito di digerire la crisi dei subprime SONO oggi convinti che le esportazioni continueranno a crescere. Non appena si renderanno conto di quello che sta accadendo si spaventeranno e saranno pronti per una forte discesa. L'Europa, con tassi d'interesse più alti sarà il continente più debole e la Germania il paese che soffrirà maggiormente (in quanto è il più grande esportatore d'Europa).
Tempi duri attendono gli ottimisti. Tempi duri per il mercato.
Mercato Libero consiglia ai propri clienti e lettori di non investire in azioni almeno fino alla prossima forte correzione.
Ma tutti i giorni lavoriamo alla ricerca del valore in aziende europee e americane.
E siamo pronti a comprare al momento opportuno.
mercatiliberi@gmail.com l'indirizzo di posta elettronica della consulenza indipendente.
LA CRISI ARRIVA DAL BRIC (Brasile, india, Cina, Russia)
LA MASSIMA
C'E' CHI DICE CHE UN PESSIMISTA E' SOLO UN'OTTIMISTA BEN INFORMATO!!!!

E A TUTTI GLI ALTRI.....MERCATO LIBERO AUGURA BUONA FORTUNA....
LA MASSIMA
FUORI DALLA CRISI CON MERCATO LIBERO!

UBS, Bank of America, e Citigroup hanno deciso di abbassare i target degli indici di borsa americani per fine anno. Le motivazioni? la pressione sugli utili che prevedono per le aziende.
Mercato libero lo afferma da mesi. Questi analisti delle banche d'affari in oggetto sono gli stessi che poche settimane fa dicevano di comprare il mercato e che la crisi era finita.
Queste banche sono le stesse che hanno perso miliardi di dollari in questa crisi e hanno avuto bisogno di ricapitalizzazioni monster per sopravvivere.
COME FATE A FIDARVI DI LORO?
Nel frattempo le banche si sono ricapitalizzate (anche se a caro prezzo) e ora...ora, dopo aver venduto il mercato...sono pronti a buttarlo giù per guadagnare molti miliardi alle spalle degli investitori parco buoi che credono alle loro parole e alle parole della FED.
Un detto a Wall street dice: NEVER GO AGAINST THE FED...
Ma da luglio 2007 l'unico modo per fare i soldi è GO AGAINST THE FED!
E' il sintomo che il clima è cambiato e che la fiducia nelle banche centrali e banche d'affari è su livelli minimi.
- In Russia gli impieghi della banche sono aumentati a dismisura (14%). La banca centrale russa è preoccupata...anche per l'inflazione fuori controllo.
Una stretta è prevedibile...e allora cosa succederà ai consumi russi? Semplice ..un rallentamento che porterà a una riduzione dei consumi...e delle importazioni dall'Europa.
- Anche dal Brasile le notizie sono preoccupanti:
Brasile posted a record current account deficit for the month of March as the trade surplus dwindled and companies increased dividend and profit remittances abroad. The deficit reached $4.4 billion in March compared with a surplus of $235 million in the same month of 2007 and was higher than the $3.1 billion median forecast .
-Greenspan esterna ancora...e afferma che i prezzi delle case scenderanno ancora molto in america nei prossimi mesi.
- Se la decisione dell'Indonesia di alzare il prezzo della benzina del 30% fosse scelta anche da altri paesi nell'area...si provocherebbe un rallentamento delle economie asiatiche, un rialzo dei prezzi dei manufatti che arrivano da quei paesi che porterebbero a maggiore inflazione in Europa e Stati uniti.
RICORDO IL PENSIERO DI MERCATO LIBERO:
SOLO UNA FORTE RECESSIONE MONDIALE (RALLENTAMENTO) PORTERA' A UNA RIDUZIONE DEL PREZZO DEL PETROLIO SOTTO I 100 DOLLARI.
Ma prima l'economia deve RALLENTARE e in Italia ...si bloccherà...
Occhio al rischio BTP e allo spread con il Bund tedesco.
Mercato libero è da giugno che avvisa i lettori e i clienti di questa crisi.
I nostri consulenti hanno aiutato i clienti a preservare il capitale, a non affidarlo a prodotti bancari e assicurativi, a non investire in obbligazioni bancarie NON trattabili sui mercati, a non investire in immobili.
MERCATO LIBERO HA FATTO "IL SAN BERNARDO CON LA BORRACCIA, NELLE TORMENTA DI NEVE"
QUESTA VOLTA LA COSA DIFFICILE è NON FAR INVESTIRE. CASH REMAIN THE ONLY KING!
Grandi opportunità per i nostri clienti che saranno liquidi quando le bolle saranno tutte sgonfiate.
Per una consulenza indipendente che ti aiuta a navigare nel mare tempestoso di questa crisi subdola e ingannevole manda una mail a
mercatiliberi@gmail.com
o telefona allo 02.26005366
e chiedi di un consulente finanziario
MOLTI TITOLI ITALIANI NEI PROSSIMI MESI PERDERANNO IL FRA IL 10% E IL 20%. VUOI SAPERE QUALI? LEGGI L'ARTICOLO DI SETTIMANA SCORSA O CONTATTACI.
FUORI DALLA CRISI CON MERCATO LIBERO!
DOVE PUO' ANDARE L' S&P 500...ZIO ALVARO ANALIZZA IN DETTAGLIO LA SITUAZIONE!

ZIOALVARO analizza con tre grafici dettagliati l'S&P500 e ne deduce che sarebbe meglio.....
: MERCATO LIBERO GRAFICI
ZIOBARBERO : il suo spazio è sempre più apprezzato, Oggi vi consiglio l'articolo: "Dateci la Recessione, vi prego".
: MERCATO LIBERO NEWS
DOVE PUO' ANDARE L' S&P 500...ZIO ALVARO ANALIZZA IN DETTAGLIO LA SITUAZIONE!
OCCHIO A CHE SUCCEDE...

I mercati sono su un livello molto importante.
Dopo quasi due mesi di risalita abbiamo assistito a un ritracciamento per circa 8 giorni. Gli indici sono ora fermi su un supporto molto importante e da li stanno cercando di riprendersi.
Se ben vi ricordate il mitico Paulson e il buon Bernanke hanno promesso, non più tardi di due mesi fa, che l'economia a giugno si sarebbe ripresa. Di conseguenza sono stati in molti a dire che a giugno mercati sarebbero ripartiti.
E' evidente che nei prossimi giorni gli ottimisti torneranno a comprare e le mani forti (Soros e Company) a distribuire con sapienza.
Complice anche un petrolio che da tregua, permettendo all'Eni e alla Tenaris di stornare dopo la lunga corsa e alle banche e alle assicurazioni di mettere a segno qualche rimbalzo interessante.
Mercato libero crede che i mercati non riusciranno a salire e che una discesa importante arriverà nell'arco dei prossimi 60 giorni.
Non consigliamo di investire in azioni e guardiamo agli eventi.
OCCHIO A CHE SUCCEDE...
MPS E BERLUSCONI

Il Corriere di Siena ha dei giornalisti che considerare nullità è tanto..
Cari Senesi..MPS ha già ridotto la sua partecipazione in Mediaset.Era la classica operazione fiscale per recuperare qualche milione d'euro dopo le perdite immani causate da Mussari.
L'articolo del vostro giornale, uscito la settimana scorsa, sui rapporti idilliaci fra Mussari e Berlusconi...è, come vi avevo anticipato, una ...ennesima prova di giornalismo spazzatura.
Spero che quel giornalista abbia la possibilità di cambiare lavoro...e che i senesi, e i montepaschini e si levino le fette di cinta senese dagli occhi...
MPS E BERLUSCONI
GRAINS E LIVESTOK - E LA BOLLA DELLA COTOLETTA!

Definizioni:
Il livestock è rappresentato dagli animali che vengono utilizzati per nutrirci (animali domestici a uso nutrizionale o/e per lavoro - esclusi i pesci e il pollame). I grains servono per nutrire i livestock. (e per nutrire il mondo , ovviamente!
Il prezzo dei "Grains" e' aumentato notevolmente nel corso del 2007 I "Grains"
sono la principale componente nutrizionale del "Livestock" Nel breve termine gli allevatori, invece di incorporare gli aumenti dei prezzi dei "Grains" nel prezzo del "Livestock", hanno cercato di mandare al macello piu' animali (invece di continuare ad allevarli e nutrirli con costi superiori), deprimendo il prezzo spot del "Livestock" e riducendo le scorte. Il "live cattle slaughter rates" (l'indice di macellazione) negli ultimi mesi e' stato piu' elevato della sua media storica degli ultimi 6 anni.
Essendo I prezzi dei "Grains" stabilmente elevati, gli allevatori saranno
costretti ad incorporare questi maggiori costi di allevamento nel prezzo del
"Livestock". Nell'ultimo anno i prezzi dei "Grains" sono aumentati dell'80% circa mentre quello del "Livestock" e'rimasto praticamente invariato (linea verde). Il lag temporale tra aumento delle materie prime e l'incorporazione di questi aumenti nel prezzo del "Livestock" e' storicamente di 3-6mesi.
I principali uffici studi stimano che un aumento dei "Grains" del 100% si
dovrebbe riflettere in un potenziale incremento del "Livestock" di
almeno del 30% nel breve termine.
Occhio..la prossima SARA' la BOLLA DELLA COTOLETTA!
Contattate un consulente indipendente di MERCATO LIBERO per maggiori nformazioni su come operare e a che livelli sul LIVESTOCK. inviate una mail a : mercatiliberi@gmail.com o telefonate a 02.26005366
GRAINS E LIVESTOK - E LA BOLLA DELLA COTOLETTA!
WELLCOME BACK MR NISTA!!!


Il caro Michele Nista, da settimane lontano da questa Italietta berlusconiana, pro aziende statali monopolistiche e pro oligopoli bancari e contro il popolo...non ha resistito alla lontananza dal blog di Mercato Libero.
Ieri mi ha telefonato e mi ha raccontato una storiella molto credibile...
Si dice che qualche giorno fa, in un salotto milanese Rotari dipendente, fra gli ospiti si trovavano Tarak Ben Ammar, Bollorè e Cannatelli (ad di fininvest).
Tarek ben Ammar gasato dalla televisione acquistata in Tunisia da berlusconi, si sia lasciato andare a disquisizioni strategiche su Generali.


Michele, è sempre molto informato e pare che un suo amico, presente alla serata abbia raccontato a lui di aver sentito Ben Ammar dire: "Berlusconi diventerà il primo azionista di Generali dopo Mediobanca"....e Bollorè annuiva gongolante e forte del suo ottimo rapporto con il primo ministro francese.
A ben vedere lo scenario raccontatomi da Michele non è poi cosi' strano...
Mediolanum la portano a 3 euro....Generali a 20-22 euro.
Generali lancia una ops su mediolanum offrendo 4 euro ....
Doris e Berlusconi diventano azionisti di riferimento di Generali. Benetton è contento (grazie al regalo ricevuto con Autostrade), Mediobanca è felice in quanto Geronzi è in ottimi rapporti con Berlusconi.
Bollorè e Ben Ammar (e Groupama) stanno con il cavaliere e il gioco è fatto...


Ah Michele mi ha ricordato di Zunino. Altro azionista di Mediobanca e altra persona da salvare.
Il dossier Zunino pare essere arrivato sulla scrivania di Ermolli. Certo, Alitalia in primis, ma Zunino subito dopo. L'immobiliarista in odore di fallimento verrà salvato dal nuovo governo. In cambio del suo appoggio in Mediobanca.

Della Valle, Bazoli, Montezemolo, Abete, Tabacci, Casini sembra che stiano rosicando. Senza Tronchetti che li può aiutare intercettando qua e la....è dura ripetere il successo che ebbero contro Fiorani e Ricucci.
Caro Michele...sei sempre un pozzo di news...e che news...!!
WELLCOME BACK MR NISTA!!!
IL PETROLIO DI ZIO GIACOBBE...
Il tam tam dei notiziari ci ha abitualto al prezzo del petrolio in rialzo ed ecco come si presenta in forma grafica il confronto dell’ ETF sui contratti futures del petrolio DBO con gli indici azionari S&P500 (GSPC) e Nasdaq (IXIC).

La prima osservazione e’ che da un anno gli indici azionari sono scesi un po’ mentre il valore dell’ ETF sui futures del petrolio e’ aumentato dell’ 80% in dollari.
Depurato dell’ effetto svalutazione del dollaro, l’ ETF sul petrolio su base annua aumenta sempre del 55%. E’ comunque una grande performance!
La seconda osservazione e’ che c’e’ una forte correlazione tra i massimi ed i minimi degli indici e del prezzo del petrolio.
Terza osservazione: l’ ETF sul petrolio ha accelerato il trend rialzista negli ultimi 2 mesi ed e’ quindi molto probabile una correzione al ribasso del petrolio tra il 10 ed il 15%.
Le correzioni di trend eccessivamente rialzisti sono una costante nei valori finanziari anche se poi portano verso nuovi massimi.
Inoltre il rialzo del petrolio ha sostenuto il rialzo dei titoli petroliferi che spesso hanno raggiunto i valori di target ad un anno degli analisti di borsa.
In questo contesto una correzione del prezzo del petrolio si unirebbe ad una debolezza di ritorno delle quotazioni delle banche e porterebbe inevitabilmente ad un aggiustamento in negativo degli indici azionari in alcuni casi anche maggiore
del 10%.
Seguiamo pertanto con molta attenzione la correlazione tra il prezzo del petrolio ed il trend delle borse perche’ alla fine potrebbe aprire delle buone opportunita’ di acquisto delle societa’ che stanno performando meglio.
E’ probabile che dopo una correzione il prezzo del petrolio ritorni a salire con meno vigore anche verso nuovi massimi e si riproponga come investimento che batte gli indici azionari.
IL PETROLIO DI ZIO GIACOBBE...
GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA DI MERCATO LIBERO

Qui di seguito trovate il titolo di articoli scritti durante il fine settimana.
Spero che ve li possiate gustare.
- Euforia o ritorno alla crisi
- Rischio btp
- Sindacati vergognatevi
- MPS -la saga continua
- Polizza dimenticata
- I poteri forti ringraziano il nuovo governo
- Economia in recessione. Non ci credete? rispondete a 5 domande
GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA DI MERCATO LIBERO
EUFORIA O RITORNO ALLA CRISI..

Bernanke ha giurato alla televisione che l'economia americana si sarebbe messa in moto a giugno. Paulson l'ha ripetuto innumerevoli volte. I CEo di Morgan Stanley, Merrill Lynch, JP Morgan ecc ecc hanno espresso ottimismo sulla crescita dell'economia americana.
La BCE ha continuato a ribadire che l'economia in eurolandia è forte.
Tanti, molti, forse troppi private bankers, promotori, borsini hanno consigliato ai clienti di non vendere i mercati azionari.
Alcuni hanno addirittura consigliato di comprare i mercati orientali (Cina e India)...e pensare che proprio tali mercati sono oggi i più rischiosi...
E in questi due mesi le banche hanno emesso carta per centinaia di miliardi di dollari ed euro...e gli investitori l'hanno comprata...riducendo la grande liquidità nelle loro mani.
Ora siamo quasi a giugno, i dati macro di questo mese ci diranno se la FEd ha giocato il ruolo di IMPOSTORE e DI RACCONTAFROTTOLE, Opppure se ci sarà vera ripresa.
Qui di seguito vi riporto SOLO ALCUNE CHICCHE di questa economia..., sapete come la pensiamo noi di Mercato Libero e quindi lascio a voi giudicare:
1) il governatore della BCE sabato, in un'intervista ha avvisato che gli shocks economici causati dalla crisi finanziaria, immobiliare e di petrolio e materie prime
potrebbero portare a conseguenze molto gravi nei prossimi mesi.

2) Lehman Brothers, le azioni sono sotto pressione, alcuni analisti ne hanno abbassato i target ma sopratutto un Hedge Fund manager, David Einhorn di Greenlight Capital, ha sollevato pesanti dubbi sui bilanci della banca. L'hedge Fund sostiene che Lehman abbia nascosto pesantissime perdite finanziarie nell'ultima trimestrale....
3) L'agenzia di rating Moodys, in settimana ha ammesso che ha sbagliato a dare dei ratings alle obbligazioni. La fiducia verso il sistema è ancora messa in forte dubbio.

4) Le monolines (vi ricordate titoli come Ambac) sono a valori di borsa prossimi allo 0 ...ma non ne parla più nessuno. Ambac vale 3 dollari e ne valeva 90 12 mesi fa. Oggi capitalizza meno di 650 milioni di euro ma assicura obbligazioni per miliardi...
5) AIG (la più grande assicurazione americana) aumenta le perdite, il rating viene abbassato e lancia un aumento di capitale...
6) Tutti gli indici sulle case americane continuano a segnare un forte peggioramento del settore ancora in atto. Solo in autunno si potrebbe toccare il fondo (ma non certo una ripresa).

7) Il petrolio a livelli record fa lievitare i costi delle famiglie americane (ed europee).
8)L'agenzia Internazionale dell'energia ha diminuito le previsioni di offerta di petrolio nel medio periodo (segno che i giacimenti si riducono).
9) Le vendite di libri sono debolissime. il gigante Barnes and Noble ha registrato una perdita nel trimestre maggiore delle attese (altro sintomo di povertà).
10) In america ( e in Europa) si scommette su un rialzo dei tassi in autunno. L'aumento dei tassi sta facendo lievitare il costo dei mutui.
Lo stesso Bill Gross, del fondo Pimco sostiene che i bond americani rendono troppo poco. (Se i rendimenti salgono...il prezzo scenderà...generando ulteriori perdite ai portafogli degli investitori) Ma se i rendimenti saliranno....e i tassi saliranno, senza che l'economia si sia ripresa...siamo in stagflazione e le borse lo sconteranno pesantemente.
11)I pochi spiccioli che il governo americano ha restituito al popolo stanno svanendo per sopravvivere e non certo in consumi sfrenati.
12) anche in Italia i pochi spiccioli dell'ICI sono già stati mangiati da tariffe autostradali in aumento, costo dei mutui al rialzo, e gli ultimi rincari di benzina, gasolio ecc ecc
13) In Indonesia il governo ha deciso di aumentare del 30% il costo della benzina (il costo era metà di quello americano e 1/4 di quello italiano). Vi faccio una domanda: secondo voi l'economia di quella nazione rallenterà o aumenterà?
Lo stesso discorso è valido per Cina, india e molti altri paesi emergenti.
Da questa situazione si esce solo con un profondo rallentamento economico e conseguentemente con mercati azionari in calo.

14) Molte compagnie aeree in america ed Europa hanno lanciato dei profit warnings incolpando il caro petrolio. Hanno inoltre stimato UN CALO DEI PASSEGGERI ( e quindi del numero dei voli). E' ovvio che quando i passeggeri volano meno l'economia rallenta in quanto significa meno turismo o meno viaggi d'affari.
Non dimentichiamoci che molte conmpagnie aeree potrebbero decidere di tagliare gli investimenti in nuovi aerei (bloccando così un altro settore dell'economia)
15) UBS ha venduto 22 miliardi di dollari di obbligazioni incassando 15 miliardi (ovvero, vendere una obbligazione che hanno comprato a 100 per 68!!!)
La cosa divertente è che UBS ha venduto le obbligazioni a Blackrock, ma Blackrock, per comprarli si è fatta finanziare dalla stessa UBS per 11,25 miliardi (il tasso d'interesse del prestito è ignoto, ma se fosse un tasso di favore...significherebbe che quelle obbligazioni valgono ancora meno...)
Il prezzo sul mercato delle obbligazioni ALT 1 è definitivamente più basso di quello pagato da Blackrock. Questa è un'operazione di maquillage alla quale UBS è stata costretta. Fra l'altro UBS ha varato un'ennesimo aumento di capitale di 15 miliardi a un prezzo molto basso...
16) L'aumento di capitale Monster di Royal bank of Scotland è a 200 pennies.
Il numero di azioni che dovrebbero essere sottoscritte è impressionante: 6, 1 miliardi... Il valore dei diritti continua a scendere, in settimana è passato da 76 pennies a 41! La deadline per sottoscrivere l'aumento di capitale è il 6 giugno! Se per quella data il valore dei diritti andasse a 0 un imponente numero di azioni dovrà essere sottoscritto dalle banche che hanno garantito il buon fine dell'operazione: Goldman Sachs, Merrill, UBS. Il rischio è limitato, visto che l'azione vale ancora 250 pennies...ma non impossibile...
17) ALLIANCE BOOTS, la società è stata scalata lo scorso anno da un fondo di private Equity americano KKR. lA SOCIETà è STATA COMPRATA PER 11 MILIARDI DI STERLINE....
Pensate che il capitale di rischio era solo di 2 miliardi. Il debito per acquistare questa azienda è di circa 9 miliardi di sterline.
(ricordo che negli ultimi 12 mesi la sterlina si è svalutata del 15% rispetto all'euro. chi ha finanziato l'operazione rischia, se non ha coperto il rischio cambio, di veder realizzarsi una grossa perdita da cambio)
Ora i soggetti finanziatori sono: Unicredit, Deutsche bank, JP Morgan, Bank of America, Barclays, Citigroup, Merrill, Royal bank of Scotland.
Le banche stanno cercando di vendere il debito. il prezzo ottenuto è il 91% del valore nominale. BARCLAYS A UNICREDITO HANNO RIFIUTATO. Se le condizioni macroeconomiche peggioreranno...per Unicredit si preannunciano perdite consistenti. Mi domando a che valore sono in bilancio di Unicredit questi debiti...e se si è coperta dal rischio di cambio....
18) Venerdì,il Fasb (l'autoritò che controlla le regole della contabilità delle assicurazioni americane) ha cambiato le regole. Maggiore responsabilità verrò data alle assicurazioni che assicurano le obbligazioni. Il tutto entrerà in vigore a dicembre 2008. Per le assicurazioni americane 6 emsi per trovare una soluzione. Prevedibile negatività belle prossime settimane in questo settore.
19) Warren Buffett è istrionico. Dice che l'economia va bene..ma poi cambia idea...dice di essere interessato a 20 aziende italiane (anche noi lo siamo ma dipende a che prezzo). Ieri ha fatto la sua dichiarazione sulla recessione affermando che l'america è in recessione.
Anche mercato libero lo dice da mesi (supportandolo con dati e analisi). Il PIl positivo americano NON CONTA NULLA.
L'inflazione petrolifera ed alimentare fa lievitare un pil altrimenti in crollo verticale. (noi sosteniamo che il deflattore del PIL in america e in Europa non è un valido metodo con questa inflazione). Infatti il deflattore non tiene conto che questa inflazione è solo negativa, il deflattore non consider che tutti gli assets stanno perdendo di valore e quindi sbaglia clamorosamente i dati).
Buffet aggiunge che sarà molto più munga e dolorosa di quello che molti pensano.
20)George Soros è in perfetta sintonia con Buffett, ed entrambi non sono legati al sistema banche...
Quanti di voi cari lettori mi hanno aspramente criticato negli ultimi 50 giorni.....
Quanti considerano il lavoro di Mazzalai (iceberfinanza) di un pessimismo cosmico..
Quanti considerano Roubini un ciarlatano che ha azzeccato una crisi e ora si aspetta la fine del mondo...
Tutti costoro sono persone che non vogliono leggere i numeri di questa recessione e hanno un ostinato ottimismo. Bisogna essere realisti per non perdere soldi in questo 2008.
I mercati non hanno trovato il fondo, specie quelli europei, e una profonda discesa negli inferi ci attende.
I target di molti tioli del MIB 40 li ho indicati in un articolo della scorsa settimana.
Mercato libero ha individuato delle aziende medio piccole che potranno essere comprate nei prossimi mesi per meno di un terzo del loro valore.
I mercati andranno da una sovravalutazione a una violenta sottovalutazione e chi come noi e i nostri clienti sarà rimasto liquido potrà sfruttare un mercato al rialzo. Provate a contattarci e chiedere dei nostri servizi di consulenza indipendenti.
I prodotti che le banche vi stanno rifilando...compresi miliardi di obbligazioni non negoziabili nei mercati ....vi porteranno a far ingrassare i bilanci delle banche stesse.
Mercato libero hoffre delle soluzioni! Contattaci al 02.26005366 e chiedi di un consulente finanziario
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EUFORIA O RITORNO ALLA CRISI..
RISCHIO BTP!!!

Il mercato obbligazionario italiano negli ultimi due mesi sta mostrando segni di miglioramento, pur in presenza di una volatilità elevata, ma resta il rischio di un nuovo peggioramento con l'arrivo a fine giugno dei risultati del secondo trimestre per le banche.
Lo ha detto Maria Cannata, direttore generale del dipartimento per la gestione del debito pubblico del ministero del Tesoro. La Cannata ricorda che l'allargamento a marzo dello spread tra Italia e Germania, arrivato per i decennali Btp/Bund a 72 pb, è da considerarsi "del tutto irrazionale, non c'erano motivi fondamentali".
Ma la brava Cannata evita di parlare delle seguenti cose:
- Come mai lo spread BTP - Bund rimane molto più elevato che nel passato (sopra i 40 BPS)
- Il fabbisogno dello stato continua a no ad aumentare?
- Cosa accadrebbe in caso la BCE alzasse i tassi d'interesse (SPECIE SE IL PETROLIO CONTINUASSE A SALIRE A VERSO I 150 DOLLARI, SPINGENDO VERSO I 100 MILIARDI DI EURO IL COSTO DELLA NOSTRA BOLLETTA ENERGETICA).
- In quanto viene stimato il costo del pagamento per interessi nel 2008 (più alto o più basso del 2007 (dove salì energicamente e senza apparente motivo?)
- e infine: i volumi sul mercato italiano dei titoli di Stato si sono dimezzati rispetto alle condizioni normali su tutte le principali piattaforme.Lo ha detto Luigi Spaventa, presidente del consiglio di sorveglianza di Mts, a margine del convegno di Assiom a Pescara. Lo sapete che il crollo dei volumi significa maggiore illiquidità e quindi maggior rischio?
Tutti buoni motivi per non abbassare la guardia. In caso di peggioramento del clima economico in Eurolandia l'Italia verrà facilemnte messa in un angolo e con essa il suo debito e le sue obbligazioni.
Mercato Libero ha una soluzione non costosa e legale nel caso i tempi si facessero difficili in autunno.
mercatiliberi@gmail.com
RISCHIO BTP!!!
SINDACATI VERGOGNATEVI...LAVORATORI NON ASCOLTATELI PIU' , SONO ASSERVITI AL POTERE

'Non siamo per l' indicizzazione dei salari, ma vogliamo che il dato inflattivo sia esattamente rilevato', dice Raffaele Bonanni. Secondo il segretario della Cisl, poiche' 'il primo livello di contrattazione dovra' restituirci interamente tutti i soldi che perdiamo per l'effetto dell'inflazione, gli strumenti del suo rilevamento devono essere tarati bene. Oggi, invece, quegli strumenti sono starati, soprattutto su quegli elementi soggetti per esempio al costo del petrolio'
I sindacati non vogliono l'indicizzazione dei salari al'inflazione (scala mobile) ma permettono che le tariffe delle Autostrade siano legate alla crescita dell'inflazione.
Sorprendente...i primi sindacati al mondo a favore dell'imprenditore e del governo e contro i dipendenti.
Ribellatevi ai sindacati che vi hanno turlupinato per anni....permettendo alle imprese di fare miliardi di profitti senza redistribuire ricchezza ai lavoratori (con salari bloccati a liovelli di sussistenza).
SINDACATI VERGOGNATEVI...LAVORATORI NON ASCOLTATELI PIU' , SONO ASSERVITI AL POTERE
MPS- LA SAGA CONTINUA

Voi vecchi lettori di Mercato libero lo sapete che non è una questione personale fra me è Mussari. Le decine di articoli scritti contro Mussari e le sue scelte sono tutti da imputare alla enorme distruzione di richezza che quest'uomo ha portato a Siena e all'italia intera.
Questi miei articoli sono contro un presidente padrone che vuole usare la banca per gli interessi di un gruppo di amici o presunti tali, ben determinati.
Mussari è il classico esempio da portare ai bambini affinchè non diventino come lui.
Una persona che riesce ad usare stampa e media a suo piacimento in quanto apoggiato da amicizie VERAMENTE IMPORTANTI.
Una persona che ha distrutto 8 miliardi di valore della banca più antica del mondo.
Qualcuno gli ha fatto comprare una banca malconcia per miliardi di euro. Ha fatto investimenti sbagliati in molte aziende. Ora sta svendendo il patrimonio che la banca ha costruito in tanti e tanti anni.
Sta spogliando la banca di competenze legate a i prodotti e vuol trasformare MPS in un supermercato di prodotti non suoi. Ma il supermercato (2875 filiali) è nella zona povera d'europa dove la fiducia nelle banche è persa, dove il canale internet prende sempre più piede, ma è proprio in quel canale che la banca non è assolutamente competitiva e innovativa.
Mussari sta sbagliando tutte le strategie e attuando questi errori allontana migliaia di persone dalla banca. lascia a terra migliaia di famiglie senza lavoro.
Mussari non è dato di sapere se ci fa o ci è. Sta di fatto che MPS è il crocevia di importanti interessi di un certo mondo finanziario italiano. Un mondo che, per il bene dell'Italia, dovrebbe essere spazzato via con questa crisi economica.
ECCO QUI DI SEGUITO LA SOLITA SFILZA DI NUOVI E VECCHI ERRORI DI MUSSARI.
Oramai i managers MPS non ne possono più. Mussari passa le sue giornate cercando di elargire un favore a sinistra e uno a destra...telefona a Geronzi, Passera, prova a convincere due arabi ad investire nella sua banca, regala soldi ai giornali per tenerseli buoni con qualche campagna pubblicitaria, si fa fotografare nelle pose più plastiche, cerca di ostentare sicurezza con interviste tendenziose e pilotate, chiede ripetutamente un aiuto dal Santander che gli permetta di ritornare in auge a Siena....ma nulla...
In realtà anche lui capisce che presto il suo tempo sarà finito. Certo, da MPS non andrà via con disonore...sono troppi i segreti che dovrà tenersi e probabilmente gli verrà offerta una soluzione indolore e prestigiosa... (ancora una volta a chi sbaglia gli si dà un premio....così come capitò con De Bustis durante l'acquisizione della banca Del Salento)
La domanda che ancora oggi tutti si pongono (ma non apertamente) è MA PER CHI ERANO I 9 MILIARDI PAGATI A BOTIN PER ANTONVENETA.
Botin li ha tenuti tutti per il Santander? Qualcuno potrà cercare la risposta nelle pieghe della c...a senese, fra o..s ..., m...a e m......a e nelle grandi teorie dei complotti che da sempre attraversano l'Italia...Ma prove mai.
Ma torniamo a Siena e alla triste storia della banca...
MPS ha perso 2780 milioni di euro di risparmio gestito negli ultimi 24 mesi.
Lo stesso business del risparmio gestito di MPS è in vendita e Carlyle ha abbandonato il dossier. Chi vende oggi vende a prezzi di saldo.
Il Mussari è da considerarsi l'esempio campione (depositato al museo di Sevres - così come il metro campione) di come NON CI SI DOVEVA COMPORTARE IN QUESTA CRISI.
Mussari è da considerarsi il benefattore di mezzo sistema bancario europeo e la bestia nera degli azionisti e della fondazione di Siena.
Ha fatto guadagnare SANTANDER cifre iperboliche .
Ha comprato un prezzo di Mediobanca pagandolo caro
Ha comprato azioni Eutelia una settimana prima del crollo.
Ha fatto acquistare titoli ENEL sui massimi..
Ha Dato mandato a lehman di vendere i non performing loans (con guadagni elevati per chi compra).
Ha venduto a lehman immobili per 100 milioni di euro.
Ha fatto guadagnare milioni di commissioni a JPMORGAN, CREDIT SUISSE, UBS, MERRILL LYNCH ...per le operazioni di collocamento delle obbligazioni e di garanzia dell'aumento di capitale.
Regalerà molti soldi a che comprerà l'asset management.
Regalerà molti soldi a chi venderà le 125 filiali.
Infatti in settimana unicredito ha venduto le sue filiali a circa 4 milioni di euro (e con delle clausole capestro che potrebbero far si che l'incasso sia anche più basso). Post aumento di capitale MPS, una volta vendute le filiali in esubero rimarrà con 2875 sportelli. Ma dovrà spendere molti soldi per cercare di ridurre i costi di gestione, senza contare che ha emesso 3,5 miliardi di debito dedicato all'operazione. Se ci pensate bene i 12 miliardi di capitalizzazione di oggi sono ESAGERATI. Ben presto MPS perderà altri 2 miliardi di capitalizzazione almeno...e si arenerà a 1,6 euro.
Mussari è confuso....prima dice di guardare all'america latina e pochi giorni dopo annuncia che fino al 2011 MPS si concentrerà su Antonveneta...
Mussari dice che l'aumento di capitale è stato un successo....Ma Mussari.... a 1,5 euro era impossibile che non lo fosse. Comunque la tua banca, grazie alle tue strategie, è sui minimi degli ultimi anni e il prossimo movimento sarà al ribasso: obiettivo 1,5 euro.
Il fotogenico Mussari... potrebbe ben presto essere scaricato da Caltagirone, Geronzi e Berlusconi, magari con l'aiuto indiretto di Tremonti.
Ma Mussari per evitarlo è pronto a tutto......
e infatti è pronto a elargire doni a .....
Infatti:
MILANO (MF-DJ)--C'e' anche Francesco Gaetano Caltagirone fra i soggetti interessati a rilevare i crediti non performing del Monte dei Paschi per i quali dovrebbe affiancare l'immobiliare Sansedoni nella newco che acquistera' il patrimonio di non performing loan della banca, pari a circa 2,7 mld lordi, accanto a Lehman Brothers, che sara' il partner di maggioranza. E' quanto scrive MF, secondo cui il valore dell'operazione si aggirerebbe sui 500 mln mentre i crediti sono per la maggior parte
chirografari e garantiti da immobili.
Sansedoni e Caltagirone insieme, secondo indiscrezioni, dovrebbero avere un terzo della newco, mentre due terzi andrebbero a Lehman.
Caltagirone ha speso un bel po' di soldi per salire nel capitale di MPS. il prezzo medio di carico dovrebbe aggirarsi sui 2,5 euro.
Tuttavia Caltagirone non è interessato a guadagnare sui titoli MPS ma a guadagnare da tutti i business collaterali.
Sono 2,7 miliardi di crediti (chirografari e garantiti da immobili) che la banca deve cedere per poco più di 500 milioni. Non credete che Caltagirone potrà raddoppiare il suo profitto...e incassare laute plusvalenze.
Il tutto ai danni dei piccoli azionisti MPS che vedranno sempre scendere il valore di una banca che vende i gioielli di famiglia e compra il pattume degli altri (Antonveneta...una banca malconcia, per parole dello stesso Mussari)
Lehman è l'advisor....ah dimenticavo, Magnoni (capo di Lehman) è un grande amico di Colannino e quindi di Veltroni....2 + 2 fa sempre 4...
Facciamo due conti...Caltagirone ha sborsato circa 750 milioni per acquisire il 5% di MPS. Dalla sola operazione Non performing loans potrà avere profitti per quasi 150milioni...
E passiamo ai rapporti con il cavaliere di Arcore......
Qualcuno potrebbe pensare che MPS è una banca rossa e quindi lontano da Berlusconi. in realtà non è così....Berlusconi è grande amico di Geronzi e Geronzi tiene per le palle Mussari.
Le società di Berlusconi lavorano con MPS...E in settimana è stata fatta comunicazione che MPS detiene oltre il 2% di mediaset.
Personalmente non ci crediamo. Riteniamo che sia la solita operazione di dividend Washing....(che per comodità magari starà in piedi qualche mese...)
Tuttavia il Corriere di Siena (manovrato dal MPS) decide di scrivere (probabilmente sentito mussari) che MPS è UNA BANCA ROSSA E AZZURRA (giocando con la partecipazione di MPS in mediaset)
Sentite cosa scrive il giornalista: "quella del monte non vuole essere una scalata al colosso milanese è chiaro ma costituisce certo la conferma di un feeling con il premier berlusconi che va avanti da tempo".
Il giornalista si spinge oltre....."Berlusconi deve dire grazie (ma vi rendete conto della ca.....a...) di alcuni dirigenti montepaschini del passato che con il loro sostegno ha potuto far nascere e sviluppare il suo enorme patrimonio...
Ora ...pensate al senese che compra il giornale e legge ste palle ....Il povero senese penserà..."però Mussari che presidente con i fiocchi ......."
E invece sono tutte panzane e presto, alla chiusura dell'operazione di dividend washing la panzana verrà alla luce...ma i giornali non si occuperanno di dare risalto alla notizia e il senese rimarrà nella convinzione che Berlusconi e Mussari si amano alla follia... Nel frattempo...Berlusconi e Geronzi potranno forse trovare un cambio al vertice della fondazione e della banca.
Ah dimenticavo...se non fosse dividend washing...sarebbe un altro incauto acquisto....dal giorno dell'acquisto il titolo Mediaset ha infatti perso molti punti percentuali in piazza Affari....come per dire ...Mussari..Mussari...fai una cosa ne sbagli due...
Ma una delle cose più divertenti è senza alcun dubbio il NOBEL Italiano...
Il 7 giugno a Firenze si terrà la premiazione de "Le Muse".
E' un premio che abbraccia diverse discipline. Pittura, letterattura, cinema, teatro. Quest'anno uno dei 12 premiati sarà proprio lui Mussari.
Quest'anno è l'anno dei premi per Mussari...da banchiire dell'anno a Banchiere della cultura...
Chissà quali sono le motivazioni che hanno spinto a selezionare Mussari...forse perchè ama il cinema e vorrebbe recitare la parte di un banchiere
Forse perchè ama la fotografia...specie quando lui è il soggetto...
Forse perchè ama il teatro...specie quando le spara grosse....
Ripeto . Target entro fine anno 1,5 -1,6 euro per MPS.
MPS- LA SAGA CONTINUA
POLIZZA DIMENTICATA

E' da mesi che vi dico di stare lontani della assicurazioni, specie quelle vita...
Allenaza, Generali, Unipol, Mediolanum, Fondiaria....tutti titoli che a piazza Affari giacciono presso i minimi anche se il mercato da tali minimi è ancora lontano.
Ma che rialzo è stato questo? L'ultima possibilità per vendere qualche titolo prima di mesi bui. L'italia sta andando verso i mesi più bui della sua recente economia.
Oramai è un dato di fatto: le compagnie assicurative non raccolgono più soldi e anzi, si sta assistendo a un aumento preoccupante dei riscatti.
Le banche, colte dalla crisi di liquidità stanno spingendo il popolo bue a sottoscrivere bond della propria banca (a tassi non certo interessanti) a tutto discapito di pessimi prodotti assicurativi.
La nuova raccolta segna un -24%. E i riscatti da polizze assicurative "trappole" stanno facendosi via via più pressanti.
Ricordatevi NON COMPRATE PRODOTTI ASSICURATIVI (a meno di esigenze ben determinate).
Prendiamo una delle peggiori compagnie assicurative italiane:
L'Alleanza.
una volta tale compagnia era sintomo di patrimonializzazione. Oggi di compagnia carissima rispetto ai competitor. Una volta gli utili venivano reinvestiti in immobili o terreni oggi il dividendo distribuito è pari al 100% dei profitti.
Il rapporto prezzo utili è elevato e apre la porta ai minimi del 2002 (ovvero poco sopra i 6 euro).
Sorte non dissimile toccherà ad altri assicuratori..
POLIZZA DIMENTICATA
I POTERI FORTI RINGRAZIANO IL NUOVO GOVERNO

Non voglio dare giudizi, ma solo raccontarvi le prime mosse del nuovo governo.
lascio a voi giudicare e anche a commentare od obiettare...
Ecco le prime mosse del governo:
1) Regalo di un miliardo di euro (pari all'aumento di capitalizzazione in borsa) alla famiglia Benetton. Il regalo è stato fatto approvando un piano di aumenti tariffari stratosferici e legati all'inflazione. Ebbene si...il governo (e i sindacati) hanno accettato la "scala mobile " per l'imprenditore ma non per i salari dei dipendenti. E' una mossa a favore degli imprenditori monopolistici.
2) Berlusconi, non solo prende 300 milioni di euro di nostre tasse e le presta ad Alitalia, ma trasforma il prestito in capitale...e chi rivedrà più quei soldi. L'alternativa c'era: il commissariamento. Ma se l'avesse fatto due poteri forti avrebbero perso:
a) i sindacati
b) le banche che finanziano Alitalia che avrebbero dovuto perdere centinaia di milioni di finanziamenti .
Ancora una volta Berlusconi ha fatto il gioco dei forti.
3) il governo ha inserito subito una legge per favorire la tenuta in vita di rete 4 (ancora una volta si antepongono gli interessi privati a quelli pubblici)
4) Tariffe telefoniche. il governo autorizza un regalo e Telecom Italia. Telefonica, Generali, intesa, Mediobanca (geronzi), che sono i principali azionisti, ringraziano.
5) Nucleare, approvandolo il governo lo metterà in mano a Enel promettendogli sovraprofitti (a danno dei consumatori). Saranno i nostri soldi (caro bolletta) a pagare le centrali nucleari. I profitti però non saranno della stato (e quindi ancora nostri) ma di pochi investitori di enel che prenderanno alti dividendi. Ancora una volta una mossa a favore dei poteri forti.
6) Il governo stabilisce con l'Abi (associazione delle banche) un protocollo di intesa. Le rate dei mutui torneranno al valore del 2006. Resta inteso che l'onere VERRA' SOPPORTATO IN TOTO DAL CONSUMATORE (tramite 'allungamento del prestito e un maggior utile per le banche). Non è un caso che le banche abbiano ben reagito a Piazza Affari venerdì.
Tremonti parla di aumentare le tasse a petrolieri e Banche...parla parla ma intanto fa l'opposto.
Il governo Berlusconi sta passando come GOVERNO DEL POPOLO, invece è sempre il solito governo LOBBISTA. L'importante è rendercene contro.
Come al solito, eliminato un cagnaccio, eccone subito un altro!
Ma la ricetta è profondamente sbagliata. Questo governo fallirà se continuerà su questa strada.
Sono gli utili aziedali generati da rendite monopolistiche o di cartello dei grandi gruppi che devono essere combattute. Le aziende con alto debito non dovrebbero pagare più dividendi.
Lo stato dovrebbe premiare la PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE.
Lo stato dovrebbe premiare l'espansione all'estero e si dovrebbero detassare gli utili che si ottengono da tale espansione. In Italia invece si dovrebbero regolare verso il basso TUTTE LE TARIFFE.
L'innovazione tecnologica andrebbe premiata.
Ci sarebbero cose da fare...ma il governo parte sempre dalla parte sbagliata..
I POTERI FORTI RINGRAZIANO IL NUOVO GOVERNO
ECONOMIA IN RECESSIONE? NON CI CREDETE: RISPONDETE A 5 DOMANDE!

Caro lettore rifletti bene sulle domande che ti sto per fare:
Poi vedremo di trarre insieme le conseguenze:
Domanda 1
Il tuo stipendio di quanto è aumentato negli ultimi 12 mesi?
Domanda 2
Il prezzo di benzina, gasolio, alimentari, mutuo di quanto è salito negli ultimi 12 mesi (traduciamo in: di quanto è cresciuta l'inflazione sui beni di prima necessità?)
Domanda 3
Il valore delle tue proprietà immobiliari (al netto delle tasse e delle spese che hai pagato) è aumentato o sceso negli ultimi 12 mesi
Domanda 4
Il valore dei tuoi investimenti finanziari di quanto è cresciuto negli ultimi 12 mesi?
e Infine Domanda 5
Il tuo risparmio medio è aumentato o sceso negli ultimi 12 mesi? Oppure: hai eroso il tuo capitale o le tue rendite negli ultimi 12 mesi per mantenere il tuo livello di vita?
Sono sicuro che le risposte per almeno il 95% dei nostri lettori conducono a una sola
NEGLI ULTIMI 12 MESI LA MIA FAMIGLIA SI E' IMPOVERITA!!!
E allora ti domando:
Cosa pensi di fare? Come reagirai a questa situazione?
Alcuni penseranno di lavorare di più. altri spereranno che le cose cambino da sole, altri forse penseranno a cambiare nazione. C'è un solo dato di fatto inconfutabile:
La maggior parte degli italiani ridurrà i consumi. Il processo d'impoverimento è irreversibile e solo le generazioni future potranno invertire il trend.
Se poi pensi che il 70% del Pil italiano è dato dai consumi...ben puoi immaginare l'impatto sull'economia e sulle finanze pubbliche.
Alcuni non ci credono e rispondono che il PIL è salito dello 0,4% nell'ultimo trimestre in italia (comunque a un tasso molto più basso che in Eurolandia)
Quindi tutto bene?
Ma neanche per idea. Voi sapete come si calcola il PIL? Ebbene, il solo aumento dei prezzi fa aumentare il PIL.
Nel passato (anni 70) il Pil cresceva insiema all'aumento dei prezzi....i prezzi salivano...ma salivano gli stipendi, il valore delle case, gli assets in borsa...
Oggi salgono solo i prezzi dei beni di prima necessità: benzina, latte, pane, grano ecc ecc. Le case scendono di valore (per non parlare delle tasse e spese sugli immobili). Le attività finanziarie non generano ricchezza. I salari sono bloccati.
Ma l'inflazione sale e distrugge la ricchezza dell'individuo.
Siamo in una situazione peggio di quella del 1929 ma il sistema la nasconde brillantemente. Il gasolio sale a prezzi record ma i giornali e i media ne danno notizia ma senza troppa enfasi.
Ai media in generale (e i politici) è vietato spaventare la gente (altrimenti non consumano più e allora è finita la festa.
Negli anni 70 la soluzione al cari petrolio erano le domeniche a piedi. oggi le domeniche a piedi farebbero crollare i consumi e allora lasciamo perdere. E infatti anche le domeniche a piedi per non far salire lo smog sono sparite...ma non è certo sparito lo smog.

E' l'effetto della socializzazione delle perdite del sistema bancario voluta dalla BCE, FED e BOE. Per inglesi e americani si deve mettere anche in conto la svalutazione delle loro monete verso l'Euro.
Ma per gli europei è solo questione di tempo. Forse in USA e in gran bretagna le cose miglioreranno, grazie a queste cure da cavallo, ma non in Europa.
Gli utili delle aziende crolleranno fino a quando la BCE non sarà costretta ad abbassare i tassi d'interesse e l'Euro comincerà a predere valore.
Ricordatevi che la fed aveva una scelta. far fallire il sistema finanziario o tagliare i tassi, immettere altre tonnellate di liquidità. Avendo scelto la seconda soluzione ha creato un enorme inflazione (inflazione negativa, in quanto in presenza di bassa crescita).
Qusta inflazione con bassa crescita favorisce i fruitori della liquidità a monte della catena e distrugge valore e ricchezza alla classe media.
QUI DI SEGUITO TROVATE UN BELLISSIMO ARTICOLO DI LUIGI DE SOCIO che vi racconta questo meccanismo. E' lungo ma merita di essere letto. Vi spiega come le mani forti STANNO FREGANDO LA CLASSE MEDIO BORGHESE RUBANDO OGNI GIORNO CENTINAIA DI MILIONI DI EURO DI RICCHEZZA.
Ma ricordatevi...il sistema non ha risorse illimitate, i nodi verrano ben presto al pettine e per l'Europa saran dolori. E l'Italia vedrà aumentare il rischio di uscita dall'euro.
ARTICOLO DI LUIGI DE SOCIO:
Cari letttori, mi cimento in una disamina della situazione macroeconomica alla luce dell’evoluzione della situazione economica e finanziaria.
Possiamo dare ormai per certo che il 2008 sarà un po’ ovunque l’anno della non-crescita dell’economia reale, nonché anche un anno particolarmente importante sotto l’aspetto degli equilibri valutari, con l’ombra immanente della recessione Usa a smorzare, almeno nei prossimi mesi, i facili entusiasmi (in chi ancora avesse voglia di entusiasmarsi…). Ma la non-crescita, di per sé, non è che uno dei gravi problemi che attanagliano il sistema globale presentando sia ai Paesi industrializzati che a quelli emergenti il conto salato degli squilibri e degli eccessi generatisi negli ultimi anni.
Sul fronte più strettamente finanziario osserviamo l’intestardirsi della Banca Centrale statunitense nel perseguire (invano) la crescita economica e nel tentare di alleviare la morsa del “credit crunch” ricorrendo a manovre di politica monetaria, mentre nel Vecchio Continente la Bce continua a preoccuparsi (non a torto) delle crescenti pressioni inflattive mantenendo inalterati i tassi, anzi facendo intravedere la possibilità di innalzarli ulteriormente. Personalmente sono stato e continuo ad essere fortemente critico sia nei confronti della Fed che della Bce, concedendo alla Fed l’attenuante che per lo meno negli Usa la Banca Centrale e il governo hanno concertato un intervento in parallelo che include anche una manovra fiscale, mentre in Europa non solo la Bce non si preoccupa delle conseguenze nefaste degli alti tassi sulla crescita economica, ma i governi dei paesi europei non hanno in programma alcun intervento di rilievoteso ad alleviare la pressione fiscale. La Fed, dal canto suo, con il forte taglio dei tassi operato negli ultimi mesi e con le incessanti iniezioni di liquidità nel sistema finanziario, sta creando le premesse per un ulteriore aumento degli squilibri già in essere, favorendo
i “primi prenditori” della moneta messa in circolazione (banche, istituti finanziari) con benefici praticamente nulli per la base del sistema economico e finanziario, costituita dalla gente comune.
Come se non bastasse, i tassi interbancari si mantengono altissimi, vuoi per il fatto che le ricorrenti iniezioni di liquidità stanno creando nelle banche l’abitudine ad attendere l’intervento di “mamma Fed”, vuoi anche per la persistente mancanza di fiducia (a ragion veduta) delle banche nel prestarsi denaro tra di loro.
E a quanto pare, la Fed non si sta nemmeno ponendo il problema di “come” le banche stiano usando le ingenti somme a loro prestate mediante le aste Taf. Sembra infatti che le banche stiano usando tali somme in maniera non del tutto ortodossa, spinte dall’urgenza di migliorare la propria situazione contabile e finanziaria. E’ inutile dire, inoltre che gli inviti rivolti alle istituzioni bancarie e finanziarie affinche si autoregolamentassero continuano a rimanere “vox clamantis in deserto”. Ma se le misure adottate dalla Fed sono da considerarsi riprovevoli sotto alcuni aspetti, ben più gravi sono a mio avviso le colpe della Bce, alla quale accollo anche indirettamente gravi responsabilità in merito alla debolezza del dollaro contro l’Euro.
Alla Fed infatti non si possono e non si devono chiedere ulteriori tagli del costo del denaro, che sarebbero davvero catastrofici sotto ogni aspetto. La Bce, invece, intimorita dal fantasma della iperinflazione (o almeno questa è la loro motivazione ufficiale), anzi per meglio dire intimorita dagli eventuali effetti “second round” della pressione inflattiva (quelli “first round” sono infatti già una realtà amaramente evidente) si ostina nella sua politica restrittiva provocando il persistere della debolezza della divisa Usa con effetto negativo sull’intera economia europea. I timori della Bce sono senza dubbio giustificati, tuttavia non mi sembrano sufficienti a giustificare un differenziale di tassi tra la zona Euro e gli Usa tali da mantenere pesante la pressione sul dollaro e praticamente nulla la crescita dell’economia europea. In fondo, gli effetti “second round” tanto temuti dalla Bce sono anch’essi già reali, e di entità tale da poter gettare nella recessione anche l’economia europea in mancanza di adeguate manovre fiscali da parte dei governi del vecchio continente.
Le pressioni ingenti dell’aumento dei costi energetici, dei prodotti alimentari e delle materie prime, unite all’alto costo del denaro e al praticamente nullo aumento dei salari, stringono il consumatore e la piccola e media azienda europea in una morsa insostenibile, destrutturando le aziende e portando i consumatori ad un livello di indebitamento senza precedenti. Tra l’altro, gli analisti ed economisti sono unanimi nell’imputare l’impennata dei prezzi delle materie prime e dei prodotti alimentari alla speculazione finanziaria dovuta alla nascita di derivati sulle commodities, e ciò non ha alcun legame con il livello attuale o futuro dei tassi in Europa.

Forse sarebbe bene che la Bce prendesse atto che l’inflazione, in Europa, è una variabile “strutturalmente” diversa dall’inflazione negli Usa o in Giappone, senza contare poi che esiste anche un’inflazione “importata”, assolutamente non legata al livello dei tassi europei. Prepariamoci quindi, noi europei, a patire le conseguenze dell’inflazione insieme alla sofferenza di una politica monetaria restrittiva della Bce.
Agli squilibri già in essere negli scorsi mesi, poi, va aggiungendosene uno ulteriore, costituito dal paradosso dell’ulteriore restringimento delle condizioni del credito operato dalle banche e dalle finanziarie, assolutamente in contraddizione (negli Usa) con le recenti manovre di politica monetaria. Per i consumatori, il beneficio dei tagli operati dalla Fed è praticamente nullo, in quanto i tassi praticati dalle banche e finanziarie ai comuni mortali erano e restano gravosi al limite dell’insostenibilità.
Il collo di bottiglia del credito al consumo, sempre più gravoso e difficile, oltre che aumentare la sperequazione tra individui comuni e la casta degli “eletti”, dovrebbe teoricamente tradursi in un aumento di difficoltà per il sistema bancario, data la crescente difficoltà ad espandersi in termini quantitativi. Tuttavia è importante notare come il sistema bancario e finanziario sia profondamente cambiato negli ultimi anni, passando da un modello di banca tradizionale, basato sui due canali principali della raccolta fondi e del business dei prestiti, ad un modello basato sulle speculazioni finanziarie e sul conseguimento dei risultati operando prettamente nel sistema finanziario.
Nei decenni passati, la forza dell’economia Usa, unita ad una sostanziale stabilità del dollaro rispetto alle principali valute, ha attratto continui e rilevanti flussi di capitali verso l’economia a stelle e strisce. Tali flussi e investimenti (che sono di natura finanziaria) hanno garantito all’economia americana una crescita continua e costante dando all’economia Usa la connotazione di un sistema economico “di consumo”. L’alta propensione al consumo degli statunitensi, unita all’alto livello dei loro salari, ha richiamato beni e servizi anche dal Vecchio Continente e dall’Asia, creando una vera e propria “corrente del Golfo” in grado di creare crescita economica reale in tutti i Paesi industrializzati, nel Medio Oriente (vedi petrolio) e ultimamente anche nei Paesi emergenti (vedi esportazioni della Cina verso gli Usa). E’ tuttavia ben noto ai climatologi che un arresto della corrente del Golfo indurrebbe un cambio climatico globale, con conseguenze catastrofiche in tutto il pianeta. E la rottura del meccanismo qui sopra esposto, in un certo senso, si può paragonare all’arresto della corrente del Golfo, con conseguenze pesanti per l’Europa, per l’Asia e per gli stessi Usa.

Ripeto ancora una volta, a mio avviso le maggiori responsabilità dell’incepparsi di questo meccanismo vanno ricercate nella ostinazione della Bce nel mantenere un differenziale eccessivo di tassi tra la zona Euro e gli Stati Uniti. Infatti la debolezza del dollaro, di cui la Bce non è ovviamente l’unica responsabile, ma sicuramente una dei maggiori, ha tolto all’economia Usa la sua connotazione di economia “di consumo”, senza peraltro lasciare il posto ad una alternativa vera che possa generare un circolo virtuoso a beneficio delle principali economie del pianeta. Infatti i flussi di capitali che vertono in direzione dell’Europa, così come anche della Cina e dell’India, non si stanno traducendo in crescita dell’economia reale. In parole semplici, sono rimasti “intrappolati” nel sistema finanziario, non passano dal sistema finanziario a quello economico (a causa dell’alto costo del denaro, ma anche a causa di altri fattori, come la inadeguatezza, gravosità e rigidità del sistema bancario europeo rispetto alle esigenze del mondo economico). E’ evidentemente prioritario ed urgente che si ristabilisca l’osmosi tra il mondo finanziario e quello economico per permettere che la liquidità inizi a creare crescita nell’economia reale.
Guardando al nuovo equilibrio dei cambi, si dovrebbe supporre che l’Europa e/o la Cina dovrebbero nei prossimi decenni ricoprire il ruolo fino ad ora svolto dall’economia Usa, ma ciò, alla luce dei fatti, non è possibile per diversi fattori: 1) La minore produttività e flessibilità del sistema economico e del mercato del lavoro in Europa;
2) Minore dimensione e grado di strutturazione del sistema finanziario europeo;
3) Mancanza di osmosi tra sistema finanziario ed economico;
4) Pervicacia della Bce nel mantenere alti i tassi di interesse;
5) Alta costosità del credito al consumo e dei mutui in Europa;
6) Obsolescenza e inefficienza del sistema bancario europeo;
7) Impossibilità strutturale, almeno nel breve termine, per il sistema economico europeo di convertirsi da sistema di trasformazione/esportazione a sistema di importazione e consumo;
8) Minore propensione al consumo in Europa;
9) Potere di acquisto del consumatore relativamente basso;
10) (last but not the least) Presenza schiacciante rigida e inadeguata della politica nel mondo economico, con politiche fiscali vessatorie e non flessibili, né tantomeno lungimiranti.
Alcuni di questi fattori, ed altri che qui non menziono (di tipo culturale, sociale e religioso) sono presenti nel sistema economico cinese ed indiano, e di fatto impediscono a priori che nel breve termine la Cina o l’India possano ricoprire il ruolo sinora svolto dall’economia Usa.
Tra l’altro la separazione creatasi tra mondo finanziario ed economia reale mantiene alti gli squilibri esistenti, e dei quali i mercati finanziari sono lo specchio fedele, essendo essi uno dei punti di incontro tra il mondo finanziario e quello economico. Né tantomeno può essere d’aiuto il processo di “finanziarizzazione” subito dalle grandi aziende, le quali già da tempo stanno prediligendo maquillages e obbiettivi finanziari alla ottimizzazione del loro funzionamento nel senso tradizionale del termine.
Nel mondo dell’economia reale, la “recessione occulta” in atto negli Usa e la stagnazione delle altre economie principali è destinata a durare a lungo alla luce di un aspetto sempre più evidente: negli ultimi anni l’economia globale aveva continuato a crescere a rimorchio della crescita Usa (finanziata con la smodata emissione di debito) e della crescita esponenziale delle economie di Paesi quali la Cina e l’India. Tuttavia ora l’inflazione in aumento in questi Paesi sta riducendo sostanzialmente la loro crescita reale, senza contare che l’aumento di ricchezza di questi Paesi, tradizionalmente esportatori, si traduce essenzialmente in un aumento del consumo interno, senza quindi apportare benefici rilevanti alle aziende europee ed americane. Notiamo inoltre che i beni esportati dai Paesi emergenti sono quasi interamente prodotti standardizzati a basso costo, che nella attuale situazione di impoverimento del consumatore medio europeo ed americano vengono domandati in quantità maggiori, con il risultato di generare pressioni rialziste sulle monete dei Paesi emergenti senza però apportare beneficio rilevante alle aziende che li producono. Il cerchio si chiude con ulteriori pressioni al ribasso sulla moneta Usa che favoriscono il perdurare della attuale situazione di stagnazione.
Forse le mie considerazioni sono state eterogenee e un tantino dispersive, ma in ultima analisi vediamo come il problema dei mutui negli Usa e quello della crisi del credito non debbano essere visti come problemi a sé stanti, e non debbano essere tacciati come l’unica causa degli squilibri e problemi dell’economia globale al momento attuale. Piuttosto, sembrano essere solo eventi che hanno messo in luce dinamiche e problemi più complessi, fenomeni e processi che si intersecano e che producono a loro volta conseguenze globali.
La mia conclusione, che può apparire semplicistica e banale (sarete voi a deciderlo se lo è), è che l’Europa, non sappiamo se e quanto volutamente, si trova nell’impossibilità di ricoprire il ruolo sinora svolto dall’economia Usa, e che quindi l’unica via d’uscita dall’attuale situazione di impasse sembra essere una politica monetaria espansiva supportata da politiche fiscali adeguate, che, con buona pace dei timori di maggiori pressioni inflattive, riporterebbe l’equilibrio valutario Eur/Usd a valori più realistici, e permetterebbe alla “corrente del Golfo” dei flussi finanziari di ripartire in direzione degli Usa, con effetti benefici sia per l’economia europea che per quelle di Giappone, Cina ed India. Consideriamo poi che una ripartenza dell’economia americana inizierebbe a restituire all’enorme debito Usa un minimo di credibilità, e consentirebbe la fissazione del tanto sospirato “bottom” dei valori immobiliari, con conseguente risalita degli stessi, che a sua volta allevierebbe non poco la crisi del credito disinnescando le mine vaganti dei prodotti strutturati legati ai mutui e prestiti, di cui il sistema finanziario globale è ancora intriso.
Diciamolo chiaramente, l’Europa ha avuto tutto il tempo necessario per crescere e diventare un contraltare economico e finanziario degno di controbilanciare l’economia americana, ma ha perso treni su treni, decenni su decenni, invischiata nella collusione tra finanza e politica, rimandando alle calende greche problemi quali quello del fabbisogno energetico, quello della trasparenza e regolamentazione bancaria, la flessibilità del mercato del lavoro, l’aumento della produttività, l’internazionalizzazione delle aziende, la modernizzazione e ottimizzazione dei carrozzoni pubblici,e mille altri ancora. Se quindi noi europei vogliamo tornare a vivere in maniera almeno decente la nostra vita “europea”, dobbiamo fare il possibile affinchè l’economia Usa torni ad essere uno dei nostri clienti principali, se non il più importante. Almeno fino a quando non apparirà all’orizzonte una “corrente alternativa” che garantisca la crescita globale.
ECONOMIA IN RECESSIONE? NON CI CREDETE: RISPONDETE A 5 DOMANDE!


