L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


UNA DOMENICA CON IL PETROLIO OLTRE I 40 DOLLARI MA CON LE PREVISIONI DEL PIL AMERICANO A +0,1% (in forte discesa e a un passo dalla recessione)

Il petrolio fortissimo ha alcune conseguenze fondamentali
1) rida' ossigeno all'economia e ai mercati azionari di Dubai e company..
2) aiuta enormemente il rafforzamento del rublo e della russia di putin
3) crea MOLTA inflazione in america  (che ha pure il dollaro debole) e getta le basi per un RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE (che in realta' in queste ultime settimane il mercato ha snobbato....
su questo ultimo punto pero'....ci sono alcuni dubbi (come vedremo) dettati dalle stime del PIL americano della Fed di Atlanta emesse proprio venerdi che indicano oramai una RECESSIONE IMMINENTE

La domanda che tutti noi ci stiamo facendo e'....CHE COSA ACCADRA' NELLA RIUNIONE SPECIALE DI LUNEDI DA PARTE DELLA FED?
 cosa si discutera' sul futuro dei tassi americani? un allontanamento del rialzo dei tassi ancora piu' in la' (ovvero nessun rialzo dei tassi fino a dopo le elezioni presidenziali) è la prima ipotesi...avvallata sia da questa forte salita del petrolio che dal dollaro che si continua a indebolire (oltre che dal forte recupero da parte delle mani forti ...di wall street e al contempo dalla continua discesa dei rendimenti del treasury americano).
una decisione in tal senso avrebbe alcune conseguenze di breve:  
farebbe salire ancora di piu' oro e petrolio, il dollaro andrebbe a 1,20 facendo chiudere molte posizioni alla speculazione long su dollaro ...darebbe fiato all'economia cinese (con una svalutazione dello yuan), favorirebbe enormemente le economie dei paesi emergenti  MA SOPRATUTTO CREEREBBE ENORMI PROBLEMI AL DESTINO DELL'ECONOMIA EUROPEA nel medio lungo periodo...(e del giappone ...che vedrebbe un ulteriore rafforzamento dello yen sul dollaro..in un momento di crisi dell'economia nipponica ...con la borsa sui minimi)
le  esportazioni europee crollerebbero...ma non solo..per l'italia ad esempio sarebbe la fine...tutte le previsioni economiche erano state fatte con il dollaro a 1,07 e il petrolio molto piu' basso....adesso c'e' il rischio che la bilancia commerciale italiana COLLASSI...e i semplici consumi potrebbero essere incapaci di sostenere l'economia.......anche perche' il dollaro basso favorirebe un aumento delle esportazioni (e il petrolio forte peggiorerebbe i saldi di bilancia commericale) per non parlare delle difficolta' del sistema bancario italiano....
E' vero che l'europa ha fatto piu' concessioni al bilancio dell'italia in settimana.....ma sappiamo gia' essere insufficienti...(un pil a +1,2% appare al momento una chimera anche se i consumi stanno reggendo)
SE INVECE LA FED PROPONESSE UN RIALZO IMMEDIATO DEI TASSI DI INTERESSE GIA' DA APRILE....VEDREMMO UN RECUPERO DEL DOLLARO, UNA DISCESA DEL PETROLIO DAI MASSIMI...E UNA DISCESA DEI MERCATI AZIONARI USA (oggi sui massimi) IN ATTESA DELE TRIMESTRALI-  MA GUARDANDO LE PREVISIONI DEL GDP AMERICANO PUBBLICATE DALLA FED DI ATLANTA ....UN RIALZO DEI TASSI PORTEREBBE SICURAMENTE IL PIL USA IN RECESSIONE...

venerdi infatti il solito report della FED DI ATLANTA INDICA UN CONTINUO CROLLO DELLE STIME SUL PIL AMERICANO...SIAMO ORAMAI PROSSIMI ALLA NEGATIVITA'
Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast

Latest forecast: 0.1 percent — April 8, 2016

The GDPNow model forecast for real GDP growth (seasonally adjusted annual rate) in the first quarter of 2016 is 0.1 percent on April 8, down from 0.4 percent on April 5. After this morning's wholesale trade report from the U.S. Bureau of the Census, the forecast for the contribution of inventory investment to first-quarter real GDP growth fell from –0.4 percentage points to –0.7 percentage points.

certamente un dollaro a 1,20 e i tassi sul decennale usa all'1,5% farebbero risalire il Pil Usa nella seconda meta' dell'anno...specie se il petrolio si portasse oltre i 50 dollari...(infatti il crollo del PIL in america e' in parte dettato dal settore energetico ..un recupero di Petrolio e materie prime darebbe ossigeno al PIL USA...e anche ai paesi emergenti...il cui recupero favorirebbe in primis proprio gli esportatori Usa...)

MA I MERCATI AZIONARI HANNO SCONTATO IN AMERICA GIA' UN BUON 70% DI QUESTE BELLE NOTIZIE....COSI' COME L'EVENTUALE RECUPERO DEI EMRCATI EUROPEI NON POTRA' CHE ESSERE DI PICCOLA PORTATA..IN QUANTO I MAGGIORI BENEFICIARI POTREBBERO ESSERE USA, CINA ED EMERGENTI E I GRANDI PERDENTI EUROPA E GIAPPONE (quanto detto e' gia' nei prezzi e spiega come mai si e' allargato lo spread fra i mercati azioanri usa ed europei)

con il dollaro a 1,20 i titoli del lusso europei soffriranno di riduzione delle esportazioni , favorito eventualmente il settore petrolifero ed energetico. Per il settore bancario il peggio potrebbe essere alle spalle ....ma occorrono un paio di decisioni importanti a livello europeo per evitare il peggio...e pare stiano studiando...

La trappola posta dal dollaro USA schiaccia i mercati azionari. Il paradosso che nasce dagli effetti negativi sull’economia mondiale derivanti sia da un apprezzamento che da una svalutazione del dollaro USA non lascia via d’uscita ai mercati finanziari, ponendosi come uno dei driver principali dei sell-off e delle correzioni anche nei prossimi mesi.Guardando ai motori che guidano i movimenti dei mercati azionari, oggi più che mai sono le valute ad essere le protagoniste indiscusse, primo su tutte il dollaro americano.Da qui nascono nuove dinamiche nella guerra valutaria, da cui scaturisce la cautela delle maggiori banche centrali, da qui si generano i freni alla crescita e all’inflazione.
Sembrerebbe che il destino dei mercati azionari mondiali sia tutto nella mani del dollaro USA e della Federal Reserve. Ma la situazione è paradossale: qualsiasi movimento del dollaro USA, sia al ribasso che al rialzo, pone forti rischi su larga scala all’interno dei mercati.
Mercati in trappola: gli effetti del dollaro deboleA causa di una recente cautela inaspettata da parte della Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti, il dollaro USA sta sperimentando una forte fase di debolezza.Il ribasso del dollaro USA porta una serie di conseguenze, con relativi effetti a catena:sostegno ai Paesi emergenti e alla Cina, che hanno alte quote di debito espresse in dollari
rafforzamento delle valute rivali maggiori - Euro e Yen.
La forza di Euro e Yen, spinta dalla debolezza del dollaro USA, va contro gli obiettivi delle rispettive banche centrali (BCE e BOJ), ferisce i profitti delle aziende - soprattutto le organizzazioni orientate all’export, mettendo pressione al ribasso sui listini azionari e aumenta le pressioni che portano alla deflazione.Risultato: il calo del dollaro statunitense influisce negativamente sugli obiettivi di crescita di Giappone e Eurozona, spinge il crollo dei mercati azionari correlati e aumenta il rischio di peggioramento delle problematiche presenti nell’area euro, prima su tutte la fragilità del comparto bancario.Mercati in trappola: gli effetti del dollaro forte. Al contrario, se la valuta statunitense aumenta di valore, gli effetti sono:
debolezza di Euro e Yen
crollo delle materie prime
difficoltà dei Paesi emergenti e Cina

Sebbene la svalutazione di euro e yen faccia contente BCE e Bank of Japan -poiché da qui scaturisce una ripresa dei profitti corporate e una spinta rialzista all’inflazione - dalla forza del dollaro USA scaturiscono pesanti conseguenze a livello internazionale.
Le materie prime, che sui mercati internazionali sono scambiate in dollari, vedrebbero le quotazioni scendere velocemente poiché l’acquisto diventa meno favorevole per i detentori di valuta estera.
In un simile contesto, a fare molta paura è la Cina, che potrebbe essere costretta a svalutare ancora una volta la valuta cinese in un tentativo disperato di sostenere l’economia.
Come sperimentato la scorsa estate, un’azione del genere ad opera della PBoC avrebbe conseguenze disastrose sul mercato mondiale.
Mercati in trappola: il ruolo delle banche centrali
Definire la situazione dell’economia «mondiale» potrebbe anche essere troppo ottimistico, e in questo contesto le banche centrali fanno difficoltà a mettere in atto delle politiche che abbiano un rapporto beneficio/conseguenze accettabile.Il miraggio della svalutazione
Le banche centrali ne sono convinte: per migliorare la competitività di un Paese bisogna far scendere la valuta. Basta valutare la moneta e improvvisamente si diventa competitivi.
Ma è solo una soluzione temporanea che regala alle banche centrali un po’ più di tempo nella speranza che l’economia torni a crescere.
Basta dare un’occhiata ai grafici di lungo temine di euro e yen.
L’euro si è svalutato del 30% negli ultimi 5 anni, mentre lo yen del 40%.
Quasi tutti i miglioramenti sui PIL e sui mercati azionari sono strettamente legati alla svalutazione delle due valute. Niente di diverso da ciò che ha fatto il mercato statunitense negli anni passati quando la Fed ha messo in campo il piano di stimolo di politica monetaria.
BCE e BoJ alle strette. Europa e Giappone, in modo particolare, hanno venduto anima e cuore nel tentativo di svalutare la propria valuta e sembrano non avere un piano di riserva. Le svalutazioni continueranno e il dollaro schizzerà contro lo yen nei prossimi mesi.
Europa e Giappone non hanno altra scelta.
Il problema è che il mondo non sta crescendo al ritmo necessario per permettere una risalita dei mercati azionari DURATURA
Le società non aumentano le vendite, i profitti non stanno crescendo e i margini operativi sono in discesa. L’economia statunitense, motore del mondo, è in difficoltà nel riuscire a produrre crescita a sufficienza tanto da giustificare la valutazione attuale del mercato azionario.
Ripresa del dollaro in vista: cosa succederà sui mercati?Quando il dollaro USA tornerà a salire, i guadagni sui mercati azionari degli ultimi due mesi verranno annullati, dato che l’andamento dei listini sono fortemente legati alla forza e alla debolezza del biglietto verde.
Questo è ciò che potrebbe accadere dato che non vi è un’altra valuta tra le più importanti nel Forex che sia anche solo vicina ad un rialzo dei tassi. I tori del dollaro torneranno, insieme agli stessi problemi per i mercati azionari che abbiamo visto nei mesi passati.
Le banche centrali sono incastrate: dannate se fanno, dannate se non fanno.
E quando i mercati azionari noteranno la paura degli istituti centrali, sarà una brutta giornata per i mercati finanziari mondiali.

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6 commenti:

Anonimo ha detto...

bellissimo articolo...paolo tu personalmente il petrolio a qnto pensi possa arrivare da qui a giugno? chiaro che la fed di domani detterà il ritmo...
lorenzo

Anonimo ha detto...

anonomo 10.54
Rispondo io per Paolo a giugno il petrolio sotto i 20 s

Anonimo ha detto...

no probabilmente a giugno starà intorno ai 35 usd 38 usd.

Anonimo ha detto...

il petrolio a giugno?
tra 50 e i 60 USD
poi viaggerà tra i 40 e 60 per un lungo lungo periodo
entrate long SUBITO, ha appena toccato un fondo di breve periodo

Anonimo ha detto...

Duturun, dimmi se sbaglio:
l'investimento in dollari americani (detenuti fisicamente) serve esclusivamente ad avere una certezza che, tempi addietro, poteva darti una polizza vita.
Al mondo, oltre alla morte (intesa come evento democratico), di serio e sicuro esiste solo l'america ed il vaticano, guardacaso istituzioni in grado di compiere atti inimmaginabili per mantenere questa loro prerogativa.
Morale:
sarà dura guadagnare col biglietto verde ma se accadrà sarà perchè le altre valute saranno morte e sepolte.
Alla fine non sò se è meglio far parte del parco buoi o essere un bue ribelle....tanto alla fine entrambi sempre in bistecche finiscono.
Termino con un auspicio ed un augurio:
MAANDATEAFFANCULOOOOOO TUTTI (padrone di casa escluso ahahahah)
Ciao Duturun

Anonimo ha detto...

Ma che senso ha tutto questo ?
Continuando così tutta la terra diventerà una grande Repubblica di Weimar.
Alla fine vincerà chi cade per ultimo. Ma quale sarà il premio?
A me sembra che ci stiamo tagliando i co....ni per fare un dispetto alla moglie lesbica.
Se voi ci capite qualcosa siete bravi.
Mauro3