PESSIMISMO LEOPARDIANO

Vi allego interessanti stralci di un articolo pubblicato da Maurizio Blondet.
E poi sarei io il pessimista....
Recessione USA: paga l'Europa
Maurizio Blondet
14/11/2007
Sono tornati a vendere il cotone del Texas, le granaglie delle praterie, semiconduttori, aerei, persino auto: le esportazioni americane continuano a crescere, rese competitive dal dollaro super-svalutato. Il deficit commerciale USA è sceso del 14% in un anno. Il deficit dei conti correnti è passato dal 7% del Pil al 5,5%. <
Sarkozy, nella sua visita a Washington, ha agitato lo spettro delle <
in cui Nixon uscì dal Gold Exchange Standard. E ciò apre rosee possibilità per l'industria e il lavoro. Per esempio: in India ormai la paga oraria nel settore internet- telecom-software ha raggiunto i 18 dollari l'ora.
A quel costo del lavoro, conviene di nuovo spostare imprese di programmazione e call center negli Stati Uniti. E forse presto anche le fabbriche Volkswagen.
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buon auspicio per la forza dei consumi e del bacino di manodopera. Il lato paradossale è che l'export americano dà segni di ripresa mentre il disastro finanziario si rivela ogni giorno più astronomico.
Secondo gli analisti della Deutsche Bank, le minusvalenze delle banche americane sui mutui potrebbero ammontare a 400 miliardi di dollari, contro i 72 che la Federal Reserve, il Tesoro e le banche hanno messo da parte come fondo di emergenza per scongiurare le insolvenze.
A quanto ammonteranno le perdite si saprà via via che i debitori sub-prime dichiareranno fallimento: si pensa che resterà impagato dal 30 al 40% del debito complessivo.
E' un paradosso incarnato Jim Melcher, il gestore del Balestra Capital Partners, un fondo speculativo (hedge) che s'è avvalorato quest'anno del 175%, dando la gloria al suo operatore: eppure Melcher è il primo a consigliare di alleggerire i portafogli azionari, e di non mettersi a comprare azioni da nessun altro Paese.
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Investire in petrolio, che sta salendo? No: Melcher prevede che il petrolio presto cadrà, data la recessione che incombe. Ai risparmiatori consiglia di tenere liquidità, e i risparmi in Buoni del Tesoro a breve termine. Perché? Il gestore più famoso del momento addita i prezzi crescenti di energia, carburanti ed alimenti e la restrizione dei credito già in corso: il proprietario di casa con mutuo (anche non sub-prime) non sarà capace di affrontare questa quantità di fattori avversi, tanto
più se il calo dei consumi porterà a un picco di disoccupazione, che lui crede inevitabile. Temo una brutta recessione, dice: Non una normale, ma una cattiva,
come negli anni '30. Ne vedremo i chiari segni nel semestre prossimo, con un drammatico rallentamento del prodotto interno lordo (2). Ma come si concilia questa visione con la ripresa della produzione reale e dell'export in USA?
Si spiega con la previsione che il dollaro calerà ancora, e i suoi momentanei benefici da svalutazione si rovesceranno in malefici. Già le Banche Centrali asiatiche hanno smesso di tappare il debito americano comprando Buoni del Tesoro; ora i capitali speculativi che vagano come lampi per il mondo (si tratta per lo più di petrodollari esteri) fuggono gli Stati Uniti, dove gli interessi sono calati per i
tagli della Fed, ed esercitano la loro pressione sull'euro forte.
Quanto sia forte si vedrà: lo spread, ossia la differenza tra gli interessi offerti dai BOT tedeschi (Bund) e quelli francesi, spagnoli e italiani sta crescendo con allarmante rapidità. Da maggio, è salito da 4 a 12 punti; se arriva a 40, l'effetto sarà non solo di spaccare l'euro supposto forte, ma l'Unione europea stessa
e la sua valuta unica.
I prezzi immobiliari sono già crollati in Giappone, e stanno scendendo in Francia, Spagna, Irlanda e Gran Bretagna. Scoppiano l'una dopo l'altra le varie bolle degli anni folli: Sotheby's non è riuscita a vendere venti dei 76 quadri di altissimi
autori offerti nell'ultima asta, fra cui il campo di grano di Van Gogh. L'asta che doveva raccogliere 355 milioni di dollari ne ha prodotto solo 267, e le azioni di Sotheby's sono precipitate del 37% in un sol giorno.
E' un segnale sinistro: anche i ricchissimi piangono, anche i beni rifugio perdono valore (3).Ecco dunque delinearsi esattamente il quadro della grande recessione anni '30: la corsa alle svendite competitive, al ribasso di valuta e
prezzi per esportare, in una gara disperata fra economie nazionali per sottrarsi quote di un mercato che si restringe drammaticamente con la brutale restrizione del credito e dei consumi. L'espressione inglese per questa corsa rovinosa verso il basso, "beggar thy neighbour", è quasi intraducibile: "mendica più del tuo
vicino", significa approssimativamente.
Per ora, sono gli USA a conquistare mercati a spese del vicino, che siamo noi europei. Noi, così ben governati dalla Banca Centrale, restiamo duri, col
nostro euro sopravvalutato, gran signori che non si risolvono a mendicare competitivamente. L'America finirà per esportare il giorno del giudizio che ha
meritato, conclude Evans-Pritchard: passerà a noi il castigo che le spettava per la sua conduzione finanziaria demente. Saremo noi a pagare di più la recessione mondiale.
E l'Italia, con le sue produzioni tecnologicamente arretrate, coi suoi generi di lusso, le sue cravatte e i suoi Armani di cui si può fare a meno quando le cose vanno male? Con le sue banche truffaldine che strangolano le imprese, la sua
costosissima casta e il sistema fiscale spoliatore delle piccole
aziende? Possiamo solo immaginare.
Viene da consigliare a chi ne ha, di ritirare gli euro finchè sono forti dal conto corrente e dagli investimenti consigliati, per metterli in cassetta di sicurezza: liquidità al massimo grado, sottratta alle avidità delle banche meno trasparenti, e più ammanicate ai politici, dell'Occidente.
Ma chi ne ha, di soldi, ormai?
Maurizio Blondet
Un solo commento....finalmente uno pessimista più di me......
PESSIMISMO LEOPARDIANO
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