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2010: CONTINUA LA DECADENZA DEL MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO OCCIDENTALE!


In questi ultimi giorni dell’anno si fa a gara nel fare previsioni per l’economia e i mercati del 2010.
C'è chi dice che l'america salirà del 15% ma che possibili correzioni violente sono dietro l'angolo, come dire: ma che ne so, se non si sale...si scende!

Anche a me hanno chiesto un’opinione, con quest’articolo, sul futuro dei mercati e delle economie, concentrandomi sulle differenze fra i paesi, un tempo definiti emergenti, e quelli occidentali.

Come molti di voi sanno, questi articoli lasciano spesso il tempo che trovano, e rileggendoli mesi dopo si rischia di farsi delle grandi e sonore risate.

Uno dei motivi principali della scarsa capacità previsionale è dovuta all’intervento delle politiche economiche dei governi e delle Banche centrali che difficilmente riescono a risolvere i problemi, ma spesso riescono a dilazionare nel tempo la soluzione degli stessi.

Questo articolo, quindi, non tende a prevedere il futuro prossimo (che potrebbe essere messo in discussione da un repentino cambiamento di politica economica da parte delle banche centrali) ma cerca di guardare più in là, sottolineando le cause della decadenza del modello di sviluppo occidentale. Tendenza che non cambierà nel corso del 2010 e che prima o dopo porterà a un ulteriore declino dei mercati finanziari occidentali.

Avete probabilmente letto in questi giorni della “lost decade”, ovvero di come negli ultimi 10 anni le economie occidentali non abbiano prodotto valore sui mercati azionari. Anche la Banca d’Italia, nei giorni scorsi ha dichiarato che i livelli della produzione industriale italiana sono tornati indietro, a causa della crisi, di quasi 100 trimestri. Nel complesso nel nostro Paese le merci prodotte, nella scorsa primavera, «si sono riportate al livello della metà degli anni Ottanta».


Nel frattempo i paesi del Bric (Brasile, India, Russia, Cina) sono cresciuti molto rapidamente. Basti pensare all’enorme quantità di capitali che si è indirizzata verso quei paesi, agli alti tassi di ritorno sugli investimenti, alla capitalizzazione di borsa di questi paesi rispetto a quelli occidentali.
I paesi del Bric hanno in comune una forte presenza dello stato nelle decisioni economiche, mentre in occidente avevamo scelto di lasciare al mercato la capacità di autoregolarsi.

Non dimenticherei, oltre ai Paesi del Bric, anche i paesi africani con poco debito pubblico quali Tunisia e Marocco (Libia stessa). Proprio questi potrebbero essere gli outsider del 2010 e dei prossimi anni!!!

La crisi economica sta cambiando velocemente il comportamento di paesi come gli Stati Uniti e l’Europa stessa. L’intervento dei governi nell’economia è via via aumentato e negli ultimi due anni abbiamo assistito, nei paesi occidentali, ad un aumento dell’ingerenza dello stato nell’economia, passando da un modello liberista a un modello dirigista.

Le scelte politiche influenzano sempre più i mercati. I prezzi degli assets dipendono sempre più non da valutazioni economiche e dai fondamentali, ma dalle decisioni delle Banche Centrali e da una stretta cerchia di oligarchi. I mercati sono controllati sempre più da loro.

Una volta vi erano i fondi hedge che potevano dire la loro, oggi chi non è fallito è stato messo sotto controllo e non può ribellarsi. I mercati finanziari sono diventati lo specchio di un capitalismo sempre più opaco e decadente.

I volumi negoziati sono molto bassi e basta una Goldman Sachs qualunque a dettare il bello e il cattivo tempo sugli indici di borsa. I singoli titoli sono poi manovrati con facilità dalle grandi banche d’affari (in Italia basta vedere come si sono gestiti gli aumenti di capitale di aziende come Seat Pagine Gialle, Pirelli Re, Tiscali, Banca Italease). Il mercato azionario domestico è tornato indietro di 15 -20 anni, praticamente morto.
L’ingerenza dello stato continuerà per tutto il 2010 con conseguenze che , alla lunga, difficilmente saranno positive, anche perché, come sappiamo, i problemi, per ora, sono stati affrontati somministrando a un drogato una dose ancor più forte di eroina.

Tuttavia sono in molti a essere convinti della ripresa economica nel corso del 2010. Sono passati poco più di 9 mesi dal quel giorno del 9 marzo 2009 quando i mercati finanziari di tutto il mondo toccarono minimi importanti.
Da allora, l’imponente macchina delle banche centrali ha creato le condizioni per un rallentamento della crisi economica che stava per portare a conseguenze gravissime, grazie alla droga della liquidità e il pesante ricorso al debito pubblico. Da mesi le Borse di Stato salgono quasi esclusivamente a spese dei debiti pubblici. Camminare sulle proprie gambe e senza stampelle" rimane tutt’oggi una pura utopia. Gli Stati, dopo aver tamponato il sistema bancario con una marea di denaro dei contribuenti, fanno a gara a chi stimola di più l'economia con piani faraonici che dopano i vari settori considerati "strategici" ed allo stesso tempo fanno peggiorare il rapporto debito/PIL del +50%/+100% in pochi mesi...

Le Banche Centrali hanno messo in campo le politiche monetarie più espansive della Storia dell'Uomo: con tassi a zero a tempo indeterminato, riacquisto di titoli di stato, stampa di denaro dal nulla, enormi iniezioni di liquidità gratis, tecniche intensive per rendere i mutui artificiosamente regalati etc etc
Tutte queste misure statali si stanno scontrando con le tendenze naturali dell’economia che andrebbero in tutt'altra direzione. Si sta cercando di forzare la mano ai naturali processi di aggiustamento economici e finanziari. La SCOMMESSA è ardita quanto pericolosa: stuprare la NATURA e pensare che si possano guidare tendenze socio-economiche iper-complesse con un semplice dualismo pompo/smetto di pompare e con la scelta del timing/dose da somministrare.
Il tutto a spese di un pesante sfondamento dei debiti pubblici e quindi alla più grande socializzazione delle perdite del sistema privato che si sia attuata. Il popolo sta pagando gli errori di pochi grandi capitalisti, i quali non pagano per gli errori fatti e rimangono al potere.
La torta della ricchezza, in occidente, diventa via via piu’ piccola e a spartirsela rimangono sempre in meno. E’ oramai noto che la classe borghese sia in america che in europa è in via d’estinzione e che la ricchezza è concentrata sempre più nelle mani di pochi. Nei paesi del Bric sta avvenendo proprio l’opposto.
Nel corso del 2010 non è detto che tutti i nodi verranno al pettine, anzi la ripresa economica mondiale potrebbe anche continuare. Tutto dipenderà dalla capacità dell’apparato di regime dei paesi occidentali di far credere alla massa che il peggio è passato e di farli tornare alle loro abitudini di sempre.
Ma la crescita economica globale, se continuerà, sarà comunque a tre velocità. In testa saranno i paesi ex emergenti, Stati Uniti, Germania e in generale i paesi occidentali con le finanze meno martoriate, li seguiranno a ruota. Infine i paesi con alto indebitamento rischiano di essere relegati in un angolino e di soffrire moltissimo (vedi i paesi dell’Europa dell’est e i PIIGS, ovvero Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, i cui debiti rischiano di subire pesanti giudizi dalle agenzie di rating)
I governi occidentali sono e saranno occupatissimi, non a risolvere alla radice i problemi, ma a spostarli nel tempo, facendo mantenere alla popolazione il tenore di vita di ieri (a qualunque costo), anche se alla lunga sarà impossibile. La gente deve abituarsi a impoverirsi lentamente. Un giorno gli tagliamo le pensioni, dopo un mese diamo un taglio alla sanità, poi li obblighiamo ad andare un po’ meno in vacanza e se anche vanno al ristorante, invece che mangiare dall’antipasto al dolce, per problemi di costi, sceglieranno il piatto unico.
In questo modo i governi riescono a controllare l’insoddisfazione delle masse, al massimo potrà accadere che qualche pazzo attacchi il premier con un corpo contundente, altri mettano una bombetta all’università o sotto il metro, ma la massa rimane sotto il controllo del potere costituito, a costo di abbassare il livello d’informazione sui giornali e nei media.
Per mantenere il potere, una ristretta cerchia di oligarchici (nel mondo occidentale, Italia compresa) ha dapprima distrutto la classe borghese e ora, invece che optare per la soluzione risolutiva (anche se scioccante) preferisce l’agonia di un popolo che ogni giorno si impoverisce sempre più, ma senza che il popolo si incazzi più di tanto.

Ma torniamo a questo 2010 e ai problemi più importanti che si dovranno comunque affrontare:
1) Le banche centrali saranno alle prese con le politiche di exit strategy. Nel 2009 hanno immesso liquidità e i governi hanno socializzato le perdite di banche e società. Per farvi capire meglio: il prodotto Interno Lordo dei paesi occidentali è sceso nel corso del 2009. La quantità di moneta e di debito pubblico è continuata ad aumentare e il trend proseguirà per tutto il 2010. Più moneta in circolazione con beni prodotti in diminuizione non può che portare a una sostanziale perdita di valore della moneta (tramite svalutazione della moneta e/o inflazione). Le Banche centrali e i governi lo sanno e cercheranno di drenare liquidità. Così facendo mettono a repentaglio la ripresa economica e la solidità dei mercati finanziari. Ma se non eliminano la liquidità in eccesso la bolla che hanno creato diverrà sempre piu’ grande con conseguenze ancora più pericolose.
2) Le bolle nei paesi ex emergenti: le politiche di stimolo nel corso del 2009 sono state imponenti anche nei paesi emergenti. In particolare in Cina il piano di stimolo è stato pari al 13% del Pil contro il 5,6% del piano di stimolo USA. Tutto questo aiuto pubblico ha aiutato la formazione di due bolle : quella azionaria e quella immobiliare (pensate che nel 2009 in Cina le case sono salite in media del 6,4%). Le banche dei paesi emergenti, a differenza delle nostre, hanno allargato i cordoni della borsa. Se nel corso del 2010 la ripresa economica non dovesse essere robusta anche per questi paesi potrebbero esserci cattive sorprese.
3) Debito pubblico fuori controllo?: Il fondo monetario internazionale (IMF) ha calcolato che il rapporto debito/pil nelle 7 maggiori economie sarà pari al 109% (e 113% nel 2011). Pensate che nel 2007 era solo l’84%, nel 2000 non raggiungeva il 77% e nel 1990 era al 58%. In Usa Obama sta pensando solo a spendere (vedesi l’ultimo piano sulla sanità) la spesa pubblica sta andando fuori controllo. Se ci sarà ripresa economica sarà praticamente impossibile per i governi finanziare il debito in aumento offrendo rendimenti vicini allo zero. Se i tassi dovessero salire, la ripresa economica si fermerebbe, un vero e proprio cul de sac.
4) Nel 2010 la ripresa economica (se mai ci sarà) sarà caratterizzata da continui tagli occupazionali. Una ripresa economica che non vedrà aumentare gli occupati, anzi, in Europa per tutto il 2010 potremmo assistere a un calo dei dipendenti. I consumi interni quindi non potranno decollare, in quanto non aumenterà il potere d’acquisto della popolazione. La crescita economica porterà l’arricchimento di masse di popolazione nei paesi ex emergenti e la bassa crescita nei paesi occidentali farà arricchire solo una piccolissimo gruppo di imprenditori legati a tariffe e incentivi statali.
5) Senza contare le moltitudini di problemi per ora sotterrati sotto il tappeto della falsa ripresa economica:
- L’ondata di nuove insolvenze con i mutui arms
- Le insolvenze che arrivano dalle carte di credito
- I buchi causati dai fondi private equity (e il rischio che corrono le banche finanziatrici)
- I buchi degli stati americani rimasti senza soldi
- Il continuo downgrade dei debiti pubblici nazionali
- L’aumento dei conflitti e tensioni sociali
- Possibili attacchi terroristici
- Aumento della conflittualità nel panorama geopolitico

Mi preme ricordare come, per la prima volta da sempre, il rischio dei paesi PIIGS è superiore al rischio dei paesi del BRIC.

Quindi, guardando al 2010 , le risposte che potrebbero arrivare dai mercati, in caso che la droga continui per un po’ a fare effetto, non devono trarci in inganno. Il sistema di sviluppo occidentale (e quello italiano in particolare) è oramai in fase decadente e la comparazione con il sistema dei paesi del BRIC ne è la riprova.
Molti anni fa il mondo occidentale ha accettato la globalizzazione. L’industria è stata spostata nei paesi emergenti. Le bilance commerciali di questi paesi si sono rimpinguate (e quelle dei paesi occidentali si sono dissanguate). Le famiglia in occidente, per mantenere il tenore di vita, si sono indebitate in maniera abnorme vivendo al di sopra delle proprie possibilità. I paesi del BRIC oggi, in mancanza di consumi da parte del mondo occidentale, devono ridurre le esportazioni e aumentare i consumi interni. Noi occidentali abbiamo la valuta troppo forte per pensare di aumentare in maniera drammatica le esportazioni e la nostra popolazione vive ancora al di sopra dei propri mezzi. Ci sono delle differenze sostanziali fra politica economica dei paesi del BRIC e i paesi occidentali, in particolare:


1) Pianificazione dello sviluppo economico. Paesi come la Cina pianificano con largo anticipo lo sviluppo economico. Fanno incetta di materie prime, trovano mercati di sbocco in maniera aggressiva e organizzata. Rubano importanti quote di mercato a quei paesi che non sono capaci di organizzarsi strategicamente. In Brasile la banca principale del paese è in mano allo stato e gli esempi potrebbero continuare a lungo.


2) Welfare. La spesa per scuola, sanità e pensioni, nei paesi occidentali è in riduzione. Questo non fa che aumentare l’incertezza (e quindi ridurre i consumi) della popolazione. Nei paesi del Bric, viceversa, i governi stanno spingendo per concedere più welfare alla popolazione. L’effetto è opposto, in questi paesi la popolazione tende a risparmiare meno e a consumare di più.


3) Indebitamento del sistema. I Paesi del Bric non sono molto indebitati. In particolare le famiglie non hanno debiti, a differenza delle famiglie europee. La possibilità di aumentare il debito delle famiglie in quelle aree rende gli investimenti più appetibili in quelle aree.


4) Tasso di sviluppo. Il concetto di tasso di sviluppo è molto ampio, ma provo
a fare alcuni esempi:
a) I salari, nei paesi del Bric, continuano ad crescere a tassi superiori che quelli nei paesi occidentali.
b) Gli investimenti di capitali dall’estero arrivano copiosi. Fare impresa risulta più facile e meno oneroso in quei paesi piuttosto che in paesi come l’Italia.
c) Le auto vendute, in paesi come Cina e Brasile, continuano ad aumentare a ritmi importanti
d) La tecnologia sta aumentando rapidamente in questi paesi (ricordo che pochi giorni fa è stata inaugurata in Cina una linea di alta velocità che in Europa ci sogniamo)
e) Il settore immobiliare continua a crescere trainando molta parte dell’economia


Tutte queste differenze si tramutano in un diverso sentiment della popolazione. Nei paesi del Bric si respira aria di crescita economica e culturale. Le persone sono molto spesso euforiche. Partono da una ciotola di riso e basta dar loro un po’ di carne o qualche giorno di vacanza per farli felici. Da noi la situazione è opposta. Siamo arrivati al pessimismo più acuto. I giovani non trovano lavoro e i salarti non aumentano. Tuttavia il costo della vita non scende, anzi…. Il risultato è che si è costretti a ridurre il tenore di vita più o meno lentamente. Nei paesi emergenti le persone crescono e hanno voglia di fare. I giovani vogliono emergere. Studiano sugli stessi libri degli universitari europei o americani, quando escono dall’università sono aggressivi e instancabili lavoratori. In Italia o in gran parte dell’Europa, abbiamo introdotto il concetto di “precario a vita” con centinaia di migliaia di giovani che non solo non trovano un posto di lavoro fisso dopo una laurea,ma che dopo 10 anni lavorano ancora con uno stipendio da fame e senza prospettive di crescita. Se erano solo i giovani a soffrire fino a qualche anno fa, da un po’ di tempo a questa parte la crisi colpisce anche le persone fra i 35 e i 55 anni. Piccoli e medi imprenditori in difficoltà, molti professionisti che fanno fatica a mantenere il reddito degli anni precedenti e che sono”frustrati” e senza speranza.
In Italia la situazione è a dir poco drammatica, infatti se analizziamo le varie categorie di persone ci accorgiamo che:
1) I dipendenti pubblici sono troppi (rispetto ad altri paesi europei) e quindi non producono per quello che vengono pagati. Il sistma pubblico in generale è una zavorra e non un volano per la ripresa economica.
2) I pensionati sono tanti (il paese è vecchio). Il costo pensionistico è purtroppo un’altra pesante zavorra
3) Le grandi imprese ricevono incentivi nei momenti difficili e tendono a sopravvivere “aiutate”, peccato che le grandi imprese, in Italia, sono poche e incapaci di sostenere la nostra economia.
4) Per ora la disoccupazione non è esplosa ma solo grazie a politiche economiche di sostegno (cassa integrazione) di corto respiro.
5) Il sistema portante era la piccola media impresa e il grandissimo numero di professionisti che lavoravano intorno a loro. Questo enorme numero di persone è in crisi e con esso l’intero sistema italiano.
6) Il debito pubblico nel corso del 20°9 è esploso (l’aumento è stato di circa 250 mila miliaerdi delle vecchie lire). Le soluzioni di breve periodo (quali lo scudo) e tassi d’interesse, per ora bassi, hanno permesso al sistema di non implodere, ma un naturale aumento dei tassi porterebbe il nostro stato a scelte impopolari (aumento delle tasse o taglio della spesa pubblica)


Il 2010 purtroppo non porterà buone nuove per il sistema Italia. Non passa giorno che un numero sempre maggiore di giovani decida di emigrare, cercare fortuna allestero. La stesa cosa vale per migliaia di piccoli imprenditori e professionisti che sognano una vita nuova; “sognando California” era un successo dell’epoca passata, oggi molti hanno in mente il Brasile o la Cina. Una volta si emigrava con la valigia di cartone e due stracci addosso, ma tanta determinazione e voglia di fare (a casa si lasciava fame e miseria).


Oggi i nuovi emigrati partono con la valigia di Luis Vuitton e i completini firmati, sanno giocare a tennis e sciare e non possono stare senza il cellulare. A casa lasciano dei genitori che staccano cospicui assegni a loro favore per sovvenzionarli. Andranno alla ricerca di fortuna all’estero ma non con la determinazione dei bisnonni ma con la convinzione di riuscire. Solo in pochi riusciranno, negli altri paesi la competizione è forte e la crescita economica è per molti ma non per tutti.
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42 commenti:

Anonimo ha detto...

buon capodanno barrai, non sia pessimista lo so che é realista la verita é quella discrita. ma stiamo con le nostre rispettive famiglie è gia molto,io la ringrazio del suo lavoro io dovrei farle del domande sul progetto brasile . ho dei problemi per essere del gruppo. non ho avuto piu notizie del progetto, grazie dell attenzione. post ho conosciuto stefano bagnolia lla presentazione del suo libro ha bologna una persona davero in gamba mi ha datto impresione di essere un scalper micidiale , teodorico249........

Anonimo ha detto...

Bellissimo ariticolo.

Vorrei cortesemente sottoporle due domande Dottore: ci sono possibilità che il brasile un giorno si trovi nelle condizioni dell'argentina al tempo del default? Oppure no? E adesso il mercato dell'argentina come è messo? è interessante come il brasile oppure meno? Hanno risolto i problemi legati al crack? O è ancora rischioso per investimenti?

Sono incuriosito dal fatto che si parla moltissimo e giustamente del brasile, ma pochissimo dei suoi "vicini" e delle loro oportunità.

La ringazio
Buon Anno!
Zelda

Fabio Milano ha detto...

Questi si che sono articoli che farebbe piacere vedere pubblicati sui giornali!!!! Veri, onesti, non ipocriti, informati!!!
Paolo dovresti essere tu a dirigere giornali come il sole 24ore e non quel ..... di Riotta!!!
Complimenti Paolo!!
Auguri di buon 2010 e continua così che per tanti come me sei un faro nella nebbia!
Ti stimiamo

Auguri a tutti gli amici del blog!!

Fabio Milano (e famiglia)

Anonimo ha detto...

bravo Paolo, forse il migliore articolo che hai mai pubblicato, lucido e lungimirante. Grazie per condividere i tuoi pensieri.
roby- to

Andreaa ha detto...

Non c'è da dire niente Paolo,ottimo articolo che rispecchia la realtà,ma purtroppo LORO c'è la raccontano diversa e i nostri figli potranno pagare le consegnenze,dico potranno perchè,(molti mi daranno per pazzo )solo una guerra salveranno la faccia ai Grandi del mondo,
Andreaa

Anonimo ha detto...

Dott. Barrai la Sua analisi è molto chiara. Credo che un commento di questo tipo non possa non essere altrettanto chiaro alla cosiddetta prima linea. Il ruolo direzionale impone di prendere decisioni in funzione di determinate variabili. Come dice Lei questa società sposa il modello di sviluppo dei nuovi emigranti, finanziati da una generazione che volge al termine. Il modello ci dice anche che la crescita economica è per molti ma non per tutti. Ricordiamoci però che il tempo è sempre stato nella storia dell'umanità galantuono nell'attribuire le responsabilità.

La ringrazio anch'io per la condivisione delle Sue analisi, che ci insegnano cosa vuol dire saper studiare e comprendere l'economia.

Vorrei concludere con un augurio di Buon auspicio utilizzando le parole di Apollinaire, augurandoLe di stare sempre in compagnia di persone che sappiano ragionare, di avere un gatto che passeggi tra i suoi libri ed amici in tutte le stagioni senza i quali non si può vivere.

Carlo di Torino

Anonimo ha detto...

L'articolo è condivisibile, per altro mi sembra ribadisca concetti già precedentemente espressi in altri articoli passati. Alcune considerazioni che mi pongo sono le seguenti:
1) l'occidente ( o meglio chi lo comanda ) ha voluto la globalizzazione a discapito degli interessi della popolazione. L'unica giustificazione è dovuta al fatto che mediamente c'è stato un adagiarsi da parte della gente ad un tenore di vita difficilmente sostenibile, a fronde di una produttività e/o abilità tecnico scientifiche che vanno scemando.
2)Chi comanda ha sbagliato i calcoli, poichè in molti paesi, non è riuscito ad esportare il modello di 'governance' occidentale, dove lo 'STATO' ha rinunciato a quasi tutte le 'sovranità'. Non è sicuramente così nei paesi del 'BRIC'.
3) Sembrerebbe, che quello che stiano cercando è di 'resettare' il sistema ( mondo occidentale ), facendolo partire da una condizione di povertà diffusa, di usi e costumi probabilmente molto diversi dagli attuali. Tutto questo come si dice nell'articolo a piccoli strappi. Il reset dovrebbe avvenire con un meccanismo che riduca il debito. ( mega inflazione?, ripudio? ) io sono propendso per la prima.
4) a questo punto la giostra potrebbe ripartire, in un mondo più equilibrato. Lasciando però intatto il meccanismo diabolico che è la causa della insostenibilità nel lungo periodo di questo modello economico, cioè la creazione di moneta a 'debito'.
Il sistema crolla, quando gli interessi, che aumentano esponenzialmente si mangiano tutta la ricchezza prodotta, che se va bene ha un andamento lineare.
Saluti e Buon Anno a tutti.
gjovi

luigiza ha detto...

Bell'articolo Barrai. Complimenti sinceri ed auguri per il nuovo anno
luigiza

Anonimo ha detto...

buon capodanno a tutti!

2000 - 2009, l'opera al nero
http://santaruina.splinder.com/post/21967521/2000+-+2009%2C+l%27opera+al+nero

Anonimo ha detto...

Per me il 2010 sarà solo un altro anno dove mettere mano al portafogli per pagare i soliti aumenti e ingrassare i soliti grassi della politica e della finanza vedi autostrade energia servizi ecc. quì a Lecco poi dobbiamo aspettarci anche una stangata sull'acqua, tutto come da copione, sono sfiduciato non cambia mai nulla se non in peggio, tirem a campà Buon Anno a tutti.

Anonimo ha detto...

ma non c'e' qualcosa di copiato in queste affermazioni ????? mi sembra di averle gia' lette queste cose ...!!!! ah ah...
1000 auguri Paolo

Andrea M

BRUNO ha detto...

Questo post andrebbe letto a reti unificate stasera alle 20.30, al posto del solito discorsetto retorico del presidente di turno...

Bruno

Anonimo ha detto...

Bravo Doc! Bell'articolo e soprattutto documentato.
Invece secondo questo pennivendolo va tutto benone...
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/12/editoriale-riotta-brindisi.shtml?uuid=74df8ac8-f591-11de-8053-9bb06687e217&DocRulesView=Libero

Manca solo che ci metta dentro anche il partito dell'amore e poi c'e' tutto. Ma la gente ahime' ha la memoria corta...
http://www.partitodellamore.it/

Felicidad y
Suerte!

veleno ha detto...

sono d'accordo con il commento di fabio milano di nebbia ce nè tantissima ed un faro può evitare che la nave sbatta sugli scogli. però la realtà attuale è che tutti i mercati mondiali sono in forte aumento quindi esiste un paradosso grandissimo. come si deve affrontare il 2010 io credo che la cura da cavallo messa in moto dai governi nazionali continui per un semestre, poi una riduzione degli aiuti avvenga in modo molto sobrio per non scatenare panico sui mercati supportato il tutto da notizie positive sul pil mondiale.in italia il debito pubblico è di 185 mila miliardi basterebbe che i pensionati che sono la maggioranza del paese che hanno centinaia di migliaia di euro investiti nei titoli di stato cominciassero a spendere un po di più. sono rientrati 90 mila miliardi dallo scudo fiscale invece di essere spesi verranno messi tutti a rendita.al mio paese si dice di un tale(qui giace l'uomo più ricco del paese addizionò moltiplicò nulla sottrasse)boun anno a tutti

maro64 ha detto...

caro doc stavolta hai centrato in pieno il problema dei problemi,è un esposizione chiara esemplice della situazione mondiale,la gente non se ne può rendere conto,tranne qualche perspicace come te e pochi altri.la situazione è letteralmente catastrofica e presto se ne accorgeranno tutti.Siamo al tramonto del mondo come lo abbiamo conosciuto finora.Tra poco i fortunati che hanno ancora un lavoro in Italia con lo stipendio riusciranno a malapena a mangiare.auguri di buon 2010

brugo519 ha detto...

Un'analisi impeccabile putroppo gli itaglioti non si rendono conto di cosa sta accadendo bisognerebbe distrubuire questo articolo a tutti i nostri conoscenti sperando che si sveglino dal torpore!!!

Forse se tutti gli italiani smettessero di colpo di essere cicale e diventassero formiche chi ci governa andrebbe a casa domani con il collasso del sistema invece quì si va a sciare!!!!

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo, bellissima sintesi del quadro macro.

Buon Anno Paolo insieme a tutti gli amici del blog!

Luca C.

Anonimo ha detto...

ciao Zelda!
rispetto a l'argentina non pensare neanche a investire una lira e messa peggio che nel 2001 e la sicureza giuridica non esiste.
meglio andare al casino che investire in argentina

marcelo

Anonimo ha detto...

Ricambio gli auguri ai lettori del blog, a Paolo complimenti vivissimi per un articolo che veramente mette in risalto quello che ognuno dovrebbe conoscere.
Buon anno Paolo a te ed alla tua famiglia,
Un abbraccio
Piera

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo

Compliementi e tanti auguri: ne abbiamo bisogno.

Elianto

Anonimo ha detto...

A me sembra che la strada sia talmente chiara ormai che il treno è ormai lanciato a velocità sostenuta verso il capolinea....Qual'è il capolinea??? facile, facile: una nuova bella valuta A DEBITO (di emissione privata, come $, euro, £, ecc.ecc.), ma questa volta GLOBALE!! Tutti nella stessa barca, occidentali ed orientali, tutti a pagare interessi su interessi ai soliti noti.... Una bella svalutazione delle monete occidentali, in modo che poi saremo tutti uguali, già.....tutti poveri allo stesso modo!
Evviva, sta arrivando il "new world order", brindiamo!!.....

A.P.

Anonimo ha detto...

Grande articolo, grande team, grande..Barrai !
auguri

Sergio

Anonimo ha detto...

Ho inviato questo articolo a una mailing list di 120 persone!!!

grazie Mercato libero, grazie per tutto.

Anonimo ha detto...

Sono tornato a casa da 30 minuti, mi sono bevuto questo articolo e non posso fare a meno di dire grazie a questo blog!!!

Anonimo ha detto...

Articolo interessante! Le conclusioni sono condivisibili tuttavia mi chiedo quanto i paesi emergenti siano poi cosi forti?!
A me sembra che anche loro abbiano dei probemi non da poco...la loro crescita è davvero sostenibile?
Se l'Occidente va in crisi dove esportano i loro prodotti, se l' occidente, almeno in parte va in default e non paga i suoi debiti non è pensabile una crisi dei paesi emergenti creditori?
Se il meccanismo che lei ha descritto proseguirà l'occidente si impoverirà e perderà posti di lavoro, a quel punto potrebbe anche tornare il protezionismo oppure potrebbe imporre arbitrariamente (come fanno loro attualmente) tassi di cambio differenti...a quel punto da noi tornerebbe la produzione e l'occupazione, almeno in parte! Nel tuo post mi sembra che ci sia una lode eccessiva per i paesi emergenti e si sottovalutino i loro problemi, per esempio come la mettiamo col problema demografico con tutto quello che comporta?
A mio parere la causa di tutti questi problemi è la mancanza di libero mercato: i tassi di cambio vengono manipolati e non sono in linea col potere d'acquisto e la produttività dei vari paesi: questo vale sia tra paesi emergenti-occidentali sia tra quelli occidentali grazie a quella scemenza dell'euro! L'Euro fa in modo che a pagare per la minore competitività non siano tutti i paesi occidentali allo stesso modo ma soprattutto alcuni: ecco perchè l'Italia soffre molto più della Germania o della Francia!
A mio parere dovremmo uscire immediatamente dall'euro, dichiarare il default sul debito, svalutare almeno del 30% rispetto all'euro, licenziare l'80% dei dipendenti pubblici SENZA sussidi vari di disoccupazione, liberalizzare tutti i settori economici al massimo....questo però non è nell'interesse di chi attualmente a livello politico-economico-finanziario comanda e trae ricchezza dal sistema e del blocco elettorale che lo sostiene anche se tale sistema impoverisce i più! Il problema è che li impoverisce troppo lentamente perchè possano svegliarsi dopo anni di rincoglionimento quotidiano dei vari giornali, tv e chiesa...
Al di la di questi particolari è stato un bellissimo articolo che condivido!

Luca Salvarani Mantova.

Anonimo ha detto...

Ben Bernanke “uomo dell’anno”, mentre si attende l’iperinflazione
e un governo mondiale
http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=print&sid=3346

Buon anno a tutti voi! Marco.

Anonimo ha detto...

Grazie per il bell'articolo, un compendio in questo fine d'anno di tutto quanto di pericolosamente guasto c'è in questo attuale mondo economico.
Sono molto preoccupato per quello che ci aspetta in futuro. Il declino delle nazioni occidentali è ormai irreversibilmente cominciato. La nostra classe politica d'ogni colore è del tutto inadeguata, quando sento che la ricetta è di non abbassare i consumi...
i padroni dell'economia sono una ristretta oligarchia che non paga i suoi errori e li addebita a pantalone , il valore del denaro stampato a josa è un'arbitraria convenzione fiduciaria.
Ci sono tutti gli elementi per stare in apprensione.
Chissa cosa diremo a fine anno 2010... credo che ne avremo da raccontare.
Auguri a tutti .

Ettore

Anonimo ha detto...

Colpo di scena finale:

Indice PMI Chicago che mercoledi 30 era uscito meglio delle aspettative (60) è stato rivisto a 58,6 (sempre meglio, ma non come sembrava...)

E' ormai abitudine che i dati escono, suscitano entusiasmo (mercati su) e dopo qualche tempo (stavolta appena 24 ore !) vengono corretti al ribasso..

Strano, no?

Elianto

Anonimo ha detto...

... licenziare l'80% dei dipendenti pubblici SENZA sussidi vari di disoccupazione ...

Bravo!! E chi ha passato anni e anni in un ufficio pubblico, come il sottoscritto, a farsi letteralmente il c**o, con carichi di lavoro che non hanno nulla da invidiare a certi settori del privato, cosa dovrebbe fare se questa tua proposta venisse realizzata?? Sai cosa vuol dire licenziare l'80% dei dipendenti pubblici?? Vuol dire letteralmente suicidarsi perchè, in questo modo, l'apparato statale, regionale e locale sarebbe semplicemente azzerato ed i cittadini sarebbero alla mercè di *cooperative* di mentecatti che, senza avere nessuna esperienza del settore pubblico, fornirebbero servizi ben più scarsi di quelli che, in questo momento, le amministrazioni pubbliche italiane sono in grado di offrire. Vergognoso ed indecente il tuo commento.

Anonimo ha detto...

'il mercato azionario domestico è tornato indietro di 15-20 anni, praticamente morto'

Il mercato azionario domestico NON rispecchia per fortuna l'andamento dell'economia italiana, come invece qui s'è affermato. Grandi e forti e sane e spesso rigorosamente 'apolitiche' aziende italiane si guardano bene dall'entrare in borsa.
Il mercato domestico azionario è sempre da sempre stato 'praticamente morto' e insignificante.
A questo proposito, benchè non abbia intenzione d'usare il pur ottimo servizio di ML(Londra) o altri del blog mi sono sempre chiesto perchè lo stesso operi solo sul mercato (?) domestico e non invece anche sui veri mercati cioè quelli esteri.
E' una pura illusione (ottica) credere di saperne di più sulle aziende quotate italiane.
VOrrei dire qualcosa di più e di peggio sul mercato domestico e chi ci opera dal basso (scusate), ma potrebbe essere preso per retorica o peggio per snobismo esterofilo.
Io, per quello che vale, non ci opero più da molti e molti anni.
Al di là dei guadagni, possibili ovunque e con qualunque materiale, c'è anche una questione di rispetto per la dignità del proprio denaro.

La Borsa italiana non è Borsa, è una porcilaia per quei 4 soliti porci per farsi un po' più finemente le porcate puzzolentissime loro. Va bè basta.
Scusate.

luigiza ha detto...

Barrai, mi sono già espresso in merito, ma più rileggo l'articolo e più mi convinco che è semplicemnte splendido. Lei in reltivamente poche frasi ha sintetizzato genesi e situazione attuale e dell'immediato futuro di noi poveri europei.

Per cortesia lo tenga in evidenza, magari mettendo un link permanente sulla destra delle pagine del suo blog in una sezione che potrebbe titolare: MIE PREVISIONI oppure MIE CONSIDERAZIONI sul 2010.

Un suggerimento. Ne cambi il titolo, quello attuale é errato (secondo la mia opinione). Dovrebbe essere: 2010: AGONIA D'EUROPA ? (o qualcosa di simile).
Grazie e Buon Anno .
luigiza

Anonimo ha detto...

(ANSA) - SAN PAOLO, 31 DICEMBRE
- La Borsa di san Paolo ha registrato durante il 2009 la maggior valorizzazione delle azioni delle Borse mondiali con 120,9% di rialzo.
Lo ha annunciato la banca Morgan Stanley (NYSE: MS - notizie) . La Borsa di San Paolo, oggi la 4/a al mondo in valore di scambi, aveva iniziato l'anno con l'indice Bovespa (notizie) a 40mila punti, e ha concluso l'anno ieri a 68.588 punti, con un rialzo dell'82%.
Dietro il Brasile, si piazzano Indonesia (118%), Russia (101%), India (99%), Cile (80%) e Argentina (58%).

Auguri...
PinKo

cesare ha detto...

Buon anno a tutti
La sua analisi come sempre non fà una piega.
io comunque sono del parere che la forte crescità dei paesi bric,non è tutta positiva.
Crescono velocemente solo per la manodopera a basso costo e senza controllo come è sucesso a noi, il Brasile lo vedo meglio per le sue risorse naturali.
Quando noi crescevamo,prima che i nostri governanti ci mettessero i bastoni fra le ruote,i nostri costi erano il 25% di ora.e potevamo esportare le nostre merci solo perche costavano meno degli altri,nonostante non disponevamo di materie prime. I paesi bric saranno forti solo se in grado di di non fare i nostri errori.
Con questa classe dirigente che pensa solo a guardare appena più in là della punta del naso,la vedo dura alzare la china.
saluti
cesare

Anonimo ha detto...

Solo oggi 01 gennaio mi sono collegato a Mercato Libero.
Beh, debbo dire che un articolo così ben chiaro e che fotografi così bene la situazione economico/finaziaria globale non mi era ancora capitato di leggere.
Tantissimi complimenti all'autore.
Siccome questo blog è letto da molti, fra cui anche da alcuni degli oligarchi che sono autori o complici di questa situazione, ritengo sarebbe molto utile seguire il suggerimento di luigiza di mettere in bella evidenza un link permanente.
Come mio modesto e tardivo commento dico che questo articolo dovrebbe essere stampato e stare in permanenza nella tasca o borsa di quanti hanno poco o tanto potere di interferire nelle vicende economico/finanziarie dei paesi occidentali.
Auguri a Barrai P. & C
Giorgio Tosolini

Anonimo ha detto...

X l' anonimo delle 21.23

Riconosco che nel pubblico vi è anche chi compie diligentemente il proprio dovere, anche se si tratta di una netta minoranza. Questo non toglie che il numero dei dipendenti pubblici è esorbitante, che le spese che lo stato sostiene per mantenerli sono elevate e i servizi scadenti. anche se io faccio il mio dovere questo non significaq che sia corretto che nessuno mi possa licenziare, che il mio stipendio sia giustificato, o che quello che faccio sia realmente utile!
Ti faccio inoltre notare che tutti i ragazzi con contratti atipici che si sono fatti il mazzo per poche centinaia di euro al mese e magari sono anche laureati non hanno diritto ai sussidi di disoccupazione perciò non vedo perchè i dipendenti pubblici al contrario dovrebbero usufruirne!
Tu dai per scontato che se viene licenziato un dipendente pubblico quello che fa lui deve essere fatto da un altro dipendente magari esterno alla pa, le famose cooperative. Questo ragionamento è completamente sbagliato! Per 3 motivi principalmente:
1-un dipendente assunto da un privato può fare come minimo il lavoro di due dipendenti pubblici medi a parità di qualità.
2-il lavoro svolto da molti dipenti pubblici è completamente INUTILE, di conseguenza non c'è alcun bisogno che venga assunto qualcun altro a svolgerlo! Potrei fare molti esempi ma in linea di massima basta pensare all'immensa mole di regolamenti, norme, autorizzazioni e a tutti i dipendenti pubblici che ci campano sopra...basterebbe razionalizzare un minimo questo sistema! Altro esempio è l'informatizzazione.o gli insegnanti di greco e latino...potrei continuare a lungo!
3-Anche le funzioni utili svolte dai dipendenti pubblici, poche a dire il vero, svolte dai dipendenti pubblici sono disseminate tra una miriade di enti differenti...basterebbe razionalizzarli e aumentare il coordinamento per eliminare i vari doppioni!

Penso che tu debba riflettere anche su queste cose prima di dire che quello che scrivo è vergognoso! Negli altri paesi le cose che ho scritto sono più o meno condivise da tutti! Cmq l'Italia continuerà a spremere la libera impresa per mantenere dipendenti pubblici nullafacenti e monopoli..solo che l'italia che produce a causa di questi parassiti sta morendo, dopo voglio proprio vedere chi potrà mantervi!
Se tu 6 davvero un dipendente pubblico che fa il tuo lavoro dovresti appoggiare il mio discorso e non avversarlo!

Luca Salvarani Mantova.

Anonimo ha detto...

Articolo interessante, troppo lungo però.

A proposito, ma tutti voi che postate qui quando ci sono le elezioni andate a votare?

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo!
__
Ecco il prezzo della crisi che pagheremo nel 2010
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/12/31/FINANZA-Ecco-il-prezzo-della-crisi-che-pagheremo-nel-2010/58742/

Anonimo ha detto...

Complimenti paolo!

Auguri a tutti e mille di questi articoli da pubblicare una volta al mese riprendendo le considerazioni fatte e aggirnandole.
Della serie: "Stato dell'economia: aggiornamento n°..."

Ciao,
matteo.

Anonimo ha detto...

@marcelo (31 dicembre 2009 15.08)

grazie per la risposta

Auguri di Buon Anno!

Zelda

antonio ha detto...

Buongiorno,
ottimo articolo, anche se non la conosco sono rimasto positivamente colpito per vedere scritto quello che penso. Sono ormai anni che mi ero reso conto della situazione italiana e in quest'ottica ho investito in un'area che verrà fuori prossimamente ovvero il nordeste del brasile e più precisamente in ambito internazionalizzazione.
Mi permetto di aggiungere i miei pensieri sulla situazione attuale, dicendo che nei prossimi anni porterà a una Implosione del nostro sistema italia.

Il punto è che in continuazione accadono cose inaudite o mai sentite prima "sciopero bianco", sciopero spontaneo" e tanti altri fatti legati all'economia.

La reazione della popolazione è quello di spettatore e se così si puo dire informarsi e quindi una reazione mi sembra molto improbabile ed è per questo che nei prossimi annni assisteremo a una implosione del sistema.

Adesso la mia speranza che la implosione faccia cambiare i sistemi di partitocrazia in meritocrazia se no si che a quel punto l'esplosione è dietro l'angolo.

Si parla di Brasile ma il brasile che cresce è nel nordeste.

in gamba

saluti antonio

romak ha detto...

Analisi veramente completa e interessante!

Alessandro ha detto...

Complimenti per l'articolo. Purtroppo la vedo cosi' anch'io.
Siamo obesi di benessere, ma piano piano stiamo dimagrendo...
Siamo pure un paese di ignoranti, ce la prendiamo con gli stranieri se ci portano via il posto di lavoro, ma il lavoro che fanno loro non lo vogliamo fare.
Mia moglie e' Sud Coreana, e sapete cosa mi dicono i suoi genitori quando mi vedono? Mi dicono sempre Italia lento lento, Corea veloce, veloce.
Pensiamo di essere i piu' fighi di tutti, in realta' ci stanno gia' prendendo per il culo dappertutto...ahhh...ma siamo campioni del mondo!