MONTEPASCHI: PROVE DI CROLLO
Il Montepaschi nasce nel 1472 ed è la più antica banca al mondo tuttora in attività.
Di occasioni per imporsi nel mondo ne ha avute tante ma non è mai riuscita a sprovincializzarsi nel corso dei secoli.
Oggi però, grazie all'operazione Antonveneta la Banca Senese, non solo cerca di crescere nella piccola e povera Italia senza cercare respito Europeo o mondiale, ma addirittura l'operazione rischia di mettere a repentaglio sia la capitalizzazione della banca sia la sua solidità patrimoniale. (fra l'altro l'operazione sta creando perdite consistenti ai piccoli azionisti).
La domanda se ne veleva la pena è d'obbligo.







Nove miliardi di euro messi sul piatto per comprare la piccola Antonveneta sembrano troppi sotto tutti i punti di vista.
Ma se poi guardiamo le banche americane e il rapporto dollaro/euro non possiamo che rammaricarci nel pensare che questi soldi (13 miliardi di dollari)avrebbero potuto essere investiti in altro modo!
MPS poteva acquistare l'11% di Citigroup, il 27% di Morgan Stanley, il 30% di Merrill Lynch, ma non solo, in Europa anche senza il vantaggio del cambio poteva comprarsi il 22% di Societe Generale e così via.
Se i managers fossero stati più accorti e meno politicizzati potevano utilizzare questo crollo dei mercati per acquistare una preda internazionale e per fare quel
salto che non sono mai stati in grado di compiere in oltre 500 anni di storia!
Ma l'operazione ha il sapore politico, più che economico. E allora ritorna l'Italia di sempre, quella degli intrighi, del potere fine a se stesso, del mantenimento della casta....
Vi ricordate chi, qualche anno fa lottò aspramente contro Fiorani e i furbetti del quartierino per impedire che conquistassero l'Antonveneta?
Ve lo ricordo io: Montezemolo, Della valle, Abete, la sinistra italiana, Tabacci, la carta stampata con a capo Panerai di Milano Finanza e repubblica.
Vi ricordate un altro dei furbetti? Gnutti
Lui voleva conquistare Interbanca, fonderla con la sua Hopa e dare del filo da torcere a Mediobanca per il controllo di Generali.
Fu intercettato (a quel tempo era Tronchetti il padrone dei telefoni e in Telecom si consuma lo scandalo delle intercettazioni, fra le quali Vieri, giocatore interista, intercettato su richiesta di Moratti presidente dell'inter e amico di Tronchetti....) Durante un'intercetazione Gnutti, parlando con Fiorani, disse che una volta conquistato Antonveneta avrebbe sistemato la partite Telecom.
Quindi anche Tronchetti e il suo network dei salotti buoni si sentiva minacciato dalla Popolare di Lodi e i furbetti.
Ebbene grazie a tutti questi personaggi Antonveneta finì nel 2005 agli olandesi.
Oggi gli stessi personaggi sono fra i supporters più sfegatati dell'operazione.
A loro poco importa se ben 2,5 miliardi di valore sono andati in fumo, in mano a soggetti esteri.
Esatto, Abn Amro pagò Antonveneta 7,5 miliardi, MPS ne paga 9 e senza Interbanca (che da sola vale più di un miliardo).
2,5 miliardi di ricchezza che hanno preso il volo a favore di un soggetto estero (le cui tasse sul capital gain verranno versate al fisco spagnolo e non certo a quello italiano).
E nessuno ha il coraggio di dire qualcosa.
Tutta la stampa è a favore dell'operazione o non ha il coraggio di parlare.
Vorrebbe dire mettersi contro la sinistra italiana, contro Panerai, Montezemolo, Caltagirone ecc ecc. Contro i poteri forti di questa misera Italia.
MPS è l'ennesimo esempio della decadenza del sistema Italia e il silenzio dei media tiene il popolo nella più nebbiosa ignoranza.
Ma questo preambolo deve essere supportato da numeri e cifre, andiamo quindi per gradi nell'analisi di questa operazione.
Ma chi deve salire sul banco degli imputati
Indubbiamente il primo responsabile è il bello delle banche italiane, Mussari.
Il nostro buon Mussari non dorme certo sonni tranquilli. La sinistra italiana aveva applaudito il belloccio della finanza tre mesi fa per aver speso 9 miliardi per banca Antonveneta (senza Interbanca), dopo che la stessa sinistra italiana si era ribellata alla conquista da parte di Fiorani di Antonveneta (inclusa Interbanca) per 7,5 miliardi nel 2005.
Ricordo fra l’altro che a quel tempo la ABN Amro spese 7,5 miliardi solo grazie ai continui rilanci di Fiorani, altrimenti la Banca sarebbe dovuta passare agli Olandesi per 6 miliardi o anche meno.
Quindi, nel 2005 ABN AMRO conquistò Antonveneta pagando 7,6 miliardi di euro (compreso Interbanca). Da allora le Banche Italiane sono state oggetto di fusioni e acquisizioni.
Il risiko bancario è terminato a maggio 2007 con l’acquisto, da parte di Unicredito di Capitalia. Da giugno a oggi le valutazioni di tutte le banche Italiane sono state in forte discesa, e le valutazioni, in borsa, sono crollate al livello del 2005, ovvero ai tempi della scalata Antonveneta da parte di ABN AMRO.
In questi 3 anni Antonveneta non ha migliorato i risultati di gestione, anzi!!! E’ notizia di questi giorni che Antonveneta quest’anno chiuderà il bilancio in sostianzale pareggio contro i 240 milioni dell’anno precedente.
A riprova di ciò, quando il Banco Santander ha rilevato Antonveneta (dallo spezzatino fatto della ABN AMRO a favore delle 3 banche estere scalatrici) ha pagato meno di 7 miliardi di euro!
Poi il Santander ha scorporato Interbanca e ha venduto (a distanza di pochi giorni) la sola Antonveneta a Mussari e alla sua BANCA MONTEPASCHI DI SIENA per 9 miliardi di euro.
Dato che Interbanca è stata valutata oltre 1 miliardo di euro possiamo tranquillamente affermare che Mussari ha buttato in fumo oltre 3 miliardi di Euro regalandoli al Santander di (Botin).
Per Botin l'Italia è il paese degli balocchi e degli allocchi, nel 2006 realizza un'importante plusvalenza vendendo la sua quota di San Paolo durante la scalata di Banca Intesa nel 2007 invece realizza una maxiplusvalenza grazie ad Antonveneta e senza pagare un euro al fisco italiano!
Torniamo a MPS.
Nel corso del 2005 la banca senese vide le sue quotazioni passare da 2.5 euro a 3,80 euro di fine anno. La sua capitalizzazione passò da 6,2 miliardi di euro a 9,4 miliardi. Da allora le quotazioni sono risultate in aumento fino a toccare i 5 euro di metà anno 2007. Ovviamente anche la redditività è risultata in leggera salita. Tuttavia, anche non considerando la scalata ad Antonveneta, la redditività prevista per il 2008 era in discesa e la situazione di estrema difficoltà del sistema bancario mondiale e italiano pesa sulle quotazioni del Montepaschi.
E’ ragionevole pensare che, anche, senza l’acquisto di Antonveneta le quotazioni di Montepaschi sarebbero scese (come le altre banche italiane di un 30% almeno), intorno a 3,5 euro (8,6 miliardi di euro).
Ora è fuori di dubbio che con l’acquisto di Antonveneta il MONTEPASCHI abbia una perdita secca di valore di almeno circa 3 miliardi di euro!
Togliendo 3 miliardi di euro a una capitalizzazione di 8,6 miliardi otteniamo 5.6 miliardi di euro.
5,6 miliardi di euro corrispondono a una quotazione di MPS di 2,3 euro per azione.
E’ ipotizzabile che l’aumento di capitale che MPS dovrà mettere in atto nelle prossime settimane per comprare Antonveneta sarà fatto a un prezzo oscillante fra i 2 euro per azione e i 2,50 euro.
Molto dipenderà dall’andamento dei mercati, dalla capacità del gruppo di sostenere i corsi di borsa, ma il destino dell’istituto bancario più vecchio d’Italia e forse d’Europa appare segnato.
La capacità di distruzione di valore è evidente e a Siena nessuno ha il coraggio di parlare…
Grazie a Mussari, alla fondazione e al suo coraggio imprenditoriale.....
Qualcuno dice che MPS è sempre stato al di fuori da ogni scandalo finanziario....forse è bene ricordate My way e 4 you!
Buon inizio settimana...e non basatevi solo sull'analisi tecnica quando investite.
A proposito, non è che la Paribas decida di vendere la BNL a qualche banca italiana politicizzata e disposta a pagarla più del giusto prezzo. Tutto sommato BNL non sta dando quelle soddisfazioni che i francesi si attendevano e in casa loro comincia a soffiare il vento della recessione.
E poi in questi anni non sono riusciti ad allontanare Abete, il che non è certo positivo per la banca romana.
Per l'Italia sarebbe l'ennesima fregatura. Per che ha poca memoria ricordo che la BNL venne sottratta dalle mani di Unipol in maniera alquanto rocambolesca e ancora una volta grazie all'intervento della politica.
Consorte era troppo vicino ai furbetti del quartierino per dargli in mano BNL!

Di occasioni per imporsi nel mondo ne ha avute tante ma non è mai riuscita a sprovincializzarsi nel corso dei secoli.
Oggi però, grazie all'operazione Antonveneta la Banca Senese, non solo cerca di crescere nella piccola e povera Italia senza cercare respito Europeo o mondiale, ma addirittura l'operazione rischia di mettere a repentaglio sia la capitalizzazione della banca sia la sua solidità patrimoniale. (fra l'altro l'operazione sta creando perdite consistenti ai piccoli azionisti).
La domanda se ne veleva la pena è d'obbligo.







Nove miliardi di euro messi sul piatto per comprare la piccola Antonveneta sembrano troppi sotto tutti i punti di vista.
Ma se poi guardiamo le banche americane e il rapporto dollaro/euro non possiamo che rammaricarci nel pensare che questi soldi (13 miliardi di dollari)avrebbero potuto essere investiti in altro modo!
MPS poteva acquistare l'11% di Citigroup, il 27% di Morgan Stanley, il 30% di Merrill Lynch, ma non solo, in Europa anche senza il vantaggio del cambio poteva comprarsi il 22% di Societe Generale e così via.
Se i managers fossero stati più accorti e meno politicizzati potevano utilizzare questo crollo dei mercati per acquistare una preda internazionale e per fare quel
salto che non sono mai stati in grado di compiere in oltre 500 anni di storia!
Ma l'operazione ha il sapore politico, più che economico. E allora ritorna l'Italia di sempre, quella degli intrighi, del potere fine a se stesso, del mantenimento della casta....
Vi ricordate chi, qualche anno fa lottò aspramente contro Fiorani e i furbetti del quartierino per impedire che conquistassero l'Antonveneta?
Ve lo ricordo io: Montezemolo, Della valle, Abete, la sinistra italiana, Tabacci, la carta stampata con a capo Panerai di Milano Finanza e repubblica.
Vi ricordate un altro dei furbetti? Gnutti
Lui voleva conquistare Interbanca, fonderla con la sua Hopa e dare del filo da torcere a Mediobanca per il controllo di Generali.
Fu intercettato (a quel tempo era Tronchetti il padrone dei telefoni e in Telecom si consuma lo scandalo delle intercettazioni, fra le quali Vieri, giocatore interista, intercettato su richiesta di Moratti presidente dell'inter e amico di Tronchetti....) Durante un'intercetazione Gnutti, parlando con Fiorani, disse che una volta conquistato Antonveneta avrebbe sistemato la partite Telecom.
Quindi anche Tronchetti e il suo network dei salotti buoni si sentiva minacciato dalla Popolare di Lodi e i furbetti.
Ebbene grazie a tutti questi personaggi Antonveneta finì nel 2005 agli olandesi.
Oggi gli stessi personaggi sono fra i supporters più sfegatati dell'operazione.
A loro poco importa se ben 2,5 miliardi di valore sono andati in fumo, in mano a soggetti esteri.
Esatto, Abn Amro pagò Antonveneta 7,5 miliardi, MPS ne paga 9 e senza Interbanca (che da sola vale più di un miliardo).
2,5 miliardi di ricchezza che hanno preso il volo a favore di un soggetto estero (le cui tasse sul capital gain verranno versate al fisco spagnolo e non certo a quello italiano).
E nessuno ha il coraggio di dire qualcosa.
Tutta la stampa è a favore dell'operazione o non ha il coraggio di parlare.
Vorrebbe dire mettersi contro la sinistra italiana, contro Panerai, Montezemolo, Caltagirone ecc ecc. Contro i poteri forti di questa misera Italia.
MPS è l'ennesimo esempio della decadenza del sistema Italia e il silenzio dei media tiene il popolo nella più nebbiosa ignoranza.
Ma questo preambolo deve essere supportato da numeri e cifre, andiamo quindi per gradi nell'analisi di questa operazione.
Ma chi deve salire sul banco degli imputati
Indubbiamente il primo responsabile è il bello delle banche italiane, Mussari.
Il nostro buon Mussari non dorme certo sonni tranquilli. La sinistra italiana aveva applaudito il belloccio della finanza tre mesi fa per aver speso 9 miliardi per banca Antonveneta (senza Interbanca), dopo che la stessa sinistra italiana si era ribellata alla conquista da parte di Fiorani di Antonveneta (inclusa Interbanca) per 7,5 miliardi nel 2005.
Ricordo fra l’altro che a quel tempo la ABN Amro spese 7,5 miliardi solo grazie ai continui rilanci di Fiorani, altrimenti la Banca sarebbe dovuta passare agli Olandesi per 6 miliardi o anche meno.
Quindi, nel 2005 ABN AMRO conquistò Antonveneta pagando 7,6 miliardi di euro (compreso Interbanca). Da allora le Banche Italiane sono state oggetto di fusioni e acquisizioni.
Il risiko bancario è terminato a maggio 2007 con l’acquisto, da parte di Unicredito di Capitalia. Da giugno a oggi le valutazioni di tutte le banche Italiane sono state in forte discesa, e le valutazioni, in borsa, sono crollate al livello del 2005, ovvero ai tempi della scalata Antonveneta da parte di ABN AMRO.
In questi 3 anni Antonveneta non ha migliorato i risultati di gestione, anzi!!! E’ notizia di questi giorni che Antonveneta quest’anno chiuderà il bilancio in sostianzale pareggio contro i 240 milioni dell’anno precedente.
A riprova di ciò, quando il Banco Santander ha rilevato Antonveneta (dallo spezzatino fatto della ABN AMRO a favore delle 3 banche estere scalatrici) ha pagato meno di 7 miliardi di euro!
Poi il Santander ha scorporato Interbanca e ha venduto (a distanza di pochi giorni) la sola Antonveneta a Mussari e alla sua BANCA MONTEPASCHI DI SIENA per 9 miliardi di euro.
Dato che Interbanca è stata valutata oltre 1 miliardo di euro possiamo tranquillamente affermare che Mussari ha buttato in fumo oltre 3 miliardi di Euro regalandoli al Santander di (Botin).
Per Botin l'Italia è il paese degli balocchi e degli allocchi, nel 2006 realizza un'importante plusvalenza vendendo la sua quota di San Paolo durante la scalata di Banca Intesa nel 2007 invece realizza una maxiplusvalenza grazie ad Antonveneta e senza pagare un euro al fisco italiano!
Torniamo a MPS.
Nel corso del 2005 la banca senese vide le sue quotazioni passare da 2.5 euro a 3,80 euro di fine anno. La sua capitalizzazione passò da 6,2 miliardi di euro a 9,4 miliardi. Da allora le quotazioni sono risultate in aumento fino a toccare i 5 euro di metà anno 2007. Ovviamente anche la redditività è risultata in leggera salita. Tuttavia, anche non considerando la scalata ad Antonveneta, la redditività prevista per il 2008 era in discesa e la situazione di estrema difficoltà del sistema bancario mondiale e italiano pesa sulle quotazioni del Montepaschi.
E’ ragionevole pensare che, anche, senza l’acquisto di Antonveneta le quotazioni di Montepaschi sarebbero scese (come le altre banche italiane di un 30% almeno), intorno a 3,5 euro (8,6 miliardi di euro).
Ora è fuori di dubbio che con l’acquisto di Antonveneta il MONTEPASCHI abbia una perdita secca di valore di almeno circa 3 miliardi di euro!
Togliendo 3 miliardi di euro a una capitalizzazione di 8,6 miliardi otteniamo 5.6 miliardi di euro.
5,6 miliardi di euro corrispondono a una quotazione di MPS di 2,3 euro per azione.
E’ ipotizzabile che l’aumento di capitale che MPS dovrà mettere in atto nelle prossime settimane per comprare Antonveneta sarà fatto a un prezzo oscillante fra i 2 euro per azione e i 2,50 euro.
Molto dipenderà dall’andamento dei mercati, dalla capacità del gruppo di sostenere i corsi di borsa, ma il destino dell’istituto bancario più vecchio d’Italia e forse d’Europa appare segnato.
La capacità di distruzione di valore è evidente e a Siena nessuno ha il coraggio di parlare…
Grazie a Mussari, alla fondazione e al suo coraggio imprenditoriale.....
Qualcuno dice che MPS è sempre stato al di fuori da ogni scandalo finanziario....forse è bene ricordate My way e 4 you!
Buon inizio settimana...e non basatevi solo sull'analisi tecnica quando investite.
A proposito, non è che la Paribas decida di vendere la BNL a qualche banca italiana politicizzata e disposta a pagarla più del giusto prezzo. Tutto sommato BNL non sta dando quelle soddisfazioni che i francesi si attendevano e in casa loro comincia a soffiare il vento della recessione.
E poi in questi anni non sono riusciti ad allontanare Abete, il che non è certo positivo per la banca romana.
Per l'Italia sarebbe l'ennesima fregatura. Per che ha poca memoria ricordo che la BNL venne sottratta dalle mani di Unipol in maniera alquanto rocambolesca e ancora una volta grazie all'intervento della politica.
Consorte era troppo vicino ai furbetti del quartierino per dargli in mano BNL!
MONTEPASCHI: PROVE DI CROLLO
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3 commenti:
Una verita da paura, viene il magone a leggere certe cose. Grazie.
che vuoi che ti dica...spero di sbagliare....
Complimenti Paolo
in effetti c'è stato da parte dei media un silenzio assordante sui risvolti dell'operazione Antonveneta-MPS.
L'altro giorno quando ho letto la notizia di un bilancio in pareggio per Anto un po ci ho goduto anche se un pensiero tutto mio mi dice che la redditività era forse una delle ultime cose che interessavano a Siena visto il prezzo pagato non era certo conveniente e di ciò se ne aveva cognizione(a 9 mld aveva un PE a circa 38X rispetto al 12-18x del settore all'epoca dell'operazione!).
Non ho approfondito se l'acquisizione ha una valenza strategica nel territorio ma se mai l'avesse 9 mld non è un prezzo stracciato (c'erano tanti di quegli sportelli in vendita da Intesa sanpaolo a molto meno).
Roby
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