E SE CROLLA???

Giochiamo con mezzo listino di Piazza Affari (l'altra metà la vedremo in seguito) ipotizzando che finalmente gli investitori si accorgano dei dati macroeconomici in peggioramneto (tranne il Pil americano e i nuovi occupati....ma oramai sono in molti a sostenere che quei numeri siano falsificabili e poco attendibili)
Ipotizziamo che Novembre ci regali quello che agosto ci ha negato. Un ribasso che ripulisca i mercati:
Vediamo a che livello alcuni titoli potrebbero tornare interessanti.
Deutsche Telecom si avvicina a H3G Italia. Forse ai cinesi si sostituiranno i tedeschi. La telefonia italiana e' sparita. La Telecom è nelle mani spagnole di Telefonica. Gli inglesi gestiscono Vodafone, gli svizzeri di Swisscom, Fastweb, Tiscali ancora resiste ma per quanto?
Telecom...la partita per le nomine continua. Una lotta che gli investitori non capiscono, ma che è il sintomo di questa Italia. Il nuovo capo di Telecom sarà pro Mediobanca, pro Intesa, pro governo, pro Telefonica?
Tutti PRO che all'investitore non interessano. La domanda è se sarà pro mercato e pro redditività...ma questo poco importa a chi sta decidendo.
Nel Frattempo i broker europei continuano nel loro riposizionamento sul titolo. Già lo sappiamo che nel giro di due mesi sarà un buy per tutti!
Fossati, con la sua Findim, e con la simpatia del senatore italo brasiliano e Intesa si appresterebbe ad apportare il suo investimento in Telecom in Telco, magari a 2,53 euro. beato lui, visto che gli acquisti sono stati fatti quando il titolo viaggiava intorno ai 2,10 euro. UBS e Credit Suisse alzano i target della società telefonica italiana. Il parco buoi può accomodarsi, il banchetto è appena iniziato.
Mediolanum crolla in borsa e scende a livelli insoliti per Doris. La Mifid preoccupa gli analisti. La monomarca potrebbe costare cara a Mediolanum. Riuscirà l'amico di sempre di Berlusconi a scovare il jolly che gli permetta di non perdere masse! Il titolo ha rotto un supporto tecnico. Attenderei i 4,30-4,4 per provare un acquisto.
MEDIOBANCA tiene i 16 euro. La speranza che la bagarre per il controllo su Generali continui, tiene la speculazione sui titoli. Ma per quanto? Porre sempre molta attenzione. Se la situazione economica precipitasse la speculazione sarebbe costretta ad uscire dai titoli in fretta.
BANCA POPOLARE sistema la partita con Barilla senza ulteriori svalutazioni in bilancio (e questo è già un successo). La partita ora si sposta sul fronte Italease, il 9 Novembre si deciderà a che prezzo partirà l'aumento di capitale. Scommetto sempre per i 10 euro. Lontani dal titolo.
Per Banca Popolare la rottura dei 16 euro ha scatenato le mire ribassiste degli analisti tecnici..
A luglio feci aprire una posizione al ribasso, chiusa con ampi margini di profitto.
Ora lo short è uno sport pericoloso sul titolo. Intorno a 14 euro il titolo ritorna interessante per un investimento di medio lungo periodo.
AUTOGRILL. Gli aumenti di costo delle derrate alimentari rischiano di pesare sui conti del gruppo nella prossima trimestrale. Il titolo lo riprendo in considerazione intorno ai 12 euro.
FIAT: San Marchionne semina ottimismo alla presentazione della nuova Croma. Il titolo andrà anche a 30 euro...ma data l'incertezza dei mercati meglio andare con i piedi di piombo. Se poi avremo la fortuna di rivedere il titolo a 16- 17 euro non ci lasceremmo scappare l'occasione!
ALLEANZA prosegue la sua discesa in borsa e oramai veleggia intorno ai 9 euro. Le prospettive per IL VITA italiano non sono rosee, ma la società è ben posizionate per pagare dividendi interessanti e rimane sempre molto liquida (ha in pancia il miliardo in eccesso). Se dovesse andare intorno ai 8,40 euro potrebbe essere un investimento interessante in ottica di medio lungo.
ATLANTIA, Di Pietro ha vinto la partita contro la fusione con Abertis, ma si è dovuto arrendere di fronte agli aumenti dei pedaggi. La famiglia Benetton continua ad usufruire di profitti monopolistici in un'economia in profonda crisi. I consumatori non ringraziano.
BULGARI l'oro a 830 dollari non aiuta la maison del lusso. L'aumento del prezzo frena i consumatori americani e giapponesi. Gli europei hanno i loro problemi...si rischia che le vendite rallentino e con esse il prezzo del titolo. Un ritorno a 8,5 euro non sarebbe poi così male per noi che amiamo comprare sui ribassi.
ENI, ci dicono che il prezzo del petrolio non fa aumentare gli utili della compagnia. Poi però, sull'onda della trimestrale di Total il titolo tiene in piedi Piazza Affari. Eni sarà anche una macchina da soldi ma sta rinegoziando molte delle concessioni estrattive in giro per il mondo. I governi chiedono di partecipare anche loro alla festa. Questo significa possibili minori margini di profitto negli anni a venire. Siamo poi sicuri che i pozzi dell'Eni siano inesauribili. Molti studiosi del settore sostengono che:
1)Il picco di produzione mondiale di petrolio è alle spalle.
2)Le riserve di petrolio che le compagnie sostengono di avere sono gonfiate.
3)Nei prossimi anni l'estrazione subirà un'inesorabile declino.
A riprova di quanto detto, la produzione mondiale di greggio nel 2007 è, fino ad oggi inferiore rispetto a quella dell'anno prima.
Quindi, ulteriori aumenti di prezzo potrebbero essere compensati da una minore produzione (da un lato) e dall'altro da un riconoscimento agli stati di un prezzo maggiore. Il tutto non mi fa essere positivo sui titoli petroliferi. Giudizio neutrale.
FINMECCANICA, lentamente perde terreno e si avvicina ai target di prezzo che aveva comunicato Goldman alcune settimane fa. Se il titolo ritornasse a 16-17 euro potrebbe essere un interessante investimento.
IMPREGILO, BUZZI, ITALCEMENTI ecc..a Piazza Affari non li vuole più nessuno e trovo che non è facile dare loro torto.
Il petrolio mangia i margini ai cementieri, per le costruzioni potrebbe prospettarsi una pesante battuta d'arresto anche nei Paesi ad alta crescita. Tuttavia Italcementi a 13 euro la ritengo una grande occasione.
INTESA-SANPAOLO: sarà anche la banca meno esposta ai rischi subprime...ma se il mercato azionario scendesse i problemi potrebbero far scendere rapidamente il valore del titolo. Ricordo sempre la grande esposizione che le banche italiane hanno nei confronti di immobiliaristi (vedi Zunino) e finanzieri (vedi Zalesky).
LOTTOMATICA la multa è stata ridotta (ma poi non di tanto). La vendita di un pacchetto di titoli da parte di un'azionista affezionato quale le Generali insospettisce. Non mi dispiacerebbe riprendere in mano il bilancio di lottomatica nel caso la vedessi intorno ai 18 euro!
LUXOTTICA i bilanci sono ottimi ma il dollaro l'appesantisce. Se poi l'economia frenasse...anche di occhiali se ne venderebbero meno. Prima di acquistare aspetterei i 18 euro.
PARMALAT. le procure trovano legami sempre più stretti fra Bofa (o qualche suo manager) e la vecchia Parmalat. Qualcuno potrebbe pensare che la Parmalat potrà avere vita più facile nella sua richiesta di risarcimento danni nei confronti di Bofa. Tuttavia, e la domanda se la sono posta in tanti...., chi sono i veri beneficiari delle azioni legali di risarcimento danni?
I danni sono stati subiti da Parmalat nuova o dalla vecchia Parmalat?
Vi ricordo che la vecchia Parmalat non ha più debiti. I fornitori e i possessori di obbligazioni sono stati soddisfatti da tempo. E' vero che non vi sono neppure assets, a meno che, come qualcuno sostiene (autorevoli persone e anche qualche giudice) i soldi ricavati dai risarcimenti non spettino ai vecchi possessori di azioni Parmalat.
Esistevano oltre 800 milioni di azioni, il solo Tanzi ne possedeva oltre il 40%.
Se il tesoretto delle azioni di richiesta danni fosse destinato a loro si troverebbero improvvisamente in mano un regalo di natale inaspettato.
Per la Nuova Parmalat sarebbe un disastro. Proprio mentre i margini industriali sono in affanno.
Ma ben lo sapeva Capitalia quando ha venduto a 3,10 euro la sua partecipazione in un'azienda che rischia di veder il titolo su valori molto, molto più bassi. Attenzione.
MEDIASET
Governo ammazza televendite! Inserita la norma in un decreto salvainflazione. Per Mediaset un'ora di pubblicità in meno al giorno! Sky farà i salti di gioia.
Uno dei pochi settori dove 'Italia rimaneva agli italiani rischia di finire in mani straniere.
Adesso si capisce perchè i soliti bene informati hanno continuato a snobbare il titolo del biscione, anche se gli utili dei primi nove mesi sono molto belli e preannunciano un dividendo almeno pari allo scorso anno.
La POPOLARE DI MILANO ieri vola in borsa sull'ipotesi di alleanza con Credit Mutuel. I sindacati, veri proprietari della banca, ne sarebbero felici.
La proposta di Credit Mutuel prevede investimenti per aiutare la banca ad aprire più sportelli nei prossimi 7 anni. La creazione di una piattaforma comune nei business delle assicurazioni vita (dopo la scadenza del rapporto con Fonsai) dell'asset management, leasing e factoring (ricordo che il leasing è tutto da giocare, visti i rapporti incrociati fra mediobanca, bpm, italease). Credit Mutuel inoltre vorrebbe cambiare la governance per contare di più nella banca.
Ieri grande euforia in borsa...ma non credo che ci sia poi tutto questo valore inespresso nel titolo bancario milanese. Giudizio neutrale-negativo
RISPARMIO GESTITO: il sistema perde altri 7,2 miliardi. (45 da inizio anno) Si ringraziano le forze politiche (di destra e di sinistra) che negli ultimi anni non hanno mai voluto equiparare il calcolo della tassazione a quella europea (la nostra è la più penalizzante d'Europa).
Anche le banche vorrei ringraziare, infatti hanno preferito aprire società di gestione in Europa dove la tassazione aziendale è più ridotta. I governanti nostri non hanno voluto salvaguardare un patrimonio che ora è in mani straniere. Grazie !
UNICREDITO gli investitori sono molto preoccupati su tutto....derivati, cause legali, riduzione dei margini in Italia, valutazione di Conduit e SIV, situazione dell'immobiliare tedesco e dell'esposizione di Unicredito (HVB preoccupa). Da comprare...si ma non certo ai prezzi di oggi!
Siamo così sicuri che si tratti solo di un gioco..
E SE CROLLA???
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