TFR - MERCATO NON LIBERO E INCERTEZZA DELLE REGOLE

Ora che tutti hanno deciso, voglio far notare qualche particolarità della riforma che ha obbligato molti dipendenti a scegliere come destinare il TFR.
1)Il governo ha concesso alcuni vantaggi fiscali nel togliere i soldi dalla azienda e darli a un fondo pensione. Tuttavia tali vantaggi non sono stati garantiti nel tempo. il che fa pensare che peggioramenti per l'investitore arriveranno fra qualche anno.
2) il governo ha concesso un grande vantaggio ai fondi sindacali rispetto ai fondi aperti. Vantaggio innammissibile in un mercato che dovrebbe essere libero e concorrenziale.
3)Non solo, i commercianti e liberi professionisti, ovvero coloro che saranno piu’ tartassati dalla riduzione delle pensioni pubbliche negli anni a venire, non potendo accedere ai fondi negoziali sono obbligati a pagare costi piu’ elevati per farsi una pensione privata rispetto al dipendente!
4)Siamo in Europa, possiamo comprare fondi di diritto lussemburghese o irlandese e venire tassati sul capital gain solo al momento della vendita (anche fra 30 anni….). Invece i fondi pensione, per essere autorizzati Covip devono essere italiani e sottostare a una tassazione quotidiana! Altro modo per rendere il nostro cittadino italiano piu’ povero rispetto a quello europeo.
5)Il contributo della azienda (obbligatorio nel solo fondo negoziale) ha un impatto devastante e distorsivo (nonche’ lesivo della libera concorrenza) nei primi anni di permanenza in un fondo pensione. Esempio:
Dipendende (contratto commercio) che guadagna 40.000 euro annue lorde.
TFR 6,91%, ovvero 2764 euro.
Contributo obbligatorio azienda (1,55% sul lordo) ovvero 620 Euro.
Avere il contributo aziendale porta quindi a una performance aggiuntiva del 22,5% il primo anno se scegli di far confluire il TFR in un fondo sindacale!!!
Tale vantaggio diminuisce al passare degli anni ma rimane comunque rilevante.
Il dipendente che ha scelto il fondo aperto non ha veramente capito nulla!
Tuttavia questa non e’ concorrenza e l’Italia rimane fanalino di coda
6)Molti fondi negoziali non hanno prodotti che investono nell'economia reale (azionario)o se lo fanno e' solo per una percentuale molto bassa. E' contro ogni logica e a totale danno del lavoratore giovane!
7)Il coefficiente di rivalutazione (il numero che serve per sapere quale sara’ l’importo di pensione che matureremo) rimane un mistero. Un’incognita che lo stato e le assicurazioni o banche hanno evitato con cura di svelare. Tale incertezza fa allontanare le persone da tale forma di accumulo.
7)Irrevocabilita’ delle scelte. Se uno sceglie di portar fuori i soldi dalla azienda la scelta diventa irrevocabile. Ma perche’? un investitore si sente braccato, perseguitato, e allora rifiuta in partenza l'idea.
8)Il Tfr veniva liquidato nel momento del cambio di lavoro. nel fondo pensione (tranne pochi casi) i soldi rimarranno fino all'eta' pensionabile e non sara' possibile ottenere l'intera cifra ma solo il 50% (il resto sarà sotto forma di pensione). Questo 50% fra non molto sparirà
9)Inps…se l’azienda ha piu’ di 50 dipendenti e il dipendente lascia il tfr in azienda i soldi finiscono all’Inps e verranno utilizzati per lo sviluppo di grandi opere. Ma come i soldi che rappresentano i nostri risparmi vanno per costruire autostrade o ponti? E come riuscira’ l'INPS a garantire i rendimenti del TFR? Fra qualche anno cambieranno le regole e gia’ si sa chi verra’ danneggiato.
Ancora una volta l'interesse di pochi ha preso il soprravvento rispetto all'interesse della popolazione italiana.
Ennesimo grazie ai responsabili!
Chi scrive e ' assolutamente convinto del bisogno di Fondi Pensione. Ma anche dell'estremo bisogno di poche regole chiare e che diano fiducia nel tempo.
L'irrevocabilità non deve essere solo per l'investitore ma anche per chi offre il servizio e per chi determina le regole.
TFR - MERCATO NON LIBERO E INCERTEZZA DELLE REGOLE
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