“Io non lo sapevo, è un amico e gli auguro buon lavoro".

Con queste parole, che lasciano un po' l'amaro in bocca, il milanese Matteo Arpe commenta, all’uscita dal cda della banca Capitolina, l’incarico dato a Costamagna da Geronzi.
Costamagna, amico di Prodi e in ottimi rapporti con Bazoli trova cosi' lavoro!
Claudio Costamagna ex Goldman Sachs, é il nuovo consulente per le alleanze strategiche di Capitalia.
E' quanto si apprende in margine al cda che ha esaminato i conti del primo trimestre. Il nome di Costamagna è stato proposto dal presidente Cesare Geronzi, che andrebbe così ad affiancare nelle scelte sulle aggregazioni future della banca romana.
Dopo anni di brillante carriera in Goldman Sachs, negli ultimi mesi Costamagna e’ passato alla ribalta come l’uomo dei mancati progetti.
Avrebbe dovuto guidare la Mittel di Bazoli e Zalesky e portarla al controllo di Fingruppo. Poi le sue pretese economiche non si incontrarono con l’offerta di Bazoli e non si fece nulla.
Lo scorso settembre Costamagna intervenne come mediatore nella partita fra Tronchetti e Murdoch (e anche li si disse che fu proprio la sua vicinanza a Prodi a far saltare l’affare).
Costamagna si disse anche, che preparo’ il piano Rovati per la vendita della rete da Telecom alla CDP (anche se in qualche modo poi Rovati nego’).
Ricordo inoltre che Costamagna e’ ex Goldman Sachs proprio come Draghi!
Infine non si puo’ dimenticare che fra i finanziatori della campagna elettorale di Prodi risulterebbe Linda Costamagna, sua moglie.
Oggi viene nominato da Geronzi consulente strategico per le alleanze.
Ma perche?
Geronzi non e' capace di trovare il partner adatto? Non credo proprio. La scelta di Costamagna e' strategica dal punto di vista politico, economico, istituzionale e tattico.
Vediamoli:
Istituzionale: La sua amicizia con Draghi favorirebbe i rapporti con Banca d'Italia in caso di fusione.
Politico: La sua amicizia con Prodi starebbe a significare che l'operazione di fusione con Unicredito avrebbe il bene placet politico
Economico: La sua vicinanza a Bazoli/Zalesky (in quanto vicino a Prodi) costringerebbe Profumo ad accelerare i tempi di fusione e forse ad alzare il prezzo!
Tattico: Nel caso che Profumo tentenni e' ipotizzabile Bazoli all’attacco di Capitalia? Una valida alternativa se Profumo non si convincesse!
Certo e' che il mistero e' ancora fitto.
Bazoli, un anno fa, tento' il merger con Capitalia (in accordo con Geronzi)ma fu bloccato da Arpe che acquisto' il 2% di Intesa.
A quel punto Bazoli fu obbligato a una fusione con San Paolo.
Tuttavia il cuore di Bazoli batte forte per Generali (piu' che per Mediobanca).
Infatti Bazoli controlla Caboto, Imi, Mittel ed e' molto vicino al banchiere Bragiotti. Con il tentativo, fallito, di conquistare Fingruppo e Hopa, avrebbe creato una seconda Mediobanca.
Una seconda Mediobanca ma senza dimenticare Generali, da mesi il banchiere milanese corteggia Bernheim.
Quest'ultimo e' nel board di Intesa San Paolo ma ha anche lanciato un ultimatum a Bazoli per sciogliere il nodo Eurizon.
Gli intrecci azionari stretti fra i principali gruppi bancario assicurativi del paese, che poi sul mercato sono concorrenti, potrebbero essere arrivati a un bivio davanti alla possibile fusione Unicredito Capitalia. In questo caso il vero perdente potrebbe essere proprio Bazoli,che dopo aver erso Fingruppo (che ha optato per Palladio)ora vedrebbe allontanare anche il leone di Trieste dalla sua sfera di influenza.
Se Unicredito conquistasse Capitalia controllerebbe facilmente Mediobanca e Generali.
La reazione dei francesi di Bollore' e Groupama sara' fondamentale per capire la possibile futura governance di Piazzetta Cuccia.
Anche se sembrerebbe che i francesi possano apprezzare la scelta su Profumo.
Infatti, dopo l'incontro fra il nuovo presidente francese e Bollore', avvenuto sullo yacht di quest'ultimo, i titoli di Societe Generale sono scesi e quelli di Capitalia sono saliti, a significare che la Francia non e' pronta ad accogliere Profumo.
L'italianita' dell'azionariato di Unicredito oggi e' scarsa. La fusione con Capitalia accrescerebbe il controllo italiano sul gruppo di Piazza Cordusio e diluirebbe i tedeschi!
E' stato proprio Profumo ad affermare nelle scorse settimane che una banca puo' essere leader in Europa solo partendo da una solida base domestica.
Tirando le somme, la fusione di Capitalia determinera' un forte riassetto nel panorama finanziario italiano.
La partita e’ sempre piu’ interessante e l’entrata in scena di Costamagna crea piu’ caos che chiarezza.
Occhi puntati su tutta la galassia. Sempre possibile un colpo di coda bazoliano!
“Io non lo sapevo, è un amico e gli auguro buon lavoro".
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