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TRUMP ALL'OSPEDALE???

Trump update. Sconfitta sulla sanità: implicazioni per il resto dell’agenda Trump.
La leadership repubblicana e il presidente Trump hanno subito una dura sconfitta politica nella vicenda della riforma sanitaria. Venerdì, di nuovo all’ultimo momento come già avvenuto giovedì, il presidente della Camera Ryan ha dovuto ritirare l’American Health Care Act (AHCA) dall’agenda di voto in aula quando ormai era chiaro che, nonostante gli ultimatum, mancavano fra 10 e 15 voti per il passaggio della legge. Sia Ryan sia Trump hanno dichiarato che a questo punto la sanità esce dal radar dell’agenda politica e che la sanità rimarrà regolata dall’Affordable Care Act (ACA) di Obama: si volta pagina e dalla prossima settimana il focus si sposterà sulla riforma tributaria. La chiusura fallimentare del capitolo sanità ha implicazioni, generalmente negative, per l’azione di governo dell’Amministrazione e per la gestione del congresso di Ryan.
Prima di tutto, la strategia adottata per abrogare e sostituire l’ACA ha rivelato una profonda sottovalutazione da parte dell’Amministrazione, e forse anche di Ryan, della difficoltà di compattare il partito repubblicano su un compromesso in tempi rapidi e una sopravvalutazione del peso del presidente come coagulatore di consenso e costruttore di accordi. 
Il terreno politico è complesso e il partito repubblicano è composto da anime ideologiche lontane fra loro, abituate più a stare all’opposizione che al governo. Dalla vicenda esce indebolito anche Ryan, che dovrebbe essere il costruttore diplomatico del consenso anche per le riforme future, e che non è stato in grado di arginare la fretta del presidente di chiudere l’accordo in poche settimane su un tema complesso e carico di potenziali veti come la sanità. La volontà di Trump di tenere aperti diversi tavoli controversi con l’obiettivo di avere risultati in tempi rapidi sta segnando una serie di risultati negativi che riducono ulteriormente la credibilità del presidente e la sua capacità di spingere i voti verso un accordo. I prossimi temi in agenda sono forse meno ideologici rispetto alla copertura sanitaria, ma sono almeno altrettanto complessi: l’accordo su una legge di spesa per finanziare le uscite del resto dell’anno fiscale (legge attuale in scadenza il 28 aprile), l’apertura dei negoziati sulla riforma tributaria, la discussione sul limite del debito (raggiunto già dal 15 marzo), l’apertura di un programma di spesa infrastrutturale, sono sul tavolo più o meno simultaneamente. Un presidente e un leader della Camera feriti dal fallimento dell’AHCA potrebbero perseguire riforme meno strutturali e profonde di quanto promesso. In particolare, la riforma tributaria potrebbe ridursi a un taglio delle imposte invece di essere l’evento rivoluzionario preannunciato.
In secondo luogo, la mancata abrogazione dell’ACA ha anche un risvolto pratico, con conseguenze sull’entità della riforma delle imposte. Infatti la leadership repubblicana contava sulla riduzione delle imposte collegate a Obamacare per un calcolo politico che ha a che fare con la natura un po’ bizantina della procedura di reconciliation necessaria per votare la riforma tributaria senza esser soggetti all’ostruzionismo democratico in Senato. La reconciliation procedure richiede che il deficit non venga modificato dalle misure in discussione sul sentiero oltre 10 anni. Con l’abrogazione delle imposte di Obamacare, le entrate tributarie si sarebbero ridotte di circa 900 mld di dollari in dieci anni ancora prima di mettere mano alla riforma delle imposte, dando spazio a una manovra più corposa con minori difficoltà. Come ha detto Ryan, ora ”la riforma tributaria è più difficile, ma non è in alcun modo impossibile”.
In conclusione, l’affossamento dell’AHCA rende il futuro delle riforme e della loro entità più incerto. Il segretario del Tesoro ha detto che l’Amministrazione ha approntato un piano in questi mesi e che una proposta dovrebbe essere disponibile prima dell’estate. Tuttavia la proposta e il suo eventuale avanzamento nel partito repubblicano dovranno tenere conto dell’esperienza dell’AHCA: il piano potrebbe essere meno ambizioso per trovare un consenso in Congresso. Parallelamente ci saranno i negoziati per l’appropriation bill da rinnovare prima del 28 aprile. Il sentiero delle riforme, già tortuoso, si è fatto più arduo e lungo. 
 

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