L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


VOLUNTARY DISCLOSURE!

LE BANCHE  SVIZZERE, DI DUBAI, DI PANAMA, DI BAHAMAS ECC ECC
bloccheranno i conti anche degli ITALIANI CHE 
1) HANNO CAMBIATO RESIDENZA DOPO IL 2010 
2) e che hanno i conti correnti aperti PRIMA DEL CAMBIAMENTO DI RESIDENZA ALL'ESTERO
FINO A QUANDO GLI STESSI ITALIANI NON DIMOSTRERANNO CHE SONO IN REGOLA CON IL FISCO ITALIANO PER IL PASSATO E PER IL PRESENTE.

queste sono solo alcune delle cose che accadranno nei prossimi mesi prima del 2018 (quando avremo lo scambio automatico a partire pero' da gennaio 2017).
qualsiasi cosa che non sara' perfettamente a posto entro 1 gennaio 2017 sara' impossibile mettervi rimedio!
WMO è il tuo consulente fiscale con uffici operativi in Svizzera, Bahamas, Dubai, Panama che ti puo' seguire a 360 gradi per le tue esigenze.
Ricordo che utilizzaimo un importante studio fiscalista italiano per la Voluntary Disclosure e che i nostri prezzi sono molto competitivi visto il GRUPPO DI ACQUISTO che abbiamo messo in piedi.
INFO@WMOGROUP.COM


Share/Bookmark

3 commenti:

Anonimo ha detto...

A Proposito di Castro...

I Domenica di Avvento



+ VANGELO (Mt 24,37-44)

Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.



+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’Uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’Uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’Uomo». Parola del Signore



Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Una pagina del Vangelo che non si applica a quelli che non vogliono incontrare Gesù Cristo neanche dopo questa vita. D’altronde, se in questa vita si rifiuta Dio commettendo tanti abomini, al momento del trapasso non potrà esserci alcun spiraglio per il pentimento.

Deve essere avvenuto questo anche al dittatore Fidel Castro, qui inoltre c’è l’aggravante ed è riconosciuta da miliardi di persone che non hanno mai avuto gli occhi improsciuttati e hanno conosciuto le gesta assolutamente persecutori e crudeli di questo dittatore, che ha mostrato al mondo cosa è veramente il comunismo.

Vediamo rapidamente alcune delle situazioni inumane create da Castro nell’isola di Cuba. I mass-media americani in coro scrivono che Fidel Castro è stato un “leader repressivo e ha trasformato il suo Paese in un gulag”. Per gulag si intende un sistema repressivo, lager, un campo di concentramento.

Ciò che affermano le persone oneste è che Castro ha oppresso il suo popolo per cinquant’anni, infatti oggi solo 3 cubani su 100 posseggono il cellulare, il 3% dei cubani sono autorizzati ad utilizzare internet, in pochi posseggono un’automobile e un giornalista intervistato ha detto che possedere un’automobile è il sogno di milioni di cubani.

Bastano questi pochi dati per capire la tragedia portata dal comunismo.

Leggiamo alcune dichiarazioni: “Non vedevo l’ora che morisse, è da 34 anni che non vedevo i miei genitori”. “La sua vita e la sua morte mi lasciano indifferente”. “Sono felice che sia morto”. “Castro ci aveva rapito la libertà”. “Molti miei amici sono morti di disperazione per colpa di Castro”.

Non è piacevole leggere queste parole rivolte ad un essere umano, però molti si chiedono cosa aveva Castro di umano.

Leggiamo anche una dichiarazione di un attore cattolico che abbiamo ammirato in un film che narra la persecuzione in Messico dei cattolici. “Cristiada” narra una pagina storica cruda, ma emozionante nella storia dell’America Latina (1926-1929): l’unione del popolo cattolico messicano contro il governo massonico del sanguinario presidente Plutarco Elìas Calles.

Queste le parole su Fidel Castro del cattolico Andy Garcia, nato all’Avana nel 1956, naturalizzato cittadino statunitense da molti anni:

«Cuba e la sua cultura sono nel mio Dna, sono l’essenza della mia identità, ma non ho mai risparmiato critiche a Castro. Ho sempre detto che Cuba è stata tradita, mistificata, usata da Fidel. Un dittatore. Non una icona rivoluzionaria.

Segue

Anonimo ha detto...

Avevo 5 anni quando mio padre decise di emigrare a Miami, come centinaia di esuli cubani. Per anni mi ha spaventato e fatto soffrire vedere su tante magliette l’immagine di Castro “salvatore”, quando, invece, ha distrutto l’economia del mio Paese. Ho portato dentro di me per anni il dolore dell’esilio della mia famiglia per colpa di quello che, ripeto, ho sempre considerato un cattivo condottiero».

Questi sono i frutti del comunismo, innanzitutto propone il rifiuto di Dio, e già da questa impostazione si comprende lo spirito che muove il comunismo. Castro dal 1961 al 1991 ha vietato la missione della Chiesa Cattolica, ha bandito il Cristianesimo e ha perseguitato i cristiani finché ha potuto.

C’è voluto un Santo come Papa Giovanni Paolo II per far rinsavire parzialmente lo spietato oppressore dei cubani. L’incontro rimasto nella storia è quello del 1998, quando Castro ancora tiranno incontrastato di Cuba accolse ai piedi della scaletta dell’aereo l’anziano Giovanni Paolo II, che a tutti i costi aveva voluto visitare l’isola della Revolución.

Due anni prima Castro era però andato in Vaticano ad incontrare Papa Giovanni Paolo II, e dalle immagini si vede chiaramente la grande sofferenza e contrarietà nel volto del Grande Papa, nel trovarsi dinanzi un dittatore spietato.

Il Papa nell’incontro è molto serio e non mostra di gradire la dittatura di Castro, non gli sorride, non scende a compromessi, non lo festeggia come se fosse stato un padre buono per centinaia di milioni di cubani oppressi.

La frase simbolo del viaggio del Papa nel 1998 fu quella pronunciata appena atterrato: “Possa Cuba aprirsi con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e possa il mondo aprirsi a Cuba”. Giovanni Paolo II aveva chiesto -oltre alla fine del pluridecennale embargo statunitense- più libertà per il popolo e per la Chiesa.

Fidel rispose ripristinando il Natale come festa civile e concedendo qualche spazio di manovra e azione alla Chiesa, pur sotto il ferreo e mai messo in discussione controllo delle autorità statali.

Sorprende, ma fino ad un certo punto, l’adorazione verso Castro di molti personaggi famosi. Se ammirano in lui la realizzazione del comunismo, perché non distribuiscono le loro ricchezze e non le condividono con i poveri?

Ricchi e strafatti di tutto, predicano esattamente l’opposto di ciò che vivono nello sfarzo e non considerano la povertà di miliardi di persone.

Al contrario, Fidel Castro ha portato a Cuba la povertà, ancora oggi c’è una grande povertà insieme all’esaltazione dell’istruzione per forgiare futuri dittatori. L’istruzione gratuita va bene ma bisogna capire per quali fini. A Cuba esiste una rivoluzione stravolta, capovolta, e ha reso gli abitanti poveri come mai lo erano stati nella storia.

Fidel Castro aveva studiato dai gesuiti, forse per questo Papa Francesco ha così commentato la sua morte: “Notizia triste”. C’è tristezza quando muore un essere umano, forse per decine di milioni di cubani c’è meno tristezza verso chi ha tolto loro la gioia della vita e la libertà. Sicuramente i cubani non hanno commentato allo stesso modo la morte di Castro.

segue

Anonimo ha detto...

Fidel Castro ha mostrato fino alla fine una forte determinazione di distruggere la Chiesa, voleva riuscirci rendendo il mondo comunista e negli anni ’70 e ’80 cercò di diffondere il comunismo nel mondo, mettendo al centro il rifiuto del Cristianesimo.

Forse questi fatti non sono conosciuti da molti cattolici e si lasciano ingannare dai falsi messaggi dati da quanti hanno raggiunto la celebrità e per darsi arie, per gonfiare quello che è vuoto, ottusamente indossano la maglietta con l’immagine di Fidel Castro o di Che Guevara.

Sono i miti della rivoluzione del 1968, utopisticamente considerato come momento di crescita civile. Molti altri, lo hanno considerato come il trionfo dell’asineria, che rovinò la società italiana, e del conformismo di massa in cui i figli della borghesia avrebbero voluto abbattere il sistema borghese. La contraddittorietà fu ciò che emerse e trionfò nei movimenti di massa.

Sono stati in questi anni centinaia di milioni i cubani che hanno odiato Fidel Castro per la sua rivoluzione crudele, tutti gli altri non possono riscrivere la storia innalzandolo a simbolo buono, perché la bontà ha altre caratteristiche e vengono spiegate esaurientemente nel Vangelo.

Oggi inizia il tempo di Avvento e Gesù ci dice alcune parole che invitano una riflessione attenta. Stiamo vivendo come ai tempi di Noè e l’approfondimento della figura di Fidel Castro ci ha aiutato a capire che il mondo va avanti al contrario.

Oggi viene esaltato il dittatore e non Gesù Cristo, chi semina falsità e non chi rimane in comunione con Dio.

Molti credenti vogliono ascoltare e leggere solo parole di consolazione e allontanano le affermazioni forti di Gesù. Rifiutano alcune parti del Vangelo per non riflettere sulle vicende dolorose che prima o poi avverranno. Non cambiano il corso della storia se non leggono anche queste parole, mentre leggendole manifestano un atteggiamento intelligente.

Il Vangelo di oggi non arreca grande allegria, sicuramente molti ne farebbero a meno di leggerlo, non risolleva il morale e nei deboli porta forse anche afflizione. Troviamo questo Vangelo all’inizio dell’Avvento, quindi la Chiesa ci invita a rivedere la nostra vita e a capire dove si annidano gli errori, anche quali virtù si riescono a praticare.

“Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’Uomo”.

Gesù indica la superficialità della vita condotta al tempo di Noè, ma essi non avevano ricevuto la rivelazione del Figlio di Dio. La responsabilità dei cristiani di oggi è notevole, hanno tutte le conoscenze per distinguere facilmente il vero dal falso, il bene dal male.

L’Avvento non ci dice solo di vegliare su tutto quello che avviene nella nostra vita, ci dice anche di iniziare una vera vita spirituale.



1 Ave Maria per Padre Giulio