L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


LA SVIZZERA APRE ALLE ROGATORIE DI GRUPPO - RIGUARDANO ANCHE IL PASSATO!!!

Il Tribunale federale svizzero  apre l' autostrada per le rogatorie fiscali  raggruppate.
Il fisco italiano puo' presentare domande di informazioni anche riguardo di contribuenti di cui non conosce nome e cognome. È sufficiente in questi frangenti  circoscrivere in modo chiaro e concreto il
cosiddetto "modello di comportamento" messo in atto da una determinata categoria di contribuenti. 

AD ESEMPIO, TUTTI QUELLI CHE HANNO CHIUSO IL CONTO CORRENTE NEL 2014 E SONO ITALIANI.
OPPURE TUTTI QUELLI CHE HANNO TRASFERITO IMPORTI SUPERIORI AI 100.000 E SONO ITALIANI 
  Chi appartiene alla categoria, cade nella rete. Non è ancora la vituperata "fishing expedition", tuttora vietata. Ma poco ci manca. Infatti, la sentenza appena sfornata dalla Cassazione svizzera , accogliendo una rogatoria del Fisco olandese , trasmette le informazioni bancarie riguardanti tutti i residenti in Olanda che non comprovarono la loro regolarizzazione fiscale a partire da un certo anno passato, così come venne loro richiesto da parte di Ubs.
Galeotta fu la lettera, insomma. In effetti, Ubs invitò tutti i suoi clienti olandesi a fornire la prova della conformità fiscale dei loro depositi. Il Fisco olandese ha usato questa lettera come
grimaldello: di quei clienti che non avevano  risposto alla lettera di Ubs (ormai tallonata anche dalla Finma, l' autorità svizzera di vigilanza bancaria) vennero richieste le informazioni bancarie. Anche se il loro nome era ignoto al Fisco olandese, che verrà a saperlo soltanto fra qualche settimana, grazie alla sentenza della Cassazione svizzera. Una sentenza in qualche modo clamorosa, poiché interviene dopo un iter tormentato: il Fisco federale svizzero aveva  accolto la domanda olandese, ma la sua decisione, il 21 marzo scorso, venne annullata, su ricorso di un  contribuente, mediante sentenza emanata dalla prima istanza giudiziaria, ossia il Tribunale amministrativo federale.
Quest' ultimo si era spinto a concludere che il «Memorandum of Understanding» fra i due Paesi
permetteva di interpretare in modo restrittivo la nuova clausola sulla cooperazione contenuta nella
Convenzione contro la doppia imposizione riveduta nel 2010.
Escluse quindi le rogatorie di gruppo, anche se previste ormai anche dal diritto interno svizzero,
soccombente però rispetto alle norme pattizie internazionali.


LA VOLUNTARY DISCLOSURE SI RIAPRE IN ITALIA E NOI DI WMO SIAMOA  TUA DISPOSIZIONE MERCATILIBERI@GMAIL.COM

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