L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


DAGOSPIA DI MATRICE COMUNISTA - UN VERO SCHIFO

Roberto Mania per “Affari E Finanza - la Repubblica


BASTA VEDERLO IN FACCIA ...RADICAL CHIC 
IL SOLITO ARTICOLO SBAGLIATO...RIVISTO E CORRETO IN GIALLO DA MERCATO LIBERO, UN BLOG CHE NON RICEVE LO STIPENDIO PER DIRE QUELLO CHE ALTRI VOGLIONO FAR SAPERE ALLE MASSE....


«Il sistema offshore è nella realtà che ci circonda. Più della metà del commercio mondiale passa, almeno sulla carta, attraverso i paradisi fiscali. Oltre la metà di tutti gli attivi bancari e un terzo dell'investimento diretto estero effettuato dalle imprese multinazionali vengono dirottati offshore. Circa l'85 per cento delle emissioni bancarie e obbligazionarie internazionali si svolgono nel cosiddetto "euromercato", una zona offshore extraterritoriale».
DEL RESTO LA TASSAZIONE IN MOLTI PAESI E' ASSOLUTAMENTE ASFISSIANTE E LE STESSE MULTINAZIONALI NON FAREBBERO BUSINESS IN QUEI PAESI SE DOVESSERO PAGARE LE TASSE CHE PAGANO I POVERI COGLIONI CHE CI VIVONO...
DEL RESTO CHI SCRIVE L'ARTICOLO DIMENTICA CHE NELLA STESSA EUROPA ABBIAMO MALTA, CIPRO, IRLANDA, ESTONIA, OLANDA E NON SOLO ...CHE APPLICANO TASSAZIONI BASSISSIME EPPURE SONO IN EUROPA....
QUINDI COME AL SOLITO IL GIORNALISTA SI ARRAMPICA COME E' SUO SOLITO...SENZA ATTACCARE CHI INVECE E' IL PRIM O EVASORE.: BRUXELLES E IL GOVERNO EUROPEO CHE PERMETTE QUESTE DIFFERENTI FISCALITA'

Nicholas Shaxson, giornalista britannico, comincia così il suo viaggio ne "Le isole del tesoro", raccontato in un libro uscito qualche anno fa. Da allora, nei fatti, è cambiato poco, nonostante gli sforzi di ridurre il numero dei paesi della black list. Gli scandali continuano a susseguirsi.
Abbiamo avuto - per ultimo la vicenda dei Panama Papers che ci ha di nuovo spiattellato, come mai però era stato fatto prima, che «il sistema offshore è nella realtà che ci circonda». Una ragnatela fitta e assai estesa, flessibile, solo apparentemente esterna ed estranea all' economia legale.
Frutto malato della globalizzazione finanziaria, del capitalismo virtuale, o del «capitalismo selvaggio », come dice Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, che ai paradisi fiscali ha dedicato una corposa relazione all'ultimo Festival dell' economia di Trento.Dietro i capitali nascosti ci sono evasione fiscale, elusione, corruzione, riciclaggio. C' è il grande buco nero dell' economia mondiale.
TUTTO DA RIDERE..LE SOLITE FRASI FATTE DI UN GIORNALISMO DELL'ASSURDO E DI UN POTERE CHE HA LE ORE CONTATE..DEL RESTO IL PROBLEMA , COME TANTE VOLTE ABBIAMO SOSTENUTO, NON SONO I PARADISI FISCALI MA GLI INFERNI FISCALI. E LO RIPETO..ALL'INTERNO DELL'EUROPA ABBIAMO PARADISI FICALI CHE NON VENGONO COMBATTUTI ANZI...E ALL'INTERNO DELL'AMERICA (NEVADA, DELAWARE ECC ECC)
Un labirinto di prodotti finanziari con le grandi banche direttamente coinvolte: Ubs, Credit Suiss, Goldman Sachs, Bank of America, Deutsche Bank e via via tutti i principali istituti del pianeta. Ci sono imprenditori, professionisti, finanzieri, politici, artisti, top manager, dittatori. C'è una parte delle élite globali, dei potenti del mondo, dei super ricchi: a difesa di sé, contro i poveri. Una sorta di lotta di classe al contrario: l'accentuazione della diseguaglianza a causa della profondità della Grande Crisi è stata prodotta anche dalla finanza offshore (c' erano nei paradisi forti filiazioni della Enron, di Bernie Madoff, della Lehman Brothers, della Aig) che ha drenato risorse destinate altrimenti agli investimenti, al rafforzamento del welfare, all' occupazione, alla crescita dei paesi poveri, alla redistribuzione secondo un classico (vecchio?) modello keynesiano.

VERAMENTE PATETICO...L'ARTICOLO, LO PROPONGO PERCHE' MAN MANO CHE LO LEGGO MI VIENE DA RIDERE...E' COME RACCONTARE AI BAMBINI COMUNISTI QUANTO E' CATTIVO IL PROFITTO E L'ECCELLENZA....DIMENTICANDOSI CHE

I paradisi fiscali sono un tassello importante del modello di sviluppo che ha dominato negli ultimi tre decenni. Nei paesi offshore sono direttamente finite anche quote degli aiuti destinati ai paesi cosiddetti in via di sviluppo. «La moralità capovolta», di cui scrive Shaxson. Il neoliberismo ha spadroneggiato pure così nei lunghi decenni che abbiamo alle spalle.Anche per questo i tentativi di combattere l' economia offshore hanno conseguito risultati modesti, come confermano i Panama Papers. «È illusorio pensare di sconfiggerli, non hanno regole né parametri finanziari minimamente comparabili con quelli legali», osserva Visco.Dietro la forza attrattiva dei paradisi fiscali, coordinati tra loro in perenne evoluzione e adattamento, c' è la debolezza dei governi nazionali ma anche quella degli organismi internazionali, Ocse, Fondo monetario, G20.
NO C'E' L'EUROPA E I SUOI GOVERNANTI CHE PERMETONO ALL'INTERNO DELL'EUROPA TALI DIVERSITA'. MA SOPRATUTTO C'E' L'INFERNO FISCALE VOLUTO IN QUESTI ANNI DA PAESI COME L'ITALIA CHE ODIANO IL PROFITTO, CHE SONO CON TASSE IMPOSSIBILI, BUROCRZIA ASSURDA...E CHE HANNO PERMESSO LA DISTRUZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO. UN MODELLO SIMILE A QUELLO DEL VENEZUELA...DOVE I GOVERNI HANNO CERCATO DI IMPORRE AL PRODUZIONE SENZA PROFITTO...E LE AZIENDE HANNO CHIUSO...VISCO INVECE DI FARE MEAL CULPA ATTACCA I PAESI LIBERI A BASSA TASSAZIONE...VISCO INVECE DI CHIEDERE ALL'EUROPA DI AZZERARE I VANTAGGI FISCALI ALL'INTERNO DEL SISTEMA ...METTE ALLA BERLINA ALTRI PAESI...E IL GIORNALISTA GLI DA CORDA ASSURDOOO
Nessuno è in grado di alzare argini davvero efficaci e definitivi. C' è forse l' inconsapevolezza della pervasività del fenomeno da parte dei governi, oppure la complicità silenziosa degli stessi, a seconda dei punti di vista.
Nei forzieri offshore ci sono - secondo i calcoli dell' economista Gabriel Zucman, giovane professore dell' Università di Berkeley, allievo di Thomas Piketty - 7.600 miliardi di dollari, quattro volte il Pil italiano. Ma probabilmente anche di più perché in quella stima - aggiunge Visco - non sono considerati l' elusione fiscale delle multinazionali (solo Apple ha accumulato oltre 100 miliardi di dollari esentasse nei paradisi fiscali), i cespiti non finanziari, l' oro, i preziosi, le opere d' arte, le barche, le navi, le auto d' epoca, ecc.
PIKETTY, PER CHI NON LO SA E' IL PEGGIOR ECONOMISTA DEGLI ULTIMI DECENNI. I SUOI LIBRI SONO SPAZZATURA E SOLO UNA MENTE CATTO COMUNISTA DEMOCRATICA PUO' NOMINARLO....AHAHHAHA  PAUROSA QUESTA STAMPA DI REGIME

C' è chi è arrivato a calcolare una ricchezza offshore pari a oltre 30 mila miliardi di dollari, più del Pil degli Stati Uniti.Dire che nei paradisi fiscali non si pagano le tasse è, dunque, troppo restrittivo e anche semplicistico di fronte a un'architettura finanziaria imponente, a una gigantesca economia parallela messa in piedi dai più ricchi per violare le leggi che gli altri rispettano. Visco: «I paradisi fiscali forniscono condizioni di segretezza e la possibilità di eludere la regolamentazione finanziaria relativa alle società per azioni, alle banche, alla borsa, alle assicurazioni, e aggirare la normativa di altre giurisdizioni, per esempio in materia di riciclaggio, eredità, divorzio». Ci sono tre caratteristiche comuni a tutti i paradisi fiscali: la separazione tra l' economia interna e i servizi che vengono offerti; un' industria finanziaria debordante rispetto all' economia reale locale, sì che oggi il Regno Unito ha tutte le caratteristiche per essere considerato un paese offshore; una stabilità politica di fondo perché i potenti non amano l' incertezza politica e forse nemmeno la democrazia.
AHAHAHH  ADESSO L'INGHILTERRA E' UN PARADISO FISCALE E QUINDI CATTIVO...MAI CHE SI CERCHI DI AZZERARE O ABBASSARE LE TASSE NEGLI STATI CATTIVI E INFERNALI..SEMPRE CONTRO I PAESI CHE DEVONO ESSERE UN MODELLO DI VITA.
DEL RESTO SAREBBE SUFFICIENTE STAMPARE SOLDI DAL NULLA E NON FAR PAGARE TASSE....IN QUESTO MODO I PARADISI FISCALI NON ESISTEREBBERO PIU'...IN REALTA' ALL'UOMO PIACE FARSI DEL MALE E INFLIGGERE LA SCHIAVITU' DELLE TASSE ALLE MASSE....PER POTERLI CONTROLLARE E DOMINARE..
Shaxson sostiene che «la caratteristica più importante di una giurisdizione segreta è l' assoggettamento della politica locale agli interessi dei servizi finanziari (o della criminalità o di entrambi) e l' eliminazione di qualsiasi opposizione degna di questo nome al modello operativo dell' offshore».Ci sono poi le specializzazioni nei paradisi fiscali. Non fanno tutti le stesse cose, si distribuiscono le funzioni in maniera coordinata con un ruolo di regista più o meno trasparente dei grandi istituti di credito, presenti infatti dovunque.
Lussemburgo e Olanda - spiega Vincenzo Visco - sono la sede preferita dei fondi di investimento e delle società finanziarie di comodo che facilitano il passaggio di capitali verso le altre giurisdizioni offshore (conduits), e sono anche specializzate nell' offrire rulings fiscali favorevoli alle multinazionali.Le Isole Cayman sono la sede preferita degli hedge funds. Le Bermude sono specialiste nel settore delle assicurazioni e riassicurazioni al fine di permettere l' elusione delle legislazioni nazionali. Nei paradisi vengono costituite società di comodo per fare ciò che quasi tutte le legislazioni proibiscono. I prestanome diventano gli amministratori di queste società. Centinaia di imprese, spesso domiciliate ad un stesso indirizzo, amministrate da un unico soggetto.Ci sono le reti dei paradisi fiscali, almeno tre: europea, britannica e statunitense. E' la Svizzera il perno in Europa, seguono il Lussemburgo (che sembra abbia custodito anche i capitali del dittatore nord coreano Kim Jong-u), l' Olanda sulle cui società finanziarie offshore transitano importi annuali pari a ben 20 volte il Pil del paese.
E ancora: il Liechtstein, l' Austria e il Belgio per il segreto bancario, Monaco, San Marino, Andorra, Madeira, Cipro e anche lo Ior del Vaticano. Il secondo gruppo è quello di influenza britannica, dalla City alle Cayman, da Singapore alle Bahamas. Infine il gruppo americano, con Stati come il Deleware che garantiscono l' elusione delle normative fiscali di altri paesi, e con i "satelliti" delle isole Vergini e delle Marshall che agiscono come registro navale. Per arrivare a Panama il più grande paradiso sotto l' influenza degli Usa.

Qualcosa tuttavia si muove. Dal prossimo anno, gradualmente, cominceranno gli scambi automatici di informazioni fiscali tra circa 80 paesi, compresi anche alcuni ex offshore come San Marino e il Liechtenstein. Un approccio nuovo che dovrebbe andare a regime nel 2018, suggerito dall' Ocse a recepito dai paesi del G20 sulla scia di una norma varata negli Stati Uniti.

MA SA SCHERZANDO IL TIPO....??? DAL 2018? MA E' MAI STATO A PANAMA A CERCARE DI APRIRE UN CONTO??? LO SA CHE DA ORAMAI DUE ANNI I PARADISI OFF SHORE SONO SPARITI??? E SE ANCORA HANNO QUESTA PARVENZA...LO SARA' PER POCO..IL LAVORO IMPRESSIONATE DI FACTA, DELLE VOLUNTARY DISCLOSURE E DELLA NORMATIVA OCSE...MA DAI IL GIORNALISTA VERAMENTE SUPERA SE STESSO

«L' accordo - dice Visco - rappresenta un passo avanti importante, ma non sembra risolutivo. Innanzitutto non sono previste sanzioni per chi non adempie e quindi non c' è certezza sull' efficacia dell' accordo: è molto probabile che assisteremo a molte resistenze in nome della privacy violata; inoltre sarà sufficiente schermare i propri fondi dietro una serie di trusts, fondazioni, società di comodo collocate in diversi paesi, per continuare ad assicurarsi l' anonimato. La misura, quindi, risulta solo parzialmente valida. I più ricchi e meglio consigliati hanno ottime possibilità di eludere le nuove norme».
ASSOLUTAMENTE SBAGLIATO ...QUESTE AFFERMAZIONI SONO FALSE ...SEMPLICEMENTE FALSE
Ci sarebbe una soluzione drastica, quella suggerita da Zucman: la creazione di un registro finanziario obbligatorio mondiale in cui dovrebbero affluire i dati individuali di tutti i contribuenti del mondo e relativi a tutte le ricchezze possedute direttamente o indirettamente, e la comunicazione automatica alle autorità fiscali di ciascun paese, con la previsioni di sanzioni assai severe, decise dalla comunità internazionale, per chi dovesse violare l' accordo. Ma questa è davvero fanta-finanza o anche f
anta-politica. La realtà che ci circonda è quella dell' offshore. «Solo il popolino - disse tempo fa la miliardaria newyorkese Leona Helmsley - paga le tasse».

IL PROBLEMA E' PROPRIO QUESTO..INVECE DI PERDERE TEMPO A SCRIVERE CONTRO GLI EVASORI O CONTRO COLORO CHE CERCANO DI SCAPPARE DA INFERNI FISCALI...PERCHE' NON PERDONO TEMPO AD ANDARE CONTRO GLI INFERNI FISCALI STESSI ..E CONTRO UN SISTEMA ASSURDO DI CONTROLLO STILE GRANDE FRATELLO..UN CENTRALISMO CHE STA PER ESSERE SPAZZATO VIA  E A GENTE COME ROBERTO MANIA NON VERRA' PIU' PERMESSO DI SCRIVERE..GRAZIE A DIO QUALCOSA STA CAMBIANDO...BREXIT...TRUMP ...DISTRUZIONE DI OBAMA E FACTA, DELL'EUROPA E DEI SUOI LACCIUOLI..UN  NUOVO MONDO STA NASCENDO E NOI NE SIAMO PROTAGONISTI


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

D'accordo su tutto,viva la libertà e i blog che la diffondono.massimo.

Anonimo ha detto...

Feccia cattocomunista. Eforo

Anonimo ha detto...

cagate per il 99% dei babbei italiosi.

Anonimo ha detto...

la gauche-caviar e i bourgois-bohème sono il peggior esempio della peggior specie di prostituzione, quella " intelletuale "....