L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


I PRIVATE BANKERS IN FUGA DALLA BANCA DELLA SVIZZERA ITALIANA....sono un pericolo per la sopravvivenza stessa della Banca.

In questi giorni a Lugano nelle banche e nelle grosse fiduciarie si sentono decine di roumors  a riguardo dei numerosi private banker della Banca della Svizzera italiana.
Quasi tutti si sono già mossi in queste ore difficili per la continuità  della Banca.
I bravi private fanno anche tre colloqui al giorno, spiegano in dettaglio oltre loro portafoglio, la redditività,  la tipologia dei clienti.
I migliori cercano di essere accaparrati  dalle banche più  in vista e che sono in cerca di capitali  nuovi.
Si discute di quanto prenderanno di stipendio e quanto di bonus al raggiungimento di un tot di masse spostate.
Nessuno fa nomi e cognomi..ma tutti li conoscono...i  bravi vengono corteggiati con inviti a pranzo o a cena o in salottini lontani da occhi indiscreti. .
INSOMMA L'INCUBO PER LA BANCA DELLA SVIZZERA ITALIANA NON SI CHIAMA MALESIA O SINGAPORE..MA SI CHIAMA PRIVATE BANKERS INTERNI. PERSONE CHE CONTROLLANO MILIARDI DI EURO E CHE SPOSTANDOSI IN MASSA DECRETEREBBERO IL FALLIMENTO STESSO DELLA BANCA. ..

Anche noi stiamo cercando private bankers disposti a spostarsi nelle banche nostre partners. Mercatiliberi@gmail.com



LUGANO - Se per la Città di Lugano non dovrebbero esserci imprevisti di tipo economico rispetto a quanto già si sapeva in merito al destino di BSI, resta però aperta la questione circa il destino dei dipendenti. Dall'incontro interlocutorio di mercoledì tra Municipio e dirigenza dell'istituto, il CEO Roberto Isolani e il vicepresidente del CdA Eugenio Brianti, non sono emerse per il momento delle effettive rassicurazioni. «Tutto dipenderà da cosa succederà nei prossimi giorni – ha ribadito il sindaco Marco Borradori al termine della riunione – perché per il momento non è ancora stato possibile ottenere rassicurazioni decisive». Il sindaco non ha nascosto che molto dipende ora dalle scelte che faranno nei prossimi giorni i grossi clienti dell'istituto che potrebbero decidere di spostare i propri capitali altrove. Dello stesso avviso il capodicastero finanze Michele Foletti che, confermando quanto già detto al CdT, ha escluso pesanti ripercussioni sul Piano finanziario della Città. Cionondimeno ha evidenziato la necessità di approfondire altri fattori insieme a Cantone e a EFG, anche in relazione ai posti di lavoro. E nel frattempo prendono posizione tutti i gruppi politici in Consiglio comunale convinti che, con la piazza finanziaria in crisi, la città debba reinventarsi.

Share/Bookmark

Nessun commento: