L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


CORRIERE DELLA SERA: IL BAIL IN DELL'ITALIA (LA CONFERMA DI MERCATO LIBERO CHE SOSTIENE CHE IL PROMOTORE O IL PRIVATE BANKER CHE PARLA DI BAIL IN BANCARIO E' UN FIGLIO DI PUTTANA O UN INCOMPETENTE)

 SPOSTARE IL CONTO CORRENTE DA UNA BANCA ITALIANA MALATA A UNA BANCA ITALIANA MENO MALATA O ANCHE SANA..E' UNA EMERITA CAZZATA ....INFATTI IL PROBLEMA E' DI SISTEMA PAESE....ECCO L'ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA CHE LO SANCISCE ! (FUBINI...NON UN PIRLA QUALUNQUE)
IL MODO DI PROTEGGERE I RISPARMI E' DI SPOSTARLI IN UNA BANCA SICURA FUORI DALL'EUROPA. LA SVIZZERA E' LA SOLUZIONE MIGLIORE.
TUTTO IL RESTO? CAZZATE!
 
 ECCO L'ARTICOLO
La crisi greca dell’estate scorsa non è passata senza conseguenze per il futuro dell’euro, ma soprattutto di Paesi con i segni particolari dell’Italia: alto debito pubblico, dipendenza quasi totale dalle banche, investimenti enorme di queste ultime proprio nei titoli di debito dello Stato.
L’inchiostro di Alexis Tsipras sulla sua resa a Bruxelles nel luglio scorso era ancora fresco, quando a Berlino si è riunito il Consiglio degli esperti economici. Volevano avanzare delle idee una vicenda del genere perché non si ripetesse mai più. In due settimane questo gruppo di cinque persone ha approvato un «rapporto speciale» di 53 pagine, con quattro voti a favore e uno contrario. In Italia non se n’è accorto nessuno. Pochi hanno prestato attenzione anche dodici giorni fa, quando Wolfgang Schäuble ha dato il suo appoggio a quel piano. Per il ministro delle Finanze tedesco non era necessario farlo, perché sta già facendo viaggiare molte di quelle proposte negli ingranaggi decisionali dell’area euro. Non importa se nel Paese che ne sentirebbe di più l’impatto — l’Italia — non se ne parla e il mondo politico fatica persino a capire di cosa si tratta. Non è una novità: era già distratto due anni fa quando approvò la direttiva europea sui salvataggi bancari che oggi, ormai in vigore, riscuote le proteste di tutti i partiti.
La proposta fatta propria da Schäuble estende gli stessi principi dalle banche agli Stati e al rapporto fra le prime e i secondi: in caso di crisi, prima di consentire qualunque salvataggio, pagano i creditori. Non devono più potersi aprire reti di sicurezza per i titoli di Stato senza il sacrificio dei risparmiatori e degli investitori, dunque le banche esposte sul debito pubblico del loro Paese sono tenute a regolarsi di conseguenza. Secondo Berlino occorre esporre governi alla piena disciplina del mercato, dato che quella del fiscal compact di fatto ha fallito.
QUINDI IN CASO DI BAIL IN DELLO STATO I 100.000 EURO DI GARANZIA SI POSSONO FAR FOTTERE...E A PAGARE SONO TUTTI IN ITALIA SE HANNO DEPOSITI E ASSETS DETENUTI IN BANCHE ITALIANE
Si legge nel rapporto dei saggi: «È necessaria un’applicazione coerente delle regole di insolvenza per gli Stati, in modo da ridurre i livelli di debito e rendere credibile la clausola che esclude i salvataggi» (inclusa nel trattato di Maastricht, ndr). È il corrispettivo per gli Stati delle norme già in vigore per le banche: sospensione del versamento di interessi e del rimborso dei titoli se un Paese chiede un salvataggio europeo. Ne consegue la richiesta tedesca sugli istituti di credito: «Va posta fine al privilegio concesso ai titoli pubblici nella regolazione bancaria», si legge nel rapporto.
IN PRATICA INTRODUZIONE DI OBBLIGAZIONI IRREDIMIBILI DELLA REPUBBLICA A TASSO ZERO CHE NON VERRANNO MAI RIPAGATE E CHE NON GODRANO NEPPURE DI UN MERCATO DI VENDITA UFFICIALE
Si tratta della parte del piano che più rapidamente sta facendo strada a Bruxelles. Il mese prossimo e in giugno due gruppi di lavoro dell’area euro presenteranno rapporti che precisano e declinano il progetto. Per le banche italiane, e il finanziamento del debito pubblico di Roma, l’impatto sarebbe profondo. Sul tavolo c’è l’ipotesi che gli investimenti fatti in titoli di Stato inizino a erodere il capitale delle banche non appena la loro esposizione in debito pubblico del loro Paese supera il 25% del patrimonio. In sostanza, visti gli oltre 400 miliardi di titoli del Tesoro di Roma detenuti, le banche italiane dovrebbero accantonare denaro contro eventuali perdite per circa il 70% del loro portafoglio di titoli di Stato. In alternativa, dovrebbero vendere buoni italiani e magari comprarne di più solidi, per esempio i tedeschi. La svolta sarebbe graduale, ma il mercato non può che anticiparne gli effetti con una stretta al credito. 
E SE SARA' COSI'..IL MERCATO TENDERA' AD ANTICIPARE.....L'UNICA BANCA ITALIANA AD AVER DIMEZZATO L'ESPOSIZIONE IN BTP E' BANCA INTESA..
E INTANTO LO SPREAD POTREBBE SALIRE CREANDO ULTERIORI BUCHI DI BILANCIO ALLE BANCHE DI SISTEMA
Per l’economista Peter Bofinger, tutto questo significa sottrarre alle banche dell’Europa del Sud il pilastro sul quale si fonda qualunque istituto al mondo: dei titoli sicuri in bilancio, che non possono fallire. «Può essere dinamite per l’area euro», dice Bofinger. Ma l’unico esponente degli esperti tedeschi a votare contro il piano è stato proprio lui.


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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Se va così il passo successivo è l'uscita dall'euro.

ML ha detto...

BRAVO

Anonimo ha detto...

Scusa Paolo, ma se apriamo il conto in Svizzera in € e poi si esce dall'€ allora cosa succede agli € depositati?

Anonimo ha detto...

Schauble ha Deutsche Bank in casa.

Anonimo ha detto...

A certo poi c'è anche Commerzbank...