L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


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E' ovvio che chi decide di aprire un conto in FINECO non crede al default dell'Italia, ma teme invece il SOLO BAIL IN. 
Non è mio compito dire se ha o meno ragione, il mio compito e' quello di fare informazione completa in modo che la mia cosienza sia a posto.
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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Cosa ne pensi di unì credito ?

Anonimo ha detto...

E Il Banco Posta come sta ?

Anonimo ha detto...

UNICREDITO....

Anonimo ha detto...

NOTIZIA ANSA

Banche: fonti Ue, pronti piani risoluzione per 40 istituti.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2016/01/19/banche-fonti-ue-pronti-piani-risoluzione-per-40-istituti_4bc2fb6a-2b32-4b9a-a3b8-c7173eec6a46.html

Anonimo ha detto...

Mike Hearn è stato uno dei più fervidi sostenitori della crittovaluta Bitcoin oltre che uno dei suoi più convinti sostenitori. Eppure oggi Hearn ha dichiarato, a malincuore, di aver dovuto cambiare idea.

Secondo Hearn il modello Bitcoin si sarebbe dimostrato fallimentare e se, nel breve termine, i guadagni continueranno ad esservi grazie ad un irrobustimento del valore unitario della moneta elettronica, successivamente inizierà una "caduta libera".

Stando alla tesi dell'esperto, Bitcoin sarebbe ormai controllato da un ristretto numero di individui e la rete sarebbe sull'orlo del collasso dal punto di vista tecnico.
I "blocchi" Bitcoin sono parte della blockchain, un registro che contiene e conferma molte transazioni in attesa prevenendo anche manovre truffaldine da parte degli utenti.
Per Hearn il limite tecnico risiede proprio nella dimensione dei singoli blocchi, fissata ad un megabyte. Tale restrizione avrebbe dovuto essere una misura temporanea che invece, purtroppo, è rimasta in vigore nel tempo.

La soluzione sarebbe, evidentemente, quella di aumentare la dimensione dei blocchi ma, per diverse ragioni ciò non è avvenuto. Hearn rileva, per esempio, come due soggetti cinesi impegnati nell'attività di mining di monete Bitcoin di fatto controllino più del 50% della potenza di elaborazione della rete Bitcoin (hash rate).

Hearn si è visto poi mettere i bastoni tra le ruote (subendo anche pesanti attacchi DoS) allorquando ha provato a proporre un software forse capace di risolvere i principali problemi di Bitcoin.

Per questi motivi (e molti altri), Hearn ha quindi deciso di vendere tutti i Bitcoin in suo possesso e non partecipare più allo sviluppo del progetto.
Riferendosi a Bitcoin, addirittura, con il termine "esperimento", Hearn ha definito il progetto "senza futuro" pur augurando ogni bene a tutti coloro che dimostreranno tenacia nel tentativo di risollevarne una sorte ormai segnata.