L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


SE LA CINA FA ACQUA...LA PORTAEREI USA NON CONVINCE....

 IN AGGIUNTA AI PROBLEMI CINESI, IL BRAVO ICEBERGFINANZA  ci ricorda questa mattina che anche in america le cose non vanno proprio bene...se cosi' fosse ci ritroveremmo con uno yuan debole..un dollaro debole..e con l'europa che sta facendo un qe (e quindi come farebbe a rafforzarsi?) e' ovvio che l'incertezza regna sovrana non fra noi mortali ma anche fra le grandi istituzioni..in un momento in cui le banche centrali sono stranamente SILENTI ....un silenzio che di questi tempi non fa che aumentare l'incertezza
"come abbiamo più volte ricordato negli ultimi anni buona parte della performance del Pil americano era dovuta alla ripresa del mercato immobiliare e alle vendite a leva del settore automobilistico.
Bene, dopo la fase di stallo del settore immobiliare con le pesanti revisioni al ribasso della spesa per le costruzioni e le vendite di nuove caser, arriva la sensibile frenata del settore automobilistico e il volo dell’economia america si trova senza due dei suoi principali motori… In an ominous indication for December retail sales, auto sales fell a sharp 5.0 percent to an annualized rate of 17.3 million. Car sales were the weakest, down 5.2 percent to a 7.40 million rate. Truck sales, benefiting from low gas prices, were very strong through most of 2015 but not so in December, falling 4.3 percent to a 9.93 million rate. Vehicle sales make up about 1/5 of total retail sales and the weakness here will make it hard for December to show any lift. Econoday

Thanks to Econoday

Ci sono altri tre dati arrivati ieri dall’economia americana che non promettono nulla di buono. Il primo è quello realtivo agli ordini alle fabbriche…


In 13 mesi dal novembre 2014 ben nove mesi sono risultati negativi. Il secondo è quello relativo alle esportazioni…


…anche se in realtà i dati della bilancia commerciale fanno recuperare circa 0,3 punti di Pil riportando la crescita per l’ultimo trimestre intorno al 1 % circa. Se alcune stime approssimative possono essere giuste, la revisione della spesa per costruzioni dovrebbe ridurre il risultato finale del Pil del 2015 ad un misero 1,5%, ma questo lo sapremo solo a metà 2016, quando a nessuno più importerà nulla. In prospettiva l’inesorabile declino delle esportazioni dovuto alla forza del dollaro non è un buon segnale.
Per ultimo il calo contenuto dell’ISM dei servizi che vale circa il 70 % dell’economia e della forza lavoro americana.


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Comunque sia, le dinamiche per chi le vuole vedere sono chiare, un lento ed inesorabile declino è in atto. Ieri sono uscite anche le “minute” ovvero i verbali dell’ultima riunione della Fed, quella nella quale sono stati alzati i tassi… Dal documento diffuso oggi emerge che all’interno dell’istituto centrale guidato da Janet Yellen c’è una “preoccupazione significativa” sull’inflazione, che lo staff della Fed vede al target del 2% alla fine del 2018. Nei verbali si legge anche che “i rischi riguardanti le stime sul Pil reale erano visti come destinati in qualche modo al ribasso, riflesso dell’analisi dello staff secondo cui né la politica fiscale né quella monetaria attualmente sono ben posizionati per aiutare l’economia ad affrontare sostanziali shock avversi”. Pur mostrando un po’ di ottimismo, i membri della Fed hanno “tuttavia citato una serie di preoccupazioni, inclusa la possibilità che un apprezzamento ulteriore del dollaro e una debolezza persistente dei prezzi delle materie prime possa aumentare la pressione sulle economie emergenti e che la Cina trovi difficile navigare i cambiamenti strutturali e ciclici in corso nella sua economia”. (America24) Per chi sa di cosa stiamo parlando, questo è quanto scrive la Fed … Concerns among investors about the high-yield bond market increased notably in the days before the meeting after an open-ended mutual fund specializing in junk bonds suspended redemptions and closed. In their discussion, several participants commented that markets for leveraged finance had been correcting since midyear–particularly for the most risky assets, including those associated with energy firms–and noted that the widening of credit spreads in corporate bond markets appeared to be largely due to the repricing of riskier assets.
Contraddizioni su contraddizioni, come quella ad esempio del solito Fisher che preannuncia chissà quanti altri rialzi dei tassi… NEW YORK (WSI) – Nel corso del 2016 la Fed potrebbe alzare i tassi dalle 3 alle 4 volte. La conferma e’ arrivata oggi dal vice-presidente della Fed, Stanley Fisher, secondo il quale le aspettative del mercato che puntano ad un aumento del costo del denaro solo in due tranche sono troppo caute. Durante un’intervista all’emittente Usa Cnbc, Fisher ha inoltre aggiunto che la Banca centrale americana non agisce con il “pilota automatico”.”Al momento non sappiamo quanti rialzi ci saranno di preciso”, ha detto Fisher, specificando che la Fed dovrà rispondere agli eventi che si presenteranno durante l’anno. Mentre in giornata si premura di suggerire cautela tirando fuori l’ennesima idiozia sulla balla della bomba ad idrogeno fatta esplodere dalla Corea del Nord… (Teleborsa) – L’incertezza dei mercati sta crescendo, secondo il banchiere della Fed, Stanley Fischer, che è anche vicepresidente della banca centrale statunitense.
Nel motivare questa affermazione, Fischer ha fatto riferimento anche alla vicenda della Corea del Nord, che ha completato il primo test della bomba ad idrogeno, amplificando i rischi sul fronte geopolitico, rispetto a quelli della crisi mediorientale. Naturalmente, il banchiere ha fatto un cenno anche alla crisi cinese, che lo scorso ottobre aveva indotto il FOMC a rinviare il primo rialzo dei tassi di interesse, ed ha ammesso che il rallentamento è più forte di quanto ci si aspettasse, anche se è difficile da quantoificare. Questa è gente che gioca con le parole e non ha la minima idea di quello che può fare, come testimonia quest’altra incredibile ammissione. In una incredible interview on CNBC l’ex governatore della Fed di Dallar Fisher ha ammesso che la Fed non ha più strumenti per aiutare i mercati. Fisher ha ammesso che l’unico scopo della Fed è stato quello di cercare di creare un effetto ricchezza, alimentando bolle ovunque e che i mercati sono sopravvalutati.
Come ben sapete questa è gente che dice la verità solo dopo aver lasciato l’incarico istituzionale. Fisher spera che il mercato lateralizzi per qualche anno in maniera da digerire l’incredibile salita di questi ultimi sei anni e mezzo Che dire, l’importante è essere consapevoli che questa è una deflazione da debiti, tempi e dinamiche ormai le conosciamo a memoria, come pure le opportunità di investimento.

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