L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


SE IN ITALIA SON CAZZI..IN AMERICA PIOVE MERDA


da icebergfinanza 
il solito articolo molto lucido sulla realta' americana, incapace di reggere a lungo....
Il tempo dell’ironia è finito… abbiamo trascorso un anno intero insieme ad analizzare ogni istante della presunta favola dell’economia americana, a smascherare leggende metropolitane e altro che scempiaggini, altro che solidi consumi e mercato immobiliare in gran forma, come ha appena finito di scrivere la Federal Reserve sull’ultimo beige book.
Il presente è qui sotto, terribilmente attuale…
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Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di dicembre un decremento dello 0,1% m/m, risultando sia inferiori alle attese fissate su un incremento dello 0,1% che alla rilevazione precedente pari a un indice di +0,4%. L’indice escluso il comparto auto è diminuito dello 0,1% su base mensile dopo il risultato positivo pari allo 0,3% della rilevazione precedente.
Ma tu pensa, si trattava proprio di dicembre il mese più importante per i consumi e in America non si è visto un solo fiocco di neve.
Il bello, è che questo è stato il dato migliore, il resto è semplicemente Halloween…
Date un’occhiata alla produzione industriale…
Semplicemente da brividi, in tredici mesi solo tre mesi positivi, se si può considerare positivo lo ZERO VIRGOLA UNO!

Ricordo solo che lo scorso inverno è stato estremamente rigido, con gelate e nevicate continue e sino ad ora abbiamo avuto un inverno mite, quasi primaverile o addirittura estivo.

Giusto per contestualizzare vi faccio vedere a che livello è arrivato l’indice manifatturiero di New York, livelli che non si vedevano dal 2009 …
United States NY Empire State Manufacturing Index
United States NY Empire State Manufacturing Index
E chiaro ora o serve qualcos’altro per comprendere meglio come ad esempio la dinamica delle rimanenze di magazzine / vendite…
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La sintesi è semplicissima ovvero le rimanenze di magazzino sono salite di oltre un punto virgola sei nell’ultimo anno, mentre le vendite sono calate di due punti virgola otto.
Cosa è successo nel 2008 quando la stessa dinamica era in atto? Nulla di particolare, una recessione, ma state tranquilli riusciranno a manipolare anche questa.
Risultato finale è tutto qui …
Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast
… ovvero lo ZERO virgola SEI la crescita attesa per l’ultimo trimestre 2015, leggermente inferiore alle attese iniziali di un 2,8 dei migliori economisti ed analisti d’America.
Bene ora se ci sono in circolazione minori di diciotto anni, fateli uscire dal video, perchè le prossime dichiarazioni sono al limite della poronografia economica.
Vi ricordate la settimana scorsa la coppia Draghi e Yellen e le loro dichiarazioni, insieme a quelle della Cristina, sull’effetto benefico del calo del petrolio sull’economia mondiale.
Bene ora arriva un altro luminare della scienza triste, il governatore Williams della Fed ha suggerire che… “La Fed ha sbagliato quando ha previsto che un calo dei prezzi del petrolio poteva essere un grande vantaggio per l’economia”, ha detto. “Si è scoperto che il mondo era cambiato, gli Stati Uniti hanno un sacco di posti di lavoro collegati al settore petrolifero.”
Roba da non credere, si sono accorti che hanno un sacco di posti di lavoro legati al settore pretrolifero!
Date un’occhiata qui sotto, dal 2006 hanno creato oltre 500.000 posti di lavoro solo nel settore petrolifero e minerario, il 60 % circa di crescita e loro, quelli della Fed se ne sono dimenticati, mentre

Una cosa è ormai chiara, noi avevamo ragione e loro per un anno intero vi hanno raccontato balle, nascondendovi la realtà.
Dopo l’aumento dei tassi di dicembre il mercato ne sconta altri quattro vero?
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Mi raccomando Ragazzi, non c’è alternativa alle azioni e soprattutto il mercato obbligazionario è in bolla!Per il resto tutto bene …

Effetto Iran, sprofondano le Borse del Golfo.

Il calo del prezzo del petrolio e la revoca delle sanzioni all’Iran fanno sprofondare le Borse del Golfo Persico. Oggi sui mercati della regione – che sono aperti la domenica- si sono vissute ore davvero difficili: l’indice Tasi della Borsa di Riad ha chiuso in calo del 5,44% dopo aver perso fino al 7% ed è scivolato ai minimi dal marzo 2011, quello di Dubai ha perso il 4,64%, la peggior performance degli ultimi 5 mesi, mentre Abu Dhabi è entrato ufficialmente in una fase ribassista (-4,2%con l’indice in calo del 21% dal picco toccato lo scorso luglio) . Male anche il Qatar (-7,2%) e il Kuwait (-3,2%). Da inizio anno le Borse del Golfo hanno mandato in fumo oltre 800 miliardi di dollari di capitalizzazione

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma la FED avrà davvero margine per continuare ad alzare i tassi con questa situazione?