STABLE COIN LA VIA PER ESSERE LIBERI DAL FALLIMENTO DEL SISTEMA EURO


BITCOIN ..UN MESE VISSUTO PERICOLOSAMENTE ...DA 230 DOLLARI A 300!


Il Bitcoin e' al centro di molti interessi....paesi come l'argentina o il venezuela e piu' recentemente la grecia hanno imparato a usare questa valuta..e' molto comoda..e' trasferibile in un attimo in tutto il mondo e NON DEVE PASSARE DA UNA BANCA ecco un bell'articolo comparco oggi sul 24ore:

Quanti problemi economici risolve il bitcoin e perché potrebbe cambiarci la vita

ARTICOLO molto bello del socio ASSOB.IT Massimo Chiriatti
Cosa accade se i computer diventano sempre più piccoli? Sempre più numerosi, poco costosi e sempre più mobili? Si sente il bisogno di collegarli tra loro in un modo diverso dal passato, ossia non più centralizzato. Ecco quindi spiegata la nascita dei sistemi distribuiti, che si affiancano ai sistemi attuali, ma non li sostituiscono. Fino alla pubblicazione del famoso paper di Satoshi Nakamoto i problemi nel verificare chi ha i diritti di accesso e gestione alle informazioni ha condizionato lo sviluppo delle reti distribuite.
Nakamoto ha risolto due problemi economici:
- rendere l’informazione digitale (per esempio, un bitcoin) un “bene rivale”; ciò impedisce al proprietario di spenderlo una seconda volta;
- raggiungere questo risultato con un registro pubblico (per esempio, la blockchain), dove l’accesso all’informazione è “non escludibile”, perché si accede senza intermediari; è quindi pubblica e permanente.

Le conseguenze dell’adozione della blockchain è duplice: da un lato abbassa il costo delle transazioni e dall’altro crea, con un insieme di persone che non si conoscono, una rete fiduciaria (trusted, grazie alla certezza assicurata dalla crittografia asimmetrica).
Oggi con la blockchain abbiamo trovato un mezzo automatico per certificare i nostri trasferimenti di denaro, nel caso delle monete matematiche; in termini di proprietà, con gli smart contract descritti da Nick Szabo; la protezione dei brevetti; e, ancor di più, per abilitare il voto elettronico da remoto.
La decentralizzazione ha effetti importanti sulle transazioni, per esempio, su:
- Anonimato, se nessuno conosce l’identità anagrafica delle parti;
- “Privacy”, nel senso che nessuno sa cosa si è acquistato e a che prezzo;
- Irreversibilità, per la mancanza di un organo di controllo e compensazione.

Ora siamo capaci di scrivere per sempre le informazioni (valori monetari, documentali, debiti e crediti, eccetera) e trasferirle da soli, senza intermediari come notai e avvocati. Il lavoro per certificare le transazioni è a carico dei “minatori”. Questi ultimi si finanziano con la richiesta di una piccola commissione (e con il riconoscimento di nuovi bitcoin) per coprire i costi fissi degli apparati specializzati e i costi variabili dell’energia consumata.

Non tutto però può essere decentralizzato, ma più il potere è distribuito, parcellizzato, meno rischi si corrono. Il potere così decentralizzato è inversamente proporzionale alla corruzione.
Su questo tema il noto divulgatore Andreas Antonopoulos, in un incredibile articolo, descrive i possibili totalitarismi, una volta che si è preso il controllo delle informazioni che le persone si scambiano e del modo in cui spendono il denaro.
Se c’è controllo, c’è potere.
Del resto, quale innovazione può realizzarsi se bisogna chiedere il permesso per scambiare dei dati? È la decentralizzazione che crea le condizioni affinché possa svilupparsi una concorrenza nell’offerta dei servizi veicolati dalla rete. Non è immaginabile quello che può succedere dopo l’adozione di massa di questa rete per lo scambio delle informazioni. Come non era immaginabile Google e Facebook prima di Internet. Miliardi di persone e macchine interdipendenti fanno nascere nuovi business, e quando si raggruppano in federazioni, grazie agli standard, danno vita a nuovi ecosistemi del tutto imprevisti.
La blockchain è, quindi, un bene pubblico digitale.
In questo campo, ci sono delle nuove ricerche nelle Università, tutte da seguire, una su tutte quelle portate avanti da una studiosa italiana a Harvard come Primavera De Filippi.
Si studia che ora è possibile invertire gli incentivi che portavano alla famigerata “tragedia dei beni comuni”, perché l’impiego di politiche basate sulla blockchain rende possibile progettare nuovi sistemi di incentivazione, certamente più trasparenti. Si può pertanto raggiungere una nuova forma di consenso per l’autogoverno dei beni pubblici.
Potenza dei beni immateriali: ora abbiamo una (info)struttura che non consumiamo con l’uso. Anzi, la costruiamo insieme.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'ho capito niente...la decentralizzazione è la versione moderna e più sommaria dell'anarchia e l'anarchia conduce direttamente ai totalitarismi, cioè il controllo centrale su tutto, la nota eterogenesi dei fini. Se le persone perdessero meno tempo a fantasticare e più tempo a studiare la storia, eviterebbero di commettere sempre gli stessi errori. Per scendere nel tecnico, le valute fiat (come il bitcoin) hanno bisogno di un organismo forte e autorevole che ne garantisca la validità e ne controlli e regoli l'emissione, punto e basta. La blockchain è una non-soluzione ad un problema insolubile. Dover dichiarare a tutto il mondo che il mio bitcoin passerà a Paolo così, giusto per metterlelo in quel posto a Mario Draghi è una delle cose più stupide che si possano fare. E questa sarebbe privacy? Ma ci faccia il piacere direbbe il grande Principe
Gianni

ML ha detto...

gianni sei fuori rotta