LA SVIZZERA E' MORTA, DUBAI FA LA VERGINELLA...TUTTO SI SPOSTA A MACAO! PATRIA DEL RICICLAGGIO..MI IMMAGINO BEFERA TRAVESTITO IN UNA SALA POKER DI MACAO!
alberto forchielli parla della nuova lavatrice del mondo: MACAO
L'accurato
sondaggio di PWC, in essere dal 2001, assegna A MACAO la 9^ posizione
mondiale nei luoghi identificati come ideali per il riciclaggio di
denaro.
Macao, UN lembo di terra del Guandong
(che come Hong Kong gode dello status di Special Administrative Region) è
stato trasformato da Pechino nel più grande centro mondiale del gioco
d’azzardo. . Ora i suoi 600.000 abitanti vantano un reddito
irraggiungibile in Cina, dovuto pressoché interamente al gioco. La
scalata è stata impressionante. Nel 2002 sono state autorizzate le
joint-venture con le grandi aziende statunitensi del settore, nel 2004
ha aperto i battenti Macau Sands, nel 2006 Macao ha conquistato la
supremazia mondiale del settore, nel 2013 il suo fatturato ha superato
più di 7 volte quello di Las Vegas.
Ora è la città del Nevada a dover
essere chiamata la Macao d’America. Queste cifre, dovute ai 35 casinò
aperti in città, non sarebbero state possibili senza l’autorizzazione e
l’interesse di Pechino. I divieti in Cina sono speculari alla libertà di
Macao. Nel continente La Cina infatti il gioco d’azzardo non è
consentito. È proibita inoltre l’esportazione di valuta oltre il limite
di 50.000 US$ l’anno. Macao si candida automaticamente a ricevere buona
parte dei fondi illegali cinesi E NON SOLO, e a convertirli in denaro più facilmente
spendibile. Il “Congressional-Executive Commission on China” di
Washington, nel suo Rapporto Annuale del 2013, riporta l’astronomica
cifra di 202 miliardi di dollari di “fondi illegali indirizzati verso
Macao ogni anno”. Non può essere solo la passione per il gioco ad aver
condotto 17 milioni di cinesi a Macao nel 2012.
Indagini, stime, rapporti di polizia, sentenze della magistratura,
copertura della stampa, tutto concorre a identificare l’ex colonia
portoghese come un porto per il money laundering, il lavaggio del denaro
sporco. Non a caso, i ¾ degli incassi dei casinò avvengono nelle stanze
riservate ai migliori clienti, ai piani alti, lontano dai turisti e dai
giocatori occasionali. I ricchi cinesi contano sull’aiuto degli junket,
promotori/intermediari che hanno l’incarico di metter a loro agio i
giocatori con disponibilità di denaro sul luogo, logistica, recupero
crediti, trasferimento delle vincite.. Dopo le scommesse ai tavoli della roulette o di
baccarat, il denaro prende fughe all’estero, verso le destinazioni più
ambite. Macao è strumentale a Pechino e la dirigenza sa bene di dover
procedere all’origine del problema, cioè nel groviglio di interessi
privati e canali opachi che innervano l’economia cinese.
PARE CHE COLORO CHE VOGLIONO MANTENERE IL LORO TESORETTO LONTANO DAGLI OCCHI INDISCRETI DI STATI TASSATORI ABBIANO PRESO GUSTO A FREQUENTARE MACAO! NON SARANNO I CARAIBI...MA I CONTROLLI SONO PIU' BLANDI SPECIE SE HAI QUALCHE AMICO IN UNA CASA DA GIOCO E IN UNA BANCA LOCALE
LA SVIZZERA E' MORTA, DUBAI FA LA VERGINELLA...TUTTO SI SPOSTA A MACAO! PATRIA DEL RICICLAGGIO..MI IMMAGINO BEFERA TRAVESTITO IN UNA SALA POKER DI MACAO!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



Nessun commento:
Posta un commento