GRAZIE RENZI - SIAMO NEL MONDO DEI TROL
impressioni di M. Liera
1) la differenza di tassazione tra titoli di Stato ed equiparati da una parte (compresi bond sovranazionali e il risparmio postale) e tutti gli altri investimenti dall'altra (depositi bancari, azioni, bond privati, fondi comuni ed ETF per la parte non investita in titoli di stato ed equiparati etc.) diventa abissale: 12,5 vs 26%. Immaginabili gli effetti distorsivi di lungo periodo sull'allocazione dei risparmi, in assenza di correttivi.
2) Le banche che offrono conti di deposito dovranno aumentare il costo della raccolta per essere competitive. O getteranno la spugna?
3) nelle azioni si crea il paradosso che le persone fisiche che hanno partecipazioni qualificate (>5% per le quotate, >20% diritti di voto per tutte le altre) pagano meno tasse sui dividendi di chi le ha non qualificate. Perchè pagano IRPEF su 49,72% del dividendo (quindi al max il 21,4%) vs 26% non qualificate. Ottimo esempio di redistribuzione!
4) Il 10% di sconto IRAP è veramente poco per indurre gli imprenditori a mettere più soldi nelle loro aziende (se li hanno, ovviamente). Se proprio vogliono correre dei rischi (e risparmiarsi la fatica dell'azienda) comprano titoli di stato greci e sono tassati al 12,5% (vs. 27,5% IRES + 3,5% IRAP + IRPEF su 49,72% del dividendo)
1) la differenza di tassazione tra titoli di Stato ed equiparati da una parte (compresi bond sovranazionali e il risparmio postale) e tutti gli altri investimenti dall'altra (depositi bancari, azioni, bond privati, fondi comuni ed ETF per la parte non investita in titoli di stato ed equiparati etc.) diventa abissale: 12,5 vs 26%. Immaginabili gli effetti distorsivi di lungo periodo sull'allocazione dei risparmi, in assenza di correttivi.
2) Le banche che offrono conti di deposito dovranno aumentare il costo della raccolta per essere competitive. O getteranno la spugna?
3) nelle azioni si crea il paradosso che le persone fisiche che hanno partecipazioni qualificate (>5% per le quotate, >20% diritti di voto per tutte le altre) pagano meno tasse sui dividendi di chi le ha non qualificate. Perchè pagano IRPEF su 49,72% del dividendo (quindi al max il 21,4%) vs 26% non qualificate. Ottimo esempio di redistribuzione!
4) Il 10% di sconto IRAP è veramente poco per indurre gli imprenditori a mettere più soldi nelle loro aziende (se li hanno, ovviamente). Se proprio vogliono correre dei rischi (e risparmiarsi la fatica dell'azienda) comprano titoli di stato greci e sono tassati al 12,5% (vs. 27,5% IRES + 3,5% IRAP + IRPEF su 49,72% del dividendo)
ECCO RENZI MENTRE INFILA IL DITO SU PER IL.....DEGLI ITALIANI...LUI GODE E ANCHE GLI ITALIOTI SADOMASO
GRAZIE RENZI - SIAMO NEL MONDO DEI TROL
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