Dopo due rinvii, da ieri mattina (che però era domenica) stop ai pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro. E’ entrata in vigore la norma delinquenziale inserita nel decreto Salva-Italia (neolinguismo di matrice orwelliana) sulla tracciabilità dei pagamenti. Nessun pagamento per valori pari o superiori a 1.000 euro in contanti o con assegno non intestato o non recante la clausola “non trasferibile” potrà più essere effettuato senza avvalersi di intermediari finanziari abilitati, come banche o poste.
Possono così spergiurare i boiardi di Stato che l’Italia non è un paese in cui vige un regime di polizia tributaria. I fatti danno loro torto: dalla pressione fiscale che sta al 70% e giù fino alle duemila norme tributarie esistenti, dall’abolizione del segreto bancario all’introduzione dei redditometri e del “solve et repete”, non c’è provvedimento governativo che non vada nella direzione di un sistema inquisitorio in cui non è vero che il contribuente è un “presunto innocente”, ma un colpevole a prescindere, da controllare e bastonare. Per la gioia della Gabanelli, che il contante vorrebbe abolirlo e, perchè no, far tatuare un codice bancomat sul braccio di ogni cittadino maggiorenne.
Certo, sapevamo che con il decreto “salva-Italia” è stato introdotto il divieto di usare contanti oltre i mille euro. Un provvedimento di per sé deplorevole. Ciò che pochi ricordano, invece, è che l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha pubblicato una circolare in materia di antiriciclaggio relativamente all’utilizzo anomalo di carte di pagamento per prelevamenti di denaro contante: i bancomat e carte di credito. Mi spiego: questa “UIF” (che per comodità potremmo chiamare Stasi) ha riscontrato che, presso gli sportelli automatici di alcune banche, vengono eseguiti ripetuti prelievi di denaro contante di rilevante ammontare mediante carte di pagamento, emesse talora da intermediari esteri. Secondo l’UIF tale prassi, favorita da plafond aziendali elevati per il prelevamento di contante, consente – a fronte di onerose commissioni di transazione – di utilizzare le carte in questione in modo anomalo rispetto alla loro normale funzione di strumento di pagamento alternativo al contante, esponendo gli intermediari a un elevato rischio di coinvolgimento in fenomeni di riciclaggio.
Mi rispiego: attraverso tale operatività, secondo i “vopos italici”, il possessore del bancomat può disporre di banconote per importi complessivi anche in violazione dei limiti di trasferimento di contante fra soggetti diversi, ovvero i mille euro imposti dal decreto di Mario Monti. Da oggi, lunedì e primo giorno lavorativo, prima di fare un prelievo, premunitevi di osservare se dietro qualche cespuglio “sberluccica” una fiammella gialla dei servizi segreti della DDR (pardon del governo tecnico di rito Beferesco). Del resto, a suo tempo, Monti (per tutti un genio dopo la comparsata europea di un paio di giorni fa) ha deciso di invitare gli intermediari (le sue amiche banche) alla massima attenzione ai prelievi di contante effettuati presso i loro sportelli mediante carte di pagamento (bancomat e affini). Di più, l’orwelliana UIF ha posto l’accento sulla necessità di adottate idonee procedure di valutazione dell’eventuale natura sospetta delle operazioni. Come da manuale del “giovane aguzzino” dà, dunque, i suggerimenti del caso alle banche.
Il sogno dei “maiali” che popolano “la Fattoria degli animali”, che ha sede a Monte Citorio e dintorni, è quello di annullare l’evasione fiscale, facendo uso della “moneta elettronica”. Peccato che più che un sogno si tratterebbe di un incubo per la stragrande maggioranza di tutti noi, ma non – per dirla col mio amico Francesco Carbone – “per chi ha la vera grana e si può permettere di sfuggire alle grinfie del predone fiscale: sicuramente gli costerà un po’ di più trovare nuove vie di fuga, ma statene certi che le troverà, perchè nel complesso assolutamente demenziale delle nostre leggi e di quelle internazionali, qualche loophole, qualche buco dal quale passare egli lo troverà sempre”. Rimarremmo solo noi del ceto-medio basso, sempre più basso, rinchiusi nei campi di concentramento dell’inferno fiscale agognato dai “democratici-libberali”, quelli che ieri esultavano per i blitz in autostrada delle Fiamme Gialle impegnate a fermare Porsche ed affini!
Da oggi, si comincia ad abituare le masse alla soglia dei mille euro, domani – chissà – la si ridurrà a cinquecento e con un’opera di mitridatizzazione lenta, ma supportata dai cannoni mediatici dei loro lacché, riusciranno a convincere che essere schiavi è bello. In fondo, mica si è schiavi solo perchè si è proprietà di qualche negriero. La schiavitù è molto spesso un abito mentale, una condizione di sudditanza dalla quale non si ha la capacità di uscire. L’abolizione del contante è una misura liberticida e totalitaria, ma come diceva Thomas Edward Lawrence “una schiavitù volontaria è l’orgoglio più profondo d’uno spirito malato”!





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