ASSET INFLATION....VERSO LA FINE?


In questo blog abbiamo da mesi sostenuto il modello inflattivo per cercare di spiegare:

- la forte salita delle obbligazioni (i cui rendimenti sono scesi a livelli non interessanti) ,

- il grande rimbalzo dei mercati azionari (le cui valutazioni incorporano una crescita sostenuta per il 2010)

-La salita delle materie prime (i cui prezzi sono in molti casi saliti in modo preoccupante e che potrebbero portare a un aumento indesiderato dei costi di produzione).


Sono convinto che la lettura dei nostri numerosi articoli sull'inflazione (uniti ai numerosi e bellissimi articoli di Icebergfinanza sulla DEFLAZIONE) hanno permesso a tutti i lettori di farsi un'idea sul reale stato delle cose.

PER SAPERE SE NEI PROSSIMI MESI SARA' DEFLAZIONE O INFLAZIONE SI DEVE STARE ATTENTI ALLE DECISIONI DI POLITICA ECONOMICA DEI GOVERNI.


La teoria dell'inflazione comporta un continuo aumento della massa monetaria/DEBITO a fronte di un'economia (PIL) in discesa.
I bassi tassi d'interesse e la presenza di liquidità che non genera reddito da interesse e che, man mano che aumenta, perde il suo valore, OBBLIGA GLI INVESTITORI A COMPRARE ASSETS REALI. Materie prime, azioni, immobili ecc ecc

Ma se si stampa moneta in continuazione (o si aumento il debito pubblico) in assenza di ricchezza...la moneta non vale nulla e deve (prima o dopo) svalutarsi verso altre monete che hanno debito inferiori (Cina, Brasile, india, Arabia ecc ecc)

E' ovvio che la svalutazione di valute come Dollaro, Euro, Franco Svizzero, Sterlina e Yen non puo' avvenire tanto facilmente.

I paesi che svalutano diventano di fatto piu' competitivi, quelli che rivalutano vedono le loro esportazioni calare e quindi devono ottenere in cambio la possibilità di investire massicciamente le loro ricchezze in gangli del sistema economico che svaluta.

Vi ricordate quando l'Italia svaluto' nel 1992? Draghi e company, sul Britannia, concessero, in cambio della svalutazione, la svendita di assets a soggetti esteri

Quindi la svalutazione delle monete occidentali darebbe più potere politico economici ai paesi con le valute forti.

In realtà la discesa dei mercati coincide con il ritorno in patria di Obama proprio dalla sua visita in Cina.

Riassumendo: se nei mesi prossimi il dollaro perderà terreno i carry trades continueranno l'asset inflation potra' continuare (i tassi d'interesse rimarranno bassi) e il denaro non potrà rimanere in liquidità altrimenti perderà di valore.

Tuttavia successivamente il rialzo degli assets (bolla) comporterà un aumento dei prezzi ala produzione. L'aumento dei prezzi ala produzione comporterà:
1) il trasferimento al consumatore di tale aumento (prezzi al rialzo)
2) La riduzione dei margini di profitto delle imprese che non riescono ad aumentare i prezzi

Ma il consumatore non puo' permettersi di pagare di più, in quanto i salari sono bassi e i disoccupati sempre di piu'.


Quindi assisteremmo a: discesa dei profitti aziendali, ulteriore riduzione dei consumi e ulteriore crollo dei mercati.

Il tutto in un contesto di prezzi al rialzo e quindi inflattivo: ASSISTEREMMO AL MALE DI TUTTI I MALI:

CRESCITA NEGATIVA E PREZZI AL RIALZO.....

Probabilmente i tassi d'interesse dovrebbero salire peggiorando ancor di più i bilanci pubblici e avvicinado sempre piu' il sistema verso la bancarotta.

A quel punto, i governi e le banche centrali potrebbero cercare nuovi stimoli (sempre più difficili in quanto le armi in mano a loro man mano si riducono)

QUESTO PER DIRVI CHE LA SOLUZIONE INFLATTIVA SCELTA DALLE BANCHE CENTRALI A MARZO....SE VERRA' PERSEGUITA ANCHE NEI MESI PROSSIMI FARA' SI SALIRE GLI ASETS ULTERIORMENTE MA GETTERA' LE BASI PER LA DISTRUZIONE DEL SISTEMA OCCIDENTALE CHE OGGI CONOSCIAMO.


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facciamo un passo indietro.

Abbiamo detto che in questi mesi l'asset inflation è stato il modello scelto dalle banche centrali,

-Nel contempo i disoccupati sono saliti,
-il sistema produttivo ha avuto un momentaneo recupero in questi mesi,
- i salari sono rimasti molto bassi
-Le case hanno frenato la discesa (ma solo per i bassi tassi d'interesse)
-I risparmiatori hanno hanno aumentato il tasso di risparmio ma si devono accontentare di misere remunerazioni dei loro capitali (e quindi ottengono meno reddito spendibile)


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A MARZO DI QUEST'ANNO LE BANCHE CENTRALI DI MEZZO MONDO E LA CLASSE POLITICA HANNO DECISO DI INIETTARE DENARO PUBBLICO PER TAPPARE I BUCHI DEL SISTEMA PRIVATO BANCARIO E INDUSTRIALE.

La scelta ha evitato il fallimento del sistema e la chiusura di migliaia di aziende.

Questa soluzione ha anche permesso ai detentori di obbligazioni (specie bancarie) di non accusare tremende perdite.

Infine tale scelta ha evitato che si creassero disordini sociali di proporzioni preoccupanti.


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Tuttavia una tale scelta, A FRONTE DI BENEFICI DI BREVE, ha dei LATI MOLTO NEGATIVI in una seconda fase.

INFATTI LA STAMPA DI MONETA ha causato un innalzamento vertiginoso dei debiti pubblici.

IN ITALIA (AD ESEMPIO) IL DEBITO PUBBLICO SI E' INCREMENTATO IN SOLI 12 MESI DI 140 MILIARDI DI EURO (275 MILA MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE). NON ERA MAI SUCCESSO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA.

UN AUMENTO DEL DEBITO PAUROSO (CHE I GIORNALI, I MEDIA, I POLITICI E GLI ECONOMISTI STESSI CERCANO DI NASCONDERE)

LE CONSEGUENZE DI QUESTO DEBITO, A FRONTE DI UN PIL PRIMA IN DISCESA E ORA CHE NON SALE, E DI ENTRATE FISCALI CHE SCENDONO, E DAVANTI ALLA IMPOSSIBILITà DI TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA E DI AUMENTARE LE TASSE, RENDE IL SISTEMA ITALIA DEBOLISSIMO ED ESPOSTO ALL'AUMENTO DEI TASSI D'INTERESSE.

(stessa situazione sta accadendo in tutti i paesi occidentali ma i più deboli danno segni di cedimento...vedi Grecia)

Non e' un caso che i credit default swaps sull'Italia stanno salendo, segno di un'aumentata percezione del rischio paese (e quindi, il mio articolo sull'Italia come Argentina, che ha tanto scandalizzato le donnicciole lettrici di WALL STREET ITALIA in realtà era anticipatore di un fenomeno che sarà il leit motive dei prossimi mesi)

Ricordo che la spesa pubblica non puo' essere tagliata in questo momento in quanto farebbe scendere il pil drammaticamente
Anche l'aumento delle tasse avrebbe lo stesso effetto.

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In settimana Obama ha parlato di double dip, Trischet di crisi che continua, Binismaghi è diventato pessimista e la Germania ha chiaramente detto stop ala bolla finanziaria.

Se la massoneria che sta ai vertici del sistema sta decidendo per un cambio di direzione .....significa che per un certo periodo potrebbe tornare di moda IL MODELLO DEFLATTIVO.

I governi potrebbero decidere di:
1) far scendere di un 20% i mercati azionari di riferimento
2) frenare l'ascesa delle materie prime
3) il dollaro recupererebbe delle posizioni accontentando i cinesi che vedrebbero i loro assets in dollari riprendere valore
4) I tassi d'interesse rimarrebbero bassi permettendo ai governi occidentali di aumentare ancor di più il debito.

E' ovvio che i mercati finanziari deboli soffrirebbero terribilmente:
In Italia il tessuto produttivo della piccola e media impresa andrebbe incontro a un'altra debacle.
Le banche aumenterebbero le sofferenze
La cassa integrazione diverrebbe insostenibile
Lo spread Bund-btp aumenterebbe, il CDS salirebbe, la borsa scenderebe molto di più che non il Dax ecc ecc.

La deflazione tuttavia riporterebbe il mondo in RECESSIONE .......e il modello a W avrebbe il sopravvento.

Il nostro indice tornerebbe sui minimi di marzo.


SPERO DI AVER CHIARITO QUALI SIANO LE VARIABILI CHE DOVRANNO ESSERE MONITORATE NEI MESI PROSSIMI PER CAPIRE SE I MERCATI GODRANNO DI ULTERIORI RIALZI (PRIMA DI INSOSTENIBILI CROLLI) OPPURE SIANO GIA' PRONTI PER UNA PROLUNGATA FASE DI DISCESA CONTROLLATA.
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33 commenti:

brugo519 ha detto...

Come sempre un'analisi estremamente lucida e precisa della situazione.
Grazie inanzitutto per quello che fai per il gruppo di ML..
Una domanda e una proposta se posso permettermi Dott.
1)forse scontata per i più ma cosa sono i CDS esattamente?
2) Sarebbe bello avere una visione di gruppo su un portafoglio che ci possa difendere in parte già chiaro dalla tua analisi ma penso che il gruppo potrebbe costruire un portafoglio tipo che sarebbe interessante da analizzare e far evolvere col tempo.
Cosa ne pensate??
Io rimango della mia idea che ML può diventare una corazzata d'assalto con cannoni pesanti....

Brugo519

Anonimo ha detto...

Chiarissimo come al solito.Grande articolo. Perche' non riordina tutto quanto e' stato finora scritto nel blog in un libro?????? sarebbe un sicuro successo editoriale!!!!!
Saluti

Enrico Bizziocchi

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo, leggo sempre volentieri i tuoi articoli e sei sempre molto chiaro. Nel tuo ragionamento c'è una cosa che non capisco. L'italia ha aumentato il suo debito, ma non penso attraverso la stampa di moneta, non l'ha più. Anche gli altri stati europei hanno aumentato il loro debito, ma anche in questo caso non credo attraverso la stampa di moneta (questo vale per i paesi che usano l'euro come moneta e quindi non vale per la GB) ma prevalentemente tramite prestiti alle banche, che il governo italiano però non ha fatto. Puoi argomentare meglio perchè l'Italia si sta indebitando, in un momento nel quale i tassi di interesse sul suo debito sono così bassi?
Grazie
Benedetto

claudio ha detto...

Mi tolgo il cappello e le faccio i complimenti.
questo è veramente un GRANDE articolo, denota lucidità di analisi e chiarezza nel capire cause ed effetti di quello che ci stà succedendo attorno.

Complimenti ancora,
Claudio

Anonimo ha detto...

Grande articolo! Chiarissimo nella spiegazione di cause, effetti e possibili orizzonti.

Io propendo decisamente per il modello 2 (deflazione)... Mi pare che in questi ultimi 3-4 giorni già ne abbiamo viste le prime avvisaglie. Una delle più indicative mi pare la debolezza della borsa italiana rispetto alle altre: nell'ultima settimana FTMIB ha perso il doppio rispetto al DAX, per non parlare di SP500.
Inoltre ricordo che a settembre FTMIB fece il massimo a 24500 con SP500 a 1095, cioè lo stesso valore di venerdi 20 novembre. Adesso però FTMIB è a 22.500, quindi ha perso 2000 punti (mica uno) rispetto a SP500.

Questo porta a immaginare che se SP500 dovesse ritracciare un 20% (portandosi sui 880 punti circa...) FTMIB dovrebbe, se continua il trend attuale, scivolare verso 17000, forse pure sotto.

Viene anche il sospetto che le banche italiane (Unicredit e intesa valgono il 50% circa delll'indice) non siano così solide come sostiene Tremonti. Non per nulla Unicred ha appena varato un adc da 4 miliardi di €!!!

Elianto

Anonimo ha detto...

io vorrei fare una domanda che può sembrare eretica: ma siamo così sicuri che la germania sta tanto meglio di noi? tanto per dirne una, la germania ha uno stato sociale di gran lunga più costoso del nostro (stesso discorso per il giappone, il cui debito non a caso è del 200% e passa). insomma, in caso di grossa crisi sta meglio chi aveva già un tenore di vita più basso... la germania per mantenere gli standard attuali dovrà raddoppiare, triplicare il debito... (e francia e inghilterra credo lo stiano già facendo, per non parlare dell'america). noi è una vita che stiamo con le pezze al culo...

mario

Anonimo ha detto...

Paolo,

constructive criticism.

C'è un errore solo quando affermi "Ricordo che la spesa pubblica non puo' essere tagliata in questo momento in quanto farebbe scendere il pil drammaticamente ".

Si è vero la spesa pubblica aumentata in questi ultimi mesi ha creato un rialzo del pil, sennò visto il calo della produzione industriale, il pil sarebbe calato circa del 20/25% in meno.

Il problema però è proprio questo "la spesa aumenta il pil", cioè se il pil non è indice di benessere è un indice assolutamente inutile, anzi è un truffone. La spesa è un debito non un credito, per cui un aumento di spesa pubblica dovrebbe far calare un p.i.l. come lo crede che sia il 99% degli italiani.

Praticamente mettendo la spesa pubblica al negativo il pil "reale" o qualcosa che dovrebbe indicare il benessere della nazione, dovrebbe aver avuto un calo del 40/45%?

A te non sta del tutto simpatico il sito di Bruno Leoni, ma io sono un fan di Alessandro Catanzano (http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5998) che ci ricorda "La statistica è una nobile e antica scienza, ma può essere usata con l’intento criminale di diffondere la superstizione e oscurare la verità.
Lo Stato, fornitore per eccellenza della statistica, calcola molti numeri per tentare di pianificare, di programmare, di prevedere e soprattutto per dare l’impressione di controllare le conseguenze dei suoi stessi atti....Alcuni cattivi grandi maestri hanno perpetrato o permesso, o semplicemente non impedito, o non ostacolato a sufficienza, quest’abuso della ragione. Proprio tra gli economisti, spinti dall’invidia verso i successi riscossi dalla matematica nel descrivere e prevedere il comportamento del mondo fisico, è possibile trovare il maggior numero di ammalati di questo sterile pitagorismo....Le persone comuni, invece di fidarsi del proprio giudizio, unica vera rappresentazione scientifica della variazione dei prezzi, sono preda di superstizioni matematiche, prodotte industrialmente da professionisti pagati con il circolante stampato, con autorizzazione e beneficio dello Stato, dai supremi sacerdoti della moneta. Quello stesso circolante che, prodotto dal nulla in quantità sempre maggiori, è la vera, unica e dimenticata causa dell’innaturale e ormai secolare aumento dei prezzi. Produttori, controllori, misuratori, accademici difensori, tutti beneficiari dell’inflazione del circolante, sono uniti in una formidabile congrega con il fine di consumare tutto senza produrre nulla.
Nei paramenti sacri di gessato blu, avvolti da pestilenziali volute di numeri senza senso, essi emergono dai moderni templi della finanza, per farsi riverire, se non adorare, e misurare compiaciuti l’ingenuità di chi li ascolta."

Il Folletto

fabio vicenza ha detto...

Non vi sembra strano che molte banche si stanno ricapitalizzando, aumentano il core tier a valori anche doppi rispetto a 2 anni fa...Voglio dire se il peggio l'avessimo già passato a cosa servono questi rafforzamenti patrimoniali, qunado il temporale è passato e il cielo stà tornando blu? Probabilmente invece stà soffiando il vento di un tifone ben peggiore all'orizzonte.

Fabio Vicenza

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo su molti aspetti, ma credo che l'articolo abbia un titolo errato: l'asset inflation non è mai cominciata, non c'è, nè in italia, nè negli usa nè in europa. Ovunque si sta assistendo a delle dinamiche deflattive più o meno marcate con la discesa del mercato immobiliare che la fa da padrone. Poi è chiaro che l'inflazione tra qualche mese/anno potrà ripartire a causa delle politiche di espansione monetaria messe in atto dalle banche centrali ma in atto non c'è nessuna asset inflation. La salita delle materie prime è dovuta a semplice speculazione agevolata dalla debolezza del dollaro (e della cina che compra oro per tutelarsi da vari rischi che non le conviene correre). Quello che importa sono i prezzi al consumo(non la speculazione di qualche banca d'affari che porta, in un anno, il prezzo del petrolio prima a 145 dollari, poi a 30 e poi nuovamente ad 80 in presenza di domanda internazionale calante), che io vedo scendere, soprattutto per i beni di lusso, mentre tengono per i beni di prima necessità. Ma tutto questo mi sembra un pò pochino per parlare di inflazione degli asset comunque ognuno è libero di pensarla come vuole.

Saluti a tutti,

Naruto Uzumaki

Anonimo ha detto...

Articolo magistrale! Chiaro nel linguaggio e logico nelle argomentazioni! Credo però che nessuno abbia da guadagnarci dalla deflazione: credo proprio che continueranno ad inflazionare come hanno sempre fatto perchè nel breve, ciò che a loro interessa, paga sempre!

Io comunque sono pessimista perchè nessuno fa o intende lontanamente fare cio chè sarebbe davvero necessario per uscire durevolmente dalla crisi ossia rinnovare completamente il sistema finanziario a partire dal denaro convertibile, tassi di cambio fissi, tassi di interesse determinati dal mercato e supporto a risparmio e investimento....i tanto derisi austriaci lo spiegano da 100 anni...speriamo che qualcuno se ne acorga!

PS Dove sono finiti i grandi sostenitori di Obama che tanto lodavano la sua politica economica e non battevano ciglio di fronte a tutte le violazioni del libero mercato che ha commesso???? Se ci siete battete un colpo!

Luca Salvarani Mantova.

Anonimo ha detto...

Paolo , BRAVO - BRAVO - BRAVO !!!!!

Grande articolo .

GrAzie di cuore per ciò che ci stai insegnando .

Con stima / Gino

Anonimo ha detto...

Ma!,.... più buio della notte non può essere....
Bisognerebbe rispolverare il buon vecchio c___lo italiano, lasciando agli "EUROPEI" il da farsi.
Se usciamo dall'euro importeremo inflazione per il costo delle materie prima, ma per altro saremmo competitivi, e a loro non conviene.
Se però riescono comunque a tenerci dentro (in serie B), allora....
nessuno in politica si è ancora accorto che ci danno il contentino(vedi pseudo candidatura del Massimo nazionale a min. degli esteri euro).
Per il resto fra poco non conteremo nulla.
Un lula italiano no?
Ma garibaldi non veniva dal sudamerica?.....
Un saluto a tutti.

Anonimo ha detto...

bellissimo articolo. Descrive dettagliatamente i due scenari, analizzandone i pro e i contro.

complimenti

Anonimo ha detto...

Un paio di risposte a Brugo e a Benedetto. (non voglio portare via il lavoro a Paolo, non ne sarei in grado, it's just for fun).

Brugo, i CDS (Credit Default Swaps) sono certificati di assicurazione che coprono il possessore di una obbligazione, di stato o corporate, dal rischio di default dell'emittente.
Naturalmente, al crescere della percezione del rischio dell'emittente, il valore del CDS aumenta, cioè diventa più costoso assicurarsi per tale rischio.
Purtroppo il problema dei CDS è che sono diventati in questi anni strumenti di speculazione "sganciati" dal possesso o meno delle sottostanti obbligazioni. Vengono trattati "over the counter" nè più nè meno come qualsiasi altro certificato a fini speculativi.
Questo fenomeno ha ampliato enormemente la loro diffusione, ben oltre le intenzioni di chi li ha originariamente creati, rendendo di fatto il sistema bancario e quello assicurativo una enorme ragnatela interconnessa nella quale il fallimento di un elemento genera danni per tutto il sistema. Da qui il concetto di "too big to fail".
In poche parole, più le obbligazioni di una società sono coperte da CDS, più il suo default coinvolge tutto il sistema finanziario.

Benedetto, gli stati europei non stampano più valute nazionali, è vero, ma devono rispondere all'Europa assicurando di mantenere entro determinati limiti le loro politiche di bilancio.
I cosiddetti "Patti di stabilità".
Solo così l'Europa può attuare una politica monetaria centralizzata.
I limiti sono: 3% nel rapporto deficit/PIL, 60% nel rapporto debito/PIL. Non ti dico di quanto è fuori l'Italia, meglio non infierire...
Comunque quelli che tu chiami prestiti alle banche non sono la sola componente del debito pubblico, che invece consiste nell'intero bilancio dello stato, entrate - uscite. Interessi sul debito, spesa sanitaria, istruzione, finanziamenti alle regioni ecc. meno tasse e entrate nette. (molto più complesso, in realtà, era giusto per dare un'idea).
Perciò il passivo italiano dipende solo in parte dagli interessi, che per fortuna oggi sono bassi, e per la gran parte dal fatto che spendiamo troppo e incassiamo poco.
Infine il fatto di non avere la piena libertà di azione sulla politica monetaria non ci permette di fare ciò che ha fatto il Giappone negli ultimi 10 anni, ovvero tenere sotto controllo un debito enorme con la leva della svalutazione competitiva.

Spero di aver risposto chiaramente.
Scusa Paolo, non volevo fare il prof., ma so che hai sempre poco tempo e mi sono voluto divertire un pò.
Correggimi se ho sbagliato.

Ciao
RedLizard

Anonimo ha detto...

Dr Barrai
non ho capito
secondo Lei le borse saliranno o scenderanno?
ci sara' il rally di natale?
grazie
saluti
paolo

Ghibli ha detto...

Quindi se tutto va bene siamo rovinati.....
Ottimo.
Se ho capito bene l'ipotesi inflattiva sarebbe la peggiore di tutte : Sul medio periodo continuerebbero a salire tutti gli asset, per poi vedere il sistema economico mondiale collassare definitivamente.
L'ipotesi deflattiva, sarebbe la soluzione meno peggio. Doppia V mercati che rivedono i minimi, ma poi una via di uscita ci sarebbe...
Ho capito male ?

paolo m ha detto...

esatto noi stiamo con le pezze al culo eccetto chi evade le tasse !infatti chi se le è sempre spassata è chi evade! ,ovviamente chi guadagna illegalmente fà sempre la fine del topo vedi il trans affumicato !
se poi i nostri industriali decidono di delocalizzare tutto non sò che differenza faccia se abbiamo inflazione o deflazione ,le ditte che chiudono i battenti sono parecchie ,anche se cè chi dice che le code sulla autobrennero non sono sintomi di gente affamata! quindi la crisi non esiste (infatti in italia si và avanti grazie al evasione fiscale )è quello che ci differenzia dagli altri

Anonimo ha detto...

Un articolo che dovrebbe fare il giro del mondo in tutte le lingue, chiaro sintetico!

Anonimo ha detto...

Dr. Barrai, per niente peregrino il commento di Mario delle 13.16. Di vantaggio rispetto a Germania Francia ecc. e' che noi siamo gia' abituati a soffrire.....

FunnyKing ha detto...

Perfetto, semplicemente perfetto. Grazie del Post.
Paolo Rebuffo

Anonimo ha detto...

Ringrazio il Dot. BArrai che ormai seguo nel suo blog, nei sui libri che ci fa APRIRE LA VISTA. Volevo chiedere a chi unque puo' risponderci. Come investire della liquidita' con il rischio di default in corso? Grazie.!!
PS.COSA ACQUISTERESTE MATERIALMENTE PARLANDO?

Giovanni

Umberto ha detto...

Brugo 519 mi associo alla tua tua idea.
Sarebbe bello che Mercato Libero, nelle forme che ritiene più opportune, possa adottare la tua proposta.
Umberto

2) Sarebbe bello avere una visione di gruppo su un portafoglio che ci possa difendere in parte già chiaro dalla tua analisi ma penso che il gruppo potrebbe costruire un portafoglio tipo che sarebbe interessante da analizzare e far evolvere col tempo.
Cosa ne pensate??
Io rimango della mia idea che ML può diventare una corazzata d'assalto con cannoni pesanti....

pierre ha detto...

LA CINA ORA E’ DIVENTATA IL RISCHIO PIU’ GRANDE PER L’ECONOMIA MONDIALE

“I problemi intrinseci del sistema economico internazionale non sono stati affrontati completamente”, ha detto il presidente cinese Hu Jintao. Sicuramente no. La Cina sta ancora esportando verso il resto del mondo un eccesso di capacità produttiva su vasta scala, con conseguenze deflazionistiche.

Mentre alcuni si preoccupano per un’inflazione guidata dalla liquidità, Justin Lin, il responsabile economico della Banca Mondiale, ha affermato che il pericolo maggiore è che i livelli record di stabilimenti fermi quasi ovunque possa portare ad una spirale verso il basso di tagli di posti lavoro e di fallimenti aziendali. “Sono più preoccupato per una deflazione”, ha detto.

Tenendo lo yuan a 6,83 sul dollaro per spingere le esportazioni, Pechino sta riversando la sua disoccupazione all’estero – “rubando i posti di lavoro americani”, dice il premio Nobel Paul Krugman. Finché la Cina continua a farlo, anche le altre tigri devono fare altrettanto.



I capitalisti occidentali sono ovviamente complici. Affittano manodopera a basso costo e impianti a buon mercato nel Guangdong, poi fanno pressioni su Capitol Hill per impedire al Congresso di prendere provvedimenti. Questo è arbitraggio sulla manodopera.

Ad un certo punto i lavoratatori americani si ribelleranno. La disoccupazione negli Stati Uniti è già al 17,5% secondo l’indice allargato “U6” che viene seguito da Barack Obama. Realty Track sostiene che solamente in ottobre sono stati pignorati 332,000 immobili. Hanno perso la perso la casa più americani quest’anno che durante l’intero decennio della Grande Depressione. Ed è probabile che ci sia un arretrato di 7 milioni di abitazioni in attesa di esproprio da parte dei creditori. Se non state prestando attenzione a questa bomba politica ad orologeria, forse fareste meglio a farlo.

Il Presidente Obama ha dichiarato prima di partire questa settimana per la Cina che l’Asia non può più vivere inviando merci agli americani che sono già indebitati fino al collo. “Abbiamo raggiunto uno di quei rari punti di flesso nella storia in cui si ha la possibilità di intraprendere un cammino diverso”, ha detto. Se non dovessimo intraprendere quel cammino “creerebbe delle tensioni enormi” sui rapporti americani verso la Cina. Si tratta di una minaccia?

Va di moda parlare dell’America come se si trattasse di un mendicante. Tutto questo dà un’idea sbagliata dell’equilibrio strategico. Washington può mettere la Cina in ginocchio in qualunque momento chiudendo i mercati. Non esiste alcuna simmetria. Qualunque mossa di Pechino per liquidare i propri pacchetti di Buoni del Tesoro americani potrebbe essere neutralizzata – in extremis – dai controlli sui capitali. Gli stati sovrani ben armati possono fare quello che vogliono.

Se venissero provocati, gli Stati Uniti hanno l’accortezza economica di ritirarsi in una quasi autarchia (con il NAFTA) e riorganizzare le proprie industrie dietro a delle barriere doganali, come fece la Gran Bretagna negli anni Trenta sotto l’Imperial Preference. In simili circostanze, la Cina crollerebbe. Le statue di Mao verrebbero rovesciate dalle sommosse nelle strade.


Traduzionea cura di JJULES per www.comedonchisciotte.org

Mister ha detto...

Complimenti, più chiaro di così.....

Robertus ha detto...

Un'ottima analisi. In sostanza, i governi sono costretti a muoversi a zig zag tra una politica di espansione-inflazione e una di contrazione della liquidità-deflazione. Entrambe queste poliche avranno alla lunga effetti catastrofici sull'economia reale e dunque (cosa molto, ma molto più importante) sugli assetti sociali e politici, nei singoli paesi e sulla scena internazionale. I governi con questo zig-zag stanno guadagnando un po' di tempo: hanno guadagnato un annetto circa. Ma ad ogni virata le opzioni si restringono. Una stretta adesso manderebbe l'economia talmente al tappeto da non poterla più rianimare con una nuova svolta inflazionistica tra 6-9 mesi. Credo che il dato di fondo da tenere d'occhio sia la disoccupazione. Quando arriverà attorno al 15% saremo di fronte al collasso finale. Inoltre, consideriamo che l'uscita in ordine sparso dalla recessione, con l'evolversi di politiche monetarie e fiscali diverse da paese a paese aggraverà terribilmente gli squilibri finanziari in atto. Il 2010 sarà un anno ancora più interessante del 2009.

Anonimo ha detto...

Ma quanto mi piace Mercato libero a me....
Maurone

Anonimo ha detto...

anonimo delle 22.50

condivido la parte finale del tuo post.

Gli Usa possono anche essere tecnicamente falliti, ma nn falliranno mai...ed è giusto sottolineare la forza militare degli americani. Si fa presto a passare dal blocchetto degli assegni ai fucili se gli eventi precipitano in una certa maniera.

I cinesi non hanno missili nucleari intercontinentali. Hanno "solo" 20 milioni di soldati. Possono vincere solo in uno scenario di guerra locale! Mai a livello planetario...

E non dite che se si alleano ai russi possono vincere la guerra....

Vorrei fare anche una considerazione sulla questione dell'economia "autarchica".
La cina (il cui 60% del pil è relativo all'export), in caso di chiusura delle frontiere alle loro merci, non avrebbe la possibilità di consumare all'interno tutti i suoi prodotti. Se il pil crollasse della metà (ipotizzamo) che fine farebbero tutti i disoccupati? Già adesso i contadini vendono il sangue per tirare a campare...

Anonimo ha detto...

"nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma"

con le risorse della terra era impensabile portare gli abitanti di cina, india e brasile al livello di benessere del mondo occidentale così, per la teoria dei vasi comunicanti..noi dovremo ridurre, di molto, il nostro tenore di vita a favore di chi ha meno.

saluti

giaki

Anonimo ha detto...

Per alleggerire i debiti pubblici i governi potrebbero ripetere le strategie adottate nella seconda metà degli anni '70,quando i rendimenti sui BOT erano al 17% e l'inflazione al 21%.Secondo me questa è l'auspicio delle banche centrali,magari con numeri diversi,ma con la stessa intenzione di dare una bella TOSATA ai piccoli risparmiatori presi dal panico.
Complimenti per l'ottimo articolo e per la qualità degli interventi
Auguri e buon lavoro da Giuseppe

FunnyKing ha detto...

Segnalo l'articolo del SOLE 24 ORE a pagina 24 (richiamato in prima!!!) di oggi (Domenica 22 Novembre) se fosse possibile sarebbe bello scannerizzarlo e metterlo sul blog. Con il titolo "Anche il Sole legge Mercato Libero".
A parte gli scherzi il Sole non si muove mai a caso. Per me questo articolo ha il suono delle trombe di Gerco sui mercati finanziari. (ah a proposito di spalla sempre a pag 24 il buon (e da me stimatissimo) Walter Riolfi ci mette il carico da 90.
Paolo Rebuffo

Maurizio. plbrollo@tin.it ha detto...

A me risulta che nel 1992 Mario Draghi facesse qualcosa d'altro che non il governatore della Banca D'Italia e il governo in carica fosse guidato da Giuliano Amato mentre alla BIT ci fosse il "buon" Ciampi futuro"aimè" presidente della repubblica e ch ministro del Tesoro ci fosse il defunto Amedeo Goria che il venerdì sera disse che la Lira non si svalutava e poi il lunedi successivo sappiamo tutti com'è andata a finire

Baskerville ha detto...

il 3 dicemmre mi par di ricordare ci sarà una riunione della banca europea con oggetto le decisioni sull'exit strategy, al solo annuncio la passata settimana i mercati sono calati, se prenderanno le decisioni minacciate il giorno 3 dicembre potrebbe essere quello di svolta, il 4 è venerdì, che coincidenza strana se le cose vanno male potremmo rischiare un enensimo black friday.

comunque noto come questa data ricorre come punto di svolta in molti scritti di analisti tecnici di mercato (altra coincidenza strana)

in breve credo che come andranno le cose lo potremo sapere con maggiore certezza intorno al 3 dicembre, e comunque sia salgano o scendano le borse i problemi dell'economia e dello sviluppo reale restano tutti sospesi non si risolve la crisi con la sola finanza e con le borse; ma questo Barrai lo ha sempre detto, non confondiamo una sana speculazione di breve con salvezza economica della nostra civiltà!
Adso

Anonimo ha detto...

leggo con preoccupazione i vostri articoli e mi chiedo:
cosa posso fare io, alle soglie della pensione con i pochi e sudati risparmi depositati in titoli di stato e in buoni postali (sono piu' sicuri?) per proteggermi da un eventuale fallimento dello stato italiano? e come potro' investire i soldi della ormai vicina liquidazione?
ringrazio per una risposta di facile comprensione per uno come me che poco ne sa economia..
con i miei migliori saluti
erregi