FIAT : COL PIFFERO CHE LA COMPRO!!!

-CON GLI INCENTIVI DEL GOVERNO (gli incentivi sono soldi dei cittadini) la FIAT SVILUPPA LA PRODUZIONE DI AUTO IN BRASILE E IN SERBIA, E RIDUCE GLI STABILIMENTI IN ITALIA.
- DA DEL LAVORO E DELLA RICCHEZZA A PAESI NON ITALIANI, IN ITALIA PERO' VENDE AUTO....(QUINDI LA FIAT GENERA SEMPRE MENO RICCHEZZA PER IL SISTEMA ITALIA)
- LA FIAT SPOSTERA' PRODUZIONI IN STABILIMENTI CHRYSLER IN AMERICA
- LA FIAT USA IL MERCATO DOMESTICO PER EMETTERE OBBLIGAZIONI (ULTERIORE DEBITO), E MARCHIONNE PRENDE IN GIRO CHI SOTTOSCRIVE LE OBBLIGAZIONI affermando: questo è un momento molto favorevole per l'emissione di obbligazioni (affermando quindi IMPLICITAMENTE che è un momento molto sfavorevole per chi acquista obbligazioni)
- Fiat Panda e Fiat 500 (le auto più vendute) sono fatte in Polonia.
- Se questo aggiungiamo che: se si aiutano gli acquisti di auto, automaticamente altri beni soffrono (in quanto i soldi sono limitati). La gente compra l'auto ma non va in vacanza o non cambia il frigorifero...
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LA FIAT NON FA IL BENE DEL PAESE. IO NON LA COMPRO!!!
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Fiat ha confermato la produzione di un modello low-cost.
Questo modello, di cui ancora scarseggiano informazioni ufficiali, sarà commercializzato dapprima in Brasile e Serbia, paese dove peraltro verrà prodotto.
In particolare in Brasile la low-cost Fiat, che come anticipavamo settimana scorsa dovrebbe chiamarsi Uno (e avere dimensioni comprese tra Panda e Grande Punto), sarà presentata ai primi del 2010. Fiat ha investito ad oggi 800 milioni di euro per ammodernare lo stabilimento serbo di Kragujevac (recentemente acquisito nell’operazione Zastava), e adeguarlo all’imminente produzione.
FIAT : COL PIFFERO CHE LA COMPRO!!!
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20 commenti:
Mi sembra giusto. Penso che un po' di etica sociale in sede di investimento o di acquisto non possa fare altro che bene. In fondo la direzione di spesa e' una leva molto potente: peccato che sia distorta dalla pubblicità e da tecniche che si imparano sui libri. La cosa triste e' constatare che tali tecniche funzionano. Complimenti per il tuo lavoro.
Osservazioni vere e condivisibili se si intende approfondire con maggior trasparenza gli effetti delle scelte aziendali, cioè quanto potrebbe essere meglio gestito in Italia rinunciando alla massimizzazione dei profitti a favore di pochi azionisti e manager privilegiati; tuttavia nel contesto più ampio della globalizzazione alcuni passaggi sono inevitabili: La produzione in Serbia è condizione sine qua non per poter accedere senza pagare dazio a mercati che hanno trattiti particolari con quel Paese (Russia, Balcani e Turchia in primis), e altrettanto vale per gli USA, etc, mentre una Fiat tutta imperniata sull'Italia non ha futuro. Inoltre la produzione automobilistica è ad alta intensità di utilizzo di macchinari (e la fornitura di queste darà lavoro in Italia). Magari qualche ritorno in fatto di tasse e lavoro ci sarà. Il vero nodo sono i giochetti societari della "famiglia" (e dei "famigli") che come al solito proverà... a dispetto degli altri invesitori (vedi manovre recenti sui titoli a monte!)
Saluti / Sylver
Sylver, concordo anche sulla sua visione. Ciò che non va è la solita cosa: se va male paga lo stato (italiano) se va bene incassa l'imprenditore (ma solo quello che fa parte della casta)
Complimenti per il blog, per quanto riguarda la fiat non sono d'accordo: se lei non compra fiat compra cmq produttori che non hanno fabbriche in italia. Se il problema sono gli incentivi, i colpevoli sono i politici, per la fiat è normale chiedere, non è normale ricevere ...
In pieno accordo su quello che dice. Ma si ricordi che il MODO con cui chiede la Fiat (tramite la sua lobbY) è ben diverso da quello usato dall'imprenditore brianzolo.
Questa disparità di trattamento NON è sana.
Inoltre se si da soldfi alla FIAT incentivando la vendita di auto si mettono in difficiltà altri settori economici (ha visto il crollo delle vendite al dettaglia in Italia ad agosto? per comprare un auto (incentivata) si è rinunciato a molti altri beni.
Sono i soldi alla classe media che mancano e che mancheranno sempre di più.
Nascondono i problemi stampando moneta e facendo salire i mercati...
Facendo acquistare agli investitori obbligazioni di dubbio valore (a tassi fissi).
Quando la troppa moneta è destinata a creare una svalutazione e inflazione....IMPOVERENDO ANCORA UNA VOLTA L'INTERO POPOLO OCCIDENTALE ma permettendo alle grandi multinazionali di fare sovraprofitti da posizione dominante.
IL POPOLO E' SCHIAVO E PURE IGNORNATE.
La Fiat sarà lo stesso pozzo nero come lo è stato l'Olivetti prima di chiudere definitivamente (ma fino ad allora quante macchina simbolicamente pagheremo ogni anno ..... tante quanti sono stati i computer che abbiamo dovuto pagare senza possederne nemmeno uno di quelli pagati). E nel frattempo la provincia di Torino è una delle più povere d'Italia per non parlare di alcuni comuni. Grazie "Giuanin lamiera"
Buona domenica
Marco da Torino
Intanto Rivalta si svuota (non di personale, perchè quello non c'è più da anni, ma di linee e di macchinari).
Considerate che dalla zona di Torino-Chivasso (ex Lancia) molti extracomunitari (quelli che lavoravano naturalmente, non i delinquenti)lasciano e tornano a casa loro e noi dove andiamo .... a lavorare per loro ai loro paesi ????? Una prospettiva non così remota.
concordo con Sylver e mi sento di spezzare una lancia per FIAT forse anche solo perchè credo in Marchionne...
Le rottamazioni sono aiuti impliciti e sono state promosse da tutti
gli stati "coinvolti" con l'auto.
Come predetto da Marchionne i brand saranno sempre meno (5 big ? ) e sempre più internazionali quindi FIAT dopo decenni deve uscire da questo staterello delle banane e farsi un nome nel mondo...camminare con le sue gambe.
Perchè se VW fà componenti in India (AUDI) e in Cina nessuno si scandalizza?
La verità è che gli italiani si divertono ad affossare FIAT quando và male e sentirla propria quando ha successo...
Per quanto riguarda l'obbligazione non vedo perchè Marchionne dovrebbe rinunciare a certe occasioni...L'etica non sunona bene con mercato libero...
MAx
Io considero Marchionne bravo.
Dico solo agli investitori di stare attenti.
Vi dimenticate che quando Fiat ha messo radici in Italia, o meglio quando qualcuno ha deciso che proprio Fiat doveva essere un grande produttore per l'Europa, eravamo noi la Serbia dell'Europa.
Voglio dire che le imprese si piazzano dove conviene, che i soldi vanno dove rendono, con assoluto e totale disinteresse per tutto il resto.
Mi fanno ridere i discorsi nostalgici e patriottici su Fiat, che è un pezzo d'Italia, che ha fatto il bene del paese, ecc.
Certo, ha dato lavoro a migliaia di persone, ma non bisogna commettere l'errore di pensare che con ciò abbia dei doveri verso l'Italia e gli italiani.
Le multinazionali sono come le cavallette, vanno dove l'erba è verde.
E oggi in Italia tende al giallo...
Saluti.
RedLizard
Quindi quale auto si dovrebbe comprare per aiutare il sistema Italia?
Meglio non cambiare l'auto se proprio non l'hai bisogno.
poi scegli quella che più ti piace.
Così come la Fiat sceglie il paese che più gli piace per produrre sbattendose del nazionalismo.
Se se ne sbatte lei...me ne sbatto anche io e scelgo solo ciò che più mi piace (non perchè è italiano, perchè quell'italiano non PRODUCE IN ITALIA, e quindi di italiano ha ben poco.)
si ottima idea così creiamo un pò di disoccupazione nel mondo dei fornitori di componenti automobilistici che lavorano per la Fiat in Italia! poi ai disoccupati diamo la possibilità di aprire un blog insieme a quelli della nortel..
Matteo
Se le notizie scritte sul blog hanno alla base la stessa approssimazione con cui tratta l'argomento Fiat (forse parla di FGA perchè Fiat è il gruppo) c'è di che avere paura.
Lei scrive cose populistiche e dettate da luoghi comuni ma dimentica molte cose.
-Lei sa quale è la percentuali di lavoratori che FGA ha in Italia rispetto agli altri paesi?
-Lei sa quante famiglie italianissime vivono lavorando per FGA o per i suoi fornitori?
-Lei sa che al momento FGA ha un numero di stabilimenti nel proprio paese che nessun altro costruttore automobilitsico ha?
Chi le ha detto che FGA sposterà i suoi stabilimenti in USa? Marchionne? A me dall'interno risultano altre informazione ma forse lei ha informazioni migliori.
Se le ha sarebbe opportuno metterle a disposizione di tutti con nomi e cognomi e non incitare persone a rovinare un azienda che da lavoro a migliaia di persone in italia compreso l'indotto.
Quello che lei ha scritto è un insieme di luoghi comuni non degno di questo forum
saluti, spero che non mi censuri.
Giorgio Martone (impiegato indotto FGA)
completamente d'accordo con Lei dott. Barrai, inoltre non dimentichiamo ciò che ha fatto il governo tedesco per salvare l'Opel: mantenere l'occupazione in germania e chiudere gli stabilimenti all'estero (GB - Belgio e Spagna).
per riportare la fiat a produrre in italia basterebbe ridurre il costo globale del lavoro..perchè non lo si fa ?
saluti
giaki
Matteo, ma quando parla in questo modo...non pensa ai consumi che sono stati artificiosamente dirottati dal governo verso l'acquisto di auto (non fatte in italia) a danno di altri imprenditori italiani (vendite al dettaglio -2.6%). come vede le scelte lobbistiche di potere, per giunta miopi perchè temporanee sono molto discutibii
Giorgio, magari fossero tutti come lei. Lei è polemico ma correto (ripeto magari fosseto tutti come lei).
Chissà...forse sono luoghi comuni. Ma le fabbriche d'auto della Fiat rimarranno nel tempo. Abbiamo visto i progetti di sviluppo per i prossimi 5 anni in Italia?
Cosa accadrà con la mano d'opera competitiva di serbia polonia e brasile. E un domani gli ingegneri arriveranno da bangalore o milano?
La famiglia Agnelli ha dato al governo assicurazioni a riguardo?
Siamo sicuri che investire nell'indotto Fiat sia meglio che in altri setori a più alta crescita e valore aggiunto?
Non è che si investe in Fiat solo perchè c'è una lobby potente che convince il governo?
Le risorse dell'Italia sono scarse. Foraggiare il settore auto (settore riconosciuto da tutti, in declino) rispetto ad altri settori più promettenti è una scelta corretta di politica economica?
Caro Giorgio, sarei ben felice di ospitare un blog dedicato ai problemi dell'indotto Fiat e delle alternative al settore auto. Sicuramente lei potrebbe dare un ottimo contributo.
PS se i miei concetti sono populisti....potrebbe anche voler dire che la comunicazione FIAT stia facendo cilecca...se questa è l'idea che hanno in tanti...non è che se la possono sognare di notte.
O anche in questo la Fiat è intoccabile?
Comunque il suo intervento ci è stato di grande aiuto, e sarei felice che la discussione potesse continuare.
Gentile Dottore, è doveroso da parte mia rispondere alle sue osservazioni.
Anche io come il sig Giorgio conosco il mondo automotive per averci lavorato per dieci anni; (per chiarezza FGA, la sigla che usa Girogio, sta per fiat group automotive; cosa legger mente diversa dalla Fiat quotata in borsa a cui spesso si fa riferimento.)
Rispondo alle sue osservazioni
I CONSUMI MANCANTI E’ COLPA DI FIAT?
Riguardo all'osservazione sui consumi dirottati su automobili non prodotte in Italia, causa incentivi auto, non è detto i consumi di prodotti al dettaglio mancanti (-2,6%) siano necessariamente di prodotto italiano – mancante- , per questo non mi pare automatico concludere che le fabbriche che hanno risentito di cali degli ordini siano italiane.
Non avendo ulteriori informazioni circa il valore qualitativo del -2,6% (misura un calo generico di consumo o un consumo sostituito da un altro?) potrei supporre che il delta negativo è semplicemente dovuto ad una riduzione di consumi causa "recessione". Perché attribuirlo all'acquisto di auto e perché la colpa è di Fiat? perché parlar male di Fiat fa notizia? Cosa le fa escludere che i consumi al dettaglio che mancano all'appello, a causa dell'acquisto di macchine dice lei, non siamo prodotti in paesi esteri? non mi pare che il nostro paese ha tradizione di sistema produttivo autosufficiente, e quale paese lo è di questi tempi!
L’EFFETTO DEI CONSUMI DI AUTO SULL’OCCUPAZIONE NELL’INDOTTO
da un punto di vista dell'industria nel suo complesso, 1 euro speso nel sistema produttivo produce effetti per 1 euro in qualsiasi settore è speso; tenuto conto che quell'euro, contribuisce alla crescita della domanda di mercato che a sua volta determina l'occupazione perché dire che la Fiat non genera occupazione?
Perché, lei sostiene, che Fiat produce all'estero? In parte ma non solo, lo dice il sig. Giorgio e io lo confermo. Le suonerebbe strano sentire che molti dei componenti montati su macchine prodotte in Polonia sono Prodotti in Italia e li assemblati. Chi dice che in Italia non si producono anche componenti per auto straniere? A me risulta che il contrario, solo che non si racconta in giro negli spot teutonici!, ma questo è un fatto di politica e di identità dei marchio. Ps spesso sono le stesse fabbriche di indotto che producono per fiat ma anche per altri.
LE MIOPI SCELTE LOBBISTICHE DI POTERE
Qui la seguo meno. Mi perdoni se interpreto la sua affermazione. Se per scelte lobbistiche intende il fatto che i produttori mondiali (anche usa) hanno chiesto aiuti ai governi per non far crollare il settore auto, ok ha ragione. Oggi l’auto senza la mano pubblica non si regge. Non capisco però perché le considera miopi. Gli incentivi hanno spinto i consumi su un mercato mondiale asfittico; il non consumo avrebbe generato calo di domanda e di produzione e conseguente chiusura di fabbriche, non solo Fiat, ma anche indotto pmi e artigiani. E questo in Italia ma anche all’estero.
QUALI ALTERNATIVE AGLI INCENTIVI
Se è questo il tema di cui stiamo discutendo mi risulta difficile quali alternative “immediate” e “praticabili” avrebbero dovuto trovare i governi per evitare che la produzione si arenasse del tutto nel momento apicale della recessione?.
Non credo lei ritenga fosse stato meglio fare fallire un po’ di aziende e nel frattempo creare i business del futuro nei quali far lavorare un paio centinaia di migliaia di cittadini provvisoriamente disoccupati “causa volontà di fargliela pagare ai cattivi lobbisti”?
Neanche gli Usa patria del “mercato libero” si sono spinti fino a tanto, o meglio dopo l’esperienza Lehamn hanno evitato di fare il bis, vedi GM e Crysler guarda caso settore auto motive che per una qualche ragione hanno dovuto considerare di interesse strategico, forse più del tessile o della falegnameria, e di questo tema della strategicità di alcune produzioni se vuole parleremo in altre occasioni.
ringraziandola per il lavoro che realizza con questo blog
Buona sera
Matteo
Matteo, sono molto felice anche del suo commento, Un commento carico di spunti interessanti. Commento che le deve essere anche costato più di qualche minuto di preparazione.
Alcune considerazioni:
1) appare evidente che l'esplosione di auto venduta negli ultimi 4 mesi (specie di bassa cilindrata) è da attribuire solo ai forti incentivi. Essendo la popolazione in difficoltà (aumento disoccupati) è evidente che l'aumento delle vendite di auto ha penalizzato altri settori non aiutati dalle politiche di aiuto.
La colpa non è di Fiat ma dei politici che hanno deciso tali interventi. (la Fiat al massimo li ha appoggiati).
2) La Fiat produce all'estero. Lei qui fa affermazioni importanti che potrebbero scagionare l'estofilia di Fiat. Ma allora è la comunicazione che è sbagliata. Sarebbe ora che la Fiat svelasse quanto produce in Italia e quanto no. Forse la sua stessa credibilità aumenterebbe.
Una campagna conoscitiva in questo senso sarebbe opportuna.
3) Ha ragione quando sostiene che il settore doveva essere aiutato, ma se di aiuti si è trattato (aiuti a spese della comunità) appare evidente che il forte rialzo delle quotazioni in borsa potrebbe avere durata corta.
Infatti gli aiuti dovrebbero essere concessi solo per frenare le perdite, non per alimentare i profitti di pochi con i soldi della comunità.
Sono convinto che tale argomento andrebbe approfondito per il bene di un settore che a mio avviso continuerà a risentire di una crisi economica che ci seguirà per molti anni a venire.
Rivolgo anche a lei l'invito a tenerci informati su sviluppi nel settore.
Grazie
Barrai ha indiscutibilmente ragione quando dice che Fiat pecca in comunicazione! Ma mi lasci alleggerire il tema: come potremmo sapere noi comuni cittadini se nel momento topico del cambio di strategia la communicazione fu affidata a LAPO? :) ogni famiglia ha i suoi problemi
Buona giornata
Matteo
l'argomento è di mio interesse e direi che mi è molto vicino, spero che partano certi progetti per cui ho speso ore
Con la serbia e balcani ci lavoro
La situazione non è come viene delineata
....Vorrei però spostare l'argomento sul versante delle scelte industriali che il nostro governo sta portando avanti
Ma da Italiano
...Non si fa nulla per la filiera della chimica
nulla per la filiera della produzione minerale
nulla per la filiera meccanica e meccanica di precisione
...nulla per la filiera di sassuolo delle piastrelle
...il tessile di prato invaso da produttori cinesi nascosti (ma tutti sanno dove)
Si fa qualcosa per Qualche industria del settore
...se continua di questo passo siamo importatori netti di tutto e da italiano non mi va bene
Dov'è la politica industriale ??
Solo servizi !!!?
Si naviga a vista ragazzi e prima o dopo si becca lo scoglio
Al G20 si dice che l'eurpoa non ha messo ne vuole mettere dazzi all'importazioni, nulla di più falso (ce qualcuno del settore delle leghe che ha letto le ultime ...?)
Ma spero da Italiano che si sveglino tutti, mi dispiace vedere andare a picco uno stato come L'talia drogata sempre più
Poi:L'impresa deve avere anche una parte di etica, se di questo non ci si rende conto diviene un campo minato di fatto lo è già
Poi se le banche come portatori di interessi esterni non affidano più
parte tutta una filiera a monte e a valle, moltiplicatelo per i vari settori industriali e vedete che succede
Fabio F(go)
Ha :Ceduto il supporto di 90 su yen
come detto in precedenza divrebbero arrivare le prime avvisaglie di storno da chiusure di Charry trade ($/Y)
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