IL VALORE DELLA MONETA

( di Michele Spallino)
Un rapporto del Fondo Monetario Internazionale certifica che le riserve valutarie delle banche centrali nel loro insieme sono passate da 2 trilioni nel 2000 agli attuali 5 trilioni (senza considerare un altro 40% di risorse che potrebbero essere ritenute riserve di fatto).Il valore nominale dei derivati è passato da 80 trilioni a 370 trilioni (per avere un idea, il PIL USA è 12 trilioni).
Non è una coincidenza il fatto che nel frattempo il deficit commerciale americano si sia quadruplicato. Le banche centrali, a cominciare da quelle dei paesi emergenti, sono stracolme di liquidità, che si moltiplica passando attraverso i sistemi creditizi (a d aprile, ad esempio, si è saputo che un nuovo record di crescita l'ha fatto anche l'M3 europea, quasi 11%). La grande inflazione dei prezzi dei cespiti patrimoniali di cui siamo testimoni, ne è l'effetto concretamente visibile. La crescita sincronizzata del credito, del deficit USA , dei flussi in dollari, della speculazione a leva, non sarebbe potuta avvenire se le banche centrali non avessero tenuto i tassi d'interesse reali a livelli minimali quando non negativi: solo nel 2006 le loro riserve sono aumentate di 1 trilione, e nel 2007 si sta viaggiando a un ritmo del +30%.
L'accettazione di rischi sempre più elevati, e dunque l'azzeramento del premio per il rischio, da parte del sistema globale. Aver eliminato il rischio di cambio per gli indebitamenti in yen, è l'esempio più lampante di questa degenerazione "morale" prima che economica e finanziaria: è l'azzardo immorale.
Ancora più importante è capire la mutazione genetica della moneta e della filosofia sottostante.
Come una cellula cancerogena, la moneta - da merce tangibile usata per favorire la produzione ed il commercio dei beni e servizi tra gli uomini - si è tramutata in un intangibile atto fiduciario, che ha ucciso il meccanismo autoriequilibrante che consentiva appunto il legame sistemico con produzione e commercio. In un mondo basato su una moneta merce tangibile, ad esempio l'oro, sarebbe impossibile per un paese accumulare indefinitamente un deficit commerciale con il resto del mondo, perchè prima o poi le riserve auree di quel paese finiscono:
a quel punto nessuno gli venderebbe merci in cambio di niente, ed il paese in questione sarebbe costretto a ridurre il proprio eccesso di importazioni ed anzi dovrebbe forzarsi a tutti i costi a vendere più di quanto compra per poter ricostituire delle riserve in oro.
Dunque un meccanismo che tende al riequilibrio.
Invece in un mondo basato su una moneta intangibile, il dollaro, è possibile per il paese che lo stampa accumulare indefinitamente un deficit finchè il resto del mondo continua a "fidarsi"; e poichè i dollari accumulati vengono riciclati nel paese d'origine allo scopo di massimizzarne il rendimento, non solo non c'è più il riequilibrio ma anzi si viene ad esaltare lo squilibrio originale(via tassi d'interesse artificialmene bassi, afflussi di capitale, etc.).
Il fatto perverso è che l'atto fiduciario dipende soprattutto dalla concezione di interesse proprio di colui che fa fiducia, piuttosto che dal merito dell'affidato.
E qui arriviamo al punto filosofico cruciale.
Dalla "mano invisibile" postulata da Adam Smith, nel 18mo secolo nella sua monumentale opera La Ricchezza delle Nazioni , per cui il capitalismo basato sulla concorrenza perfetta produceva il benessere generale sfruttando l'interesse individuale - siamo oggi passati alla "mano visibile" di un capitalismo oligopolistico che trasforma l'interesse e l'egoismo individuale in malessere generale. In particolare l'aver reso il prezzo della moneta (il tasso d'interesse) soggetto a decisione dirigistica da parte dell'emittente, e non più soggetto alla libera legge della domanda e dell'offerta, ha fatto confliggere l'interesse nazionale di breve termine, con l'interesse generale di lungo termine. Basti pensare alle svalutazioni competitive tra monete nazionali in cui tutti fanno a gara a svalutare per esportare di più. I giapponesi, ad esempio, tengono i tassi d'interesse reali negativi e il cambio della propria moneta svalutato perchè ritengono di fare il proprio interesse egoisitico nazionale (sostegno alle esportazioni, alla domanda interna,etc.), ma così facendo creano una palese distorsione globale di dimensioni enormi che è contro l'interesse generale: l'azzardo immorale.
E' il punto chiave di cui si parla poco o niente (e del resto chi ne dovrebbe parlare? l'industria finanziaria, che ne è la beneficiaria?). Tutto il resto sono manifestazioni in superficie di tale realtà che è nelle viscere profonde del sistema attuale, e di cui un giorno si pagherà il conto(salatissimo).
IL VALORE DELLA MONETA
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2 commenti:
Egr. Sig. Barrai trovo scorretto inserire nel Suo Blog un mio articolo citando solo le iniziali; non ho nulla in contrario ad essere postato su altri siti, e mi fa piacere che quello che scrivo viene evidentemente apprezzato,ma pretendo almeno il nome per esteso, per non dire che le persone per bene di norma linkano anche il mio blog (vedo non è citato neanche tra i siti amici).
In attesa della citazione, invio distinti saluti
Michele Spallino
Egr. Dr. Spallino, innanzitutto mi scuso per non averLa citata con il nome completo, ma avevo tentato di mettermi in contatto con lei senza successo, in quanto sul suo sito non e' indicato il suo indirizzo email.
E' il primo articolo che pubblico che non sia farina del mio sacco, proprio perche' lo ho trovato illuminante e volevo metterlo a disposizione dei miei lettori. Trovo il suo sito ricco di spunti interessanti e mi piacerebbe fare due chiacchere con lei. Se fosse interessato mi potrebbe gentilmente inviare il suo indirizzo di posta elettronica o il suo telefono?
E' entrato di diritto nell'elenco dei siti amici.
Cordiali saluti
Paolo Barrai
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