EURO RIFUGIO DELLA LIQUIDITA'

L’idilliaca situazione dei mercati azionari e’ destinata a durare a lungo?
In molti si fanno questa domanda in queste settimane.
Chi penso’ che a febbraio sarebbe stato meglio uscire dalle azioni si sta mangiando le mani e sta pensando di rientrare (in poco piu’ di due mesi i mercati hanno raggiunto e superato i precedenti massimi.)
Dal primo dicembre 2006 (solo sei mesi fa….) ecco come si sono comportati i mercati:
Dax 20%
Cac 15%
UK market 10% (sterlina stabile con Euro)
S&P MIB 10%
DOW 9% ( ma il dollaro ha perso il 4% sull’euro)
S&P 8.5% (ma il dollaro ha perso il 4% sull’euro)
Nikkei 6% (ma lo yen ha perso il 7,5% sull’euro)
Le azioni europee stanno vivendo una concomitanza di eventi che capitano molto raramente.
Guardando le statistiche ci si rende conto che l’Europa ha stravinto sia sul campo valutario che in quello azionario (Dax in particolare).
Se poi guardiamo al mercato obbligazionario europeo ci accorgiamo che e’ il piu’ debole di tutti (il future sull’obbligazionario a 10 anni e’ sceso da 118.60 a 113,6!)
Vi rimando all’articolo di settimana scorsa sulla mascella della morte….( la correlazione negativa fra azioni e obbligazioni e’ destinata, prima o poi a chiudersi, ma puo' durare anche per molti mesi.)
Il risultato che ne deriva e’ uno solo.
La forza relativa dei mercati azionari europei e’ dettata principalmente dalla liquidita’.
I dati aziendali sono buoni ma non sufficienti da giustificare una tale salita.
La liquidita’ fugge dal dollaro
La liquidita’ fugge dallo yen
La liquidita’ fugge dalle obbligazioni
La liquidita’ fugge dagli immobili
La liquidita’ trova un caldo e accogliente rifugio nell’euro con investimenti a breve termine (obbligazionario a breve) e nelle azioni con una temporanea e pericolosa espansione dei multipli.
Ma andiamo per gradi…
Vediamo di analizzare le macrovariabili di riferimento:
Materie prime
I prezzi delle materie prime rimangono sotto controllo. Il fatto che stiano in un ampio trading range e’ assolutamente fattore positivo.
Se il petrolio sale, ma non troppo in fretta, e non oltre i 70 dollari, i mercati azionari premiano i titoli petroliferi e anche gli industriali in quanto si dice che l’economia tira….
Se il petrolio scende ma non troppo in fretta e non sotto i 55 dollari, i mercati azionari ridimensionano i titoli petroliferi ma premiano i titoli dell’elettricita’ che aumentano i margini e i settori che consumano piu’ energia in quanto risparmieranno sui costi.
Lo stesso dicasi per le altre materie prime.
Valute
Il dollaro/euro si indebolisce ma non troppo. L’industria americana si rafforza (esportando di piu’). La bilancia commerciale tendera’ a migliorare e con essa il cambio con l’euro.
(fattore negativo sarebbe un’impennata del petrolio che farebbe aumentare i costi di produzione e l’inflazione peggiorando il deficit di bilancia commerciale.
Lo Yen continua a rimanere debole. In particolare la debolezza della valuta nipponica e’ verso l’Euro. La liquidita’ mondiale continua ad affluire sull’euro.
Tutto bene (Effetto carry trade) fino a quando la banca giapponese non decidera’ di alzare i tassi di interesse.
Tassi e obbligazioni
Tassi americani stabili (con tendenza e scendere) Tassi europei in salita. Tassi giapponesi stabilmente bassi con tendenza a salire).
Curva dei rendimenti ancora piatta.
Basso il premio al rischio sul mercato obbligazionario.
Risultato…..la liquidita’ arriva sull’euro ma, visto che l’obbligazionario a lungo continua a scendere il mondo compra obbligazioni a breve e azioni.
Immobiliare
L’immobiliare continua a essere sotto pressione in America ed Europa. Il rischio subprime e’ rientrato (per ora sembra un lontano ricordo, ma sono trascorsi solo 2 mesi). Ma il valore delle case e’ sostenuto solo dall’alta liquidita’ mondiale e dalla tenuta delle borse.
In un mondo che sta crescendo al ritmo del 4%, 5% all’anno se un immobile non sale di prezzo significa che e’ stato un cattivo investimento!
Fusioni/acquisizioni
I fondi di private equity e le aziende continuano a cercare opportunita’ sul mercato delle aziende. I prezzi azionari tendono a salire.
Fenomeno caratteristico del 2007 e’ l’espansione dei multipli.
Gli analisti tendono sempre piu’ a guardare le opportunita’ di crescita future che le reali condizioni delle aziende.
Si e’ alla ricerca disperata di valore. Caso emblematico e’ l’analisi fatta da Morgan Stanley venerdi sul titolo ENI.
La compagnia petrolifera vale 24 o 25 euro (se si guarda alla redditività del conglomerato). Davanti pero’ alla possibilita’ di smembramento il valore delle singole parte raggiungerebbe 34 euro.
L’upside del titolo sarebbe quindi del 38%, che corrisponderebbe a 36. miliardi di capitalizzazione di borsa!!!
Voi capite bene cosa vuol dire bolla di liquidita’.
Il calcolo di 34 euro viene fatto considerando una crescita mondiale stabile nel tempo senza temporali.
Eni e’ un caso teorico, ma nell’ultimo mese il caso Societe Generale e ABN Amro fanno vedere dove il mercato azionario nel suo complesso potrebbe arrivare.
Per riassumere, le azioni risultano ancora il posto piu’ interessante dove investire ma il grado di rischio aumenta sempre di piu’.
Le fasi di forte volatilita’ aumenteranno significativamente.
L’investitore deve organizzare il portafoglio in modo tale da sfruttarle con successo.
Non so quando il mercato prendera’ la prossima sosta (potrebbe essere fra due settimane o fra due mesi). Tuttavia so che ad ogni futura salita il mio portafoglio deve ridurre l’esposizione seguendo una particolare strategia.
Non e’ piu’ sufficiente il solo stop loss. Durante le future salite bisogna considerare la riduzione (lenta) del rischio globale del portafoglio.
E’ altrettanto importante fissare delle regole di reinserimento di capitale su grosse discese degli indici.
.....le regole per le prossime settimane
Su salite ulteriori dei mercati alzare stop loss
Su salite ulteriori dei mercati ridurre il peso delle azioni (ma in modo molto graduale)
Preparare una strategia di rientro davanti a correzioni pesanti.
EURO RIFUGIO DELLA LIQUIDITA'
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