STABLE COIN LA VIA PER ESSERE LIBERI DAL FALLIMENTO DEL SISTEMA EURO


EUROPA 2030 TASSO DI DISOCCUPAZIONE 0%

UNA INTERESSANTE VISIONE A 15 ANNI ... NELL'EUROPA DELLA DISOCCUPAZIONE ..SPECIE GIOVANILE, E' STRANO LEGGERE UN TALE ARTICOLO..MA FA PARTE DELLA CULTURA ECONOMICA ...UN ARTICOLO CHE APRE UN PO' LA MENTE E SPAZIA NEL FUTURO NEPPUR TANTO LONTANO SE LE BASI SONO VERITIERE....

Fame di lavoratori, presto i salari torneranno a crescere

«L’ultima volta che i ‘servi della gleba’ europei si trovarono improvvisamente ad essere fortemente richiesti fu nel periodo successivo alla ‘Morte Nera’, a metà del XIV secolo. Si dice che quell’evento abbia posto fine al feudalesimo». Forse ci risiamo, avverte Ambrose Evans-Pritchard: «Siamo sulla soglia di un’inversione demografica che sancirà la fine dell’egemonia delle imprese sul mondo del lavoro e colmerà le disuguaglianze che si son venute a creare nel corso degli anni». Nientemeno: «I lavoratori di tutto il mondo stanno per ottenere la loro vendetta: i capitalisti dovranno accontentarsi di una fetta ridotta della torta». Lo sostiene il professor Charles Goodhart, docente alla London School of Economics e già alto funzionario della Banca d’Inghilterra. «Le potenti forze sociali che hanno invaso l’economia globale, garantendo negli ultimi quattro decenni manodopera in abbondanza, stanno improvvisamente invertendo il loro moto, sancendo la fine sia del super-ciclo deflazionistico che dell’epoca dei tassi d’interesse a zero». Di fatto, «la manodopera a buon mercato sta prosciugandosi».Il periodo a venire, spiega Pritchard in un articolo del “Telegraph”, sarà caratterizzato dalla scarsità di manodopera: così, «l’equilibrio di potere si sposterà dai datori di lavoro ai lavoratori, spingendo verso l’alto i salari». Al che, «la corrosiva disuguaglianza che si è accumulata nei paesi in tutto il mondo andrà quindi a colmarsi». In realtà è successo che, a partire dal 1970, il crollo del tasso di natalità (giunto ad una vita sempre più lunga) ha portato a uno “sweet spot” demografico: «Un episodio una tantum, che ha temporaneamente distorto l’economia del lavoro». Questo “sweet spot” sarebbe stato reso ancora più “sweet” dal crollo dell’Unione Sovietica e dallo spettacolare ingresso della Cina nel sistema commerciale globale. «Nel 1990 la schiera di lavoratori del ‘mondo sviluppato’ era composta da 685 milioni di persone. La Cina e l’Europa Orientale ne hanno aggiunto ulteriori 820 milioni, più che raddoppiando, in un batter d’occhio, i numeri in gioco. E’ stata la più grande scossa al mondo del lavoro che si sia mai vista. E’ l’evento che ha portato a 25 anni di stagnazione dei salari», ha sostenuto il Goodhart, parlando a un forum organizzato dalla “Lombard Street Research”.Le imprese, aggiunge Evans-Pritchard, si sono appropriate a buon mercato dell’“esercito di riserva” del mondo: «Le aziende americane che non avevano esse stesse delocalizzato gli impianti in Cina furono in grado di ‘giocarsi’ i salari cinesi contro quelli dei lavoratori statunitensi, speculando fortemente sul lavoro». Oggi, i profitti netti delle aziende Usa equivalgono al 10% del Pil, «il doppio della media storica e il valore più alto del dopoguerra». Idem in Europa: «La Volkswagen minacciò apertamente di spostare la produzione in Polonia, nel 2004, a meno che i lavoratori tedeschi inghiottissero sia il blocco dei salari che la maggiorazione delle ore lavorative, fatto che equivaleva a un taglio dei salari». La “Ig Metall”, sindacato metalmeccanico tedesco, «s’inchinò amaramente all’inevitabile». La manodopera a buon mercato «spinse in basso i costi globali e i prezzi». E la Cina «aggravò gli effetti, investendo massicciamente nelle fabbriche (con crediti agevolati), spingendo gli investimenti al 48% del Pil (un record mondiale) e inondando i mercati di merci a basso costo – prima vestiti, scarpe e mobili, poi acciaio, navi, prodotti chimici e pannelli solari».Cullate dalla bassa inflazione dei prezzi al consumo, le banche centrali lasciarono fare, allentando le politiche monetarie (molto prima della crisi della Lehman) che portarono a loro volta a dei tassi d’interesse reali sempre più bassi e a delle bolle speculative. «I ricchi, al contempo, diventavano sempre più ricchi». Tuttavia, continua Pritchard, quest’epoca è ormai passata alla storia: «I salari in Cina non sono più a buon mercato, dopo essere saliti a un tasso medio annuo del 16% lungo tutto un decennio. Anche lo yuan è sopravvalutato. Dalla metà del 2012, ovvero da quando il Giappone ha dato il via guerra valutaria in Asia, si è apprezzato del 22% in ‘termini commerciali ponderati’. La Panasonic, ad esempio, ha preferito trasferire la produzione dei forni a microonde dalla Cina al Giappone». Ma le cause alla base del periodo deflazionistico sono più profonde: il ‘tasso di fertilità mondiale’ è costantemente declinato, e le ‘nascite per donna’ sono passate dal 4,85 del 1970 al 2,43 di oggi
E negli ultimi vent’anni c’è stato un crollo epocale in Asia Orientale: se Germania, Italia e Giappone si attestano sull’1,4, la Corea è a 1,25 e Singapore a 0,8. «Come regola generale, ci vogliono 2.1 ‘nascite per donna’ per mantenere la popolazione in equilibrio». Per Goodhard, «siamo sulla soglia di un completo capovolgimento dell’economia mondiale: l’offerta di lavoro tenderà sempre più a scarseggiare». Nel corso degli anni, «le aziende hanno fatto un sacco di soldi», ma ora «la vita non sarà più così accogliente per loro».La Cina dovrà affrontare un duplice colpo, grazie agli effetti della politica del ‘figlio unico’: «E’ disastrosamente andata avanti per 15 anni di troppo», sostiene Goodhart. La forza lavoro sta già diminuendo di 3 milioni di unità l’anno. È opinione diffusa che la crisi demografica spingerà la deflazione ancor più in profondità. «La sanità e i costi dell’invecchiamento porteranno a un’espansione fiscale, mentre la scarsità della manodopera innescherà una ‘guerra delle offerte’ a vantaggio dei lavoratori, il tutto condito da uno stato di latente guerra sociale tra le generazioni». La Cina non inonderà più il mondo con il suo ‘risparmio in eccesso’, gli anziani dovranno attingere alle loro riserve e le aziende dovranno investire di nuovo in tecnologie labour-saving (automazione dei processi industriali) attingendo alle loro «inutilizzate e segrete scorte di denaro». Secondo Evans-Pritchard, assisteremo a un rovesciamento di quelle forze che hanno spinto il “tasso di risparmio mondiale” al record del 25% del Pil globale, «creando quell’ampio bacino di capitali che si è poi rovesciato nell’acquisto a valanga di assets in tutto il mondo, anche se l’economia globale continua a soffrire di depressione: il “tasso di equilibrio” dell’interesse reale tornerà alla normalità e potremo smetterla di parlare di “stagnazione secolare”».Mentre il capo-economista della Bank of England, Andrew Aldane, teme la trappola del “tasso zero”, con poche armi a disposizione delle banche centrali per combattere la prossima crisi (servirebbe il taglio ulteriore di 3-5 punti dei tassi d’interesse), il professor Goodhart «dubita invece che i robot possano sostituire i lavoratori così velocemente da compensare la carenza di manodopera, o che le nazioni invecchiate siano in grado di assorbire culturalmente immigrati a sufficienza per colmare il divario occupazionale, o che l’India o l’Africa abbiano le infrastrutture indispensabili per ripetere l’‘effetto Cina’». Di fatto, secondo Evans-Pritchard, «il mondo non ha mai affrontato una ‘epidemia da invecchiamento’ prima d’ora, e quindi siamo in acque inesplorate». Quello che è decisamente chiaro, conclude, è che il decollo verticale del “tasso di dipendenza” dall’indice demografico, e quindi dalla forza lavoro, «sta per distruggere tutte le nostre ipotesi economiche».


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13 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve a tt. Vi posto qllo che abbiamo visto. Il nostro target si pone a 23200. Li ci arriviamo secondo noi 2. Però io non entro adesso..ma solo se si verificherà uno storno di circa 2-3%. Se lo facesse sarebbe davvero ottimo. Cm ben sapete io mi pongo un obbiettivo e vedo quello. Tempo? Entro fine mese? Vedremo se ci becco pure stavolta. Per noi il recupero non è terminato... ma ottimale cm detto è ripeti sarebbe entrare dopo una correzione di qualche punto. Saluti
Luca

Anonimo ha detto...

grazie Luca
ma mi spieghi perché parli sempre al plurale? è un po' inquietante

Anonimo ha detto...

Sono abbastanza d accordo. Credo che l indice potrebbe toccare i 21800 ed eventualmente i 21500. Almeno questo é quello che spero :) casalinga di Bordighera

Anonimo ha detto...

Invece Luca prima si scende di un 10 % e solo poi si salirà a 23500..
La casalinga di Marghera

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con tutti, "ottobre rosso" non è ancora finito. Poi da fine ottobre si sale fino a marzo.
Una vecchia conoscenza

Anonimo ha detto...

Bravo Luca e brave casalinghe così mi piacete, poi ognuno farà la propria operatività senza polemiche e offese.

Anonimo ha detto...

Carissimo Paolo, fra 15 anni potrei essere passato a miglior vita.
Un appunto che voglio fare in merito alla banca vicentina: chi non voterà a favore della trasformazione in spa potrà avvalersi del diritto di recesso. Ci sono però dei limiti, stabiliti da Banca d'Italia, all'esercizio del diritto di recesso.
Approfondiamo la proceduta del diritto di recesso.
Meditiamo, meditiamo.
Mi fanno ridere o piangere tutte quelle associazioni che non usano i mezzi semplici per ottenere qualcosa....di interessante.
Una buona settimana a te Paolo.

Anonimo ha detto...

Perché fa le analisi insieme al fratello, lo aveva già detto. Grazie x l'analisi, Filippo

Anonimo ha detto...

un articolo generico. Ma quali lavori per quale manodopera saranno richiesti?

Anonimo ha detto...

parlo al plurale perchè non voglio togliere niente al mio collaboratore e fratello.. si agisce sempre in de. l unione fa la forza!
Luca

Anonimo ha detto...

Mai fare analisi con i fratelli...

ML ha detto...

LUCA, rimane valido l'omaggio al portafoglio WMO se ti fa piacere..

contattami

Paolo

Anonimo ha detto...

non lo puoi regalare a me?
Daniele