GIACOMO ZUCCO: BITCOIN FRA UNIVERSITA' BOCCONI E LUGANO! FRA FOLLE DA STADIO E INVESTITORI ISTITUZIONALI - MICA PAESINI DI PROVINCIA E PEONES IMPROVVISATI...
BITCOIN: NON È (SOLO) UNA QUESTIONE DI PREZZO
6 novembreArticoli
Il prezzo di un singolo bitcoin è attualmente molto basso rispetto al picco di dicembre 2013 (anche se decisamente più alto rispetto ad appena un anno fa in questo periodo dell’anno,
e ridicolmente alto rispetto al 5 novembre di due anni fa). Siamo stati
abituati, nei 5 straordinari anni successivi all’introduzione di questa
tecnologia, ad una crescita serrata ed esponenziale del valore della
commodity ad essa associata, e ci troviamo ora davanti al secondo più
lungo periodo senza nuovi massimi nella storia di questo giovane asset
ed a grafici da molti ritenuti scoraggianti. Questo porta qualcuno ad
essere addirittura pessimista sul futuro stesso di Bitcoin.
Ma c’è un altra storia dietro al prezzo. L’interesse per questa
tecnologia (e anche, indissolubilmente, per la commodity digitale che
rappresenta allo stesso tempo la sua prima applicazione e la colonna
portante per il suo
funzionamento a livello di incentivi economici ) aumenta di giorno in
giorno. In ogni grande città si moltiplicano luoghi e occasioni di
incontro tra appassionati, i servizi basati su Bitcoin spuntano come
funghi (alcuni muoiono e altri crescono, com’è naturale che sia), e
anche l’interesse delle “istituzioni” comincia a farsi sentire.
Un esempio paradigmatico di questo è stato l’evento svoltosi ieri pomeriggio all’Università Bocconi di Milano.
A riprova dell’interesse in crescita continua, la partecipazione è
stata impressionante: quasi 300 persone, un’aula piena con molta gente
in piedi nel picco di presenza. Il tutto per un incontro durato quasi 3
ore, con tematiche tutt’altro che elementari. All’incontro era presente
la sempre più estesa e vivace “Bitcoin community” di Milano, e buona
parte di quella italiana (tra cui il Presidente della Bitcoin Foundation Italia, e di quella svizzero-ticinese.
A riprova del fatto che non solo l’interesse è grande, ma anche la
vivacità di questa nuova industria è senza precedenti (anche in
luoghi non proprio tipicamente associati all’innovazione tecnologica,
come l’Italia), durante la conferenza sono intervenuti due imprenditori
del settore: Thomas Bertani, CEO e Founder di BitBoat, ha spiegato alcune nozioni fondamentali sul protocollo Bitcoin, mentre il nostro grande amico Lawrence Nahum, CEO e Founder di GreenAddress,
attualmente il più avanzato wallet Bitcoin presente sul mercato
internazionale, ha discusso di sicurezza e usabilità della tecnologia.
A riprova, infine di una crescente tendenza a prendere sul serio il tema anche da parte di attori
più istituzionali, il coinvolgimento nella conferenza del Professor
Luca Fantacci e, soprattutto, l’entusiastico intervento di chiusura di Christian Miccoli, Presidente di CheBanca!, che ha svolto anche il ruolo di moderatore del partecipato dibattito finale.
Dopo Milano, ad accendere i riflettori sul tema sarà la piazza di Lugano: il prestigiosissimo Lugano Fund Forum ha infatti riservato un mio intervento sul tema, alle ore 17 di lunedì 24 novembre, dal titolo: “Bitcoin e blockchain-technologies: una nuova economia?”
evento gratuito, per partecipare inviare una mail a mercatiliberi@gmail.com a seguire offriremo un cocktail!
Tutto questo movimento, e ancora il prezzo non tocca nuovi massimi.
Come mai? Le spiegazioni sono molteplici, e tutte parziali. Una delle
tematiche è sicuramente quella del rafforzamento del dollaro e della
(momentanea!) sospensione delle politiche pesantemente espansive della
Federal Reserve americana (è interessante considerare come la moneta
bitcoin, sebbene nota
soprattutto per essere “non arbitrariamente inflazionabile”, vede
attualmente un tasso di inflazione superiore a quello del dollaro).
Un’altra considerazione è relativa al fatto che, se siamo forse arrivati
ad un plateau per quanto riguarda l’ingresso di capitali “atipici”
(ovvero quelli del ridotto numero di persone che conoscono la tecnologia
Bitcoin a sufficienza per fidarsi ad investire nell’omonima commodity, e
che conoscono il giovane ecosistema a sufficienza per riuscire a
farlo), ancora non si assiste all’ingresso di capitali “tradizionali”
(che forse per entrare necessiteranno dell’apertura di canali adeguati,
come per esempio i fondi ETF su Bitcoin, operanti secondo le modalità
classiche a cui gli investitori sono già abituati, attualmente in corso
di approvazione da parte delle relative autorità). Ma la vera questione è
che il prezzo di un singolo bitcoin è indicativo solo fino a un certo
punto: la maggior parte delle grosse transazioni avviene al momento
“OTC”, al di fuori degli exchange, dove per esempio vengono scambiati
tutti i bitcoin intermediati dai payment processor, elementi
rilevantissimi dell’ecosistema attuale.
Il prezzo del bitcoin è sicuramente importante, e sottovalutarlo
sarebbe sbagliato e ideologico. Ma la tecnologia Bitcoin è molto altro. E
il suo sviluppo a livello di diffusione, interesse, innovazione e
riconoscimento non accenna a rallentare.


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3 commenti:
è in mano alla cia...
Anonimo.. il tuo cervello è in mano a renzie..
Mmmm .... Bocconi & Bitcoin .... che connubio. Meno male che non vivo e non lavoro piu' in Italia ....
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