GIOVANI CHE SCAPPANO
ANCORA UNA VOLTA IL SOLE 24 ORE CI RACCONTA LA FUGA DALL'ITALIA. QUESTA VOLTA SONO I GIOVANI, OVVERO L'ASE PORTANTE DEL FUTURO.
ESPORTIAMO GIOVANI LAUREATI DI TALENTO E IMPORTIAMO PERSONE DI COLORE, POVERE E ANALFABETE.
L'ETA' MEDIA NON SALE SOLO GRAZIE A MANODOPERA DI BASA QUALITA' CHE NON TROVA LAVORO E VIVE DI ESPEDIENTI AI CONFINI DELLA SOCIETA' MA CI COSTA IN TERMINI DI ASISTENZA SCOLASTICA SANITARIA E DI ACCOGLIENZA.
IL MONDO ITALIANO E' DESTINATO A SPARIRE...O MEGLIO A FALLIRE...PAROLA DI DATI STATISTICI
In Italia quasi un giovane su 2 (il
48,9%) pianifica il trasferimento all'estero fin dagli anni
dell'università o del liceo, con punte del 52% nelle regioni del nord.
L'Europa? Ha seminato più di una delusione. Molti di questi giovani considerano l'Europa UN VINCOLO E NON UNA OPPORTUNITA' E L'ITALIA COME L'INFERNO PER VIVERE E LAVORARE.
L'ITALIA VIENE CONSIDERATA UN VINCOLO FISCALE SUL PROPRIO FUTURO!
. Lo rivela il Rapporto Giovani, redatto dall'Istituto
Toniolo con la collaborazione della Cattolica di Milano e il supporto di
Intesa San Paolo e Fondazione Cariplo.
Il dato, in sé, aggiungerebbe poco a un fenomeno già
descritto da alcune ricerche come una perdita da 40mila euro per ogni
neolaureato o neoprofessionista in fuga altrove.
IN REALTA' L'EFFETO MOLTIPLICATORE DEL PIL CREA UN BUCO PER I CONTI DELLO STATO PER MOLTO DI PIU'. (direi almeno 50.000 euro anno per laureato, fra tase su reddito e consumi e indotto che ne consegue. e al tempo stesso un moltiplicatore positivo per il paese che li ospitera' ...quindi in italia si istruiscono gratis e poi i paesi esteri li attraggono a se gratis)
Il problema è che
l'addio ad aziende e produzione di casa nostra sta diventando un
passaggio "obbligato" fin dai primi esami sui banchi dell'università:
«In sé non è una novità, alcuni studenti italiani hanno sempre
progettato di andare all'estero in via definitiva. Ma ora siamo su
percentuali che superano il 50%: un tempo non si andava oltre un caso su 4,
un caso su 5» spiega al Sole 24 Ore Alessandro Rosina, professore di
demografia e statistica sociale alla Cattolica di Milano. Rosina, tra i
coordinatori del Rapporto che monitora prospettive e speranze
professionali di più di 9mila giovani, ribadisce pro e contro di una
mobilità che si sta affacciando come sbocco unico fin dagli ultimi anni
di liceo. In positivo c'è l'effetto Erasmus, con l'apertura di frontiere
e prospettive occupazionali fuori dal paese d'origine; in negativo, la
«consapevolezza che non ci saranno opportunità di nessun tipo in Italia.
Prima ci si laureava e ci si scontrava con il mercato del lavoro. Ora
si intuisce da subito che ci sarà ben poco da fare, se si resta qui»
evidenzia Rosina.
E dove vanno i talenti, se non in Germania, Scandinavia,
Regno Unito? L'Euro-scetticismo attecchisce ovunque, ma il Vecchio
Continente – States a parte - resta la meta privilegiata del flusso di
talenti italiani. La contraddizione tra risentimenti e fiducia
nell'Unione Europea si riassume in due dati, forniti da un
approfondimento del Rapporto su un campione di 1.800 under 30. Da un
lato ben il 58% degli intervistati giudica «sostanzialmente fallito»
l'esperimento europeo, con picchi di 2/3 tra i soggetti con titoli di
studio medio o basso. Dall'altro più del 60% degli intervistati
intravvede ancora un'opportunità nella Ue, contro il 26,54% di chi la
liquida come un «vincolo» e poco altro sul proprio futuro.
RITENGO QUESTO DATO UN FRUTTO DELLA SCARSA CONIOSCENZA DELLA DITTATURA CHE ESISTE IN EUROPA E IL FALSO MITO DELLA GERMANIA CHE VERRA' PRIMA O DOPO SFATATO.
«L'insoddisfazione
deriva dal fatto che la Ue non è riuscita a produrre politiche che
migliorassero la propria condizione e il benessere di tutti.«Se uno va a
vedere qualsiasi indicatore che si possa prendere a riferimento come
opportunità per i giovani, l'Italia è fanalino di coda
ANDARSENE E' LUNICA SOLUZIONE PER EVITARE L'OLOCAUSTO DEI RISPARMI E A SEGUIRE DELLA FAMIGLIA
GIOVANI CHE SCAPPANO
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