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VOLUNTARY DISCLOSURE : DAL SITO DI TICINO FINANZA ARRIVA LA PRESA PER IL CULO AL NOSTRO GOVERNO

ECCO COME GLI SVIZZERI GIUDICANO LA MANOVRA DEL GOVERNO ITALIANO SULLA RIEMERSIONE DEI CAPITALE NON DICHIARATI. 
CHI ADERIRA' ALLA VOLUTANRY DISCLOSURE, SECONDO IL SITO TICINO FINANZA E' PROPRIO UN IDIOTA!

Segnalato alla giustuzia chi rimpatria


Oltre a non garantire l’anonimato, perché ben lontana dall’essere uno scudo fiscale, ad avere un costo che si avvicina al 100% del patrimonio che si vuole regolarizzare, con il solo vantaggio di uno sconto sulle sanzioni e sulle pene, e a un ginepraio burocratico per avviare l’autodenuncia, la voluntary disclosure si conferma ancora di più un’arma pericolosa per il fisco italiano. I nominativi di chi si avvarrà dalle procedure di denuncia volontaria verranno, infatti, comunicati dall’Agenzia delle Entrate all’Autorità giudiziaria competente entro 30 giorni dal versamento del dovuto. Una mossa azzardata, da parte del Belpaese che, anziché promuovere la normativa, disincentiva chiunque abbia un minimo di buon senso, a riportare i propri averi in patria.
Nonostante le direttive in merito siano ancora vaghe, si può dedurre che vi sarà un vero e proprio scambio d’informazioni tra le Entrate e le Procure che disporranno, così, dell’elenco completo delle persone che avranno scelto di aderire alla voluntary disclosure per far rientrare i capitali.
Già poco attrattiva per il dispendio di denaro e di energie per comprendere le dinamiche di un procedimento arzigogolato e “discriminatorio” con coloro che hanno già ricevuto avvisi dalle Entrate (i quali sono esclusi a prescindere), ci si domanda chi, alla luce delle nuove disposizioni, voglia ancora aderire alla pratica di autodenuncia. Anche se non esistesse ipotesi di reato, per esempio se gli importi che si decidesse di far riemergere derivassero da un’eredità, alle Procure verranno comunque segnalati tutti i nomi di chi aderisce al rimpatrio.
Il problema che si profila non è banale perché, dati alla mano, il Pm potrebbe aprire inchieste non inerenti alle violazioni fiscali scavando a ritroso sul passato del contribuente e sulle scelte che lo avrebbero portato a trasferire i capitali all’estero. Di fronte alle eventuali conseguenze che potrebbero nascere il contribuente, prima di partecipare alla voluntary disclosure, ci penserà non una, non dieci, ma mille volte prima di ritrovarsi imprigionato in un dedalo giudiziario da cui districarsi potrebbe non essere per niente semplice.

ticinofinanza.ch, 17 febbraio 2014



MERCATO LIBERO CONSAPEVOLE DI TUTTO QUESTO HA COMUNQUE ORGANIZZATO UN GRUPPO DI LAVORO SULLA VOLUNTARY DISCLOSURE . UN FORTE SCONTO A FAVORE DI CHI SELEZIONA IL NOSTRO FISCALISTA E LA NOSTRA BANCA  (FIDUCIARIA).
NESSUN BLOG AIUTA IN QUESTO MODO I PROPRI LETTORI, CON PROPOSTE INNOVATIVE E CHE AIUTANO VERAMENTE I LETTORI 

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

mah.... molto perplesso da questo tuo commento. Visto che ti proponi come difensore del risparmio dei benestanti, una posizione così estrema non la vedo logica.. Poi non ti ostracizzo, ma non mi sembra che in questo momento denoti calma e saggezza per aiutarmi a gestire i miei interessi...

ML ha detto...

primo..questa è la posizione di un sito ufficiale svizzero e non la mia personale

secondo: io organizzo un gruppo di persone che vuole fare la voluntary disclosure e spendere meno con il fiscalista e la banca.

terzo sono sempre stato estremo e guarda caso, con questa dittatura ho avuto ragione nelle scelte. amo le persone che pensano in modo simile al mio. non cerco clienti che devo convincere ma amici con cui fare un percorso insieme