L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


CRIPTO NEWS...SE NE PARLA..ECCOME SE SE NE PARLA!M

 ALCUNE INFORMAZIONI SUL NOSTRO MONDO BITCOIN E CRIPTO...
il mondo  delle criptovalute sta commentando  il succeso dell'hard fork di ETHEREUM . In pratica un mese fa circa qualcuno era riuscito a sfruttare il BUCO in un codice  che per detta di chi lo aveva inventato era LEGGE E NON AVREBBE MAI POTUTO CAMBIARE (grazie alla cripatutura dei messaggi con cui era stato costituito.
Il codice era quello della DAO un sistema che era stato creato per non poter essere manomesso e che avrebbe dovuto finanziare dei progetti su ethereum di smart contract in maniera automatica. Diverse decine di milioni erano stati raccolti e una persona era riuscito a impadronirsi di una grossa fetta di questa valuta... cinquantina di milioni di euro
Un lungo dibattito si è acceso in questo mese su che cosa si poteva fare per evitare che la persona potesse volatilizzarsi con gli ethereum (che per tot giorni erano bloccati in un wallet).
La soluzione intrapresa è di tornare indietro nel tempo fino al giorno prima del cosidetto furto (che poi furto non era in realta') e di fare un cosidetto HARD FORK. In pratica è come usare una macchina del tempo. tornare indietro e ricominciare da capo ma evitando l'evento furto.
Per fare un hard fork occorre che la meta' della cosidetta rete di minatori voglia l'hard fork. 
Cosi' e' stato e quindi si è tornati indietro nel tempo. Il risultato pratico e' stato positivo, la valuta sottostante l'ethereum, è salita del 12% e la capitalizzazione è tornata sopra il miliardo.
Il risultato filosofico e morale lascia dei dubbi. L'hard fork permette di cambiare la realta' ...un gruppo di persone puo' mutare gli eventi (e quindi i contratti ) e cosi facendo ....una cripto ..nata per mancanza di fiducia nelle valute fiat...si comporta allo stesso modo.
Il futuro di questa valuta è stato marchiato e l'uomo ha fatto cambiare degli eventi che l'uomo stesso aveva matematicamente dimostrato che erano non cambiabili. Cosi facendo si sono ripresi i soldi ma il precedente e' di quelli che pesano.

Sul giornale HUFFINGTON POST versione italiana sono apparsi due articoli sul BITCOIN:
l'amministratore delegato di NTT ITALIA (socio assob.it) scrive:
 Blockchain, cos'è e come influenzerà il nostro futuro
ecco una frase dell'articolo che fa capire la rivoluzione del bitcoin.. Ciò che rende le implicazioni di tale tecnologia veramente rivoluzionaria è il fatto che può essere usata come registro su cui regolare qualsiasi scambio di valore, non solo monetario, rappresentato in varie modalità, da un contratto a un certificato, evitando l'intermediazione di terze parti, come banche, notai o avvocati, mantenendo però allo stesso tempo garanzie di certezza...

L'ACTION INSTITUTE  presenta poi il secondo articolo: 
 Bitcoin e Blockchain: verso un nuovo sistema monetario?
 articolo assolutamente non condivisibile scritto da una persona o incompetente o peggio pagata da qualcuno per scrivere certe inesattazze. se l'action institute è questo...dio me ne scampi..

 e poi quest'articolo di MILANOFINANZA dal titolo poderoso e invitante

Bank of England, per rilanciare l'economia ci vuole il bitcoin 

 VI RIPROPONGO L'ARTICOLO CHE COME POTETE VEDERE E' RICCO DI CONTRADDIZIONI...MA COMUNQUE L'IMPORTANTE E' CHE SE NE PARLI....
Sul tema bitcoin e valute digitali, le banche centrali potrebbero cominciare a prendere seriamente in considerazione l'adagio Se non puoi batterli, unisciti a loro. In una ricerca pubblicata lunedì scorso, gli economisti della Bank of England caldeggiano agli istituti centrali l’emissione di una propria moneta digitale. Scegliendo gli Stati Uniti come caso di studio sostengono che l’effetto potrebbe essere una spinta costante all'economia di circa il 3%, oltre all’elaborazione di strumenti più efficaci di politica per domare boom e crolli finanziari. John Barrdear e Michael Kumhof della BoE scrivono che "limature in tassi di interesse reali, imposte con effetti distorsivi e costi delle transazioni monetarie" potrebbero rilanciare l'economia.
STAMPARE MONETA DAL NULLA E SENZA REGOLE PRECISE..LE BANCHE CENTRALI STAMPANDO NUOVE MONETE CREANO INFLAZIONE INDOTTA.......QUESTA AFFERMAZIONE E' IMPORTANTISSIMA PER CAPIRE L'ECONOMIA DEL DOMANI..
INIZIERA' COME AL SOLITO IL PIU' DISASTRATO IL GIAPPONE...Proprio come con il contante fisico, le valute digitali sul genere dei bitcoin consentono il pagamento diretto da un soggetto all’altro, ma mantengono anche tutti i vantaggi dei bonifici bancari perché permettono istantaneamente grandi pagamenti in tutto il mondo. Tuttavia, l’attrattiva principale del bitcoin non è il formato elettronico. In realtà, gran parte del denaro già lo è: appena il 5% circa del denaro circolante è fisico; il resto sono depositi bancari. Piuttosto, una moneta digitale offre un sistema decentrato per effettuare pagamenti senza l’intermediazione delle banche commerciali che registrano la transazione. I pagamenti sono convalidati da altri utenti in una rete globale di computer e poi aggiornati in un registro condiviso noto come blockchain.
Le banche centrali delle economie mature, tra cui la Bank of England e la Bank of Canada, stanno studiando le potenzialità di questa tecnologia. Se le banche centrali emettessero denaro virtuale e lo mettessero a disposizione del pubblico, il denaro esisterebbe elettronicamente al di fuori dei conti bancari in portafogli digitali, tanto quanto le banconote fisiche. Questo significa che famiglie e imprese potrebbero bypassare completamente le banche nell’esecuzione dei pagamenti.
A sua volta, questo indurrebbe un rimodellamento radicale del sistema finanziario. "Rendere il denaro delle banche centrali ampiamente disponibile potrebbe indurre un impatto sui depositi presso le banche commerciali e un effetto a catena sul sistema bancario", ipotizzava la BoE in un documento di ricerca dello scorso anno, perché la nuova moneta digitale sarebbe vista come alternativa più economica e più sicura. "Non vedo come le banche possano competere", commenta Peter Stella, ex central-banking head del Fondo monetario internazionale e direttore di Stellar Consulting.
Molti economisti accoglierebbero con favore uno scenario in cui tutto il denaro di un’economia è emesso dalla banca centrale, invece di esistere nella forma di conto corrente o depositi, che sono passività delle banche private. Kumhof, nel 2012 ha collaborato anche a una ricerca per il Fondo monetario internazionale che promuoveva la riserva al 100%, sostenendo che potrebbe stimolare l'economia degli Stati Uniti di circa il 10%.
Anche insigni economisti americani del calibro di Irving Fisher e Milton Friedman hanno propugnato la teoria della riserva bancaria totale. Con questo sistema, le banche sarebbero costrette a supportare ogni singolo deposito rilasciato ai clienti con del denaro presso la banca centrale, trasformando essenzialmente l’istituto centrale nell’unico creatore di denaro.
Attualmente, il sistema monetario non funziona in questo modo. Finché i depositi presso le banche private possono fungere da denaro, le banche hanno il potere di crearne una quantità infinita dal nulla: quando concedono un prestito, usano semplicemente i loro computer per incrementare il saldo del conto del cliente. È solo quando una banca deve effettuare dei pagamenti a vantaggio di un’altra che necessita di liquidità reale emessa dalla banca centrale, le riserve. Le banche possono sempre aumentare le proprie riserve presso la banca centrale, ma a un prezzo.
Per quanto questo prezzo, il tasso di interesse, possa influenzare la quantità di denaro che le banche private producono, molti economisti da tempo valutano questo strumento di controllo troppo debole in quanto lascia aperta la strada a bolle finanziarie.
Dalla crisi del 2008 si è osservato un revival delle proposte di messa al bando del denaro. L’Islanda in testa sta studiando un sistema alternativo in cui sia generato esclusivamente dalla banca centrale.
Un bitcoin emesso dalle banche centrali rappresenterebbe uno strumento di politica monetaria per controllare completamente la quantità di denaro presente nell’economia, un po’ come il full-reserve banking. Al momento si tratta di una via poco percorribile tenendo conto del fatto che le banche private possono creare autonomamente denaro.
Secondo molti economisti, tuttavia, focalizzare l’attenzione sulla quantità di denaro e su chi lo produce è un errore. Ciò conta è l'ammontare del credito e come viene utilizzato. Pertanto, aspettative eccessivamente ottimistiche per il futuro porteranno ancora a una bolla finanziaria. "È il settore privato che decide se accettare tali termini e condizioni, e se rivolgersi alle banche per il prestito", ricorda Charles Goodhart, professore alla London School of Economics ed ex BoE.
Il dibattito risale allo scontro tra la Currency School e la Banking School sorto in Gran Bretagna nel XIX secolo. Mentre la Currency School riteneva l’eccessiva emissione di banconote delle banche private la spiegazione per un'inflazione esagerata, la Banking School affermava che la quantità di denaro in circolazione fosse il risultato di quanto avviene all’interno dell'economia, e non la causa.
L'idea che il controllo della quantità di denaro presente nell'economia determini crescita, inflazione o la creazione di credito appare da tempo inesatta. Da quando le banche centrali hanno avviato i programmi di acquisto di obbligazioni nel 2008, per esempio, la quantità di denaro della banca centrale è cresciuta a dismisura, ma l'inflazione non si è materializzata. Anche gli esperimenti per controllare la quantità di denaro degli anni 80, ispirati a Milton Friedman, si sono rivelati fallimentari e negli anni 90 le banche centrali sono tornate alla politica dei tassi di interesse.
Inoltre, le proposte per la creazione di una valuta delle banche centrali in stile bitcoin rischiano di alienarsi le simpatie di un altro gruppo di attivisti: i veri fautori del bitcoin. Il senso di una moneta digitale, dal loro punto di vista, è l’assenza di un governo. "Il vantaggio principale è il decentramento", spiega Marco Streng, amministratore delegato di Genesis Mining. "Lo scenario migliore è quello in cui la gente non deve necessariamente fidarsi del governo, ma semplicemente del blockchain".

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Personalmente non trovo tanto grave un Hard Fork di una criptovaluta.
Lo vedo semplicemente come un consenso generale per cambiare aclune regole.

Se la maggiorparte non condivide il nuovo codice/ le nuove regole....il protocollo rimane lo stesso... (vedi Bitcoin XT, or classic)
se invece c'e' un consenso generale tutti prendono la nuova strada.

Pure Bitcoin mi pare ha avuto un cambio di regole nella sua storia quando hanno deciso di limitare il peso di ogni blocco a 1Mb.









Anonimo ha detto...

Ethereum sta volando. La fase critica potrebbe essere finita. Aumento il peso di eth nel mio giardinetto di valute virtuali.
Marco c.