L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


IPERINFLAZIONE CON TASSI NEGATIVI E CRESCITA BASSA

 DUE CONSIDERAZIONI prima di lasciarvi a questa lettura
1) QUESTO ARTICOLO NON E' FACILE DA DIGERIRE PER CHI NON HA GRANDI CONOSCENZE DI MACROECONOMIA (REBUFFO NON LO CAPIREBBE, ad esempio). e QUINDI VI CONSIGLIO DI LEGGERLO LENTAMENTE E PIU' VOLTE
2) QUESTI ARTICOLI COSTANO FATICA E TEMPO. SE ALLA FINE DELL'ARTICOLO AVETE APPREZZATO  QUESTO LAVORO  (E SOLO IN QUESTO CASO) VI PREGHEREI DI VALUTARE DI SOSTENERE IL BLOG CON UNA DONAZIONE. e' un gesto di amore e di stima verso il mio lavoro ...e non vi chiedo molto...tutto sommato ..
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Le banche centrali sembrano (ma solo in apparenza) non riuscire a controllare il valore delle monete dei loro paesi. Il Giappone nonostante i tentativi nipponici di far calare la moneta e far ripartire l’economia per mezzo dei tassi di interesse negativi, vede uno yen fortissimo sia verso euro che verso dollaro.
Contestualmente,la BCE ha problemi analoghi a contenere la forza dell’euro.Queste difficoltà sono il memento di tassi eccessivamente bassi in risposta alla crisi finanziaria del 2008, che hanno creato distorsioni di mercato difficili da contenere. 
Ma non dobbiamo dimenticarci che la forza del dollaro era dovuta propro al forte rialzo dei tassi previsto...se la FED decide poi di non alzare che cosa pretendiamo ?
per noi di MERCATO LIBERO non è corretto dire che la politica dei tassi negativi stia portando a risultati non previsti...diciamo piuttosto che l'atteggiamento della FED sta portando a una debolezza del dollaro che fa comodo a tutti
INFATTI TUTTO QUESTO FA PARTE DI UN PIANO GLOBALE BEN PRECISO  DA PARTE DELLE BANCHE CENTRALI CHE NON SI BASA SOLO SULL'INDEBOLIMENTO TEMPORANEO DEL DOLLARO MA VA OLTRE...
UN PIANO ARDITO
 

- Dobbiamo partire dalla discesa delle materie prime partita 18 mesi fa e al contempo al rafforzamento del dollaro per effetto della possibilita' di aumento dei tassi americani e delle politiche quatitative di giappone ed europa.
Siamo entrati in una deflazione non generata da una mancanza o riduzione di domanda ma da un eccesso di offerta. Se vedete il grafico qua sotto ben capite che il consumo di petrolio si e' mantenuto nel tempo ed e' pure crescuto. Ma la produzione di petrolio invece di scendere e' salita piu' del normale tasso di crescita crendo un eccesso di offerta (COMPLICE UN PERIODO DI CRESCITA DEI CONSUMI PIU' ALTO DELLA MEDIA STORICA CHE HA FATTO FARE SOVRAINVESTIMENTI NELLA ESTRAZIONE) . Questo ha portato a un vero e proprio crollo dei prezzi ...nel momento in cui la domanda si è fermata di crescere (ma non è scesa)
interessantissimo poi l'articolo sul mistero degli 800.000 barili al giorno di petrolio scomparsi nel nulla (se risultasse vero..il prezzo salirebbe ancora del 50% nei prossimi due mesi)
-Il crollo dei prezzi ha avuto un primo importate effetto IL CROLLO DEL VALORE DELLE IMPORTAZIONI DI MATERIE PRIME per i paesi trasformatori ..ma non il crollo della quantita' di di chili di rame o di litri di petrolio...(ecc ecc) 
-Il secondo effetto e' stato che molte aziende hanno ridotto il costo di produzione e in molti casi hanno potuto fare piu' profitti, In altri invece, trovandosi in un sistema competitivo, sono stati obbligati a ridurre i prezzi pur vendendo sempre la stessa quantita' di beni. (quindi anche in questo caso la deflazione non ha ridotto la domanda...
Ovviamente se i prezzi di vendita sono scesi..anche le esportazioni di questi beni in valore monetario sono scese pur in presenza di una domanda sostenuta.
Il consumatore in molti casi ne ha beneficiato di questo calo del prezzo...l'esempio piu' evidente e' la riduzione del costo energetico. In questo modo il consumatore ha potuto risparmiare o spendere il denaro in altri consumi.
QUINDI L'ANALISI DELLA DISCESA DELLE ESPORTAZIONI O IMPORTAZIONI DEVE ESSERE DEPURATA DA QUESTO EFETTO: LA DISCESA DEL COMMERCIO GLOBALE E' DATA IN GRANDE PARTE DA UN CROLLO DEI PREZZI DETTATI DALLA DISCESA DEL PREZZO DELLE MATERIE PRIME..A PARITA' DI LITRI O CHILI DI MATERIE PRIME VENDUTE O DI BENI PRODOTTI E VENDUTI.
Ovviamente i paesi produttori di materie prime (la maggior parte delle volte emergenti) hanno visto una drastica riduzione dei profitti aziendali accompagnata da un rialzo del dollaro che ha creato non pochi problemi ad aziende e governi indebitati in dollari. 
Questo ha portato a un deflusso di investimenti e di liquidita' dai paesi emergenti...e nella spirale viziosa...le economie e i consumi di questi paesi sono scesi...mettendo sia in pericolo i VOLUMI DI BENI E SERVIZI prodotto e venduti...(anche se allo stesso tempo sono aumentati i consumi dei paesi occidentali)
ADESSO E' TEMPO DI GIRARE ANCORA LA FRITTATA.....COME VEDREMO FRA POCO..
occupiamoci anche della Velocita' di circolazione della moneta....Un grossolano errore e' considerare la VELOCITA' DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA COME INDICATORE DIELLO STATO DI SALUTE DELL'ECONOMIA.
ecco la formula per misurare la velocità della moneta
V_T =\frac{nT}{M}
in cui
V_T è la velocità della moneta per il totale delle transazioni;
nT è il valore nominale aggregato delle transazioni;
M è l'ammontare totale medio di moneta in circolazione nel sistema economico

Come osservate nT è il valore nominale delle transazioni..ma se la quantita' di moneta utilizzata per scambiare petrolio o beni (ecc ecc) è inferiore pur mantenendo invartiato il numero di beni scambiati ..non necessariamete la deflazione in atto e' negativa per tutti.
Senza contare che M è continuata ad aumentare grazie alle politiche quantitative dei vari paesi..ma questo aumento di moneta non è spesso andato in circolazione rimando fra banche e banche centrali...e quindi ha causato un aumento spropositato del denominatore ..ma non per questo la moneta esistente al tempo uno  ha ridotto la sua velocita'...ANZI...

ABBIAMO QUINDI SPIEGATO CHE IL COMPLICE DI QUESTA DEFLAZIONE E' NON SOLO IL CROLLO DEI PREZZI DELLE MATERIRE PRIME...MA ANCHE IL DOLLARO FORTE. L'effetto perverso DOLLARO FORTE MATERIE PRIME DEBOLI ha portato a una vera e propria crisi dei paesi emergenti...che incassavano sempre meno soldi con il crollo dei prezzi ...i margini di profitto si sono assotigliati sempre piu', e il debito in dollari e' diventato sempre piu' oneroso.  La fuga dai paesi emergenti..gia' inziata anni fa ha avuto il suo apice a febbraio.
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Da allora ..le materie prime si sono riprese ..TUTTE IN GENERALE. Insieme alla salita delle materie prime stiamo assistendo a un indebolimento generalizzato del dollar index 
 insomma...materie prime in salita e dollaro debole stanno facendo rinascere a vita nuova I MERCATI EMERGENTI.
Questa nuova liquidita' arrivata sul mercato è stata portata dalle politiche accomodanti giapponese ma sopratutto europea..che sta permettendo un enorme afflusso di liquidita' verso gli emergenti appunto. 
e cosa sta accadendo in AMERICA? semplice, in america l'inflazione sta viaggiando come un treno spinta dal doppio effetto dollaro debole materie prime in salita. 
La Fed avrebbe dovuto alzare i tassi ma ha preferito farlo successivamente, questo per favorire un po' di entusiasmo sui mercati azionari (tornati in positivo negli stati uniti) MA SOPRATUTTO IL RITORNO DI LIQUIDITA' VERSO GLI EMERGENTI
Il rialzo del tassi avrebbe bloccato l'inflazione sul nascere...molto meglio farla arrivare al 3% e forse oltre e poi alzarli..ripotandola al 2% (target)..
il non rialzo dei tassi usa ha generato quindi l'indebolimento temporaneo del dollaro (che non dispiace proprio a nessuno...se non all'europa
-L'inflazione da materie prime ha quindi un effetto benefico sui paesi emergenti, le cui economie si possono quindi rimettere in moto incassando piu' dollari...e i bisogni di beni e servizi che arrivano dai paesi occidentali e in particolare dall'america ..potrebbero ripartire.
molto difficilmente invece le aziende riusciranno a far salire i prezzi nel  mercato interno USA od europeo, in quanto disoccupazione e bassi salari non facilitano un aumento della domanda interna e anzi..la salita delle materie prime e in particolare dell'energia potrebbe creare una riduzione dei consumi . 
La sovracapacita' produttiva difficilmente permettera' di aumentare i prezzi e il rischio (per certi marchi deboli) e' che il maggiore costo di produzione possa ridurre i profitti della azienda stessa (in quanto non potra' aumentare i prezzi ...pena una perdita di quota di mercato)
INSOMMA ...LE SINGOLE VALUTE DI CINA, AMERICA, GIAPPONE, INGHILTERRA, EUROPA potrebbero rimanere piu' o meno STABILI.
Mentre saranno le MATERIE PRIME a portare in tutto il mondo un po' di inflazione (quella inflazione tanto cercata dalle banche centrali ...fino a ieri solo a parole..ben sapendo infatti che il QE era in realta' deflattivo)
L'inflazione è, nei libri di scuola...sinonimo di crescite economica e scarsita' di offerta.
e..anni di discesa delle materie prime hanno fatto chiudere miniere e impianti di estrazione....senza contare che molte aziende hanno tagliato tantissimo la ricerca di nuovi giacimenti (vedi in settimana anche ENI)...adesso l'offerta si e' fermata...la domanda lentamente aumenta e portera' a un aumento dei prezzi (a volte anche brusco...se gli investimenti per aumentare l'offerta sono venuti a mancare..)

quindi....in una prima fase la discesa dei prezzi delle materie prime...ha portato effetti benefici sui profitti aziendali e sui consumi dei paesi occidentali.
Ora LA RISALITA DELLA MATERIE PRIME porta a inflazionare ma E' UNA INFLAZIONE IN ASSENZA DI CRESCITA DELLA DOMANDA di beni e servizi (come prima la deflazione non era data da un crollo della domanda)  ....quindi il rischio e'...DOPO UN PO' DI MESI O SETTIMANE ..DI EUFORIA..DI TROVARSI IN STAGFLAZIONE.

nel frattempo l'inflazione che si andra' a generare PORTERA' I TASSI DI INTERESSE REALI NETTAMENTE IN NEGATIVO . ovvero il tasso di inflazione è nettamente piu' alto del tasso di interesse ! QUESTO SARA' BENEFICO PER I DEBITI DI AZIENDE E STATI..in quanto si ridurrano di peso ...
LA RISALITA' DEI PREZZI COLPIRA'  TUTTO E TUTTI...BOLLETTE...RISTORANTI, CIBO, IMMOBILIARE .......IN ITALIA, COME AL SOLITO , IL RISULTATO FINALE SARA' A SOMMA LEGGERMENTE NEGATIVA..
il prezzo del petrolio alto portera' a un NETTO PEGGIORAMENTO DEL SALDO DI BILANCIA COMMERCIALE. L'aumento dei prezzi creato da inflazione da  materie prime NON COMPORTA un aumento dei salari e la pressione fiscale non dovrebbe diminuire.
Quindi l'effetto sul PIL rischia di non essere particolarmente positivo nel medio periodo. Tuttavia....inizialmente le persone continueranno a spendere anche davanti a prezzi piu' alti EFFETTO INERZIA, ma lentamente e gradatamente solo i benestanti e coloro che riusciaranno a imporre prezzi piu' alti per i loro servizi potranno mantenere il tenore di vita...la massa sara' costretta a fare un ulteriore passo indietro verso una  poverta' ancora piu' profonda
In Italia solo pochissimi centri urbani riusciranno a generare valore e ricchezza attirando competenze e professionalita': in testa a tutti MILANO.
NEI PORTAFOGLI DI INVESTIMENTO SI DEVE ASSOLUTAMENTE INVESTIRE IN - MATERIE PRIME
PAESI EMERGENTI
AZIONI IN PARTICOLARE LEGATE AL CICLO DELLE MATERIE PRIME
sicuramente si deve stare alla larga dall'obbligazionario europeo e americano
QUESTO OVVIMAMENTE VALE NEI PROSSIMI MESI....NON ANNI...IL MONDO CAMBIA RAPIDAMENTE E DEVI ESSERE IN GRADO DI CAMBIARE PIU' VELOCEMENTE DI LUI.

IL NOSTRO PORTAFOGLIO WMO ASSET ALLOCATION TI FORNISCE IMPORTATI INDICAZIONI SU COME ALLOCARE I TUOI RISPARMI E QUALI VARIAZIONI DEVI COMPIERE
L'ABBONAMENTO PER IL SOLO MESE DI MARZO E' DI 500 EURO COMPRESO DI IVA (+IL 10% DEI PROFITTI AL NETTO DELLE TASSE - SU UN CAPITALE AUTODICHIARATO MINIMO DI 200.000 EURO)
in alternativa il costo del Portafoglio Asset Allocation e' di 1000 euro all'anno
PER ABBONARSI O PER MAGGIORI INFORMAZIONI SCRIVERE A MERCATILIBERI@GMAIL.COM
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commento sul dollaro
Nel breve potrebbe essersi indebolito anche troppo, da notare venerdi l'intervento di preat della BCE che è andato assolutamente contro le parole di draghi, che durante il suo intervento di giovedi 10 marzo disse "no  more cuts" . Praet capo economista della BCE afferma" BCE can take interest rates even lower if the Eurozone economy fails to pick up". IN PRATICA SMENTISCE LE PAROLE DI DRAGHI...E L'EURO VENERDI SI E' RIPORTATO A 1,127 DA 1,134.
Nel breve e' possibile anche assistere a un lieve rafforzamento del dollaro e a uno storno del petrolio. Ma l'effetto inflattivo è la strada a momento perseguita dalle banche centrali

                                                          commento sui mercati azionari
Nelle prossime quattro settimane gli acquisti di azioni proprie in America saranno sospesi (come sempre accade nel mese che precede la comunicazione dei risultati trimestrali). I risultati, a loro volta, risentiranno del rallentamento della produzione industriale globale di gennaio e febbraio. Una volta terminata la comunicazione degli utili, ai primi di maggio, mancherà poco più di un mese al referendum su Brexit e, probabilmente, al rialzo dei tassi americani..quindi non aspettiamoci forti salite...anzi qualche storno dagli eccessi è possibile..prima che si cominici a valutare gli effetti positivi del LTRO che comunque entrera' in vigore solo a giugno..c'e' tempo per un po' di tempesta...


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13 commenti:

salvatore ha detto...

abbonamento portafogli acquistato e bonifico effettuato(vedi allegato).aspetto solo che mi mandi la lista dei titoli da comprare da lunedi prossimo e relativa password per accedere a wmo.
salvatore

salvatore ha detto...

ps.
spero di aver dato il LA
salvatore

Anonimo ha detto...

Guardi che oro, petrolio, argento, caffè hanno già corso parecchio, entrare ora vuol dire prendersi qualche rischio....
O entrare con 1-3% del portafoglio, con obbiettivo a breve che può trasformarsi a lungo, inchiodando una parte del portafoglio....
Mi riferisco a portafogli ben superiori ai 200.000 euro.
Saluti max

Anonimo ha detto...

Il gas non mi convince,......non ha corso ma c'è un estrazione della produzione scista che ha depressi i prezzi non poco e continua su sta strada...
Ciao max

ML ha detto...

anonimo delle 22.52...come lei dovrebbe sapere..siamo iperinvestiti da settembre in oro...eppure sono ultraconvinto di vederlo a 1380 presto

Anonimo ha detto...

analisi che condivido infatti ci siamo già accorti che su certi articoli ci sono già prezzi superiori ora nonostante la cosiddetta deflazione : questo vuol dire che solo pochi potranno spendere in futuro -blocco dell'economia e ulteriore depressione e a nulla è servito aiutare gli emergenti con politiche monetarie questo serve ora per dare un calcio al barattolo ancora per un pò e per fare qualcosa in una situazione già fallimentare...non c'è futuro senza libero mercato

Anonimo ha detto...

Paolo: un fondo per investire sulle materie prime (LU0164455502 ???).Oppure?

Anonimo ha detto...

Una guerra senza aver sparato proiettili.
Conseguenze della 3° guerra mondiale.
Inizio 2001 fine 20??

Anonimo ha detto...

Analisi interessante, mi permetto un appunto. Se il petrolio dovesse salire, diciamo sopra i 50$, Arabia Saudita, Iran e produttori di shale oil USA ricomincerebbero a pompare alla grande, riportando giù i prezzi. Un' inflazione al 3% in America mi sembra comunque poco plausibile, anche per l'effetto deflattivo del commercio on line e della sharing economy, che si sta diffondendo anche in Europa.

Anonimo ha detto...

il ciclo delle commodity è appena iniziato, nel breve potrebbero esserci ritracciamenti ma nel lungo (1-2-3 anni?) il trend è in salita...
condivido il pensiero di Paolo su oro, da tenersi bello stretto e nn si fermera a 1400 dollari...

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti. Casalinga di Voghera, se non ricordo male, nel tuo intervento a febbraio quando annunciasti un recupero dei mercati, parlavi dei 19.000 come obiettivo e come ultima occasione prima del crollo... ricordo bene? Pensi che la salita a sto punto sia finita e riprenderà il trend ribassista? Grazie in ogni caso, Filippo

Anonimo ha detto...

l'oro aveva gia' toccato 1380
a buon intenditor...
Il Folletto

Anonimo ha detto...

Folletto:
ma questa volta è diverso...........
hahahahahahahahahahahah