L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


ECCO PERCHE' TRUMP VINCERA' E PERCHE' L'EUROPA CADRA'! UN BELLISSIMO ARTICOLO DI PEGGY NOONAN

Se chiediamo a qualsiasi persona non politica che incontriamo per strada chi vincerà, non solo sa la risposta, ma ci guarda come se lo stessimo prendendo in giro: Trump, dicono.
Conversando di recente con un amico calzolaio in un negozio sulla Lexington Avenue, a un certo punto mi ha chiesto come sarebbe andata a finire. Ho dribblato la domanda, chiedendo a lui chi avrebbe vinto. “Troomp!" è stata la risposta di un uomo per bene, educato, un anziano della vecchia scuola italoamericana, accompagnata da uno sguardo del tipo: ma non dovresti saperle tu queste cose?
In America ora solo le persone normali sono in grado di vedere l'ovvio.
Lo scorso ottobre ho scritto delle cinque fasi di Trump, sulla base delle fasi Kübler-Ross del dolore: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. La maggior parte dei professionisti che conosco sono bloccati tra la fase quattro e cinque.
Ma perché Donald Trump è il candidato repubblicano più probabile? Ci sono molte risposte e ragioni, ma i miei pensieri continuano a ruotare attorno all'idea di protezione. Si tratta di un tema molto preoccupante nel corso degli ultimi anni, ma che ora sta crescendo come dinamica politica generale in tutto l'Occidente.
Ci sono i tutelati e i non tutelati. I primi esprimono le politiche pubbliche. I non protetti vivono nelle politiche create dai tutelati. I non protetti stanno ora iniziando a spingere da dietro, con forza.
I tutelati sono le persone realizzate, sicure, di successo, quelli che hanno il potere o l'accesso a esso. Sono protetti da gran parte delle asperità del mondo. Più precisamente, sono protetti dal mondo che hanno creato. Vorrei definirli l'élite, gettando il dado della retorica, ma per ora preferisco chiamarli i tutelati. (banchieri e figli di banchieri)
Sono figure di governo, della politica e dei media. Vivono in bei quartieri sicuri. Le loro famiglie funzionano, i figli vanno in buone scuole, hanno un po' di soldi da parte. Tutte queste cose tendono ad isolarli, o fornire loro dei cuscinetti di protezione. Se sono importanti funzionari di governo o del Congresso a Washington o protagonisti della Comunità europea a Bruxelles, sono anche protetti fisicamente.E in quanti protetti, si sentono di poter fare praticamente qualsiasi cosa, imporre qualsiasi realtà. Sono isolati da molti degli effetti delle loro stesse decisioni.
Il problema dell’immigrazione fa ballare sia gli Usa sia l’Europa. E’ il tema del momento, reale e concreto, ma anche simbolico: si distingue infatti per l’enorme distanza creata tra i governi e i loro cittadini.
Ed è naturalmente il tema su cui si è buttato Donald Trump.
La Gran Bretagna rischia probabilmente di lasciare l'Unione europea per il tema dell’immigrazione: in verità è solo uno dei temi della Brexit, ma è il più rilevante, a causa della crisi dei rifugiati e del fallimento della classe protetta nell’affrontarla in modo realistico e offrendo sicurezza ai non protetti.
Se siete un americano non protetto, con risorse limitate e nessun accesso al potere, avete vissuto sulla vostra pelle gli ultimi 20 anni di immigrazione clandestina. Avete compreso che i democratici non vi proteggono e i repubblicani non vi aiuteranno. Entrambi si sono rifiutati di controllare i confini. I repubblicani avevano paura di essere chiamati illiberali, razzisti, di perdere una generazione di votanti. I democratici hanno preferito mantenere la questione in vita, come arma contro i repubblicani e per diventare proprietari del voto ispanico.
Molti americani hanno sofferto per l’immigrazione clandestina, il suo impatto sul mercato del lavoro, i costi finanziari, la criminalità, la sensazione che lo Stato di diritto stesse collassando. Ma i protetti se la sono cavata piuttosto bene, potendo contare su molta più mano d’opera a salari inferiori. Nessun effetto dell'immigrazione clandestina ha rischiato di colpirli personalmente, finora. E' stato una manna per loro. Ma i non protetti hanno capito, si sono resi conto che i tutelati non hanno preso a cuore i loro problemi, e ne hanno dedotto non stavano neanche cercando di proteggere il Paese.
Il non protetto è quindi giunto a concludere di non dovere nulla a queste istituzioni, (un'altra parola per definire i tutelati): niente, nessuna particolare fedeltà, nessuna vecchia solidarietà.
Trump proviene da questo mondo.
Allo stesso modo in Europa, i cittadini dei Paesi membri sono arrivati a considerare l’Ue come un racket, un’élite che opera in uno splendido isolamento, che pensa a se stessa guardando dall’alto in basso le persone.
In Germania l'incidente che ha portato l'opinione pubblica contro la politica liberale sui rifugiati voluta dal Cancelliere Angela Merkel è accaduto la notte di Capodanno in piazza a Colonia. Gruppetti di uomini, riconosciuti come migranti, hanno molestato giovani donne.
E' stato definito uno scontro di culture, e lo era, ma del tutto prevedibile se qualsiasi governante si fosse preoccupato di affrontare il problema. Tra le vittime non c’erano certo i tutelati, non c’erano le figlie di funzionari della Comunità europea o membri del Bundenstag. Erano ragazze della classe media, della classe lavoratrice, non protette, che non avevano neppure denunciato immediatamente l’accaduto: evidentemente avevano compreso che nello schema generale delle cose, non erano nessuno.
Ciò che contraddistingue questo momento politico, in Europa e negli Stati Uniti, è la riscossa dei non protetti. E' il crescendo di coloro che non devono nulla a chi dalla vita ha avuto molte benedizioni e che sembra credere di averle ottenute non perché fortunati ma perché sono migliori.E’ una dinamica che si vede in molti campi. A Hollywood, dove si forma la nostra grezza cultura, sono attenti a proteggere i propri figli dagli effetti negativi della cultura stessa. Preferiscono non riformare la scuola pubblica perché hanno paura di andare contro il gruppo professionale più reazionario d’America, il sindacato degli insegnanti. Hanno lasciato che le scuole pubbliche affondassero. Tanto, i loro bambini vanno nelle migliori scuole private.
Questa è una caratteristica terribile della nostra epoca, l’essere governati da persone protette che non sembrano curarsi del fatto che molti dei loro concittadini non sono protetti.
Gli Stati Uniti non possono continuare così.
Nei governi guidati da persone sagge, le classi superiori sono attente alle realtà della vita delle persone normali, attente alle loro ansie. Questa era, più o meno, l'America di una volta. Non sembrava esserci tanta distanza tra l’élite e la base del paese.
Invece ora l'atteggiamento della classe dirigente è: cavatevela da soli. Seguite il programma, piccoli razzisti. I filosofi sociali sostengono da sempre che il sottoproletariato deve ri-moralizzarsi. Forse ora è la classe superiore che deve ri-moralizzarsi.
Ma non so se gli appartenenti alla casta dei protetti abbiano compreso quanto sia grave la situazione, e quale sia ora il loro ruolo.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

bello...condivido...e divulgo, ciao Paolo

Anonimo ha detto...

ha scoperto l'acqua calda. articolo noioso ,bisogna prendere atto della situazione e progettare per migliorare,INDIVIDUALMENTE .anche a piccoli gruppi ma e' piu' difficile.il resto sono chiacchiere da bar.buon lavoro a tutti.massimo.

Anonimo ha detto...

L' analisi è molto lucida ma non credo che la maggioranza degli americani si possa identificare nei "non tutelati", altrimenti definibili "sfigati", se non altro per orgoglio. Alla fine, anche grazie al voto degli ispanici e dei neri, credo che vincerà Clinton, come peraltro indicano largamente i sondaggi. Il problema più serio lo vedrei per gli europei, ma questo è un altro discorso.