L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


ITALIA: CONTINUA L'OLOCAUSTO DEGLI ANZIANI ITALOPITECHI

Mercato libero ha sempre sostenuto che una eventuale ripresa italiana si doveva basare sulla UCCISIONE degli anziani (inteso dei loro risparmi)...
ora siamo in situazione ancor peggiore..perche' RENZI sta uccidendo gli anziani ma non per favorire la ripresa ma solo per CONTINUARE L'AGONIA... 

ecco l'articolo di DAGOSPIA
DOPO LE VEDOVE, I MORTI - COL PIL IN FRENATA, I CONTI NON TORNANO. AL GOVERNO MANCANO ALMENO 34 MILIARDI. E RENZI-PADOAN PENSANO A INTERVENTI SU IVA, PATRIMONIO FINANZIARIO E TASSA DI SUCCESSIONE. OLTRE ALLE PENSIONI DI REVERSIBILITA'

Se viene meno uno 0,3% di Pil stimato e non ci concedono flessibilità aggiuntiva, il rapporto defict/pil schizza al 3,2% - Servirà una doppia patrimoniale. La prima è la una tantum del 3 per mille sulla ricchezza finanziaria. Poi c'è la rimodulazione della tassa di successione che diventerà progressiva... Carlo Cambi per ''Libero Quotidiano''
Aspettiamo ansiosi che Pier Carlo Padoan ci dica di che morte dobbiamo morire. Perché una cosa è sicura: sugli italiani si sta per abbattere una valanga di nuove tasse. Attenzione: sarà una valanga subdola, nascosta nelle pieghe di cento provvedimenti ma che oscilla tra i 25 e i 30 miliardi al netto delle clausole di salvaguardia che però verrebbero in parte resuscitate con una parziale manovra sull' Iva. i tecnici stanno già lavorando ad una una tantum sulla ricchezza finanziaria, ad un inasprimento della tassa di successione oltre all' aumento di bolli e concessioni. Con l' intento di andare incontro ai desiderata europei (tassare di più rendite e meno lavoro e produzione) e non smentire il mantra renziano di aver abbassato le tasse. Lo sanno tutti che così non è (la pressione fiscale è salita di mezzo punto in un anno) ma Renzi può dire di aver cancellato la Tasi sulla prima casa.
L' Ocse - di cui è stato capoeconomista proprio Pier Carlo Padoan - ha dato una mazzata a questo governo chiacchierone. Ci ha detto che il Pil nel 2015 è cresciuto solo dello 0,6% e che nel 2016 crescerà dell' 1%. Un bel problema perché avendo scritto una finanziaria tutta in deficit, Renzi ha fatto un doppio azzardo: ha scommesso che l' Europa gli conceda altra flessibilità e ha puntato tutto sulla crescita.
Lo ha scritto nero su bianco il 18 settembre scorso nella cosiddetta Nota di aggiustamento al Documento di economia e finanza in cui si legge: «Vengono riviste al rialzo, per la prima volta dal 2010, le stime di crescita del prodotto interno lordo: in aumento dello 0,9% nel 2015 e dell' 1,6% nel 2016 (rispettivamente contro lo 0,7% e 1,4% stimato ad aprile)». Peccato che l' Ocse lo smentisca clamorosamente. A conti fatti al governo mancano per l' anno passato uno 0,3% del Pil e uno 0,6% (più di un terzo di quanto stimato) per l' anno in corso. Cosa significa questo? Due cose.
La prima è che se Bruxelles non concederà altra flessibilità, per il 2015 sarà sforato il mitico 3% nel rapporto deficit/pil. Ciò comporta l' apertura di una procedura d' infrazione. Il ministro dell' Economia è consapevole di aver stressato al limite il rapporto deficit/pil portandolo al 2,6% ma incorporando già un ulteriore 0,2% di flessibilità che Bruxelles è sempre più orientata a non concedere. Ora se viene meno uno 0,3% di Pil stimato e non ci concedono flessibilità aggiuntiva, il rapporto defict/pil schizza al 3,2%. Per riportarlo dentro i parametri promessi dall' Italia bisogna fare un aggiustamento in corsa in Primavera dal valore di 10 miliardi.
Guardando al 2016, se la previsione dell' Ocse è esatta, per arrivare all' obbiettivo del 2,2% nel rapporto deficit/pil dichiarato, Renzi deve trovare altri 24 miliardi, l' 1,6% del pil. Senza considerare che nelle intenzioni del governo quest' anno dovrebbe calare anche il rapporto debito/pil, obbiettivo che pare impossibile. Ma dal raffreddamento di questo parametro dipende se Bruxelles ci concederà flessibilità, se la Germania accetterà la garanzia europea sui depositi bancari, se il debito italiano riuscirà a mantenere il rating minimo perché Mario Draghi continui a comprare i nostri titoli di Stato.
Ecco che il governo stretto tra le promesse (non alzeremo le tasse) e la realtà (i conti che non tornano) deve trovare in un anno prima dieci e poi 24 miliardi. E come farà? Le soluzioni sono allo studio. A cominciare da una doppia patrimoniale. La prima è la una tantum del 3 per mille sulla ricchezza finanziaria degli italiani che ammonta a circa 3.200 miliardi. Da questa misura si trovano 9 miliardi.
A favorire questa tassa sarebbe il fatto che i tassi sui depositi bancari stanno per diventare negativi: si paga per tenere i soldi in banca. Ciò indurrebbe gli italiani a spostare i soldi dai depositi alle gestioni patrimoniali che sarebbero colpite da questa patrimoniale finanziaria. 
 La seconda è la rimodulazione della tassa di successione che diventerà progressiva con un drastico abbassamento della franchigia portata a 100 mila euro con una prima aliquota al 4% fino ad arrivare al 30% sopra il milione e la cancellazione dell'esenzione per le assicurazioni, con effetto retroattivo
Da questa manovra si possono ricavare secondo le stime sui 7/8 miliardi considerando che l' imponibile potenziale è di circa 57 miliardi l' anno. Allo studio è anche un' anticipazione dell' innalzamento dell' Iva per i beni ora tassati al 4% (dal pane al latte alle verdure) che salirebbe al 6% e sul turismo ora al 10% che salirebbe al 12 (alberghi, ristoranti, bar).
Da questa manovra sull' Iva si conta di recuperare attorno ai 5 miliardi. Un altro paio di miliardi lo si cerca con l' aumento di bolli e concessioni mentre l' accelerazione della riforma del Catasto - ora impantanata - potrebbe consentire di reperire altri 3-4 miliardi dalla tassazione sugli immobili cui si aggiunge la cosiddetta tassa sugli ascensori che costa una media di 300 euro a famiglia (7 miliardi di costo di cui il fisco ne potrebbe incamerare fino a 3).
Aggiungendo un po' di tagli di spesa e un po' di lotta all' evasione (da non fare ma da contabilizzare) e la manovra sulle pensioni di reversibilità (si possono recuperare 4/5 miliardi) i conti potrebbero tornare. Stremando definitivamente il Paese, ma facendo dire a Renzi che ha abbassato le tasse anche se il raffreddamento dell' Irap e poi dell' Irpef torneranno nel congelatore.
 E PASSIAMO AL CORRIERE DELLA SERA:
Sono passati solo 5 mesi dalla nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) 2015, ma il Def 2016, che il governo presenterà entro il 20 aprile, descriverà un deciso peggioramento della situazione economica e dei conti pubblici. Il problema non è tanto quello di una possibile manovrina di aggiustamento in corso d’anno — perché 3 miliardi (se Bruxelles dovesse respingere lo 0,2% di flessibilità sui profughi) si possono trovare nelle pieghe del Bilancio — ma la manovra per il 2017, con i saldi di finanza pubblica che ballano e la necessità di trovare comunque 15 miliardi per impedire che scatti l’ennesima clausola di salvaguardia, cioè l’aumento dell’Iva dal prossimo primo gennaio. Ai quali bisognerebbe sommare almeno altri 8,5 miliardi (cioè mezzo punto di Prodotto interno lordo) per rispettare il percorso verso il pareggio di bilancio. Insomma, a bocce ferme, per il 2017 servono come minimo 24 miliardi.
Ma il guaio è che le bocce non sono ferme a 5 mesi fa. La congiuntura internazionale è peggiorata. E le previsioni contenute nella nota di aggiornamento del Def, che allora parevano azzardate, ora si rivelano irrealistiche. L’anno scorso il governo, per far passare il suo piano economico a Bruxelles, puntò tutto su un drastico calo del deficit nel 2017, che grazie alla crescita del Pil sarebbe sceso all’1,1% (dal 2,2% del 2016). Il che avrebbe consentito di centrare il pareggio strutturale di bilancio nel 2018. Adesso questi due parametri andranno rivisti. Il deficit quest’anno viaggia verso il 2,5%. E con un Pil che l’Ocse ha appena stimato per l’Italia all’1% nel 2016 (contro l’1,6% previsto dal governo) il deficit 2017 sarà rivisto al rialzo (1,5-2%). Di conseguenza il pareggio strutturale di bilancio slitterà. In questa prospettiva la Commissione europea deciderà a maggio se dare il via libera a tutta la flessibilità che il governo italiano si è presa oppure se bocciare la manovra. Il che, soprattutto se il debito pubblico non dovesse scendere, aprirebbe la porta a una procedura d’infrazione. Scenari che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, neppure prendono in considerazione. Per loro non c’è alcuna manovra bis all’orizzonte e nel 2017 i conti andranno a posto grazie alla spending review e alla crescita che beneficerà degli ulteriori tagli delle tasse, a cominciare dall’Ires sulle imprese. Oggi Padoan renderà noto il Position paper dell’Italia sulla nuova politica necessaria all’Europa per consolidare l’Unione (dalla garanzia bancaria all’indennità di disoccupazione europea) e rilanciare la crescita con più investimenti e meno rigidità di bilancio. Uno scenario nel quale non c’è più posto per il Fiscal compact, che renderebbe la vita impossibile all’Italia, costretta a ridurre il debito di 3,5 punti di Pil (60 miliardi) ogni anno. Uno scenario, invece, nel quale ancora si muove il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, che venerdì sarà a Roma per incontrare Renzi.

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7 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve Paolo,
ho una assicurazione estera su dei soldi depositati in svizzera e dichiarata nel quadro rw.Mi sembra sia stata fatta nel 2010.
Qundo parli di retroattivo, ti riferisci anche a situazioni come la mia?
Grazie per una tua gentile risposta.
DM

ML ha detto...

si

vera ha detto...

il 3xmille riguarderebbe anche i conti svizzeri denunciati su RW ? inoltre
cio ' indurrebbe gli italiani a passare dai conti deposito alle gestioni patrimoniali...Perche'? ciao paolo CANDIDA

ML ha detto...

SE è UNA PATRIMONIALE ...E' SUL PATRIMONIO TOTALE DICHIARATO IN ITALIA E NEL MONDO..

Anonimo ha detto...

Adesso ho capito la strategia dei mercati finanziari...vogliono sterminare gli italopitechi anziani mentre la momentanea tregua sulla Borsa permetterà agli italopitechi giovani di rilassarsi e riprodursi....che intelligente che sono !!

Anonimo ha detto...

Tassare i vecchi italopitechi è cosa buona e giusta: non fanno un ca@@o tutto il giorno e vivono con pensione a carico dei più giovani.
Vanno tosati fino al midollo.
Un giovane Italopiteco che vuole sopravvivere, facendo come Zeus che per evitare di essere divorato dal padre Cronos lo eliminò senza alcuna riverenza filiale.

umberto ha detto...

Caro anonimo delle 23.49, forse dovresti fare qualche distinguo.
Tosare fino al midollo quelli che non hanno fatto un cazzo tutta la vita, magari vivendo alle spalle della comunità con pensioni di invalidità fasulle e comprate in questo paese del cazzo, sarebbe sicuramente giusto.
Altra cosa è derubare chi si è fatto un culo come una capanna lavorando 12 ore al giorno e non evadendo mai neppure un centesimo di tasse, facendo passare il concetto che ricco/benestante=cattivo e povero/nullafacente=buono ... da aiutare con il "welfare" cioè i soldi di chi si è fatto il culo.