L'ITALIA RIPARTE SOLO ATTIRANDO I RICCHI E I BRAVI E CACCIANDO I POVERI E INCAPACI


INGLESI HANNO CHIUSO UN OTTIMO NEGOZIATO CON LA UE..CHI PAGA? SEMPRE GLI ITALOPITECHI - APPUNTAMENTO AL 23 GIUGNO

 

CAMERON uomo dell'anno. esce vincitore dallo scontro con L'EUROPA. Lunga vita a lui e all'inghilterra. Il 23 giugno  l'inghilterra votera' per l'uscita dall'europa ...e l'Europa ha concesso molto a Cameron per evitare che si arrivi a una scissione (che potrebbe solo essere l'inizio della fine per l'europa...vedi nazionalismi francesi, spagnoli ecc ecc) 
del resto molti componenti del governo inglese (vedi Gove) sono a favore della BREXIT  e l'europa deve concedere a Cameron qualcosa di importante per evitare che i politici inglesi abbraccino la BREXIT come soluzione.
Mr Cameron secured reforms covering migration, protections for the City of London and an exemption for Britain from “ever closer union” after talks that ran throughout Thursday night and finally ended at 10.30pm on Friday.
Donald Tusk, European Council president, announced the agreement with a tweet: “Deal. Unanimous support for new settlement for #UKinEU”.
Mr Cameron claimed the overall package would give Britain “the best of both worlds”, ensuring fair access to the single market while making it clear that the UK was not bound by the EU’s mission of “ever closer union”
MOTIVO IN PIU' PER NON SENTIRSI EUROPEI.....IN QUESTA EU..SONO SEMPRE DI PIU' GLI ANIMALI PIU' UGUALI DEGLI ALTRI...E GLI ITALIANI SONO SEMPRE QUELLI FOTTUTI
 

L'accordo in 4 punti

GOVERNANCE ECONOMICA - Assicura che i paesi dell'eurozona "rispettano" il mercato unico e gli interessi dei paesi che non ne fanno parte, i quali a loro volta "si astengono" dal porre il veto alla maggiore integrazione dell'Eurozona. Finora prevede la possibilità di "disposizioni specifiche nel single rulebook" anche sui requisiti prudenziali di banche, istituti finanziari e assicurazioni della City, ma impone il rispetto di "condizioni di parità nel mercato interno", ovvero senza allentamenti dei vincoli che potrebbero sfavorire gli altri. Le authority europee di controllo continueranno ad avere competenze anche sulla City.
COMPETITIVITÀ - La Ue "farà tutti gli sforzi per rafforzare il mercato interno e mantenere il passo per adeguarsi ai cambiamenti", in particolare "riducendo il carico amministrativo ed i costi" per le Pmi. La Commissione "respingerà la legislazione non necessaria".
SOVRANITÀ - Londra ottiene che il concetto di "unione sempre più stretta" come obiettivo scritto in tutte le versioni dei Trattati non si applichi più alla Gran Bretagna nella prossima revisione del Trattato. I Parlamenti nazionali che rappresentano il 55% dei 28 (attualmente 16 paesi, ma il quorum dipende dalla grandezza dei paesi coinvolti) possono bloccare con un 'cartellino rosso' le iniziative legislative europee. È il germe della Europa a doppio standard.
ACCESSO AL WELFARE - Si accetta il principio che in situazioni eccezionali "la libertà di movimento dei lavoratori può essere limitata". L'accesso al sistema di welfare può essere concesso gradualmente nell'arco di quattro anni (partendo da zero). Londra ottiene che il freno d'emergenza sia applicato per 7 anni, ma non sia retroattivo. Gli assegni per i figli rimasti in patria saranno indicizzati sul reddito del paese di residenza.
 Per il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, "oggi abbiamo inviato il segnale che siamo disposti a sacrificare parte dei nostri interessi per il bene comune". Per la presidente lituana, Dalia Grybauskaite, è stata tutta "una sceneggiata". E l'accordo, che si autodistruggerà se al referendum vincerà il "no" che da solo non basta a garantire la vittoria nel referendum. Nigel Farage, leader dell'Ukip, boccia l'accordo come "patetico": "Andiamo via dall'Ue, è la nostra occasione d'oro", twitta in nottata. E anche i Tory sono pronti a dividersi. Non tutti seguiranno Cameron. Anche il ministro della Giustizia Michael Gove, un pezzo da novanta nel governo, farà campagna per il "no". Un brutto colpo. Che Cameron mostra di assorbire con disinvoltura: "Lo conosco da una vita. Mi dispiace, ma non mi sorprende". Da domani per il premier parte un'altra sfida, quella che porta al referendum. E la strada si annuncia in salita: i sondaggi danno i fautori della Brexit in vantaggio di due punti.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ritengo questo articolo importante. Solo che nella indifferenza generale stiamo andando a fondo. Un paese che ottiene queste concessioni perché è forte??SIGNIFICA CHE QUALCUNO PAGA come scrivi tu....e chi cazzo paga??NOI. PAESI DEBOLI CHE CI TENGONO ALLA CORDA...MENTRE I FORTI ALZANO LA VOCE E NOI CALIAMO LE MURANDE. E ora chiedo...perché l Itaglia non è in grado di ottenere nulla??Mi auguro ci disintegrato così forse ritroveremo un Po di orgoglio. Ma non ne sono sicuro.Grazie ML.

ML ha detto...

scusa.. ma non hai ancora capito un cazzo..l'italia esiste solo come concetto nelle menti labili per incularli...
FINCHE' C'E' GENTE CHE CREDE ANCORA AL CONCETTO DI PATRIA..PER GLI ALTRI SARA' PIU' FACILE FAR SOLDI E INCULARLI.
la patria e' una invenzione maledetta e fottuta..che per fortuna sta sparendo..la prossima a sparire sara' poi il credere al valore della moneta...
L'UOMO E' AL CENTRO..L'UOMO LIBERO LA FAMIGLIA IL GRUPPO E BASTA...CAPITO?
SIAMO NELL'EPOCA DEL DECENTRAMENTO...E CHI CREDE ANCORA IN SISTEMI CENTRALIZZATI ..MERCATO LBERO LI CHIAMA SCHIAVI