GRAZIE LIGURIA!!!

LA REGIONE DOVE VIVETE NON FA NULLA.....NON VOTATELI PIU'!!!
NON VOTATE CHI VUOLE PRIVATIZZARE L'ACQUA E CHI NON FA NULLA PER EVITARLO.
NON MERITANO IL VOSTRO RISPETTO NE TANTOMENO IL VOSTRO VOTO!!!
La Liguria ricorrera' alla Corte Costituzionale contro la legge che liberalizza la gestione dei servizi pubblici locali, tra cui l'idrico.
'Crediamo che questa sia una battaglia doverosa per difendere l'acqua come bene pubblico. Secondo noi la legge Ronchi presenta aspetti di incostituzionalita' ed abbiamo deciso di impugnarla - dichiara l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, Franco Zunino - Anche altre Regioni italiane come la Puglia, il Piemonte e la Toscana la impugneranno'.
GRAZIE LIGURIA!!!
2010: CONTINUA LA DECADENZA DEL MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO OCCIDENTALE!

In questi ultimi giorni dell’anno si fa a gara nel fare previsioni per l’economia e i mercati del 2010.
C'è chi dice che l'america salirà del 15% ma che possibili correzioni violente sono dietro l'angolo, come dire: ma che ne so, se non si sale...si scende!
Anche a me hanno chiesto un’opinione, con quest’articolo, sul futuro dei mercati e delle economie, concentrandomi sulle differenze fra i paesi, un tempo definiti emergenti, e quelli occidentali.
Come molti di voi sanno, questi articoli lasciano spesso il tempo che trovano, e rileggendoli mesi dopo si rischia di farsi delle grandi e sonore risate.
Uno dei motivi principali della scarsa capacità previsionale è dovuta all’intervento delle politiche economiche dei governi e delle Banche centrali che difficilmente riescono a risolvere i problemi, ma spesso riescono a dilazionare nel tempo la soluzione degli stessi.
Questo articolo, quindi, non tende a prevedere il futuro prossimo (che potrebbe essere messo in discussione da un repentino cambiamento di politica economica da parte delle banche centrali) ma cerca di guardare più in là, sottolineando le cause della decadenza del modello di sviluppo occidentale. Tendenza che non cambierà nel corso del 2010 e che prima o dopo porterà a un ulteriore declino dei mercati finanziari occidentali.
Avete probabilmente letto in questi giorni della “lost decade”, ovvero di come negli ultimi 10 anni le economie occidentali non abbiano prodotto valore sui mercati azionari. Anche la Banca d’Italia, nei giorni scorsi ha dichiarato che i livelli della produzione industriale italiana sono tornati indietro, a causa della crisi, di quasi 100 trimestri. Nel complesso nel nostro Paese le merci prodotte, nella scorsa primavera, «si sono riportate al livello della metà degli anni Ottanta».

Nel frattempo i paesi del Bric (Brasile, India, Russia, Cina) sono cresciuti molto rapidamente. Basti pensare all’enorme quantità di capitali che si è indirizzata verso quei paesi, agli alti tassi di ritorno sugli investimenti, alla capitalizzazione di borsa di questi paesi rispetto a quelli occidentali.
I paesi del Bric hanno in comune una forte presenza dello stato nelle decisioni economiche, mentre in occidente avevamo scelto di lasciare al mercato la capacità di autoregolarsi.
Non dimenticherei, oltre ai Paesi del Bric, anche i paesi africani con poco debito pubblico quali Tunisia e Marocco (Libia stessa). Proprio questi potrebbero essere gli outsider del 2010 e dei prossimi anni!!!
La crisi economica sta cambiando velocemente il comportamento di paesi come gli Stati Uniti e l’Europa stessa. L’intervento dei governi nell’economia è via via aumentato e negli ultimi due anni abbiamo assistito, nei paesi occidentali, ad un aumento dell’ingerenza dello stato nell’economia, passando da un modello liberista a un modello dirigista.
Le scelte politiche influenzano sempre più i mercati. I prezzi degli assets dipendono sempre più non da valutazioni economiche e dai fondamentali, ma dalle decisioni delle Banche Centrali e da una stretta cerchia di oligarchi. I mercati sono controllati sempre più da loro.
Una volta vi erano i fondi hedge che potevano dire la loro, oggi chi non è fallito è stato messo sotto controllo e non può ribellarsi. I mercati finanziari sono diventati lo specchio di un capitalismo sempre più opaco e decadente.

I volumi negoziati sono molto bassi e basta una Goldman Sachs qualunque a dettare il bello e il cattivo tempo sugli indici di borsa. I singoli titoli sono poi manovrati con facilità dalle grandi banche d’affari (in Italia basta vedere come si sono gestiti gli aumenti di capitale di aziende come Seat Pagine Gialle, Pirelli Re, Tiscali, Banca Italease). Il mercato azionario domestico è tornato indietro di 15 -20 anni, praticamente morto.
L’ingerenza dello stato continuerà per tutto il 2010 con conseguenze che , alla lunga, difficilmente saranno positive, anche perché, come sappiamo, i problemi, per ora, sono stati affrontati somministrando a un drogato una dose ancor più forte di eroina.
Tuttavia sono in molti a essere convinti della ripresa economica nel corso del 2010. Sono passati poco più di 9 mesi dal quel giorno del 9 marzo 2009 quando i mercati finanziari di tutto il mondo toccarono minimi importanti.
Da allora, l’imponente macchina delle banche centrali ha creato le condizioni per un rallentamento della crisi economica che stava per portare a conseguenze gravissime, grazie alla droga della liquidità e il pesante ricorso al debito pubblico. Da mesi le Borse di Stato salgono quasi esclusivamente a spese dei debiti pubblici. Camminare sulle proprie gambe e senza stampelle" rimane tutt’oggi una pura utopia. Gli Stati, dopo aver tamponato il sistema bancario con una marea di denaro dei contribuenti, fanno a gara a chi stimola di più l'economia con piani faraonici che dopano i vari settori considerati "strategici" ed allo stesso tempo fanno peggiorare il rapporto debito/PIL del +50%/+100% in pochi mesi...

Le Banche Centrali hanno messo in campo le politiche monetarie più espansive della Storia dell'Uomo: con tassi a zero a tempo indeterminato, riacquisto di titoli di stato, stampa di denaro dal nulla, enormi iniezioni di liquidità gratis, tecniche intensive per rendere i mutui artificiosamente regalati etc etc
Tutte queste misure statali si stanno scontrando con le tendenze naturali dell’economia che andrebbero in tutt'altra direzione. Si sta cercando di forzare la mano ai naturali processi di aggiustamento economici e finanziari. La SCOMMESSA è ardita quanto pericolosa: stuprare la NATURA e pensare che si possano guidare tendenze socio-economiche iper-complesse con un semplice dualismo pompo/smetto di pompare e con la scelta del timing/dose da somministrare.
Il tutto a spese di un pesante sfondamento dei debiti pubblici e quindi alla più grande socializzazione delle perdite del sistema privato che si sia attuata. Il popolo sta pagando gli errori di pochi grandi capitalisti, i quali non pagano per gli errori fatti e rimangono al potere.
La torta della ricchezza, in occidente, diventa via via piu’ piccola e a spartirsela rimangono sempre in meno. E’ oramai noto che la classe borghese sia in america che in europa è in via d’estinzione e che la ricchezza è concentrata sempre più nelle mani di pochi. Nei paesi del Bric sta avvenendo proprio l’opposto.
Nel corso del 2010 non è detto che tutti i nodi verranno al pettine, anzi la ripresa economica mondiale potrebbe anche continuare. Tutto dipenderà dalla capacità dell’apparato di regime dei paesi occidentali di far credere alla massa che il peggio è passato e di farli tornare alle loro abitudini di sempre.
Ma la crescita economica globale, se continuerà, sarà comunque a tre velocità. In testa saranno i paesi ex emergenti, Stati Uniti, Germania e in generale i paesi occidentali con le finanze meno martoriate, li seguiranno a ruota. Infine i paesi con alto indebitamento rischiano di essere relegati in un angolino e di soffrire moltissimo (vedi i paesi dell’Europa dell’est e i PIIGS, ovvero Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, i cui debiti rischiano di subire pesanti giudizi dalle agenzie di rating)
I governi occidentali sono e saranno occupatissimi, non a risolvere alla radice i problemi, ma a spostarli nel tempo, facendo mantenere alla popolazione il tenore di vita di ieri (a qualunque costo), anche se alla lunga sarà impossibile. La gente deve abituarsi a impoverirsi lentamente. Un giorno gli tagliamo le pensioni, dopo un mese diamo un taglio alla sanità, poi li obblighiamo ad andare un po’ meno in vacanza e se anche vanno al ristorante, invece che mangiare dall’antipasto al dolce, per problemi di costi, sceglieranno il piatto unico.
In questo modo i governi riescono a controllare l’insoddisfazione delle masse, al massimo potrà accadere che qualche pazzo attacchi il premier con un corpo contundente, altri mettano una bombetta all’università o sotto il metro, ma la massa rimane sotto il controllo del potere costituito, a costo di abbassare il livello d’informazione sui giornali e nei media.

Per mantenere il potere, una ristretta cerchia di oligarchici (nel mondo occidentale, Italia compresa) ha dapprima distrutto la classe borghese e ora, invece che optare per la soluzione risolutiva (anche se scioccante) preferisce l’agonia di un popolo che ogni giorno si impoverisce sempre più, ma senza che il popolo si incazzi più di tanto.
Ma torniamo a questo 2010 e ai problemi più importanti che si dovranno comunque affrontare:
1) Le banche centrali saranno alle prese con le politiche di exit strategy. Nel 2009 hanno immesso liquidità e i governi hanno socializzato le perdite di banche e società. Per farvi capire meglio: il prodotto Interno Lordo dei paesi occidentali è sceso nel corso del 2009. La quantità di moneta e di debito pubblico è continuata ad aumentare e il trend proseguirà per tutto il 2010. Più moneta in circolazione con beni prodotti in diminuizione non può che portare a una sostanziale perdita di valore della moneta (tramite svalutazione della moneta e/o inflazione). Le Banche centrali e i governi lo sanno e cercheranno di drenare liquidità. Così facendo mettono a repentaglio la ripresa economica e la solidità dei mercati finanziari. Ma se non eliminano la liquidità in eccesso la bolla che hanno creato diverrà sempre piu’ grande con conseguenze ancora più pericolose.
2) Le bolle nei paesi ex emergenti: le politiche di stimolo nel corso del 2009 sono state imponenti anche nei paesi emergenti. In particolare in Cina il piano di stimolo è stato pari al 13% del Pil contro il 5,6% del piano di stimolo USA. Tutto questo aiuto pubblico ha aiutato la formazione di due bolle : quella azionaria e quella immobiliare (pensate che nel 2009 in Cina le case sono salite in media del 6,4%). Le banche dei paesi emergenti, a differenza delle nostre, hanno allargato i cordoni della borsa. Se nel corso del 2010 la ripresa economica non dovesse essere robusta anche per questi paesi potrebbero esserci cattive sorprese.
3) Debito pubblico fuori controllo?: Il fondo monetario internazionale (IMF) ha calcolato che il rapporto debito/pil nelle 7 maggiori economie sarà pari al 109% (e 113% nel 2011). Pensate che nel 2007 era solo l’84%, nel 2000 non raggiungeva il 77% e nel 1990 era al 58%. In Usa Obama sta pensando solo a spendere (vedesi l’ultimo piano sulla sanità) la spesa pubblica sta andando fuori controllo. Se ci sarà ripresa economica sarà praticamente impossibile per i governi finanziare il debito in aumento offrendo rendimenti vicini allo zero. Se i tassi dovessero salire, la ripresa economica si fermerebbe, un vero e proprio cul de sac.
4) Nel 2010 la ripresa economica (se mai ci sarà) sarà caratterizzata da continui tagli occupazionali. Una ripresa economica che non vedrà aumentare gli occupati, anzi, in Europa per tutto il 2010 potremmo assistere a un calo dei dipendenti. I consumi interni quindi non potranno decollare, in quanto non aumenterà il potere d’acquisto della popolazione. La crescita economica porterà l’arricchimento di masse di popolazione nei paesi ex emergenti e la bassa crescita nei paesi occidentali farà arricchire solo una piccolissimo gruppo di imprenditori legati a tariffe e incentivi statali.5) Senza contare le moltitudini di problemi per ora sotterrati sotto il tappeto della falsa ripresa economica:
- L’ondata di nuove insolvenze con i mutui arms
- Le insolvenze che arrivano dalle carte di credito
- I buchi causati dai fondi private equity (e il rischio che corrono le banche finanziatrici)
- I buchi degli stati americani rimasti senza soldi
- Il continuo downgrade dei debiti pubblici nazionali
- L’aumento dei conflitti e tensioni sociali
- Possibili attacchi terroristici
- Aumento della conflittualità nel panorama geopolitico
Mi preme ricordare come, per la prima volta da sempre, il rischio dei paesi PIIGS è superiore al rischio dei paesi del BRIC.
Quindi, guardando al 2010 , le risposte che potrebbero arrivare dai mercati, in caso che la droga continui per un po’ a fare effetto, non devono trarci in inganno. Il sistema di sviluppo occidentale (e quello italiano in particolare) è oramai in fase decadente e la comparazione con il sistema dei paesi del BRIC ne è la riprova.
Molti anni fa il mondo occidentale ha accettato la globalizzazione. L’industria è stata spostata nei paesi emergenti. Le bilance commerciali di questi paesi si sono rimpinguate (e quelle dei paesi occidentali si sono dissanguate). Le famiglia in occidente, per mantenere il tenore di vita, si sono indebitate in maniera abnorme vivendo al di sopra delle proprie possibilità. I paesi del BRIC oggi, in mancanza di consumi da parte del mondo occidentale, devono ridurre le esportazioni e aumentare i consumi interni. Noi occidentali abbiamo la valuta troppo forte per pensare di aumentare in maniera drammatica le esportazioni e la nostra popolazione vive ancora al di sopra dei propri mezzi. Ci sono delle differenze sostanziali fra politica economica dei paesi del BRIC e i paesi occidentali, in particolare:
1) Pianificazione dello sviluppo economico. Paesi come la Cina pianificano con largo anticipo lo sviluppo economico. Fanno incetta di materie prime, trovano mercati di sbocco in maniera aggressiva e organizzata. Rubano importanti quote di mercato a quei paesi che non sono capaci di organizzarsi strategicamente. In Brasile la banca principale del paese è in mano allo stato e gli esempi potrebbero continuare a lungo.
2) Welfare. La spesa per scuola, sanità e pensioni, nei paesi occidentali è in riduzione. Questo non fa che aumentare l’incertezza (e quindi ridurre i consumi) della popolazione. Nei paesi del Bric, viceversa, i governi stanno spingendo per concedere più welfare alla popolazione. L’effetto è opposto, in questi paesi la popolazione tende a risparmiare meno e a consumare di più.
3) Indebitamento del sistema. I Paesi del Bric non sono molto indebitati. In particolare le famiglie non hanno debiti, a differenza delle famiglie europee. La possibilità di aumentare il debito delle famiglie in quelle aree rende gli investimenti più appetibili in quelle aree.
4) Tasso di sviluppo. Il concetto di tasso di sviluppo è molto ampio, ma provo
a fare alcuni esempi:
a) I salari, nei paesi del Bric, continuano ad crescere a tassi superiori che quelli nei paesi occidentali.
b) Gli investimenti di capitali dall’estero arrivano copiosi. Fare impresa risulta più facile e meno oneroso in quei paesi piuttosto che in paesi come l’Italia.
c) Le auto vendute, in paesi come Cina e Brasile, continuano ad aumentare a ritmi importanti
d) La tecnologia sta aumentando rapidamente in questi paesi (ricordo che pochi giorni fa è stata inaugurata in Cina una linea di alta velocità che in Europa ci sogniamo)
e) Il settore immobiliare continua a crescere trainando molta parte dell’economia
Tutte queste differenze si tramutano in un diverso sentiment della popolazione. Nei paesi del Bric si respira aria di crescita economica e culturale. Le persone sono molto spesso euforiche. Partono da una ciotola di riso e basta dar loro un po’ di carne o qualche giorno di vacanza per farli felici. Da noi la situazione è opposta. Siamo arrivati al pessimismo più acuto. I giovani non trovano lavoro e i salarti non aumentano. Tuttavia il costo della vita non scende, anzi…. Il risultato è che si è costretti a ridurre il tenore di vita più o meno lentamente. Nei paesi emergenti le persone crescono e hanno voglia di fare. I giovani vogliono emergere. Studiano sugli stessi libri degli universitari europei o americani, quando escono dall’università sono aggressivi e instancabili lavoratori. In Italia o in gran parte dell’Europa, abbiamo introdotto il concetto di “precario a vita” con centinaia di migliaia di giovani che non solo non trovano un posto di lavoro fisso dopo una laurea,ma che dopo 10 anni lavorano ancora con uno stipendio da fame e senza prospettive di crescita. Se erano solo i giovani a soffrire fino a qualche anno fa, da un po’ di tempo a questa parte la crisi colpisce anche le persone fra i 35 e i 55 anni. Piccoli e medi imprenditori in difficoltà, molti professionisti che fanno fatica a mantenere il reddito degli anni precedenti e che sono”frustrati” e senza speranza.
In Italia la situazione è a dir poco drammatica, infatti se analizziamo le varie categorie di persone ci accorgiamo che:
1) I dipendenti pubblici sono troppi (rispetto ad altri paesi europei) e quindi non producono per quello che vengono pagati. Il sistma pubblico in generale è una zavorra e non un volano per la ripresa economica.
2) I pensionati sono tanti (il paese è vecchio). Il costo pensionistico è purtroppo un’altra pesante zavorra
3) Le grandi imprese ricevono incentivi nei momenti difficili e tendono a sopravvivere “aiutate”, peccato che le grandi imprese, in Italia, sono poche e incapaci di sostenere la nostra economia.
4) Per ora la disoccupazione non è esplosa ma solo grazie a politiche economiche di sostegno (cassa integrazione) di corto respiro.
5) Il sistema portante era la piccola media impresa e il grandissimo numero di professionisti che lavoravano intorno a loro. Questo enorme numero di persone è in crisi e con esso l’intero sistema italiano.
6) Il debito pubblico nel corso del 20°9 è esploso (l’aumento è stato di circa 250 mila miliaerdi delle vecchie lire). Le soluzioni di breve periodo (quali lo scudo) e tassi d’interesse, per ora bassi, hanno permesso al sistema di non implodere, ma un naturale aumento dei tassi porterebbe il nostro stato a scelte impopolari (aumento delle tasse o taglio della spesa pubblica)Il 2010 purtroppo non porterà buone nuove per il sistema Italia. Non passa giorno che un numero sempre maggiore di giovani decida di emigrare, cercare fortuna allestero. La stesa cosa vale per migliaia di piccoli imprenditori e professionisti che sognano una vita nuova; “sognando California” era un successo dell’epoca passata, oggi molti hanno in mente il Brasile o la Cina. Una volta si emigrava con la valigia di cartone e due stracci addosso, ma tanta determinazione e voglia di fare (a casa si lasciava fame e miseria).

Oggi i nuovi emigrati partono con la valigia di Luis Vuitton e i completini firmati, sanno giocare a tennis e sciare e non possono stare senza il cellulare. A casa lasciano dei genitori che staccano cospicui assegni a loro favore per sovvenzionarli. Andranno alla ricerca di fortuna all’estero ma non con la determinazione dei bisnonni ma con la convinzione di riuscire. Solo in pochi riusciranno, negli altri paesi la competizione è forte e la crescita economica è per molti ma non per tutti.
2010: CONTINUA LA DECADENZA DEL MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO OCCIDENTALE!
PETROLIO A 79 DOLLARI E DOLLARO A 1,43....NON VI AVEVAMO AVVISATO CHE LA BENZINA SAREBBE SALITA???

Giro di rialzi sulla benzina. Dopo il forte balzo in avanti deciso martedì da Agip, tutte le altre compagnie si adeguano posizionandosi intorno a 1,325 euro/litro sulla benzina e a 1,169 euro/litro sul gasolio.
Codacons: 10 euro in più a pieno
Le compagnie petrolifere hanno fatto una bella sorpresa di fine anno agli italiani, regalando loro l'ultima stangata del 2009 - afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - Ciò comporterà un Capodanno salato per milioni di automobilisti, che dovranno mettere in conto una maggiore spesa di almeno 20 euro solo per la voce carburanti''. ''Cio' significa - aggiunge Rienzi - che un pieno di benzina costa oggi la bellezza di 10,75 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2008 (quando il prezzo medio era di 1,110 euro/litro), mentre per un pieno di gasolio si spendono 5,6 euro in piu''.
IL LENTO IMPOVERIMENTO DEI CITTADINI....ECCO CHE COSA E' ACCADUTO CON LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE DEL SISTEMA BANCARIO VOLUTA DA OBAMA, DA TUTTE LE BANCHE CENTRALI E DA TUTTI I GOVERNI ITALIANI.
In caso di ripresa economica globale i prezzi delle materie prime saliranno (e in dollari saliranno molto) l'euro si indebolirà (dati i debiti di bilancio degli stati) i prezzi schizzeranno alle stelle. Le grandi imprese, grazie agli incentivi governativi e all'aumento delle esportazioni , sopravviveranno, LA POPOLAZIONE SI IMPOVERIRA' LENTAMENTE MENTRE GUARDERA' IL GRANDE FRATELLO E MENTRE IL PREMIER GLI RACCONTERA' CHE LA CRISI E' FINITA...
Per i cittadini, la diminuizione del potere d'acquisto e l'effetto povertà è appena iniziato.
PETROLIO A 79 DOLLARI E DOLLARO A 1,43....NON VI AVEVAMO AVVISATO CHE LA BENZINA SAREBBE SALITA???
E SE OGNUNO DI NOI NEL 2010 OGNI VOLTA CHE PAGASSE LE AUTOSTRADE INVOCASSE UN MALOCCHIO CONTRO CHI HA PERMESSO QUESTO?
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I titoli "autostradali"
festeggiano i rincari
MILANO - Chi ride sono gli investitori, oltre ai proprietari delle strade italiane a pedaggio, perché guadagneranno di più. Chi si lamenta, come sempre più spesso accade, sono i consumatori. L'annuncio di aumenti ai caselli su tutta la rete, a partire dal primo gennaio, produce umori a dir poco contrastanti.
A Piazza Affari, in una seduta ondivaga e dai toni negativi, i titoli del settore sono tra i pochi a essere comprati. Alla fine, dopo scambi intensi, Atlantia segna un 0,77%, Sias 1,79%, la sua controllata Autostrade Torino-Milano 1,98%, mentre è trascurata Autostrade Meridionali.
Prima dell'apertura, Atlantia aveva comunicato che da gennaio saranno in vigore gli adeguamenti tariffari 2010 sulla rete del gruppo, la principale nel paese sotto l'egida di Autostrade per l'Italia. L'aumento in questione sarà del 2,40%.
Con meccanismi analoghi, dato che si basano su un'identica convenzione, hanno rincarato i pedaggi gli altri operatori, con punte di oltre il 15%. Secondo i calcoli dell'associazione di categoria, l'aumento medio è pari al 2,71%. Questo lo spaccato delle singole società: Ativa 6,23%, AutoBrennero 1,60%, Brescia-Padova 6,56%, Centropadane 0,74%, Cisa 1,76%, AutoFiori 1,15%, Milano Serravalle Milano Tangenziali 1,41%, Tangenziale di Napoli 2,17%, Rav 0,94%, Salt 1,50%, Sat 2,11%, Autostrade Meridionali 1,43%, Satap tronco A4 (Novara Est-Milano 15,83%; Torino-Novara Est 15,29%), Satap tronco A21 9,70%, Sav Autostrada 1,36%, Raccordo Gran S. Bernardo 1,04%, Sitaf 2,35%, Torino-Savona 1,47%, Strada dei Parchi 4,78%.
Secondo le associazioni Adusbef e Federconsumatori "è l'ennesimo via libera del governo ad aumenti del tutto ingiustificati, che vanno ad aggiungersi a quelli scattati nel maggio scorso e contribuiranno ad aggravare ulteriormente le condizioni delle famiglie, già duramente provate da una terribile annata all'insegna della crisi".
Per Adiconsum, che ha chiesto ai gestori un tavolo negoziale sui diritti degli automobilisti, gli aumenti in arrivo "non hanno nessuna motivazione, né inflazionistica né dettata da investimenti strutturali su un'infrastruttura ferma agli anni '60".
PER MERCATO LIBERO E' SOLO LA VOLONTA' DEL GOVERNO E DI BENETTON DI SPREMERE IL CITTADINO ITALIANO IN MANIERA CONSAPEVOLE E PREMEDITATA.
IL LENTO IMPOVERIMENTO DEI CITTADINI....ECCO CHE COSA E' ACCADUTO CON LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE DEL SISTEMA BANCARIO VOLUTA DA OBAMA, DA TUTTE LE BANCHE CENTRALI E DA TUTTI I GOVERNI ITALIANI.
In caso di ripresa economica globale i prezzi delle materie prime saliranno (e in dollari saliranno molto) l'euro si indebolirà (dati i debiti di bilancio degli stati) i prezzi schizzeranno alle stelle. Le grandi imprese, grazie agli incentivi governativi e all'aumento delle esportazioni , sopravviveranno, LA POPOLAZIONE SI IMPOVERIRA' LENTAMENTE MENTRE GUARDERA' IL GRANDE FRATELLO E MENTRE IL PREMIER GLI RACCONTERA' CHE LA CRISI E' FINITA...
Per i cittadini, la diminuizione del potere d'acquisto e l'effetto povertà è appena iniziato.
E SE OGNUNO DI NOI NEL 2010 OGNI VOLTA CHE PAGASSE LE AUTOSTRADE INVOCASSE UN MALOCCHIO CONTRO CHI HA PERMESSO QUESTO?
DOMANI, ULTIMO GIORNO DEL 2009 (SCUSATE) ARTICOLO DA NON PERDERE

Verrà pubblicato nel tardo pomeriggio l'ultimo articolo per il 2009 di MERCATO LIBERO!!!
DOMANI, ULTIMO GIORNO DEL 2009 (SCUSATE) ARTICOLO DA NON PERDERE
ARTICOLO INTERESSANTE CHE MI E' STATO INVIATO
Il fallimento sia dell’economia pianificata sovietica, finita in miseria, mafia e prostituzione, sia dell’oligopolio statalista e dirigista tipico delle democrazie formali delegate, impone un rovesciamento, una rivoluzione copernicana del modo di pensare e strutturare la scienza economica. Se qualcosa non funziona in un sistema socioeconomico vuol dire che i governanti hanno commesso uno o più errori, che a un dato bivio pregresso è stata imboccata la strada sbagliata.
Quanto ora detto vale a maggior ragione per l’Europa. Fino a meno di cento anni fa l’Europa, intesa come megasistema sufficientemente omogeneo di civiltà costituito dall’insieme dei Regni che la componevano, era la padrona del mondo, colei che aveva “la migliore probabilità di vittoria nella corsa allo sfruttamento delle ricchezze del globo”, per usare le parole dello Schmerb. I due decisivi errori al bivio che hanno portato quella che fu la Grande Europa all’attuale declino sono stati la svendita a poco prezzo dell’Impero Britannico e l’assunzione a principio di scienza del keynesianesimo.
L’inutile caparbietà di un Churchill nel non accettare le offerte di pace di Hitler nel 1940-41, portò il premier inglese a cedere l’immenso Impero Britannico agli USA in cambio del loro intervento militare. Non fu un grande affare. Suoi predecessori, da Addington a Disraeli, dimostrarono in momenti difficili ben altra lungimiranza: seppero prendere tempo e aspettare. Futuri storiografi, indipendenti da poteri e interessi odierni, giudicheranno la scelta di Churchill. Per l’Europa fu l’inizio della fine. Un Roosevelt frettolosamente desideroso di risparmiare soldi, tempo e vite umane statunitensi volle regalare una parte non irrilevante dell’ex Impero Britannico e metà dell’Europa al più sanguinario e squilibrato tiranno del Novecento, il comunista Stalin. Il resto è storia, risaputa ed evidente: oggi l’Europa non è più assolutamente in grado di contrastare politicamente, economicamente e militarmente i veri padroni del mondo, nemmeno quelli emergenti.
Al di là delle considerazioni storiche, quello che mi preme denunciare nel presente articolo è il formalismo dell’economia keynesiana, l’economia del clientelare e parassitario tassa e spendi, l’economia di carta dei ragionieri di regime, un patetico castello di carta di falsità spacciate nelle scuole e nelle università come verità accademiche. Il keynesianesimo è la teoria economica di facciata, di regime, perché a qualcuno, o a molti, così fa comodo che sia. Il keynesianesimo è il braccio armato dello statalismo in economia, è la trasposizione nel campo delle scienze economiche dell’orientamento al presente che caratterizza le tirannie oligarchiche travestite da democrazie formali delegate. Dopo Keynes la scienza economica è divenuta una scienza formale, mistificante, inducente all’errore. L’architettura keynesiana sia della scienza economica sia dei sistemi economici è stata ufficializzata, accademizzata, assurta al rango di principio scientifico, e adottata perfino dai suoi detrattori, venendo così a costituire una sorta di trappola mentale, di blindatura del pensiero ossequiente. E nemmeno è da imputare tutto questo al povero Keynes, un modestissimo economista, imbranato nelle sue fallimentari speculazioni di borsa, salvato dall’insolvenza da una colletta dei suoi amici… Sono i suoi interessati epigoni, al servizio delle oligarchie, che hanno visto nell’elementare e irreale architettura keynesiana la base per un’organizzazione predatoria e illiberale dei sistemi economici.
L’uscita dalla cieca visione keynesiana va utilmente accompagnata dal ribaltamento del postulato marxista secondo il quale l’economia costituisce la struttura della società, e il resto delle interazioni umane (cultura, politica, ecc.) sono solo sovrastrutture determinate dai rapporti economici. Lo sfruttamento economico è solo un aspetto, certo non marginale e sicuramente deteriore, di quei rapporti di potere in cui una delle parti è un potente d’infima qualità.
In realtà la vera struttura della società umana è il rapporto etologico di potere dominante – dominato. Tale modello esplicativo è ben più onnicomprensivo di qualsiasi altro perché basato sull’intrinseca natura dell’homo sapiens, prescinde dalle inutili illusioni consolatorie di chi non è intimamente attrezzato per affrontare la lotta per la migliore sopravvivenza, e ben contrasta i narratori interessati di favole menzognere.
I primi elementi da analizzare sono quindi i processi e le cause d’instaurazione del rapporto dominante - dominato e le modalità e gli strumenti della sua conservazione. E’ impossibile dare una visione vera, sostanziale dell’economia prescindendo da tale rapporto di potere: i rapporti economici sono conseguenze dei rapporti di potere, e non viceversa. Chi tenta di raccontarci un’economia avulsa dal rapporto dominante – dominato ci sta mentendo per proteggere il portafoglio e i redditi di chi lo paga, vuole confonderci e fuorviarci, mira a illuderci rinchiudendoci in una concezione falsata dei sistemi economici. Come un falsario che cerca di rifilarci una banconota da lui stampata, ci fornisce a nostro svantaggio una “scienza” economica formale, inautentica, interessatamente falsa.
Nella prospettiva del rapporto etologico dominante – dominato, è sostanziale tutto ciò che descrive correttamente la realtà di asservimento del dominato al dominante. E’ sostanziale e decisiva l’analisi della qualità del dominante. Colui che si impone per i suoi meriti e le sue capacità viene spontaneamente riconosciuto come dominante, e cura la qualità della vita dei dominati come se costoro fossero suoi beni. Al contrario, il dominante d’infima qualità, quello che si impone con la violenza, col crimine, col furto, con l’inganno, col tradimento mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui, il suo scranno e la sua greppia saranno più sicuri. Il dominante che non viene riconosciuto come “signore” per le sue virtù, ma che impone il suo dominio con la forza bruta necessariamente e intrinsecamente unita alla slealtà e alla menzogna propagandata, ha bisogno di ideologie formali, false, per nascondere che il suo potere è contro il diritto naturale. E ha bisogno, per evitare che lo eliminino, di mantenere i suoi servi ignoranti, stupidi, abbrutiti e proletarizzati.
E’ formale e inautentico tutto ciò che viene usato per instaurare in modo ingannevole il rapporto dominante – dominato, magari sovvertendo equilibri politici preesistenti. Il classico esempio storico di una tale situazione è dato dalla rivoluzione francese, dai banchieri parigini che, perpetrando un imbroglio, una truffa iniziale, mandavano i sanculotti a morire promettendo loro quelle liberté egalité et fraternité assolutamente mai realizzate, né allora né in seguito, in nessun paese e in nessuna epoca storica, semplicemente perché impossibili, contrarie alla naturale interazione sociale dell’essere vivente “uomo”.
Formale e plagiante è tutto ciò che viene usato dal dominante non spontaneamente riconosciuto per mantenere il potere, attraverso la pianificazione delle vite dei dominati, il controllo sulle loro menti, sulle loro pulsioni e sulle risposte da dare a tali pulsioni, come sono formali la strutturazione dello stato e quella del sistema economico strumentali a tale finalità di perpetuazione di un potere scadente e imposto.
Formale e plagiante è ciò che viene fatto credere dai dominanti qualitativamente peggiori ad un popolo di dominati ridotto o lasciato privo di strumenti culturali e di identità, e quindi indifeso di fronte a tale ondata di menzogne. Il formalismo è perciò uno strumento di controllo sociale, serve a deviare i processi di pensiero e le credenze diffuse dei dominati. Esso è strumento simile ma non uguale alla propaganda di regime. In quest’ultima infatti il regime si mostra e viene riconosciuto come tale, quindi, per definizione e per sua natura, tirannico, illiberale, antidemocratico, predatorio. In un regime l’antidemocraticità è quindi conclamata, e vi è un’opposizione, sia essa costituita da una minoranza di ribelli o di intellettuali, oppure dalla maggioranza della popolazione tenuta sotto con la violenza. Al contrario, nelle tirannie oligarchiche travestite da democrazie formali delegate ciò che è formalmente conclamato è proprio la democraticità, comprovata da formali elezioni sostanzialmente controllate e pilotate. Una scienza economica che ignori tale formalismo e ne prescinda nega a priori il suo essere scienza, divenendo essa stessa formale, di regime.
L’economia vera è la scienza dei ceti produttivi, intesi come famiglie private capaci di organizzare se stesse e il proprio lavoro per produrre, accumulare, conservare e accrescere ricchezza. Sono le famiglie appartenenti ai ceti produttivi che producono ricchezza, non lo stato: lo stato ruba ricchezza alle famiglie di lavoratori per darla a beneficiari privati designati arbitrariamente.
Centro del sistema economico è la famiglia privata quale soggetto produttore, non i numeri e i conteggi. L’economia formale di regime limita volutamente il suo campo agli aspetti quantitativi, per giunta impostandoli in modo arbitrario e falsificante. L’economia privatista ha invece come primo oggetto l’aspetto qualitativo, soggettivo, personalistico e familiare insieme, dinastico, tecnologico, dell’accumulazione di ricchezza, dell’aumento della ricchezza esistente, un know how onnicomprensivo, esistenziale, tramandato di padre in figlio, nell’ambito delle relazioni di potere presenti a livello locale o globale. Si può affermare, come regola suscettibile di eccezioni, che queste relazioni di potere si presentano come limitazioni ed ostacoli a quella famiglia privata che voglia accrescere la sua ricchezza basandosi solo sui suoi meriti e capacità e contando solo sulle proprie forze. Per tale famiglia di lavoratori lo stato, quale apparato in mano ad altre famiglie private (quelle dei padroni del momento), rappresenta il primo nemico, così come suoi primi nemici sono le famiglie dei padroni dello stato. Le famiglie padrone dello stato e lo stato loro strumento e proprietà appaiono alla famiglia di lavoratori come un unico moloch predatorio avverso e odiato. Pur tuttavia tali “stataliste” limitazioni, ostacoli, balzelli, pericoli e ostilità che la famiglia di lavoratori incontra nel suo operare economico devono essere oggetto della scienza che studia l’accumulazione della ricchezza. Altrimenti tale scienza è una scienza formale, finta, ingannevole, organizzata per ingannare.
Vi sono due basilari concetti economici che dimostrano meglio di altri il formalismo, la falsità delle teorie economiche accademizzate, di regime: il P.I.L. e l’inflazione.
Il P.I.L., o prodotto interno lordo, è una grandezza contabile che diviene strumento d’inganno quando viene usata come misuratore del livello di ricchezza dei cittadini e/o della qualità di vita.
Se chiedo a una qualsiasi persona sensata “Quanto sei ricco?” nessuno mi risponderà “Quest’anno ho prodotto 1000 euro in più dell’anno precedente”. Al contrario, tutti mi faranno un quadro del loro stato patrimoniale, sommando il valore dei loro beni immobili e mobili: case, terreni, imprese, risparmi, BOT, obbligazioni, azioni, fondi, crediti, gioielli, opere d’arte e d’antiquariato, e quant’altro. Questa è la ricchezza privata esistente in una famiglia, frutto del lavoro e del risparmio di generazioni. Se sommiamo le ricchezze di tutte le famiglie italiane alle ricchezze di proprietà degli enti pubblici (stato, comuni ecc.) abbiamo la ricchezza nazionale, l’unico vero indicatore della ricchezza di un paese. Il tanto sbandierato P.I.L. invece altro non rappresenta che quanta ricchezza nuova è stata prodotta (o distrutta se negativo) in un anno. Il P.I.L. è la variazione annua dello stock di ricchezza esistente, quindi solo una variazione, relativamente trascurabile, quasi ininfluente, e non misura assolutamente la ricchezza di un paese. Può essere paragonato al risultato di un conto economico. Ma mentre per un’impresa il risultato di gestione può avere una certa rilevanza quantitativa in rapporto allo stato patrimoniale, per un’intera nazione e per le singole famiglie private che la compongono il valore del rapporto tra la nuova ricchezza prodotta nell’anno e la ricchezza accumulata esistente è nettamente inferiore, quantitativamente secondario.
Ma il bello è che i controllati mass media di regime, per venirci a raccontare se il paese va bene o va male, nemmeno fanno riferimento al P.I.L., questa trascurabile variazione della ricchezza esistente, ma alla variazione del P.I.L., cioè alla variazione della variazione! Quindi a un dato infinitesimale, assolutamente irrilevante.
Usare il P.I.L. o addirittura la sua variazione per misurare la ricchezza di una nazione è una presa per i fondelli. A nostro uso e consumo. E vi è un motivo ben preciso per il quale questa presa in giro viene messa in atto. Utilizzare il P.I.L. o la sua variazione per misurare la ricchezza serve a nascondere un altro dato, di dimensioni gigantesche, del quale nessuno parla e nessuno deve parlare. Abbiamo visto che lo stock di ricchezza esistente, il vero misuratore della ricchezza stessa, è formato da beni immobili e da valori mobiliari: BOT, BTP, depositi, obbligazioni, crediti, liquidità: i valori mobiliari sono nominali, cioè espressi e definiti in moneta. Nella storia dell’uomo civile, la vera moneta è sempre stata d’oro o di altro metallo prezioso, è intrinsecamente un pezzo d’oro sul quale è inciso il suo peso, garantito dal governante o da un emittente di riconosciuto prestigio. Ma la nostra moneta, quella che gli odierni dominanti c’impongono col corso forzoso, non è oro, bensì carta stampata, carta straccia. E’ una moneta fittizia, formale, nemmeno convertibile in oro. Basta stamparne di più, troppa, e perde subito di valore, di potere d’acquisto, e con essa perde di valore tutta quella parte mobiliare del nostro patrimonio espressa in moneta. Un eccesso di carta moneta provoca l’inflazione, cioè l’aumento generalizzato del livello dei prezzi. Ciò vuol dire che quella parte del patrimonio delle famiglie (e del paese) definito in termini monetari (BOT, depositi, risparmi ecc.) perde potere d’acquisto, si riduce: questa riduzione è ricchezza che viene sottratta alle famiglie.
Un esempio numerico chiarirà il processo di confisca sotteso. Se il mio patrimonio è composto per 200.000 euro dalla casa dove abito e per 100.000 euro dai risparmi miei e dei miei genitori, poco m’importa se quest’anno ho guadagnato 1000 euro in più dell’anno scorso. Un’inflazione reale al 10% annuo mi divora in un anno ben 10.000 euro di potere d’acquisto: i miei 100.000 euro di risparmi dopo un anno sono divenuti, a prezzi costanti, 90.000. Mi hanno derubato, attraverso l’inflazione, di ben 10.000 euro! Facciamo le dovute proporzioni quantitative: un conto sono i 1000 euro di aumento del mio “P.I.L.”, un altro conto è la diminuzione del mio patrimonio, della mia ricchezza privata, in termini di potere d’acquisto, di ben 10.000 euro. E’ irrilevante quanto io ho prodotto in più rispetto all’anno precedente; è invece molto rilevante quanto il mio patrimonio privato sia stato depredato dall’inflazione, dall’inflation tax. Dopo un anno, ho sempre lo stesso immobile (invecchiato di un anno) e un potere d’acquisto dei miei soldi risparmiati diminuito del 10%. E l’anno successivo la depredazione si ripeterà, e così per ogni anno a venire.
Viene da chiedersi perché nessun economista di regime parla di queste cose e in questi termini. La risposta è semplice: l’inflazione è il principale strumento di redistribuzione occulta della ricchezza esistente, a favore dei soggetti e delle famiglie che controllano lo stato. Provocare inflazione attraverso un eccesso di carta moneta ha lo stesso effetto di una pesantissima imposta patrimoniale sulla parte mobiliare dei patrimoni delle famiglie: serve a sottrarre ricchezza mobiliare a chi se l’è sudata, ai lavoratori, ai risparmiatori. Serve a proletarizzare le famiglie dei dominati. Questa ricchezza viene sottratta, non distrutta: va a finire in altre tasche private attraverso i meccanismi della spesa pubblica.
Ogni spesa pubblica è, almeno potenzialmente, un furto legalizzato di ricchezza perpetrato ai danni dei cittadini e a favore dei soggetti beneficiari della spesa pubblica medesima, beneficiari determinati arbitrariamente da chi detiene il potere. Il gruppo coalizzato di famiglie di dominanti che ha acquisito il controllo su stato, fisco e istituto di emissione della moneta ha tre vie primarie per rubare ricchezza alle altre famiglie tramite una nuova spesa pubblica. Queste tre vie primarie differiscono tra loro per la modalità di finanziamento di tale nuova spesa. La si può finanziare aumentando il debito pubblico: lo stato si indebita prestandosi i soldi da altri soggetti e dando loro in cambio BOT, BTP, CCT ecc., e i cittadini dovranno poi, in qualche modo e di tasca loro, pagare tali debiti. La si può finanziare tassando redditi, patrimoni, trasferimenti e quant’altro. Oppure si può finanziare la nuova spesa pubblica stampando nuova ulteriore carta moneta.
La moneta cartacea in circolazione, priva di valore intrinseco, rappresenta, indipendentemente dalla sua quantità, il potere di acquistare i beni offerti o offribili sul mercato. Un aumento della quantità di moneta cartacea non accompagnato da un corrispondente aumento dell’offerta di beni si risolve in un aumento dei prezzi, cioè in inflazione. Il livello dei prezzi è quindi ben rappresentato dal rapporto tra la quantità di carta moneta e i beni offerti od offribili sul mercato, e, in ultima analisi, dal rapporto tra quantità di moneta e stock di beni esistenti.
La differenza tra la moneta cartacea e la moneta di metallo prezioso o convertibile in metallo prezioso sta nel fatto che la moneta cartacea è aumentabile all’infinito, la moneta d’oro o convertibile in oro no, in quanto vincolata alla quantità di riserve auree dell’emittente. Oggi, in regime di corso forzoso della moneta cartacea, detenere parti consistenti del proprio patrimonio in liquidità o valori mobiliari (BOT, depositi, ecc.) vuol dire mettere il destino della propria ricchezza nelle mani della discrezionalità e della bontà d’animo dei dominanti, delle famiglie che controllano lo stato. Costoro possono destinare alle loro tasche o a quelle di amici e clientes porzioni della ricchezza mobiliare dei cittadini semplicemente aumentando la quantità di carta moneta e finanziando con essa una spesa pubblica pilotata. Un aumento della spesa pubblica finanziato stampando carta moneta provoca inflazione e quindi perdita di valore della parte mobiliare, monetaria dei patrimoni dei cittadini. Tale ricchezza rubata finisce nelle tasche dei destinatari della nuova spesa pubblica: per questi beneficiari tale ricchezza acquisita, ancorché svalutata, è pur sempre ricchezza nuova, aggiuntiva; perciò costoro si arricchiscono indebitamente, mentre coloro che i soldi se li erano sudati e risparmiati vengono derubati e resi più poveri. L’utilizzo della carta moneta, la sostituzione della moneta aurea con la moneta di carta straccia, è quindi l’arma del delitto, forse il principale mezzo tramite il quale i dominanti tentano di assicurarsi la perpetuazione della loro permanenza al potere. La moneta è sì anche il mezzo attraverso cui la schiavitù si commercializza nello scambio di mercato lavoro contro salario, ma in tale ambito il rapporto di sfruttamento datore di lavoro – lavoratore è mediato e attenuato proprio dal mercato. Non è quindi tramite il mercato che si realizza il grosso dello sfruttamento, l’appropriazione della ricchezza creata dal lavoro altrui, bensì tramite lo stato – fisco – emittente (diretto o indiretto) di carta moneta, per mezzo dell’inflazione, della tassazione e dell’indebitamento pubblico.
Per verificare quanto affermo, basta paragonare il prezzo dell’oro con un prezzo – indice delle commodities. Tale indice internazionale delle materie prime costituisce infatti un misuratore dell’inflazione, ancorché grossolano, ben più veritiero degli indici governativi. Il prezzo dell’oro rapportato al prezzo – indice delle materie prime altro non rappresenta che il potere di acquisto che avrebbe avuto una moneta d’oro di un’oncia. Il rapporto tra il prezzo di un’oncia d’oro e l’indice Dow Jones UBS Commodities, era un anno fa 680,7/173.562 = 3,922. Oggi è 916/214,31 = 4,274. L’inflazione della moneta d’oro sarebbe stata inesistente, e i risparmi e i salari delle famiglie più che tutelati.
Quindi abbiamo inflazione perché la nostra ricchezza mobiliare non è espressa, sostanziata e tutelata da una moneta d’oro con valore intrinseco, ma da una moneta di carta straccia che i dominanti possono stampare a ruota libera, svalutando quella in nostro possesso. E questa formidabile depredazione dei patrimoni privati delle nostre famiglie è un fatto, concretissimo, non chiacchiere da telegiornale o da talk show. E’ sostanza, non forma. Eppure siamo indotti a prestare più attenzione a telegiornali e talk show che al nostro privatissimo impoverimento causato da tale depredazione, presentataci come inevitabile o addirittura normale e benefica per l’economia. La nostra attenzione viene deviata, distratta, e questo dovrebbe essere per noi il segnale che c’è qualcosa che non và. Non penso che saremo in grado di porre un valido rimedio, o almeno un argine, a tale continua depredazione, a tale inesorabile impoverimento delle nostre famiglie studiando i libri di Keynes o, che è lo stesso, i depliant delle offerte dei centri commerciali.
Avv. Filippo Matteucci
ARTICOLO INTERESSANTE CHE MI E' STATO INVIATO
MLLONDRA
Long
Eni (10.000)
Credito Valtellinese (10.000)
short
Banco popolare 5,33 (5.000)
Banca Intesa 3,2 (5.000)
Per il momento non inserire ne stop loss ne take profit. Verranno comunicati con il nuovo anno nel nuovo sito e con la password.
MLLONDRA
MLLONDRA
Per ora Stop Loss a 17,30 - take profit a 18,9
Immsi NON è stata acquistata (per ora ritenete l'ordine cancellato, caso mai lo riproporremo). Per coloro che hanno comprato lo stesso il titolo non rispettando quanto da noi suggerito non abbiamo alcun titpo di suggerimento da fare!
DUE OPERAZIONI AL RIBASSO per la giornata del 30 Dicembre
BANCO POPOLARE vendere a 5,33 (5000 pesciodollari)
BANCA INTESA vendere a 3,20. (5000 pesciodollari)
STOP LOSS E TAKE PROFIT LI INDICHEREMO IN SERATA
RICORDO CHE IL PORTAFOGLIO DI MLLONDRA HA UN RISCHIO CALCOLATO SUL PORTAFOGLIO COMPLESSIVO E NON SUI SINGOLI TITOLI. Le operazioni al ribasso sulle banche vanno effettuate solo se sono state aperte le operazione long sul Credito valtellinese e ENI. Le quantità di pesciodollari devono essere rispettate, per evitare l'assunzione di rischi non controllati).
MLLONDRA
CONSIDERAZIONI DI FINE ANNO

La linea tratteggiata segna il prezzo di chiusura di oggi dell'S&P 500. La prima volta che l'indice americano toccò questo livello fu nell'aprime 1998, ovvero 11 anni e mezzo fa.
CONSIDERAZIONI DI FINE ANNO
MLLONDRA
Il sito nuovo partirà con il 2010.
Per coloro che lo seguono....MLLONDRA compra in apertura Eni al massimo di 17,92
e Immsi al prezzo max di 0,835 (non piu' alto mi raccomando).
Ricordo che queste indicazioni (oggi in chiaro) andranno poi su MLLONDRA con password. Quindi stop loss e take profit (che verranno indicati questa sera) essendo soggetti a cambiamento non verranno piu' dati su questo blog (che è solo d'informazione).
Ricordo che la posizione in credito Valtellinese va stoppata al prezzo di acquisto.
Chiudere la posizione a 5,90.
MLLONDRA
LA PIAZZETTA DI MERCATO LIBERO!!!: E' COLPA MIA....
Volevo a tutti costi che fosse pronto per Natale (come regalo a tutti i lettori).
Purtroppo abbiamo pagato lo scotto del voler fare troppo e troppo in fretta!!!
Il forum questa mattina è saltato, il back up non lo avevamo fatto...
RISULTATO:
1)L'amministratore del Forum era disperato.
2)Ha perso mezza giornata per ripristinarlo
3)MA LA COSA PIU' GRAVE E' CHE ABBIAMO PERSO I DATI DI TUTTI COLORO CHE SI SONO REGISTRATI.
Vi prego quindi di fare uno sforzo e di ripetere l'iscrizione.
IL FORUM E' LA NOVITA' PIU' IMPORTANTE DI QUESTO FINE 2009 - INIZIO 2010.
Abbiamo previsto tante novità per voi in quella sezione da lanciare nelle prossime settimane.
coraggio, mentre ascoltate questa canzone....rifate l'iscrizione.
qui:
http://www.mlforum.info/phpbb/
LA PIAZZETTA DI MERCATO LIBERO!!!: E' COLPA MIA....
MERCATI ASIATICI IN PIENO RALLY DI FINE ANNO.
MLLONDRA
Ricordo che in portafoglio avevamo inserito il CREDITO VALTELLINESE.
Lo stop loss diventa il prezzo di acquisto. il tale profit 5,95.
MLLONDRA
ZIOBOND E' IN VACANZA, MA SEMPRE VIGILE!!!
Le steepners? si ma solo quelle TARN!!!
Non avete capito un accidente? andate a leggere l'articolo di ZIOBOND e se non vi è chiaro fategli delle domande!
Aggiornamento portafoglio Bond: +1,24% la performance dal 10 settembre. (ottimo l'incremento di 0,34% in sole 3 settimane)
Non perdetevi la promozione valida fino a fine anno: il costo è di 200 euro + IVA per l'abbonamento annuo!
per saperne di piu': mercatoliberobond@gmail.com
INIZIATE L'ANNO NEL MIGLIORE DEI MODI!
MERCATO LIBERO ZIOBOND!
ZIOBOND E' IN VACANZA, MA SEMPRE VIGILE!!!
I BOIARDI DI STATO

Ringrazio il 24ore del 24 Dicembre che mi ha dato lo spunto per questo articolo di fine anno...
L'ARGOMENTO E' ANCORA UNA VOLTA L'INCAPACITA' DEL GOVERNO ITALIANO (INCAPACITA' VOLUTA) DI GESTIRE LA COSA PUBBLICA. IL SISTEMA DI PRIVATIZZAZIONI IN ITALIA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!
BERLUSCONI, NEL GIORNO DI NATALE DICE: BASTA ESTREMISMI E ODIO.

Il primo ministro ha ragione. Ma quello che va fermato, in questa Italia, non è l'estremista MA BENSI' SI DEVE FERMARE chi sta causando la nascita e la proliferazione di ODIO E DI ESTREMISTI.
Siamo stufi di coloro che vogliono colpevolizzare chi reagisce a una situazione economica difficile e spesso insostenibile.
Sul banco degli imputati devono andare i VERI ARTEFICI DI TALE SITUAZIONE, e se risultano colpevoli devono andare a casa perdendo i privilegi da casta di cui si sono appropriati!!!
Voglio parlarvi di cosa i nostro governo (degli ultimi 10 anni, ovvero destra e sinistra) ha permesso che accadesse con il sistema di concessioni autostradali offerto alla famiglia BENETTON.
E ricordatevi che i politici non sono stupidi ma freddi calcolatori.
Dopo aver letto questo articolo, domandatevi se il governo ha fatto il bene dei cittadini (che dovrebbe rappresentare) o non piuttosto il bene di un imprenditore che ha fatto le sue fortune non per sue capacità, ma per l'essere riuscito a mettere le mani su un VERO E PROPRIO MONOPOLIO aver ottenuto delle tariffe compiacenti.
In pratica un Benetton che ha fatto le sue fortune grazie alla complicità di una classe politica compiacente che non ha a cuore il benessere della nazione ma l'interesse economico di un amico!
RIPERCORRIAMO LA PRIVATIZZAZIONE DI AUTOSTRADE.
AUTOSTRADE E' UN MONOPOLIO NATURALE. SE UNA PERSONA VUOLE ANDARE DA MILANO A BRESCIA O DA MILANO A ROMA IN AUTO NON HA LA POSSIBILITA' DI SCELTA FRA DIVERSI CONCORRENTI, MA E' OBBLIGATO A USARE L'UNICA RETE AUTOSTRADALE ESISTENTE.
Benetton acquistò dallo stato italiano il 30% della società Autostrade (ora Atlantia) nel 2000 investendo 2,5 miliardi di euro (1,3 di mezzi propri e 1,2 di debito). Il prezzo di mercato si aggirava intorno ai 6 euro.
Nel 2003 (soli 3 anni dopo) Benetton lanciò un'OPA sull'intera società a un prezzo già molto piu' alto (pensate se lo stato l'avesse tenuta in portafoglio...). Il prezzo d'opa fu di circa 10 euro.

Il signor Benetton fra il 2000 e il 2009 ha prelevato da Autostrade 1,4 miliardi di DIVIDENDI (ovvero profitti fatti addebitando i cittadini). Inoltre ha collocato in borsa il 12% della società a un prezzo molto piu' alto incassando altri 1,2 miliardi.
(fonte Sole 24 ore)
QUINDI BENETTON IN SOLI 9 ANNI E' RIENTRATO DALL'INVESTIMENTO, HA AZZERATO I DEBITI E HA IN PORTAFOGLIO UNA SOCIETA' CHE VALE OLTRE 2,8 MILIARDI DI EURO.
Ovvero, un ritorno economico sul capitale investito di ben oltre il 200% e questo mentre il sistema italiano andava a rotoli, in 10 anni di passione con milioni di italiani che hanno perso il posto di lavoro e una classe politica che non ha saputo pianificare lo sviluppo economico di lungo periodo.
E' OVVIO CHE OGNI EURO INCASSATO COME PROFITTO DA BENETTON AVREBBE POTUTO ESSERE INCASSATO DALLO STATO E UTILIZZATO PER ABBATTERE IL DEBITO PUBBLICO. Invece è finito nelle mani di un privato solo che ringrazia.
Fra l'altro, gli utili effettuati in Italia hanno permesso a Benetton di investire in sistemi autostradali esteri dando lavoro a persone al di fuori del sistema Italia.
Una volta le tariffe autostradali venivano incassate dallo stato, oggi da un solo imprenditore che non le reinveste, se non in minima parte, in Italia. Vi sembra corretto?
E' ovvio che la colpa non è di Benetton farei anche io così al suo posto, ma la colpa è della classe politica, colpevole di certe decisioni di manica larga.
Senza dimenticare che le AUTOSTRADE sono state costruite con soldi pubblici (ovvero con tasse dei cittadini). Invece di essere i cittadini i beneficiari.....il vantaggio economico viene concesso a una sola persona. Peraltro aiutandolo a dismisura, ben oltre ogni ragionevolezza.
e...
Senza dimenticare che l'ANAS OGGI è IN PERDITA STRUTTURALE. MENTRE UN TEMPO LE PERDITE POTEVANO ESSERE PAREGGIATE CON I PROFITTI AUTOSTRADALI. L'Anas è dello stato e quindi lasciamola perdere. Le autostrade invece, piatto ricco, regaliamolo a un imprenditore in cambio di.......
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Ma non è finita. Benetton la sua fortuna l'ha basata su alcuni presupposti che sono l'antitesi del libero mercato e della concorrenza infatti:

1) Atlantia è una holding. In questa holding le CONCESSIONI GOVERNATIVE autostradali sono solo una parte DELLE ATTIVITA'.
Nel corso degli anni infatti il Signor Benetton ha creato una serie di servizi che sono legati al business delle AUTOSTRADE, ma sono stati APPOSITAMENTE, tenuti separati dalla società concessionaria.
DOVETE CAPIRE QUESTA COSA PERCHE' BENETTON STA AGENDO CON UNA FREDDA LOGICA INDUSTRIALE SFRUTTANDO LA POSIZIONE MONOPOLISTA E LE AMICIZIE CON I GOVERNANTI A TUTTO VANTAGGIO SUO!!!
Supponete che la concessione autostradale viene data a Benetton per 10 anni dallo stato italiano. Accanto a questa concessione Benetton fa nascere dei servizi a pagamento che tiene fuori dal sistema concessionario.
Quando lo stato rinegozierà la concessione SARA' IN POSIZIONE MOLTO DEBOLE nei confronti di Benetton.
Infatti, se la concessione dovesse essere data a qualcun altro...questo qualcuno, non avendo tutti i servizi costruiti da Benetton nel tempo, o se li fa lui o li deve chiedere a Benetton (con profitto per il nostro imprenditore veneto).
Questo qualcun altro trovandosi in questa scomoda situazione non potrà che offrire POCO per la concessione.
Quindi, molto probabilmente, Benetton riuscirà a farsi dare la rete autostradale in concessione nuovamente a un prezzo molto basso (LO STATO COSI' CI RIMETTERA'!)
Lo stato, dando in concessione le autostrade avrebbe dovuto obbligare Benetton ad arricchire di servizi la concessione, in modo tale che lo stato e i cittadini ne avrebbero avuto beneficio in futuro!!!.
La posizione di Benetton di RICATTATORE nei confronti dello stato è totalmente inaccettabile.
2) Il sistema tariffario autostradale in questi anni ha goduto di rincari considerati da molti economisti troppo elevati. (ricordo che le tariffe le decide il governo). Il governo Berlusconi, appena giunto al potere ha concesso un sistema di rialzi automatici per i prossimi anni, delle tariffe autostradali che molti professori di economia, dopo comparazioni con altre situazioni in giro per il mondo, hanno definito un vero e proprio regalo alla famiglia di Ponzano Veneto.

3)Benetton ha introdotto il Telepass, che gli ha permesso, non solo, notevoli risparmi dal lato del personale (casellanti) lasciando a casa molta forza lavoro; ma anche grossi profitti affittando agli utenti il telepass (non si puo' acquistare). Venendo a creare una rendita INGIUSTIFICATA (infatti in molti paesi del mondo il Telepass o si puo' acquistare o è gratuito).
Ricordo che Telepass è una Spa posseduta da Atlantia ma non ha nulla a che fare con la concessione della rete autostradale.
4) Pavimental è la società che fa le opere autostradali. Pavimental è del gruppo posseduto da Benetton. Fino a poco tempo fa
doveva agiudicarsi le opere tramite appalti. Da circa 18 mesi, su decisione governativa, gli appalti sono sospesi e le opere vengono date alla Pavimental.
Gonfiando i profitti di Pavimental, Benetton, giustifica nei confronti del governo IL BISOGNO DI TARIFFE AUTOSTRADALI ELEVATE!!! ( Pavimental è posseduta per il 71,67% dal Gruppo Atlantia (Benetton) mentre un’altra quota significativa pari al 25.86% è oggi posseduta dal Gruppo Gavio....mentre Benetton detiene una quota inferiore di Atlantia.
NON VORREI POI PARLARE DI:
Spea- Ingegneria Europea Spa, attiva nei settori della progettazione, della direzione lavori e del monitoraggio e manutenzione programmata di opere stradali;
EsseDiEsse Società di Servizi, che gestisce in pool i servizi amministrativi, la gestione paghe, i servizi generali e la gestione immobiliare per l'intero Gruppo
AD Moving, che opera nella commercializzazione di spazi e servizi pubblicitari e nella gestione di eventi nelle aree di servizio;
Port Mobility Spa, attiva nella gestione di servizi nell'ambito portuale di Civitavecchia.
Infoblu Spa che svolge attività relative alla produzione e diffusione di servizi informativi sulle condizioni del traffico lungo la rete autostradale;
La rete di telecomunicazioni che scorre a fianco delle corsie autostradali
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QUESTA E' LA VERA STORIA DEI BENETTON CON LE AUTOSTRADE, MA NON SOLO.....
E' NOTIZIA DI DUE GIORNI FA DEL'ENNESIMA INGIUSTIZIA:

Voi sapete chi è la CDP (CASSA DEPOSITI E PRESTITI). La CDP è una specie di banca, ( è un ente pubblico finanziario controllato al 70% del capitale sociale dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, e al 30% da diverse fondazioni, soprattutto bancarie)
La CASSA DEPOSITI E PRESTITI utilizza quale fonte principale di provvista la raccolta del risparmio postale.
I famosi BUONI POSTALI (che oramai offrono rendimenti da fame) VENGONO SOTTOSCRITTI dai privati risparmiatori. i soldi vanno ala CDP che dovrebbe investirli in maniera adeguata per il BENE DELLA NAZIONE E DEI CITTADINI.
Ebbene , la CDP ha prestato 1 miliardo di euro (A TASSI AGEVOLATI, OVVERO SOTTO LE CONDIZIONI NORMALI DI MERCATO) AD ATLANTIA.
E' LA PRIMA VOLTA CHE LA CDP DECIDE DI UTILIZZARE IL RISPARMIO POSTALE A FAVORE DI PROGETTI INFRASTRUTTURALI REALIZZATI INTERAMENTE DA SOGGETTI PRIVATI. (prima i soldi derivanti dal risparmio postale potevano essere usati solo a sostegno degli enti locali).
Pensate se i sottoscrittori di Buoni Postali sapessero che i loro risparmi vengono dati (a tassi bassi) alla famiglia Benetton....
Le stesse regole della concorrenza (sempre che il nostro possa essere chiamato ancora mercato) imporrebbero che le aziende possano finanziarsi in un ambiente competitivo. Se Autostrade avesse dovuto ricorrere a prestiti bancari o ad Obligazioni per investitori istituzionali...il tasso richiesto sarebbe stato ben piu' elevato.
Ebbene, la CDP ha effettuato un vero e proprio AIUTO STATALE, a favore di Benetton rimpinguando i suoi già lauti profitti....
MENTRE IL SISTEMA ECONOMICO ITALIANO SOFFRE DI UNA PROFONDISSIMA CRISI E LE BANCHE LIMITANO IL CREDITO.....ECCO CHE LO STATO, UTILIZZANDO IL RISPARMIO POSTALE, REGALA PRESTITI DI FAVORE A UNA SOCIETA' CHE GIA' GODE DI AUMENTI TARIFFARI DI FAVORE!!!
INVECE CHE AIUTARE I DEBOLI, SI REGALANO SOLDI AI FORTI!!!

E poi il primo ministro invita ad evitare estremismi e odio. Allora invito il primo ministro a evitare che si creino estremismi e odio, andando a rivedere I REGALI FATTI AL SISTEMA AUTOSTRADALE DEI BENETTON.
Già che c'è potrebbe rivedere gli aumenti alle tariffe aereoportuali (che favorirebbero Gemina, Ovvero ancora una volta Benetton).
Per la società Impregilo (sempre Benetton) ci si domanda se le grandi opere non verranno date a loro per gli stessi identici motivi di cui sopra!!!
Benetton in realtà si comporta non da imprenditore ma nello stesso identico modo in cui uno stato oculato che ha a cuore il benessere dei cittadini avrebbe dovuto fare.
Chiediamo, nel 2010 al governo di intervenire proprio per evitare la nascita di movimenti di estremisti carichi di odio.
Magari il governo potrebbe evitare di pagare soldi a Terna quando circola in paese meno elettricità!!! Oppure potrebbe evitare di far pagare dividendi insostenibili a Enel, oppure potrebbe .....cavolo quante cose potrebbe....
Ma per pra non fa nulla...se non affermare che la crisi è finita e che nel 2010 tutto andrà bene, grazie a loro, ovviamente.
E intanto il debito pubblico esplode (140 miliardi in soli 12 mesi), le entrate fiscali non ripartono (scudo a parte). Tutto bene fino a quando i tassi rimarranno bassi....
Ma la Grecia insegna che la situazione potrebbe peggiorare in fretta.
L'Europa NON è unita. il differenziale del costo del debito TUTTE LE MATTINE lo ricorda a coloro che si illudono di essere in un Europa unita.
L'euro ha basse probabilità di passare inerme da questa crisi. Cina da un lato e USA dall'altro potrebbero mettere nell'angolo proprio la nostra cara valuta...e per i paesi deboli saranno dolori.
In Italia NON esiste una politica economica LUNGIMIRANTE...e se le cose dovessero andar male....qualcuno anddrà in televisione a reti unificate e dirà: I CATTIVONI D'EUROPA NON CI VOGLIONO PIU'. QUINDI DA DOMANI SVALUTIAMO DI UN BEL 30% E COSI', ITALIANI, LE NOSTRE FABBRICHE SARANNO PIU' COMPETITIVE E I NOSTRI RAGAZZI AVRANNO UN POSTO DI LAVORO...
Peccato che i risparmiatori rimarranno con un pugno di mosche in mano.....I risparmi di una vita che in poche ore potrebbero perdere il 30% di potere d'acquisto (come una bella tassa patrimoniale).
SIAMO PER LA PACE E CONTRO L'ODIO. MA NON PER PERMETTERE A QUALCUNO DI PENSARE CHE SIAMO DEGLI STRUZZI, METTIAMO LA TESTA SOTTO LA SABBIA E POI VENIAMO MANDATI AL MACELO PER OTTENERE CARNE DA MANGIARE AL PRANZO DEI RICCHI!
I BOIARDI DI STATO
MERCATO LIBERO E WALL STREET ITALIA 650 A 8!!!
Gli auguri di Wall Street Italia ai suoi lettori sono stati ricambiati da 8 commenti!!! Mercato Libero ne ha avuti oltre 650!!!
RICORDO CHE WSI CI HA TOLTI DALLA LISTA DEI BLOG SUL LORO SITO (EVVIVA LA LIBERA INFORMAZIONE) SENZA ALCUNA MOTIVAZIONE, EPPURE SIAMO UNO DEI BLOG PIU' LETTI IN ITALIA.
Ma noi facciamo loro i nostri migliori auguri di BUONE FESTE, e se vogliono chiedere scusa siamo pronti a riceverle, visto che non gli abbiamo fatto nulla di male e loro invece .... senza motivo ....
MERCATO LIBERO E WALL STREET ITALIA 650 A 8!!!
OCCHIO AL PETROLIO
OCCHIO AL PETROLIO
500 AUGURI DA TUTTA ITALIA E CONTINUANO AD ARRIVARE

Un regalo di Natale bellissimo a tutti noi! E' un gesto che mi ha colpito nel cuore! Trovatemi un blog (di economia, E NON SOLO) che ha ricevuto cosi' tanti commenti in un giorno!!!!
Le minacce ricevute nei giorni scorsi, a fronte di questo gesto, sono diventate un pulviscolo di polvere. E questo grazie a voi. La partecipazione è straordinaria!
Leggetevi tutti i commenti e guardate da che località arrivano, scoprirete che vi sono tanti lettori che abitano nella vostra stessa zona! Non sarebbe bello poterli incontrare, conoscere, scambiare idee con loro? SENTIRSI PARTE DI UN PROGETTO, DI UN GRUPPO?
QUESTO POTREBBE ESSERE POSSIBILE NEL 2010!
Un passo in questa direzione potrebbe essere l'iscrizione a: MERCATO LIBERO IN PIAZZA , il NOSTRO FORUM. Fatelo durante queste vacanze e cominciate a imparare ad usarlo, il forum (o piazza) è un modo per incontrarsi.

L'Associazione verrà pronta verso fine gennaio (insieme a un'altra bella novità ) e il NOSTRO PROGETTO CHE COINVOLGERA' OGNUNO DI NOI POTRA' CONTINUARE A SVILUPPARSI .
Ci sono 20 di noi che stanno cercando di far partire l'Associazione. Ricordo gli obiettivi:
- Gruppo d'Acquisto
- Informazione economica gratuita
- Solidarietà nei confronti degli Associati in difficoltà
- Educazione finanziaria ai ragazzi (e non solo)
Stiamo lavorando sui vantaggi da offrire agli associati fin da subito, se avete delle idee potete inviarle a mercatiliberi@gmail.com
Inoltre sarà possibile conoscere tutti gli associati e sensibilizzeremo i membri del gruppo a incontrarsi e conoscersi nelle varie zone in Italia.
CONTINUATE A INVIARE GLI AUGURI DI NATALE NEL POST DEGLI AUGURI (QUELLO CON IL VIDEO DI NATALE) MI RACCOMANDO (E INDICATE LA LOCALITA')
500 AUGURI DA TUTTA ITALIA E CONTINUANO AD ARRIVARE
INDOVINATE CHE COSA E'......IL NOSTRO REGALO DI NATALE A TUTTI VOI!!!
MA MI RACCOMANDO, NON FATEVI PRENDERE DALL'ENTUSIASMO DEL REGALO DIMENTICANDOVI DI FARE GLI AUGURI DI NATALE A TUTTA LA NUMEROSA FAMIGLIA DI ML.
PER FAVORE, LEGGETE IL POST CHE SEGUE E INVIATE I VOSTRI AUGURI INDICANDO LA LOCALITA'

MERCATO LIBERO REGALO DI NATALE
INDOVINATE CHE COSA E'......IL NOSTRO REGALO DI NATALE A TUTTI VOI!!!
AUGURI DI BUON NATALE....SPECIALI!!! ARRIVEREMO A "500" AUGURI???? IO CREDO DI SI!!! SAREBBE UN BELLISSIMO REGALO PER TUTTI NOI!!!
Mentre ascoltate questa canzone di Natale postate nella zona "commenti" i VOSTRI AUGURI DI BUON NATALE , non a Mercato Libero, ma A TUTTI I LETTORI, A TUTTI GLI AMICI CHE VENGONO SU QUESTO SITO TUTTI I GIORNI.
QUANDO POSTATE GLI AUGURI INDICATE ANCHE LA VOSTRA CITTA'!!!
E' IMPORTANTE SAPERE CHE LUNGO TUTTA L'ITALIA ABBIAMO CENTINAIA (MIGLIAIA) DI AMICI.
Siamo un gruppo che si sta formando e il prossimo anno avremo modo di conoscerci ancora meglio, di creare nuovi gruppi di amici in TUTTA ITALIA, E IN TUTTO IL MONDO.
BASTA UN SOLO MINUTO PER POSTARE GLI AUGURI.....FATELO E NE RIMARRA' UN RICORDO BELLISSIMO!!!
TOCCA A VOI
E....BUON NATALE , UN ABBRACCIO A TUTTI VOI!
AIUTOOOOOO...APPROVANDO L'ENORME QUANTITA' DI AUGURI ARRIVATI STAMATTINA...PER ERRORE NE HO CANCELLATI UN GRUPPO DI 20!!!! SCUSATEMI!!!! MA NON RIESCO A RECUPERARLI.
AUGURI DI BUON NATALE....SPECIALI!!! ARRIVEREMO A "500" AUGURI???? IO CREDO DI SI!!! SAREBBE UN BELLISSIMO REGALO PER TUTTI NOI!!!
BANCA INTESA VENDE IL CUSTODY BUSINESS
E' un gioiello di famiglia che Banca Intesa vende per far cassa.
E' il classico prodotto cash cow. ovvero quello che ti protegge quando le cose vanno male.
La vendita di questo business (già fatta negli anni scorsi da Unicredito) va nella direzione strategica sbagliata, ma nel breve i soliti analisti potrebbero anche festeggiare l'incasso di soldi e la plusvalenza realizzata di circa 740 milioni.
BANCA INTESA VENDE IL CUSTODY BUSINESS
ALFANO PRENDE IL POSTO DI BERLUSCONI?
UNA DOMANDA PER TUTTI: SAPETE CHI E' ALFANO?
provate e vedere su Google provate a indagare in Sicilia e poi aiutateci a capire perchè ALFANO!!!
Mah....l'anno si chiude proprio bene!
ALFANO PRENDE IL POSTO DI BERLUSCONI?
LETTERA DA UN AMICO DI "IMPRESE CHE RESISTONO"
LEGGETELA E LA GIORNATA APPARIRA' MIGLIORE!!!

Carissimo Mercato Libero,
In un periodo di forte crisi a livello globale gli aspetti che fanno la differenza nel mondo del lavoro sono due: ENTUSIASMO E DETERMINAZIONE.
-Entusiasmo per tutto ciò che ci circonda. Per la famiglia, per il lavoro, per il prossimo, per noi stessi. Entusiasmo nell’alzarci la mattina con la voglia di fare, di lavorare, di creare qualcosa che ci migliora giorno dopo giorno, anno dopo anno. Entusiasmo nell’affrontare la vita guardandola negli occhi e non nascondendoci dietro banali scuse e lamentele. Entusiasmo nell’essere consapevoli che i nostri cari, i nostri figli, la nostra famiglia, la nostra azienda, i nostri collaboratori sono il bene più prezioso che abbiamo e che dobbiamo lottare ogni giorno per garantire loro serenità, tranquillità e stabilità. Entusiasmo nell’essere consapevoli che siamo noi i padroni della nostra vita. Siamo noi i protagonisti del nostro libro.
Non dobbiamo relegarci ad un ruolo di co-primari. Siamo noi gli attori protagonisti. Siamo noi che dobbiamo decidere della nostra vita e non far si che altre persone decidano per noi. E per fare tutto questo occorre determinazione.
- Determinazione nell’affrontare le situazioni che ci si presentano davanti ogni giorno, determinazione nell’affrontare il mondo del lavoro che diventa ogni giorno sempre più competitivo e difficile. Determinazione nell’essere consapevoli che, agire in prima persona ci porta ad essere sempre più protagonisti del nostro presente e del nostro futuro, senza attendere che qualcun altro lo faccia al posto nostro. Ancor di più se i singoli, unendosi, indirizzano le loro energie verso obiettivi comuni. Non dobbiamo avere il timore di conquistarci nuove opportunità, di bussare ad una porta, di trattare con un investitore, di chiedere d’esser ricevuti da qualcuno, di esporre un nostro progetto, di prendere decisioni, di creare, di sognare.
Lettera Firmata.
LETTERA DA UN AMICO DI "IMPRESE CHE RESISTONO"
ALLE 18.30 DIRETTA CON MERCATO LIBERO E TRADERxGIOCO - NON PERDETELA
CHI HA MINACCIATO QUESTO BLOG NELLE SCORSE SETTIMANE PASSERA' UN NATALE PREOCCUPATO

Domenica ci siamo messi in caccia....
-grazie a un amico hacker
-Uno studio legale
-La polizia postale
ABBIAMO LAVORATO TUTTA LA DOMENICA PER RACCOGLIERE TUTTA UNA SERIE DI MATERIALE E QUESTA MATTINA ABBIAMO INIZIATO A COMUNICARE UN PO' DI INFORMAZIONI A CHI DI DOVERE.
SE ANCHE QUESTO NATALE QUALCUNO LO PASSERA' TRANQUILLO....CON IL 2010 CHI HA PRESO DI MIRA IL BLOG NON SI DIVERTIRA' PIU' TANTO...
siamo sicuri che lo cureranno e lo prenderanno
Intanto leggete qua:
Chi istiga a commettere delitti contro la vita e l'incolumità delle persone o ne fa apologia, sarà punito con la reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica (internet e social network), la pena è aumentata.
Ecco il nuovo disegno di legge che tende a bloccare l'abitudine a utilizzare gli strumenti informatici per ledere la dignità delle persone con diffamazione, ricatti e ingiurie a sfondo sessuale, razzista e o di altro tipo.
CHI HA MINACCIATO QUESTO BLOG NELLE SCORSE SETTIMANE PASSERA' UN NATALE PREOCCUPATO
LONTANO DAL BANCO POPOLARE
Potrebbe essere la Banca che insieme a MPS potrebbe tornare sui minimi.
Il capitale scarseggia...e se i mercati cominciano a scendere....
LONTANO DAL BANCO POPOLARE
MERCATOLIBERO VILLAGE - PORTO SEGURO

ABBIAMO RAGGIUNTO E SUPERATO LE 20 PRENOTAZIONI PER GLI APPARTAMENTI NEL RESIDENCE MERCATO LIBERO VILLAGE.
CI SIAMO COSI' ASSICURATI LO SCONTO DEL 14% SUL PREZZO DI VENDITA.
E' STATO VERAMENTE UN SUCCESSO NON SPERATO. IN SOLE 5 SETTIMANE!
D'ALTRO CANTO IL BRASILE E' IL PAESE DEL FUTURO E LA PROPOSTA ECONOMICA ERA VERAMENTE INTERESSANTE.
LA IMOPLANET CI HA MESSO A DISPOSIZIONE ANCORA ULTERIORI 5 APPARTAMENTI! GLI ULTIMI CHE POTRANNO USUFRUIRE DI QUESTA PROPOSTA ECONOMICA.
PENSO CHE ENTRO NATALE RAGGIUNGEREMO IL TARGET DI 25. PERO', SE SIETE INTERESSATI, DOVETE AFFRETTARVI.
Inviate una mail a
mercatoliberobrasile@gmail.com
con nome, cognome e contatto telefonico, vi invieremo le informazioni sul progetto MERCATO LIBERO VILLAGE.
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LA LINGUA DI SPIAGGIA CHE COLLEGA LA COSTA ALLA BARRIERA CORALLINA. SI PUO' PASSAGGIARE PER ORE SULLA BARRIERA (CON LE SCARPE ADATTE OVVIAMENTE) CON L'ACQUA CHE NON TI ARRIVA ALLE CAVIGLIE E CIRCONDATO DA CENTINAIA DI RICCI DI MARE -
MERCATOLIBERO VILLAGE - PORTO SEGURO
H3G NON RISPONDE
Stanno lavorando male, stanno perdendo soldi, hanno una montagna di debiti, non investono piu'...
PRATICAMENTE A UN PASSO DALL'ADDIO ALL'ITALIA!!!
NE SAPETE NULLA?
H3G NON RISPONDE
SE ENI VENDE SNAM....
Eni potrebbe valere anche 30 euro ma deve separare i suoi business.
E il fondo knight detiene una quota rilevante di azioni ENI.
Se vende la Rete del gas, il titolo potrebbe essere riconsiderato interessante da quei quattro scappati di casa di brokers inglesi e americani e il nuovo anno vedere il titolo andare verso i 20 euro.
SE ENI VENDE SNAM....
FUGNOLI CONTRO SAXO BANK

Fugnoli lavora per una banca che oramai non c'è quasi piu'.
I grandi errori di gestione di Abaxbank hanno costretto Credem (h)a licenziare quasi tutti i dipendenti.
John Hardy invece è lo strategist di Saxo Bank, una banca in forte sviluppo, specie nel settore valutario.
Il nostro Fugnoli sostiene che il carry trade non esiste. John Hardy, intervistato dal Sole 24 ore dice: IL DOLLARO, NEL CORSO DEL 2010 SI RAFFORZERA' OBBLIGANDO LE ENORMI POSIZIONI DI CARRY TRADE COSTRUITE NEL CORSO DEL 2009 A ESSERE SMPONTATE.
Secondo voi chi dei due ha ragione? io non ho dubbi!!!
Inoltre il nostro Jonh Hardy sostiene un concetto interessante:
Gli Usa si stanno trasformando in un paese con la bilancia delle partite correnti in attivo, al contrario della Cina. Un evento del genere finirebbe per ridurre in modo drastico la necessità di molti paesi asiatici di acquistare euro per diversificare.
I problemi dei Piigs potrebbero portare a una vera e propria fuga dall'euro...con un effetto inflattivo notevole (inflazione importata da materie prime e manufatti)
FUGNOLI CONTRO SAXO BANK








